Appunti dalle Lezioni di - Corso di Laurea TEPAL ... Appunti dalle Lezioni di ... Laboratorio di

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    Maria Bruna Pasticci Barbara Belfiori

    Appunti dalle Lezioni di

    Malattie Infettive

    Corso di Laurea in Tecniche della Prevenzione nell'Ambiente e nei Luoghi di Lavoro

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    Autori

    Maria Bruna Pasticci

    Professore associato di Malattie Infettive, Dipartimento di Medicina, Facolt di Medicina e Chirurgia, Universit degli Studi di Perugia

    Barbara Belfiori

    Dirigente medico, Clinica di Malattie Infettive, Dipartimento di Medicina, Ospedale Santa Maria della Misericordia, Perugia

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    Presentazione

    Quando ho iniziato lesperienza didattica nel Corso di Laurea in Tecniche della Prevenzione nellAmbiente e nei Luoghi di Lavoro, ho verificato che non c un libro di testo in cui vengono prese in esame le patologie infettive di maggiore impatto per gli studenti di questo Corso di Laurea, per cui ho cercato di riassumere e riorganizzare gli appunti delle lezioni per offrire agli studenti un testo pi strutturato delle diapositive utilizzate durante le ore di didattica frontale.

    Ho condiviso il lavoro con la Dr. ssa Barbara Belfiori, che si occupata per molto tempo della problematiche delle infezioni a trasmissione parenterale, in particolare di quelle da virus della immunodeficienza acquisita e delle epatiti nel personale sanitario, e quindi ho lasciato a lei la trattazione di queste patologie.

    Ringrazio la Dr. ssa Belfiori per la preziosa collaborazione.

    Maria Bruna Pasticci

    Perugia Ottobre 2016

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    Indice

    1. Interazione macrorganismo/microrganismo pag. 5

    2. Agenti eziologici di infezione pag. 6

    3. Patogenesi delle malattie infettive pag. 9

    4. Laboratorio di microbiologia: accertamenti diagnostici pag. 12

    5. Prevenzione delle infezioni pag. 18

    6. Tetano

    pag. 24

    7. Rabbia

    pag. 27

    8. Febbre tifoide pag. 32

    9. Brucellosi pag. 35

    10. Tossinfezioni alimentari pag. 40

    11. Botulismo pag. 52

    12. Amebiasi pag. 56

    13. Malaria pag. 60

    14. Febbre bottonosa pag. 66

    15. Malattia di Lyme pag. 68

    16. Leptospirosi pag. 72

    17. Leismaniosi pag. 75

    18. Legionellosi pag. 80

    19. Carbonchio o antrace pag. 84

    20. Tubercolosi pag. 87

    21. Infezioni trasmesse da artropodi pag. 93

    22. Infezione da virus della immunodeficienza umana (HIV) pag. 101

    23. Epatiti pag. 107

    24. Bibliografia pag. 116

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    Capitolo 1. Interazione macrorganismo/microrganismo

    Linterazione macrorganismo/microrganismo non sempre uguale, perch si possono

    avere variabili relative a entrambi. Le diverse condizioni sono indicate nella Tabella 1.1.

    Tabella 1.1: interazione macrorganismo/microrganismo (Modificata da M. Moroni, S. Antinori, V. Vullo. Manuale di Malattie Infettive. Elsevier, Milano, 2009).

    Condizione Definizione

    Simbiosi Il macrorganismo e il microrganismo traggono reciproco vantaggio Contaminazione Presenza di microrganismi patogeni senza replica Colonizzazione Presenza di microrganismi patogeni con replica, senza invasione dei

    tessuti e manifestazioni cliniche Infezione Acquisizione di un microrganismo patogeno Malattia Presenza di microrganismi patogeni con replica, invasione dei

    tessuti e manifestazioni cliniche

    Le variabili pi rilevanti del macrorganismo sono rappresentate dal suo stato di salute,

    mentre quelle del microrganismo sono la virulenza, la patogenicit, la concentrazione o la

    carica infettante. Un altro aspetto rappresentato dalle modalit con cui il microrganismo

    si trasmette, dalla maggiore o minore capacit che esso ha di resistere nellambiente

    esterno e dalla sua contagiosit. La trasmissione pu essere diretta da uomo a uomo o

    indiretta tramite oggetti, alimenti o vettori animati. Il meningococco, il virus del morbillo e

    quello della varicella sono poco resistenti e si inattivano rapidamente nellambiente

    esterno; la trasmissione di questi microrganismi richiede un contatto diretto con il soggetto

    infetto (trasmissione diretta). I virus dellepatite resistono in forma infettante a lungo, anche

    mesi, nei liquidi attraverso i quali si pu trasmettere linfezione.

    La contagiosit rappresenta la facilit con cui la malattia si diffonde da un ospite allaltro.

