Anfore a Pantelleria 2017-03-30آ  Pantelleria: storia archeologia ed archeologia subacquea /D IXWXUD

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  • Anfore a Pantelleria Salassa, salassa sto nou, sth yuch kai stij flebej maj salassa

    mare, mare nello spirito, nella mente e nelle nostre vene sempre mare

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  • Alla memoria dei miei Genitori

  • INDICE GENERALE

    íanfora

    íanfora

    íolio

    íorganizzazione del commercio marittimo

    ìBaia di Cadiceî ìCartagine î

  • ñ Archeologia subacquea

    íAssociazione Egittologia.Net

  • 1 Introduzione di Sebastiano Tusa

    Pantelleria: storia archeologia ed archeologia subacquea

    ‡ certamente grandi sorprese a proposito della

    íisola. », infatti, impossibile che soltanto nel II

    íisola fosse stata occupata. Del resto Ë ind íisola Ë almeno fin dal V millennio a.C., e

    íeneolitico (III millennio a.C.). CiÚ si d Ï antichi sia in

    íuomo preistorico ìvetro vulcanicoî che abbonda in pi˘ zone

    íisola. » noto che líossidiana, non appena viene conosciuta in seguito íesplorazione delle zone di

    ‡ ed eff

    íAfrica e dalla Sicilia fosse minore nel moment Ë intorno ai 12.000 anni a.C.

    ‡ del ìpianetaî mare. E ˘ invero

    íossidiana, Pantelleria fosse rimasta

    Ï remoti, non abbiamo alcun íoccupazione pi˘ antica di Pantelleria. Le testimonianze

    ˘ antiche risalgono, infa ía ‡ del bronzo, e cioË

    íadiacente necropoli costituita da quei sing

    sesi íisola, dallíarea limitrofa allíattuale ˘ remote contrade di Balata dei Turchi, le testimonianze

  • È ogni articolazione locale di tale modulo assume le sue ‡ formali e tecniche specifiche, nonchÈ le proprie m

    íinterno, sicchÈ la loro tecnica costruttiva risulta

    ˘ picc ‡ adibite al rituale

    » proprio con i monumenti pi˘ antichi che possono collocarsi alla base íinso ˘ significativi di

    ìpseudonuraghiî ñ ñ

    íoriginalit‡ dellíacquisizione pantesca del Ú che la vicina tradizione

    Ú anche in virt˘ íorizzonte pantesco dei sesi si

    Ë quello siciliano cosiddetto di RodÏ íinsediamento di Mursia fa, infatti, parte integra

    íaltra parte della Sicilia interessata dalla ‡ di Castelluccio. Questíultima, infatti, Ë caratterizzata dalla presenza

    ‡ magg íar

    íincisione o nellíelaborata

  • ‡ portano alla determinazione

    ‡ tipologica e culturale. Stretti sono, i

    íambito della cultura di RodÏ íidea di tomba

    », pe Ú líinsediamento

    È perseguirla a causa della difficolt‡

    íisola. » molto probabile, quindi, che il sese nasca íesigenza di tr

    íintaglio regolare e duraturo delle íes

    íimprestito fo íintroduzione del modulo a torre gi‡ da tempo diffuso nel

    ‡, un ruolo estremamente marginale se

    íarchitettura megalitica pantesca sia tale soltanto nel suo aspetto

    Ï come líintroduzione íantica et‡

    íinserzione del modulo a torre a Pa íisola un r

    », quindi, presu íaspetto formale e tecnico íarchitettura m

    » lungo

  • Ï

    íepisodio dei sesi di Pante

    íimportanza dei sesi e la loro

    ‡ pantesche e, quindi, a

    íimportanza dellíevi Ë fuori di ogni dubbio. Purtroppo Egli non ebbe líopportunit‡ ed

    Ï lontano dalla ìSuaî Siracusa, gl ˘ che da uníesigenza scientifica,

    íisola di Pantelle ìi monumenti e gli avanzi di

    ‡, col‡ esistenti.î Come sempre nella sua storia la ricerca

    íepisodio ìoccidentaleî, Orsi si rituffÚ nei Suoi studi che ‡ siracusane e su quelle

    íinterno e dotate di bacini da raccolta litici e macine. Ma ciÚ che ˘ impressiona Ë il poderoso muro di cinta ancora ben conservato che

    íintroduzione ad un saggio sul repertorio anforaceo riguardanti íisola pi˘ recente. Tuttavia il nesso esisto ed Ë il mare. Sul mare

    íepoca sesiota e, qualche íisola,

  • Ë Ë articolato sul mare. Mare inteso non tanto come serbatoio di

    Ï come mezzo di íi ‡ mercan ˘

    ‡ delle sue íeterogeneit‡ delle sue provenienze, la molt ‡ dei contenuti

    íisola a partire íellenismo quando, da appendice dei grandi empori punici nord

    íoccupazione preistorica non lo si intuisce dagli indizi e

    ‡ Orsi, anche se Ú come a

    íisola di Pantelleria si aggiorna ìCarta Archeologica di

    Pantelleriaî de íUniversit‡ di Bologna, diretta da Maurizio Tosi,

    » proprio nellí ío

    íinterrelazione tra i

    íecosistema pa ‡ le caratt Ë

    ‡ essere riscritta ˘ delle intense conoscenze prodotte in seguito a queste

    íavvolge in un alone di maggiore mistero, altrettanto interessante e ricca di Ë la tratt ˘ vicini, corrispondenti

    íoccupazi

  • íisola da affiancare alle notizie tramandateci dalle

    íintensa e ricca íisola nei periodi ellenistico e romano.

