Faber Maggio

  • View
    230

  • Download
    2

Embed Size (px)

DESCRIPTION

La bicicletta somiglia, più che ad ogni altra macchina, all’aeroplano: essa riduce al minimo il contatto con la terra, e soltanto la sua umiltà le impedisce di volare.

Text of Faber Maggio

  • HOMO FABER FORTUNAE SUAE

    La bicicletta somiglia, pi che ad ogni altra macchina, allaeroplano: essa riduce al minimo il contatto con la terra, e soltanto la sua umilt le impedisce di volare.

    Mauro Parrini, A mani alzate

    Anno I_numero 06Maggio-Giugno 2011

  • Direttore responsabileAmelia Beltramini

    EditoreAps FaberVia Cimarosa, 26 - 20144 Milano

    RedazioneLorenzo Aprigliano,Silvia Aprigliano,Alessandro Baggia,Bertone Biscaretti,Nicol Cambiaso,Maddalena Cirla,Chiara Francavilla,Cecilia Foschi,Andrea Gavazzi,Matteo Legnani,Valentina Marini,Taddeo Mecozzi,Matteo de Mojana, Filippo Montalbetti,Erica Petrillo,Giulio di Rosa,Alessandro Sarcinelli,Matilde Sponzilli,Marcella Vezzoli,Orlando Vuono

    CollaboratoriAnna Crosta,

    Progetto_graficoLorenzo Aprigliano[lorenzo.aprigliano@hotmail.it]http://papalawrence.tumblr.com

    FotografiAlvise Cambiaso

    DisegniLaura Adorno

    CopertinaGIULIA ZAFFARONI

    Questo giornale, con la sua massa di parole, stato prodotto in qual-che decina dore da un gruppo di persone non infallibili, che la-vorano con pochi mezzi in una minuscola redazione e cercano di scoprire cosa successo nel mon-do da persone che a volte sono riluttanti a parlare, altre volte op-pongono un deciso ostruzionismo.Tuttavia sarete sorpresi di scoprire che gli articoli qui presenti non sono frutto di compromessi coi proprietari e gli inserzionisti, in quanto stranamente n gli uni n gli altri esistono.[di David Randall da Il giornalista quasi perfetto]

    Contattiredazione@fabergiornale.itgrafica@fabergiornale.it

    www.fabergiornale.it

    RegistrazioneRegistrazione presso il Tribunale di Milano n. 576 del 5/11/2010

    Anno INumero 6

    Centro StampaLoretoprint, la tipografia digitaleVia Andrea Costa, 7 - 20131 MilanoTel. 02 2870026 (r.a.)[info@loretoprint.it]

  • 3PISTE PER TUTTI (E STAVOLTA LHOLLYWOOD NON CENTRA)Negli ultimi mesi prima delle elezioni amministrative un centinaio di folletti as-soldati da Willie Wonka ha fatto magicamente comparire una serie di nuove piste ciclabili per le vie di Milano.In certi casi si tratta di piste vere e proprie, vale a dire con infrastrutture spartitraf-fico che separano lo spazio destinato alle bici da quello per le automobili, come in corso Venezia o in via Vittor Pisani. Altrove sono comparse solo delle corsie tracciate sulla normale carreggiata. In questi casi la progettazione lascia molto a desiderare.

    Per esempio, nella cerchia dei Navigli, partendo da via Carducci, i tratti di corsia si interrompono regolarmente a ogni incrocio e a ogni fermata dellautobus. Inutile dire che la presenza costante di auto in sosta sulla pista appare per il momento ampiamente tollerata.

    Scontato che una strategia elettorale del genere non fa onore a una citt che si av-vicina allExpo e che si propone come metropoli europea e capitale delleconomia, constatiamo con amarezza che questo progetto, frettoloso e scriteriato, agevola ben poco la vita del ciclista milanese.Chi sceglie di muoversi con un velocipede andrebbe tutelato e protetto; viceversa la nostra politica cittadina sceglie di privilegiare lautomobilista, incoraggiandolo a spostarsi sempre pi spesso sulle 4 ruote. Si tratta di una scelta culturale con la quale facciamo i conti tutti i giorni.