    Non tutte le patologie infettive sono contagiose allo stesso modo: mentre la varicella

    una patologia estremamente contagiosa, lendocardite non contagiosa. Quando lospite

    ha una alterazione dei meccanismi di difesa, si possono sviluppare anche patologie da

    microrganismi originati dallospite stesso (flora endogena) e non acquisiti dallesterno.

    Le patologie infettive classiche sono la conseguenza dell'interazione del macrorganismo

    immunocompetente con un microrganismo patogeno. La guarigione coincide con

    leradicazione del patogeno. Le patologie opportuniste, invece, sono quelle che si

    realizzano in ospiti con difese immunitarie deficitarie, e sono causate da microrganismi a

    bassa virulenza.

  • 6

    Capitolo 2. Agenti eziologici di infezione

    Si possono considerare agenti di infezione i batteri o schizomiceti, i virus e i viroidi, i miceti

    e i parassiti.

    I batteri sono microrganismi unicellulari con organizzazione cellulare semplice,

    procariotica. Possono avere forma sferica (cocchi), allungata (batteri), arcuata (vibrione) o

    a spirale (spirochete), e quando crescono su un terreno solido formano aggregati visibili

    ad occhio nudo detti "colonie". La loro struttura cellulare, procedendo dallesterno,

    prevede: la parete cellulare, la membrana citoplasmatica, il citoplasma, la membrana

    nucleare che racchiude il nucleo e un filamento di DNA.

    La parete cellulare un involucro rigido che avvolge il corpo batterico. La sua componente

    fondamentale il peptidoglicano, una sostanza glicopeptidica costituita da catene

    polisaccaridiche composte da N-acetil-glicosamina e N-acetil-muramico interconnesse da

    ponti oligo-peptidici, con prevalenza diversa nei batteri Gram-negativi e in quelli Gram-

    positivi. La parete cellulare presente in tutte le specie batteriche ad esclusione dei

    micoplasmi, e manca di acido muramico nelle clamidie.

    La membrana citoplasmatica che avvolge il citoplasma presenta la tipica struttura

    trilamellare, e a differenza delle cellule eucariotiche manca degli steroidi. La sua funzione

    quella di regolare il passaggio dei prodotti del metabolismo batterico, di provvedere alla

    sintesi di alcuni componenti della parete e della capsula e di intervenire nei meccanismi di

    replicazione del batterio; inoltre, contiene alcuni enzimi respiratori.

    Il citoplasma e il materiale nucleare sono costituiti in gran parte da acqua, proteine, lipidi,

    carboidrati e minerali. Il citoplasma ha un alto contenuto di RNA organizzato per l80% in

    ribosomi (RNA ribosomiale), o per la restante quota in forma solubile (RNA solubile).

    Il materiale genico, o cromosoma batterico, una lunga catena di DNA. In alcune specie

    sono presenti frammenti di DNA extracromosomici e non indispensabili per la

    sopravvivenza del batterio. Sono definiti "episomi" quando possono anche alternare la loro

    posizione extra cromosomica, integrandosi con il DNA cromosomico, o "plasmidi" quando

    questa integrazione non possibile. Pi frequentemente questi frammenti

    extracromosomici codificano per caratteri di resistenza agli antibiotici e possono essere

    scambiati tra batteri della stessa specie, ma anche di specie diverse.

    La morfologia, la reazione alla colorazione di Gram, la tolleranza alla presenza di O2 e la

    motilit vengono utilizzati per distinguere i batteri, che sulla base di queste caratteristiche

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    e alcune prove di laboratorio vengono suddivisi in famiglia, genere e specie (ad esempio,

    famiglia Enterobatteriacee, genere Serratia, specie Serratia marcenscens).

    Le spirochete, i micoplasmi, le ricketsie e le clamidie sono batteri che hanno caratteristiche

    morfologiche strutturali e funzionali diverse da quelle dei batteri comuni.

    Le spirochete formano filamenti spiraliformi e flessibili, e le specie patogene comprendono

    tre diversi generi: Borrelia, Treponema, Leptospira.

    I micoplasmi mancano di parete cellulare, hanno steroidi nella membrana cellulare e

    dimensioni molto piccole, e crescono solo su terreni acellulari specifici.

    Le rickettsie sono piccoli cocco-bacilli pleiomorfi parassiti intracellulari obbligati, e quasi

    tutte richiedono un vettore per il mantenimento in natura e per il passaggio alluomo,

    perch perdono la vitalit nellambiente esterno.

    Le clamidie sono anch'esse parassiti intracellulari obbligatori, e nelle cellule ospiti

    producono tipiche inclusioni intra citoplasmatiche. Non dispongono di meccanismi

    energetici, e quindi dipendono dal macrorganismo per la sopravvivenza. Si identificano tre

    diverse specie patogene per luomo: Chlamydiae trachomatis, C. psittaci, C. pneumonae.

    I virus sono agenti filtrabili, sub cellulari e sub microscopici, che mancano di meccanismi

    energetici e biosintetici. La composizione dei virus non comparabile con quella dell