RISORGIMENTO, STORIOGRAFIA E DIBATTITO storiografia e dibattito pubblico 21 orizzonti antropologici

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Transalpina, no 15, 2012, LUnit italienne raconte, vol. I, p. 17-32

RISORGIMENTO, STORIOGRAFIA E DIBATTITO PUBBLICO :

LE RAGIONI DELLA RICERCA STORICA

Rsum : Dans le dbat public suscit par les clbrations du cent-cinquantime anniversaire de lUnit italienne, il est possible de mesurer les limites dun exercice rhtorique qui a ignor les avances de la recherche qui pourtant, dans la dernire dcennie, a trouv une nouvelle vigueur. En effet, les travaux scientifiques, dans la ligne de la tradition historiographique, y ont introduit des rinterprtations significatives. Les mmes dynamiques socioculturelles qui ont conduit, au cours des annes qui ont prcd les clbrations, une sorte doubli des vnements du Risorgimento, ont permis, lapproche des festivits, laccueil de nouveau sujets de recherche historique dans la rflexion commune sur le processus dunification de ltat national italien. Nous nous demandons si, dans ce nouveau dynamisme, le cadre historiographique qui tait divis en familles idologiques et politiques a vol en clats, et sil est possible dapercevoir dans les tudes historiques une approche laque des vnements du Risorgimento, capable dviter les conditionnements imposs par les diffrents courants idologiques qui empchaient toute ouverture du dbat scientifique. Les avances historiographiques accomplies sur la question catholique sont un bon exemple du possible dpassement du retard culturel qui a jusqu aujourdhui caractris la faon dont elle a t traite dans le dbat public : en mettant laccent sur les relations dinterdpendance qui marquent le jeu politique italien, les tudes scientifiques dans ce domaine ont attir lattention sur le XIXesicle comme patrimoine fondamental pour comprendre lidentit dune Italie plurielle . Plus gnralement, comme les recherches rcentes lont mis en lumire, les traits constitutifs du Risorgimento transmis aujourdhui lHistoire apparaissent avec plus de clart. Ils transmettent ainsi lopinion publique une image plus vivante du processus dunification italienne : le Risorgimento comme lieu retrouv, patrimoine collectif et hritage commun.

Riassunto : Nel dibattito pubblico per il centocinquantesimo anniversario dellUnit dItalia possibile cogliere i limiti di un esercizio retorico che prescinda dagli avan-zamenti di una ricerca che proprio nellultimo decennio ha trovato rinnovato vigore in lavori scientifici che, ricollegandosi alla tradizione storiografica, hanno introdotto in essa significativi ripensamenti interpretativi. Le stesse dinamiche socio-culturali che hanno condotto negli anni precedenti le celebrazioni a una sorta di oblio sulle vicende risorgimentali, con lapprossimarsi delle celebrazioni sembrano offrire nuove

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chances allaccoglimento delle ragioni della ricerca storica nella riflessione comune sul processo di unificazione dello Stato nazionale. Ci sinterroga se, in tale dinamismo, si siano allentati i vincoli di una storiografia contraddistinta per famiglie ideologico-politiche , e se possa emergere negli studi storici un approccio laico alle vicende risorgimentali, evitando i condizionamenti che le diverse matrici ideologiche oppongono allaperto dibattito scientifico. Gli avanzamenti storiografici compiuti sulla questione cattolica esemplificano bene le possibilit di superare il ritardo culturale con il quale finora stata affrontata nel dibattito pubblico: ponendo laccento sulle relazioni dinterdipendenza evidenziate nel gioco politico italiano, gli studi scientifici in questo campo hanno richiamato lattenzione sullOttocento come patrimonio fondamentale per comprendere lidentit di un Italia plurale . Pi in generale, alla luce della recente ricerca, gli stessi caratteri costitutivi di un Risorgimento infine consegnato alla storia si manifestano pi chiaramente, consegnando allopinione pubblica una vivida visione del processo risorgimentale come luogo ritrovato, patrimonio collettivo e comune hritage.

Loccasione del centocinquantesimo anniversario dellUnit dItalia ha suscitato e tenuto viva una discussione sul Risorgimento connesso alluso pubblico della storia, animando movimenti dopinione indirizzati su per-corsi spesso divergenti. Ancora una volta, come evidenziato nel 1993 durante un particolare tornante della storia italiana, il complesso rapporto tra il dibattito dellopinione pubblica e la storiografia si sviluppato in modo dialettico 1.

Resta da osservare, tuttavia, nellattuale confronto sul Risorgimento, la ricorrente assenza di unadeguata considerazione dellavanzamento com-piuto dalla ricerca storica. Anche solo ripercorrendo qualche bibliografia della storia risorgimentale non difficile cogliere linsuperabile limite interno a una riflessione che prescinda dallo spostamento dei confini della conoscenza storica. Se si osservano, poi, alcuni campi dindagine prescelti da studi innovativi, appare evidente il ritardo del dibattito della cultura storica che viene condotto fuori dai luoghi deputati della ricerca scientifica in senso stretto 2.

