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TESTI: F. Benente, N. Campana, F. Figone, R. Maggi, G. Martino, M. Pearce FOTO e DISEGNI: ©Archivi Soprintendenza per i Beni Archeologici della Liguria, Università degli Studi di Genova – DAFIST Istituto Internazionale di Studi Liguri. Sez. Tigullia, Centro Studi Sotterranei di Genova, F. Figone e InkLink Firenze Vetrine “touch” Grafica: Daniela Cominale Rete dei musei e delle aree archeologiche della Liguria Réseau des musées et des sites archéologiques de la Ligurie

Accessit - Polo Archeominerario di Castiglione Chiavarese

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  • testi: F. Benente, N. campana, F. Figone, R. Maggi, G. Martino, M. PearceFOtO e DiseGNi: Archivi soprintendenza per i Beni Archeologici della Liguria, Universit degli studi di Genova DAFist istituto internazionale di studi Liguri.sez. tigullia, centro studi sotterranei di Genova, F. Figone e inkLink Firenze

    Vetrine touch

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    Rete dei musei e delle aree archeologiche della LiguriaRseau des muses et des sites archologiques de la Ligurie

  • POLO ARCHEOMINERARIO DI CASTIGLIONE CHAVARESE

    Masso, Castiglione Chavarese (GE)

    La Cooperazione al cuoredel Mediterraneo

    La Coopration au coeurde la Mditerrane

    Rete dei musei e delle aree archeologiche della LiguriaRseau des muses et des sites archologiques de la Ligurie

    SOPRINTENDENZA PER I BENI ARCHEOLOGICI DELLA LIGURIA

  • Progetto Accessit

    itinerari del patrimonio accessibile

    sopra - Documenti relativi allo sfruttamento minerario recente La frazione di Masso che ospita il polo Archeominerario (foto aerea NtPc dei cc di Genova)

    Savona

    La Spezia

    Imperia

    Genova

    Castiglione

  • Progetto Accessit

    itinerari del patrimonio accessibile

    POLO ARCHEOMINERARIO DI CASTIGLIONE CHIAVARESE (MuCast)

    (Sistema Museale di Sestri Levante

    e di Castiglione Chiavarese)

    Via Mazzini 20, Loc. Masso (Castiglione Chiavarese)

    tel. + 39 0185469139 (Museo);

    +39 0185408016 (Comune)

    fax. +39 0185408522 (Comune)

    ORARI E MODALIT DI VISITA Da maggio a settembre: sabato e domenica

    dalle 10.00 alle 13.000 e dalle 14.00 alle 19.00

    Da ottobre ad aprile: sabato e domenica

    dalle 10.00 alle 15.00

    Ulteriori aperture saranno assicurate su prenotazione.

    Per gruppi e scolaresche, che non devono superare le 30

    unit, necessaria la prenotazione.

    Ingresso a pagamento

    e-mail: [email protected]

    sito web: www.mucast.it

    COME RAGGIUNGERCIA circa 15 minuti in auto dal casello autostradale di Sestri

    Levante (A12), seguendo la SP523 in direzione Casarza

    Ligure e Castiglione Chiavarese. Raggiunta la Localit

    Battilana, proseguire sulla SP60 per Masso. Servizio au-

    tobus di linea ATP (Linea: Casarza Ligure Masso).

    DIRETTORE Fabrizio Benente

    ACCOGLIENZA E ACCESSIBILIT laccoglienza assicurata dal personale addetto alla vigilanza; il Museo

    dotato di dispositivi per facilitare laccessibilit ai disabili.

    SERVIZIO EDUCATIVO DI MASSOIl servizio educativo del Polo Archeominerario di Masso

    pu avvalersi della presenza di supporti specifici pensati

    in particolar modo per il pubblico scolastico e per i giova-

    ni. Nella sala espositiva, posta a piano terreno presente

    un dispositivo didattico multimediale Scava e Impara,

    collegato ad un diorama in scala reale che riproduce par-

    te di una delle trincee di estrazione preistorica.

    Il visitatore pu interagire con la postazione in modo da

    conoscere la funzione dei materiali e dei reperti portati

    alla luce dagli scavi archeologici.

    Una grande vetrina touch, collegata ad un totem dotato

    di monitor, consente di attivare brevi spiegazioni a video.

    La Sala Conferenze al 1 piano offre spazi per attivit

    didattiche e di laboratorio. , inoltre, possibile prendere

    visione di un documentario dedicato alle antiche attivi-

    t estrattive e alla metallurgia del rame. Nella Galleria

    XX Settembre della miniera ottocentesca, visitabile per

    un tratto di oltre 100 m, sono presenti postazioni didatti-

    che sonorizzate che consentono una piena comprensio-

    ne della miniera, della vita dei minatori e delle attivit di

    coltivazione ed estrazione del minerale.

    IL MUSEO DI MASSOIl Museo, inaugurato il 28 settembre 2013, si inserisce

    nellambito di un Sistema Museale, di cui laltro polo

    il Museo Archeologico e della citt di Sestri Levante

    (MuSeL).

    I due poli del Sistema, insieme al Museo Archeologico

    di Chiavari, si integrano narrando la storia del pi anti-

    co popolamento del Tigullio. Nel Polo Archeominerario

    di Castiglione Chiavarese viene affrontato il tema dellar-

    cheologia mineraria in relazione alle rilevanti scoperte

    effettuate nel comprensorio e risalenti allEt del Rame

    (a partire dal 3600 a.C.), con particolare attenzione alla

    pi antica miniera di rame ad oggi conosciuta in Europa

    occidentale, quella di Monte Loreto (Masso, Castiglione

    Chiavarese), che si trova a poche centinaia di metri dalla

    sede museale e che in parte allestita per la visita e a

    quella, ugualmente antichissima di Libiola, nel comune di

    Sestri Levante.

