Guida al TeleLavoro - al   Associazione Nazionale Consulenti del Lavoro 2 Il telelavoro

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Associazione Nazionale Consulenti del Lavoro

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GGUUIIDDAA AALL TTEELLEELLAAVVOORROO

DI RENZO LA COSTA E VALERIA MARCHITELLI

APRILE 2011

Associazione Nazionale Consulenti del Lavoro

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Il telelavoro (o lavoro a distanza) deve essere inteso quale utile strumento per modulare in

maniera flessibile i tempi e gli orari di lavoro nellinteresse dei lavoratori e delle imprese.

Nel nostro ordinamento, in realt, manca una definizione del telelavoro (solo nel settore

pubblico viene regolamentato dal DPR 70/99).

Per il settore privato si deve fare riferimento allAccordo Interconfederale del 09/06/2004

che ha recepito lAccordo quadro europeo sul telelavoro del 16/07/2002. Laccordo quadro

mira a fornire una disciplina generale dellistituto, lasciando ai contratti collettivi di settore

lintroduzione di norme pi dettagliate.

Laccordo interconfederale definisce il telelavoro come una forma di organizzazione e/o di

svolgimento del lavoro che si avvale delle tecnologie dellinformazione nellambito di un

contratto o di un rapporto di lavoro in cui lattivit lavorativa, che potrebbe anche essere

svolta nei locali dellimpresa, viene regolarmente svolta al di fuori dei locali della stessa

(art.1).

In altri termini il telelavoro costituisce una particolare modalit della prestazione

lavorativa caratterizzata dal fatto che lattivit lavorativa:

- eseguita mediante lausilio di strumenti telematici ed informatici e di tutte

quelle apparecchiature che siano riconducibili al concetto di ICT Information

and Communication Technologies;

- prestata in un luogo diverso dalla sede dellimpresa.

In particolare lattivit lavorativa pu essere svolta:

1) presso il domicilio del lavoratore (cd telelavoro domiciliare)

2) presso una filiale appositamente creata dallazienda (cd telelavoro da centro

satellite)

3) in luoghi sempre diversi per mezzo di pc portatili o altri strumenti mobili (telelavoro

mobile)

4) in appositi centri creati per lo scopo da un consorzio di aziende, o da unazienda

singola o anche da enti pubblici (telecottages o tele centro)

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5) attraverso il cd sistema diffuso dazienda che sarebbe la cd azienda virtuale cio si

rivolge a clienti distanti nello spazio offrendo prodotti sostanzialmente immateriali;

6) attraverso il cd sistema distribuito dove lattivit svolta in varie fasi da pi persone

dislocate su un territorio pi o meno vasto, collegate telematicamente tra di loro.

In relazione al tipo di collegamento intercorrente tra il telelavoratore e lazienda inoltre

possibile distinguere da un punto di vista qualitativo:

a) telelavoro on line: il collegamento tra telelavoratore e tele datore interattivo e

continuativo. Tale forma di collegamento consente una comunicazione costante tra

le due parti del rapporto e facilita lo svolgimento dellattivit di controllo da parte del

datore. I dati transitano, in questa peculiare modalit di telelavoro a doppio senso

grazie a specifiche reti telematiche (internet o intranet);

b) telelavoro one-way-line: la trasmissione dei dati e delle informazioni, a senso

unico e va esclusivamente dalla postazione del lavoratore allazienda;

c) telelavoro off-line; tale conformazione consente al lavoratore di svolgere la

prestazione senza alcun collegamento con la sede dellazienda. in tal caso i dati

sono comunicati al datore in esito alla prestazione e solo su tali dati saranno

effettuati i successivi controlli.

Non configurando una tipologia contrattuale specifica, la qualificazione giuridica del

telelavoro va dedotta di volta in volta.

Il telelavoro, infatti, pu indifferentemente formare oggetto di:

- contratto dappalto: la prestazione telelavorativa si configura come unattivit

- imprenditoriale (ex art. 2082 c.c.);

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Telelavoro come oggetto di contratto d'appalto (art. 2082 c.c.)

