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[ 1] SPAZIO DELLA REGIONE DEL VENETO ALLA 73.MOSTRA INTERNAZIONALE D'ARTE CINEMATOGRAFICA DI VENEZIA Martedì 06/09/2016 Il Giornalismo tascabile The Pocket Journalism Droni by Art © Special Issue 2016 [ISBN 978-88-88356-53-2 cod. ed. 4627-204991]

Droni nell'Arte ( Droni by Art )

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    SPAZIO DELLA REGIONE DEL VENETO ALLA 73.MOSTRA INTERNAZIONALE D'ARTE

    CINEMATOGRAFICA DI VENEZIA Marted 06/09/2016

    Il Giornalismo tascabile The Pocket Journalism

    Droni by Art Special Issue 2016

    [ISBN 978-88-88356-53-2 cod. ed. 4627-204991]

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    Ipsia Galileo Galilei

    Castelfranco Veneto

    [ISBN 978-88-88356-53-2 cod. ed. 4627-204991]

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    Il Giornalismo tascabile The Pocket Journalism

    Droni by Art Special Issue 2016

    Sommario 4. REPORTAGE DALLA 73.MOSTRA DEL CINEMA Simone Massi disegna il manifesto della Mostra A Sonia Bergamasco il ruolo di madrina Il Cinema nel Giardino: Solo opere in prima mondiale, nuova sezione non competitiva Jean-Paul Belmondo e Jerzy Skolimowski, Leoni doro alla carriera 7. DRONI BY ART. IPSIA, LA SCUOLA DEI DRONI Videoregistrazioni volanti. Contro la scarsit di mezzi: linventiva Elenco di tutti i servizi pubblicati 11. LA SCUOLA DEI DRONI Elenco di tutti i servizi pubblicati (YouTube e stampa online) 16. REPORTAGE DALLA BIENNALE DI ARCHITETTURA VENEZIA Intervista ad Alejandro Aravena, curatore della 15. Biennale di Architettura Bruce Chatwin, Maria Reiche, le linee di Nazca, la scala, i droni 19. Blue, come i caschi blu dell'ONU. Una proposta di Malkit Shoshan 23. Israele lifeobject: Come unire biologia e architettura. Intervista a Ben Bauer 27. Extraction Canada. Intervista a Pierre Blanger 33. Droneporti in Africa. La proposta di Lord Norman Foster 38. The far game. Corea: speculazione edilizia o necessit? Ne parliamo con Sung Hong Kim 42. The Evidence Room. La prova certa delle camere a gas di Auschwitz-Birkenau Lattualit legislativa. i fatti che hanno rivoluzionato la storia. 54. REPORTAGE DA ROMA AL PALAZZO DUCALE Venezia, I 500 Anni del Ghetto. Una lezione di amore per la vita (Roma, Club stampa internazionale) 56. Venezia, gli ebrei e lEuropa. Intervista alla curatrice Donatella Calabi Droni by Art. Il giornalismo tascabile / Le Journalisme de poche Di Angelo Miatello, Daniele Pauletto e Nazzareno Bolzon Intervistati: Anne Bordeleau, Sascha Hastings, Robert Jan van Pelt, Donald McKay, Pierre Blanger, Alejandro Aravena, Malkit Shoshan, Ben Bauer, Lord Norman Foster, Donatella Calabi, Luca Zaia Servizio webtv: Daniele Pauletto Fotografia: Claudio Malvestio, Daniele Pauletto, Angelo Miatello, Juli B.M e altri Stagisti: Federico Calzavara e Raunig Dubrica

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    REPORTAGE DALLA 73.MOSTRA DEL CINEMA

    SIMONE MASSI DISEGNA IL MANIFESTO DELLA MOSTRA

    limmagine di una curiosa situazione di attesa, e insieme un invito alla

    visione imminente dei film, il manifesto ufficiale della 73. Mostra del

    Cinema di Venezia, ideato e realizzato per il quinto anno da Simone Massi.

    In primo piano, una figura maschile non riconoscibile, che potrebbe essere

    lo stesso autore Simone Massi, ma anche un qualsiasi spettatore, afferra

    dallalto un manifesto/sipario e inizia a svelare ci che potrebbe essere lo

    schermo dove verranno proiettati, per undici giorni, i film della Mostra.

    Viene cos evocata la curiosit che alimenta, nel pubblico degli

    appassionati, lattesa di ogni proiezione dautore in un festival

    cinematografico.

    L'identit visiva e l'immagine coordinata della Mostra di Venezia sono state

    curate anche quest'anno dallo Studio Graph.X di Milano, sulla base dei

    disegni di Simone Massi.

    Simone Massi, premiato col David di Donatello 2012 per il miglior cortometraggio, lautore della

    sigla che dal 2012 introduce le proiezioni ufficiali della Mostra di Venezia. La sigla ha una durata di

    trenta secondi, ottenuti da 300 disegni realizzati a mano che citano Fellini, Anghelopulos,

    Wenders, Olmi, Tarkovskij, Dovenko, Truffaut. Massi ha ideato la sigla con il contributo di Fabrizio

    Tassi. La musica stata scritta ed eseguita da Francesca Badalini, mentre il sound design di

    Stefano Sasso. Julia Gromskaya ha realizzato le riprese e Lola Capote-Ortiz si occupata della post-

    produzione.

    Massi, nato a Pergola nel 1970, fra gli ultimi pionieri dell'animazione a passo uno e ha

    all'attivo oltre 200 premi vinti nei principali festival nazionali e stranieri, oltre a essere ritenuto uno

    dei pi importanti autori di cortometraggi di animazione a livello internazionale. Animatore

    indipendente, ha studiato Cinema di animazione alla Scuola darte di Urbino. In diciannove anni ha

    ideato e realizzato (da solo e interamente a mano) 19 film di animazione che sono stati mostrati in

    sessanta Paesi e che sono stati proposti alla sessantanove. Mostra di Venezia 2012, insieme a un

    inedito, Animo resistente. Per i suoi lavori Massi non si serve dell'uso del computer, ma realizza

    tutto a mano su carta, attraverso l'uso di matite, carboncini, gessetti, pastelli, grafite e china. La

    tecnica dei graffi adottata nelle ultimissime opere che gli consente di completare 6-7 disegni al

    massimo in una giornata - lavorando senza sosta dalla mattina alla sera fa s che per un film di 8

    minuti siano necessari anche due anni e mezzo di lavoro.

    A SONIA BERGAMASCO IL RUOLO DI MADRINA

    Lattrice Sonia Bergamasco sar la madrina delle serate di apertura e di chiusura della 73. Mostra

    Internazionale dArte Cinematografica di Venezia 2016. Sonia Bergamasco una delle attrici

    italiane pi versatili. nata a Milano, dove si diplomata in pianoforte presso il Conservatorio

    Giuseppe Verdi, e in recitazione presso la Scuola del Piccolo Teatro.

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    Debutta nellArlecchino servitore di due padroni di Giorgio Strehler, ed

    la Fatina dellultima edizione teatrale e televisiva del Pinocchio di

    Carmelo Bene. A teatro ha lavorato anche con Theodoros Terzopoulos,

    Massimo Castri e Glauco Mauri.

    Dal 2001 interprete e regista di spettacoli in cui lesperienza musicale

    si intreccia pi profondamente con il teatro. Premio Duse 2014 per il

    suo lavoro dattrice, nel 2015 regista e interprete dello spettacolo Il

    ballo (tratto dal racconto di Irne Nmirovsky).

    Al cinema debutta nel 2001 con Lamore probabilmente di Giuseppe

    Bertolucci presentato alla Mostra di Venezia. Nastro d'argento 2004

    come attrice protagonista in La meglio giovent di Marco Tullio

    Giordana, lavora anche con Bernardo Bertolucci in Io e te (2012),

    Giuseppe Piccioni in Giulia non esce la sera (2009), Silvio Soldini nel

    cortometraggio Destate (1994), con Franco Battiato in Musikanten

    (2006). Ottiene il Premio Flaiano come miglior interprete nel film tv De

    Gasperi, luomo della speranza (2005) di Liliana Cavani e sempre per la

    televisione riscuote grande successo nelle fortunate serie Tutti pazzi per amore (2008-2010) e Una

    grande famiglia (2012-2015) di Riccardo Milani.

    I suoi successi pi recenti sono il film Quo vado? con Checco Zalone, diretto da Gennaro

    Nunziante, per il quale ha ottenuto il Premio Alida Valli al Bari Film Festival, e le nuove puntate del

    Commissario Montalbano, con Luca Zingaretti.

    CINEMA NEL GIARDINO SOLO OPERE IN PRIMA MONDIALE

    Nel nuovo Regolamento della 73. Mostra del Cinema viene

    confermata e formalizzata lintroduzione della sezione

    Cinema nel Giardino. Si tratta di una sezione, non

    competitiva, che prevede una selezione di opere, anche di

    diverso genere e durata, che potranno essere precedute o

    accompagnate da incontri e approfondimenti con autori, interpreti e personalit del mondo

    dell'arte e della cultura. Sono ammessi alla selezione solo film presentati in prima mondiale alla

    Mostra. La sezione aperta a tutti: spettatori occasionali e frequentatori non accreditati, oltre,

    naturalmente, alle migliaia di cinefili che affollano abitualmente le sale. Offrendo a ciascuno

    (abitanti del Lido e di Venezia, curiosi venuti ad annusare laria del festival, giovani in cerca di

    emozioni cinematografiche) loccasione di vivere la Mostra del Cinema anche la sera, allinsegna di

    un intrattenimento che si propone di coniugare lincontro con uno o pi personaggi e la proiezione

    di un film. Un luogo dove potessero svolgersi attivit varie: discussioni e incontri con il mondo del

    cinema e dello spettacolo, proiezioni e rassegne. Il tutto per animare la vita della Mostra nella

    direzione di un festival partecipato dal pubblico e non solo dagli accreditati.

    Il sito predisposto l'arena nel giardino del Casin, dovera il famoso buco fortunatamente

    interrato (l doveva sorgere il nuovo palazzo del Cinema a duemila posti ma fu bloccato perch i

    sottostante terreno era inquinato da quintali di tettoie in eraclit allamianto interrate dal

    consorzio degli alberghi lidensi o dal Comune (?). La nuova sala conterr ben 450 posti a sedere.

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    JEAN-PAUL BELMONDO E JERZY SKOLIMOWSKI

    Leoni doro alla carriera

    Da questanno due Leoni dOro alla carriera: il primo assegnato a registi o appartenenti al mondo

    della realizzazione; il secondo a un attore o unattrice ovvero a personaggi appartenenti al mondo

    dellinterpretazione.

    Jean-Paul Belmondo, icona del cinema francese e internazionale, ha saputo interpretare al meglio

    l'afflato di modernit tipico della Nouvelle Vagueattraverso gli straniati personaggi di A doppia

    mandata ( double tour, 1959) di Claude Chabrol, Fino all'ultimo respiro (1960) e Il bandito delle

    11(1965, in concorso a Venezia) entrambi di Jean-Luc Godard, o La mia droga si chiama Julie (1969)

    di Franois Truffaut. In particolare, impersonando Michel Poiccard/Lszl Kovcs in Fino all'ultimo

    respiro, Belmondo ha imposto la figura di un antieroe provocatorio e seducente, molto diverso dagli

    stereotipi hollywoodiani ai quali lo stesso Godard si ispirava. Questo suo carattere gli ha consentito

    di interpretare alcuni dei migliori gangster del cinema poliziesco francese, come in Asfalto che

    scotta (1960) di Claude Sautet, Lo spione (1962) di Jean-Pierre Melville e Il clan dei marsigliesi (1972) di

    Jos Giovanni, ottenendo un enorme successo popolare con i molti film successivi, da L'uomo di

    Rio (1964) di Philippe de Broca a Il poliziotto della brigata criminale (1975) di Henri Verneuil, da Joss il

    professionista (1981) di Georges Lautner a Una vita non basta (1988) di Claude Lelouch.

