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marsigli autobiografia

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Auotbiografia dei uno scienziato del XVII secolo

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    R. ACCADEM IA DELLE SCIENZE D E L L 'IST IT U T O

    DI B O LO G N A

    AUTOBIOGRAFIADI

    LUIGI FERDINANDO MARSILIMESSA IN LUCE NEL II CENTENARIO DALLA MOETE DI LUI

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    DAL COMITATO MARSILI ANO

    a c u r a d i E M I L I O L O V A R I N I

    BOLOGNA

    N IC O L A Z A N IC H E L L I1930 - IX

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  • R. ACCADEM IA DELLE SCIENZE D E LL ISTITUTO

    DI BOLOGNA

    AUTOBIOGRAFIADI

    LUIGI FERDINANDO MARSILIMESSA IN LUCE NEL II CENTENARIO DALLA MORTE DI LUI

    DAL COMITATO MARSILI ANO

    a c u r a d i E M IL IO LO VARIN I

    BOLOGNA

    N IC O LA Z A N IC H E L L I

  • Bologna - Societ Tip. gi Compositori - 1930-IX

  • NOTA PRELIMINARE

  • Questa autobiografia del Marsigli si stampa oggi per la priiua volta, per venire incontro alla giusta aspirazione di molti che preferiscono leggere narrati da lui stesso, invece che da altri (fossero pure eccellenti), i nobili fatti della sua vita, anche se, contrariamente al vero, non dovessero apprendervi nulla di nuovo.

    Data in custodia ai monaci di S. Domenico in Bologna, passata poi nella libreria dell istituto delle Scienze, sua fondazione, e da ultimo in quella della R. Universit, essa non fu mai n ignota n negata ad alcuno che la cercasse.

    Anzi l erudito bolognese Giovanni Fantuzzi non solo vi attinse quasi tutto il materiale che forma la prima e la maggior parte della sua monografia sul Marsigli, ma ne trasse puranco una copia, ora nella Biblioteca dell Archiginnasio, per servirsene probabilmente a suo agio in casa: non gi per darla alla stampa: ch so questa idea gli fosse passata per il capo quando non s era ancora accinto a quell opera, che compi del resto con larghe e accurate indagini e con una pazienza e coscienza piuttosto rara oramai, possiamo essere certi che non avrebbe osato lasciarla in questa forma difettosa anche dopo che il primo copista era andato racconciandola di su gli appunti passatigli dall autore ed Ercole Maria Zanotti, persona assai accreditata nel mondo letterario bolognese a cagion del suo fiorito stile toscano, vi aveva portato certi concieri e bei vezzi con quel suo caratterino leggiadretto e compassato riconoscibile tra mille. E vero: anche l ottimo Fantuzzi, mentre la trascriveva, non aveva resistito alla voglia d introdurvi per conto suo degli emendamenti; ma era troppo modesto per accontentarsene lui che anche per la propria opera era ricorso a ll intelligente revisione di Flaminio Scarselli, prima di licenziarla al pubblico.

    Non potendosi neanche un momento pensare a una ricostruzione dell originale marsigliano, secondo che vorrebbero i gusti

  • VITI AUTOBIOGRAFIA DI L. F. MARSIGLI

    e i criteri usati nelle edizioni moderne, si intanto liberato il testo dalle correzioni del Fantuzzi e sopratutto da quelle, per lo pi inutili o spropositate, dellineffabile Zanotti, che sostituiva a estate state , a cavalieri cavaglieri , ad estorquere danaro succiar dalle borse altrui danaro , e cose simili.

    Si messa poi ogni attenzione a sistemare 1 ortografia e la punteggiatura, in modo che nel leggere e nell intendere sabbiano a incontrare meno intoppi ed incomodi ; sicch il lettore si trovi, grazie a questo nostro studio in uno stato analogo a chi, stando ad ascoltare persona di cattiva pronunzia che dica per cose molto interessanti, dopo poco dimentica e non avverte pi quel molesto difetto.

    Se questo paresse arbitrio soverchio, si immagini per poco che bel gusto sarebbe imbattersi ogni due righe in qualcuna delle voci pi comuni scritte alla diavola come queste che colgo dallo squarcio autografo della biografa : avvere, sappere, veddere, pottere, opper, giovvenile, uttile, nomme, statto e fuorssi.

    Soltanto la grafia dei nomi propri, che, per quanto varia, poche volte per quei tempi pu giudicarsi erronea, si sempre lasciata stare quale era nel manoscritto, raggruppandoli in fine dell indice, dove saranno inoltre identificati, per comodit degli studiosi, luoghi e persone il meglio che si potuto, data la scarsit del tempo e sopratutto dei libri adatti.

    Non modificata adunque la sintassi, n scambiata parola, la prosa del Marsigli non parr tuttavia quella detestabile cosa che si va figurando ; anzi dester qualche meraviglia che essa ritenga cos poco del gergo militaresco fortemente intriso di vocaboli tedeschi, francesi e latini, in grand uso nelle lettere anche di alti personaggi suoi compagni d arme.