  • Progetto Accessit

    itinerari del patrimonio accessibile

    Monte Loreto, indagini nella trincea preistorica

    Il Museo si sviluppa in percorsi sul territorio, che raggiun-

    gono le aree di coltivazioni e di lavorazioni preistoriche e

    det moderna. La sede ledificio ex scuola elementa-

    re di Masso, ristrutturato in funzione della destinazione

    museale. Al piano terreno la sezione espositiva dove

    vengono presentati i reperti che costituiscono lo stimolo

    per proporre la storia estrattiva nel territorio del Tigullio a

    partire dai suoi esordi. Al primo piano vi unampia sala

    conferenze, dove si pu fruire di un documentario che ap-

    profondisce le tematiche toccate dal percorso espositivo.

    Al secondo piano delledificio ubicata la foresteria, di

    cui potranno avvalersi i ricercatori che lavoreranno sul

    territorio. Nellottica del prosieguo della indagini archeo-

    logiche, il Museo stato dotato anche di un laboratorio e

    di uno spazio per il deposito.

    ARTURO ISSEL Il visitatore accolto e invitato alla visita dallologramma

    di Arturo Issel, protagonista di primo piano della ricerca

    archeologica tra la fine dell800 e gli inizi del 900 anche

    nel Tigullio. Si deve soprattutto a lui la riscoperta delle

    miniere preistoriche di Monte Loreto e di Libiola: grazie

    ai rapporti delle sue visite in quei siti che si sono potute

    riconoscere le testimonianze archeologiche oggi valoriz-

    zate nellambito di questo polo archeominerario.

    Nei suoi scritti, pubblicati nella seconda met del XIX

    secolo, Issel raccontava che i minatori, che allora lavo-

    ravano a Libiola, ebbero modo di riscontrare che alcune

    vene di minerale erano gi state asportate e di ritrovare in

    quegli antichi cunicoli svuotati anche alcuni attrezzi. Dei

    manufatti che Issel descrisse giunto fino a noi solo un

    manico di piccone. La datazione radiocarbonica collo-

    ca il suo utilizzo in un periodo compreso tra il 3500 e il

    3100 a.C. Nellarea di Monte Loreto, lautore osserv

    come la parte superficiale di parecchi filoni, tra i pi

    ricchi, fu anticamente usufruttata per mezzo di trincee

    verticali, profonde 20 o 30 metri e larghe quanto basta

    perch vi fosse compresa lintera incassatura del filone.

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    itinerari del patrimonio accessibile

    Ricostruzione ipotetica dellattivit mineraria a Monte Loreto nellet del Rame

    Ricostruzione ipotetica del lavoro nella miniera dellet del Rame di Libiola

    Nel corso di alcuni sopralluoghi effettuati nel 1995 stata evidenziata la presenza di alcune fenditure che si ipotiz-zato potessero essere quelle descritte da Issel.

    LE RICERCHE Alla luce di ci, nel 1996, stato avviato un progetto di ricerca condotto dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici della Liguria in collaborazione con le Univer-sit di Nottingham e di Genova e con il supporto del Cen-tro Studi Sotterranei di Genova. Lesito stato la scoperta del pi antico sito minerario per lestrazione del minerale di rame conosciuto in Europa occidentale, in attivit a par-tire almeno dal 3700 a.C. Nel frattempo la prosecuzione

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    itinerari del patrimonio accessibile

    installazione didattica multimediale Ologramma di Arturo issel

    itinerari del patrimonio accessibile

    delle ricerche di superficie ha portato allindividuazione, presso la sommit della collina, di vaste aree di disper-sione di manufatti riconosciuti come mazzuoli funzionali alle attivit estrattive. Questi erano realizzati utilizzando rocce accuratamente selezionate come basalto, dolerite, diorite e arenaria, tutte recuperabili a non molta distan-za dal sito e scelte per la loro resistenza agli urti ripetuti. Quasi tutti i mazzuoli presentano una solcatura mediana o sono provvisti di tacche laterali per favorirne limmani-catura, che avveniva per legatura a un manico di legno. MONTE LORETO: LA COLTIVAZIONE DEI FILONIIl rame presente, nei giacimenti minerari del bacino di Sestri Levante, principalmente nelle sue forme composte, in particolare come solfuri (la calcopirite), ossidi (la cupri-te) o carbonati (la malachite e lazzurrite) e, pi raramente, allo stato cosiddetto nativo. La giacitura dei minerali di rame ha comportato in epoca preistorica differenti stra-tegie di estrazione. Ci ben evidente a Monte Loreto, dove i minerali erano presenti sia concentrati in filoni sia in mineralizzazioni diffuse, come una sorta di sabbia compatta strettamente connessa alla roccia incassante.