    Jerzy Skolimowski tra i cineasti pi rappresentativi di quel cinema moderno nato in seno

    alle nouvelles vague degli anni Sessanta e, con Roman Polanski, il regista che ha contribuito al

    rinnovamento del cinema polacco del periodo (Barbera). Lo stesso Polanski (che lo volle accanto

    come sceneggiatore nel suo film desordio Il coltello nellacqua), afferm: Skolimowski sovraster la

    sua generazione con la testa e le spalle. In realt, la carriera del boxeur poeta (secondo Andrzej

    Munk, suo mentore), durata ben oltre cinquantanni con diciassette lungometraggi realizzati, stata

    faticosa, segnata da continui traslochi dalla Polonia al Belgio, dalla Gran Bretagna agli Stati Uniti,

    prima del definitivo ritorno in Patria di dieci anni fa che ne hanno contrassegnato lopera: apolide

    in apparenza, perch assoggettata a strategie produttive eterogenee ed apparentemente diseguali,

    in realt personalissima e originale in ciascuna delle sue opere. La trilogia realizzata in Polonia ai

    suoi esordi, Rysopis (1964), Walkover (1965) e Barriera (1966), fu per i Paesi dellEst ci che i primi

    film di Godard sono stati per il cinema occidentale, mentre i capolavori successivi Il vergine (1967,

    Orso doro a Berlino), La ragazza del bagno pubblico (1970), Laustraliano (1978, Grand Prix

    Cannes), Mani in alto! (1981), Moonlighting (1982, migliore

    sceneggiatura a Cannes) sono tra i film pi rappresentativi di

    un cinema moderno, anticonformista e audace. I film pi recenti

    realizzati dopo il ritorno in patria Quattro notti con

    Anna (2008), Essential Killing (2010, Premio Speciale della Giuria

    a Venezia) e 11 minuti (2015, in concorso a Venezia)

    manifestano infine uninesauribile e sorprendente capacit di

    rinnovamento, che lo collocano di diritto tra gli autori pi

    combattivi e originali del cinema contemporaneo.

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    Droni by Art

    IPSIA, LA SCUOLA DEI DRONI Videoregistrazioni volanti.

    Contro la scarsit di mezzi: linventiva

    Di Angelo Miatello

    l cinematografo stato linvenzione

    del secolo quel nuovo progresso

    dellumanit che dal 1890 fino ad

    oggi senza freni prosegue in innovazione e

    pluridisciplinariet. Si concretizza su

    macchine da presa che aprono nuove

    frontiere allinformazione, gi di per s

    progredita grazie alla fotografia e alla

    stampa illustrata.

    Nasce il film di attualit con le gare

    sportive, le parate militari, i conflitti

    internazionali che diventa arma del potere

    e specchio della quotidianit, quando

    riprende il traffico cittadino, lanimazione

    di un mercato o filmare scene di grande

    interesse documentario.

    Il drone, robot volante inventato solo per

    uso militare, cio colpire il nemico con un

    pilota remoto, dopo settantanni irrompe

    sulla scena mondiale trasformandosi in un

    normale apparecchio multimediale

    integrato con applicazioni e programmi

    software alluso e consumo di tutti.

    unindustria che ha uno dei tassi di

    crescita pi elevati, sebbene ci siano

    norme restrittive protezioniste che

    incidono fortemente sul suo sviluppo

    tecnologico. Il drone, parola inglese

    italianizzata il fuco, il ronzio di un

    fuco, deriva da un soprannome dato ad

    un velivolo lanciato da una rampa in una

    esercitazione della marina militare

    statunitense, parafrasando un precedente

    esperimento britannico chiamato per

    loccasione lape regina. Ci sono voluti

    diversi lustri per trasformarlo in cinepresa

    volante ed altrettanti per renderlo utile

    anche per servizi civili o per svago.

    Non una novit la ricaduta civile di

    invenzioni tecnologiche militari, solo che

    in Italia per sua natura antropologica e

    sociopolitica si persiste nellignoranza

    diffusa, mescolando innovazione e ordine

    pubblico, sperimentazione e fantasmi.

    LIpsia Galilei, per linventiva dei docenti

    Nazzareno Bolzon e Daniele Pauletto, il

    primo istituto professionale del Nordest

    che va in controtendenza, coinvolge

    studenti di varie classi, testa luso di droni

    di piccole dimensioni, di fabbricazione

    straniera, li studia, li scompone e crea il

    primo team per il soccorso civile, per

    rispondere ad urgenti necessit come

    supporto allordine pubblico, alla tutela

    dellambiente naturale, alla promozione

    turistica, alla bellezza Italia e persino in

    un sistema integrato nella comunicazione

    online. Viene battezzato Droni by Art,

    ovvero il giornalismo tascabile.

    I

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    ELENCO DI TUTTI I SERVIZI PUBBLICATI

    rogetto Droni by Art / I Droni che documentano l'Arte 2014-2015.

    Questa sezione lunica che sia stata sperimentata, usando uno smartphone e dei

    droni gestiti da studenti del primo o secondo anno dellIpsia Galilei.

    Battezzata per loccasione Droni by Art, il giornalismo tascabile, servito per partecipare

    alle conferenze stampa di eventi culturali o politici.

    Fare del giornalismo con i normali strumenti di comunicazione e la gratuit della

    divulgazione della notizia (siti web, youtube e altri social network) non ancora considerata

    materia di studio e pratica nella scuola. Noi per la prima volta abbiamo collezionato tanti

    servizi che ne attestano la qualit e loriginalit delle flying-news (notizie volanti).

    Ma il fatto da non trascurare senzaltro la potenzialit nel migliorare la comunicazione e

    il contextus del nostro racconto.

    MINERVA DEL VERONESE CASA MUSEO GIORGIONE,

    CASTELFRANCO VENETO 2015

    https://fpa2000.wordpress.com/2015/02/17/381/

    VILLA MANIN RASSEGNA AVANGUARDIA RUSSA , CODROPIO 2015

    https://aidanewsxl.wordpress.com/2015/03/09/dal-drone-al-web-con-lavanguardia-russa-

    una-pacifica-intrusione/

    https://fpa2000.wordpress.com/2015/03/06/villa-manin-alla-riscoperta-dellavanguardia-

    russa-con-i-droni-del-galilei/

    Expo 2015 The Literary Gazette and Journal of Arts about Expo

    https://exponews2015.wordpress.com/2015/03/08/un-video-drone-per-lavanguardia-russa-a-

    villa-manin

    INTERVISTE: LE MERAVIGLIE DI VENEZIA

    https://fpa2000.wordpress.com/2015/04/15/le-meraviglie-di-venezia-liberamente-e-

    gratuitamente-con-tablet-smartphone-e-da-casa//

    VENETO EXPO 2015

    https://exponews2015.wordpress.com/2015/03/25/expo-2015-destinazione-veneto-con-

    deboli-infrastrutture/

    JOURNALISM DRONE: VENETO FOR EXPO"

    https://exponews2015.wordpress.com/2015/03/24/journalism-drone-gasparin-lancia-il-

    programma-veneto-for-expo/

    PADIGLIONE VENEZIA BIENNALE DI VENEZIA

    https://fpa2000.wordpress.com/2015/04/21/guardando-avanti-levoluzione-dellarte-del-fare-

    9-storie-dal-veneto-digitale-non-solo-digitale/

    SLIP OF THE TONGUE , PALAZZO PUNTA DELLA DOGANA VENEZIA

    https://fpa2000.wordpress.com/2015/04/24/slip-of-the-tongue-un-lapsus-di-passione-e-

    amore/

    P

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    LA PRIMA VOLTA DI UN DRONE AL MUSEO ARCHEOLOGICO

    NAZIONALE DI VENEZIA

    https://fpa2000.wordpress.com/2015/05/01/la-prima-volta-di-un-drone-al-museo-

    archeologico-nazionale-di-venezia/

    https://fpa2000.wordpress.com/2015/05/02/lincursione-pacifica-del-drone-by-art-nelle-sale-

    del-museo-archeologico-nazionale-di-venezia/

    ACQUA IMMUTABILE ED ANTICA: UN NUOVO PERCORSO AL MAN DI

    VENEZIA

    https://aidanewsxl.wordpress.com/2015/04/30/acqua-immutabile-ed-antica-un-nuovo-

    percorso-al-museo-archeologico-nazionale-di-venezia

    DRONI BY ART

    http://www.artspecialday.com/2015/05/09/droni-by-art-la-tecnologia-al-servizio-dellarte/

    https://fpa2000.wordpress.com/2015/05/04/comunicare-con-i-droni-by-art-luovo-di-

    colombo-bortolon-malvestio-pauletto-e-miatello-lanciano-il-giornalismo-tascabile/

    CINEMA TASCABILE: TRE REGISTI

    https://aidanewsxl.wordpress.com/2015/04/26/il-cinema-tascabile-e-di-scena-al-liceo-

    giorgione-mazzariol-zaccaria-pauletto-tre-registi-a-confronto/

    56. BIENNALE ARTE VENEZIA 2015

    https://aidanewsxl.wordpress.com/2015/05/08/the-key-in-the-hand-le-chiavi-in-mano-di-

    chiharu-shiota-che-uniscono-il-mondo/

    https://fpa2000.wordpress.com/2015/05/09/il-canadissimo-di-jasmin-bilodeau-sebastien-

    giguere-e-nicolas-laverdiere-ovvero-il-consumismo-universale

    https://aidanewsxl.wordpress.com/2015/05/06/in-compagnia-di-federico-tra-i-padiglioni-

    della-biennale/

    https://aidanewsxl.wordpress.com/2015/05/09/bgl-canadissimo-come-divertirsi-in-mezzo-

    ai-potenti-della-terra/

    https://aidanewsxl.wordpress.com/2015/05/10/56-biennale-padiglione-usa-il-curatore-paul-

    c-ha-e-intervistato-da-droni-by-art/

    https://aidanewsxl.wordpress.com/2015/05/12/la-ricerca-archeologica-della-civilta-umana-

    di-moon-kyungwon-jeon-joonho/

    https://aidanewsxl.wordpress.com/2015/05/09/bgl-canadissimo-come-divertirsi-in-mezzo-

    ai-potenti-della-terra/

    PADOVA: I DRONI IPSIA OSPITI DONORE PER LA MOSTRA DI JEAN

    DUBUFFET AL GIARDINO DELLA BIODIVERSIT

    https://fpa2000.wordpress.com/2015/06/26/padova-i-droni-ipsia-ospiti-donore-per-la-

    mostra-di-jean-dubuffet-al-giardino-della-biodiversita/

    Giardino della biodiversit allOrto botanico: Omaggio a Jean Dubuffet

    https://aidanewsxl.wordpress.com/2015/06/27/giardino-della-biodiversita-allorto-botanico-

    omaggio-a-jean-dubuffet-ce-lo-spiega-nicola-galvan/

    In visita allOrto Botanico di Padova con droni e smartphone

    https://aidanewsxl.wordpress.com/2015/06/28/in-visita-allorto-botanico-di-padova-in-

    compagnia-di-baniele-pauletto-federico-calzavara-e-claudio-malvestio/

    DRONI BY ART ALLA 72.MOSTRA DEL CINEMA DI VENEZIA

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    https://fpa2000.wordpress.com/2015/08/22/le-journalisme-de-poche-e-di-scena-allhotel-

    excelsior-eccellenze-della-castellana-alla-72-mostra-del-cinema/

    https://aidanewsxl.wordpress.com/2015/08/24/1340/

    MOSTRA JOAN MIR A VILLA MANIN 2015

    https://naturarti.wordpress.com/2015/10/16/joan-miro-negli-ultimi-trentanni-da-realista-a-

    sognatore-villa-manin-tinta-di-rosso-e-nero/

    https://aidanewsxl.wordpress.com/2015/10/17/ennio-pouchard-miro-e-inconfondibile-lho-

    conosciuto-a-roma/

    DRONIFESTIVAL (2015-2016)

    https://fpa2000.wordpress.com/2015/10/20/dronifestival-entra-nella-cronaca-lopinione-

    pubblica-e-avvisata/

    PROGETTO DRONEFILM FESTIVAL

    http://tribunatreviso.gelocal.it/treviso/cronaca/2015/10/18/news/cortometraggi-girati-con-i-

    droni-un-festival-in-citta-1.12291635?ref=search

    I DRONI TRA ARTE CINEMA E AUDIOVISIVO.IL PRIMO LIBRO SU QUESTO

    TEMA 2015

    https://aidanewsxl.wordpress.com/page/2/

    GIORNALISMO INTEGRATO TASCABILE. DRONI BY ART

    https://aidanewsxl.wordpress.com/2016/02/16/salvatronda-prima-conferenza-pubblica-di-

    droni-by-art-cinema-e-audiovisivo/

    15. BIENNALE ARCHITETTURA VENEZIA 2016 (Reporting from the Front)

    THE EVIDENCE ROOM. PADIGLIONE CENTRALE GIARDINI

    https://fpa2000.wordpress.com/2016/06/02/biennale-2016-olocausto-quando-anche-

    larchitetto-e-malvagio/

    https://aidanewsxl.wordpress.com/2016/06/04/the-evidence-room-la-prova-delle-camere-a-

    gas-ad-auschwitz/

    https://paceguerra.wordpress.com/2016/06/01/la-malarchitettura-testimone-dellolocausto/

