L’evoluzione della normativa antiriciclaggio - del 6.8.2008 recante modifiche al D. Lgs n. 231/207 L’evoluzione della normativa antiriciclaggio. 3 ... intenda dichiararlo

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    1991: Direttiva n.91/308/CEE (c.d. prima direttiva antiriciclaggio: obblighi di prevenzione solo in capo ad enti creditizi e finanziari);

    1991: D.L. 143/91, convertito con modificazioni dalla Legge n.197 del 5 luglio 1991 (c.d. Legge Antiriciclaggio), normativa di attuazione della prima direttiva;

    2001: Direttiva 2001/97/CE (c.d. seconda direttiva antiriciclaggio: esteso il campo di applicazione della Direttiva n.91/308 anche a soggetti non finanziari);

    2004: D.Lgs. 56/04, di attuazione della seconda direttiva (estensione della normativa nazionale anche a soggetti non finanziari);

    Levoluzione della normativa antiriciclaggio

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    2005: Direttiva n.2005/60/CE (c.d. terza direttiva antiriciclaggio: innova la disciplina della materia);

    2006: D.M. n.142 del 3 febbraio 2006 e provvedimento UIC del 24 febbraio 2006 (ulteriore attuazione della seconda direttiva);

    2007: D. Lgs. n.109 (parziale attuazione della terza direttiva: in particolare sono individuate le misure per prevenire, contrastare e reprimere il finanziamento del terrorismo);

    2007: D.Lgs. n.231 recante (completa) attuazione della terza direttiva in materia di prevenzione dellutilizzo del sistema finanziario a scopo di riciclaggio dei proventi di attivit criminose e di finanziamento del terrorismo

    2008: D.L. 112/2008 (art. 32), convertito in legge n.133 del 6.8.2008 recante modifiche al D. Lgs n. 231/207

    Levoluzione della normativa antiriciclaggio

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    Lo scopo della normativa antiriciclaggio

    Contrasto sia al riciclaggio di denaro proveniente da attivit criminose sia alla raccolta di beni o di denaro pulito a scopo di finanziamento del terrorismo

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    La condotta di riciclaggio prevista quale reato nel codice penale: l'articolo 648 bis lo inserisce fra i delitti contro il patrimonio.

    Tale articolo incrimina chiunque "fuori dai casi del concorso nel reato, sostituisce o trasferisce denaro, beni o altre utilit provenienti da delitto non colposo, ovvero compie in relazione ad essi operazioni, in modo da ostacolare l'identificazione della loro provenienza delittuosa". Tale condotta punita con la reclusione da quattro a dodici anni e con la multa da 1.032 a 15.493 Euro.

    Ai fini dell'integrazione della condotta criminosa quindi essenziale che il riciclatore:- sia estraneo al fatto illecito il cui frutto il denaro o il bene riciclato;- conosca la provenienza delittuosa di ci che sostituisce o trasferisce.

    Lo scopo della normativa antiriciclaggio

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    Nel d.lgs. 21 novembre 2007, n. 231 (art.2 ), ai soli fini dellaapplicazione delle disposizioni del decreto stesso, le seguenti azioni, se commesse intenzionalmente, costituiscono riciclaggio:

    a) la conversione o il trasferimento di beni, effettuati essendo aconoscenza che essi provengono da un'attivit criminosa o da unapartecipazione a tale attivit, allo scopo di occultare o dissimulare l'origine illecita dei beni medesimi o di aiutare chiunque sia coinvolto in tale attivit a sottrarsi alle conseguenze giuridiche delle proprie azioni;b) l'occultamento o la dissimulazione della reale natura, provenienza, ubicazione, disposizione, movimento, propriet dei beni o dei diritti sugli stessi, effettuati essendo a conoscenza che tali beni provengono da un'attivit criminosa o da una partecipazione a tale attivit;c) l'acquisto, la detenzione o l'utilizzazione di beni essendo a conoscenza, al momento della loro ricezione, che tali beni provengono da un'attivit criminosa o da una partecipazione a tale attivit;d) la partecipazione ad uno degli atti di cui alle lettere precedenti, l'associazione per commettere tale atto, il tentativo di perpetrarlo, il fatto di aiutare, istigare o consigliare qualcuno a commetterlo o il fatto di agevolarne l'esecuzione

    Lo scopo della normativa antiriciclaggio

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    Per finanziamento del terrorismo si intende:

    qualsiasi attivit diretta, con qualsiasi mezzo, alla raccolta,alla provvista, all'intermediazione, al deposito, alla custodia o all'erogazione di fondi o di risorse economiche, in qualunque modo realizzati, destinati ad essere, in tutto o in parte, utilizzati al fine di compiere uno o pi delitti con finalit diterrorismo o in ogni caso diretti a favorire il compimento di uno o pi delitti con finalit di terrorismo previsti dal codicepenale, e ci indipendentemente dall'effettivo utilizzo dei fondi e delle risorse economiche per la commissione dei delitti anzidetti (art. 1, comma 1, lett. a), del d.lgs. n. 109/2007).

