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Vademecum Prevenire per conservare

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Vademecum prevenire per conservare

Text of Vademecum Prevenire per conservare

  • in collaborazione con

    Ufficio per i Beni Culturali e Ecclesiastici

    Diocesi di Brescia

    PREVENIRE PER CONSERVARE

    Vademecum per la conservazione preventiva

    del patrimonio ecclesiastico diffuso

    Testi di

    Marco Morandotti, Daniela Besana, Valentina Cinieri

    con il contributo di:

  • Il vademecum stato realizzato con il contributo di Fondazione Cariplo nellambito del progetto Promuovere diagnostica e conservazione programmata per il patrimonio diffuso ecclesiastico. Il caso della B.V. Annunciata di Serle, cofinanziato attraverso il bando Diffondere metodologie innovative per la conservazione programmata del patrimonio storico-architettonico - anno 2009

    Capofila del progetto: Parrocchia di Serle (BS)

    Consulenti/fornitori di servizi: Fondazione Enaip Lombardia - Scuola regionale per la valorizzazione dei beni culturali di Botticino (BS) Universit degli Studi di Pavia - Centro Interdipartimentale di Studi e Ricerche per la Conservazione dei Beni Culturali (CISRiC) Universit degli Studi di Milano Dipartimento di Fisica CNR - Istituto per la conservazione e valorizzazione dei beni culturali (ICVBC) Gino Bozza di Milano Factory - azienda specializzata nel rilievo architettonico

    Realizzazione del vademecum a cura di: Universit degli Studi di Pavia - Centro Interdipartimentale di Studi e Ricerche per la Conservazione dei Beni Culturali (CISRiC) Autori dei testi: Marco Morandotti, Daniela Besana, Valentina Cinieri

    In copertina e nel testo: Immagini del Santuario della B. V. Annunciata di Serle (BS)

    Dicembre 2012

  • INDICE

    Premessa Mons. Federico Pellegrini

    pag. 5

    Guida alluso pag. 7

    Regole per la cura preventiva degli elementi architettonici pag. 9

    Normative di riferimento ed organi competenti pag. 33

    Glossario dei principali fenomeni di degrado e anomalie pag. 51

    Classificazione degli elementi tecnologici pag. 57

    Schede per le attivit di controllo pag. 61

  • 5

    Premessa CON LE MIE OPERE TI MOSTRER LA MIA FEDE

    (Gc 2,18)

    Non vi sembri cosa strana iniziare con una citazione biblica, che riguarda

    la fede e la teologia, la presentazione di una guida contenente suggerimenti e

    raccomandazioni per unadeguata prevenzione del degrado degli edifici storici di tipo

    ecclesiastico.

    Si deve constatare, con soddisfazione, come negli ultimi tempi si sia

    inserita positivamente, nellambito della tutela del patrimonio artistico,

    quella mentalit che auspica un superamento della sola fase di restauro, sia

    facendolo precedere da unaccurata analisi delle cause, anche ambientali,

    che procurano il progressivo degrado del bene, sia facendolo seguire da

    tutte quelle attenzioni di manutenzione ordinaria che ne rallentano il suo

    graduale deterioramento.

    Questa nuova mentalit un principio che si presenta come

    fondamento imprescindibile al fine di una corretta azione a tutela del

    patrimonio artistico - culturale in genere, e ci soprattutto nel nostro paese

    che ha ereditato dal passato un non indifferente capitale, si pu dire unico

    al mondo, di beni culturali. In particolare, poi, i beni culturali ecclesiastici

    ne costituiscono a loro volta parte rilevante e altamente significativa anche

    dal punto di vista di testimonianza dei principi basilari della nostra attuale

    civilt occidentale.

    Come la fede alla base delle scelte di vita dei singoli credenti e della

    Chiesa nel suo insieme, cos ritengo che la prevenzione stia alla base e sia

    espressione di un profondo attaccamento anche affettivo al complesso del

    nostro patrimonio artistico.

    Ma come la fede non pu esprimersi in pienezza senza quelle opere che ne

    rivelano la sua intrinseca ricchezza, cos non sufficiente ribadire la

    necessit della prevenzione, senza farne seguire azioni e interventi concreti

    che la realizzino.

    Il presente Vademecum si inserisce in questo contesto culturale e

    sociale. Pur nascendo dalla competenza professionale e dallesperienza

  • 6

    degli addetti ai lavori, non tuttavia indirizzato ad essi, ma a coloro che

    quotidianamente sono a contatto con tali beni e che ne sono un po gli

    angeli custodi. Con questo Vademecum sono chiamati a farci

    locchio, a divenire come sentinelle che non si lasciano sorprendere da

    inaspettate e furtive incursioni del naturale o colpevole degrado.