    THE ISRAEL PAVILIONS LIFEOBJECT EXHIBITION

    https://naturarti.wordpress.com/2016/06/01/the-israel-pavilions-lifeobject-exhibition-

    relationship-between-biology-and-architecture/

    PADIGLIONE ISRAELE ALLA BIENNALE

    https://fpa2000.wordpress.com/2016/06/02/padiglione-israele-alla-biennale-quando-

    larchitettura-prende-spunto-dalla-biologia/

    https://aidanewsxl.wordpress.com/2016/06/01/2920/

    PADIGLIONE OLANDA

    https://aidanewsxl.wordpress.com/2016/06/03/olanda-larchitettura-delle-missioni-di-pace-

    dei-caschi-blu/

    https://aidanewsxl.wordpress.com/2016/06/14/canadian-extraction-9000-progetti-minerari-

    in-tutto-il-mondo-pauletto-e-miatello-incontrano-pierre-belanger/

    https://aidanewsxl.wordpress.com/2016/06/14/extraction-il-canada-vuole-liberrarsi-dal-

    colonialismo-britannico/

    https://aidanewsxl.wordpress.com/2016/06/14/extraction-il-canada-vuole-liberrarsi-dal-colonialismo-britannico/https://aidanewsxl.wordpress.com/2016/06/14/extraction-il-canada-vuole-liberrarsi-dal-colonialismo-britannico/

  • [ 11]

    LA SCUOLA DEI DRONI

    racciare il percorso svolto da Daniele Pauletto allinterno di un istituto

    professionale che in pochissimo tempo ha raggiunto livelli di notoriet tale

    non cos immediato. Tutto inizia dal settembre 2013 con un esperimento a

    cielo aperto. I droni sono acquistati sul mercato internazionale on line, di

    fabbricazione straniera, approfittando delle decine di offerte che si rinnovano giorno

    dopo giorno. Lidea di smontare, capire come funziona, integrarlo ad un sistema

    che possa servire ad obiettivi o servizi personalizzati.

    Le curiosit sono tante, soprattutto con la massificazione dei cellulari e dei social

    network.

    Difficolt e derisioni,ostacoli di vario tipo non sono mancati. La tenacia di uno

    sparuto gruppo di studenti autofinanziati e guidati da un intraprendente e

    appassionato docente, riescono a contagiare anche il vicepreside. Anzi le loro

    sperimentazioni dentro e fuori il laboratorio, diventano un filone su cui sviluppare

    prototipi e servizi personalizzati.

    Lonore va al prof. Daniele Pauletto e al vicepreside prof. Nazzareno Bolzon che

    hanno contribuito a far diventare lIpsia quale primo Istituto professionale del

    Nordest che si avvia su questo (per noi) avveniristico settore robotizzato, viaggiando

    ad una velocit performativa che nessunaltra scuola aveva fino ad ora realizzato

    partecipando a fiere nazionali e internazionali e perfino sfidando i c.d. gufi.

    Il team messo in piedi dai due docenti castellani si cimenta con luso del drone in

    varie occasioni: nel soccorso umanitario, sanitario, civile, nella tutela e conservazione

    del paesaggio, dellambiente naturalistico e persino come mediatore turistico e nella

    comunicazione. unescalation di prove che la cronaca riprende con puntualit

    estrema, anzi per un certo periodo i droni Ipsia tengono banco con articoli a pagina

    intera con le tv locali che ne mettono in risalto le novit tecnologiche dei robot

    volanti a scopo civile. Il paradigma rovesciato. La Scuola si integra nella societ.

    Il drone un robot volante e dovr fare quello che luomo gli sapr insegnare. Partire dal presupposto che un oggetto pericoloso (anche il coltello da cucina lo )

    significa arrestare ormai un processo evolutivo di sviluppo economico. Usare laria

    per trasferire merci su piccola scala o controllare lo stato di salute di tetti, alberi o

    piantagioni potrebbe essere una scorciatoia per risparmiare tempo e denaro senza

    dover attendere infrastrutture pesanti pi convenzionali, lequivalente della vecchia

    linea telefonica paragonata al cellulare. I droni che consegnano, cibo, medicine, un

    pezzo di ricambio di unautomobile o di un mulino ad acqua possono essere definiti

    come una sorta di infrastruttura cellulare si legge in unintervista a Lord

    Norman Foster (vedi nostro servizio in questo libretto, cap. Biennale).

    T

  • [ 12]

    Qui il punto sul quale la scuola ancora non in possesso di quei requisiti che la

    rendono libera per avanzare esperimenti che possono avere ricadute economiche

    molto positive. Siamo in unera di nativi digitali e li teniamo incapsulati..

    Sfogliando youtube e google ci si accorge che nel mondo la variet dellofferta dei

    droni, di piccola o media grandezza, cio che soddisfi un folto pubblico (il drone

    sar come un cellulare) quasi tutta proveniente da privati (singoli o piccole societ

    cosiddette start-up) o da centri R&S universitari, dove appunto si possono

    brevettare complicati sistemi integrati con fondi sostanziosi: il drone che sappia

    monitorare specifici inquinanti atmosferici, i fumi e le diossine di un incendio, il

    controllo dello stato degli argini di fiumi che esondano, per il trasporto di un

    defibrillatore, per monitorare piantagioni vitivinicole, per la salute delle piante ad alto

    fusto, e nel campo della cinematografia, cio della fotografia aerea (ripresa

    volante, "flying-movie").

    Tutti i videoclip e gli articoli passati in rassegna, che qui diamo un elenco non

    completo, ci confermano quello che abbiamo sempre sostenuto: la straordinaria

    esibizione che proviene da un Istituto professionale del Nordest con modestissimi

    mezzi a disposizione. Anzi, spesso contribuendo di tasca propria per ore svolte a

    testare assieme ai ragazzi il buon uso del robot volante.

    Sar occasione nei prossimi mesi di de-costruire quello che si sa o non si voleva

    sapere attorno ai vantaggi reali e futuri del drone: Cosa abbiamo fatto? Cosa c che

    bolle in pentola? Dove stiamo andando?

    I droni, fino a prova contraria, sono nati e stati usati solo per scopi militari. Un mezzo

    di guerra che codificato dalle Convenzioni di Ginevra (guerra aerea). Da qualche

    anno invece stanno conquistando il mondo intero per un uso civile, persino artistico e

    cinematografico.

    La veduta ruotante dallalto in basso a 180 gradi, guidata da terra e controllata in

    tempo reale sullo schermo del cellulare o di un portatile rivoluziona totalmente il

    nostro rapporto occhio-oggetto, occhio-ambiente, facendo risaltare sia il

    controcampo (contextus) che inquadrature di primi piani (close-up).Si apre uno

    scenario rivoluzionario per il kinma-atos-graphie, in cui registi | attori | ambiente |

    persone si mescolano in live-streaming continuo. Luso del selfie ne una prova,

    sebbene siamo consapevoli che questo dilagare di autoriprendersi sconfina

    nellimbecillit.

    LUGLIO DICEMBRE 2013

    PRIMI APPROCCI CON MODELLISMO ELICOTTERINI COMANDATI DA

    SMARTPHONE

    SETTEMBRE - DICEMBRE 2013

  • [ 13]

    2013 Settembre Coinvolgimenti di studenti classi quinte. Sperimentazioni con trasporto

    farmaci e libri con elicotterini ed elicotteri (autofinanziati studenti e docente)

    2013 Novembre Laboratorio droni Dronilab a scuola e apertura blog

    2013 Dicembre Sperimentazioni trasporto farmaci con elicotterini Farmacia sotto la Torre

    http://dronilab.blogspot.it/2013/12/blog-post.html

    http://www.trevisotoday.it/cronaca/test-droni-ipsia-galilei-castelfranco.html

    GENNAIO 2014

    AUTOFINANZIAMENTO PER ACQUISTO PRIMO DRONE

    http://tribunatreviso.gelocal.it/treviso/cronaca/2014/01/14/news/gli-studenti-dell-ipsia-

    galilei-vanno-a-lezione-di-volo-1.8470349

    DRONI GUIDA TURISTICA

    http://www.oggitreviso.it/drone-che-fa-da-guida-turistica-78873

    FEBBRAIO 2014

    TEST: DRONI PER LA SICUREZZA SORVEGLIANZA IPER

    http://corrieredelveneto.corriere.it/veneto/notizie/cronaca/2014/20-febbraio-2014/-

    sicurezza-drone-poliziotto-sorvegliera-parcheggio-iper-2224102908390.shtml

    http://www.trevisotoday.it/cronaca/prova-droni-iper-castelfranco-veneto.html

    http://www.oggitreviso.it/droni-dell%E2%80%99ipsia-fanno-da-security-ai-

    %E2%80%9Cgiardini-del-sole%E2%80%9D-81356

    http://tribunatreviso.gelocal.it/treviso/cronaca/2014/02/16/news/i-droni-dell-ipsia-vegliano-

    sullo-shopping-1.8684697

    MARZO 2014

    DRONI MULTIUSO

    http://tribunatreviso.gelocal.it/treviso/cronaca/2014/03/06/news/droni-dell-ipsia-sulla-

    fracarro-radioindustrie-1.8802691

    http://www.ilgazzettino.it/PAY/VICENZA_PAY/i_droni_dell_ipsia_in_volo_a_sfidare_gli_