    Il sito ufficiale di Letizia Moratti riporta che Milano dispone di 73 km di piste ci-clabili, contro i 320 di Copenaghen e i 1500 di Helsinki, e che si prevede di arrivare a 195 per lExpo del 2015.Cos si esprime lassessore allo Sviluppo del territorio Carlo Masseroli. Milano ha 600 auto ogni mille abitanti, pi di Londra, Parigi, Copenaghen, e pensare di eliminare le macchine una partita persa. Certo, leliminazione dellautomobile rimane unutopia, ma queste parole sono il segno di una scelta politica ben precisa e poco lungimirante. La Germania, patria delle maggiori case automobilistiche, il paese con pi piste ciclabili al mondo. Boris Johnson, primo cittadino londinese, manifesta da sempre lintenzione di portare Londra a misura di bicicletta.Allo stesso modo Milano pu essere a misura di auto, di bicicletta o di pedone. La citt come la facciamo noi.

    Matteo de Mojana

    faberg

    iorna

    le.it

  • 4Faber_indice

    faber_Milano /5MILANO POPOLAREa cura di Alessandro Sarcinelli

    faber_Milano/16STORIE DI AMBULANTIdi Andrea Gavazzi e Orlando Vuono

    faber_Milano/22UNA COINCIDENZA ORGANIZZATA ALLOMBRA DEL DUOMOdi Valentina Marini

    faber_Milano/24UNA SFIDA TRA I GRATTACIELIdi Silvia Aprigliano e Marcella Vezzoli

    faber_Cinema/26RECENSIONE DI HABEMUS PAPAM DI NANNI MORETTIdi Matteo de Mojana e Anna Crosta

    faber_Teatro/27RECENSIONE DI FINALE DI PARTITA DI BECKETTdi Matteo de Mojana e Anna Crosta

    faber_Racconto/28NOTTURNO IN MI MINORE [1.0]di Giovanni Pirelli

    faber_lultima parola/34CASAa cura di Chiara Francavilla

    faber_Milano/18INTERVISTA A MAURIZIO AMBROSINIdi Erica Petrillo e Anna Crosta

    faber_Milano /8STORIE AL CIOCCOLATOdi Cecilia Foschi

    faber_Milano /20ILDA BOCCASSINI RACCONTA LA NDRANGHETA A MILANOdi Taddeo Mecozzi

    faber_Milano /11GHOST HOUSESServizio fotografico di Nicol e Alvise Cambiaso

  • 5Faber_Milano

    faberg

    iorna

    le.it

    MILANOPOPOLAREVIAGGIO NELLE PERIFERIE MILANESI: TRA APPARTAMENTI VUOTI, SPACCIO E AMIANTOIN FASE DI DISGREGAZIONEA cura di Alessandro Sarcinelli

  • 6Faber_Milano

    M.V. ha 56 anni, vive grazie a un respiratore per lossigeno e da un mese dorme in macchina. Secondo il comune di Milano il suo reddito non sufficien-temente basso per dargli diritto

    allalloggio in un quartiere popolare. In citt, gli appartamenti inutilizzati delle case popolari, in gestione Aler, sono circa 5000. Rico-noscerli non difficile: una lastra di acciaio nero alta due metri fissata davanti alla porta rende len-trata impossibile.Da Quarto Oggiaro a Grattosoglio passando per Calvairate e Giambellino, gli appartamenti lastra-ti sono in continuo aumento.