    Laddove il minerale era concentrato in filoni o in vene stato possibile estrarlo senza dover demolire grossi quantitativi di roccia incassante. In corrispondenza del contatto tra i basalti a pillow e le serpentiniti, i filoni sono stati svuotati per mezzo di trincee. Che si tratti di filoni di minerale svuotati indicato, oltre che dalla loro forma, anche dal fatto che sulle pareti interne si conservano i re-sidui dei minerali di rame che vi erano contenuti. Lo scavo archeologico in una di queste trincee, che ha potuto spin-gersi solo fino alla profondit di circa 5 metri, ben lontano dai 20-30 osservati da Issel, ha permesso il rinvenimento di diversi mazzuoli litici, frammenti ceramici e livelli ricchi di carboni e minerali. Labbondanza di carboni di legna e la superficie liscia delle pareti suggeriscono luso del fuoco come tecnica di coltivazione mineraria, il cosiddet-to firesetting, che sfrutta la differenza fra i coefficienti di espansione della roccia incassante, della ganga e del minerale, per indebolire la roccia, provocare distacchi e facilitare cos lestrazione. Un sondaggio realizzato in unaltra fenditura, intercettata ed esposta dalle attivit di scavo ottocentesche, mostra che essa stata riempita con il materiale di risulta della coltivazione.

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    itinerari del patrimonio accessibile

    La miniera di Libiola nei pressi del Pozzo Brown, dove sono stati indiziati gli antichi cunicoli di cui parla issel

    Monte Loreto una delle fenditure forse gi descritte da issel

    itinerari del patrimonio accessibile

    MONTE LORETO: LA DISCARICA E LA PRIMA LAVORAZIONE DEL MINERALE Presso la sommit della collina le indagini archeologiche hanno portato alla luce consistenti discariche di roccia non mineralizzata, che indicano come le attivit estratti-ve abbiano implicato la demolizione di consistenti quan-titativi di roccia. I minatori preistorici, in questa parte del giacimento, hanno sfruttato una mineralizzazione in cui il minerale era strettamente connesso alla roccia incas-sante. Una mineralizzazione di questo tipo stata colti-vata, ad esempio, allinterno di una trincea; e in altre, ben pi ampie e profonde, presenti nellarea. Il lavoro nel sito procedeva quindi attraverso successive fasi di selezione del minerale. Queste operazioni, dette di arricchimento, come quelle di estrazione, erano effettuate utilizzando i mazzuoli; forse sono gli stessi che erano stati adoperati per lestrazione quando, ormai consumati, erano divenuti inutilizzabili per quellattivit. La fase terminale del pro-cesso di arricchimento, quella in cui il materiale veniva portato a una dimensione minutissima, quasi di sabbia fine, era realizzata per sfregamento del minerale su una macina, con un macinello.Lesito archeologico di tutte queste attivit sono dei li-

    velli costituiti da materiali di dimensioni minute, con un elevatissimo contenuto di minerali, soprattutto di ferro e di rame. Oggi si presentano, a causa dei processi chi-mici innescati dalla presenza dei minerali, come crostoni compatti al cui interno sono intrappolate le impronte delle foglie e dei rametti, che erano forse parte dei fasci di ve-getali con cui erano accesi i fuochi per lavorare il minerale e anche, forse, di specifiche attrezzature.Negli spazi di lavoro impiantati su questi piani, oltre a bu-che di palo, allineamenti di pietre e impronte in negativo di strutture di forma quadrangolare, possibili cassoni, sono state portate in luce anche aree caratterizzate da diffuse

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    itinerari del patrimonio accessibile

    Mazzuoli di Monte Loreto Le aree prive di vegetazione sono grosso modo corrispondenti allarea delle coltivazioni minerarie preistoriche (foto aerea NtPc dei cc di Genova)

    evidenze di utilizzo del fuoco, la cui funzione non stata ancora chiaramente identificata. In parte queste sono i residui dellestrazione realizzata con la tecnica del fire-setting, mentre altre suggeriscono che il fuoco sia sta-to utilizzato nelle operazioni di arricchimento ed anche nellarrostimento. Infatti, mentre gli ossidi e i carbonati possono essere trasformati direttamente in metallo, i solfuri, che costituiscono il minerale pi diffuso a Monte Loreto, necessitano di un processo preliminare con il fuo-co per fare evaporare lo zolfo. A Monte Loreto non sono emerse chiare testimonianze del processo di riduzione,

    quello che conduceva allottenimento del rame: mancano, infatti, tutti quei manufatti che ne sono indizio, scorie, re-sti di crogioli e ugelli. Ci conferma quanto emerso dallanalisi di altri contesti

    archeominerari coevi. In prossimit delle miniere si estra-eva il minerale di rame, mentre la trasformazione del mi-nerale in metallo avveniva altrove ed era appannaggio dei metallurghi.

    LE FASI DI SFRUTTAMENTO MINERARIODET BIZANTINANel corso delle prime campagne di scavo condotte nel-la miniera preistorica di Monte Loreto, una delle aree di indagine ha restituito tracce di una frequentazione di et bizantina (VI-VII secolo d.C.). Larea localizzata su un pianoro non distante dalla sommit di Monte Loreto. I re-perti rinvenuti hanno permesso di datare una fase di sfrut-tamento minerario al VI-VII secolo d.C. Le superfici di fre-quentazione det bizantina si sovrappongono alle aree di coltivazione e discarica dellEt del Rame. Lo scavo ha interessato una superficie limitata (50 m2), ma si pu ipo-tizzare una maggiore estensione delle attivit di lavora-zione anche durante let tardo antica. La zona indagata conserva tracce di metallurgia estrattiva, ossia un insie-me di attivit volte a ridurre i minerali di rame e di ferro in metallo pi o meno puro. Non ci sono tracce di attivit pi complesse, che probabilmente venivano svolte altrove. Alcuni allineamenti di pietre disposte a secco avevano la

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    itinerari del patrimonio accessibile