    ALLARMI_FRACARRO/NOTIZIE/557814.SHTML

    DRONI SFILATE DI MODA

    http://tribunatreviso.gelocal.it/treviso/cronaca/2014/02/23/news/i-droni-del-galilei-ai-

    giardini-del-sole-1.8729472

    http://tribunatreviso.gelocal.it/treviso/cronaca/2014/02/20/news/i-robottini-dell-ipsia-

    filmano-la-sfilata-di-moda-ai-giardini-1.8709771

    GUIDA SICURA

    http://www.ilgazzettino.it/index.php?p=articolo&id_old=545613

    DRONI ISPEZIONE TETTI EDIFICI

    http://tribunatreviso.gelocal.it/treviso/cronaca/2014/03/13/news/i-robottini-dell-ipsia-sulla-

    loggia-danneggiata-dalle-piogge-1.8846744

    http://www.ilgazzettino.it/index.php?p=articolo&id_old=570849

    http://www.trevisotoday.it/cronaca/test-droni-ipsia-galilei-castelfranco.html

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    http://tribunatreviso.gelocal.it/treviso/cronaca/2014/01/25/news/un-drone-in-sopralluogo-

    sul-tetto-dell-ipsia-galilei-1.8541349

    COME TI INVENTO UN DRONE

    http://www.avvenire.it/Cronaca/Pagine/drone-a-scuola-Ipsia-castelfranco.aspx

    LE IMPRESE STUDIANO I DRONI

    https://www.youtube.com/watch?v=14uO6Jpfx1w

    https://www.youtube.com/watch?v=VUIDRNo1PPU

    http://barbaraganz.blog.ilsole24ore.com/2014/07/31/un-drone-in-regalo-agli-studenti-gli-

    artigiani-mettono-le-ali-alle-nuove-generazioni/

    APRILE 2014

    I DRONI TRASPORTANO I GIORNALI

    http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/studenti-veneti-creano-droni-e-fanno-concorrenza-

    ad-amazon-0273b871-a424-4d5b-a9c5-9fb038d467d6.html

    DRONE ASSISTANT COACH

    stato poi utilizato dalle squadre di calcio nel

    https://www.youtube.com/watch?v=EDPr9cXvLZg

    DRONELAB

    https://www.youtube.com/watch?v=Z3EqNIIaAHg

    PROVE CADUTA FARMACI

    https://www.youtube.com/watch?v=Bn9TliWtRoY

    http://www.lavitadelpopolo.it/Paesi-Citta/Castellana/I-droni-volano-a-Castelfranco-grazie-

    ai-ragazzi-dell-Ipsia/(language)/ita-IT

    LA MASERATI

    http://tribunatreviso.gelocal.it/treviso/cronaca/2014/04/09/news/i-robottini-dell-ipsia-

    chiamati-per-le-maserati-1.9017853

    https://www.youtube.com/watch?v=dj-PGmAcaM8

    DA SOMMELIER A

    GUIDA TIRISTICA

    http://www.ansa.it/sito/no

    tizie/cronaca/2014/05/17/

    da-sommelier-a-guida-

    turistica-la-nuova-vita-

    dei-droni_14ec47f4-30f2-

    4693-b56e-

    5404d97bf0b5.html

    1 maggio 2015, il drone

    Ipsia entra per la prima

    volta nel Museo

    Archeologico Nazionale

    di Venezia

  • [ 15]

  • [ 16]

    Il Giornalismo tascabile The Pocket Journalism

    Droni by Art

    SPAZIO DELLA REGIONE DEL VENETO 73.MOSTRA INTERNAZIONALE D'ARTE CINEMATOGRAFICA DI VENEZIA

    06/09/2016

    Evento Ipsia Galilei: La Scuola dei droni

    REPORTAGE DALLA BIENNALE AL GHETTO DI VENEZIA Videointerviste volanti

    a cura di Daniele Pauletto, Angelo Miatello, Nazzareno Bolzon e la collaborazione di Federico Calzavara e Dobrica Raunig

    Olanda BLUE: Architettura delle missioni di pace ISRAELE LIFEOBJECT: Come unire Biologia e Architettura REPUBBLICA DI COREA THE FAR GAME: Constraints Sparking Creativity Stimolare la creativit piuttosto di soffocarla. Giocare il FAR Game (FAR: Floor, Area, Ratio) CANADA EXTRACTION: La mappa geologica del mondo rivela la vastit delle operazioni estrattive del pi grande paese minerario del pianeta (Impero) UNIVERSITY OF WATERLOO (CANADA): The Evidence Room. Larchitettura come prova Larchitettura come prova (Niente Buco, Niente Olocausto) VENICE JEWS AND EUROPE 1516-2016: Dalla Biennale di Architettura al Palazzo Ducale per la mostra internazionale "Venezia, gli ebrei e l'Europa 1516-2016"

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    Reportage dalla Biennale di Architettura Venezia

    INTERVISTA AD ALEJANDRO ARAVENA Curatore della 15. Biennale di Architettura

    Bruce Chatwin, Maria Reiche, le linee di Nazca, la scala, i droni

    ALEJANDRO ARAVENA, CURATORE DELLA 15.BIENNALE DI ARCHITETTURA, PERCH QUESTA FOTO CURIOSA? Ho scelto come icona una donna che scruta dallalto di una scala una distesa desertica per cogliere precisi scenari archeologici sta a significare quanto sia importante saper adattarsi a situazioni difficili nellesser creativi senza dover sprecare in abbondanza e saper usare la pertinenza. Durante un suo viaggio in America del Sud, Bruce Chatwin incontr unanziana signora che camminava nel deserto trasportando una scala di alluminio sulle spalle. Era larcheologa tedesca Maria Reiche, che studiava le linee di Nazca. A guardarle stando con i piedi appoggiati al suolo, le pietre non avevano alcun senso, sembravano solo banali sassi. Ma dallalto della scala, le pietre si trasformavano in uccelli,

    giaguari, alberi o fiori.

    Maria Reiche non aveva abbastanza denaro per noleggiare un aereo e studiare le linee dallalto, e la tecnologia dellepoca non disponeva di droni da far volare sul deserto del Sud America. Ma larcheologa tedesca era abbastanza creativa da trovare comunque un modo per riuscire nel suo intento. Quella semplice scala la prova che non dovremmo chiamare in causa limiti, seppure duri, per giustificare lincapacit di fare il nostro lavoro. Contro la scarsit di mezzi: linventiva.

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    Daltra parte, molto probabile che Maria Reiche si sarebbe potuta permettere unautomobile o un furgone per viaggiare nel deserto, salire sul tetto della vettura e guardare da una certa altezza; e cos facendo si sarebbe anche potuta spostare con maggiore rapidit. Ma questa scelta avrebbe distrutto loggetto del suo studio. Quindi in questo caso, si arrivati a una valutazione intelligente della realt grazie allintuizione dei mezzi con cui prendersene cura. Contro labbondanza: la pertinenza. E cos conclude larchitetto cileno: Le forze in gioco non intervengono necessariamente a favore (di un risultato di qualit): lavidit e la frenesia del capitale, o lottusit e il conservatorismo del sistema burocratico, tendono a produrre luoghi banali, mediocri, noiosi Quali soluzioni? Migliorare la qualit dellambiente edificato una sfida che va combattuta su molti fronti, standard di vita pratici e concreti; interpretare desideri umani, rispettare il singolo individuo a prendersi cura del bene comune; favorire lespansione delle frontiere della civilizzazione Reporting from the Front per la condivisione di un pubblico ampio ed eterogeneo, non si rivolge solo agli addetti ai lavori, che sapr cogliere lopera delle persone che scrutano lorizzonte alla ricerca di nuovi campi di azione, integrando il pragmatico con lesistenziale, la pertinenza con laudacia, la creativit con il buonsenso. - Bruce Chatwin/Trevillion Images: Immagine scelta per la Graphic Identity della 15. Mostra

    Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia

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    OLANDA BLUE: ARCHITETTURA DELLE MISSIONI DI PACE IL DESIGN COME QUARTO CRITERIO DELLE BASI MILITARI DEI CASCHI BLU.

    Una proposta di Malkit Shoshan

    LUE, come i Caschi Blu dell'ONU. un'dea originale attorno all'emergenza migrazione che gli Olandesi hanno trasformato il loro padiglione per la 15.Biennale di Architettura, quasi come un'anticamera del Padiglione

    centrale in cui si sommano progetti e risposte su temi di carattere "universale" (vedi il caso di The Evidence Room). Droni by Art stato il primo e forse l'ultimo a sviluppare un servizio giornalistico "tascabile" (journalisme de poche/pocket jounalism) mettendo in pratica l'integrazione tra l'uso dei droni ed uno smartphone, correlato dalla fotografia istantanea digitale. Il team Droni by Art formato da Angelo Miatello (script), Daniele Pauletto

    (videomaker), Nazzareno Bolzon (coordinator), Claudio Malvestio (photographer), Federico Calzavara e Dobrica Raunig (dronemen) ed alla sua seconda esperienza alla Biennale (l'anno scorso con Biannale Arte, pass in rassegna Canada, USA, Svizzera, Italia, Giappone, Corea, Paesi Nordici). Rimarr nella storia dell'IPSIA Galilei di Castelfranco Veneto, l'unica scuola

    B

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    professionale che sia stata in grado di cogliere le sfide della comunicazione digitale, di cui il merito va essenzialmente al prof. Daniele Pauletto e al vicepreside prof. Nazzareno Bolzon che hanno sostenuto questo progetto. L'anno scorso sono state effettuate ben 52 uscite usando smartphone e mini droni per sviluppare brevissimi videoclip di mostre, allestimenti, prese di posizione e anteprime attorno al pianeta arte. Raccolte le interviste (dai minuti 1.80 ai 4.50) in un Dvd stato presentato alla 72.Mostra del Cinema di Venezia. IL CASE STUDY DI CAMP CASTOR A GAO, IN MALI (BLUE) La proposta del Padiglione Olandese costruita intorno al case study di Camp Castor a Gao, in Mali, dove le Nazioni Unite sono impegnate in una missione di pace. Il colore blu inteso come metafora del conflitto, e unisce architettura e diritti umani. Le operazioni di pace si svolgono nella zona desertica dei Tuareg, chiamati anche uomini blu per le loro vesti color indaco, e vengono effettuate da caschi blu ONU. In questo territorio nomade i confini sono fluidi e si spostano a ogni stagione. A causa di guerra, cambiamenti climatici, malattie e fame, vi regna una crisi permanente. Il confronto fra diversi sistemi straniero e locale, militare e civile, base e deserto, caschi blu e uomini blu, la crisi e la risposta olandese offre lo spunto per nuove condizioni spaziali. Collegando la ricerca culturale a quella architettonica.

    E' una sfida quella olandese che vuole comunque cogliere per dare nuove opportunit da questa complessa situazione. Milioni di persone sono oggi in un certo qual modo a diretto contatto con le "basi" dei caschi blu in aree di conflitto. Come si pu migliorare la loro vita? "Queste narrazioni nascono sulla base di conversazioni con ingegneri militari e architetti, antropologi ed economisti, attivisti e politici". L'OBIETTIVO DELLA CURATRICE MALKIT SHOSHAN Nella scelta della curatrice Malkit Shoshan vi alla base una rappresentazione dal collegamento effettivo tra il tema della Biennale (Reporting from the Front) e le linee programmatiche di Het Nieuwe Instituut. Lopportunit durante la Biennale di far conoscere a un vasto pubblico internazionale le potenzialit dellarchitettura, tanto critiche quanto innovative, fondamentale ai fini di una politica di internazionalizzazione. Leredit delle missioni di pace ONU Le missioni di pace ONU sono centinaia nel Mondo. Le basi militari sono delle enclavi autosufficienti, isolate dalle immediate vicinanze. Il design estremo di questi compound riflette strutture e sistemi di potere delle forze di pace, e non contribuisce a migliorare la vita degli abitanti di quelle zone. Gli Olandesi si pongono un problema sostanziale e formale, cio di poter dare nuove soluzioni spaziali che possano avere un significato anche per le comunit locali. Un architettura rivolta al sociale, all'emergenza che diventa una costante di vita. Malkit Shoshan si focalizzata sulla modalit innovativa in cui i Paesi Bassi contribuiscono alle missioni di pace

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    ONU. Le Nazioni Unite parlano addirittura in termini di Linee guida per lapproccio integrato e con ci si riferiscono a difesa, diplomazia e sviluppo. Shoshan propone di aggiungere a questi un quarto criterio: il design. Lambizione quella di vedere le

    basi ONU non esclusivamente come fortezze chiuse, ma come catalizzatori per lo sviluppo locale.

