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Poste Italiane Spa - sped. in A.P. - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n°46) art.1 comma 1- DCB - Avellino mensile d’informazione per la Salute e il Benessere n° 51 Distribuzione Gratuita info: 0825.74603 dr. Nicola Topo Centro Acustico www.salutare.info Belli dentro mamme e papà c’è un regalo x Voi

Salutare 51

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mensile gratuito sulla salute e benessere

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    mensile dinformazione per la Salute e il Benessere n 51Dis

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    Salutare mette a disposizione dei suoi partner una serie di iniziative di comunicazione personalizzata.

    Tali servizi fanno parte di un progetto di marketing sociale che Salutare promuove e il cui obiettivo migliorare costantemente l'interazione con i lettori.

    Le aziende e gli enti sostenitori possono usufruire di molteplici soluzioni, attraverso le quali aumentare la visibilit e il consenso del proprio brand, e allo stesso tempo contribuiscono concretamen-te alla causa sostenuta da Salutare: fornire una giusta e completa informazione in ambito medico-sanitario.

    In particolar modo, possibile:

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    Tutti gli articoli hanno solo finalit informativa ed educativa, non costituiscono motivo di autodiagnosi o di automedicazione e non sostituiscono la consulenza medica specialistica.

    Sommario

    7 Pedagogia L'insignificanza

    8 Dermatologia Vitiligine

    9 Sanit L'Integrazione socio-sanitaria in Campania

    10 Medicina Emorroidi

    11 Logopedia Comunicazione aumentativa alternativa

    12 Criminologia La sindrome del bambino maltrattato 13 Terapia Cefalea

    14 Ricerca Meno sale, pi salute

    15 Posturologia I Sistemi di postura

    17 Formazione L'Osservatorio Nazionale sulla violenza scolastica

    18 Musicoterapia La riabilitazione dal morbo di Parkinson

    19 Pedagogia La pedagogia clinica

    20 Diagnostica L'automisurazione della pressione arteriosa

    22 Fitoterapia Una stella da mangiare

    23 Podologia Il Gioco del calcio

    24 Oftalmologia Occhio e videoterminali

    25 Sessuologia Sessualit e mito

    26 Benessere Riabilitazione e bellezza

    27 Sociale Gli sportelli di orientamento della Provincia di Salerno

    28 Nutrizione La dieta come prevenzione dell'obesit infantile

    30 Psicoterapia Sorrisi e risate (parte terza)

    31 Psicologia Il trattamento del disturbo antisociale

    32 Urologia Cistiti recidivanti

    33 Medicina Estetica Il trattamento 'soft' della cellulite e delle adiposit localizzate

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  • 4 www.salutare.info

    Pubblicazione mensile Anno V n 51Marzo 2009Distribuzione gratuitaReg. Tribunale Avin data 15/01/2004 N 419

    Tiratura: 20.000 copieEditore: Ass. Culturale Salutare

    Direttore Responsabile: Mario BarbarisiRedazione: Valentina Mattiello, Angela Romano Progetto grafico: Promova Coop. Soc. OnlusArea web: Carmine Serino

    Collaborazioni:dott.ssa N. Angelache, dott. ssa R. Arnone, dr. B. Baldi, A. Baldi, dott. G. Barba, dr. V. Cicalese, dott.ssa L. De Varti, dott.ssa N.Santoro, dr. A. Del Sorbo, dott.ssa G. Fiore, dott. A. Leggiero, prof. M. Lozzi, dr. D. Marra, dott. A. Mascari, dott.ssa R. Santoro, dr. A. Pacilio, dott. G. Pistillo, I. Pucci, dott. A. Sabato, dott. P. Strazzullo, Prof. A. Suelzu, dr. D. Trotta, dr.ssa T. Zungri, dr. M. Mastroberardino.

    sito: www.salutare.infoe-mail: [email protected]

    contatto skype: salutare.infoTel.: 0825.74603 - fax: 0825.769808

    Contributi: c/c postale n 55117402intestato allAss. Salutare via Due Principati, 210 Avellino

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    Salutare la rivista gratuita con diversi argomenti nellambito della salute e benessere: medicina, psicologia, farmacia, alimentazione, ambiente e tanti altri.

    Si avvale della collaborazione di professionisti del settore che mettono a disposizione le proprie conoscenze al servizio di tutti i cittadini.

    Partecipare a SALUTARE significa sostenere uniniziativa culturale intrapresa per sensibi-lizzare alla salvaguardia del benessere comune e di fornire ai lettori oltre ai servizi, il supporto da consultare per essere sempre aggiornati.

    UnAzienda che usufruisce di uno spazio su Salutare ha la possibilit di comunicare ai lettori le strutture, i servizi, le iniziative esulla SALUTE e il BENESSERE.

    Il materiale grafico e redazionale deve pervenire entro il giorno

    10 del mese precedente alla pubblicazione.

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    AssociazioneCulturale SalutareVia Due Principati, 210 83100 Avellinoinfo: tel. 0825 74603e-mail: [email protected]

    Scrivete a

    Via Due Principati, 210

    Questo spazio pensato per voi

    Crediti immagine: Copertina: dash - Fotolia

    Gentile redazione,con piacere ho sfogliato il nuovo alle-gato di Salutare dello scorso numero. L'ho trovato ricco di spunti e argomenti interessanti. Sono in attesa di due gemelli e partorir a breve. Grazie per i consigli sui temi riguardanti questo momento bellissimo che sto vivendo.Con affetto, Annachiara

    Cara Annachiara, siamo entusiasti che Baby Magazine stia ricevendo cos tanti consensi. Proprio sul secondo numero questo mese potr trovare un articolo interessante circa la crescita contem-poranea di due beb, come nel suo caso. Le facciamo i nostri migliori auguri.

    Salve,sul numero precedente ho visto, nelle pagine dedicate ai 50 numeri di Salutare, diverse copie che purtroppo non ho. Mi piacerebbe sapere come riceverli a casa. Grazie. (Fabio T.)

    Caro Fabio, sono in tanti a fare la sua richiesta, vorremmo, ma non possiamo spedire le copie arretrate. Sul sito per pu consultare on-line tutti i numeri, dal primo all'ultimo e stampare gli articoli che le interessano. Saluti.

    Il 16 dicembre 2008, accompagnavo mio padre, affetto da neoplasia polmonare, alla prima seduta di che-mioterapia presso una struttura sanitaria romana. Durante lattesa, trovavo lispirazione per scrivere una poesia osservando il comportamento dei medici, i quali oltre alla loro elevata professionalit, mostravano naturale attenzione per i rapporti umani con i pazienti e loro familiari, trasmettendogli serenit e considerazione grazie a gesti molto semplici quanto importanti: un sor-riso, un buongiorno, chiamarli per nome ecc. ecc. .

    Con questa poesia ho voluto sottoli-neare quanto importante il rapporto umano, in particolar modo con le persone affette da malattie irreversibili o anziane, con la speran-za che faccia riflettere tutti gli operatori sanitari sullimportanza di considerare il malato nella sua personalit e non esclusiva-mente come patologia da curare.

    Il Medico (poesia di Fabrizio di Croce)

    Il Medico, conosciuto meglio come il dottore,vive con il compito di toglierci il dolore,lui pi che esercitare una professione,vive portando a termine una missione.

    Il Medico, inizia presto a studiare ed insieme a lavorare,ma solo molto tardi inizia bene a guadagnare.Tutto questo a lui non lo sconforta,perch ugualmente a tutti i malati apre la sua porta.

    Il Medico, spesso ingiustamente viene accusato,solo perch, come tutti gli uomini, pu aver sbagliato.Comunque a lui non lo fermano neanche tali insulti,continua inesorabilmente a fare il suo, dando consulti.

    Tutti i Medici, per la societ sono importantied alcuni anche in Paradiso meritano spazi grandi,questi non solo sono bravi a curare,ma ai pazienti un sincero Sorriso sanno donare.

    Roma, 23 dicembre 2008

    Invia il tuo curriculum a: [email protected]

    necessaria professionalit, voglia di fare, una naturale predisposizione alle relazioni pubbliche.

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    News

    Termometri al mercurio:lasciano il passo alla tecnologia.

    Lobiettivo quello di evitare danni am-bientali causati dalla sostanza che ha gi contribuito ad arrecare seri danni allam-biente marino e un progressivo avvelena-mento da mercurio in numerose specie ittiche. Dal 3 aprile 2009 infatti, entra in vigore un Decreto Ministeriale che recepisce una normativa europea e che colpisce tutti gli strumenti di misurazione prodotti con il mercurio. Dovremo dunque liberarci di quelli che abbiamo in casa, facendo bene attenzione a non gettarlo nella spazzatura perch si contribuirebbe allinquinamento am-

    bientale: i vecchi strumenti dovranno essere consegnati alle farmacie o gettati nelle piazzole ecologiche. Dal prossimo mese, dunque, non sar pi possibile trovarlo in vendita, e dovremo scegliere se usare uno tra i pi avanzati sistemi di misurazione (digitale o a infrarossi) oppure optare per un termometro che sostituisca al mercurio una lega di Gallio, Indio e Stagno del tutto naturale.Ma finch il termometro a mercurio viene ancora utilizzato necessario sapere cosa fare nel caso in cui dovesse rompersi. Alcune precauzioni da adottare in caso di rottura dello stru-mento esistono, per, ed bene conoscerle:1. non utilizzare scopa ed aspirapolvere per raccogliere i piccoli pezzi di vetro ma indossare guanti usa e getta e far scivola-re il mercurio e il vetro su fogli di carta o usando del nastro biadesivo; 2.non lavare con detersivi tipo cloro o ammoniaca che, uniti al mercurio, possono sviluppare vapori tossici, aprire subito le finestre per areare gli ambienti.3. non buttarlo nel lavandino o nella pattumiera ma chiuderlo in un contenitore non metallico e gettarlo in discarica o con-segnarlo in farmacia;

    Scoperto come eliminare piombo da sangue

    Un team di scienziati sud-coreani potrebbe aver scoperto un modo per ripulire il sangue dai metalli pesanti perico-losi per la salute come il piombo. Il loro sistema usa dei recettori magnetici progettati appo-sitamente. Tali recettori si uniscono agli ioni del piombo e possono poi essere facilmente rimossi, insieme al piombo cui si sono attaccati, usando dei magneti, come spiegano gli scienziati in un articolo pubblicato dalla rivista di chi-mica Angewandte Chemie International Edition.La disintossicazione potrebbe in teoria funzionare come l'emodialisi: il sangue viene diretto fuori dal corpo dentro uno speciale contenitore in cui sono state messe le parti-celle magnetiche biocompatibili", scrivono gli scienziati. "Usando campi magnetici, queste particelle magnetiche cariche verrebbero poi ripescate. Il sangue cos purificato viene reintrodotto nel paziente".Il piombo un metallo pesante pericoloso, specialmente tossico per i bambini ed importante mettere a punto sistemi efficaci e sicuri di disintossicazione. Il team sud-coreano, diretto da Jong Hwa Jung della facolt di chimica della Gyeongsang National University, riuscito a eliminare il 96% degli ioni di piombo da alcuni campioni di sangue usando queste particelle magnetiche.Ma come si pu verificare l'intossicazione da piombo? Nei Paesi industrializzati alcuni lavori espongono a questo metallo, usato per esempio in vernici e benzina. Ma anche i bambini possono venire a contatto col piom-bo, sviluppando anemia, debolezza muscolare e danni cerebrali.

