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Rassegna Stampa Centro Studi C.N.I. - 28 giugno 2016

Rassegna Stampa Centro Studi C.N.I. - 28 giugno 2016€¦ · INDICE RASSEGNA STAMPA Indice Rassegna Stampa Rassegna Stampa Centro Studi C.N.I. - 28 giugno 2016 Pagina I CODICE APPALTI

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  • Rassegna Stampa Centro Studi C.N.I. - 28 giugno 2016

  • INDICE RASSEGNA STAMPA

    Indice Rassegna Stampa

    Rassegna Stampa Centro Studi C.N.I. - 28 giugno 2016

    Pagina I

    CODICE APPALTI

    Appalti con le linee guida AnacSole 24 Ore 28/06/16 P. 46 Giuseppe LatourMauro Salerno

    1

    «Dal Codice un aiuto al mercato»Sole 24 Ore 28/06/16 P. 46 Mauro Salerno 2

    MERCATO DEL LAVORO

    Ecco il podio delle lauree preferiteCorriere Della Sera 28/06/16 P. 33 Enzo Riboni 3

    FORMAZIONE PROFESSIONALE

    Professionali a regime specialeItalia Oggi 28/06/16 P. 53 Emanuela Micucci 4

    NORME ANTINCENDIO

    Uffici, dal 23/7 nuove regole antincendioItalia Oggi 28/06/16 P. 39 6

    SICUREZZA SUL LAVORO

    Con la sicurezza non si Con scherzaItalia Oggi 28/06/16 P. 44 Paolo Varesi 7

    COMMERCIALISTI

    Fisco, abilitazione per il commercialistaSole 24 Ore 28/06/16 P. 45 Anionio Iorio 8

    INNOVAZIONE DIGITALE

    Digitale, lezioni pratiche per pmiItalia Oggi 28/06/16 P. 21 Marco Capisani 9

  • Approvati i primi cinque documenti di indirizzo al mercato: entro l'estate i vademecum diventeranno dieci

    Appalti con le linee guida AnacProgettisti: assicurazione al posto dei requisiti di fatturato - Premi al rating di legalità

    Giuseppe LatourMauro Salerno

    ROMA

    La"softlaw" dell'Anacpassadalla teoria alla pratica. L'Auto-rità anticorruzione ha appenaapprovato le prime indicazionidi regolazione per il mercato,preparate in attuazione del Co-dice appalti (Dlgs n. 50/2016):cinque delle sette linee guidamesse in consultazione a fineaprile, chiusa la valutazione dicentinaia di pareri degli addettiai lavori, stanno per essere mes-se a disposizione di imprese estazioni appaltanti.

    Decollano cosìleregole sull'of-ferta economicamente più van-taggiosa, i servizi di architettura eingegneria, la direzione lavori, ladirezione dell'esecuzione e il re-sponsabile unico del procedi-

    mento. Mancano all'appello duetesti, in materia di commissionigiudicatrici e procedure sotto so-glia. A questi, nelle prossime set-timane, se ne aggiungeranno altritre, relativi alla consultazione chesi è conclusa proprio ieri, sul par-tenariato pubblico-privato, sugliilleciti professionali e, soprattut-to, sul rating di impresa.

    La bussola dell'Anac era atte-sissima dagli operatori, che gra-zie alle indicazioni dell'Authoritypotranno risolvere diversi pro-

    Stretta sui direttori lavori:delineato il quadrodei conflitti di interesseIl Rup diventaun project manager

    blemi applicativi riscontrati inqueste prime settimane di appli-cazione del codice. Accadrà cer-tamente peri servizi di progetta-zione. Qui si registrano due indi-cazioni importanti. In primo luo-go, l'obbligo per le stazioniappaltan ti di utilizzare il decreto(Dm n. 143/2013) per il calcolo deiparametri da porre a base di gara.In secondo luogo, l'alleggerimen-to dei requisiti per l'accesso aibandi, conlapossibilitàdiportareuna polizza assicurativa anzichédimostrare un certo livello di fat-turato: una norma favorevole agiovani e piccoli professionisti.Importanti anche i documentidedicati alla direzione dilavori edesecuzione. Qui viene introdottoun capitolo dedicato al conflittodi interessi tra il professionista el'impresa aggiudicataria. E ven-gono regolati, punto per punto,tutti gli obblighi e gli adempimen-ti necessari in fase di attuazionedel contratto.