    Lo scopo della normativa antiriciclaggio

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    Le misure dettate dal d. lgs n. 231/207 si fondano anche sulla collaborazione attiva da parte dei destinatari delle disposizioni, i quali devono adottare idonei e appropriati sistemi e procedure in materia di obblighi di adeguata verifica della clientela, di segnalazione delle operazioni sospette, di conservazione dei documenti, di controllo interno, di valutazione e di gestione del rischio, di garanzia dell'osservanza delle disposizioni pertinenti e di comunicazione per prevenire e impedire la realizzazione di operazioni di riciclaggio o di finanziamento del terrorismo.

    I destinatari della normativa devono adempiere gli obblighi previsti avendo riguardo alle informazioni possedute o acquisite nell'ambito della propria attivit istituzionale o professionale.

    Lo scopo della normativa antiriciclaggio

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    Lo scopo della normativa antiriciclaggio

    Variegato il catalogo degli obblighi e degli adempimenti posti dalla nuova normativa a carico dei destinatari del provvedimento.

    In termini generali, il decreto distingue tra:

    - obblighi di adeguata verifica della clientela (artt. 15-35 )

    - obblighi di registrazione (artt. 36 40)

    - obblighi di segnalazione ( artt. 41 48)

    - misure ulteriori, tra cui rilevano le limitazioni alluso del contante e dei titoli al portatore (art. 49) ed il divieto di conti e libretti di risparmio anonimi o con intestazione fittizia ( art. 50 )

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    I destinatari degli obblighi

    Banche

    Poste Italiane S.p.A.

    Istituti di moneta elettronica (IMEL)

    Semplificata verifica, non soggetti a registrazione, esentati dagli obblighi di intrasferibilit previsti

    dallart. 49

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    Societ di Intermediazione Mobiliare (SIM)

    Societ di gestione del risparmio

    Societ di Investimento a Capitale Variabile (SICAV)

    Imprese di Assicurazione Ramo Vita

    Agenti di Cambio

    Societ che svolgono Servizio di Riscossione Tributi

    Intermediari Finanziari iscritti nellelenco speciale previsto dallart. 107 TUB

    Intermediari Finanziari iscritti nellelenco speciale previsto dallart. 106 TUB

    Succursali italiane dei soggetti indicati alle lettere precedenti aventi sede in uno stato estero nonch

    le succursali italiane delle societ di gestione del risparmio armonizzate e delle imprese di

    investimento

    Soggetti operanti nel settore finanziario iscritti nelle sezioni dellelenco generale previste dallart.

    155, comma 4 (consorzi di garanzia collettiva fidi) e 5 (soggetti che esercitano professionalmente

    attivit di cambiavalute), TUB

    Cassa Depositi e Prestiti

    Altri soggetti indicati dallart. 25 co. 1 lett. b) e c)

    Pubblica Amministrazioni

    Semplificata verifica, non soggetti a

    registrazione

    I destinatari degli obblighi

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    Societ Fiduciarie

    Promotori finanziari

    Intermediari assicurativi di cui allart. 109 comma 2 lett. a) e b) del CAP che operano nei rami di cui al comma 1 lett. g). Agenti assicurazione vita plurimandatari; mediatori; broker

    Mediatori creditizi iscritti allalbo ex art. 16 L. 108/96. es. money transfer iscritti in apposito elenco

    Agenti in attivit finanziaria iscritti allelenco di cui al D.Lgs.374/99

    Intermediari assicurativi ramo danni

    Soggetti ad adeguata verifica e

    a registrazione

    I destinatari degli obblighi

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    I destinatari degli obblighi

    La normativa antiriciclaggio si applica, inoltre, a:

    Professionisti;

    Revisori contabili;

    Altri soggetti esercenti attivit di:

    a) recupero di crediti per conto terzi;

    b) custodia e trasporto di denaro contante e di titoli o valori,

    c) gestione di case da gioco;

    d) offerta, attraverso la rete internet e altre reti telematiche o di telecomunicazione, di giochi, scommesse o concorsi pronostici con vincite in denaro;

    e) agenzia di affari in mediazione immobiliare.

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    Il principio di identificazione della clientela

    Il d.lgs. n. 231/2007 introduce nuovi principi di identificazione della clientela: l adeguata verifica della clientela svolta in maniera semplificata o rafforzata

    Lesercizio della dovuta diligenza per conoscere in maniera approfondita la propria clientela costituisce un fattore rilevante, in assenza del quale le banche possono esporsi a rischi di reputazione, operativi, legali, di concentrazione, e incorrere conseguentemente in costi finanziari notevoli. Lapplicazione di corrette procedure KYC ( know-your-client ) elemento cruciale di unefficace gestione dei rischi bancari. Le salvaguardie in questo ambito non concernono soltanto la apertura dei conti ela tenuta della documentazione, ma implicano anche la formulazione di una politica per laccettazione della clientela e di un programma articolato per la sua identificazione, che preveda una pi scrupolosa diligenza nei riguardi dei conti a maggiore rischio, nonch il loro monitoraggio attivo al fine di rilevare eventuali attivit sospette (Comitato di Basilea di vigilanza bancaria )

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    Il principio di identificazione della clientela

    a) quando instauran