    Fonte: paginemediche.it

  • 6 www.salutare.info

    Roma, 10 marzo - Con la primavera in arrivo alcuni potrebbero pagare lo scotto del tepore del sole, infatti il caldo favorisce l'emicrania tra le persone che soffrono di questa malattia: il rischio di avere un attacco sale del 7,5% per ogni aumento di temperatura di cinque gradi. Lo rivela uno studio condotto su oltre 7000 pazienti e pub-blicato sulla rivista Neurology da Kenneth Mukamal del Beth Israel Deaconess Medical Center di Boston, Usa. Inoltre anche gli abbassamenti di pressione atmosferica, che di solito sono forieri di temporali nei giorni successivi, sembrano legati alle cefalee tensive. I ricercatori hanno esaminato la cadenza degli attacchi di ce-falea tensiva ed emicrania in un gruppo di pazienti gi seguiti per questi problemi e confrontato questi dati con le condizioni atmosferiche dei giorni immediatamente precedenti all'attacco e le condizioni climatiche nelle giornate in cui l''incubo' mal di testa si presenta. emerso un rapporto diretto tra aumento della temperatura atmosferica e emicrania e tra riduzione della pressione atmo-sferica e cefalea tensiva. Invece gli agenti inquinanti presenti nell'atmosfera non sem-brano influire sul mal di testa. Questa ricerca evidenzia l'en-nesimo fattore scatenante dell'emicrania che si va ad aggiun-gere a quelli gi noti come certi cibi, ma non deve indurre, avvertono i neurologi, chi soffre del disturbo ad utilizzare le previsioni meteo per prendere preventivamente farmaci contro il mal di testa.

    www.ansa.it

    Farmaci: al via test terapia contro diabete Tipo 1Roma, 16 marzo. - partita anche in Italia la sperimentazione di una nuova terapia, a base di un anticorpo monoclonale, per sconfiggere il diabete mellito di tipo 1. A coordinare la speri-mentazione italiana sar l'Universit Campus Bio-medico di Roma. Diversi i centri coinvolti, tra cui: le universit Sapienza e Cattolica, gli Ospedali Pertini e San Camillo a Roma, l'Ospedale San Raffaele di Milano e le universit di Bari e Palermo. La ricerca raccoglier informazioni sulla sicurezza e l'efficacia del farmaco nell'arco di due anni. Il trial clinico fa parte del progetto Defend-1 che ha come obiettivo quello di sconfiggere il diabete di tipo 1, una patologia che porta alla distruzione delle cellule del pancreas che producono insulina e che fa registrare ogni anno, solo nel nostro Paese, tremila nuovi casi nella fascia di et 18-35 anni. ''La sperimentazione - ha spiegato Paolo Pozzilli, direttore del laboratorio di En-docrinologia e Malattie Metaboliche del Campus Bio-Medico - verificher il funzionamento di speciali cellule immunitarie prodotte dall'organismo grazie all'anticorpo otelixizumab.

    Questa terapia dovrebbe colpire e neutralizzare i globuli bianchi alterati, preservando le cellule produttrici di insulina sane. In questo modo contiamo di ottenere anche un recupero funzionale di quelle danneggiate''.

    www.ansa.it

    News

    Una proteina blocca l'Alzheimer:la scoperta in una ricerca a Milano

    Milano, 12 marzo. - La risposta allAlzheimer potrebbe nascondersi nella sostanza stessa che lo scatena: la beta-proteina, che aggregandosi forma depositi impossibili da smaltire (placche amiloidi), killer dei neuroni. Una sua forma mutata, identificata grazie a uno studio "made in Milano" che si guadagnato i riflettori di "Science", pu infatti rappresentare uno scudo contro la malattia.Da trasformare in futuro in un farmaco per bloccare sul nascere lAlzheimer in tutte le sue forme, compresa quella familiare che attacca il cervello anche da giovani. Gi a 40 anni o perfino a 30.La speranza di uno 'scacco matto' al morbo che colpisce oggi circa mezzo milione di italiani, 6 milioni di europei e 5 milioni di americani arriva da una ricerca guidata da-gli scienziati della Fondazione Istituto neurologico Carlo Besta e dellIstituto farmacologico Mario Negri di Milano, con la collaborazione di colleghi delluniversit degli Studi meneghina, del Centro SantAmbrogio-Fatebenefratelli di Cernusco sul Naviglio e del Nathan Kline Institute di Oran-geburg (New York, Usa).Un "colpo di intuito", spiega il direttore del Dipartimento di malattie neurodegenerative del Besta, Fabrizio Tagliavini, che ha spinto gli studiosi ad approfondire lo strano caso di un 36enne colpito da Alzheimer precoce. Il team milanese ha cos scoperto una nuova variante di beta-proteina mu-tata, che se presente in doppia copia scatena lAlzheimer in forma grave, rivelandosi invece protettiva se presente in singola copia (eterozigosi).In questo caso, precisa Tagliavini, "la beta-proteina mutata si lega a quella normale e blocca la formazione di amiloide e lo sviluppo della malattia". La marcia dellAlzheimer viene insomma arrestata, e la speranza degli esperti quella di tradurre la loro scoperta in medicinali da somministrare ai pazienti ad alto rischio di Alzheimer.

    fonte: ilsole24ore.it

    Con giornate pi calde pu arrivare anche la cefalea

  • 7alutarewww.salutare.info

    Pedagogia Clinicaa cura della dott.ssa Nanda Santoro

    LInsignificanza

    Gli stili di vita.

    Lo stile di vita contemporaneo in costante accelerazione e

    competizione comporta una sempre maggiore difficolt

    a vivere in una condizione di armonico equilibrio

    e accentua nellindividuo la sensazione di incapacit a rispondere alle sollecitazioni

    e alle minacce ambientali.

    Luomo di oggi annaspa in un senso di vuoto e di solitudine, avulso dai le-gami primari della famiglia, della reli-gione, della cooperazione e, allontana-tosi progressivamente dalla natura, ha generato una frattura non solo con il mondo ma anche con s stesso.

    I giovani sono lemblema di questo vuo-to esistenziale: vivono una condizione di noia perenne e di radicale insigni-ficanza, hanno tutto, ma manca loro lindispensabile.

    Finanche i bambini non si sottraggono a questo stato di cose, sebbene limma-gine dellinfanzia cozzi con questa real-t indesiderata.

    Laccresciuta mobilit della nostra vita, infatti, gli impegni lavorativi di entram-bi i genitori, hanno spinto un numero crescente di piccoli a subire numerose sistemazioni quotidiane, a volte anche in situazioni inadeguate, trasformando linfanzia in un susseguirsi di attivit obbligatorie e impegnative.

    Tutto ci ha favorito nei bambini linsor-genza di problemi legati allinsicurezza emotiva, ha influito negativamente sul-le loro difese immunitarie, sul modo in cui apprendono, crescono e si relazio-nano agli altri e alla vita stessa.

    A chi si interroga se quanto detto fin ora altro non sia che unesasperata for-ma di allarmismo, una chiara risposta pu essere fornita da una proiezione dellOrganizzazione Mondiale della Sanit che per il 2020 ha previsto un incremento esponenziale del carico di disabilit legato ai disturbi mentali nei giovani. La depressione in particolare potrebbe diventare la seconda causa di disabilit fra tutte le condizioni morbose. Sempre secondo lOms, oltre il 20% dei soggetti in et evolutiva (0-18 anni) soffre di una qualche forma di disturbo mentale e il suicidio la terza causa di morte in et adolescenziale; parallela-mente si assiste a un forte aumento dei disturbi della condotta correlati a situa-zioni quali la dipendenza da sostanze e da problemi relazionali.Ancora, lOms (i dati sono riportati dallottavo rapporto di Telefono Azzur-ro e Eurispes sulla condizione dellin-fanzia e delladolescenza) ha eviden-ziato che ben 5 patologie psichiatriche sono tra le prime 30 cause di mortalit prematura e di disabilit nel mondo. Simili consapevolezze e anni di espe-rienza in ambito psicopedagogico ci hanno perci spinto a creare il centro nemos, un riferimento stabile che possa, su basi scientifiche, connotarsi

    come un valido aiuto al singolo, alla fa-miglia, ad enti ed istituzioni pubbliche e private. Lattivit del centro si avvale della col-laborazione di unequipe integrata di professionisti (neuropsichiatri, pediatri, psicologi, psicoterapeuti, pedagogisti clinici, sociologi ed educatori) ed par-ticolarmente accreditata per interventi volti alla risoluzione di difficolt con-nesse alle problematiche dellappren-dimento (D.S.A) e del linguaggio, delle inadeguatezze comportamentali, dei disagi affettivo-relazionali, della ge-stione di stress, ansia e paure. Inoltre il centro fornisce servizi di con-sulenza per genitori, insegnanti ed educatori, per scuole di ogni ordine e grado, nonch progetti formativi e consulenza peritale.

    NEMOS Centro Psicopedagogico

    Via Brigata Avellino, 45 - Avellino Tel. 0825 679009 - 0825 699497 - 340 7202031www.pedagogiaetaevolutiva.it

  • 8 www.salutare.info

    La vitiligine una malattia della pelle caratterizzata dalla comparsa su uno o

    pi punti del corpo di chiazze biancastre, con contorni netti e irrego-

    lari, ben distinte dalla cute sana circostante. La malattia interessa

    oltre l'1% della popola-zione mondiale e met

    dei pazienti ha meno di 30 anni.

    La vitiligine non infettiva, ma in alcune

    famiglie genetica-mente predisposte,

    vi possono essere pi individui affetti.

    Storia. Le prime notizie sulla vitiligine risalgono a 5000 anni fa. Una descrizione dettaglia-ta della malattia riportata nell'Atharda Veda, sacro libro indiano del 1400 a.C. Nel III libro del vecchio testamento della Sacra Bibbia (Levitico 13:2)

    si legge che i soggetti affetti da macchie cutanee acromiche, venivano condotti dal sacerdote Aronne, il quale aveva sette giorni di tempo per dichiarare il soggetto impuro e metterlo in quarantena fino alla scom-parsa delle chiazze. In un altro libro dell'antico testamento (Nu 12:10) si parla di Miriam, che fu colpita da lebbra bianca come la neve e messa in qua-rantena per 7 giorni, trascorsi i quali fu guarita dal Signore. Ogni eruzione cutanea poteva in passato essere considerata un caso di lebbra e toccava al sacerdote prendere una de-cisione a cui il malato, per il bene della comunit doveva sottostare.