    Chiarimenti di rilievo anchesull'offerta economicamente piùvantaggiosa con l'indicazionedei criteri da utilizzare per la va-lutazione delle offerte. Tra que-sti potranno entrare anche il ra-ting di legalità rilasciato dall'An-titruste altri parametri "soggetti-vi", come ad esempio il possessodi marchi di certificazione am-bientale (Ecolabel). Quanto aifunzionari delle stazioni appal-tanti, incaricati di seguire le pro-cedure di affidamento e di esecu-zione degli appalti (Rup), l'indi-cazione che arriva dall'Anac èquella di farne dei veri e propriproject manager, almeno per ila-vori di carattere più complesso.

    Se l'obiettivo dell'Authority èdichiaratamente quello di com-pletare questa primafase di attua-zione con l'approvazione di diecilinee guida entro l'estate, adessosiamo arrivati a metà strada. An-che se bisogna precisare che i cin-que documenti appena licenziatinonsono ancoradeltutto assesta-ti. Gli indirizzi su direzione lavorie direttore dell'esecuzione vannoal ministero delle Infrastruttureche dovrà adottarli con decreto,dopo aver incassato i pareri delConsiglio di Stato e delle com-missioni parlamentari.

    Anche per gli altri tre docu-menti di indirizzo appena varatidall'Autorità ci sarà un percorsosupplementare, anche se nonespressamente previsto dallenorme. L'Anac ha, infatti, decisodi trasmetterli alle commissioniparlamentarie al Consiglio di Sta-to. Qualche ulteriore aggiusta-mento, allora, è ancora possibile.Anche se dall'Anticorruzionespiegano che queste indicazionisono già utilizzabili.

    Nel frattempo dovrebbero ar-rivare al primo traguardo anchele linee guida sulle gare sottoso-glia europea (forse già questa set-timana, come annunciato da Can-tone in audizione alle Camere) epoi quelle sulla composizionedelle commissioni giudicatriciesterne alle amministrazioni. Sitratta in questo caso delle lineeguida più attese dagli operatori equelle che stanno evidenziandogli aspetti più delicati da risolve-re. E per questo gli uffici diCanto-ne hanno deciso di dedicarciqualche giorno in più.

    ORI PRO DD ZION F RISERVATA

    Codice appalti Pagina 1

  • Michele Corradino Consigliere Anac con delega agli appalti

    «Dal Codice un aiuto al mercato»Mauro Salerno

    ROM

    Tutt'altro che un codiceche blocca il mercato. L'Anti-corruzione non ci sta a far pas-sare il messaggio del codiceappalti«che paralizzal'ltalia».E appena approvate le primelinee guida, tocca a MicheleCorradino, consigliere Anaccon il ruolo di braccio destro diRaffaele Cantone sui contrattipubblici, chiarire subito che«in questa fase è sbagliato se-minare terrore: la responsabi-lità di tutti noi, per primal'Anac, è aiutare Pa e imprese aintraprendere un cammino di

    rinnovamento. Rallentarlo èuna grave responsabilità».

    I dati sui bandi a maggio di-mostrano che c'è stata unapesante caduta delle gare peropere pubbliche dopo l'en-trata in vigore del codice.

    Anche noi abbiamo fatto fareuna elaborazione. Si tratta diuna tendenza che viene da piùlontano. È vero che a maggioc'è stata un caduta che noi mi-suriamo al 6ooo. Ma abbiamorilevato che già lo scorso no-vembre c'era stato un calo del3o% delle gare subase annuale.Ricordo che in quel mese èscattato l'obbligo di centraliz-

    Delegato . Michele Corradino

    zare gli appalti per i piccoli co-muni. Serve un'analisi piùcomplessa.

    Fatica ad adeguarsi allenuove regole?

    Di recente la World Bank hapubblicato uno studio in cui sifavedereche in tutti gli stati c'euna parte della Pa che fa resi-stenza al cambiamento. Ci so-no grandi rischi nell'innova-zione. Ed è chiaro che i funzio-narihanno paura di sbagliare. Ilrischio che vedo io è però chequesta naturale resistenza alcambiamento di una parte, vasottolineato, non di tutta la Pa,finisca per saldarsi con quelle

    lobby che il cambiamento nonlo vogliono perché si chiude lospazio per utilizzare le variantiin forma strumentale, la possi-bilità di individuare un com-missario digaracompiacente odi fare leva sul massimo ribassooffrendo scarsa qualità perchétanto poi si recupera.