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    ISRAELE LIFEOBJECT: COME UNIRE BIOLOGIA E ARCHITETTURA.

    LA CAPACIT DI RESISTERE AI TRAUMI Intervista a Ben Bauer

    i sono punti in comune tra la biologia e larchitettura? Qual il fil rouge di questa mostra avveniristica? Ce lo spiega larch. Ben Bauer, co-curatore di LifeObject Il padiglione israeliano alla 15.Biennale di Architettura cerca di dare risposte

    tridimensionalmente, nonostante sia ancora a livello di prototipo un progetto che si concretizzi nello spazio e nel tempo ravvicinato. Le distinzioni dualistiche tra natura e cultura sono sorpassate. Noi preferiamo un approccio interdisciplinare tra scienza e architettura. Esperienze biomediche con biocostruzioni e biologia sintetica verso nuovi scenari architettonici.

    Che cos LifeObject? LifeObject uninstallazione che integra materiali compositi, intelligenti e biologici formando una struttura biovivente che risponde allambiente circostante. Ibridazione tra tecnologia avanzata e abilit produttiva. Un modo per affrontare gli stati di crisi con cui si deve fare i conti tutti i giorni oppure una normale evoluzione dellintelligenza artificiale usata anche in architettura?

    C

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    Le risposte - simulazioni, plastici e grafici - sembrano plausibili anche se solo una piccola parte per ora sono attuabili. Una cosa certa: Israele vuole dimostrare che nel campo della ricerca scientifica allavanguardia ed il primo in assoluto fra tutti i paesi del Medio Oriente. Situato ai Giardini della Biennale tra i padiglioni dei principali paesi europei e accanto agli Stati Unti dAmerica, gli ingegnosi israeliani scelgono una nuova disciplina: la biometria, cio bios vita e mtron conteggio o misura. In altre parole, ci spiega Bauer, quella disciplina che studia le grandezze biofisiche allo scopo di identificarne i meccanismi di funzionamento, di misurarne il valore e di indurre un comportamento desiderato in specifici sistemi tecnologici. La base teorica affonda le sue radici sulla capacit di recupero, un elemento essenziale dei sistemi biologici che fa riferimento alla capacit di affrontare un evento traumatico. Qual il filo rosso della mostra? E la resilienza, cio prendere spunto da una propriet essenziale dei sistemi biologici che dimostrano la loro capacit di resistere ai traumi. Un concetto non solo scientificamente provato ma che acquista ancor pi significativa valenza nel contesto geopolitico di Israele, sottoposto allo scoppio di continue crisi che vanno ad intaccare la qualit della vita e la progettazione degli spazi. Israele sa resistere in un ambiente geopolitico che lo vede spesso coinvolto in situazioni di crisi e drammi che si ripercuotono sul modus vivendi e sulla qualit della vita dei suoi cittadini. Israele si interroga sui materiali e installa un grande nido duccello sintesi di biologia e architettura. Siamo oltre la bio-edilizia, pur meravigliosa, di terra e paglia e bamb. Qui librido tra

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    tecnologia e biologia, in nome della resilienza (la capacit di resistere ai traumi) il futuro qui e ora. Larte quindi nasce ed esiste in funzione delle biomimesi e resilienza. La realizzazione di certi scenari eloquente. Siamo di fronte ad un duplice interrogativo: bellezza estetica e funzionalit vanno daccordo o sono solo delle speculazioni laboratoriali? Una nuova forma di arte architettonica, introducendo in scenari urbani e metropolitani ordinari concetti come la funzionalit, il comfort, la protezione e la sicurezza. Questa tendenza legata alla contemporaneit, a una comunicazione sempre pi evoluta, proposta nelle forme geometriche attraversate dalla luce che enfatizza i colori e le sfumature. In conclusione, il vostro progetto propone larchitettura come parte di un pi ampio ecosistema. http://www.lifeobject.net / Foto di Claudio Malvestio Daniele Pauletto (video maker) LifeObject is an exhibition at The Israeli Pavillion at the 15th Annual Venice Biennale of Architecture, curated by Dr. Ido Bachelet, Ben Bauer, Arielle Blonder, Dr. Yael Eylat Van Essen, and Noy Lazarovitch.

    http://www.lifeobject.net/

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    EXTRACTION CANADA La mappa geologica del mondo rivela la vastit delle operazioni estrattive

    del pi grande paese minerario del pianeta. Un nuovo impero?

    PIERRE BLANGER DETTA IL MANIFESTO IMPERIALISTA

    l ground zero (linstallazione canadese) si trova allintersezione degli assi daccesso dei padiglioni vicini, (Inghilterra e Francia, ex paesi colonialisti), parafrasando le intenzioni della mostra che, con il titolo Extraction, vuole esplorare la storia del settore minerario

    canadese, conteso con le suddette potenze internazionali. Droni by Art ha incontrato il curatore arch. Pierre Blanger e seguito alcune fasi della performance in presenza dellambasciatore del Canada in Italia Peter McGovern e dellarch. Phyllis Barbara Lambert, Leone doro 2014 e Wolf Prize in Arts 2016. Il 28 maggio scorso, di fronte ad un pubblico numeroso si svolta una performance inaugurale che testimoniava "delle rimostranze dindipendenza dalla Corona che questa esibizione scopertamente reclama". Mentre si ascoltavano i discorsi dintroduzione, tra cui quello di Pierre Blanger, incisivo ed appassionato, lesposizione rimaneva segreta e coperta da un manto di pelli di castoro, quale ricordo della merce di scambio pi preziosa che il Canada possedeva prima della comparsa dellindustria delloro. A seguire, naturalmente tra gli scatti di fotografi e spettatori, lostensione per mano del curatore del caposaldo aureo (dischetto), principio di annullamento del potere della Corona sul sottosuolo canadese, che, una volta terminata la Biennale sar consegnato alla Regina dInghilterra come ironico ringraziamento e reso, per la dominazione del sottosuolo fino ad oggi. Ancora sullinstallazione velata da pelli di castoro intervenuta la performance dellartista canadese Eriel Dranger (del Athabasca Chipewyan First Nation) con un atto unico sulla necessit di ricucire la frattura storica della colonizzazione. Quindi un coro di mani ha liberato la superficie circolare in corian (250 cm di diametro), epifenomeno di questa installazione interrata, al centro della quale stato installato il caposaldo aureo (dischetto) sul cui oculo i visitatori sono costretti ad inchinarsi per sbirciare il video riassuntivo di questi ultimi 800 anni di dominio britannico in vista di una sua prossima, auspicata liberazione. Per vederlo si inchinato prima lambasciatore canadese in Italia, poi un bambino, quindi la celebre Phyllis Lambert, fondatrice del Canadian Center for Architecture e la giovane artista Dranger e poi via via, uno alla volta dei presenti raccolti a cerchio. Lautonomia o meglio lindipendenza canadese dalla Corona viene portata sulla scena della Biennale, in terra veneta, oggi teatro di una crescente volont a staccarsi dalle fauci della Lupa. Un progetto, assai complesso e ben articolato da Pierre Blanger (coordinatore), Christopher Alton, e Zannah Matson (OPSYS), in collaborazione con Geoffrey Thn, Kathy Velikov and Colin Ripley (RVTR), Nina-Marie Lister (Ecological Design Lab, Ryerson University), Kelsey Blackwell (Studio Blackwell), Catherine Crowston (Art Gallery of Alberta), Troels Bruun & Luca Delise (M+B Studio), Alessandra Lai (Sardegna), Jane Zhang, Hamed Bukhamseen, Foad Vahidi, Olga Semenovych, Lindsay Fischer, Dan Tish, Jen Ng, Andrew Wald, Ya Suo, e Martin Pavlinic.

    l

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    IL MANIFESTO

    Lestrazione la sintesi che definisce il Canada nel paese e allestero. DallAfrica allAsia, passando per lAmerica Latina, pi della met dei quasi 20.000 progetti minerari nel mondo sono gestiti da societ canadesi. Leconomia dellestrazione non solo impiega circa 400.000 persone nella nazione, ma nel 2012, da sola, ha apportato 52.6 $ miliardi al Prodotto Interno Lordo. Oltre il 75 per cento delle industrie minerarie del mondo hanno sede in Canada. Anche se apparentemente impossibile da concepire, la scala di queste statistiche estende la logica del patrimonio storico del Canada come stato, nazione, e ora, come impero di risorsa globale. Le potenze imperiali coloniali non si limitano a ridefinire i territori - sostiene la storica della scienza Suzanne Zeller - portano anche alla nascita di nuovi imperi, ripetendo pi e pi volte i loro cicli di espansione e di dominio. In altre parole, ci spiega Blanger, professore ad Harvard, il Canada diventato un preponderante serbatoio di risorse e una piattaforma operativa per lindustria mineraria nel mondo. Se poi, come scriveva Harold Innis nel 1930, Il Canada ha sostenuto le economie Britannica e Americana sfruttando le sue considerevoli risorse, ora dunque diventato un impero per diritto, sede di una legione di imprese minerarie operanti sulla sua superficie le cui pratiche riflettono la potenza e la presenza canadese ovunque sulla superficie del pianeta. Mentre questa cultura estrattiva cresce, la rappresentazione di questa complessa ecologia di estrazione deve essere pienamente presa in considerazione, esaminata ed esibita attraverso nuovi linguaggi, discorsi e forme di immaginazione, mentre ci muoviamo verso il XXII secolo.

    Ecco che in apparenza un coperchio sistemato per terra sul quale viene appoggiato un dischetto di ottone, c la possibilit di allargare lobiettivo sulle culture di estrazione, per sviluppare un discorso pi profondo sulle complesse ecologie di estrazione delle risorse. Dalla ghiaia alloro, dalle autostrade ai circuiti digitali, ogni singolo aspetto della vita urbana contemporanea oggi mediato da risorse minerarie. Attraverso il linguaggio multimediale di cinema, stampa e mostre, il paesaggio dellestrazione di risorse dallesplorazione allestrazione, alla lavorazione, alla costruzione, al recupero, pu essere esplorato e rivelato come il fondamento della vita urbana contemporanea. Un dato di fatto: multinazionali canadesi operano circa 9.000 progetti minerari in tutto il mondo, in quasi ogni paese e continente del pianeta. Con la multimedialit si esplorano l'eredit attuale e storica dei processi estrattivi minerari da un punto di vista canadese, attraverso un filmato e un libro che raccoglie opinioni, dati, studi e ricerche di autori e studiosi di paesaggio, urbanistica, geografia, arte, ecologia, i media, la letteratura, l'architettura, l'ingegneria, la scienza, l'industria, il commercio e la cultura. Dopo la Biennale, linstallazione sar in tour attraverso diverse regioni minerarie in tutto il Canada per celebrare il 150 anniversario della Confederazione nel 2017.