    Cause. Il colore bianco latte delle chiazze di vitiligine do-vuto all'assenza di melanina, pigmento cutaneo respon-sabile della tintarella. Nelle chiazze vitiligoidee, si verifi-ca una morte prematura dei melanociti, cellule responsabili della produzione di melanina. I melanociti sarebbero distrutti dallo stesso sistema immunita-rio dell'individuo (ipotesi au-toimmunitaria), ma il perch questo si verifica non ancora noto. Secondo recenti studi, nelle chiazze di vitiligine si ac-cumula una sostanza tossica per il melanocita, denominata 7 tetraidrobiopterina (7-BH4), a causa della ridotta attivit dell'enzima4-BH4 deidratasi. Tale sostanza danneggerebbe il melanoci-ta, liberando autoantigeni in grado di innescare un attacco autoimmune.

    Varianti cliniche: le varianti localizzate, si suddividono in focale e segmentale. Le varianti generalizzate si distinguono in acrofaciale, volgare e universale (tutto il corpo). Esiste una rara variante segmentale del viso nota come sindrome di Alle-zandrini, che si pu associare a capelli bianchi e sordit. Come si presenta. Pu inte-ressare qualsiasi distretto cu-taneo (es. viso, collo, tronco, arti, genitali). Di solito le macchie bianche compaiono gradualmente e la peluria al loro interno pu appa-rire decolorata. L'abbronzatura pu evidenziare il contrasto tra le aree bianche e la pelle sana circostante. Le chiazze localiz-zate alle mani e ai piedi, sono particolarmente resistenti alle terapie. La visita dermatologica ha lo scopo di orientare un check-up mirato ad escludere eventuali patologie autoimmuni associate (es. tiroiditi, alopecia areata, etc). L'esame con lampada di Wood, permette di rilevare ne-gli individui non abbronzati,

    chiazze poco visibili alla luce del giorno (fluorescenza bian-co latte). Con la visita devono essere escluse altre cause di macchie bianche (es. pitiriasi alba, piti-riasi versicolor, nevo acromico, sifilide secondaria, ipomelanosi guttata, piebaldismo*, sindrome di Waardenburg, sindrome di Woolf, sindrome di Ziprkow-ski Margolis, etc). L'evoluzione della vitiligine imprevedibile e va dalla risoluzione sponta-nea delle chiazze, alla tendenza cronico recidivante.

    Terapia. Se viene riscontrata una patologia autoimmune as-sociata, questa va curata. Esi-stono diversi trattamenti per la vitiligine (es. eliobalneotera-pia, fototerapia UVB a banda stretta, PUVA terapia, etc) da adattare da caso a caso. In al-cuni pazienti si pu osservare una repigmentazione sponta-nea intorno ai follicoli piliferi delle chiazze bianche, che in questo caso si comportereb-bero da veri e propri serbatoi di melanociti.

    a cura del dr. Antonio Del Sorbo

    Dermatologia

    Vitiligine

    Come riconoscerla.

  • 9alutarewww.salutare.info

    Centro Geriatrico MAREResidenza Sanitaria Assistenziale

    Via Giovanni XXIII83010 Grottolella (AV)Tel. 0825-671511 fax [email protected]

    Sanita cura del dr. Mauro Mastroberardino

    Finalmente anche nella nostra Regione si concretamente

    avviata lintegrazione socio-sanitaria introducendo una

    regolamentazione alle Residenze Sanitarie Assistite.

    Evidentemente era necessaria una vera crisi,

    per scaturire la giusta reazione e far saltare gli ultimi

    diaframmi che ci separano da una regione civile

    e alla pari delle altre.

    Da una parte un uomo politico ingabbiato tra lacci e laccioli ma pronto a dimostrare che anche la gente del Sud, quando deve rimboccarsi le maniche pronta, dallaltra una fronda di politici e dirigenti pubblici che non sempre in buona fede, fanno finta di girare lo sguardo, per evitare di intaccare i vecchi 'baroni'. Eppure il tentativo dellultimo dispera-to gesto di una classe politica regionale, ormai malata e vecchia e che non aveva capito che i tempi erano cambiati, c stato, quando in Commissione Sanit si tentato di bloccare la delibera per lac-corpamento delle Asl e la conseguente

    definitiva applicazione della Legge del piano di rientro, ma grazie ad uno scatto dorgoglio di uno, troppe volte infangato e per troppe volte messo allangolo per colpe non sempre sue, decide che fi-nito il tempo delle giostre e del teatro. Basta non si torna indietro, la Sanit va cambiata e adeguata ai tempi, o cos o tutti a casa. Il commissariamento delle ASL, accredita-mento definitivo delle strutture private: chi al passo con i tempi e si adeguato resta, gli altri a casa. Ora s che siamo sulla strada del non ritorno, sulla strada di quella razionalizzazione che inevita-bilmente colpir tutti quegli sprechi, che per anni hanno mortificato questa terra, ma arricchito qualcuno.

    Cosa significa, in termini concreti, la neces-sit di mettere in campo lappropriatezza della cura? Significa linevitabile risultato di spendere meno e meglio. Non pi possibile sostenere costi au-mentati molte volte del 100% per otte-nere cure, farmaci e presidi e alla fine rendere al cittadino un servizio scarso e spesso quasi da terzo mondo.Lesempio che rende la vera dimostrazione della rivoluzione copernicana, messa in atto dal Governatore, sono proprio le cure che le Residenze Sanitarie Assistenziali

    andranno ad erogare; anche a dispetto di qualche 'alto funzionario pubblico' che ancora fa finta e non so quanto in buona fede, che le RSA sul proprio territorio, siano solo 'case di riposo' e non vere e proprie strutture erogatrici di prestazioni socio-sanitarie, che se utilizzate (ma ormai ci penser il commissario) consentirebbero di diminuire i costi complessivi nel settore riabilitativo del 50% ed eventualmente erogare il doppio delle prestazioni alla nuova utenza; ma questo forse trop-po sono troppo indaffarati per ap-plicare quello che la Regione, anche se non lo vogliono ammettere, ha emanato, ossia erogare prestazioni appropriate ai malati cronici, ai disabili, agli anziani non autosufficienti e non far ricade-re quel fastidioso disagio interamente sulle famiglie.

    Oggi, grazie alla netta presa di posizione del nostro Governatore che insieme a un coraggioso Presidente di Commissione, ha avuto il coraggio di spazzare via la vecchia politica del compromesso, con-tro tutto e tutti, anche in Campania, si potr assistere a quel circuito virtuoso di ricoveri, fatti da strutture organizzate e soprattutto rispondenti a quei requisiti necessari per poter dire vivo in una Regione civile!

    RSA, lintegrazione socio-sanitaria in Campania

    Finalmente arriv il giorno.

  • 10 www.salutare.info

    Emorroidi

    Le emorroidi rappresentano uno dei tributi che luomo

    ha pagato per lacquisizione della stazione eretta.

    Laumento della pressione venosa nelle aree anatomiche

    declivi, legato alla perdita della posizione quadrupedica,

    non ha coinvolto soltanto le vene dellarto inferiore ma

    anche i cuscinetti venosi (detti emorroidi),

    fisiologicamente presenti in sede anale per garantire la

    continenza ai gas e alle feci liquide.

    Analogamente a quanto avviene nellarto inferiore, lipertensione venosa si rende responsabile di anomala dilatazione di tali strutture anatomiche che, aumentando il loro volume, protrudono dal margine anale, trascinando con s la mucosa che le ricopre.

    Alcune condizioni fisiologiche, quali la gravidanza, la vita sedentaria (in parti-colar modo la posizione assisa per mol-te ore al giorno), la stitichezza cronica contribuiscono in modo significativo, in

    soggetti geneticamente predisposti, alla comparsa della patologia emorroidaria nella sua molteplice e, a volte miscono-sciuta, espressione clinica.La perdita di sangue rosso vivo con le feci, sia sporadica che persistente, la manifestazione pi frequente della ma-lattia emorroidaria, la quale spesso re-sponsabile di percezione di peso anale, prurito e, in presenza di flogosi (trom-boflebite emorroidaria) di dolore acuto e violento.Tale sintomatologia, nella sua espressione cronica quanto in quella acuta, interfe-risce in modo significativo con la vita di relazione e con le abitudini di vita, con-dizionandole drasticamente: basti pen-sare alle limitazioni dietetiche cui sono costretti a sottoporsi coloro i quali sof-frono di emorroidi.

    La patologia emorroidaria viene sotto-valutata dal paziente e non affrontata perch essa genera imbarazzo e vergo-gna e spesso non viene trattata perch non sono sufficientemente conosciute le possibilit terapeutiche.

    La necessit di una valutazione speciali-stica dei disturbi anali, frequentemente attribuiti alle emorroidi, scaturisce dalla possibilit che essi possano mascherare altre patologie, tra cui fistole, ascessi, polipi, ragadi e perfino il cancro del retto e dellano, le cui manifestazioni (perdite di sangue) sono spesso sovrapponibili a quelle delle emorroidi.

    Pertanto, una visita specialistica procto-logica con eventuale anuscopia consente di diagnosticare con certezza la patologia emorroidaria e quindi trattarla in modo adeguato.Oggi sono disponibili svariate terapie mediche e chirurgiche per la cura delle emorroidi, tra cui:

    - legatura elastica (non richiede alcuna

    anestesia perch indolore)- trattamento laser (non richiede alcuna anestesia perch indolore);- la dearterializzazione emorroidara tran-sanale (cosidetto metodo THD);-la escissione chirurgica delle emorroidi- tecnica di Longo* (nei casi di avanzato prolasso rettale muco-emorroidario con sindrome da ostruita defecazione).

    La scelta terapeutica dipende dal gra-do della patologia emorroidaria: i primi gradi sono suscettibili di ottimi risultati con le tecniche miniinvasive attuabili sen-za anestesia, in particolar modo la laser terapia e la legatura elastica dei noduli emorroidari.Una diagnosi in fase iniziale consente di bloccare la naturale evolutivit della ma-lattia verso i gradi pi alti e di evitare la conseguenza pi frequente del sangui-namento emorroidario, rappresentata dallanemia da carenza di ferro.

    a cura del dr. Domenico Marra

    Emorroidi

    Nuove prospettive terapeutiche.

    MEDICINA

    Presso la Diagnostica Medica, sita in Mercogliano in via Torrette 146, stato attivato lAmbulatorio per la patologia emorroidaria e le malattie ano-rettali, gestito dal dott. Dome-nico Marra, chirurgo presso la Casa di Cura Malzoni di Avellino. Nei mesi di aprile e maggio lAm-bulatorio sar aperto per visite gra-tuite a tutti coloro che ne faranno richiesta contattando il Centro Prenotazioni, al numero:0825 686 686 dalle ore 9.00 alle 15.00 dal luned al venerdi - il sa-bato sino alle ore 13.00

    Tale iniziativa entra a far parte di un programma di screening gratuito delle patologie ano-rettali.

  • 11alutarewww.salutare.info

    Logopediaa cura della dott.ssa Rossella Santoro

    Comunicazione aumentativa alternativa

    una forma di comunicazione nata

    per soddisfare l'esigenza di quei bambini che non

    possono sviluppare forme di espressione

    verbale canoniche.

