Appunti antropologia

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appunti presi a lezione dal coro di antropologia medica

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  • 1. Appunti di Antropologia medica. I miei appunti presi a lezione del corso di Antropologia medica tenuto dalla docente Valentina Porcellana. Anno 2010/2011

2. Introduzione.

  • Fino agli anni Sessanta, gli educatori svolgevano soprattutto un compito rieducativo e di controllo sociale, in una logica di segregazione e di contenimento.

3. L'educatore oggi chiamato a ascoltare, accogliere ed accompagnare. 4. Esso deve diventare un consapevole agente di cambiamento. 5. L'educatore deve avere spiccate doti di osservazione, deve saper prendere le distanze da ci che vive, deve guardarsi agire, ovvero fare dell'auto riflessivit e dell'etero riflessivit. 6. Agire per promuovere il benessere sociale, per individuare e sviluppare le potenzialit degli individui, delle famiglie, dei gruppi, di essere il motore del cambiamento. 7. Antropologia. (1)

  • L'antropologia lo studio del genere umano.

8. La nostra antropologia solo uno dei tanti modi di riflettere sull'uomo. 9. Essa nasce come strumento del colonialismo, ovvero un modo per conoscere e colonizzare meglio gli altri paesi. 10. A met dell'800 nasce l'antropologia come scienza. 11. Lantropologia culturale studia luomo dal punto di vista culturale quindi studia le idee, i comportamenti, i valori, le pratiche e le conoscenze degli uomini nelle diverse parti del mondo e in tempi diversi. 12. I primi antropologi studiavano le altre culture a distanza attraverso i racconti, tra la fine del '800 e l'inizio del '900 si ha la nascita della ricerca sul campo con osservazione diretta. 13. Antropologia. (2)

  • L'antropologia all'inizio guidata dal paradigma evoluzionistico dunque si studiano le civilt come se fossero su una linea evolutiva dove al vertice posta l'Europa (schema evolutivo unilaterale). Si studiavano perci quelle civilt considerate primitive perch simili agli abitanti preistorici.

14. Edward Burnett Tylor il primo che viene nominato professore di antropologia, egli il primo che da una definizione antropologica della parola cultura.

    • La cultura, o civilt, intesa nel suo ampio senso etnografico, quell'insieme complesso che include le conoscenze, le credenze, l'arte, la morale, il diritto, il costume e qualsiasi altra capacit e abitudine acquisita dall'uomo come membro di una societ

15. Cultura.

  • Parola cultura deriva dal verbo latino coltivare ed intesa come capacit e saperi accumulabili.

16. Ogni individuo portatore di una cultura differente che per interconnessa alla cultura generale, dunque tra la cultura individuale e quella collettiva c' un continuo apporto di nozioni. 17. Le culture non hanno confini netti, sono modelli che orientano le idee e le azioni di chi li condivide. 18. I modelli culturali ci vengono forniti dal gruppo a cui apparteniamo fin dalla nascita, per questo ci sembrano innati e naturali, essi sono introiettati dallindividuo durante il processo che si definisce inculturazione o socializzazione. 19. Inculturazione e socializzazione.

  • Inculturazione = processo di condizionamento attraverso il quale lindividuo apprende la cultura del proprio gruppo ed agisce in funzione di essa.

20. Il condizionamento pu essere conscio o inconscio e dura tutta la vita. 21. Come la socializzazione l'inculturazione una modalit di apprendimento informale. 22. Una persona deviante rispetto alla norma colei che pur conoscendo le regole, perch le ha apprese per inculturazione, decide di non seguirle. 23. Socializzazione = processo di apprendimento mediante il quale l'individuo acquisisce e fa propri norme, valori e modelli di comportamento tipici della societ in cui vive. 24. Margaret Mead la prima sociologa che conduce una ricerca sul campo sulla socializzazione di 3 popolazioni della Nuova Guinea. Essa definisce la socializzazione come la trasmissione di specifici caratteri culturali e la relativa acquisizione di schemi comportamentali. 25. Subcultura.

  • Ogni cultura contiene in s tante subculture che si differenziano tra di loro, spesso queste differenze dipendono dal potere, dalla ricchezza, dalla posizione sociale, dallistruzione, dalle convinzioni ideologiche, religiose o politiche.

26. Il concetto di subcultura viene introdotto dai sociologi della Scuola di Chicago che analizzavano la differenza culturale che caratterizzava all'epoca la citt. 27. Una subcultura pu crearsi tra persone con caratteristiche simili come il sesso o l'etnia. 28. Quando una subcultura caratterizzata da unopposizione sistematica alla cultura dominante, spesso ci si riferisce ad essa come controcultura. 29. Cultura egemone e cultura subalterna.

  • In Italia Ernesto De Martino il primo a studiare il tarantismo seguendo la dicotomia di cultura egemone e cultura subalterna.