    I costruttori (ma anche ilgovernatore campano De Lu-ca) contestanola scelta divie-tare l 'appalto integrato, ob-bligando ad affidare i lavorisolo su progetto esecutivo.

    Mettere il progetto esecuti-vo alla base degli appalti ri-sponde a due esigenze. La pri-maè quella di restituire laPa al-la sua funzione principe che èquella di programmare gli in-vestimenti.Lasecondaè quelladi ridurre la spesa per le opere

    pubbliche. Noi abbiamo dimo-strato che nel9o% deicasi ilco-sto delle varianti equivale, conujna precisione pari all'euro,allo sconto offerto in gara. Levarianti non vanno demoniz-zate: giusto.

    Vanno bene però se servonoa rispondere alle soprese geo-logiche.Non devono invece es-sere un modo per rimettere incircolo il denaro che è stato ri-sparmiato con il ribasso d'asta.t questo utilizzo anomalo,spesso illecito, possibile solo inassenza di una vera progetta-zione, che ha comportato unaumento mostruoso dei costidelle opere pubbliche. Eccoperché il progetto deve essereal centro di tutto il sistema e de-ve essere quello esecutivo.

    Codice appalti Pagina 2

  • Ecco il podio delle lauree preferiteLe più gettonate in azienda? Ingegneria, economia e scienze della comunicazione

    Chi riesce ad accedere a unostage aziendale post laurea, hapoi ottime chance per essereassunto da quella stessa im-presa. Purché però si tratti so-prattutto di aziende del Nordcon più di 500 dipendenti, chesiano Spa o multinazionali. E'il risultato dell'indagine del"Nuovo osservatorio" dell'as-sociazione di direttori del per-sonale Gidp, che ha testato uncampione di n5 suoi aderentiappartenenti ad imprese che,negli ultimi 12 mesi, hannoavuto o hanno tuttora all'inter-no un neolaureato in stage ol'hanno appena assunto. L'in-dagine ha anche collezionatole risposte dei giovani appenaimmessi in quelle aziende: il72 % dichiara che è stato assun-to dopo lo stage o sta per esse-re assunto se ancora non haterminato l'internship. Il 23%dei giovani invece non sa an-cora se alla fine dello stage sa-rà confermato in azienda e so-lo cinque su cento hanno giàavuto la comunicazione chel'esperienza non proseguirà.

    I canali di cui si sono servitele aziende per individuare ipotenziali stagisti e i candidatiall'assunzione sono stati so-

    prattutto tre: la pubblicazionedelle offerte sui portali delleuniversità (2796), le agenzieper il lavoro (14%) e le liste dilaureati fornite dalle universi-tà (11%). Molto snobbati sonostati invece i "C.areer day", chequest'anno sono stati scelti so-lo dal 9% dei direttori Hr. "Ineffetti - conferma il presi-dente di Gidp Paolo Citterio -i responsabili del personale

    optano per i siti universitariperché lì le inserzioni sonogratuite e la visibilità per i gio-vani è alta. I Career day, invece,costano e comportano un no-tevole impiego di tempo".

    Le lauree preferite dalleaziende sono, come sempre,Ingegneria (36%) ed Economia(35%), ma c'è una novità ina-spettata: al terzo posto compa-re, pur se fortemente distacca-

    ta (796) Scienze della comuni-cazione, una laurea che è stataun po' inflazionata e che datempo suscitava poco interes-se in diverse direzioni del per-sonale. "E' la conseguenza delfatto che diverse aziende in-contrano ancora difficoltà nelcomunicare all'esterno il lorobusiness e i loro valori - spie-ga Citterio - mentre questacapacità è una delle chiavi delsuccesso". Per alcune impreseresta una difficoltà di reperi-mento di alcune lauree: l'u%segnala la carenza per Econo-mia e il 36% per Ingegneria (inparticolare, in ordine di scarsi-tà, elettronica, meccanica, ge-stionale e informatica).