    Comunicare un'esigenza insita in ogni essere vivente. Presupposti della comunicazione sono l'esistenza di un messaggio da veicolare attraverso un canale, utilizzando un co-dice che sia comune, o comunque cono-sciuto, sia al mittente che al destinatario del messaggio. Il codice privilegiato nell'essere umano quello linguistico verbale, al quale tutti gli individui sani hanno accesso attra-verso un apprendimento spontaneo che avviene nei primi anni di vita, grazie alla semplice esposizione alla lingua parlata nella comunit a cui appartengono.Purtroppo non tutti i bambini hanno la possibilit di sviluppare il linguaggio, o

    di svilupparlo in maniera adeguata, com-prensibile al di fuori del contesto familia-re in cui vivono.La comunicazione aumentativa alterna-tiva nata negli anni ottanta nel nord America, diffondendosi in Europa negli ultimi quindici anni, anche grazie allo svi-luppo di mezzi tecnologici e informatici sempre pi adeguati alle limitazioni mo-torie, sensoriali e cognitive dei bambini con disabilit.Questi mezzi sono in grado di aumenta-re le capacit comunicative del soggetto quando questi le possiede, o di creare ex novo una forma di comunicazione alter-nativa quando il soggetto utente non ne possiede alcuna.Generalmente, anche nei soggetti con disabilit gravissime, il problema della comunicazione dei bisogni primari non si pone anche perch, spesso, i familiari sono, addirittura, in grado di precedere la richiesta. Ma limitare la comunicazione ai bisogni fisiologici non permette all'individuo di esprimere tutto quell'insieme di emozio-ni, pensieri, sentimenti che caratterizza-no l'essere umano. In particolare questi soggetti vengono sottovalutati dal punto di vista cognitivo; del resto, se non sostenuto dallo scambio con l'ambiente, lo sviluppo cognitivo ri-sente della mancanza di stimoli. Grazie all'utilizzo di ausilii tecnologici, oggi possibile permettere a bambini di-sabili esperienze di relazione, gioco e ap-

    prendimento gi a partire dai primissimi anni di vita, a casa come a scuola.La scelta dell'ausilio, cos come la stesura del progetto, non vengono effettuate in base alla patologia, o almeno non solo, ma vengono personalizzate in base alle caratteristiche peculiari del bambino.Genitori, insegnanti e terapisti, grazie alla conoscenza che hanno del bambi-no, delle sue esperienze, delle situazioni che vive ogni giorno, delle sue necessit, possono stilare un programma che tenga conto, s, delle limitazioni dell' individuo, ma anche, e soprattutto delle sue abilit residue e delle sue potenzialit che van-no sostenute e incrementate.

    I mezzi utilizzabili sono svariati, tra quelli pi diffusi ed efficaci vi sono le immagini. Attraverso la presentazione di immagini il bambino acquisisce un suo codice che pu essere limitato all'essenziale, nei casi pi gravi, ma che pu essere ampio e so-fisticato, nei casi in cui il bambino presen-ti buone capacit cognitive. I simboli possono essere di vario tipo: si possono utilizzare immagini gi pron-te all'uso che rappresentano una vasta gamma di oggetti, soggetti, emozioni e situazioni quotidiane, o possono essere frutto del lavoro dei familiari e dei riabi-litatori del bambino (foto, disegni, ritagli di giornale, etc...).In una prima fase, pu rendersi necessa-rio presentare l'oggetto reale al bambi-no (per esempio un gioco, un frutto, un utensile da riconoscere ed indicare) per passare successivamente all'indicazione su immagini creando via via un vocabola-rio pi ampio e complesso che gli permet-ta di partecipare in maniera pi attiva alla propria vita, scegliendo ad esempio cosa mangiare, a quale gioco giocare o quale cartone guardare. Se l'indicazione manuale non possibile, si utilizza lo sguardo, facendo attenzione a porre i simboli a maggiore distanza tra loro.

    Se l'indicazione manuale non possibile, si utilizza lo sguardo.

  • 12 www.salutare.info

    Gli abusi nei confronti dei fanciulli possono essere

    di vario genere e la pedofilia in un rapporto di species a

    genus rispetto al pi generale universo dei

    maltrattamenti infantili.

    Nello specifico per 'Sindrome del bam-bino maltrattato' si intende linsieme dei comportamenti di violenza familia-re, sociale o istituzionale che il fanciullo subisce.Il problema del maltrattamento infantile molto pi esteso di quello che comune-mente si possa credere. Esso costituisce una delle principali cause di lesioni e di morte negli anni dellinfanzia. Incredi-bilmente, la violenza fisica rappresenta la prima causa di morte nei bambini tra i sei ed i dodici mesi! Addirittura, nei primi sei mesi di vita del neonato, i mal-trattamenti sono secondi, come causa di decesso, soltanto alla sindrome della morte improvvisa del neonato.Le principali modalit di attuazione dell abuso ed incuria verso linfanzia sono quattro, cos come indicato da Kempe nel 1978 e Rezza nel 1983:1) abuso sessuale;2) violenza fisica;3) incuria fisica;4) maltrattamento ed incuria emozionale.

    A queste si aggiungono altre categorie, per cos dire, minori.Tralasciando gli abusi sessuali di cui gi si parlato e analizzando la categoria della violenza fisica, si constata che questul-tima la forma di maltrattamento pi diffusa. Per violenza fisica si intende linflizio-ne volontaria al bambino di traumi e di lesioni di diverso genere (Bastianon-De Benedetti-Gaddini 1980). In questa cate-goria rientrano specificamente: schiaffo violento, morsi, graffi, sbatacchiamento, ustione con sigarette o con immersione forzata in acqua bollente, escoriazioni delle labbra e lacerazioni del frenulo della lingua, imbavagliamento con escoriazioni agli angoli della bocca, traumi allocchio ed allorecchio, presenza sul corpo di fratture costali e/o lesioni addominali, lo strappare i capelli, frattura di un osso.Per ci che concerne la terza categoria, vale a dire quella dellincuria fisica, essa si verifica nel caso in cui i genitori, inten-zionalmente, non forniscano al bambino le cure di cui ha bisogno. Specificamente, la carenza di cure riguarda la nutrizione, ligiene, labbigliamento, labitazione, la protezione dai pericoli, lassistenza medica e la profilassi.La quarta categoria di maltrattamento ai bambini quella pi subdola: il maltrat-tamento e lincuria emozionale.Il suddetto maltrattamento si realizza con le seguenti modalit: abnormi ed inappropriate vessazioni psicologiche; privazione di contatto fisico; privazione di sguardi diretti; privazione di comuni-cazione verbale carezzevole; rifiuto nel riconoscere un disturbo psicologico del piccolo; strumentalizzazione emoziona-le del figlio allo scopo di penalizzare il partner. In questa breve rassegna del problema della 'sindrome del bambino maltrattato' opportuno accennare in chiave crimino-logica alla psicodinamica del soggetto che maltratta: quasi sempre il genitore. Ebbene, molto spesso, i genitori che mal-trattano i propri figli, a loro volta, da

    piccoli, sono stati maltrattati, ragion per cui le violenze subite producono una sorta di intolleranza verso qualsiasi esperien-za psichica negativa, che, sovente, viene proiettata e riversata sui propri figli.A beneficio degli operatori sanitari e scolastici opportuno elencare alcuni indicatori, anche in questo campo (cos come si fatto parlando della pedofilia), che, con tutte le cautele del caso, pos-sono essere espressione di un bambino maltrattato. In sede ospedaliera o ambulatoriale si osservano i seguenti fenomeni: i genitori riferiscono al medico le notizie in modo contrastante; il bambino raramente parla; ci si accorge a seguito di attenta anam-nesi che il piccolo gi stato portato in ospedale (strutture quasi sempre diverse) per traumi analoghi; i genitori ostentano unattenzione abnorme di tipo compen-satorio verso il figlio. A seguito di esame obiettivo, invece, si riscontrano queste caratteristiche: il pic-colo ha lo sguardo triste e perso; appare trasandato con una scarsa igiene; i traumi o le lesioni sono presenti in modo diffuso e sono di data diversa da quella indicata dai genitori.

    Note: Le classificazioni sono state tratte dal volume Manuale per operatori criminologici e psicopatologi forensi di V.M. Mastronardi, Giuffr, Mi, 2001.

    La sindrome del bambino maltrattato

    a cura del dott. Antonio Leggiero - Criminologo Investigativo

    I comportamenti di violenza che il fanciullo subisce.

    Criminologia

  • 13alutarewww.salutare.info

    Terapiaa cura di Ilaria Pucci

    Cefalea

    La risposta del Neuromed ad un problema molto comune.

    Al Neuromed un centro per lo studio e

    la cura di questa patologia guidato dal-la dr.ssa Anna Ambro-

    sini, Rappresentante nazionale presso la

    Federazione Europea Cefalee.

    Un giorno racconta F.G.- ti svegli e ti accorgi che ti fa male la testa. Speri che ti passi da solo. Ma nulla. Dopo pochi istan-ti va sempre peggio. Passano i giorni e il dolore continua, diventa una sorta di incubo. Il mal di testa non passa, cosa fai? Prendi qualche medicinale, ma nulla. Entri in un circolo vi-zioso. Al Neuromed, al Centro per lo Studio e la Cura delle Cefalee, ho risolto il mio pro-blema. Ora sto meglio, anche lo stato di benessere generale migliorato.

    Questa storia simile a molte altre. La maggior parte dei pa-zienti che consultano il neuro-logo soffre infatti di cefalea, pi comunemente chiamata mal di testa. Il capitolo delle cefalee ampio e disomogeneo, comprendendo forme molto diverse e identifi-cabili in due gruppi principali: quello delle cefalee primarie, dove la cefalea non soltanto

    un sintomo ma coincide con la malattia stessa, e quello delle cefalee secondarie o sintomati-che, in cui la cefalea soltanto uno dei sintomi, e talora non il principale, di una malattia di diversa origine. solo labilit, la competenza e lesperienza del clinico esper-to in cefalee che pu permet-tere di fornire una diagnosi clinica precisa, indispensabile per impostare un trattamento appropriato. Il Centro Cefalee Neuromed uno dei pochi Centri di Terzo livello con Headache Clinic ri-conosciuto sul territorio nazio-nale dalla Societ Italiana per lo Studio delle Cefalee (SISC) e dallEuropean Headache Federation. Responsabile del Centro la Dr.ssa Anna Ambrosini, for-matasi nel campo delle cefalee grazie ad un lungo soggiorno scientifico presso lUniversit di Liegi, in Belgio, sotto la gui-da di uno dei massimi esper-ti mondiali, il Professor Jean Schoenen, di cui considerata una degli allievi che abbia rag-giunto i maggiori traguardi nel campo della ricerca sulla neu-rofisiologia e la fisiopatologia

    delle cefalee. Attualmente la dr.ssa Anna Am-brosini la nuova rappresen-tante italiana della Federazio-ne Europea Cefalee (European Headache Federation). Tale riconoscimento si aggiun-ge alla sua carica elettiva di Coordinatore della Sezione Interregionale Lazio-Molise della Societ Italiana per lo Studio delle Cefalee (S.I.S.C.), attribuitale per il biennio 2009-2010, che ha portato allIstituto Neuromed la qualifica di Sede della Sezione Interregionale Cefalee Lazio-Molise. Il dr. Perrotta ha affiancato la Dr.ssa Ambrosini nell'ultimo anno, apportando al Centro l'ulteriore beneficio del suo en-tusiasmo per la ricerca e della sua esperienza clinica, matu-rata durante lunghi periodi di attivit presso il prestiogioso Centro cefalee dell'IRCCS Mon-dino di Pavia.

