Stelle Segrete e Quiete, il mistero inedito della divina Commedia

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Il libro che racconta come Dante abbia nascosto tre disegni nel suo poema.DescrizioneQui si narra come Dante sia riuscito a disegnare con i versi e con il linguaggio pitagorico tre mappe tolemaiche che costituiscono la didascalia reale del suo viaggio. Poste all'inizio, al centro e alla fine del Poema dimostrano ormai senza ombra di dubbio che l'astronomia, l'astrologia, l'ermetismo, il pitagorismo, il platonismo, il pensiero gnostico, il pensiero alchemico e l'esoterismo cristiano costituiscano i reali pilastri del livello anagogico del Poema. Si precisa che i disegni sono di Dante e sono stati progettati perché restassero invisibili e immateriali e perfetti come viene definito da lui stesso il Cielo Empireo... che è invisibile immateriale e immobile (quieto) perché ... come scrive Dante ... l'assoluta perfezione della materia è la totale assenza della materia. Chapeau!

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  • 5/23/2018 Stelle Segrete e Quiete, il mistero inedito della divina Commedia

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    M A R I A C A S T R O N O V O

    STELLE SEGRETE E QUIETE

    il mistero inedito della Divina Commedia

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    ai compagni di viaggio

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    Cara Lettrice Caro Lettore,

    non si pu trasformare in un libro austero quello che accaduto per pura magia.

    Questa solo una fiaba che narra di tesori nascosti, e che, come tutte le fiabe, nonha altra spiegazione che il caso e lo stupore. La sfida del gioco e la corsa anarchica

    della fantasia.

    E questo solo linizio della fiaba della quale non Vi potr svelare la

    conclusione perch questa appartiene a Voi. Ognuno di Voi scriver la Sua.

    Io ho fortunosamente pescato una mappa dentro un baule abbandonato in soffitta:

    lisola del tesoro lontana per tutti, ma dalle mappe possono cominciare i viaggi e

    nessuno pu prevedere il loro traguardo. Potrete partire per i Caraibi o per i confini

    della galassia, a vostro piacere e la fiaba inizia da qui perch questa mappa ve la

    voglio proprio regalare.

    E poi non aprite questo libro pensando che sia solo un noioso saggio letterario,

    ma leggetelo per quello che : la cronaca di una avventurosa caccia al tesoro, come

    realmente stata, senza correre alle ultime pagine per vedere la soluzione perch vi

    perdereste il meglio: le ipotesi, le congetture, gli indizi, le intuizioni, e, passo dopo

    passo, le sorprese. E nemmeno pensiate che sia opera di fantasia: tutto ci che

    contenuto in questo libro solo dentro il testo del Poema dantesco, e in nessun altro

    luogo.

    Buon viaggio!

    Maria

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    1 Listante del Tempo

    LA NOTTE DEL DIECI DEL DIECI DEL DIECI

    Miserere di me, gridai a lui

    Domenica 10 ottobre del 2010, ore 22

    La notte in cui dal fondo del baule uscita la mappa.La data lho ricostruita dopo, a distanza di mesi. Come al solito ero distratta, anche

    se date cos capitano una volta allanno, e solo nei primi 12 anni di un secolo, e

    quindi il 10 del 10 del 10 una volta sola in cento anni.Il gioved successivo, il 14 di ottobre, avrei iniziato il mio corso annuale di LecturaDantis con la presentazione del Proemio.

    Quella sera ho riaperto il Sapegno, sulla vecchia scrivania della vecchia prof.Da quando? Da quanto? Da un giorno di primavera del 1961. Rannicchiata sopra il

    travertino di una finestra stretta - potevo permettermelo, avevo sette anni - affacciatasu un fazzolettino verde di bosso ortensie ed aspidistre, lunico posto in cui aVenezia potevo sentire il profumo della terra bagnata.

    Avevo rubato lInferno dal vietatissimo scaffale dei libri, unedizionedanteguerra, con la carta velina ancora preziosamente intatta a protezione della

    copertina, qualche miniatura delle tavole del Dor il libro del mistero e di undivieto da trasgredire.Nel mezzo delLingua difficile! Ho ancora nelle orecchie il rintocco delle ore della campana dei

    Frari, il suono delle trombe basse e lontane delle barche nei canali, il calpestiofrusciante dei passi nella calle Sono uscita dalla finestra per camminare fra leortensie, dentro un luogo che non mi apparteneva.

    Intrusa allinferno e intrusa nel giardino: doppia trasgressione, ottima giornata.

    Dice Hillman1 che pu capitare nei primissimi anni dellinfanzia di toccare

    qualcosa con la netta sensazione che quella cosaci riguardi da vicino lui dice che la chiamata del dimon, il sussurro lieve del destino, di una vocazione annunciata

    Infatti quando leggo Dante mi sento sempre unintrusa, una che entra di soppiatto,ladra dilettante, elefante nella cristalleria.

    Non mi sento mai degna di entrare dentro ci che per SUA NATURA inaccessibile.