    Linterno di una delle trincee: sono ben visibili i minerali di rame,di colore azzurro

    funzione di muri di contenimento o di delimitazione dello spazio di lavoro. Le superfici di calpestio erano ricche di frustoli di carboni, con presenza di scorie metalliche e reperti ceramici rotti in posto. Pi difficile inquadrare con precisione la tipologia delle attivit metallurgiche svolte sul sito. Ad esse sono riconducibili due strutture di for-ma circolare in pietre e argilla combusta e una struttura a pianta circolare, con un piano in laterizi che stato sot-toposto ad una forte azione termica. Si tratta di strutture collegabili ad una prima lavorazione del minerale, tramite lutilizzo del fuoco e del carbone di legna (attivit di arro-stimento, riduzione, fucinatura, ecc.).I reperti rinvenuti sono ben documentati anche da altri contesti liguri det bizantina: tra questi i frammenti di un anfora cilindrica di piccole dimensioni, probabilmente uti-lizzata a Monte Loreto come contenitore per il trasporto e la conservazione dellacqua. Due recipienti in pietra ol-lare, prodotti nellarea alpina nord occidentale, sono stati utilizzati direttamente sul fuoco ed esposti a temperature anche piuttosto alte, come testimoniato dalle iridescenze color bronzo presenti sulle superfici esterne. La produzio-ne locale di ceramica testimoniata da olle caratteriz-zate da impasti grezzi a gabbri, compatibili con le argille della Val Gromolo e della Val Petronio. A queste tipologie sono affiancate ceramiche comuni depurate, ma manca totalmente il vasellame da mensa di produzione africana. Questa assenza giustificata dalla particolare natura del contesto: unarea sub sommitale dove avvenivano attivit di estrazione e attivit metallurgiche e dove predominava lesigenza di disporre di oggetti atti alla conservazione dellacqua o - al limite - alla cottura o al semplice riscal-damento dei cibi.Come spiegare levidenza di una frequentazione det bi-zantina delle miniere di Monte Loreto? E probabile che tra VI e VII secolo, in un periodo in cui i commerci e gli scambi erano messi in difficolt dalla pressione militare esercitata dai Longobardi sui centri del litorale maritti-mo ligure, siano state avviate attivit di ricerca di risor-

    se minerarie locali, proprio per soddisfare il fabbisogno

    di materie prime. Il sito di Monte Loreto, per la presenza

    di mineralizzazioni di rame e ferro, si mostrava del tutto

    adatto ad un nuovo sfruttamento, proprio partendo dal-

    le discariche e dalle evidenti tracce lasciate dalle attivit

    pi antiche. La presenza di un approdo a Sestri Levante

    (menzionato negli itinerari marittimi della tarda antichit),

    il collegamento con Castiglione (castellionem) e con la

    via di Pietra Colice (entrambi documentati da fonti scritte

    della fine dellVIII secolo), sono indizi utili ad inquadrare lo

    sfruttamento minerario di Monte Loreto - e probabilmente

    della vicina miniera di Libiola - nel contesto della Liguria

    orientale dEt bizantina e longobarda. Future ricerche

    potranno portare nuovi dati a questa ipotesi.

    LATTIVIT MINERARIA TRA XIX E INIZI XX SECOLOAlla fine del XV secolo sono menzionate attivit di ricerca

    mineraria nella Podesteria di Castiglione, tuttavia la do-

    cumentazione darchivio non ha ancora restituito notizie

    certe sullo sviluppo di attivit estrattive a Monte Loreto

    prima della met del XIX secolo.

  • Progetto Accessit

    itinerari del patrimonio accessibile

    il pozzo preistorico Sopra - Disegno ricostruttivo del firesettingLa trincea preistorica intercettata dalla galleria ottocentesca

    Nel 1799, il nuovo governo della Repubblica Democra-

    tica Ligure sottopone un questionario alle municipalit

    appena istituite o ai titolari delle parrocchie. Scopo dellin-

    chiesta era quello di raccogliere dati per una migliore

    conoscenza del territorio e per studiarne le potenzialit

    produttive. Le risposte raccolte a Masso descrivono una

    comunit, prevalentemente contadina, sottolineando che

    non cerano - a quella data - tracce o memoria di attivit

    di tipo minerario. Da un piccolo volume di Notizie Storiche

    intorno al Santuario di N.S. di Loreto, edito nel 1869, si

    ricava che dal 1855 i signori Luigi Masi, romano, Paolo

    Vannoni, di Toscana e il ligure Carlo Brochi apersero

    nel monte che base al Santuario fori, gallerie e vie sot-

    terranee, cave e miniere per estrarre rame, oro ed altri

    metalli dalle viscere del monte. Lavvio dellattivit estrat-

    tiva ha sicuramente comportato larrivo di maestranze e

    cambiamenti nelleconomia locale, infatti vi si lavora di

    forza da paesani e da molti forastieri toscani, piemontesi,

    lombardi, veneziani, tirolesi.

    Una prima fonte certa datata al mese di luglio del 1857.

    Si tratta di un decreto di concessione mineraria a favore

    di Luigi Masi, abitante in Genova e di Carlo Brocchi, resi-

  • Progetto Accessit

    itinerari del patrimonio accessibile

    Momenti delle ricerche archeologiche a Monte Loreto strutture metallurgiche di et bizantina

    dente a Nervi. Due anni dopo, nel mese di luglio del 1859,

    la Giudicatura Mandamentale di Sestri Levante riassegna

    la concessione a Candido Augusto Vecchi.

