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Angela Patrono Sandro Botticelli

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  • 1. Angela PatronoSandro Botticellitra i Musei dEuropa e dOriente:le mostre temporanee eBook per larte uniniziativa

2. 2011 eBook per lArte Angela PatronoPrima Edizione 2011LicenzaCreative Commons 3.0 Attribuzione - Non commerciale No operederivatehttp://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/3.0/In copertinaSandro Botticelli, Madonna con Bambino e Angeli (Tondo Raczinskj)Berlino, Staatliche MuseenI titoli di opere darte sottolineati e colorati in blu sono cliccabili: si aprirlimmagine dellopera (necessaria connessione a internet). 3. Introduzione Al termine dei miei studi universitari sono stata portata a delinea-re in una prospettiva nuova limmagine del museo: insieme macchinadel tempo e sala dibernazione in un presente che a noi sfugge ineso-rabilmente, smarriti come siamo tra crolli di ideologie e labili confiniidentitari. Il museo, con le sue opere sopravvissute al risucchio deltempo, ci fa credere per un attimo di aver vinto la scommessa dellim-mortalit. Lungi dallessere Specchio della Patria e Tempio del Bellocomera definito nel XIX secolo, il museo oggi rischia di essere stru-mentalizzato per meri fini di lucro, perdendo la funzione educativache una volta lo contraddistingueva 1. Eppure, nonostante la crescentemercificazione della forma artistica e laccesso sempre pi frequenteai cosiddetti musei virtuali (rilevante il caso della Galleria Borghesecon il suo Cilindro Multimediale, che permette il collegamento via In-ternet con dieci celebri musei internazionali), la gente non rinuncia afare la coda agli Uffizi e al Louvre per restituire laura perduta, perdirla con Benjamin, agli originali. Esistono varie tipologie di contenitori artistici:1. Contenitori museali ovvero musei storici, come il British Museum a Londra, lErmitage a San Pietroburgo o gli Uffizi a Firenze;2. Contenitori storici, idonei solo ad ospitare Mostre, come le Scuderie del Quirinale a Roma;3. Contenitore storico che ospita solo un Fondo di donazione, come il Palazzo della Marra a Barletta che ospita la mostra permanente del Fondo di donazione di Giuseppe de Nittis;1A. Paolucci, Premessa: modelli e funzioni del museo Europeo, in I luoghidellarte. Un percorso tra arte e storia nei pi grandi musei europei, Milano 2002,pp. 9-11, citato da M. Pasculli nella sua presentazione PowerPoint su CD-ROMValidit, opportunit e diversit delle mostre temporanee (2007) 4. 4. Contenitore che un Palazzo storico che si modernizza oggi ospitando nelle sue sale Mostre temporanee, come la Galle- ria Borghese a Roma;5. Contenitore di nuova costruzione.2 Inoltre, vari sono i motivi che possono spingere ad allestire mo-stre: eventi commemorativi, rivalutazione del patrimonio storico-ter-ritoriale o desiderio di approfondimento della vita di un artista. Le mostre possono suddividersi in:- Mostre monografiche su un artista;- Mostre itineranti internazionali;- Mostre itineranti per mare;- Mostre per valorizzare il patrimonio regionale o interregionale;- Mostre in occasione di restauri o donazioni di collezioni private;- Mostre per rivalutare o esaltare la nobilt;- Mostre a tema sacro o a tema profano;- Mostre sulle istituzioni confraternali, etc.3 Negli ultimi tempi sono andate via via sviluppandosi le cosiddetteMostre temporanee. Esse presentano numerose opere di diversaprovenienza nellarco di un periodo limitato, unopportunit da nonlasciarsi sfuggire per lo specialista (che potr esaminare un vasto cor-pus artistico utile per la sua ricerca) e per lo spettatore, che contribui-sce a rendere queste installazioni provvisorie un fenomeno culturalee mediatico in continua evoluzione4. Come sottolinea Pasculli (2007),I primi luoghi deputati a contenere i musei effimeri sono stati ingenere i Musei storici ovvero quei Contenitori museali accreditati dasempre a soddisfare la richiesta culturale, dal Louvre allErmitage. Nel corso della mia trattazione prender in esame le pi importan-ti mostre temporanee svoltesi negli ultimi ventanni su Sandro Botti-2Ibid.3Ibid.4Pasculli 2007. 5. celli (il cui vero nome era Alessandro Filipepi e visse tra il 1445 e il1510) e sul suo tempo. Il presente lavoro nasce perci da unindagine approfondita nellaquale ho raccolto documenti scritti e audiovisivi sulla figura dellarti-sta. Nellambito della mia ricerca ho preso in esame i capolavori bot-ticelliani che mi sono parsi pi idonei a rappresentare i tratti stilisticisalienti del pittore, cercando di coglierne la maturazione artistica e fi-losofica. Ho scelto Botticelli come oggetto della mia indagine perch mi hasempre affascinato il velame di mistero che regna in uno dei suoi picelebri dipinti, la Primavera: cosa che mi ha spinto a documentarmiin modo assiduo e spesso autodidattico sullartista e, di conseguenza,sul Rinascimento fiorentino. Le qualit che ho avuto modo di apprezzare in Botticelli sono la ca-ratterizzazione dei personaggi, frutto di unintrospezione psicologicache traspare