    Per i neolaureati c'è ancheuna nota dolente: in tutti i set-tori rispetto al 2015 è calata lamedia delle retribuzioni in in-gresso. Per esempio nel chimi-co/farmaceutico, che è quelloche paga di più, si è passati da29.315 euro lordi annui a25.518.

    L'indagine completa verràpresentato il 30 giugno alla16.30 presso la sede milanesedell'Assolombarda.

    Enzo Riboni

    L'indagine

    Nell'indaginedel "Nuovoosservatorio"dell'associa-zione didirettori HRGidp, è statotestato uncampione di115 aderentiappartenentiad imprese chenegli ultimi 12mesi hannoavuto o hannoall'interno unneolaureato instage o l'hannoappenaassunto.Raccolte anchele risposte deigiovani appenaentrati nelleaziende.

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    Mercato del lavoro Pagina 3

  • T•eellle e Fondazione per la scuola: riforma costititztzionc le, un'occasione di rilancio

    Professionali a regime specialepCabina i re 'a Palazzo Chigi per superare le diffierenzea

    DI EMANUELA Micucci

    Uno statuto specialeper gli istituti pro-fessionali e risorsestabili e certe da

    parte di regioni e ministerodel lavoro l'istruzione e for-mazione professionale (IeFp).Queste le due condizioni peruna svolta al sistema dellaformazione professionale chedia luogo a una nuova e dif-ferenziata offerta formativacondivisa dal Miur, dal Lavo-ro e dalla regioni, in vista deicambiamenti costituzionalial Titolo V previsti dalla ri-forma al vaglio del prossimoreferendum, cambiamentiche prevedono nuove com-petenze tra Stato e regioniper questo settore. A propor-lo l'associazione Treellle ela Fondazione per la Scuoladella Compagnia di San Pa-olo, venerdì al Politecnico diTorino, alla presentazionedel volume «Accendere i farisull'istruzione e formazioneprofessionale».

    Sullo sfondo anche le no-vità legislative della BuonaScuola, soprattutto la delegaper la riforma dell'istruzioneprofessionale. Un settore da665mila iscritti ma, illustra ilpresidente di Treellle Attilio

    Oliva , «trascurato,quasi assente neldibattito naziona-le» e «un sistemache oggi ha pecchevistose». «È primadi tutto una gran-de questione socia-le che riguarda laparte più deboledella nostra popo-lazione studente-sca: quasi il 25%degli iscritti allascuola secondaria,oltre a un15% chenon si iscrive o ab-bandona da recu-perare, con il 15%degli alunni extra-comunitari».

    Un settore cheperò presenta sto-ricamente in Italia

    Maria Elena Boschi, m1n3stro delle riforme

    una grande anomalia : due of-ferte sovrapposte con l'istru-zione professionale statalequinquennale e quella dell'Ie-Fp triennale e quadriennale,divise tra ministeri dell'istru-zione e del lavoro e regioni.«Entrambi presentano criti-cità», prosegue Oliva, «ma lapiù grave è la `licealizzazione',ovvero troppe discipline (nelprimo anno sono 15, tra cui2 lingue straniere) e poca at-tività in laboratorio». Manca

    poi un incontro tra domandadelle aziende e offerta dellescuole. BastI pensare alle 10articolazioni per l'istruzioneprofessionale statale e le 36per l'IeFp regionale. A frontedelle 200 qualifiche e 80 al-tre tipologie di Baccalaureatprofessionnel in Francia e alle344 qualifiche di apprendista-to in Germania. Le proposteTreellle e Fondazione per laScuola, allora, sono di siste-ma: aumentare le risorse del

    Formazione professionale Pagina 4

  • settore; costruire pressola Presidenza del Con-siglio dei ministri una«Cabina di Regia» percoordinare le materiedei diversi ministeri in-teressati a questa area;mantenere una strettacollaborazione tra Statoe regioni nella Conferen-za unificata; istituire co-mitati nazionali perma-nenti dei settore con leparti sociali datoriali esindacali.