    Nel decennio successivo, probabilmente con la morte di

    Vecchi, si attuano modifiche degli assetti societari e ge-

    stionali. In un atto notarile del 9 febbraio del 1872 com-

    paiono come proprietari della miniera Vittorio e Leonello

    Vecchi, figli del fu Candido Augusto, associati a Felice

    Levi, fu Salomone. Con questo atto la miniera detta di

    Monte Loreto, situata nel territorio di Masso viene cedu-

    ta alla Monte Loreto Gold and Copper Mining Company

    Limited, con sede a Londra.

    Nel settembre del 1889, Angelo Perrone, capo minatore e

    custode della miniera Monte Loreto, autorizzato dal Co-

    mune di Castiglione a tenere nel casotto appositamente

    costrutto 200 chilogrammi di polvere pirica, 50 di dinami-

    te e una proporzionata quantit di capsule e miccia. In

    quegli anni, la miniera di Monte Loreto presenta due aree

    di lavoro principali, una situata lungo il torrente Acqua-

    fredda, laltra ubicata a Masso, dove le masse di minerale

    di rame sono state individuate a nord del paese.

    Arturo Issel testimonia una produzione annua di 250 ton-

    nellate di minerale, cresciuta in seguito ai lavori di ricerca

    condotti proprio nella Valle dellAcquafredda. Parlando

    dellattivit estrattiva nelle gallerie Marsala e Genova, Is-

    sel menziona il ritrovamento di una terra rossa, conte-

    nente oro commisto a calcopirite e a detriti serpentinosi,

    citando - inoltre - il rinvenimento di una masserella auri-

    fera del peso di 800 grammi. Nellultimo decennio del XIX

    secolo, la miniera di Monte Loreto passa allimprenditore

    Lorenzo Gardella, poi direttore e amministratore della So-

    ciet Ligure Ramifera, con sede a Bargonasco (Casarza

    Ligure). Diverse trascrizioni catastali del periodo 1900-

    1908 testimoniano acquisizioni di lotti di terra ubicati nella

    zona mineraria realizzate dallo stesso Gardella o registra-

    te a nome della Societ Ligure Ramifera. Nel periodo im-

    mediatamente successivo alla morte di Gardella (1908),

    la miniera cessa completamente la sua attivit. Nel 1942,

    la Manganesifera Italiana S.A. ottiene un nuovo permes-

    so di ricerca e avvia lavori di esplorazione, riaprendo i

    vecchi luoghi destrazione. Nel 1968, la concessione di

    ricerca passa nelle mani del gruppo Motosi di La Spezia,

    che ha avuto il controllo della miniera fino al 1975, senza

    che vi sia stata uneffettiva ripresa dellattivit.

  • Progetto Accessit

    itinerari del patrimonio accessibile

    structures qui servaient un premier travail sur le mtal, grce au feu et du charbon de bois (activit de cuisson, de rduction, forgeage, etc.). Les vestiges trouvs sinscrivent dans un contexte ligure dpoque byzantine bien document, parmi ceux-ci, des fragments dune amphore cylindrique de petites dimensions, probablement utilise Monte Loreto comme rcipient pour le transport et la conservation de leau. Deux rcipients de statite, produits dans la zone alpine nord-occidentale, ont t utiliss et poss directement sur le feu et, ainsi, expo-ss des tempratures plutt hautes, comme le montre les reflets iridescents, couleur bronze, prsents sur leur surface externe. La production locale de c-ramique est reprsente par des olle (marmites pansues de terre cuite) carac-trises par des ptes grossires gabbros, compatibles avec les argiles du Val Gromolo et du Val Petronio. On trouve galement des cramiques communes pures, mais la vaisselle de table de production africaine manque totalement. cette absence peut se comprendre au vu du contexte : une zone proche du sommet o avait lieu des activits dextraction et des travaux de mtallurgie et o prdominait le besoin de disposer dobjets permettant de conserver leau ou la limite de cuire ou, simplement, de rchauffer les aliments. comment expliquer ces preuves de frquentation des mines de Monte Loreto lpoque byzantine ? il est probable quentre les Vi et Vii sicles, durant une priode o le commerce et les changes taient devenus difficiles cause de la pression militaire exerce par les Lombards sur les villes du littoral maritime ligure, des recherches de ressources minires locales ont t effectues pour rpondre aux besoins de matires premires. Le site de Monte Loreto tait, grce la prsence de cuivre et de fer, parfaitement adapt une nouvelle exploitation, justement cause des dcharges et des traces videntes laisses par des activits plus anciennes. La prsence dune zone daccostage sestri Levante (mentionnes dans les itinraires maritimes de lAntiquit tardive), la liaison avec castiglione (castellionem) et avec la route de Pietra colice (toutes deux indi-ques dans des sources crites datant de la fin du VIII sicle), sont des indices servant mieux comprendre lexploitation minire du Monte Loreto et proba-blement de la toute proche mine de Libiola dans la Ligurie orientale dpoque byzantine et lombarde. De futures recherches pourront, peut-tre, apporter des claircissements ultrieurs sur ces hypothses.