    Il Centro Cefalee Neuromed attivo anche nella ricerca incen-trata sugli aspetti fisiopatologici e genetici e sul trattamento sintomatico e preventivo di tale patologia intrattenendo numerose collaborazioni scien-tifiche con altre istituzioni uni-versitarie e di ricerca italiane e straniere, come lUniversi-t degli Studi La Sapienza di Roma, lUniversit di Liegi (Belgio), lUniversit di Zurigo (Svizzera).

    Parco TecnologicoLocalit Camerelle - Pozzilli (IS) ITALY Tel. 0865 91521 - Fax 0865 927575

    Sede Ospedaliera Via Atinense, 18 - Pozzilli(IS) ITALY Tel. 0865 9291 - Fax 0865 925351

    Ospedale di rilevanza nazionale e alta specialit per le neuroscienze

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    LA RICERCA VITA.

    Specificando il codice fiscale

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    il 5 x 1000 al NEUROMED

    LIstituto Neurologico Mediterraneo Neuromed

    Centro per lo studioe la cura di:- Epilessia- Ipertensione arteriosa- Morbo di Parkinson- Sclerosi Multipla- Cefalee- Malattie rare e genetiche - Alzheimer- Stroke Unit

    Chirurgia dei:- Tumori cerebrali- Aneurismi- Malformazioni vascolari- Ipofisi- Tronco encefalico- Cranica e Spinale

  • 14 www.salutare.info

    IL World Action on Salt and Health (WASH) ha promosso,

    per il periodo 2-8 febbraio 2009, la Settimana Mondiale

    per la Riduzione del Consumo di Sale.

    Questanno, la Societ Italiana di Nutrizione Umana e il Grup-

    po di Lavoro InterSocietario per la Riduzione del Consumo di

    Sale in Italia hanno partecipato alliniziativa con una campagna promozionale, dedicata specifi-camente allutenza generale e

    agli operatori della ristorazione collettiva, per la divulgazione

    delle indicazioni pratiche per la riduzione del consumo di sale nei pasti consumati fuori casa

    www.sinu.it

    Gli effetti benefici della riduzione del consumo di sale sono stati ampiamente documentati dalle ricerche scientifiche. Consumare una giusta quantit di sale con lalimentazione migliora infatti anche il funzionamento del cuore, mantiene le arterie 'giovani' e aumenta la resistenza dellosso.

    Quanto sale?Come fare per dire se si mangia troppo sale? In media, nel nostro Paese, il con-sumo giornaliero di sale di circa 10-15 grammi al giorno. Questa quantit da considerarsi sicuramente eccessiva: lOrganizzazione Mondiale della Sani-t suggerisce infatti, per un adulto, un apporto giornaliero di circa 5-6 grammi di sale. Molti di noi invece ne consuma-no una quantit doppia, o addirittura tripla, rispetto al reale fabbisogno. Per avere unidea delle quantit di sale da consumare giornalmente, basti pensare che un cucchiaino da caff corrisponde a 6 grammi di sale.Il sale naturalmente presente negli ali-menti in misura minima: la maggior parte del sale che consumiamo quello aggiun-to agli alimenti nel corso dei processi di conservazione e di produzione industriale (circa met del sale consumato giornal-mente) o aggiunto a tavola o durante la cottura per rendere pi 'saporite' le pietanze che consumiamo.

    E il sale iodato?Luso del sale arricchito in iodio uno strumento, semplice ed efficace, da uti-lizzare nella prevenzione delle malattie della tiroide. Quindi poco sale, ma pre-feribilmente iodato.

    Il sale nella dieta dei bambiniStudi recenti sostengono che i bambini che mangiano meno sale abbiano infatti un rischio pi basso di sviluppare ipertensione da adulti. Nei primi mesi di vita, il latte materno o il latte in formula contengono livelli molto bassi di sale, ed aggiungere sale ai cibi preconfezionati per linfanzia proibito dalla legge.Ma quando i bambini cominciano a man-giare pi tipi di cibi, il loro introito di sale aumenta ed i loro recettori del gusto per il salato si adattano allelevato contenuto di sale dei nuovi alimenti sviluppando, cos, una preferenza per i cibi salati con consumi pari a quello degli adulti.

    Come ridurre il consumo di sale?La riduzione del consumo di sale con gli alimenti non richiede grossa fatica o luso di particolari strumenti. opportu-no, per esempio, limitare il consumo di alimenti ricchi in sale (quali salumi, for-maggi, pizza, crackers, piatti industriali pronti, dado, salse pronte) e preferire quello degli alimenti meno ricchi in sale (uova, carni e pesce fresco, verdure, le-gumi, latte, olio). Nel consumare i pasti fuori casa, segnala-re al personale che si preferiscono piatti con meno sale. Ricordare inoltre che il pane, alimento base della nostra alimen-tazione, unimportante fonte di sale nella dieta. Si pu perdere labitudine a mettere la saliera a tavola, non necessario. Condire il cibo con spezie o limone, olio, aceto: il gusto non ne perder. bene ricordare che il gusto del sale non permanente. La nostra sensibili-t gustativa si adatta, infatti, nel giro di una settimana alla riduzione del sale permettendoci cos di apprezzare il sa-pore naturale dei cibi.

    Per informazioni: Prof. Pasquale Strazzul-lo ([email protected]); Dr Gianvincenzo Barba ([email protected])

    a cura dei dott. Pasquale Strazzullo e Gianvincenzo BarbaIstituto di Scienze dell'Alimentazione, CNR, Avellino

    ricerca

    Meno sale pi salute!

  • 15alutarewww.salutare.info

    La differenza tra Sistemi modellati e modulari.

    I sistemi modellati o su impronta consentono di

    affrontare tutte le gravi defor-mit che non sono gestibili con

    i sistemi modulari predisposti.

    Questi sono scarsamente modificabili e questo, diversamente da quanto si possa pensare, un vantaggio poich mantengo-no nel tempo la posizione raggiunta. Danno inoltre maggiore comfort e stabilit. Per la realizzazione del calco possono essere usati diversi materiali:- sacche a depressione che vanno appog-giate su una sedia di valutazione dando cos un perfetto contorno dell'utente che viene poi digitalizzato; si possono sce-gliere anche densit di schiuma diverse per le diverse parti del corpo;- calco di gesso per gli utenti con controllo posturale quasi inesistente poich viene

    effettuato con il paziente prono. Successivamente il sistema viene costruito con materiale termoplastico e un'imbot-titura in plastazote;- schiumata sul posto ossia versando un liquido in una scocca, posizionata sul se-dile o sullo schienale di una carrozzina, che poi diviene schiuma mediante una reazione chimica.

    Si possono distinguere inoltre tre tipo-logie di sistemi modellati in base alle abilit residue del paziente e ai risultati che si vogliono ottenere:- sistema attivo, basso col bacino in legge-ra antiversione e la seduta leggermente basculata in avanti. Si applica quando c' ipotonia apparente del tronco dovuta a deficit dei flessori e degli ischiocrurali degli arti inferiori, favorisce il raddrizza-mento del tronco e inibisce l'estensione degli arti inferiori;- sistema passivo, alto con poggiatesta e cinture e basculato all'indietro;

    utilizzato se la postura compro-messa globalmente poich evita sforzi antigravitari;

    - sistema misto, una via di mezzo che for-nisce una buona spinta lombare. Utile se il raddrizzamento spontaneo del tronco insufficiente poich stimola l'estensione autonoma del tronco ed il basculamento permette di passare da una posizione contenitiva e rilassante a una che stimola la verticalizzazione del tronco.

    I sistemi modulari invece, sono sistemi di postura predisposti che hanno regola-zioni e moduli componibili per adattarsi meglio all'utente.Le regolazioni consentono di variare mi-sure come la profondit e la larghezza del sedile, l'altezza di schienale e pedane, gli angoli di inclinazione dello schienale, del sedile, delle pedane, dei braccioli... ed in alcuni casi possibile cambiare la forma dei componenti attraverso cunei e sostegni.I sistemi di postura modulari possono avere superfici planari o sagomate.

    Le prime sono costituite da una base rigida e piatta sulla quale viene posta l'imbottitura; proprio questa che con-sente la personalizzazione, la densit della schiuma.

    Le schiume dense stabilizzano quando c' molta mobilit involontaria perch, essendo pi "dure", danno pi sostegno; le schiume a bassa densit e quelle viscoe-lastiche, invece, sono preferibili in caso di paralisi e ipotonia o fragilit della cute.

    I secondi, quelli sagomati, sono anatomici e sostengono di pi il corpo e quindi fa-cendo s che si possano evitare ulteriori aggiuntivi che rendono l'ausilio meno piacevole da vedere.

    I sistemi di postura

    Posturologiaa cura della dr.ssa Tiziana Zungri

  • 16 www.salutare.info

    Giornate di PrevenzioneAprile 2009

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  • 17alutarewww.salutare.info

    Progetti locali per le Universit Popolari.

    Formazionea cura del Prof. Maurizio Lozzi Presidente UP CONSCOM

    LOsservatorio Nazionale sulla Violenza Scolastica

    In questi ultimi anni la vio-lenza diventata un codice

    espressivo che vede, purtroppo, protagonisti

    'ragazzi per bene' che rapinano per noia, 'baby gang' che spadroneggiano nelle citt

    e giovani turbolenti che nelle scuole si

    trasformano in 'bulli', 'vandali' o negli stadi in 'teppisti'.

    Assistiamo troppo spesso impotenti ad un fenomeno pi diffuso di quanto ci dato percepire e che, inevitabilmente, crea forti tensioni anche perch si stanno diffondendo, purtroppo nellimpotenza di molti operatori, modelli di sopraffazione fisica o psicologica che, soprattutto tra i banchi di scuola, sono arrivati ad esse-re considerati lo strumento ideale per dirimere i conflitti o le incomprensioni interpersonali. Mirare a contribuire al possibile cambiamento

    di questa allarmante situazione lo scopo dellOsservatorio Nazionale sulla Violenza Scolastica che, attraverso la rete Inter-net, un progetto operativo e pratico, in grado di diventare nelle zone in cui le Universit Popolari si faranno carico di proporlo, il 'termometro' ideale per tracciare i profili di sicurezza esistenti in ogni scuola e favorire cos lo sviluppo di interventi orientati alla limitazione ed al superamento dei diversi fattori di rischio oggi evidenti in queste importanti agenzie educative. Il progetto dellOsservatorio Nazionale sulla Violenza Scolastica, fon-dato e messo in rete dai metodologhi di CONSCOM, lUniversit Popolare per le Scienze sociali e della Comunicazione

    (www.conscom.it) si inquadra nel contesto di quelle iniziative che oggi possibile veicolare per proporre un intervento edu-cativo che, fondato sullapproccio socio-logico clinico della Mediazione pacifica dei conflitti (1), un collaudato strumen-to metodologico in grado di sostenere allinterno delle scuole:- lo sviluppo positivo e creativo dei rap-porti interpersonali;- laumento delle abilit critiche, autocritiche e lautostima degli agenti scolastici;- il miglioramento della comunicazione in virt del profondo rapporto che essa ha con la manifestazione di emozioni, di disagi affettivi e di disturbi psicosomatici;- la riduzione delle dispute ed il miglio-ramento del morale e della produttivit di tutti i membri operanti nel sistema scolastico;- la diffusione sociale del patrimonio edu-cativo dellaccoglienza, della tolleranza e della pace.