    Inoltre,unificaregli obiet-tivi del pri-mo trien-nio dell'istruzioneprofessio-nale con

    quelli dell'IeFpin modo cheal suo termini

    tutti acceda-no all'esamedi qualifica

    per sé o per gli altri.Incentivare l'alternanza,

    l'apprendistato adottando ilmodello duale, la partecipazio-ne di scuole e centri formativiai Poli tecnico-professionali.Il tutto consolidando puntidi forza già esistenti dei duecanali: flessibilità organizza-tiva; didattica per competen-ze e laboratoriale; offerta piùmirata alla domanda delleimprese; due canali opera-tivi su tutto il territorio na-

    IÌtaaecea aasz i1waaae11"ap fra ele3mrz-elaa delle erZïe-agele> e o,ffl>r1if delle

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    .là da'-ï'Frataaffiaea

    valido per tutto il territorionazionale. Valorizzare ruoloe immagine della qualificaprofessionale individuandostandard chiari sul modelloEQF europeo e rendendolanecessaria per mestieri o at-tività che comportano rischi

    zionale per favorire la sceltadelle famiglie; valutazione deirisultati attraverso esami na-zionali e il Sistema nazionaledi valutazione con il supportodi Invalsi, Indire e un efficacesistema ispettivo.

    ©Rïproduzione riservata

    Formazione professionale Pagina 5

  • U, ,fici, dal 2317 nuove regole antincendioConto alla rovescia per l'entrata in vigore

    delle norme antincendio per le attività d'uf-ficio. Dal 23 luglio le nuove regole si possonoapplicare ad attività di edifici o locali peruffici, con oltre 300 persone presenti all'in-terna t con il decreto del ministero interno8 giugno 2016 rubricato attuativo dell'art.15 del dlgs 13912006 (Gazzetta n. 145 del23 giugno 2016) che sono state disciplinate lenuove norme tecniche di prevenzione. Questesono contenute nell'allegato 1 al dm.

    Le attività d'ufficio soggette alla nuova re-golamentazione includono le aree destinatead attività non riconducibili all'ufficio stesso,ma in ogni caso funzionali e compatibili contale destinazione d'uso. Come, per esempio,pubblici esercizi per la somministrazionedi alimenti e bevande, agenzie di servizi,

    aree commerciali di modeste superfici e conquantitativi di materiali combustibili nonsignificativi. Gli uffici, afferenti a respon-sabili dell'attività diversi, possono essereubicati all'interno dello stesso comparti-menta. E avere comunicazioni dirette esistema di esodo promiscua Per gliuffici non aperti al pubblico, affe-renti a responsabili dell 'attivitàdiversi con sistema di esodopromiscuo, deve essere previ-sto l'incremento di unlivello di prestazionedel livello gestiona-le della sicurezzaantincendio.

    CinziaDe Stefanis

    Norme antincendio Pagina 6

  • Con la sicurezza non si scherzaa della qualità formativa dei lavoratori

    rito attuale quanto lo è il numero, enorme,i incidenti più o meno gravi che ogni anno

    si verificano nei luoghi di lavoro o per motividi lavoro. Eventi che spesso determinano lachiusura dell'impresa. Il tema dal nostro pun-to di vista è strettamente legato a quello dellaresponsabilità dei soggetti, delegati dai datoridi lavoro ad operare in loro vece, affinché laformazione dei lavoratori in materia di salutee sicurezza, sia effettivamente sufficiente edadeguata anche in merito ai rischi specifici.Non a caso la Conferenza permanente per irapporti tra lo stato, le regioni e le provinceautonome, in sede di definizione dell'accordoin materia di formazione dei lavoratori ai sen-si dell' art. 37, comma 2, del dlgs 9 aprile 2008,n.81 è intervenuta sulle modalità formative,sui requisiti dei docenti, sull'organizzazionedella formazione e sull'articolazione del per-corso formativo, prevedendo, ad esempio, chela durata della formazione e le modalità dieffettuazione siano in funzione dei rischi spe-cifici riferiti alle mansioni e ai possibili dannie alle conseguenti misure e procedure di pre-venzione e protezione caratteristici del settoreo comparto di appartenenza dell'azienda. Taliaspetti e rischi specifici devono costituire og-getto della formazione anche con riferimentoai rischi individuati in sede di redazione deldocumento di valutazione. Anche su questoversante la responsabilità deldatore di lavoro è chiara edinequivocabile. Per quantomotivo, desta molta mera-viglia la leggerezza con laquale molto datori di lavorodelegano un compito cosìdelicato, per le conseguenzeche si possono determinare,senza verificare nel dettagliose i soggetti incaricati sianoeffettivamente in possessodei requisiti previsti dallalegge, sia in capo ai formatori,sia in capo agli enti formati-vi. Proprio per offrire questegaranzie Aifes, riconosciutadal ministero dello sviluppo