Si avvertono, in particolare, un disagio e uninsoddisfazione riconduci-bili, principalmente, al mancato riconoscimento di due distinti fenomeni: da un lato, lesaurirsi della presa popolare della mitologia risorgimentale (pur restando elemento dinteresse le vicende risorgimentali) 3 ; dallaltro, il rinnovato vigore che, a partire dalla met degli anni Novanta, possibile rilevare nelle opere scientifiche sul Risorgimento, che a differenza di altri

1. Cf. Luso pubblico della storia, N.Gallerano (dir.), Milano, Franco Angeli, 1995.2. N.Gallerano, Storia e uso pubblico della storia , ibid., p.17.3. Come segnal, tra gli altri, E.Galli della Loggia, Lidentit italiana, Bologna, Il Mulino,

1998, un volume ripubblicato fino al 2010.

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settori degli studi storici, si ricollegano proprio alla tradizione storiografica nellintrodurre in essa forti elementi di ripensamento 4.

Questi aspetti sono probabilmente ancora sottovalutati da una parte della classe dirigente nazionale, che, di fronte allesigenza di interpretare la radicale trasformazione economica e socio-politica dei nostri tempi, sembra piuttosto condotta a riproporre paradigmi costruiti nei tempi della loro formazione culturale, restando distante dai percorsi della linfa culturale del nostro Paese anche quando mostra un qualche superficiale aggiornamento. Si potrebbe osservare che tale dinamismo in una certa misura riflette un fenomeno ricorrente in ogni campo scientifico ; il suo protrarsi, tuttavia, in relazione alla produzione storiografica, rivela una sclerosi culturale del dibattito pubblico per la comprensione del percorso compiuto verso lunificazione del Paese in uno Stato nazionale. Si comprende, dunque, il particolare rilievo che assume a fronte di tale panorama la possibilit di un dibattito europeo sulla rappresentazione del Risorgimento, che impone unampia discussione sul complesso rapporto tra il dibattito dellopinione pubblica e la storiografia, consentendo di richiamare le opportunit oggi offerte dallaccoglimento delle ragioni della ricerca scientifica 5.

Oblio e celebrazione

Infatti, le ragioni che avanza la storiografia del Risorgimento sembrano costituire una risorsa culturale importante proprio per il contesto sociale che ha caratterizzato lultimo ventennio. Mentre si ridimensionavano fino a sparire gli stessi insegnamenti di Storia del Risorgimento nelle universit italiane, limporsi nella storiografia degli eventi del 1969 e del dibattito pubblico sulla Resistenza, prima, quelli del 1989 e della discussione sul significato storico della globalizzazione, poi, hanno confinato la polemica sulla storia risorgimentale ai margini degli interessi del vissuto di gran parte della popolazione italiana 6.

4. Per una visione dinsieme delle tendenze di fine secolo si veda laggiornamento della Bibliografia dellEt del Risorgimento, 1970-2001, vol.II, Firenze, Leo S. Olschki Editore, 2003.

5. Segnaliamo limportanza di un convegno che si svolto il 15giugno 2011 al Centro Italo-tedesco di Villa Vigoni, dedicato a Das Risorgimento im europischen Kontext: Politik, Kultur, Transfer , nel quale stato possibile riprendere alcune considerazioni avviate ai Cantieri della Storia SISSCO svoltisi a Urbino nel 2001.

6. Una dinamica ben presente sullo sfondo della riflessione del LX congresso di storia del Risorgimento (Rieti, 18-21ottobre 2000), i cui atti ora in Cento anni di storiografia sul Risorgimento, E.Capuzzo (dir.), Roma, Istituto per la storia del Risorgimento italiano, 2002.

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Si anche osservato che, mentre le nuove generazioni si collocavano fuori del conflitto ideologico risorgimentale, il Risorgimento nei gruppi dirigenti italiani era diventato come un non-luogo :

Per quella che ormai consuetudine indicare col nome di memoria collettiva, e in particolare (anche se spesso ci fa comodo scordarlo) nelle associazioni di idee o nelle emozioni dei meno anziani, un non-luogo il Risorgimento. Lo non solo perch la familiarit del paesaggio risorgimentale non riesce pi a essere intesa come un passato almeno comune, se non effettivamente condiviso, e nemmeno perch rimanda alleccezionalit di una italianit civile, continuamente contraddetta dagli svolgimenti successivi della societ. un non-luogo perch diventato il crogiolo in cui si sono depositate e fuse le scorie delle false ragioni a favore della maest dello Stato e quelle delle altrettanto false argomentazioni a favore del primato e dellinnocenza della societ, da preservare fuori o addirittura contro lo Stato.

Nel non-luogo possibile allora trasferire, per intero, il fallimento del processo di costruzione dello Stato. possibile, simultaneamente e senza avvertire contraddizione alcuna, collocarvi la fragilit di una societ che, perch potesse co