    Non si pu pi far finta di niente anche perch le cronache ricordano quasi tutti i giorni che: La violenza non affatto scomparsa, ha soltanto cambiato forma.(2) Anche se bene non rischiare in ogni modo di farsi travolgere dallonda emo-tiva, sicuramente doveroso prendere atto della diffusione strisciante di tanta 'piccola violenza quotidiana' non pi 'ap-parente', ma sempre pi 'visibile' tanto da assumere i connotati inconfondibili di quella reale 'violenza delinquenziale', che va ritenuta il vero fenomeno globale sempre pi in grado di penetrare e con-taminare il sistema scolastico.

    1) Maurizio Lozzi in Jefferys Duden Karin, Mediatori efficaci. Come gestire i conflitti a scuola, Collana Partenze... per educare alla pace, La Meridiana, Bari, 20012) Wolfgang Sofsky, Saggio sulla violenza, 1996

  • 18 www.salutare.info

    La musica un'eccellente medicina per i

    malati di Parkinson. Cantare una canzone con certe caratteristiche ritmiche, anche solo mentalmente, aiuta i pa-

    zienti a deambulare meglio e a migliorare i problemi

    tipici della malattia.

    A promuovere la 'terapia con la musi-ca' uno studio giapponese della Mie University School of Medicine di Tsu, dei ricercatori Japan Masayuki Satoh Shigeki Kuzuhara. Gli studiosi sono convinti che molti di-sturbi motori dei parkinsoniani possano essere migliorati con la musicoterapia, istruendo i pazienti a ripassare a mente una canzone di riferimento con partico-lari caratteristiche. Un brano scelto appositamente, capace di funzionare da metronomo del pas-so (battendo esattamente il ritmo dei movimenti). I malati di Parkinson devono affrontare ogni giorno la difficolt di avere un corpo che non risponde in modo coerente alla propria volont di muoversi. Non solo per effetto del classico tremore, ma an-che per disturbi pi o meno pronunciati

    nella deambulazione. Lo studio nipponico, si rivelato un vero successo tanto che i pazienti hanno imparato a usare questo sistema nella vita di tutti i giorni per migliorare la loro andatura e riacquistare una certa autonomia. Il risultato stato raggiunto progressi-vamente, prima invitando i pazienti ad ascoltare una canzone ben ritmata, poi chiedendo loro di battere il ritmo con le mani, quindi invitandoli a cantare e a battere il ritmo nello stesso tempo, fino ad arrivare a cantare mentalmente camminando. Gli autori ritengono che leffetto del-la terapia musicale sia legato alla com-ponente ritmica del brano, che agisce su particolari strutture cerebrali dette 'gangli della base'.Lo studio riportato sulla newsletter della Fondazione Mariani Neuromusic News, stato pubblicato su European Neurology e rappresenta la prima prova scientifica di un metodo empirico da tempo utiliz-zato dai terapisti nipponici per migliora-re la deambulazione nei parkinsoniani, ricorrendo a stimoli visivi e uditivi come strisce sul pavimento oppure il classico metronomo dei musicisti.

    interessante leggere una parte di un'intervista fatta al Cardinale Carlo Maria Martini, sofferente del morbo: Tralasciando quindi altre indicazioni vorrei descrivere brevemente ci che mi ha aiutato. Ho provato musiche di vari autori, ma alla fine ho concluso che la musica di Mozart quella che mag-giormente aiuta. Mozart infatti esprime mirabilmente, la letizia del cuore umano e stimola a superare le fatiche, i blocchi, le difficolt a muoversi. In particolare quando necessario camminare, fare esercizio di deambulazione, la musica di Mozart aiuta a marciare a passo di musica e a superare tutte le remore e le difficolt che tendono a bloccare o ad appesantire la marcia.

    Talora mi capita anche di muovermi nella mia camera, sotto linflusso della musi-ca, come a passo di danza e di mettere cos con pi facilit in ordine le cose o preparare il materiale per lo studio. La musica deve arrivare alle orecchie at-traverso auricolari di vario tipo ed es-sere tenuta a livello un po' alto. Infatti il suono che arriva in qualche modo al cervello stimola maggiormente il mo-vimento e d quel ritmo che invita a muoversi speditamente. La musica di Mozart costituisce un tesoro inesauribile per chi voglia lasciarsi guidare e sostenere dal ritmo e dalla melodia e cos dare vigore al suo agire. In essa chi voglia esercitarsi nel pensare positivo trova un aiuto concreto e discreto, che stimola la fantasia e il tono affettivo a entrare in una condizione ottimale per agire con impegno e superare le remore e i blocchi nellazione. I pazienti che soffrono del morbo di Parkinson sono pi di 220mila solo in Italia, hanno bisogno di cure e assistenza costante poich la malattia, che colpi-sce prevalentemente il sistema moto-rio, rende difficile le pi semplici attivit quotidiane. I sintomi possono comparire a qualsiasi et ma nella maggioranza dei casi si manifesta verso i 60 anni.

    Musicoterapia a cura del Prof. Antonio Suelzu e della dott.ssa Nicoleta Anghelache

    La riabilitazione delle persone affette dal morbo di Parkinson

  • 19alutarewww.salutare.info

    Pedagogiaa cura del dott. Gerardo Pistillo

    La Pedagogia Clinica

    Clinica e formazione.

    La Pedagogia Clinica una branca della

    Pedagogia Generale il cui scopo principale

    di educare e aiutare la persona in difficolt

    ad avere cura di s, a trovare dentro di s le risorse necessarie per

    raggiungere un livello di autonomia generale

    sempre pi elevato.

    Il pedagogista clinico si rivolge, con metodi e tecniche proprie, a persone di ogni et, con qua-lunque tipo di disagio psico-fisico, siano esse bambini con disordini comportamentali e di apprendimento, adulti con disarmonie a livello cognitivo, affettivo e sociorelazionale, an-ziani con difficolt psichiche e motorie ecc.

    Ci che caratterizza questa nuova scienza, inoltre, la va-stit del suo campo di azione. Oltrech rivolgersi al singolo, infatti, essa interviene anche

    nelle situazioni di conflittua-lit che possono riguardare il gruppo (scolastico, lavorativo ecc.), la coppia e la costellazio-ne familiare.

    In pedagogia clinica vige il prin-cipio olistico secondo cui les-sere umano sia da considerarsi nella sua globalit ed unicit psicofisica e non semplicemente come un paziente affetto da una qualche malattia fisica o psicologica.

    Ci che interessa al pedago-gista clinico innanzitutto la storia di vita della persona, la sua narrazione autobiografica, ossia linsieme complesso degli eventi che hanno contrasse-gnato la sua formazione per-sonale come modalit specifica di essere al mondo. Una storia che fa di essa un essere unico e irripetibile, con i suoi disagi e le sue difficolt, e non un 'malato'; un 'testo' da leggere in tutta la sua complessit e profondit.

    Considerare lessere umano in senso globale, daltronde,

    significa ammettere che una conoscenza attenta e appro-fondita della persona non pu fermarsi alla sola diagnosi di una 'malattia', o alla rilevazio-ne degli aspetti esteriori del suo comportamento, e che, al di l di una tale superficie manifesta e visibile, esista una dimensione latente ed invisibile della sua storia di formazione traducibile in termini di poten-zialit e risorse conoscibili ed attivabili.

    A partire da tale assunto, la pratica clinica in pedagogia assume un carattere pretta-mente educativo (dal lat. ex-ducere, 'trar fuori') e maieutico, in quanto lobiettivo principale di favorire in ogni persona, attraverso lemergenza degli aspetti latenti della sua storia di formazione, una sorta di 'parto interiore' e di 'rinascita'.In questo senso, lapproccio cli-nico in pedagogia si contrad-distingue in maniera netta da quello medico e psicologico. Mentre il medico e lo psicolo-go lottano prevalentemente contro la 'malattia' o il 'distur-bo', cercando di eliminarne o alleviarne i sintomi (rispettiva-mente con e senza laiuto dei farmaci), il pedagogista clinico guarda oltre la 'malattia', al fine di attivare lenorme ba-gaglio di risorse e potenzialit latenti che inconsapevolmente la persona possiede. Egli passa in altri termini dalla manifestazione esteriore del-la complessa fenomenologia comportamentale dellessere umano alla sua essenza inte-riore, ossia dalla superficie alla sostanza (dal lat. sub-stantia,

    ci che sta sotto), cercando di giungere al cuore della forma-zione e di risvegliare quelle energie sopite che la malat-tia stessa contribuisce a tenere bloccate.

    A questo punto ben si com-prende come la professione del pedagogista clinico si in-serisca in rete con quella del medico, dello psicologo e di altri professionisti, in vista di una collaborazione paritetica, complementare e sinergica. Muovendosi in questa direzione la pedagogia clinica promuove la centralit e il protagonismo della persona nel percorso di aiuto indirizzandola verso una condizione di salute ge-nerale intesa come equilibrio psicofisico. Mentre il medico, intervenen-do sulla 'patologia', attraverso una terapia specifica, punta prevalentemente alla cura del paziente, il pedagogista clini-co cerca invece di promuovere nella persona una progettualit verso la cura globale di s. Per esso il raggiungimento di una condizione di salute non coincide con la sola assenza di malattia, ma implica il raggiungimento da parte della persona di un maggiore livello di autonomia nella conoscenza di s e nella gestione delle sue potenzialit latenti. Aiutare luomo a miglio-rare il suo stato di benessere non significa dunque curare esclusivamente la sua 'malattia' ma fare in modo che esso sia in grado di scoprire e gestire contenuti profondi ed inediti di s e della propria storia, in vista di un nuovo viaggio e di nuove conquiste.

  • 20 www.salutare.info

    La pressione arteriosa o sanguigna la pressione del

    sangue nelle principali arterie, che aumenta o

    diminuisce secondo il lavoro svolto dal cuore e dai muscoli

    per soddisfare i diversi bisogni: sforzo (attivit fi sica),

    stress e sonno.

    Vengono misurati due tipi di pressione: la pressione sistolica (la massima) la pressione determinata dalla contrazione del muscolo cardiaco e della resistenza elastica dell'aorta quando il flusso del sangue irrompe in essa. La pressione diastolica (la minima) invece quella relativa al momento in cui i ventricoli del cuore si rilasciano tra un battito e l'altro. L'onda pressoria trasmessa lungo le arterie ad ogni battito cardiaco viene facilmente percepita sotto forma di pulsazione.