    Confessa spesso di non saper scrivere ; ha per lasciate qui delle pagine veramente pregevoli per schiettezza di stile e per rapida efficacia rappresentativa, specie dove incalzato dal sentimento si esprime con maggiore immediatezza, e allora par proprio di sentirlo parlare quell uomo tutto fuoco e passione. Un bel saggio, e genuino, ce 1 offre la relazione dei colloqui avuti col suo benamato pontefice Clemente X I allo scopo, tra 1 altro, di far promuovere il vicelegato di Bologna, monsignor Erba, nipote di Innocenzo X I, alla porpora cardinalizia. E qui si ha sola la scrittura del generale, senza che vi abbia messo la mano nessun caritatevole correttore. Fosse stato cos anche per tutto il resto !

    Ma eccettuate queste ultime poche pagine, tutta la vita, dalla nascita fino alla data 4 agosto 1705, fu scritta da altro, che vi

  • NOTA PRELIMINARE IX

    Atto di nascita di Luigi Ferdinando Marsigli

  • X AUTOBIOGRAFIA DI L. F. MARSIGLI

    andava facendo continue correzioni, n pi n meno che se fosse stato 1 autore, il quale s ha a credere che lo lasciasse arbitro in tale faccenda.

    Dopo quella data compare il carattere del Marsigli per annunziare la ripresa immediata della narrazione; segue invece subito, senza carta scritta o bianca in mezzo, quel frammento autografo, acefalo e non finito, contenente fatti dell anno 1711, dopo i quali un cartellino, incollato di fronte all ultima pagina scritta, porta segnati gli argomenti da trattarsi per finire la storia di quello stesso anno. Seguono pi di 200 pagine bianche, che paiono attendere invano le notizie della rimanente vita. Ma gi altre carte dovrebbero avere lo stesso significato, se collocate tra gli anni 1705 e 1711, dove s larga lacuna, e non ve n ha punto. Pur troppo quello sciagurato libraio bolognese, che porta il nome sintomatico di Ruinetti, nell inserire nelle rilegature tedesche di pelle di porco, impressa di fregi a secco, le carte dei due volumi della vita, mostr anche qui d aver poca testa, come nel mettere insieme tanti altri volumi marsigliani.

    Le notizie tra il 1705 e il 1711 con ogni probabilit erano state messe in carte, e andarono o perdute o distrutte; non possiamo dire altrettanto per quelle dopo il 1711, se poniamo mente alle tempeste e sopratutto agli sconforti e dispetti e delusioni che travagliarono quell anima generosa e sensibilissima nei suoi ultimi anni.

    Gi prima, giunto con la sua scrittura all anno fatale della resa di Breisach e a quello successivo della degradazione, pare non gli regga il cuore di scriver molto e in poche righe si limita ad accennare le lettere e le relazioni donde il futuro estensore della sua biografia potrebbe trovare sufficiente materia.

    Vuole intanto che a questo luogo del suo libro sia posta una vignetta, eseguita con libera fantasia rispetto al contorno, che rappresenta la sua degradazione nella piazza del mercato del grano in Bregenz, perch si veda a che possa arrivare uno innocente che aveva tanto servito e meritato , , .

    E noi 1 abbiamo qui riprodotta ; come riproduciamo, e sempre secondo la sua volont, la pianta dei trinceramenti fatti intorno a Petervaradino nel 1694. Di nostra idea c piaciuto aggiungere queste altre illustrazioni : il ritratto equestre del generale, che ora adorna la bella sala marsigliana della R. Biblioteca Universitaria in Bologna; il suo atto di nascita esistente nell Archivio Arcivescovile, sulla scorta del quale ci siamo permessi di correggere l errata data: 21 luglio, che si legge in sul bel principio della biografia (altri errori di data non abbiamo toccato); e insieme l impresa incisa nel suo opuscolo apologetico intitolato Informazione ecc.,

  • NOTA PRELIMINARE XI

    per attestare in faccia al mondo tutto che, spezzata la spada dal carnefice, il suo nome rimaneva pur sempre integro : f r a c t u s - i n t e g r o .

    Ma quelle dignitose e dolorose parole segnate di suo pugno sotto la vignetta della degradazione fanno pensare ad un carattere che emerge spesso dalla esposizione della sua vita e che, svelando in quale ordine di pensieri e in quale stato d animo si trovava quando la dettava, in parte forse rifondendola coi vecchi appunti, pu aiutarci a congetturarne il tempo della composizione.

    La Quarta Parte intanto, per sua esplicita dichiarazione contenuta in sulla fine (p. 231), fu finita di scrivere a Milano il 4 agosto del 1705. Poche pagine prima (p. 225), narrando fatti del 1702 egli indica certe sue scritture ultime mandate, dalla Brenta crede, a Bologna,,; e sulla Brenta era stato, tornando da Vienna, gli ultimi giorni del 1704. Qualche data raccolta nelle prime pagine ci porta tra il 1695 e il 21 agosto 1703, morto Ahmed II, regnando Mustaf II (pp. 14 e 21), e gi vi si nomina (p. 36) Giuseppe I d Austria, creato re dei romani il 24 gennaio 1690 e succeduto al padre Leopoldo I il 5 maggio del 1705. Molto, ma molto induce a credere che non solo con le ultime un buon centinaio d altre pagine furono scritte dopo i