    ˘ significativa Ë costituit íodierno centro abitato. Malgrado

    íinizio della ricerca archeologica in questo sito ci ha permesso di

    íisola fu tuttíaltro che esiguo confermando líovvio ruolo strategico íisola nelle rotte mediterranee.

    íidentificazione delle tracce ‡ indefinitamente

    íOrsi, e degli stabilimenti per la produzione di ceramica da

    Ë presumibile pensare che Pantelleria dovette trovarsi

    ‡ del IV sec.a.C, oltre a fornirci i tempi di percorrenza per íisola dalle t

    íimportanza strategico íisola nellíambito

    íimportanza di Pantelleria nei collegamenti cartaginesi tra Sicili Ú líattenzione costante dei Punici verso líisola e la sua

    Ú fino allíaffacciarsi di ‡ nel 254 a.C. un flotta romana la

    Ú, ma fu una conquista È i Ca

    È le fonti ce ne parlano sempre come di

  • íisola in perenne stato di fortificazione per contrastare eventuali mire di

    íisola visse probabilmente il suo periodo migliore

    íimpero quando le invasioni va

    íisola come Pantelleria non poteva non riservare sorprese e grandi ‡ scientifiche anche nel mare che la circonda. Líarcheologia

    íisola come quello che si espleta nelle contrade di terra. íint Ë

    íis Ú, Ë mai comparso a chiarire e connotare

    íoccasione del saggio Ë data dalla corposa collezione anforacea

    íordine che, con grande zelo ‡, nel corso degli ultimi decenni íemorragia imme

    ìle mani î chi avrebbe dovuto segnalare le scoperte piuttost

    íaltro di contestuale. La gran massa di materiali ìminieraî di anfore che Ë la zona di Gadir

    È di

    Ë riusciti ad esporre al pubblico in via del tutto eccezionale e

  • Ë fatto

    Ë nato intorno a questa che puÚ ìnateî nellíambito

    ‡ della íarcheologia s

    ‡ del tutto originali ed inusitate.

    íecc ‡ di oper ìfermo î su un momento spec íantichit‡. La nave

    È un campione fortemente indicativo della societ‡ dellíepoca. Ë con la ricerca archeo ‡ di

    íanalisi dei flussi íantichit‡, e Pa Ë un esempio.

    íambito ‡ sommerse.

    íestensione dei mari si capisce che essi sono stati e

    Ë stato tramandato sia sotto Ú fornire elementi di

    íarcheologia subacquea ha fatto enormi passi in avanti da quando, íuso degli Ë diventato possibile. Da allora si

    ˘ parti del mondo. I r íattuale momento di

    Ë che di ricerca storica si tratta. Lo dimostra il ‡ della spettacolarit‡ del recupero, oggi corredato di alta

    ˘ sign íavanzamento della c íantichit‡. Storia

    ‡ di approf ‡ che la tecnologia sviluppatasi nel campo delle

    ‡ oceanografiche offre possono essere messe a

  • íintervento privato che hanno

    ˘ situata nel ˘ ricco Ë, dagli inizi, saltata a pieno titolo sulla ribalta

    íarcheologia subacquea. Lo sviluppo costiero dellíisola e la presenza di

    Ë un

    ‡ che se fino a ieri potevano essere agg íemergenza, oggi devono essere affro

    íindagine su quello di Capistello, bruscamente interrotto dalla Ú la vita a due archeologi tedeschi, líindagine sul reli

    íUniversit‡ di Oxford, lo scavo della nave

    Ú che li accomuna tutti Ë che si

    ‡ Ë iniziato un lavoro di capillare

    Ë stato, ovviamente

    íArma dei Carabinieri, nonchÈ con il fondamentale

  • ìPlutoî. È si Ë

    ‡ ra ˘ punti della Cala di Gadir

    íimmersione che con la ricognizione

    íanni di saccheggio, parte del carico È ancora presente e, di íarea merita di essere tutelata. Ma le ripetute ricognizioni

    íarea ˘ o meno coevi.

    » qui che creeremo uno dei punti di visita archeolog È líaltro r Ë quello di aver compreso che líarea, pur

    Ë ancora potenzialmente valida per

    ˘ avvincenti dellíarcheologia e topo ìporto fenicioî coincidente con quello

    íubicazione del porto ìanticoî attribuito íinsediamento fenicio

    Ú una delle prime planimetrie del porto. Tuttavia la ripetuta c íesistenza del ìportoî o ìmoloî fenicio risulta storicamente come un

    íeventuale fondamento archeologico di È stata effettuata nel settembre 1994 una campagna íarea portuale in questione. Dai da È

    ìmolo fenicioî È poggiata in