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    Veduta della performance ripresa dal drone Ipsia Larch.Phyllis Lambert, Leone doro alla carriera 2014, testimonedellinaugurazione

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    Pierre Blanger legge il Manisfesto Lambasciatore del Canada scruta per primo attraverso loculo del Groun Zero

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    Undermining Empire. A Landscape Manifesto for the Next Century (part. 1-17 Rules)

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    Papa Francesco The Queen Elizabeth The Prima Minister Trudeau scrutano attraverso loculo del Counter- Monument Pellem pro pelle a skin for a skin (Old Testament Book of Job 2:4) 6th Century BCE

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    DRONEPORTI IN AFRICA LA PROPOSTA DI LORD NORMAN FOSTER

    Mostra 15.Biennale Architettura Arsenale - Esterno

    e infrastrutture sono necessarie per lo sviluppo sociale ed economico per trasferire beni, servizi e persone - si legge nel catalogo della 15.Biennale Architettura, lAfrica un continente che presenta molti luoghi che mancano

    di infrastrutture adeguate e colmare questa lacuna richiederebbe molto tempo. Per risolvere un tale problema, abbastanza comune per molti paesi, ci ha pensato la Fondazione Lord Norman Foster che ha sviluppato assieme ad altri enti un progetto ambizioso di aeroporto per droni civili, iniziando dal Rwanda. In Veneto abbiamo una scuola deccellenza dove si sperimentano luso di droni civili per svariate soluzioni, ma questidea di un aeroporto per droni civili non sera mai sentita. Infatti, Daniele Pauletto con il suo team IPSIA Galilei ha sperimentato con successo nel 2013 il trasporto di medicinali in luoghi impervi, il soccorso alpino o lo stato di salute di piante e coltivazioni. Potrebbe essere un ulteriore input per sviluppare know-how e sottoporre sia il mondo scuola che la comunit esterna ad un salto di qualit. Per lAfrica (si legge nel comunicato stampa), usare laria per trasferire merci

    su piccola scala potrebbe essere una scorciatoia per risparmiare tempo e denaro senza dover ricorrere a infrastrutture pesanti pi convenzionali, lequivalente della vecchia linea telefonica paragonata al cellulare. La novit progettuale della Fondazione di Lord Norman Foster, gi lanciata un anno fa che coinvolge lo studio di architettura Foster + Partner, luniversit svizzera cole Polytechnique Fdrale de Lausanne (EPFL) e lassociata Afrotech, prevede la realizzazione nei prossimi 4 anni di 3 droneporti, ognuno dei quali gestir due reti parallele di droni. Dunque, il prototipo esposto allArsenale ne unanticipazione.

    Cos Lord Norman Foster: I droni che consegnano medicine, cibo, il pezzo di ricambio di unautomobile o di un mulino ad acqua possono essere definiti una sorta di infrastruttura cellulare. Una rete di questo genere deve contare dei porti. Per questo, abbiamo studiato lidea di architettura modulare (con un numero di aree variabile a seconda della necessit), flessibile (in grado di crescere in base alla richiesta), realizzata con materiali locali (mattoni di argilla o fango) eventualmente riutilizzata in altri progetti (mercati, centri sociali,piazze coperte). Entro il 2050 in Africa vivranno oltre 2 miliardi di persone, come possono le loro attuali infrastrutture pensare di tenere il passo di questa espansione demografica?

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    In Africa non esistono strade continentali, quasi non ci sono gallerie e il numero di ponti insufficiente a collegare le tante persone che vivono nelle aree pi remote del paese. Lammodernamento delle

    infrastrutture richiederebbe troppo tempo e troppi soldi, per questo nata lidea risolutiva dei droneporti e dei droni cargo, che trasporteranno oggetti di prima necessit da una parte allaltra del paese.

    I DRONI REDLINE avranno unapertura alare di 3 metri e saranno in grado di consegnare forniture mediche e di emergenza (ad esempio farmaci e sacche di sangue per le trasfusioni) fino a 10 chili di peso. I BLUELINE, invece, possono trasportare oggetti pi pesanti, come ad esempio prodotti elettronici, fino a 100 chili. Ma non stiamo parlando di elettrodomestici, bens di componenti elettroniche di prima

    necessit, come ad esempio un nuovo motore per la pompa idraulica che permette a un villaggio di avere acqua a disposizione. Un drone pu effettuare la consegna in circa 1/12esimo del tempo richiesto dal trasporto con il fuoristrada.

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    Non solo dei centri di smistamento. Ma i droneporti non saranno solo uno snodo di prodotti necessari, perch queste strutture, che avranno la forma di volte di mattoni in fila, ospiteranno anche una clinica, un punto di produzione digital per fabbricare parti dei droni, una sala postale, e un centro di scambio e-commerce. In Ruanda il primo droneporto civile del mondo. Secondo le stime mostrate nel progetto, i 3 droneporti permetteranno di coprire il 44 per cento del territorio del Ruanda, il cui scenario geografico rappresenta un ottimo test in vista di simili progetti che Lord Foster sicuro che saranno realizzati in futuro. Questo il contributo che la giusta scelta architettonica pu offrire per far s che ledilizia sia effettivamente al servizio della comunit. Foster fa uso delle tecniche di ingegneria pi avanzate in grado di essere utilizzate pressoch da tutti. La sua scelta di coinvolgere alcuni studenti nella realizzazione del progetto non ha fini pedagogici o accademici, ma risponde

    allesigenza di collaudare la trasferibilit della proposta In ultimo, ogni modulo sar compresso in un kit di materiali e tecniche di costruzione, sar spedito in luoghi remoti, che dovr poi essere implementato dalla forza lavoro locale, a volte non qualificata. (vedi catalogo, p. 194) Lesposizione durante la Biennale, illustrata e diffusa, una specie di future tutorial: il prototipo non rappresenta solo un oggetto, ma anche una procedura.

    The Droneports construction process was filmed and will be used to instruct local communities in Africa. Foster + Partners also says that the building could be installed in other areas, such

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    as South America and parts of Asia, for example. In addition, besides drones, the firm posits that its vaulted building also serve as a market, school, or medical facility.

    Partecipants: Norman Foster Foundation con Future Africa EPFL e con Ochsendorf, Dejong & Block e con Block Research Group, ETH Zurich Titolo: PROTOTYPE DRONEPORT SHELL (Fonti: 15.Biennale Architettura; Il miodrone.it: Lord Norman Foster Foundation)

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    The Far Game COREA: SPECULAZIONE EDILIZIA O NECESSIT?

    UNA SFIDA A CIEL SERENO

    l padiglione della Corea mette in scena il ruolo di un architetto che si spinge allestremo per sfruttare al massimo le potenzialit delle norme edilizie per loccupazione dello spazio che rimane. Un gioco spietato tra la superficie edificabile su di un lotto (Floor

    Area Ratio=FAR) e quantaltro possibile edificare al di fuori di tale conteggio. Questo scenario si pu ammirare in una Seoul che ha unaltissima densit di popolazione, dove il costo del terreno influisce sino al 70 per cento sui costi totali della costruzione di un edificio di quattro piani. Con la spinta alla verticalit degli anni settanta, oggi la sfida si crea sulle aree meno dense che possono crescere attraverso singoli interventi, anche su quanto esistente. Il padiglione coreano ripartito in cinque sezioni: le regole che definiscono le aree edificabili e non, con gli attori coinvolti; i 36 progetti in cui gli architetti propongono soluzioni creative per aumentare legalmente tali aree; il background socio-economico che pone Seoul tra le citt pi dense al mondo, superata solo da Mumbai, Faisalabad e Dacca; la rappresentazione del paesaggio urbano contemporaneo visto da alcuni artisti coreani; per giungere a Why Does the FAR Game Matter?, dove si definiscono possibili futuri utilizzi delle aree in espansione sugli edifici esistenti. Tra i 36 progetti analizzati ecco alcuni stratagemmi utilizzati dagli architetti: progettare su misura ampi spazi vuoti ai vari piani degli edifici, in attesa di una norma che permetta di completarli con nuovi appartamenti. E ancora: la creazione di una seconda pelle costruita, che racchiuda uno spazio interstiziale tra ledificio e lo spazio aperto utilizzabile per balconi o terrazze che divengono per spazi interni. Oppure: stanze con unaltezza massima di 150 cm che non vengono conteggiati nella FAR. I plastici dei 36 progetti sono duplici: uno che risponde alla pura regola del rapporto tra area edificabile e lotto di terreno e laltro con linterpretazione data dal progettista. SUNG HONG KIM, curatore e docente di Architettura e urbanistica allUniversit di Seoul, afferma che il termine FAR molto conosciuto tra i proprietari di edifici, forse il termine architettonico pi familiare. Tocca le loro vite molto da vicino, determinando le possibilit di ampliamento dei loro edifici. Gli architetti coreani intervistati indicano limportanza del ruolo dellarchitetto mediatore tra esigenze diverse. I fruitori finali richiedono ora maggiore attenzione alla qualit degli spazi per innalzare la qualit della loro vita: si aprono nuove possibilit di gioco per funzioni condivise a valorizzazione della citt. Reportage dalla Biennale, 26/27-05-2016: Droni by Art. Il giornalismo tascabile / Le journalisme de poche / Angelo Miatello (script) / Daniele Pauletto (videomaker) / Federico Calzavara, Dobrica Raunig (dronisti) / Nazzareno Bolzon (coordinator). Intervista

    allarch. Sung Hong Kim, curatore e docente di Architettura e urbanistica allUniversit di Seoul. Sung Hong KIM, Eungee CINN, Keehyun AHN, Seungbum KIM, Isaak CHUNG, Da Eun JEONG. Droni by Art un progetto editoriale digitale sviluppato da FPA2000

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    THE EVIDENCE ROOM University of Waterloo

    LA PROVA CERTA DELLE CAMERE A GAS AD AUSCHWITZ-BIRKENAU

    el 2000, una causa per diffamazione portata avanti presso la Royal Courts of Justice di Londra, Inghilterra, ha messo in crisi la falsa asserzione presentata da uno storico revisionista e negazionista dell'Olocausto, il quale sosteneva che non ci fossero

    state camere a gas ad Auschwitz e che, pertanto, l'Olocausto non fosse accaduto. Punto focale in questo procedimento furono le interpretazioni forensi delle prove architettoniche di Auschwitz e la precisa testimonianza di Robert Jan van Pelt, professore di architettura presso l'Universit di Waterloo in Canada. La sua interpretazione e testimonianza circa la progettazione ed il funzionamento di questi edifici come uno strumento di sterminio stato il contributo principale per vincere la causa ed affermare la verit sullOlocausto il crimine che definisce il ventesimo secolo. La relazione di van Pelt pubblicata come The Case for Auschwitz ha avuto nel tempo uno sviluppo didattico favorendo una nuova disciplina situata nellintersezione tra architettura, tecnologia, storia, legge, e diritti umani che prende il nome di architettura forense.

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    Su invito di Alejandro Aravena, van Pelt ha lavorato insieme ai professori Anne Bordeleau e Donald McKay, al produttore artistico Sascha Hastings e a un team di studenti e consulenti della Universit di Waterloo - School of Architecture per presentare questo materiale nellinstallazione che prende il nome di The Evidence Room. The Evidence Room costituita da riproduzioni a grandezza naturale e modelli degli elementi architettonici (una colonna per il gas e uno sportello a tenuta stagna entrambi per l'introduzione dello Zyklon-B nelle camere a gas una porta a tenuta stagna, copie dei progetti, lettere degli architetti, fatture delle imprese e fotografie). Nel loro insieme, queste prove concrete confermano le testimonianze del dopoguerra da parte sia dei sopravvissuti che dei carnefici e dimostrano, al di l di ogni ragionevole dubbio, che Auschwitz era una fabbrica volutamente progettata per la morte, dotata di camere a gas di grandi dimensioni e inceneritori di massa, nelle quali oltre un milione di persone, il 90 per cento dei quali erano ebrei, sono stati assassinati. The Evidence Room offre una sintesi concreta di un corpo esaustivo di lavoro: essa richiama l'attenzione verso il pi grande crimine mai commesso dagli architetti. Linstallazione sar visitabile fino al 27 Novembre 2016 nel Padiglione Centrale ai Giardini della Biennale. Le testimonianze riprodotte in gesso e fissate sulle pareti della stanza del Padiglione Centrale sono una parte del voluminoso dossier preparato dal prof. Robert Jan van Pelt, incaricato dalla difesa nel processo per diffamazione intentato dal negazionista britannico David Irving contro la scrittrice Deborah Lipstadt e il suo editore Penguin Books, riporta alla luce il ruolo dellarchitetto nella pratica del genocidio. [Fonte: Robert Jan van Pelt and others, The The Evidence Room, New Jewish Press, Toronto, 2016, pp. 174]