    Ma perch non siano solo consigli che potrebbero restare solo e poco

    praticabili teorici auspici, il presente volume ha voluto vedere la luce

    dallesperienza vissuta in quellintervento che ha riguardato il Santuario

    della B.V. Annunciata di Serle, in provincia di Brescia. Non una mera

    presentazione di quanto si sia fatto tecnicamente, ma il sussidio ne utilizza

    metodi e strumenti per offrirsi modello e paradigma per quanti vogliano

    iniziare in modo sempre pi qualificato una tutela ben articolata e

    rispettosa di un bene artistico-architettonico.

    Nel presente volume sono facilmente usufruibili le regole per la cura

    preventiva di ben definiti settori strutturali (coperture, murature, intonaci,

    soffitti, volte, serramenti e pavimentazioni), come anche esempi di schede

    per il monitoraggio e la sua frequenza.

    In altre parole il presente Vademecum si inserisce in quellalveo di

    iniziative dove quel principio espresso nel famoso detto prevenire meglio

    che curare sempre pi nutrito e qualificato, e, cosa non indifferente,

    diventa anche aiuto a gestire con saggezza il relativo costo economico, non

    sempre cos indifferente, e la sua gestione.

    Non posso che augurarmi che tale strumento giunga a quante pi persone

    possibili affinch in questi interventi pratici possa manifestarsi lamore

    sincero per quelleredit artistica, architettonica e culturale che fonda la

    nostra identit sociale, personale ed ecclesiale e stimola tutti noi a

    consegnare al futuro tesori che identificano lumanit come il bene pi

    prezioso presente nella storia.

    Mons. Federico Pellegrini

    Direttore Ufficio per i Beni Culturali Ecclesiastici

    Diocesi di Brescia

  • 7

    Guida alluso

    Il vademecum stato pensato e scritto per i gestori di edifici storici e, per questo, non necessariamente tecnici o addetti ai lavori. In particolare, ci si rivolge a chi possiede o gestisce quei beni che concorrono a far parte del cosiddetto patrimonio culturale diffuso, ovvero edifici che sovente non godono della stessa visibilit e delle stesse attenzioni dei monumenti maggiori, ma che risultano, tuttavia, importanti sia come testimonianza tecnica-costruttiva, sia, soprattutto, per la conservazione della memoria storica, delle tradizioni e, in ultima analisi, dellidentit del territorio in cui sono collocati. ormai opinione consolidata ritenere che la prevenzione sia una scelta migliore rispetto ad un intervento di restauro post factum, non solo per una migliore conservazione delle strutture storiche dell'edificio, ma anche per quanto riguarda gli aspetti strettamente economico-gestionali. Lo svolgimento di un piano programmato di controlli sullo stato di conservazione del bene, effettuato anche senza lausilio di strumentazioni sofisticate e non necessariamente integrate da pi complesse indagini diagnostiche, pu garantire il tempestivo riconoscimento dellinsorgere o dellaggravamento di fenomeni di degrado, consentendo lesecuzione di interventi meno invasivi e meno onerosi da un punto di vista finanziario. I primi studi riguardanti la conservazione programmata sono stati avviati verso gli anni ottanta del secolo scorso, anche se, almeno in Italia, con limitate ricerche operative. Il testo che segue sintetizza in modo, per quanto possibile semplice, un insieme di raccomandazioni finalizzate al monitoraggio e al controllo speditivo di alcuni tra i pi diffusi elementi di criticit dei principali nodi tecnologici di un edificio. Per ciascuno di questi sono individuate le pi frequenti cause di degrado e linsieme dei controlli e delle verifiche periodiche che se eseguite con scadenze regolari possono garantire la rapida individuazione dei fenomeni di degrado. Non come ovvio intento di questo vademecum proporre una guida pratica di restauro conservativo in quanto le singole azioni di intervento progettuale su un bene vincolato saranno in ogni caso svolte ad hoc a cura di tecnici qualificati e a valle di un complesso, e ogni volta differente, processo progettuale. La possibilit, tuttavia, per i soggetti gestori dei beni stessi di riconoscere rapidamente singoli elementi di criticit costituisce il primo segnale di un effettivo cambiamento nella prospettiva della

  • 8

    conservazione del patrimonio, non pi legato alla eccezionalit dellintervento di restauro, ma alla continuit di azioni di monitoraggio periodico e di conservazione programmata. In questo contesto il Santuario della Beata Vergine Annunciata di Serle (BS) costituisce un caso di studio esemplare per le caratteristiche costruttive e dimensionali del bene, e per il suo stato di conservazione.

  • 9

    Regole per la cura preventiva

    degli elementi architettonici Le regole per la cura preventiva

    sono suggerimenti finalizzati alla

    gestione della conservazione dei

    beni architettonici.

    Ledificio stato scomposto in

    classi di elementi costruttivi

    (coperture, murature, intonaci,

    soffitti, volte ed orizzontamenti,

    serramenti, pavimentazioni interne,

    pavimentazioni esterne), per

    ognuna delle quali sono definite le

    situazioni di rischio e le risp

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