    COME SI MISURAIntorno al braccio si gonfia un mani-cotto di gomma morbida fino al punto di interrompere momentaneamente il

    flusso del sangue. Il manicotto viene poi sgonfiato manual-mente finch, auscultando la principale arteria del braccio con il fonendosco-pio, si pu percepire il flusso del sangue come un fremito che si diffonde in essa: ci viene registrato come il valore della pressione sistolica. Il manicotto viene quindi sgonfiato ancora finch il fremito non scompare e il sangue scorre in modo uniforme

    attraverso l'arteria ora pervia: questo corrisponde al valore della pressione diastolica. La pressione arteriosa si misura in mil-limetri di mercurio (mmHg) poich i primi apparecchi per la misurazione erano dotati di una colonnina di mer-curio in un tubicino di vetro graduato in millimetri.Autorevoli enti internazionali che si oc-cupano di salute hanno stabilito che, per gli adulti che hanno compiuto i 18 anni di et, una pressione da con-siderarsi normale quando la massima inferiore a 120 mmHg e la minima inferiore a 80 mmHg. Pi si superano questi valori, pi l'ipertensione viene considerata grave.

    L'AUTOMISURAZIONEMoltissimi pazienti chiedono consiglio in merito a quale apparecchio acquistare per l'automisurazione della pressione. Questi apparecchi si chiamano sfigmo-manometri" ed in commercio ne esistono numerosi tipi, ognuno caratterizzato da un diverso grado di praticit e affidabilit. Quello classico a mercurio che abbiamo

    L'automisurazione della pressione arteriosa

    a cura del dott. Aldo Sabato - Farmacista

    Diagnostica

    Cosa fare:

    Svuotare la vescica.Restare tranquilli.Sedersi e restare seduti per almeno due minuti prima di procedere alla misurazione.Accertarsi che il manicotto sia correttamente posizionato.Effettuare la misurazione sempre alla stessa ora.Di tanto in tanto, provare la pres-sione anche sul braccio destro.Effettuare due misurazioni a distanza di qualche minuto e fare la media fra i due valori ottenuti.

    Cosa non fare:

    Assumere caffeina nei 60 minuti precedenti la misurazione.Fumare nei 30 minuti precedenti la misurazione.Indossare abiti che comprimono il braccio.Assumere sostanze stimolanti.Effettuare la misurazione in stato di agitazione, sotto stress o se si prova dolore.

    Istruzioni importanti per l'automisurazione della pressione

  • 21alutarewww.salutare.info

    descritto prima quello univer-salmente utilizzato negli studi medici, per la sua affidabilit, ma sconsigliato per il fai-da-te, in quanto richiede una certa pratica nell'uso e nella lettura dei valori. Inoltre, in caso di rottura, si verifica la fuoriuscita di una certa quantit di mercurio, che altamente tossico e inquinante.

    Ideali per l'uso domestico sono gli apparecchi automati-ci, che consistono, in genere, in un manicotto da applicare al braccio, collegato ad una unit di lettura dei valori ri-levati; in quelli meno recenti il manicotto andava gonfiato a mano (un'operazione co-munque semplicissima). Quelli pi recenti sono comple-tamente automatici, in quanto basta premere un pulsante e il manicotto si gonfia automati-camente fino al punto giusto, poi si sgonfia gradualmente per effettuare la misurazione: alla fine basta leggere i risultati su di un display per conoscere la propria pressione.Nella scelta dell'apparec-chio, vanno prima di tutto considerate l'affidabilit e la praticit.

    Quanto maggiore la distanza del manicotto dal cuore, tan-to minore sar l'accuratezza delle rilevazioni.

    Per questo alcuni ritengono che gli apparecchi ideali per monitorare la pressione siano quelli provvisti di manicotto da applicare al braccio; nei dispositivi che misurano la pressione al polso il rischio di imprecisione pu essere mag-giore. In realt, oggigiorno gli apparecchi per uso domesti-co, di qualunque tipo siano, hanno raggiunto un grado di affidabilit impensabile solo pochi anni fa. Il bello che, mentre l'af-fidabilit cresce, i prezzi

    diminuiscono, al punto che si pu avere un apparecchio automatico di ottima qualit gi a partire da un prezzo in-feriore ai quaranta euro.

    Il paziente che decida di au-tomisurarsi la pressione deve essere a conoscenza di alcune fondamentali linee guida ri-portate nella tabella conte-nuta in questa pagina. Se l'apparecchio non viene usato correttamente, infatti, i dati non saranno affidabili.

    Uno degli errori pi comuni riguarda la misura del ma-nicotto: se troppo piccolo l'apparecchio registrer una pressione superiore a quella reale. Un altro errore frequente la posizione del braccio, o del manicotto sul braccio. Per questo importantissimo, al momento dell'acquisto, ri-volgersi ad un professionista qualificato e non esitare a chie-dere tutte le spiegazioni pos-sibili per un uso corretto.

    Una volta giunti a casa, im-portante leggere con cura le spiegazioni dell'apparecchio, che di solito consistono in qualche paginetta.

    Altro elemento imprescindibile per una rilevazione accurata l'orario, che dovrebbe essere sempre lo stesso.

    Nell'arco della giornata, infatti, la pressione subisce numerose oscillazioni: tende ad essere pi alta al mattino e pi bassa di notte, e poi aumenta in seguito all'assunzione di nu-merose sostanze, quali caff, alcool, tabacco. Per questo importan-te lasciar trascor-rere almeno mezz'ora prima di mi-

    surare la pressione. utile anche che il paziente stia seduto a riposo almeno un paio di minuti prima della misurazione.

    fuori dalla zona a traffico limitato

  • 22 www.salutare.info

    Si pensa che derivi, insieme al cardo, dal

    Carciofo selvatico (Cynara cardunculus

    var. silvestris ), una pianta erbacea pe-

    renne molto diffusa nellEuropa mediter-

    ranea e nellAfrica settentrionale.

    Lantica Cartagine ne sarebbe la patria.

    Il carciofo nel XV secolo venne portato da Napoli a Firenze e, secondo il Mattioli, gi nella seconda met del secolo XVI era conosciuto, coltivato e ap-prezzato in Toscana.Nel Rinascimento il carciofo ar-riv in Francia durante le guerre dItalia, e poi in Europa, dove viene coltivato in quasi tutte le regioni.Il carciofo attuale coltivato in orti, giardini e campi, do-tato di uno stelo robusto che pu raggiungere i 150 cm di altezza e porta fiori di colore azzurro vivo disposti a capolini, circondati da squame coriacee e a volte spinose alla punta, che possono agevolmente raggiun-gere i 12 cm di diametro.

    La parte commestibile rap-presentata dai capolini con il ricettacolo carnoso che nelle variet pi pregiate sono te-neri e con le brattee polpose, tanto da poter essere mangiati anche crudi, come antipasto o insalata.Dal punto di vista strettamente nutrizionale il carciofo non ri-veste una grande importanza, in quanto il suo contenuto di nutrienti modesto, ma le sue componenti extranutriziona-li sono molto particolari e ne fanno un alimento-farmaco di capitale importanza.Ricco di acidi organici come il malico ed il citrico, che concor-rono al metabolismo dei nu-trienti, e di altri acidi organici come lalfa-idrossi metilacrilico, il lattico e il glicolico, il carciofo anche dotato di una serie di principi attivi dalla spiccatissima azione farmacologica.La cinarina, che conferisce il caratteristico gusto amaro, fitosteroli (tanto pi abbon-danti quanto pi il terreno secco e ricco di sali), alcoli tri-terpenici, tannini, mucillagini, inulina (polisaccaride che viene convertito in fruttosio) manni-tolo, provitamina A, vitamina C ed ancora sali di potassio, di calcio, magnesio e sodio, tracce di manganese e di rame.Attivatore della coleresi, epato-

    protettore, ipocolesterolemizzante.Cinarina ed acido caffeico speri-mentati in lavori scientifici si sono dimostrati capaci di abbassare sensibilmente il tasso ematico di colesterolo e di trigliceridi, di ridurre la steatosi epatica, di attivare la sintesi proteica e di proteggere dai danni cau-sati dalla superalimentazione, limitando la sintesi endogena di colesterolo.

    Ricercatori inglesi hanno os-servato, dopo la somministra-zione di un idrolito a base di carciofo, un rinforzo dellattivit cardiaca, unazione antitossica nei riguardi di alcune sostanze chimiche, una notevole resitenza dei vasi capillari e unaccelera-zione dellemocoagulazione.In Russia ricerche di laboratorio hanno evidenziato che le parti commestibili del carciofo svolgono azione antinfiammatoria.In Francia si producono estratti di carciofo a effetto protettivo e stimolante epatico e renale.Questo ortaggio quindi da considerarsi come un alimento preventivo e curativo di nu-merose patologie ma utile soprattutto in caso di stipsi, epatosi, ittero, epatiti tossiche, atonia della colecisti, lieve insuf-ficienza renale, renella, gotta, reumatismo, iperglicemia.Per tutti svolge unazione tonica,

    aperitiva, digestiva, antiane-mica, ricostituente soprattut-to durante le convalescenze, astringente in caso di diarrea, blandamente febbrifuga.

    Tutta la pianta medicinale ma in fitoterapia si utilizzano generalmente le foglie raccolte da marzo a maggio.Si utilizza il succo fresco otte-nuto con centrifuga o torchiet-to: un bicchierino la mattina eventualmente stemperato con succo di carota.La tintura alcolica al 20% in alcol a 65 si somministra 2-3 volte al giorno un cucchiaino prima dei pasti.LItalia uno dei maggiori paesi produttori. Prima la Puglia con quasi 2 milioni di quintali, segue la Si-cilia, la Sardegna, il Lazio, la Campania e la Toscana.La produzione nazionale destinata prevalentemente al mercato interno per il con-sumo fresco, l8% viene lavo-rato dallindustria e solo il 20% esportato .Ancora una volta la dieta me-diterranea si attesta tra le mi-gliori del mondo e non a caso il carciofo tra gli ortaggi pi amati dagli italiani.

    Fitoterapia

    Il carciofo: alimento-farmaco dalle doti nutritive e curative.

    a cura della dott.ssa Grazia Fiore

    Una stella da mangiare

  • 23alutarewww.salutare.info

    Podologiaa cura del dr Antonio Pacilio - podologo e posturologo

    Il gioco del calcio

    La prevenzione in podologia sportiva.

    Senza ombra di dubbio importante sottolineare che la parte del corpo pi sollecitata

    nel maggior numero di attivit sportive costituita dal piede:

    questa struttura complessa e meravigliosa definita da

    Leonardo "un capolavoro dingegneria" costituita da 26 ossa, 19 muscoli, 33 articolazio-

    ni e 107 legamenti che interfacciano latleta con lam-

    biente esterno ed fonte di prestazioni strabilianti e nel

    contempo origine di tanti malanni che lo affliggono.

