Faber dicembre

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Mi hai rotto le acque

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  • HOMO FABER FORTUNAE SUAEMi hai rotto le acque

    Bruno Liegibastonliegi

    Anno II_numero 09Dicembre 2011

  • Direttore responsabileAmelia Beltramini

    EditoreAps FaberVia Cimarosa, 26 - 20144 Milano

    RedazioneLorenzo Aprigliano,Silvia Aprigliano,Alessandro Baggia,Bertone Biscaretti,Nicol Cambiaso,Francesca Carta,Maddalena Cirla,Chiara Francavilla,Cecilia Foschi,Andrea Gavazzi,Giovanni Liva,Matteo de Mojana, Filippo Montalbetti,Eva Moriconi,Debora Peters,Alessandro Sarcinelli,Marcella Vezzoli,Orlando Vuono,Chiara Zancan

    CollaboratoriGiacomo Cella,Matteo Legnani,Taddeo Mecozzi,Orlando Vuono,Francesca Ziggiotti

    Corispondenti dallesteroAnna Crosta,Giulio di Rosa,Chiara Francavilla,Erica Petrillo,Matilde Sponzilli

    Progetto_graficoLorenzo Aprigliano[lorenzo.aprigliano@hotmail.it]http://cargocollective.com/papalawrence

    FotografiAnna Crosta,Paola Meloni

    DisegnatoriStefano Santamato

    CopertinaStefano Santamato

    Questo giornale, con la sua massa di parole, stato prodotto in qual-che decina dore da un gruppo di persone non infallibili, che la-vorano con pochi mezzi in una minuscola redazione e cercano di scoprire cosa successo nel mon-do da persone che a volte sono riluttanti a parlare, altre volte op-pongono un deciso ostruzionismo.Tuttavia sarete sorpresi di scoprire che gli articoli qui presenti non sono frutto di compromessi coi proprietari e gli inserzionisti, in quanto stranamente n gli uni n gli altri esistono.[di David Randall da Il giornalista quasi perfetto]

    Contattiredazione@fabergiornale.itgrafica@fabergiornale.it

    www.fabergiornale.it

    RegistrazioneRegistrazione presso il Tribunale di Milano n. 576 del 5/11/2010

    Anno IINumero 9

    Centro StampaLoretoprint, la tipografia digitaleVia Andrea Costa, 7 - 20131 MilanoTel. 02 2870026 (r.a.)[info@loretoprint.it]

  • 3Forse qualcuno di voi ci sta distrattamente camminando sopra, proprio mentre comincia a sfogliare queste pagine. Magari non ci pensa o non lo sa, ma sotto di lui c dellacqua. Tanta acqua.In un modo o nellaltro, sotto ogni casa, ogni strada ed ogni edificio della citt. Il sottosuolo di Milano una ragnatela di percorsi liquidi attraverso cui quello che oggi chiamiamo loro blu scorre e dilaga, perlopi incontrollato.Da settimane vediamo volontari spalare nel fango in Liguria, Toscana, Piemonte, Calabria ma ci sentiamo al sicuro. La Lombardia una terra umida, certo, ma piat-ta: cosa mai ci potr franare addosso?Non sempre il pericolo viene da sopra, come ci racconta larticolo di copertina di questo mese. Da dieci anni a questa parte i pozzi cadono in disuso, le piogge aumentano, le piene del Seveso, del Lambro e dellOlona (che scorrono in buona parte sotto al territorio cittadino) sono sempre pi frequenti. La falda cresce, ra-pidamente, e cambia le condizioni del sottosuolo: allaga le stazioni della metr, le cantine e i box. Mina la solidit strutturale degli edifici, trasformando interi quar-tieri in zone a rischio.Siamo dei privilegiati a poter disporre di cos tanta e ottima acqua - eppure, si sa, luomo maestro nel trasformare le risorse di cui dispone in guai. Per ora pu essere stata una questione di fortuna, ma dovr diventare responsabilit. Uomo avvisato...

    Nicol Cambiaso

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  • 4Faber_indice

    faber_Milano /5FALDA ACQUIFERA E COR-SI D'ACQUA NEL MILANESEdi Alessandro Sarcinelli faber_Dal mondo/22

    VOCI DA CHI SI FATTO ASCOLTAREdi Giovanni Liva

    faber_Scienze/25SCIENCE FOR PEACE: LA TERZA CONFERENZA MONDIALEdi Eva Moriconi

    faber_cultura/26DOSTOEVSKIJ COME SHAKESPEARE. TEATRO CLASSICO-CONTEMPORANEOdi Francesca Carta, Matteo de Mojanae Stefano Santamato

    faber_Cultura/28RECENSIONE DEL LIBRO "CELLA 211" DI FRANCISCO PEREZ GANDULdi Marcella Vezzoli

    faber_lultima parola/29PROSPETTIVAa cura di Silvia Aprigliano

    faber_Milano/9IL COMUNE INCONTRA I CITTADINIdi Chiara Zancan

    faber_Milano/12ANCA MI SUN DE MILANdi Debora Peters

    faber_Milano/14MILANO CITT CONPOCHI (POCHISSIMI)OSTELLI, MA QUALCOSA SI MUOVEdi Bertone Biscaretti