    economico, associazione professionale, garan-tisce sotto la propria responsabilità legale ilpossesso dei requisiti richiesti dalla legge aiformatori, garantendo l'utente anche in rela-zione al rispetto delle regole deontologiche,dei principi di buona fede, della correttezza,della responsabilità del professionista, age-volando la scelta e la tutela degli utenti nelrispetto delle regole sulla concorrenza. Aifespromuove, anche attraverso specifiche ini-ziative, la formazione permanente dei propriiscritti, adottano un codice di condotta ai sensidell'art. 27-bis del Codice del consumo, di cuial decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206,vigila sulla condotta professionale degli as-sociati e stabilisce le sanzioni disciplinari dairrogare agli associati per le violazioni del me-desimo codice. Al fine di tutelare i consuma-tori e di garantire la trasparenza del mercatodei servizi professionali, Aifes rilascia, previele necessarie verifiche, sotto la responsabili-tà' del proprio rappresentante legale, un'at-testazione relativa agli standard qualitativie di qualificazione professionale che i propriiscritti sono tenuti a rispettare nell'eserciziodell'attività professionale ai fini del manteni-mento dell'iscrizione all 'associazione. Per que-sto motivo i datori di lavoro che si rivolgono aiprofessionisti Aifes, non corrono alcun rischioin caso di verifica da parte degli organismi divigilanza, in quanto vengono rispettati tutti

    Pagina a cura degli

    Enti Bilaterali CisalEN.BLF. costituito

    CON SACI ed ANACICCNL AMMINISTRATORI

    CONDOMINIALIEN.BI.C. costituito

    con Anpit, Cidec, Confazienda.Fedimeprese,Uniea

    CCNL COMMERCIO - SERVIZI,LOGISTICA, CASE DI CURA

    TURISMOE PUBBLICI ESERCIZI

    Info w~.enbif it e nnvw.enbie.itTEL. 0688816384/5

    SEDE Via Cristoforo Colombo115 ROÏWA

    i criteri previsti dalla leggeaffinché la formazione possadefinirsi sufficiente ed ade-guata.Aifes è presente in tut-to il territorio nazionale conoltre 300 sedie centri di altaformazione, Si avvale dellacompetenza di qualificati or-ganismi paritetici quali sonoEnbic ed Enbims garantendola migliore collaborazione aquei datori di lavoro che cre-dono nei propri dipendenti etengono alla loro salute.

    Paolo Varesi, com-ponente Commissione

    consultiva permanenteMinistero lavoro

    Sicurezza sul lavoro Pagina 7

  • Con l'Albo unico

    Fisco, abilitazioneper il commercialistaAnionio Iorio

    Il decreto legislativo13912005, con ilriconoscimen-to di attività tipiche per gliesperti contabili e i commer-cialisti, ha portato alla con-danna per esercizio abusivodella professione di chi nonera abilitato a registrare fattu-re e a tenere la contabilità. Èquanto emerge dalla letturadelle sentenza 26617 dellaCassazione. La pronuncia èestremamente sintetica esembra non essere in linea conl'orientamento delle SezioniUnite del 2012. In sostanza a unprofessionista veniva conte-stato l'esercizio abusivo dellaprofessione di commerciali-sta e consulente del lavoro peraver svolto prestazioni di ela-borazione della contabilità.

    La Cassazione, che ha con-fermato la condanna inflitta inappello, ha rilevato che la nor-mativa al tempo vigente riser-vava le attività in questione aisoggetti abilitati all'eserciziodella professione di espertocontabile commercialista.Non è noto dalla lettura dellasentenza se al professionistafosse stato contestato il fattodi essersi qualificato come