    Secondo unindagine dellIstituto di Scienza Dello Sport del C.O.N.I. il piede, da solo, responsabile di un terzo di tut-ti i problemi che possono interessare lo sportivo. La prevenzione , quindi, l'arma pi effi-cace contro qualunque tipo di infortunio che pu verificarsi nella pratica sportiva dilettantistica e professionistica, special-mente in ambito calcistico.

    I traumatismi costituiscono nel calcia-tore un grosso impedimento che pu compromettere l'attivit agonistica a breve, medio e lungo termine; eviden-te, come risulta importante una corretta prevenzione anzich la scelta di una te-rapia successiva delle lesioni traumatiche al piede e delle disfunzioni posturali.

    I fattori preventivi delle lesioni trau-matiche insieme al riscaldamento, allo stretching e ai bendaggi funzionali, sono le ortesi plantari, le orthoplastie medicali in silicone e le calzature. Le prime servono alla correzione e alla compensazione dei dismorfismi dei piedi (piede piatto o cavo, varo o valgo, ecc...) migliorando lappoggio plantare e quin-di la dinamica della deambulazione, le ortesi in silicone medicale al fine di mi-gliorare la deviazione assiale delle dita ed evitare la frizione delle stesse contro la tomaia della scarpetta; le calzature, infine, atte ad assorbire l'onda d'urto che si genera con l'impatto del piede al suolo soprattutto per i pi giovani.

    Per l'attivit altamente dinamica, il pie-de del giocatore deve oltremodo sop-portare l'incongruenza di una calzatura del tutto inadatta alla corretta fisiologia dell'appoggio plantare sul terreno.

    A questo proposito le scarpe da gio-co sono predisposte all'inserimento di ortesi plantari realizzate con materia-li shock-absorbing e termofomabili; fondamentale ribadire che i supporti plantari personalizzati migliorando l'ap-poggio del piede, danno una maggiore stabilit, migliorano lequilibrio, miglio-rano il ritorno venoso attraverso la spre-mitura della soletta venosa di Ljars ed aumentano la propriocettivit del piede migliorando di conseguenza la corsa e la performance dellatleta stesso.

    Come nelle macchine di Formula 1, la performance non dipende solo dalla ve-locit massima e dalla potenza; la stabi-lit, i giusti pneumatici e la ripartizione del carico sui pneumatici anteriori e po-steriori svolgono un ruolo importante. Per gli atleti vale lo stesso principio: la performance non dipende da quanto forte si colpisca la palla, ma da come il calciatore si muova sul campo, da quan-to siano efficienti i muscoli, da quanta energia venga consumata e da quanto sforzo venga impiegato sulla superficie articolare. Nessun pilota oserebbe correre senza informazioni circa gli ammortizzatori; perch un atleta dovrebbe allora gioca-re senza conoscere la propria biomecca-nica? La conoscenza di come il giocatore corre, la biomeccanica del piede e la po-stura del soggetto stesso necessitano di grande attenzione, poich possono per-mettere di ideare metodi personalizzati di allenamento e di riabilitazione.Per prevenire i traumi ed ottimizzare lattivit muscolare sono dunque neces-sari una conoscenza dettagliata dello sport praticato, della funzione del pie-de, delle forze di reazione del suolo e del movimento dinamico anche attraverso lausilio di apparecchiature diagnosti-che come la baropodometria elettronica (esame del passo e della postura). Il tutto deve naturalmente essere ac-compagnato da una scrupolosa valuta-zione posturale effettuata da un esper-to podoposturologo.

  • 24 www.salutare.info

    La diffusione sempre maggiore di mezzi in-

    formatici ed il loro uso prolungato mettono a dura prova le capacit

    visive del nostro occhio.

    Fugato ormai lal-larmismo di qualche

    anno or sono sui timori che i videoter-minali (VT) potessero provocare patologie

    oculari per la presen-za di 'radiazioni' e

    'campi elettromagne-tici', oggi possiamo

    affermare che si tratta di disturbi dovuti ad

    eccessivo sforzo (aste-nopia accomodativa*).

    Negli anni Ottanta autori an-glosassoni ipotizzarono che luso prolungato dei VT potesse essere causa di cataratta, iriti, peggioramenti della miopia, retiniti e glaucoma. In verit con luso dei vecchi monitor a fosfori verdi, ormai in disuso, sono state descritte delle lesioni

    retiniche da fototraumatisma, ma questi ultimi sono stati da tempo sostituiti, mentre per quel che riguarda il glaucoma sono stati diagnosticati degli ipertoni,ma in pazienti gi pre-disposti. (1)Oggi accertata linnocuit dei monitor (a tubo catodico) (2). I monitor di ultima genera-zione (plasma) non emettono alcuna radiazione. (3)Locchio normale struttura-to in modo tale che mette a fuoco senza alcuno sforzo se guarda allinfinito e lo sforzo trascurabile se mette a fuoco oggetti ad una distanza su-periore a 3 m. Pi loggetto vicino pi vengono attivati i meccanismi di messa a fuoco: laccomodazione.Questultima resa possibile per lazione del muscolo ciliare: per rendere lidea la messa a fuoco di un oggetto a 5 metri comporta unaccomodazione di 0,20 diottrie mentre per un oggetto posto a 30 centimetri lo sforzo accomodativo di 3 diottrie. Il citato muscolo ciliare si-mile ad un qualsiasi musco-lo scheletrico per cui il suo uso eccessivo ne esaurisce la

    contrattilit (stanchezza) e la sua funzione si riduce sempre pi per laccumulo di acido lattico.Da tutto ci si comprende come anche un occhio esen-te da qualsiasi difetto o pato-logia presenta, dopo un uso eccessivo, una serie di sintomi riconducibili allaffaticamento (Office Eye Sindrome).I pi frequenti sono rappresen-tati da tre categorie di sintomi: oculari, visivi e generali.- Oculari: bruciore, prurito, arrossamento, lacrimazione, fotofobia, aumento dellam-miccamento, dolore;- Visivi: visione offuscata e diplopia;- Generali: cefalea, vertigini, distur-bi psichici e psicosomatici. Naturalmente tutti questi disturbi si accentuano se sono presenti fattori favorenti che possono essere oculari, ambientali o legati al videoterminale.1) Fattori oculari: difetti re-frattivi (miopia, ipermetropia, astigmatismo), presbiopia, am-bliopia (4), irritazioni oculari croniche o una non corretta visione binoculare.2) Fattori ambientali: illumi-nazione non corretta degli

    ambienti di lavoro, arredamen-to inappropriato, microclima degli ambienti di lavoro.3) Fattori legati al mezzo tec-nico: dimensione, curvatura, mobilit e superficie dello schermo, sfondo, dimensione e nitidezza dei caratteri, stabilit dellimmagine (flicker).

    Per concludere opportuno dare alcune indicazioni ergo-nomiche ricavate da ricerche sperimentali e da esperienze pratiche.Lattenzione va focalizzata dapprima su una buona illu-minazione ambientale (luce diffusa 200-400 lux) e ad una corretta regolazione dello scher-mo (sfondo a bassa luminanza, assenza di riflessi, schermi a contrasto positivo).In secondo luogo bisogna pro-grammare un'adeguata pro-gettazione del posto di lavo-ro: arredamenti specifici con tastiere mobili, tavoli e sedie con altezze regolabili, sostegni per le mani e avambracci. Infine non va trascurata la correzione di eventuali difet-ti visivi e la programmazione dei tempi lavorativi con pause brevi e frequenti. (5)

    Oftalmologia

    Office Eye Sindrome.

    a cura del dr. Bruno Baldi Dirigente Medico Div. Oculistica P.O. Eboli, e di Andrea Baldi, Studente di Medicina Universit di Siena

    Occhio e videoterminali

    Bibliografia:

    1)Osteberg O. : Accomodation and visual fatigue in display work. In Grandjean E., Vigliani E. : Ergonomic aspect of visual display terminal. Taylor and Francis, London, 1980; 41.2) Terrana T. et all. : Electromagnetic radiations emitted by visual display units. Taylor and Francis, London, 1980; 13.3) Loperfido F. : Implicazioni accommodative al videotermi-nale. Medicina del Lavoro. Milano 1999; 46-48.4) Baldi B., Baldi A. : Ambliopia. Salutare n 49. Ed. Ass. Culturale Salutare. Avellino 2009; 24.5) Maina G., Romano C., Sonnino A. : Ergonomia dei video-terminali. In : Giornale di oftalmologia Occupazionale. Ed. SOMSE. Torino 1983; 55

  • 25alutarewww.salutare.info

    Sessuologiaa cura del dr. Domenico Trotta - Sessuologo clinico

    Sessualit e mito

    Storie di ieri e di oggi.

    La sessualit moto-re centrale dellagire

    delluomo, come della donna moderna.

    Pu perci venire spontaneo domandar-

    si: ma sempre stato cos?

    La risposta pu venirci dal mito.

    E in particolare dal mito per eccellenza,

    ovvero, il mito greco romano.

    Sessualit e mondo classico Nel mito la sessualit non soltanto presente, ma lette-ralmente trabocca da tutte le parti. Direttamente di frequente, e ancora pi spesso indiretta-mente, ora con un linguaggio schietto e diretto, ora in una modalit fortemente evocativa e metaforica. Tutto ci a testi-monianza di come la sessualit

    sia tema centrale intorno al quale, da sempre, tutto ruota: ambizioni e illusioni, gioie e sconforto, et adulta e matu-rit, adolescenza e androfase, giovent e andropausa, vita e morte.

    Eros, Priapo, Pan e Dionisio: figure sessualiNel mito la sessualit larga-mente rappresentata nella mol-teplicit delle sue componenti. Da quella meglio rappresen-tata da Eros, sopravvissuta al mondo classico a quelle di Priapo, Pan e Dionisio meno accettate e comprese dal mon-do contemporaneo. Nel mito, Eros rappresenta una sessualit capricciosa e prege-nitale, irrazionale e impreve-dibile, dominata dal cuore e dalla passione, mentre Priapo incarna la componente pi iden-titaria e apotropaica, e mira sia ad affermare la potenza e vitalit della sessualit che a contrastare la malasorte e la

    malattia.In Pan la sessualit assume un tono pi unilaterale e ripiegato su s stesso e nello stesso tem-po si caratterizza fortemente in senso aggressivo e in una ricerca della scarica tensiva ed energetica. In Dionisio infine la sessualit il tramite attraverso il qua-le si va oltre la genitalit, per spingersi nello spazio aper-to del mare dellinconscio e i suoi misteri, le sue luci e le sue ombre, le sue chimere e le sue paure.

    Ulisse e Zeus: archetipi di mascolinitZeus ed Ulisse, rappresentano due modi maschili di vivere la mascolinit e di relazionarsi con le donne. Zeus centrato pi su s stesso e sulla neces-sit di affermare la propria in-dividualit, Ulisse pi ricco e complesso, sempre in bilico tra desiderio per la donna e paura della dipendenza da essa.

    Amori mitici a confrontoGli amori mitici, infine - ricor-diamo ad esempio le storie