correttivo antiriciclaggio docCNDCEC esplicativa (1).pdf¢  Nota esplicativa Antiriciclaggio: d.lgs

  • View
    1

  • Download
    0

Embed Size (px)

Text of correttivo antiriciclaggio docCNDCEC esplicativa (1).pdf¢  Nota esplicativa...

  • Nota esplicativa

    Antiriciclaggio:

    d.lgs. 25 settembre 2009, n. 151 (Disposizioni integrative e correttive del

    decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231)

    11 NOVEMBRE 2009

  • 2

    A cura del Gruppo di lavoro “ANTIRICICLAGGIO-DECRETO CORRETTIVO”

    Coordinatore

    Enricomaria Guerra

    Componenti

    Lucia Starola

    Annalisa De Vivo

    Susanna Ciriello

    Teresa Aragno

    Gian Gaetano Bellavia

    Raffaele D'Arienzo

    Manuela Della Picca

    Antonio Minervini

    Mandato 2008-2012

    Area di delega Antiriciclaggio Consigliere Delegato Enricomaria Guerra Consiglieri Co-Delegati Massimo Mellacina e Giulia Pusterla

  • 3

    INDICE

    1. Premessa p. 5

    2. Le definizioni p. 6

    2.1. Operazioni frazionate e operazioni collegate p. 6

    2.2. Prestazione professionale p. 8

    2.3. Titolare effettivo p. 9

    2.4. Definizione di riciclaggio p. 9

    3. I destinatari della disciplina p. 10

    3.1. Altri soggetti p. 10

    3.2. Organi di controllo p. 11

    4. Le attività escluse p. 12

    4.1. Redazione e/o trasmissione di dichiarazioni derivanti da obblighi fiscali p. 12

    4.2. Adempimenti in materia di amministrazione del personale p. 12

    5. Gli obblighi di adeguata verifica della clientela p. 13

    5.1. Revisori contabili p. 13

    5.2. Modalità di adempimento p. 14

    5.3. Tempistica p. 14

    5.4. Obbligo di astensione p. 15

    5.5. Esecuzione da parte di terzi p. 16

    6. Gli obblighi di registrazione e conservazione dei dati p. 17

    6.1. Registrazione dei dati del titolare effettivo p. 17

    6.2. Termini per la registrazione p. 17

    6.3. Modalità di registrazione p. 19

    7. Gli obblighi di segnalazione delle operazioni sospette p. 19

    7.1. Contenuto delle segnalazioni p. 19

    7.2. Tutela della riservatezza p. 20

    7.3. Divieto di comunicazione p. 22

    8. Le limitazioni all’uso del contante e dei titoli al portatore p. 22

  • 4

    9. Le modifiche per gli Ordini professionali p. 24

    9.1. Scambio di informazioni p. 24

    9.2. Registrazione e conservazione dei dati p. 25

    9.3. Controllo sui revisori contabili p. 25

    9.4. Formazione del personale p. 26

    ALLEGATI

    D.Lgs. 21 novembre 2007, n. 231 (testo coordinato con il d.lgs. 25 settembre 2009, n. 151)

  • 5

    1. Premessa

    È stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 256 dello scorso 3 novembre (ed è in vigore dal 4

    novembre) il d.lgs. 25 settembre 2009, n. 151, recante disposizioni integrative e correttive del

    d.lgs. 21 novembre 2007, n. 231.

    Alla bozza di decreto, approvata in prima lettura il 26 giugno, sono state apportate alcune

    modificazioni. Infatti, il Consiglio dei Ministri ha recepito solo in parte le numerose osservazioni

    contenute nei pareri delle Commissioni parlamentari1, osservazioni che erano sostanzialmente in

    linea con alcune delle richieste formulate dal Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli

    Esperti Contabili.

    Nella Relazione di accompagnamento al decreto si legge che le modifiche scaturiscono dall’analisi

    della prima fase di applicazione delle disposizioni di cui al d.lgs. n. 231/2007, nonché dalle richieste

    di rettifica avanzate da parte delle autorità coinvolte e dai destinatari degli obblighi contenuti nel

    citato decreto.

    Tuttavia, se nell’intento del legislatore gli interventi correttivi di seguito analizzati erano finalizzati

    “a migliorare il sistema di prevenzione, ad eliminare alcune difficoltà applicative e a chiarire alcuni

    dubbi interpretativi”, di fatto le modifiche apportate alla disciplina antiriciclaggio non risolvono i

    numerosi problemi dei professionisti e degli Ordini Professionali, entrambi coinvolti attivamente

    nel sistema di prevenzione dei fenomeni di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo.