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    soggetto abilitato o meno, cir-costanza ritenuta importantedalle Sezioni unite consenten-za 11545 depositata il 23 marzo2012. Con tale pronuncia, in-fatti, venne affrontata la rile-vanza penale, o meno, delle at-tività non esclusive relative al-la tenuta della contabilità, re-dazione delle dichiarazionifiscali se svolte in modo conti-nuativo e organizzato dai noniscritti in albi. Per le Sezioniunite, prima dell'entrata in vi-gore dell'albo unico, vi era unaelencazione specifica delle at-tività riservate agli iscritti(amministrazione e liquida-zione di aziende, perizie e con-sulenze tecniche, verificazio-ni in merito all'attendibilitàdei bilanci, di conti e scritturee di ogni altro documento con-tabile dell'impresa e così via).Con il Dlgs 139/2005, invece, èstata individuata una serie diattività «tipi che» per gli iscrit-tiallasezioneB (esperti conta-bili) e per gli appartenenti allasezione A (dottori commer-cialisti) del nuovo Albo tra cuila tenuta e redazione dei libricontabili e fiscali. L'inseri-mento non rappresenta peròun'attribuzione di esclusivadelle relative attività agliiscritti all'albo. Così la tenutadella contabilità aziendale e laredazione delle dichiarazioni:

    non integrano il reato diesercizio abusivo delle pro-fessioni di commercialista o diragioniere, anche se svolte dachi non sia iscritto all'Albo, inmodo continuativo, organiz-zato e retribuito in modo taleda non creare, in assenza di in-dicazioni diverse, le apparen-ze di tale iscrizione;

    integrano il reato con riferi-mento alla professione diesperto contabile e di com-mercialista nel vigore del Dl-gs 139/2005, se le attività sonoposte in essere con le caratte-ristiche sopra descritte inmo-do tale da creare, in assenza diindicazioni diverse, le appa-renze di iscrizione all'Albo.

    0 RIVRODOZIO NE RISERVAI A

    Commercialisti Pagina 8

  • Costantirl.i (I'odáfone) durante la C.,lassDigztalL' exper-i.eric,e It'eek: andare oltre la teoria

    Digitale, lezioni pratiche per pmiEataly punta su negozi lt ` a le, Cozzi: concessionaria 2 .0

    DI MARCO A. CAPISANI

    ull'innovazione di-gitale si fa spessomolta teoria e pocapratica. Se però si

    parte da esperienze concrete,da fatti realmente accaduti erisultati raggiunti, allora le im-prese italiane sono pronte adaprirsi al digitale, superandole iniziali barriere»: secondoManlio Costantini , direttoreenterprise di Vodafone Italia,troppa teoria e poca praticaè quindi il vero ostacolo cherallenta lo sviluppo digitaledelle aziende tricolore, temaal centro della Class DigitalExperience Week, la settima-na organizzata a Milano daClass Editori (che partecipa alcapitale di questo giornale) traconferenze dal taglio concreto,mostre ed eventi in calendariofino al 3 luglio. «L'innovazionesi può dispiegare in ogni set-tore», ha spiegato ieri a Ita-liaOggi Costantini durante ilconvegno «Impulso digitale perla tua azienda. L'innovazione alcentro di un business in antici-po sul futuro», in programma alVodafone Theatre nella giorna-ta di apertura della Class Di-gital Experience Week. «Non èquestione di comparti merce-ologici né di budget. Bensì dicultura, di aprirsi all'esterno,di essere consapevoli che senon ho tutte le competenze inazienda posso cercarle fuori, at-traverso partnership», sempresecondo il direttore enterprisedi Vodafone Italia, operatoredi telecomunicazioni che haelaborato un test di autovalu-tazione per misurare l'indice di

    digitalizzazione delle aziende,il Ready Business Index. Nelmondo del «software as a ser-vice», peraltro, è sempre piùimportante il meccanismo dipricing e success fee: quindi leinfrastrutture le mette Voda-fone, mentre l'impresa paga infunzione dei risultati.