    Lactivite des mines entre Le xix siecLeet Le debut du xx A la fin du XV sicle, sont mentionnes des activits de recherche de minerais sur le territoire du Podestat de castiglione, mais les documents darchives nont pas encore permis de trouver des informations certaines sur le dveloppement dexploitations minires, sur le Monte Loreto, avant la moiti du XiX sicle. en 1799, le nouveau gouvernement de la Rpublique Dmocratique Ligure sou-met un questionnaire aux municipalits peine constitues ou aux titulaires des paroisses. Le but de cette enqute est de recueillir des donnes permet-tant une meilleure connaissance du territoire et den tudier les potentialits productives. Les rponses reues dcrivent Masso comme une communaut principalement paysanne, et indiquent quil ny a pas - cette date de traces ou de souvenirs dactivits minires. Dans un petit volume intitul Notizie Sto-riche intorno al Santuario di N.S. di Loreto (Informations Historiques autour du Sanctuaire de N.S di Loreto), dit en 1869, est indiqu que partir de 1855, messieurs Luigi Masi, romain, Paolo Vannoni, de toscane et le ligure carlo

    Brochi dcouvrirent dans le mont qui est la base du Sanctuaire, des cavi-ts, galeries et voies souterraines, carrires et mines pour extraire du cuivre, de lor et dautres mtaux des entrailles de la montagne. Le dbut de lactivit dextraction a, certainement, entran larrive douvriers et chang lconomie locale, en effet y travaillent force gens du pays et beaucoup dtrangers celui-ci, des toscans, pimontais, lombards, vnitiens, tyroliens. Une premire source sre est date du mois de juillet 1857. il sagit dun dcret de concession minire en faveur de Luigi Masi, habitant Gnes, et de carlo Brocchi, rsidant Nervi. Deux annes plus tard, au mois de juillet 1859, la Giudicatura Manda-mentale (tribunal de circonscription) de sestri Levante redonne la concession candido Augusto Vecchi. Durant la dcennie successive les quilibres de la socit et sa gestion changent, probablement cause de la mort de Vecchi. Dans un acte notari du 9 fvrier 1872 sont indiqus, comme propritaires de la mine, Vittorio et Leonello Vecchi, fils de Candido Augusto, alors dcd, asso-cis Felice Levi, Salomone tant dcd. Par cet acte, la mine dite de Monte Loreto, situe sur le territoire de Masso est cde la Monte Loreto Gold and copper Mining company Limited, dont le sige est Londres. en septembre 1889, Angelo Perrone, chef mineur et gardien de la mine de Monte Loreto, est autoris par la Municipalit conserver dans la cabane construite cet effet, 200 kilogrammes de poudre canon, 50 de dynamite et une quantit propor-tionnelle de cartouches et de mches. Durant cette priode, la mine de Monte Loreto possde deux zones principales de travail, une situe le long du torrent Acquafredda, lautre Masso, l o le minerai de cuivre a t trouv, au nord de la petite ville. Arturo issel parle dune production annuelle de 250 tonnes de minerais, qui a augment aprs des travaux de recherche effectus dans la Val-le de lAcquafredda. Parlant des travaux dextraction dans les galeries Marsala et Genova, Issel mentionne une terre rouge, contenant de lor ml de la chal-copyrite et des dtritus de serpentines ; il parle - galement dun agrgat aurifre du poids de 800 grammes. Durant la dernire dcennie du XIX sicle, la mine de Monte Loreto devient la proprit de lentrepreneur Lorenzo Gardella, ensuite devenu directeur et administrateur de la societ Ligure Ramifera (soci-t Ligure du cuivre), dont le sige est Bargonasco (casarza Ligure). Plusieurs plans du cadastre de la priode 1900-1908 portent la trace de lacquisition de lots de terre, situs dans la zone minire, ralise par Gardella en personne ou enregistre au nom de la societ Ligure Ramifera. Dans les annes qui suivent la mort de Gardella (1908), la mine cesse totalement ses activits. en 1942, la socit Manganesifera italiana s.A. obtient un nouveau permis pour effectuer des recherches et commence ses travaux dexploration en rouvrant les anciens lieux dextraction. en 1968, la concession de recherche passe dans les mains du groupe Motosi de La spezia, qui conserve le contrle de la minire jusquen 1975, sans quil y ait une effective reprise des activits.

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  • Progetto Accessit Progetto Accessit

    itinerari del patrimonio accessibile itinerari del patrimonio accessibile

    poLe archeo-minier de castiGLione chiavarese (mucast) (systme des Muses de sestri Levante et de castiglione chiavarese)

    Via Mazzini 20, Loc. Masso (Castiglione Chiavarese) Tl. + 39 0185469139 (Muse); +39 0185408016 (Mairie) Fax. +39 0185408522 (Mairie)

    horaires et modaLites de visiteDe mai septembre:samedi et dimanche de 10.00h 13.00h et de 14.00h 19.00h Doctobre avril : samedi et dimanche de 10.00h 15.00h. Dautres horaires de visites sont organiss sur rservation. Pour les groupes et les groupes scolaires, qui ne doivent pas dpasser 30 per-sonnes, il est ncessaire de rserver. entre payante. e-mail: [email protected] site web: www.mucast.it

    comment sy rendre A environ 15 minutes en auto de la sortie dautoroute de sestri Levante (A12), en suivant la sP523 en direction de casarza Ligure et castiglione chiavarese. Arriv au lieu-dit Battilana, continuer sur la sP60 pour Masso. service dautocar AtP (Ligne : casarza Ligure Masso).

    directeur Fabrizio Benente

    accueiL et acces : Laccueil est assur par le personnel prpos la surveillance. Le Muse est dot dinstallations facilitant laccs aux personnes handicapes. service educatiF de masso Le service ducatif du Ple Archo-minier di Masso se sert de supports spci-fiques, tout particulirement adapts un public scolaire et aux jeunes. Dans la salle dexposition, au rez-de-chausse, se trouve un dispositif pdagogique multimdia Fouille et Apprends, reli un diorama lchelle 1:1 qui reproduit une partie des tranches dextraction prhistoriques. Le visiteur peut interagir avec ce poste de faon connatre la fonction des matriels et des vestiges retrouvs durant les fouilles archologiques. Une grande vitrine touch, reli une borne dote dun cran monitor, permet dactiver de brves explications sur la vido. La salle de confrence au 1 tage propose un espace o pratiquer des activits didactiques ou de laboratoires. On peut, galement, visionner un documentaire sur les antiques activits dextraction et sur le travail du cuivre. Dans la Galerie XX settembre de la mine du XiX sicle, visible sur un tronon de plus de 100 m, se trouvent des postes pdagogiques sonores qui permettent de pleinement comprendre la mine, la vie des mineurs et les activits dabatage et dextraction du minral.