    faber_galleria/17COMUNIT FILIPPINA A MILANOfotoreportage di Paola Meloni

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    FALDA ACQUIFERA E CORSI DACQUA NEL MILANESE

  • 6A seguito degli impegni assunti si quindi pro-ceduto ad effettuare in tempi assolutamente ri-stretti la presente prima proposta nella speranza, nonostante i tempi ridottissimi, di poter giungere ad un risultato concreto. Cominciava cos un documento sullinnalza-mento della falda milanese redatto insieme da Regione Lombardia, Provincia e Comune di Mi-lano, Atm e molti altri enti. Era il 1997, il proble-ma sembrava cos grave che venne aperta unu-nit di crisi e furono costruiti centinaia di pozzi per pompare lacqua e abbassare il livello della falda. Agli inizi degli anni 2000 lallarme rientr, i pozzi entrarono in disuso, invecchiarono senza nessuna manutenzione e non si sent pi parlare di falda.A distanza di anni i risultati concreti di cui parla-va il documento sembrano non essere mai stati raggiunti. I dati della provincia sono eloquenti: se nel 2000 i pozzi pubblici in disuso erano 85, oggi sono 248. E la falda si sta innalzando in modo preoccupante: solo negli ultimi 3 anni a seconda delle zone salita di 3-8 metri. Alla

    diminuzione del pompaggio dovuto allo sman-tellamento di grandi aree industriali come Fiat e Falck si aggiunge il forte aumento delle preci-pitazioni sul territorio; anche le zone interessate rimangono le stesse: i problemi maggiori sono a Milano sud nei dintorni dellospedale San Pa-olo e tra Piola e Lambrate nella zona di Citt-Studi. I punti pi sensibili sono quelli ribassati: cantine, locali sotterranei, depositi di negozi e stazioni metropolitane; diversi parcheggi sotter-ranei da 6-7 piani risultano inutilizzabili perch allagati. evidente che le soluzioni trovate una decina di anni fa sono state insufficienti. Gio-vanni Porto, consigliere dellOrdine dei geologi della Lombardia ne convinto: Per risolvere il problema bisognerebbe uscire dallemergenza e partire con un opera complessiva. Secondo Roberto Serra, responsabile del servizio idro-grafico di Arpa Lombardia, lAgenzia regionale protezione ambientale, fondamentale un buon lavoro di previsione. Sono stati elaborati modelli molto complessi che, in base alle precipitazioni e il pompaggio di acqua nel territorio, riescono

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    INCHIESTA TRA PROGETTI MAI PARTITI,

    FIUMI INQUINATI E UNA CLASSE POLITICA

    POCO CORAGGIOSALA FALDA TORNA

    A SALIREarticolo e foto di Alessandro Sarcinelli

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    a prevedere landamento della falda, ma sono stati usati poco e male. Un esempio di cattiva progettazione e scarsa conoscenza del territorio riguarda la linea gialla della metropolitana: fra la progettazione e la realizzazione la situazione del sottosuolo cambiata radicalmente senza che nessuno ne prendesse atto. I lavori, effettuati nellacqua, hanno cambiato costi e tempi di co-struzione facendoli lievitare in modo esorbitante.La questione pi importante rimane comunque come utilizzare lacqua in eccesso. Le idee non mancano: in primo luogo, in molte zone della falda milanese lacqua di ottima qualit e quindi potrebbe essere utilizzata per uso idro-potabile; ci aiuterebbe anche a invertire la tendenza che vede lItalia primo consumatore di acqua mine-rale in bottiglia. Inoltre potrebbe essere usata per uso irriguo sia allinterno della citt, nei parchi, sia nellhinterland, nei campi. Infine un utilizzo geotermico rappresenterebbe unulteriore solu-zione. Nessuno di questi progetti per pu risul-tare efficace senza unattenta pianificazione alle spalle: sarebbero necessari studi approfonditi per

    localizzare lacqua sul territorio e conoscerne le qualit.Questi compiti spetterebbero alle amministra-zioni territoriali, Regione, Provincia e Comune attraverso il braccio operativo della metropolita-na milanese (MM) alla quale affidata la gestio-ne di centinaia di pozzi. Ma Porto non sembra ottimista:In un sistema che ha bisogno del con-senso ogni 5 minuti difficile un piano generale di investimenti di questo tipo. Il lavoro molto costoso e i benefici non sono apprezzabili a breve termine, ma nellarco di 10 anni; difficile che una giunta comunale, indipendentemente dal colore, decida di usare una parte del bilancio per il territorio. La dimostrazione latteggiamento della giunta Moratti tra il 2006 e il 2010. Lex sin-daco aveva chiesto alla sua amministrazione un piano di governance delle acque, uno dei punti strategici del programma. Erano arrivati centina-ia di progetti, ma solo alcuni sono partiti e senza una strategia unitaria. I geologi lombardi chiedo-no quindi alla nuova giunta di fare delle scelte a lungo termine perch non scegliere equivale a

    non intervenire.

    LE ACQUE SUPERFICIALISe la situazione della falda non rassicurante anche i corsi dacqua nel territorio milanese non godono di buona salute: le preoccupazioni mag-giori sono date dallalto rischio di esondazioni e dallelevato livello di inquinamento. Le eson-dazioni sono dovute al carattere torrentizio dei principali corsi dacqua milanesi. Inoltre le scelte urbanistiche di molti comuni hanno peggiorato la situazione: il Seveso, per esempio, negli anni stato cementificato in larghissimi tratti e quindi nei periodi di forti precipitazioni ha poco spazio per espandersi; per questo a Milano arriva una quantit dacqua non sopportabile dai canali sot-terranei cittadini e i continui allagamenti sono la diretta conseguenza di questo fenomeno. Insie-me al Seveso altri corsi dacqua esondano con regolarit: in particolare lOlona crea disagi nella zona di Rho e Pero mentre il Lambro a Monza e dintorni. La principale opera a protezione delle inonda-

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    na ammini