    «Servono spazi fisici perraccontare case historyconcrete», ha confermato Al-berto Baban , presidente Pic-cola Industria di Confindustria.«Non serve un esperto di digi-tale in azienda, anche perchél'innovazione poggia sulla rior-ganizzazione dell'intera azien-da dove il digitale contaminatutto. Le pmi sono storicamen-te abituate a trasformarsi», hasottolineato Baban che facen-do un riferimento all'attualitàha aggiunto: «La finanza siaun'acceleratore di questa tra-sformazione, non più solo unaspeculazione». Baban lanciaanche un avvertimento: ildigitale è fondamentaleperché «i nuovi clientidelle nostre aziendesaranno i millennials»,i giovani di oggi cre-sciuti nell'epoca touchscreen che «non sap-piamo ancora comesi comporteranno daconsumatori». Sottinte-so: meglio prepararsi pertempo.

    con il digitale , ha aggiuntoFrancesco Morace , presi-dente di Future Concept Lab:il digitale «aumenta l'intensitàdell'esperienza e delle emozionidei consumatori». In aggiunta,col digitale le aziende italianee soprattutto le pmi «possono"think locally and act globally"(pensare localmente e agiresu scala globale, ndr)», ossia«capire qual è la loro unicità epoi promuoverla nel mondo»,cancellando in questo modol'annoso punto dolente secondocui le pmi non hanno le dimen-sioni sufficienti per competereall'estero. «Le unicità italianepossono essere globali», ha ri-lanciato Morace. «Le pmi sannofare. Oggi devono anche saperfar sapere».

    E 39% è il livello di Rea-dy Business Index , emersocol test tra gli imprenditori

    durante il convegno«Impulso digita-

    le per la tuaazienda».Secondo iparametridello stes-so indice, ildato signi-fica bassa

    conoscenza

    delle po-tenzialità

    del di-

    gitale e della sua efficienza,bassa capacità di coinvolgereil cliente e grado molto bassodi sicurezza in questi processi.«Ma non è un problema», ha di-chiarato Costantini. «In tempirapidi si può arrivare all'80%.Il digitale offre ritorni imme-diati...». A proposito di casehistory che hanno saputo evi-denziare il loro dna, invece, alVodafone Theatre si è spaziatidall'alimentare di Eataly allaconcessionaria d'auto di Legna-no, passando per l'esperienza diAurora Biofarma che, secondoil responsabile commercial ope-ration Domenico Ciccarelli,«ha dotato di tablet la sua retevendita d'informatori medici»,fino a quella di Bindi Dessertche tra app e tablet non solo ha«smaterializzato i propri cata-loghi» ma può ora «aggiornarein tempo reale le richieste» deiristoratori, a giudizio del diret-tore organizzazione e sistemiinformativi Paolo Barbara.E senza dimenticare la testi-monianza di Flavio Beretta,responsabile regionale Medi-terraneo e Medio Oriente diQuant Italy che fornisce servi-zi di manutenzione industria-le e grazie al digitale adesso«misura meglio prestazioni,efficienza e costi».

    «Conquistare il mercato,creare frequenze di acqui-sto, ma senza perdere le ca-

    ratteristiche di Eataly», haspiegato ieri Andrea Ca-salini , ceo di Eataly Net(www.eatalynet). «Questaè la nostra sfida. Vogliamocostruire negozi omni-channel, fisici e virtuali

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  • non importa, ma con cui pro-filare il cliente, riconoscerlo,andargli incontro». Ossia coin-volgerlo col servizio di spesaonline e poi consegnarglielain negozio, dopo magari che«ha cenato in un nostro risto-rante o ha preso l'aperitivo daEataly», ha concluso Casalini.Le previsioni sono di avviare ilprogetto prima a Milano, entrola fine del 2016, e poi dedicarsiagli altri punti vendita, esterocompreso. Il digitale? «E unacorsa veloce», ha sintetizzatoil manager.

    Ricevere un avviso digi-tale poco prima che scada iltagliando dell'auto , un alertquando va fatta la revisione maanche aut museo a Legnano con50 auto d'epoca che hanno fattoboom sui social. «Tanto da di-ventare la terza attrazione tu-ristica della città, prima ancoradella Basilica cittadina, e gene-rando un po' d'invidia benevolada parte del monsignore», haraccontato Elisabetta Cozzidella concessionaria FratelliCozzi (www.fratellicozzi.it), amargine del convegno. Insom-ma, un'azienda tradizionaleper antonomasia che «col digi-tale si è reinventata superan-do i confini locali perché, speciesui social network, ha iniziatoa raccontare la sua lunga sto-ria». Sui social Cozzi pubblicatutti i commenti, anche quellinegativi ma «a tutti rispondia-mo subito e così, anche in casodi errori, i clienti ci riconosconol'impegno», ha proseguito l'im-prenditrice. «Alla fine restano ecreano una relazione con noi».

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