    Le musee de masso Le Muse, inaugur le 28 septembre 2013, appartient au systme des Muse, dont lautre ple est le Muse Archologique et de la Ville de sestri Levante (Mu-seL). Les deux ples du systme, ainsi que le Muse Archologique de chia-vari, se compltent en racontant lhistoire du plus ancien peuplement du tigullio. Dans le ple archo-minier de castiglione chiavarese, est plus particulirement dvelopp le thme de larchologie minire en relation avec les importantes dcouvertes faites sur le territoire et remontant lAge de cuivre ( partir de 3600 av. J.-c.), avec une attention toute particulire pour la plus ancienne mine de cuivre aujourdhui connue en europe occidentale, celle du Monte Loreto (Masso, castiglione chiavarese), qui se trouve quelques centaines de mtres du sige du Muse et qui est en partie quipe pour des visites et celle, gale-ment trs ancienne, de Libiola, dans la commune de sestri Levante. Le Muse propose des parcours sur le territoire, dans les zones de culture et de travaux prhistoriques et modernes. Le sige en est ldifice qui abritait autrefois lcole lmentaire de Masso, rnove pour accueillir sa nouvelle fonction de Muse. Au rez-de-chausse, se trouve la section dexposition o sont prsentes les pices qui sont le point de dpart de lhistoire de lextraction du minerai sur le territoire du tigullio ds ses dbuts. Au premier tage, se trouve une grande salle de confrence, o lon peut galement regarder un documentaire qui ap-profondit les thmes introduits par le parcours dexposition. Au deuxime tage, se trouve les logements, destins aux chercheurs qui travaillent sur le territoire. en vue de la poursuite des fouilles archologiques, le Muse a t dot dun laboratoire et dun dpt.

    arturo isseL Le visiteur est accueilli et invit visiter le Muse par lhologramme dArturo Issel, protagoniste important de la recherche archologique entre la fin du XIX sicle et le dbut du XX, y compris dans le tigullio. On lui doit tout particuli-rement la redcouverte des mines prhistoriques de Monte Loreto et de Libiola : cest grce aux rapports qui ont suivi ses visites sur ces sites que lon a pu dcouvrir les tmoignages archologiques aujourdhui mis en valeur au sein de ce ple archo-minier. Dans ses cris, publis dans le seconde moiti du XiX sicle, issel racontait que les mineurs qui travaillaient, alors, Libiola, avaient dcouvert que certaines des veines de minerai avaient dj t exploites et avaient retrouv certains instruments de travail dans ces antiques boyaux vids. Des objets quissel nous dcrits, seul un manche de pioche est parvenu jusqu nous. La datation au carbone 14 en situe lpoque dutilisation durant une priode comprise entre 3500 et 3100 av. J.-c. Dans la zone de Monte Loreto, lauteur a observ que la partie superficielle de nombreux filons, parmi les plus riches, a t exploite, une poque trs ancienne, grce des tranches verticales, profondes de 20 30 mtres et juste assez large pour comprendre lentier chassage du filon. Au cours de certaines inspections effectues en 1995, on a dcouvert la prsence de quelques fissures que lon suppose pouvoir tre celles dcrites par issel.

    Les recherches A la lumire de ces dcouvertes, un projet de recherche a t mis en place, en 1996, par la soprintendenza per i Beni Archeologici della Liguria (Direction g-nrale pour les Antiquits de la Ligurie) en collaboration avec les Universits de

    Nottingham et de Gnes et avec lappui du centro studi sotterranei di Genova (centre detudes du sous-sol de Gnes). Le rsultat a t la dcouverte du plus ancien site minier pour lexploitation du minerai de cuivre connu en europe occidentale, en activit partir dau moins 3700 av. J.-c. ; dans le mme temps, la poursuite des fouille en surface permis de dcouvrir, sur le sommet de la colline, de vastes zones de dispersion de matriel travaill identifi comme des maillets servant aux activits minires. ces derniers taient raliss en utilisant des roches soigneusement slectionnes telles que le basalte, la dolrite, dio-rite et grs, toutes provenant de zones peu lointaines du site et choisies pour leur rsistance aux chocs rpts. Presque tous les maillets prsentent un sillon mdian ou sont dots dentailles latrales pour faciliter son fixage, qui se faisait par ligature, sur un manche de bois.