    In particolare, con riferimento alla categoria dei dottori commercialisti e degli esperti contabili, il

    CNDCEC aveva formulato una serie di osservazioni, contenute nel documento "Schema di decreto

    legislativo recante modifiche ed integrazioni al decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231, di

    attuazione della direttiva 2005/60/CE concernente la prevenzione dell’utilizzo del sistema

    finanziario a scopo di riciclaggio dei proventi di attività criminose e di finanziamento del terrorismo

    nonché della direttiva 2006/70/CE che ne reca misure di esecuzione, approvato dal Consiglio dei

    ministri il 26 giugno 2009 - Osservazioni“ 2, sottoposto all’attenzione prima del Ministero

    dell’economia e delle finanze e, successivamente, delle Commissioni riunite Giustizia e Finanze nel

    mese di luglio del 2009.

    1 Il parere emesso dalle Commissioni riunite Giustizia e Finanze della Camera il 29 luglio 2009 è disponibile al seguente

    link: http://nuovo.camera.it/453?bollet=_dati/leg16/lavori/bollet/200907/0729/html/0206. 2 Il documento è disponibile sul sito del Consiglio Nazionale www.cndcec.it nella sezione “Studi e ricerche –

    Commissioni / Antiriciclaggio”.

  • 6

    Si era, infatti, ritenuto che l’emanazione del suddetto provvedimento rappresentasse un’utile

    occasione per recepire le indicazioni provenienti dal legislatore comunitario in modo

    maggiormente coerente rispetto al contesto professionale di applicazione.

    Solo alcune delle suddette istanze sono state accolte.

    Ne consegue che, sotto il profilo applicativo, gli obblighi posti a carico dei professionisti e degli

    Ordini Professionali non risultano semplificati in modo significativo.

    Nel prosieguo saranno riepilogate le modifiche di maggiore interesse per i professionisti

    destinatari del d.lgs. n. 231/2007.

    2. Le definizioni

    2.1. Operazioni frazionate e operazioni collegate

    In relazione alla definizione di operazione “frazionata”, contenuta nell’art. 1, comma 2, lett. m) del

    d.lgs. 231/2007, il CNDCEC aveva osservato come detta definizione e, soprattutto, la sussistenza

    della medesima “quando ricorrano elementi per ritenerla tale”, generasse non pochi problemi in

    sede applicativa. Sulla base delle indicazioni offerte dal legislatore, risulta infatti ardua

    l’individuazione delle ipotesi in cui un’operazione possa essere considerata frazionata. Ecco perché

    il CNDCEC aveva richiesto:

    i) che la definizione di prestazione professionale fosse modificata in modo tale da

    essere completamente esaustiva in merito alle fattispecie che danno luogo

    all’insorgere degli obblighi antiriciclaggio;

    ii) che da tale definizione emergesse con chiarezza che alla nozione di prestazione è

    sottesa quella di operazione “finalizzata a un obiettivo di natura finanziaria o

    patrimoniale modificativo della situazione giuridica esistente”, così come risultante

    dalla lett. l) dello stesso comma 2 dell’art. 1.

    Al fine di precisare il concetto di “frazionamento”, si proponeva poi di specificare che non devono

    ritenersi frazionati i singoli trasferimenti di denaro contante o libretti di deposito bancari o postali

    al portatore o di titoli al portatore in euro o in valuta estera, inferiori alla soglia massima

    consentita, che sebbene riconducibili alla medesima operazione, avvengono in tempi diversi,

    qualora il frazionamento non sia manifestamente effettuato per eludere le disposizioni sulla

    limitazione all’uso del denaro contante e dei titoli al portatore.

  • 7

    La richiesta del CNDCEC non è stata accolta. Il legislatore del correttivo ha invece ritenuto

    opportuno intervenire sul concetto di operazione “collegata”, ritenendolo ridondante rispetto alla

    fattispecie dell’operazione frazionata, che già da tempo ha trovato collocazione anche nelle norme

    vigenti nel settore bancario e dell’intermediazione finanziaria . Per tale motivo il decreto correttivo

    ha soppresso la lettera n) del secondo comma dell’art. 1, che ne conteneva la definizione . È

    appena il caso di ricordare che la norma soppressa definiva “collegate” le operazioni che, pur non

    costituendo esecuzione di un medesimo contratto, sono tra loro connesse per il soggetto che le

    esegue, l’oggetto o per lo scopo cui sono dirette.

    Di conseguenza, si è resa necessaria la modifica anche di quelle norme del d.lgs. n. 231/2007 che

    facevano riferimento alle operazioni “collegate”: in primis gli artt. 15, 16 e 17, in tema di obblighi

    di adeguata verifica della clientela.

    In particolare all’art. 16, relativo all’adeguata verifica della clientela da parte dei professionisti e

    dei revisori contabili, il nuovo testo della lettera b) del primo comma dispone che questi ultimi

    debbano adempiere il relativo obbligo ogni qualvolta eseguono prestazioni professionali

    occasionali che comportino la trasmissione o la moviment