    LATTUALIT LEGISLATIVA

    8 giugno 2016: la proposta di legge n. 2874-b passa alla Camera dei Deputati

    Contenuto del provvedimento: da 2 a 6 anni di carcere Larticolo unico della proposta di legge modifica la c.d. legge Mancino (legge n. 654 del 1975) che, allarticolo 3, punisce, salvo che il fatto costituisca pi grave reato: con la reclusione fino ad un anno e sei mesi o con la multa fino a 6.000 euro chi propaganda idee fondate sulla superiorit o sullodio razziale o etnico, ovvero istiga a commettere o commette atti di discriminazione per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi (lett. a); con la reclusione da sei mesi a quattro anni, chi, in qualsiasi modo, istiga a commettere o commette violenza o atti di provocazione alla violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi (lett. b). Il comma 3 dellart. 3 della legge n. 654 vieta, inoltre, ogni organizzazione, associazione, movimento o gruppo avente tra i propri scopi lincitamento alla discriminazione o alla violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi, e ne sanziona con pene detentive la partecipazione (da sei mesi a quattro anni) e la promozione o direzione (da uno a sei anni). Il provvedimento approvato dal Parlamento, allesito di un iter complesso che ha visto Senato e Camera esaminare la proposta due volte ciascuno e dibattere soprattutto

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    sulleventuale natura pubblica delle condotte, inserisce nellarticolo 3 della legge 654 un comma aggiuntivo 3-bis. Tale disposizione prevede la reclusione da 2 a 6 anni nei casi in cui la propaganda, listigazione e lincitamento, commessi in modo che derivi concreto pericolo di diffusione, si fondino in tutto o in parte sulla negazione della Shoah o dei crimini di genocidio, dei crimini contro lumanit e dei crimini di guerra come definiti dallo Statuto della Corte penale internazionale (art. 6, crimine di genocidio; art. 7, crimini contro lumanit; art. 8, crimini di guerra), ratificato dallItalia con la legge n. 232 del 1989.

    Con lapprovazione di questo provvedimento, il Parlamento intende contrastare una delle forme pi sottili e striscianti della diffamazione razziale, della xenofobia a sfondo antisemita e non solo, e in genere dellincitazione allodio. Lo ha detto Chiara Gribaudo, vice-presidente del Gruppo Pd della Camera, nella dichiarazione di voto sulla legge sul negazionismo, spiegando che la via scelta per stabilire una sanzione penale allodioso comportamento negazionista non stata quella di introdurre come, in passato, era anche stato proposto una nuova tipologia di reato per il negazionismo (esistente in Francia, Germania, Austria, Belgio, Svezia, Svizzera, Polonia, Romania, Slovacchia, Repubblica Ceca, fino al Canada e allAustralia). Abbiamo scelto, invece -spiega- di modificare larticolo 3 della legge 13 ottobre 1975 che ha recepito la Convenzione di New York del 7 marzo 1966 sulle discriminazioni razziali introducendo il contrasto di quelle azioni discriminatorie che trovano origine nella negazione o minimizzazione del genocidio degli ebrei e di quello di altre minoranze che costituiscono uno degli aspetti pi odiosi delle pratiche razziste.

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    See more at: http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/shoah-negazionismo-diventa-reato-fino-a-6-anni-di-carcere-5b92e30b-ee7f-49b3-ac74-27063d20a098.html

    http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/shoah-negazionismo-diventa-reato-fino-a-6-anni-di-carcere-5b92e30b-ee7f-49b3-ac74-27063d20a098.htmlhttp://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/shoah-negazionismo-diventa-reato-fino-a-6-anni-di-carcere-5b92e30b-ee7f-49b3-ac74-27063d20a098.html

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    I FATTI CHE HANNO RIVOLUZIONATO LA STORIA Negazionismo, Inving, Zyklon-B, Genocidio

    David John Cawdell Irving (Hutton, 24 marzo 1938) un saggista britannico, specializzato nella storia militare della seconda guerra mondiale. lautore di una trentina di libri, tra cui Apocalisse a Dresda (1963), La guerra di Hitler (1977), La guerra di Churchill (1987). La reputazione di Irving come storico stata ampiamente screditata dopo lo scoppio di una violenta polemica con la storica statunitense Deborah Lipstadt, cui segu una causa per diffamazione intentata nel 1996 da Irving stesso contro la Lipstadt e leditore

    Penguin Books. Nella successiva sentenza che rigett la causa, dando torto a Irving la Corte britannica osserv che Irving stesso era un attivo negatore dellOlocausto, antisemita e razzista, nonch associato con degli estremisti di destra che promuovono il neonazismo. Il giudice afferm anche che Irving aveva per le sue ragioni ideologiche continuativamente e deliberatamente manipolato e alterato levidenza storica. (Fonte Wikipedia)

    Il processo per diffamazione. Tra l11 gennaio e l11 aprile del 2000, alla Royal Court of Justice di Londra, si svolse un processo per diffamazione intentato da David Irving alla scrittrice Deborah Lipstadt e alla casa editrice Penguin Books Ltd, che si concluse con la sconfitta dello scrittore britannico. Robert Jan van Pelt, professore di storia dellarchitettura allUniversity Waterloo, Cambridge-Ontario), fu assunto dal collegio difensivo della Lipstadt per redigere una perizia che egli termin nel 1999. Si tratta del famoso The van Pelt Report. Successivamente van Pelt lo rielabor e nel 2002 lo pubblic in forma di libro, The Case for Auschwitz, che divenne la nuova opera di riferimento della storiografia olocaustica su questo campo Nei suoi studi su Auschwitz nessun documento riportava la parola camere a gas ma gaskammer per spiegare che erano camere per lo spidocchiamento.delle docce (vedi anche nel film di Spielberg del 1993, antecedente al processo di Londra e alla scoperta di Van Pelt, ndr.). Da indagini, rilievi fotografici, disegni di prigionieri, testimonianze, disegni tecnici, contratti edilizi, il prof. Jan van Pelt riuscito a dimostrare lesatta intenzione delle SS di sterminare migliaia di prigionieri civili ingannandoli che sarebbero stati lavati dai pidocchi (bath houses for special actionsBunkers 1 e 2, were peasant cottages that had been modified into gas chambers, vedi fig. 11, p. 154 del libro) Ad esempio gli obitori furono trasformati in stanze per uccidere a centinaia le persone svestite (donne, uomini e bambini), creando un apposito buco sul soffitto da dove scendeva il cestino con lo Zyklon-B dentro la colonna a gas . Reinstallando le porte degli obitori con lapertura dallesterno con lo spioncino protetto da una griglia per evitare che venisse rotto dai prigionieri nudi (spyhole of double 8 mm glass with a rubber seal and a metal fitting. This order must be considered as very urgent, note 12, fig. 12) Come mai un obitorio con un buco sul soffitto? Di solito sono stanze chiuse. Infatti ci volevano pi 24 ore per sgombrare le camere, non per la morte che avveniva nel giro di dieci-quindici minuti, a causa

    dellesalazione del gas provocato dal Zyklon-B. Le SS dovevano aspettare 24 ore prima di dare inizio allo sgombero delle camere, sebbene, lo ripeto, le vittime perivano dopo 15 minuti. Questa pratica divenne un grosso

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    problema per le SS perch larrivo dei treni era cadenzato ogni 24 ore e le difficolt di sgombero provocarono disguidi alla logistica. Il geniale (malefico) architetto progett la colonna di gas saldata con doppie reti metalliche (e quindi il buco nel soffitto), per calare ed estrarre il cestello con il Ciclone-B (Zyklon-B) dopo 15 minuti, invert il portone dellentrata della gaskammer con i battenti verso lesterno, risolvendo il problema dei cadaveri che si ammassavano a ridosso, che aprendolo questi cadevano sulluscio (prima era molto faticoso spingere la porta). La pratica ricominciava qualche ora dopo ci precisa Sascha Hastings. prima ci volevano 24 ore per sgomberare le camere dai cadaveri, uno sopra laltro, poi .con la genialit dellarchitetto la catena della morte and pi spedita Nella stanza potevano entrarci

    anche pi di cento persone. Si dovevano spogliare nellanticamera (seminterrato), piegare per benino le loro divise, appenderle sui chiodi che avevano dei numeretti veniva loro raccomandato di ricordarseli perch le avrebbero riprese dopo la doccia. I deportati venivano ingannati con la promessa che si trattava di una disinfestazione. Molte donne si rifiutarono per pudore di rimanere nude in mezzo ad altri uomini con la conseguenza per di essere bastonate o persino uccise

    (come appare da alcune vignette di sopravvissuti). Da qui il nome Niente buco Niente Olocausto! come sottotitolo della scheda del catalogo della

    15.Biennale di Architettura, uninstallazione pressappoco uguale a quella inaugurata al Centre Canadien dArchitecture (CCA) di Montral che per ha preferito La prova con larchitettura.

    La ricostruzione esatta degli elementi architettonici. Una colonna quadrata fatta di reti intrecciate per far scorrere al suo interno il cestello con i granuli Zyklon-B, uno sportello a tenuta stagna, una porta a tenuta stagna con uno spioncino coperto da una rete, copie dei progetti, lettere degli architetti, fatture delle imprese e fotografie, sono delle prove inconfutabili che confermano le testimonianze del dopoguerra dei sopravvissuti chiamati come test al Processo di Norimberga. La capacit dei crematori fu triplicata dai carnefici 4.756 corpi al giorno (Letter from Karl Bischoff to Hans Kammler, Jume 29, 1943, fig. 27). Incenerire quasi cinquemila corpi al giorno corrispondeva al fabbisogno di smaltimento di un enorme via vai di cadaveri e

    contemporaneamente di persone che venivano convogliate verso le camere a gas. Il libro The Evidence Room pubblica due foto che evidenziano un fabbricato posto a sud dei crematori con quattro comignoli The top of the gas chamber can be seen just to the right of the locomotives chimney. The concrete roof is not yet covered with dirt and therefore the tops of the four gas columns can be seen. (fig. 37) Auschwitz-Birkenau fu una fabbrica volutamente progettata per la morte, dotata di camere a gas di medie dimensioni (30 mq) e di crematori di massa, in cui oltre un milione di persone, il 90 per cento di ebrei, furono assassinate. The Evidence Room spiega Anne Bordeleau espone la ricostruzione di tre monumenti della Stanza Q (Room Q): una colonna a gas

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    (column gas), il portone dellentrata (gas-tight door) e il portello (coperchio) a tenuta stagna (gas-tight hatch), non solo una revisione della storia e di quanto autorevolmente deciso dalla Corte britannica (con testimonianze e perizie) molto di pi, perch necessario ricordare che cosa sia undeniable and yet stands beyond comprehension. To remember what many would rather forget, il not deny. For this, scientific proofs and architectural forensics and, of course, rhetoric can be necessary in a courtroom to convince twelve jurors or a judge hound by the letter of the law, but not to the same extent for the human heart and the cause of memory. (Anne Bordeleau, pag. 113 libro).

    Nuova disciplina forense. La relazione del prof. van Pelt The van Pelt Report pubblicata come The Case for Auschwitz diventata una delle fonti di ispirazione per una nuova corrente interdisciplinare che comprende architettura, tecnologia, storia, legge e diritti umani a servizio dellarchitettura forense. Infatti, con questa dimostrazione viene alla luce una nuova disciplina nel campo della pratica forense. Un work in progress collettivo (esperti, studenti, operatori - ci spiega Sascha Hastings - una sintesi concreta di una lunga e complessa ricerca iniziata dal prof. Robert Jan van Pelt, alla quale hanno contribuito i colleghi Donald McKay, Anne Bordeleau e un folto team di studenti e consulenti della Universit di Waterloo School of Architecture (Canada).