Il telelavoro pu essere qualificato come vera e propria attivit imprenditoriale, ai sensi dell'art. 2082 del codice civile, se, nello svolgimento della teleprestazione, l'organizzazione di attrezzature e mezzi e/o di altri soggetti dipendenti prevale sul lavoro personale del soggetto obbligato e quest'ultimo se ne assume effettivamente il rischio economico. La fattispecie si colloca dunque al di fuori dell'area del contratto di lavoro in senso stretto e rientra nell'ambito della disciplina sugli appalti dettata dalla legge n. 1369 del 1960.A questo punto pu sorgere, come anticipato, il problema della qualificabilit del contratto come appalto genuino, o come appalto di semplice prestazioni di manodopera, vietato dall'art. 1 della legge n. 1369/1960. Se il ruolo effettivo del tele-imprenditore infatti fosse quello di semplice "intermediario", in quanto la prestazione dedotta in contratto si riduce di fatto alla sola prestazione di lavoro delle persone che egli pone a disposizione dell'impresa committente, il contratto stesso non potrebbe qualificarsi come appalto in senso proprio e i lavoratori assunti dall'interposto dovrebbero considerarsi a tutti gli effetti come dipendenti dell'impresa committente ( il caso, ad esempio, di contratti aventi per oggetto il trasferimento di dati da supporto cartaceo a supporto magnetico, dove il servizio viene svolto con personale dequalificato, collegato a distanza tramite videoterminali con il centro elaborazione dati del committente). Tuttavia la tendenza, prevalente negli ultimi anni, in sede giurisprudenziale quella di limitare l'ambito di applicazione del divieto di cui alla legge n. 1369/1960 ai soli casi in cui, attraverso il contratto d'appalto, si miri ad eludere gli obblighi previdenziali e gli standard minimi di trattamento retributivo nei confronti dei lavoratori (si veda al riguardo la sentenza n. 10183 del 19/10/1990 delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione, che indica l'apporto rilevante di know-how informatico, nel servizio dedotto in contratto, come elemento sufficiente per consentire la qualificazione del servizio stesso come prestazione di natura imprenditoriale e, di conseguenza, del contratto come appalto genuino, sia pure in assenza di un apporto rilevante di strumentazione materiale da parte dell'appaltatore).

- contratto dopera: ipotesi in cui il teleprestatore, alla stregua della disciplina di cui

allart. 2222c.c. si obbliga a compiere , verso un corrispettivo, la propria prestazione

con lavoro prevalentemente proprio e senza vincolo di subordinazione nei confronti

del committente;

Telelavoro come oggetto di contratto d'opera (art 2222 c.c. e 2083cc)

In questo caso siamo in presenza di un contratto che abbia per oggetto un'opera o un servizio ben individuato e delineato, per i quali pu essere previsto un compenso forfetario indipendente dal tempo impiegato. Tipici esempi di attivit inquadrabili in questo contesto sono quelle del consulente informatico, dell'esperto di elaborazione grafica mediante CAD (Computer Assisted Design), del giornalista freelance, del traduttore. Tali lavoratori operano di volta in volta con una pluralit di committenti per l'esecuzione di opere e servizi aventi carattere di occasionalit ed espletano la propria funzione indipendentemente dal luogo di svolgimento della prestazione. L'assenza di carattere continuativo della prestazione lavorativa e di inserimento nell'organizzazione di impresa ne esclude la configurabilit nell'ambito del rapporto di tipo subordinato. Pertanto a questo tipo di impegno non pu essere applicata alcuna delle discipline protettive del lavoro subordinato. La legge di riforma delle pensioni (335/95) ha tuttavia esteso a tale tipologia di telelavoratore libero professionista l'assicurazione pensionistica obbligatoria, limitandola per ad un prelievo pari al 13% dei corrispettivi percepiti.

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- contratto di lavoro parasubordinato: il telelavoro comprende quelle fattispecie in cui

la prestazione sia caratterizzata da continuit, coordinazione e prevalente

personalit (art. 409 n.3 cpc);

Telelavoro come oggetto di contratto di lavoro parasubordinato (art. 2113 cc e 429 c.p.c.)

L'altro sottotipo di lavoro autonomo che possiamo collocare accanto al contratto d'opera costituito da questa forma di lavoro pi conosciuta con il nome di "collaborazione coordinata e continuativa", e caratterizzata dal fatto che la prestazione lavorativa tende ad estendersi nel tempo. Le stesse professioni viste in precedenza, quali ad esempio il programmatore informatico, il grafico, il collaboratore editoriale di un giornale o di una rivista, lo specialista che opera al di fuori dell'azienda si configurano in questa tipologia di contratto quando la prestazione non riferita ad una singola opera quanto piuttosto ad una attivit che si protrae nel tempo, non necessariamente indeterminato. A questo tipo di impegno non pu essere applicata alcune delle discipline protettive del lavoro subordinato, in particolare per quanto riguarda la facolt di recesso.

- contratto di lavoro subordinato: in tale ipotesi il telelavoratore si obbliga, a fronte di

idonea retribuzione, a collaborare nellimpresa, sia pur a distanza, prestando il

proprio lavoro alle dipendenze e sotto la direzione dellimprenditore.

Telelavoro come oggetto di contratto di lavoro subordinato ordinario (Art. 2049 cc)

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