    LA CRIMINALITLa criminalit organizzata per non si fa intimo-rire da una lastra di acciaio e negli anni ha saputo creare un racket sugli appartamenti inutilizzati. I clan palermitani e napoletani hanno molti infor-matori allinterno dei condomini; quando sco-prono un alloggio vuoto, prima che lAler lastri lappartamento, forzano la porta e cambiano la serratura. Ci sono persone che pagano ai clan cifre tra i 2000 e i 3000 euro solo per avere le chiavi e occupare quindi abusivamente gli appartamenti. In alternativa gli alloggi vengono direttamente utilizzati dalle famigile malavitose: tra queste

    mura si spaccia, si obbligano giovane ragazze a prostituirsi e si smontano pezzi di motorini e macchine rubate per rivenderli.A Febbraio la polizia locale, nel quartiere Niguar-da-C Granda, ha sgomberato 8 appartamenti controllati dalla malavita. Ma il problema rima-ne, cos come lomert: sono pochi gli abitanti che trovano il coraggio di denunciare. Tra questi c Franca Caffa, presidente del comitato inquili-ni Molise-Calvairate-Ponti: un mistero! Noi sappiamo indicare la scala precisa in cui si spaccia e sono pi di 20 anni che segnaliamo e mandia-mo telegrammi ai questori. Ci sono addirittura agenti che abitano negli stabili, ma nulla cambia. Quest la faccia della ndrangheta nelle case popolari.

    IL DEGRADONella quotidianit delle periferie milanesi molti altri problemi si sovrappongono alla criminalit organizzata.Nelle cantine fino a 30 anni fa si faceva il vino e ci lavoravano piccoli artigiani; ora macerie, vecchie biciclette, sedie, tavoli e materassi rotti accumula-tisi nei decenni hanno ridotto a discariche questi spazi comuni. La situazione col tempo peggio-rata, fino a quando, nellottobre del 2008, in via degli Etruschi (quartiere Molise) il comitato in-quilini ha cominciato a sospettare la presenza di

    amianto in stato di disgregazione nelle tubazioni del riscaldamento, e lo ha segnalato alla dirigenza Aler. Sono trascorsi 102 giorni prima che lAler andasse a controllare leffettivo stato delle tuba-ture e confermasse i sospetti degli abitanti: le tu-bazioni delle cantine di tutti i 23 civici del quar-tiere Molise-Calvairate sono isolate con amianto.La presenza di questo inquinante pu provocare tumori alla pleura, la membrana che riveste i pol-moni, ai polmoni stessi e altre malattie croniche alle vie respiratorie.Data la pericolosa situazione lAler ha preso prov-vedimenti e fatto affiggere su tutte le tubature del quartiere un adesivo con la scritta Attenzione contiene amianto. Dopo due anni, anche se piut-tosto impolverati, gli adesivi sono ancora attacca-ti. I dirigenti Aler non si sono fatti pi vedere.Nei solai, invece, la gente non entra pi da anni perch macerie e rifiuti ostruiscono completa-mente il passaggio. Nel frattempo sono stati co-lonizzati da una sovrappopolazione di piccioni che nascono, crescono e muoiono in questi spazi, mettendo ulteriormente a rischio la salute degli abitanti: sono stati segnalati diversi casi di peri-colose punture di zecche di piccioni.Ma se gli spazi comuni sono in condizioni pe-ricolose, anche gli appartamenti non si posso-no definire confortevoli: le misure variano da 20 a 45 metri quadri, le cucine sono minuscole

  • 7faberg

    iorna

    le.it

    (80x160cm) e molti hanno i servizi nella came-ra da letto. Spesso il riscaldamento non funzio-na perch non ha lo sfiato per laria e cos del calorifero rimane freddo. Per questo motivo, lo scorso inverno tutto il quartiere Salomone ha vis-suto a 9 gradi per pi di due settimane. Chi pu si arrangia con le stufette elettriche; gli altri accen-dono il forno e lasciano il portellone aperto.

    GLI ABITANTILe condizioni materiali dei quartieri non aiutano gli abitanti a costruirsi una vita dignitosa. Le sta-stistiche descrivono una popolazione che ha pa-recchie difficolt a inserirsi negli ingranaggi della capitale ec