    ____________________________ CyklonB, Zyklon B era il nome commerciale di un agente fumigante a base di acido cianidrico (o acido prussico) utilizzato come agente tossico nelle camere a gas di alcuni campi di sterminio nazisti. Anche se utilizzato solo in un numero limitato di lager, principalmente ad Auschwitz e Majdanek, lo Zyklon B oggi ricordato come uno dei simboli della Shoah. Luso della parola Zyklon (ciclone in tedesco) ha spinto varie comunit ebraiche a chiedere nel 2002 alla Bosch Siemens Hausgerte e alla Umbro di ritirare i loro tentativi di usare o registrare tale termine per loro prodotti. Lacido cianidrico a 200 mg/m uccide un uomo in circa 10 minuti[8]. Da cinque a sette chili di Zyklon B erano fatti cadere nella camera della morte attraverso unapertura nel soffitto per uccidere da 1.000 a 2.000 persone in pochi minuti. Lazione tossica si deve allo ione CN, il quale si lega agli enzimi ossidanti preposti alla respirazione cellulare, in particolar modo allenzima citocromo-ossidasi, provocando lanossia. I sintomi da intossicazione erano la perdita di coscienza

    e le convulsioni e dopo circa 15 minuti sopraggiungeva la morte. Larchitetto (Walter Dejaco*), al servizio delle SS rivoluziona la catena di montaggio della morte nei campi di concentramento. Oltre ai forni crematori, alle fucilazioni, al programma eutanasia, alle sperimentazioni (vedi ad esempio su ufficiali russi) si aggiungevano gli obitori trasformati in camere a gas usando semplicemente dei barattoli di ZyKlon B (Ciclone B)

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    della Bayer. Con piccoli accorgimenti tecnico-edili e di falegnameria, la mente perversa riusc a far risparmiare tempo ed energia. In quindici minuti morivano asfissiati e ammassati nella stanza buia di circa mq30, donne, uomini, bambini nudi! Altro che spidocchiamento, come si difesero di fronte

    ai giudici o taluni persistono ancora reclamare la verit. *W.D. 19. Juni 1909 in Mhlau (Innsbruck); 1978) war ein sterreichischer Architekt, der im KZ Auschwitz als Bauleiter bei der Zentralbauleitung der Waffen-SS und Polizei Auschwitz ttig war.

    (Fonte Corriere della Sera) NEL 1996 LO STORICO INGLESE DAVID IRVING AVEVA CITATO PER DIFFAMAZIONE, DI FRONTE ALLA ROYAL COURT OFJUSTICE DI LONDRA, LA STUDIOSA AMERICANA DEBORAH LIPSTADT, la quale, nel polemizzare contro la sua interpretazione assai riduttiva delle responsabilit naziste del genocidio degli ebrei, lo aveva definito uno dei pi pericolosi portavoce del negazionismo. Nel 1996 lo storico inglese David Irving aveva citato per diffamazione, di fronte alla Royal Court ofJustice di Londra, la studiosa americana Deborah Lipstadt, la quale, nel polemizzare contro la sua interpretazione assai riduttiva delle responsabilit naziste del genocidio degli ebrei, lo aveva definito uno dei pi pericolosi portavoce del negazionismo II processo si concluse con una sentenza molto severa nei confronti di Irving, che non solo fu condannato a rifondere le spese alla controparte, ma venne bollato nella sentenza come antisemita e come razzista, avendo egli deliberatamente falsificato e distorto qualsiasi evidenza storica. Come ha scritto il Corriere nel 2001: Il processo Irving contro Lipstadt era destinato a trasformarsi in un processo volto ad accertare se davvero vi fu lOlocausto, se davvero furono impiantati e utilizzati i campi di sterminio degli ebrei. E

    infatti proprio questi accertamenti costituiscono il cuore della sentenza, nella quale si legge tra laltro in chiave di evidente condanna delle tesi negazioniste di Irving che nessuno storico obiettivo ed equanime avrebbe seri motivi per dubitare che ad Auschwitz vi fossero camere a gas e che siano state fatte funzionare su vasta scala allo scopo di uccidere centinaia di migliaia di ebrei. II processo si concluse con una sentenza molto severa nei confronti di Irving, che non solo fu condannato a rifondere le spese alla controparte, ma venne bollato nella sentenza come antisemita e come razzista, avendo egli deliberatamente falsificato e distorto qualsiasi evidenza storica. Come ha scritto il Corriere nel 2001: Il processo Irving contro Lipstadt era destinato a trasformarsi in un processo volto ad accertare se davvero vi fu lOlocausto, se davvero furono impiantati e utilizzati i campi di sterminio degli ebrei. E infatti proprio questi accertamenti costituiscono il cuore della sentenza, nella quale si legge tra laltro in chiave di evidente condanna delle tesi negazioniste di Irving che nessuno storico obiettivo ed equanime avrebbe seri motivi per dubitare che ad Auschwitz vi fossero camere a gas e che siano state fatte funzionare su vasta scala allo scopo di uccidere centinaia di migliaia di ebrei.

    Droni by Art. Il giornalismo tascabile / Le journalisme de poche

    di Angelo Miatello, Daniele Pauletto e Nazzareno Bolzon Intervistati: Anne Bordeleau, Sascha Hastings, Robert Jan van Pelt, Donald McKay

    Servizio webTv: Daniele Pauletto Fotografia: Claudio Malvestio e altri

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    Immagini: Marc Chagall, Rabbino N. 2, 1914 1922, olio su tela, cm 104 x 84 Venezia, Ca Pesaro - Galleria Internazionale dArte Moderna. Fondazione Musei Civici di Venezia, Archivio Fotografico Contratto matrimoniale ebraico, Diana bat Gavriel Barak Caravaglio con Moeh ben Yaaqov Baruk Caravaglio 1723 (luned 14 Nissan 5483), Tempere e inchiostro su pergamena sagomata verso lalto, mm 920 665, Venezia, Museo Correr - Gabinetto Disegni e Stampe, Ketubbah 17. Fondazione Musei Civici di Venezia Sefer Ma'aseh Tuvya, Venezia, Bragadin, 1708, mm 229 x 178 x 48, Gerusalemme, National Library of Israel, R 8=35 V 4588, p. 110. The National Library of Israel, Jerusalem Francesco Hayez, La distruzione del Tempio di Gerusalemme, Olio su tela, cm 183 x 282, Venezia, Gallerie dell'Accademia Cat. 756. Su concessione del Ministero dei beni e delle attivit cuIturaIi e del turismo Vittore Carpaccio, Predica di santo Stefano, Olio su tavola, cm 148 x 194, Paris, Louvre Museum, Department of Paintings. RMN-Grand Palais

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    Roma, Circolo stampa internazionale

    REPORTAGE DA ROMA AL PALAZZO DUCALE

    VENEZIA, I 500 ANNI DEL GHETTO UNA LEZIONE DI AMORE PER LA VITA

    oglio rispondere a una domanda prima ancora che qualcuno la faccia: gli ebrei non hanno alcuna nostalgia del ghetto. Sgombra il campo da ogni equivoco Renzo Gattegna, presidente dellUnione

    delle Comunit Ebraiche Italiane, nel dare avvio alla conferenza stampa di presentazione delle iniziative per il Cinquecentenario del Ghetto di Venezia svoltasi questa mattina nella sede romana dellAssociazione della Stampa Estera. Nella casa dei giornalisti stranieri, accolti dal loro presidente Tobias Piller, prendono forma i diversi appuntamenti e le diverse sfide di un calendario di eventi che abbraccer lintero anno solare. Latteso concerto inaugurale al Teatro La Fenice (29 marzo). La mostra Venezia, gli Ebrei e lEuropa. 1516- 2016 ospitata a Palazzo Ducale. La settimana dedicata al Mercante di Venezia in Ghetto Nuovo. E ancora convegni, seminari, giornate di studio. Gli ebrei veneziani hanno subito molte vessazioni, ma non ne sono usciti n umiliati n sconfitti. La loro storia, la loro vitalit, la loro forza sono un esempio altissimo di amore per la vita. Pi forte di qualsiasi ostacolo sottolinea il presidente dellUnione. Sulla stessa lunghezza donda il presidente della Comunit ebraica veneziana Paolo Gnignati, che ricorda come la memoria del passato, delle sofferenze subite, ma anche degli straordinari slanci culturali e ideali che non mancarono, delle pagine di storia che furono scritte in quel contesto cos difficile, debbano costituire un punto di riferimento imprescindibile. Anche perch, avverte, lintenzione della Comunit di lavorare ogni giorno anche per il futuro. E di costituire un esempio di integrazione anche per nuove e vecchie minoranze.

    V

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    Donatella Calabi, curatrice della mostra Venezia, gli Ebrei, lEuropa, ricorda la pluralit di nazioni e religioni di quel contesto storico. E spiega come lesposizione non si fermer allepoca del ghetto ma approfondir anche cosa accadde dopo lapertura delle sue porte. Sar una mostra multimediale, pronta a viaggiare anche lontano da Venezia se vi sar la possibilit dice Calabi. Conferma questo impegno Mariacristina Gribaudi, presidente della Fondazione Musei Civici, che si augura che la stessa possa parlare ai giovani, a tutti i giovani del mondo. Una proiezione internazionale che si basa anche sul fondamentale sostegno (finanziario e non solo) della fondazione Venetian Heritage, partner strategico della Comunit ebraica da oltre tre anni. A fare il punto sulle progettualit avviate Toto Bergamo Rossi. Questo Cinquecentenario deve parlare al nostro presente, costituire uno spunto di riflessione. Perch le nuove manifestazioni di antisemitismo e di negazionismo cui assistiamo ancora oggi sono un fatto inaccettabile dice il governatore regionale Luca Zaia. Concorda il sindaco Luigi Brugnaro, che loda la grande capacit di integrazione degli ebrei veneziani e il loro ruolo sociale. Questa Comunit ha scritto e continua a scrivere la storia di Venezia. E continua a costituire uno straordinario esempio per tutti sottolinea il primo cittadino. Conclusi gli interventi, una sfilza di domande dalla platea. La dimostrazione evidente di un interesse sempre pi vivo. (Roma 6 marzo 2016)

    Blatas, Synagogues,

    Venice Ghetto

    IL NOVECENTO Gli ebrei veneziani sono tra i protagonisti dei processi di modernizzazione economica, politica, culturale e anche urbanistica della citt e del territorio circostante. Alcuni di essi sono saliti ai vertici dellamministrazione cittadina e della politica nazionale, o sono alla testa di circoli intellettuali e di istituzioni scientifiche. Dalla fine degli anni trenta sar segnata tragicamente anche se in modo non definitivo dalla cesura della Shoah. Nella mostra tali percorsi sono esemplificati in particolare attraverso i profili della famiglia Musatti, di Margherita Grassini Sarfatti, di Angelo Fano e di Gino Luzzatto.

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    VENEZIA, GLI EBREI E LEUROPA INTERVISTA ALLA CURATRICE DONATELLA CALABI

    a mostra al Ducale vuole insegnare che cosa? La mostra vuole far riflettere sulla storia del termine ghetto (originariamente non ha nulla a che fare con la segregazione, n con gli ebrei), eppure ha avuto unincredibile fortuna

    terminologica. Ma pensare al ghetto solo come isolamento fisico e morale riduttivo: le contraddizioni del Ghetto di Venezia (il primo al mondo), le permeabilit, gli scambi culturali che ne hanno consentito la sopravvivenza, che anzi sono stati spinti anche dalla situazione particolare di cui gli ebrei hanno goduto allinterno della Repubblica Veneta. Oggi in un momento di muri e di fili spinati dappertutto nel mondo, riflettere su questa particolare vicenda ci pu forse aiutare a pensare in termini di convivenza di popolazioni aventi diverse abitudini, lingue differenti.