30. La cultura subalterna ha un sistema complesso di atteggiamenti, valori, stili di vita e di comportamento propri di un gruppo sociale differenziato dalla cultura dominante ma comunque ad essa collegato. 31. La cultura subalterna non completamente succube di quella egemone, tra le due c' un condizionamento reciproco. 32. Classe.

  • Il concetto di classe inserito da Karl Marx, egli intende per classe un insieme di individui che hanno lo stesso rapporto con i mezzi di produzione. Per lui esistono due classi quella del proletariato, i soggetti che mettono a disposizione e vendono la propria forza lavoro in cambio di un salario, e la classe capitalistica, i proprietari di mezzi di produzione.

33. Max Weber invece intende la classe come qualcosa di connesso a tre dimensioni: la ricchezza, il prestigio ed il potere. 34. Cambiamento culturale.

  • Il cambiamento culturale avviene quando un modello culturale non risponde pi a determinate esigenze, perci viene abbandonato a favore di un altro.

35. Il cambiamento non avviene individualmente perch si rischia di rimanere isolati, esso dunque pu coinvolgere per esempio un gruppo dominante o subalterno. 36. Il cambiamento pu essere endogeno, ovvero un cambiamento all'interno della societ, oppure esogeno, ovvero dovuto a fenomeni di contatto di tipo continuo e duraturo tra due culture. 37. Il contatto culturale detto anche acculturazione. 38. Acculturazione. (1)

  • Acculturazione (gruppi con modelli culturali diversi entrano in contatto)Inculturazione (individuo all'interno di un gruppo che assorbe i modelli culturali).

39. Lacculturazione comprende quei fenomeni che si verificano quando gruppi di persone di culture diverse entrano in contatto diretto e continuo che comporta modificazioni conseguenti nei modelli culturali di uno o di entrambi i gruppi. 40. La mobilit territoriale permette il contatto tra culture diverse, essa si riscontra in tutta la storia dei gruppi umani e si ricollega al fenomeno del nomadismo. 41. Altro fenomeno che permette l'acculturazione l'emigrazione, ovvero lo spostamento di una popolazione, di un gruppo o di singoli da un territorio ad un altro, essa pu essere volontaria, forzata o organizzata. L'emigrazione pu avvenire per diversi motivi, oggi il principale legato al processo di industrializzazione. 42. Acculturazione. (2)

  • L'acculturazione pu portare a:
    • Assimilazione: si ha un passaggio unilaterale di modelli di comportamento dal gruppo dominante a quello subalterno, si ha perci un ruolo passivo di una cultura nei confronti dell'altra.
  • 43. Sincretismo: si ha una fusione tra elementi culturali eterogenei, il modello culturale nuovo ingloba i modelli precedenti senza cancellarli ma facendoli propri; si verifica spesso negli ambiti che coinvolgono le religioni.

44. Deculturazione: azione organizzata o anche inconsapevole che tende a sostituire i modelli preesistenti imponendone di nuovi anche con l'uso della violenza; possono in questo caso nascere modelli integralisti o nativisti che servono a rispondere alla deculturazione (mantenere i propri modelli anche super valorizzandoli). 45. Trance e possessione.

  • Trance = fenomeni molto diversi che rappresentano un modo culturalmente codificato di comunicazione con ci che solitamente invisibile.

46. I fenomeni di trance sono codificati attraverso il rito, che nello stesso tempo azione terapeutica e espressiva. 47. All'interno della trance troviamo la possessione. 48. Possessione = stato di malessere in cui il corpo del posseduto soggiogato dalla presenza di unentit sovrannaturale. 49. Parole chiave della ricerca antropologica. (1)

  • Osservazione: grazie ad essa l'antropologo crea relazioni empatiche e di fiducia. L'osservazione deve essere partecipante ovvero un osservazione dinamica e coinvolgente.

50. Ascolto: deve trattarsi di un ascolto attivo. 51. Interpretazione: importante che l'antropologo riesca a distaccarsi da ci che vede e vive per poterlo analizzare con obiettivit, per poter interpretare i modelli dell'altro. L'antropologo deve comunque tenere presente che non riuscir mai ad essere completamente obiettivo nelle sue interpretazioni. 52. Intervista: un metodo che pu essere utilizzato per mantenere una relazione informale e di fidicia senza mettere a disagio l'altro. 53. Prospettiva olistica: studiare linsieme dei fenomeni per comprendere lintero sistema, concetto che si associa con la prospettiva del complesso. 54. Contesto: tutti i fenomeni osservati hanno senso solo se legati al contesto di provenienza. In pi il fenomeno studiato deve essere inteso come sistema e non come la semplice somma delle sue parti. 55. Parole chiave della ricerca antropologica. (2)