    La sera del dieci del dieci del dieci gli ho chiesto di farmi vedere dentro i suoiversi qualcosa che non avevo mai visto, perch lo so che Lui cos: non rivela mai le

    stesse cose.1James Hillman, Il codice dellanima, Adelphi

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    Gli ho chiesto di farmi vedere le orme dei suoi passi smarriti: il tracciato vero,reale, concreto del suo lungo cammino notturno dentro la selva. Lesatta fotografiadel percorso che pu rischiare di compiere chi si smarrisce. La Mappa del Dolorechiedevo la sua precisa geografia, il suo territorio e i punti cardinali per nonrischiare mai di metterci un piede, o per uscirne in fretta, caso mai avvenisse.

    Pi onestamente: per uscirne in fretta, visto che gi era avvenuto.Lo so, adesso lo so: gli ho chiesto di svelarmi il nome dellassassino, di indicarmi il

    covo del Drago, la formula precisa per stanarlo Quella sera non volevo letteratura:volevo una fiaba e una formula magica per uccidere il Drago.

    E vietato leggere cos la Divina Commedia. Ma anche vietato calarsi dallafinestra per entrare nel giardino del vicino. Il mio non un dimonper bene.

    Se inorridite, riconosco appieno le Vostre buone ragioni.Non per mia difesa, ma per mia giustificazione mi appello al Canto XVII del

    Paradiso

    e sio al vero son timido amico,temo di perder viver tra coloro

    che questo tempo chiameranno antico.

    ... e lascia pur grattar ov la rogna.Ch se la voce tua sar molesta

    nel primo gusto, vital nutrimentolascer poi, quando sar digesta.

    Questo tuo grido far come vento,che le pi alte cime pi percuote2

    Dante espone a Cacciaguida le sue perplessit sulla missione indicatagli dallavo:se scrivo tutto quello che ho visto saranno in molti ad offendersi. Ma se io non dicotutta la verit, saranno i posteri a negarmi la loro fiducia (non mi lasceranno viveretra di loro) E lascia pure che i tuoi contemporanei si grattino risponde il SaggioBeato perch se la tua voce sar molesta in prima battuta, pi passer il tempo pidiventer nutrimento vitale. Il tuo grido far come fa il vento che percuote le cime pialte

    Siamo noi le cime pi alte quelli che possono chiamare anticoil tempo di Dante.Siamo noi che possiamo dobbiamo sentire pi forte il suo grido ed lui stesso che

    ci invita a considerarlo nutrimento di vita,e tutto il resto letteratura.La sera del dieci del dieci del dieci gli ho chiesto di aiutarmi a vivere e, forse,

    glielho chiesto proprio come i bambini chiedono le fiabe, per provarne terrore econsolazione. Perch questo si vorrebbe facesse anche la vita. Atterrirci e consolarci.

    La cosa strana che Dante mi ha esaudita.

    2 vv. 118-133

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    2 In movimento

    SOTTO L VELAME DELLI VERSI STRANI

    cos come raiadallun, se si conosce, il cinque e il sei.

    Par., XV, 56-57

    Guardare il testo come se non si fosse mai visto, qui il trucco?Nemmeno quello che ti accompagna da decenni e che canti a memoria nelle

    classi per il gioco infantile di sentirti dire ma professore la sa tutta a memoria laDivina Commedia???

    E solo per poter rispondere eh magari! solo qualche pezzetto da poter cantare quandosi un po tristi

    No, nemmeno quello Guardami, mi diceva, guardami come se fosse la primavolta

    O voi ch'avete li 'ntelletti sani,mirate la dottrina che s'ascondesotto 'l velame de li versi strani.3

    Cos nel Canto IX dellInferno una terzina impertinente ci fa sapere che la caccia altesoro aperta, ma solo per glintelletti sani Non sono certo io quella che pumettersi in gara.

    E guardiamo il testo come se fosse la prima volta

    Nel mezzo del cammin di nostra vitami ritrovai per una selva oscurach la diritta via era smarrita.

    Ahi quanto a dir qual era cosa duraesta selva selvaggia e aspra e forteche nel pensier rinova la paura!

    Tant' amara che poco pi morte;ma per trattar del ben ch'i' vi trovai,dir de l'altre cose ch'i' v'ho scorte.

    Io non so ben ridir com'i' v'intrai,tant'era pien di sonno a quel punto

    che la verace via abbandonai.

    3 vv. 61-63

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    Questi sono gli unici versi in cui Dante parla del suo smarrimento. Quasi fosse uncammeo minore, un brevissimo espediente per dar fuoco alle polveri.

    Se penso solo a quanti oggi riescano a farcire risme e quinterni narrando la lorounica e originale e individuale e inimitabile depressione!

    Ma posso ribattezzare cos lo smarrimento?Con labusato vocabolo della modernit?Una buona quantit di manuali scolastici inducono gli allievi a credere

    fermamente alla perdita della via del Bene e allesperienza del Peccato minimaliinformazioni facili da utilizzare per i test a crocette applicati anche a Dante, tipo

    Perch Dante si smarrito?

    - perch ha lasciato a casa il tomtom- perch ha perso la via del Bene ed caduto nel peccato- perch non ha consultato la cartina

    Se non ci credete andate a leggervi i test in qualsiasi libreria scolastica.Motivazione teologicamente (teologia cattolica) inconsistente: per peccare ci

    vogliono piena avvertenza e deliberato consenso, ma Dante erapien di sonno in quelpunto: dimensione lontanissima anni luce dalle scelte avvertite e consapevoli.

    Il Dolore