    monte Loreto: LabataGe des FiLons Le cuivre est prsent, dans les gisements miniers du bassin de sestri Levante, surtout sous ses formes composes, en particuliers sulfures (la chalcopyrite), oxydes (la cuprite) ou carbonates (la malachite et lazurite) et, plus rarement ltat naturel. La disposition et la forme du minerai de cuivre a entran, lpoque prhistorique, diffrentes stratgies dextraction. cest tout particu-lirement vident Monte Loreto, o les minerais taient prsents aussi bien concentrs en filons quen minralisations diffuses, comme une sorte de sable compact strictement agglomr la roche encaissante. L o le minerai tait concentr en filons ou en veines, il tait possible de lextraire sans devoir creu-ser de grosses quantits de roches encaissantes. L o il tait entre les basaltes en coussins (pillow basalts) et les serpentinites, les filons ont t vids grce des tranches. Quil sagit bien de filons de minraux vids est indiqu, outre que par leur forme, par le fait galement que les parois internes conservent des rsidus du minral de cuivre quelles contenaient. Les fouilles archologiques dans une de ces tranches, qui a pu arriver la seule profondeur denviron 5 mtres, bien loin des 20-30 mtres observs par issel, a permis de retrouver plusieurs maillets de pierre, des fragments de cramique et des couches riches de charbon et minraux. Labondance du charbon de bois et la superficie lisse des parois suggrent que le feu a t employ comme technique dabatage du minerai, le firesetting, qui exploite la diffrence entre les coefficients dexpan-sion de la roche encaissante, de la gangue et du minral, pour affaiblir la roche, provoquer son dtachement et faciliter ainsi son extraction. Un sondage ralis dans une autre fissure, dcouverte et expose par les activits minires du XIX sicle, montre quelle a t remplie avec les matriaux produits par cet abatage.

    monte Loreto: La decharGe et La premiere tran-sFormation du minerai sur le sommet de la colline, les fouilles archologiques ont trouv dimportants lieux de dcharge de roches non minralises, ce qui indique que les activits dextraction ont impliqu la dmolition de quantit importante de roche. Les mineurs prhistoriques ont exploit, dans cette partie du gisement, une min-ralisation, dans laquelle le minral tait strictement reli la roche encaisse. Une minralisation de ce type a subi un abatage, par exemple, lintrieur dune tranche, et dans dautres, bien plus larges et profondes, prsentes dans la zone. Le travail sur le site suivait donc, diffrentes phases de slection du mine-rai. ces oprations, dites denrichissement, comme celle dextraction, taient

    faites en utilisant les maillets ; peut-tre, dailleurs, les mmes, quand leur usure les rendaient inadquats cette premire activit. La phase finale du processus denrichissement, celle durant laquelle le matriel tait transform en particules minuscules, presque semblable du sable fin, tait ralis par frottement du minral sur une meule, avec une molette (broyeur). Le rsultat archologique de toutes ces activit sont des couche constitues de matriel de trs petite dimension, contenant beaucoup de minraux, surtout du fer et du cuivre. Au-jourdhui leur aspect est, cause des processus chimiques provoqus par la prsence de minerai, celui dagrgats compacts dans lesquels sont enfermes les empreintes des feuilles et des branchettes, qui faisaient peut-tre partie des fagots de vgtaux utiliss pour allumer les feux servant travailler le minerai et, peut-tre galement, dautres outils. Dans les zones de travail organises sur ces espaces plats, outre des trous de piquets, des alignements de pierres et des empreintes en ngatif de structures de forme rectangulaire, de possibles dpts, on a galement retrouv de diffuses zones caractristiques de lutili-sation du feu dont la fonction nest pas encore clairement tablie. ce sont en partie des restes de lexploitation ralises grce la technique du firesetting, tandis que dautres suggrent que le feu a servi pour les oprations denrichis-sement ou de grillage. en effet, alors que les oxydes et les carbonates peuvent tre directement transforms en mtaux, les sulfures, qui sont les minraux les plus diffus Monte Loreto, ont besoin dun procd prliminaire opr laide du feu pour faire vaporer le souffre. A Monte Loreto, on na pas trouv de preuves certaines de lemploi de ce procd de rduction, qui permet dobtenir du cuivre : il manque tous ces objets qui en sont les indices : scories, restes de creusets et dembouts. Ce qui confirme ce qui a t constat par lanalyse dautres contextes archo-miniers de la mme priode : proximit de la mine, on extrayait le minerai de cuivre, tandis que la transformation du minerai en mtal se faisait ailleurs et tait lapanage de mtallurgistes.

    Les phases dexpLoitation du minerai a LepoQue byZantine Au cours des premires campagnes de fouilles dans la mine prhistorique de Monte Loreto, on a retrouv des traces montrant que lune des zones fouilles tait frquente lpoque byzantine (Vi-Vii sicles apr. J.-c.). La zone se trouve sur une zone plane peu distante du sommet du Monte Loreto. Les ves-tiges retrouvs ont permis de dater la phase dexploitation du minerai aux Vi-Vii sicles apr. J.-c. Les endroits frquents lpoque byzantine se superposent aux zones dabatage et de dcharge de lAge de Bronze. Les fouilles nont t menes que sur une superficie limite (50 m), mais il est facile dmettre lhy-pothse dune extension majeure des activits dexploitation durant lantiquit tardive. La zone examine conserve des traces dextraction des mtaux, cest--dire un ensemble dactivits permettant de rduire les minerais de cuivre et de fer en mtal plus ou moins pur. On na pas retrouv de traces dactivits plus complexes qui avaient, probablement, lieu ailleurs. certains alignements de pierres disposes sec servaient de murs de soutien ou de dlimitation de lespace de travail. Le sol tait parsem de fragments de charbon, scories mtalliques et de morceaux de cramique casss sur place. Il est plus diffi-cile de comprendre avec exactitude quelles taient les acticits mtallurgiques effectues sur place. Deux btiments semblent y avoir servi, ils sont de forme circulaire, construites en pierres er argile cuite ; un autre btiment, circulaire, possde un sol en brique qui a subi une forte exposition thermique. il sagit de