dalla gestualit e dallespressione del volto, le atmosferefuori dai canoni spazio-temporali di molti suoi dipinti e il senso di in-compiutezza narrativa che specialmente le allegorie suscitano e chelascia ampio spazio allimmaginazione. Le sue creature non sonocongelate come potrebbero sembrare: sono espressioni vive di unafervida fantasia e un intelletto fertile. Certo, Botticelli per antono-masia il pittore delle allegorie profane e chi lo conosce superficial-mente rischia di cadere nel tranello delle facili classificazioni. A volte,per, come accaduto alla sottoscritta, dipinti come la Nascita di Ve-nere e la Primavera diventano, per cos dire, il biglietto da visita peril mondo botticelliano, che al neofita riserver continue sorprese. Devo dire che laria di Botticelli ci che pi mi ha colpito. Lostudioso Daniel Arasse5 la definisce ci che proprio di un artista eche lo rende riconoscibile nelle sue opere, distinguendola dalla ma-niera, il modo di dipingere adottato dallartista a seconda delle cir-costanze in cui si trova ad agire (tema o destinazione dellopera, esi-genze del committente ecc.). Posso perci constatare che nel corso5 La maniera di Botticelli, in Botticelli e Filippino, catalogo della mostra omonima,Milano, Skira, 2004, pp. 16-17. 6. del tempo la maniera di Botticelli si drasticamente modificata, malaria il suo elemento di unicit rimasta la stessa.Io credo che larte non abbia altro scopo se non quello di invogliarechi guarda a porsi domande, a essere scosso, a entrare nel vivo dellascena rappresentata.Per me artisti sono per antonomasia coloro che, per dirla con Pla-tone, hanno lanima gravida, in una tensione rappresa che si risolvein folgorazioni abbaglianti. Lepifania dura il tempo di un istante, ma capace di irradiare la sua luce ben oltre le convenzionali coordinatespazio-temporali. Ogni artista un suggeritore, un seminatore di al-lusioni, lideatore di un puzzle lasciato volutamente a met per far sche altri possano contribuire con studi, dibattiti e, soprattutto, la na-scita di nuova arte ancora.Larte nasce dalla suggestione; un viaggio a tappe dal finale aper-to, che ci lascia continuamente sospesi tra la meraviglia della scoper-ta e limpeto del nuovo, tra la passivit della contemplazione interioree lattivit del ricreare fuori da noi, in una spinta verso lAltro, le stes-se forme spirituali e materiali che ci hanno incantato.Perci, larte condivisa stimola la riflessione, irradia il microco-smo (per usare un termine di Pico della Mirandola) del singolo versoil macrocosmo sociale, non con la pretesa di modificarlo (non unveicolo di ideologie, ma di idee), ma con lintento almeno di scuoter-lo, di lasciare la traccia del proprio passaggio. Un museo ha una sola possibilit di essere vivo, ed quella diaprire nel nostro discorso la porta a quelle che sono le nostre ragioni,le nostre inquietudini, afferma Carlo Bo 6. Le mostre temporanee,perci, sono una risorsa preziosa: ci rendono capaci di farci rifletteresulla direzione che stiamo prendendo rispetto a chi ci ha preceduto.In un certo senso, sono come le epifanie artistiche: fugaci, ma inca-stonate nelleterno.Il pregio pi grande di Botticelli quello di avermi fatto capire,sempre di pi, che larte nostalgia dellimmortalit.6 Vita oltre gli occhi, saggio introduttivo de Lopera completa del Botticelli, Milano,Rizzoli, 1978, pag. 8. 7. IndiceI. La riscoperta di Sandro Botticelli 9Elenco in ordine cronologico delle mostre pi celebri degli ultimiventanni9II. Rinascimento: mostre celebrative 11Rinascimento, una definizione controversa 11I fulcri ricettivi di Cina e Giappone 11Validit dellanno laurenziano (1992)attraverso due mostre a Firenze15III. Botticelli e Dante: un illustre incontro20IV. La grande mostra internazionalesu Botticelli (Firenze e Parigi) 26Delicatezza e forza: leredit del Lippi e del Verrocchio29Unallegoria mitologica: Pallade e il centauro di Botticelli 29La Calunnia di Botticelli, emblema della crisi umanistica31Turbamenti religiosi: lultima fase34V. Sviluppi recenti attraverso mostre successive 36Il disegno inedito di Botticelli nella mostraBotticelli, Verrocchio e oltre (2006)36La malinconia neoplatonica nella mostraIl Settimo Splendore (2007)37Le mostre in occasione dei cinquecento annidella scomparsa di Sandro Botticelli (Francoforte e Milano)39Bibliografia 41 8. I. La riscoperta di Sandro Botticelli I. La riscoperta di Sandro Botticelli Linteresse verso la personalit di Alessandro Filipepi, passato allastoria come Sandro Botticelli, sullonda dellentusiasmo estetizzantedel XIX secolo, andato via via ampliandosi con nuovi studi che han-no portato a una revisione accurata. Ricordiamo, tra gli altri, il con-tributo importante di Aby Warburg, fermo punto di riferimento pertutti gli studiosi di iconologia, il quale ha fornito unimportante rilet-tura delle allegorie mitologiche botticelliane 7 e ha aperto la strada anomi di spicco come Panofsky e Gombrich. A queste approfondite ri-cerche ha fatto naturalmente seguito nel XX secolo lallestimento divarie mostre temporanee (tra le meno rece