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le rivoluzioni inglesi

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  • 1. La rivoluzioneinglese Con indicazioni storiche anche della Gloriosa rivoluzione

2. Alberto Tenenti, Dalle rivolte alle rivoluzioni, il MulinoAlcuni fattori differenziano lInghilterra dalle Province Unite:2.LInghilterra rimase fortemente caratterizzata dal regimemonarchico ed anche dallattaccamento ad esso comeistituzione fondamentale. Cambieranno le linee dinastiche,ma la linea di continuit rimase quella monarchica.3.Rimase sempre forte il connubio tra la Chiesa ufficiale e lamonarchia. Le rivoluzioni non spezzarono equilibri, ma limisero in questione allinterno del regime monarchico e degliindirizzi confessionali del governo.4.Il periodo rivoluzionario duro parecchi decenni investendounentit nazionale gi abbastanza organica e radicata. 3. Lo sviluppo di Londra e il commercioGiacomo I Stuart diviene re dInghilterra nel 1603(era re di Scozia dal 1567) in pieno sviluppodemografico ed economico. Londra era il fulcrodelleconomia Inglese (450.000 ab. Nel 1640) ed erauna citt decisamente importante nel regno perconcentrazione di risorse economiche, politiche,professionali e demografiche. Controllare la capitalesignificava controllare il regno.Lattivit economica verteva sullindustria tessile(produzione di stoffe di lana), estrazione del carbonee produzione di cannoni di ferro fuso di ottimafattura. 4. Le campagneLagricoltura inglese era decisamente tra le pi progredite inEuropa. La piccola nobilt terriera (gentry) costituiva la classedei gentiluuomini di campagna a cui erano stati assegnaticompiti istituzionali (es. giudici di pace). Il suo peso sociale, lasua influenza e la sua capacit economica eranoenormemente cresciute dal XV-XVI secolo. Alla met delSeicento possedeva la met delle terre inglesi. Introdussenuove e migliori tecniche di coltivazione, aument le rese edespanse le superfici coltivabili (recinzioni di terre comuni).Questo ceto di gentiluomini, questa piccola nobilt terriera dibaronetti e cavalieri domin levoluzione interna inglese pertutto il periodo preso in esame ad essa si aggiunsero schieredi altri gentiluomini provenienti dal commercio, dallindustriao dalla professione legale (Alberto Tenenti, Dalle rivolte alle rivoluzioni, il Mulino, p.105) 5. Le campagneVi erano poi i cosiddetti yeomen ed i freeholders,coltivatori benestanti e piccoli proprietari chefornirono la maggior parte dei soldati in forza delParlamento della guerra contro il re e la chiesa distato.Poi vi erano i husbansmen, piccoli proprietariInfine vi erano i braccianti e tutti gli altri contadini. 6. Conflitti religiosiLa rivoluzione inglese fu uno scontro tra opposteconcezioni del potere, ma anche una guerra direligione che oppose in modo aspro pi le diverseconfessioni del campo protestante che questi ultimicon i cattolici.La chiesa di stato anglicana aveva conservato unastruttura ancora gerarchica con a capo i vescovi, chegiacomo I riteneva un fondamentale strumento dipotere (non bishop, no king). I vescovi facevano faticaa controllare i predicatori, soprattutto nellecampagne, ove spesso si trovava un clero ufficialeignorante e corrotto. 7. Conflitti religiosiCon lAct of Supremacy del 1559 (Elisabetta I) si ribadivala funzione del sovrano a capo supremo della chiesaanglicana. La gente venne abituata allidea che la chiesae lo stato dipendessero dalla medesima autorit oltre chealluso della lingua nazionale nella liturgia. Sul filo deidecenni tuttavia linterpretazione prevalentementepolitica del protestantesimo, promossa da Elisabetta,ingener delle reazioniispirate alla convinzionedellautonomia del credente. Non soddisfaceva infattilautoritarismo regio che induceva vescovi e sacerdoti aseguire pedissequamente le direttive del governo.(Alberto Tenenti, Dalle rivolte alle rivoluzioni, il Mulino, p.109) 8. Conflitti religiosiI nobiluomini di campagna nominato sulle proprie terrepredicatori in grado di rispondere alle istanze religiose cheprovenivano dalle popolazioni. Tali predicatori gettavano unforte discredito sulla chiesa ufficiale. I gentiluomini eranoprevalentemente di formazione calvinista e vennero chiamatipuritani poich il loro scopo era purificare la chiesa inglese,eliminando i residui cattolici nella dottrina, nella liturgia,nellorganizzazione e gestione del potere. La societ idealeera quella in cui gli uomini glorificavano Dio con la preghiera econ il lavoro. Essi invocavano la libert di coscienza in ambitoreligioso e aborrivano lintervento della Corona in camporeligiosoLa polemica contro i vescovi divenne virulenta e il re non lapoteva permettere: vi furono molte persecuzioni e moltiemigrarono in America. 9. Il fronte protestantePresbiteriani: a modello la chiesa di Scozia, volevanosostituire i vescovi con anziani e pastori dellacomunit. La chiesa inglese avrebbe dovuto esserecalvinista e decisamente intollerante.Congregazionalisti: la comunit cristiana compostada credenti, riuniti liberamente, senza interventi dellostato, che nominano i propri pastori.Vi erano poi numerose sette minoritarie e legate allalettura diretta della Bibbia, che i presbiterianivolevano eliminare. 10. Il conflitto Monarchia-ParlamentoElisabetta I aveva sempre tentato di ridimensionare ilruolo e limportanza del Parlamento, convocandolo(Lords e Comuni) il minimo indispensabile(assolutismo di fatto)grazie ad alcuni fattoriconcomitanti:Pericolo dinvasione spagnolaLa sua figura carismaticaIl ruolo riconosciutole di garante dellindipendenzanazionale e della purezza della Chiesa dInghilterra.Tali fattori vennero meno con Giacomo I Stuart. 11. Il conflitto Monarchia-ParlamentoGiacomo I tent di governare da monarca assolutosostenendo lidea che il re, vicario di Dio, non fossevincolato dalle leggi positive e potesse in ognimomento, poich fonte del diritto, invalidarle osospenderle.Egli voleva avere anche libert nellimposizionefiscale.Difendeva poi la chiesa anglicana di stato contro ipredicatori.Gli si contrapposero ben presto forze politiche ereligiose fautrici di un sistema misto, con lautorit delre bilanciata dal parlamento 12. Alberto Tenenti, Dalle rivolte alle rivoluzioni, il MulinoLa situazione inglese era in fieri ed i contrasticostituzionali si complicavano con quelli religiosi. Non simettevano in discussione n lesistenza n lautorit delre, bens i limiti ed i modi della sua azione sostanzialmente le varie ondate di rivendicazioneparlamentari si urtarono contro una regalit tanto menoincline ad ammettere condizionamenti in quanto latendenza generale degli stati occidentali era diconcentrare verticalmente il potere nelle mani di unapparato centralizzatore facente capo al monarca.Loriginalit inglese consiste nellessere andati verso unamonarchia costituzionale e parlamentare. 13. Alberto Tenenti, Dalle rivolte alle rivoluzioni, il MulinoIl dramma degli Stuart fu quello di non avere i mezzi o leopportunit di realizzare un regime di profilo assolutisticoe nello stesso tempo di rifiutarsi di accettare ilcompromesso con il Parlamento.N Giacomo I n il figlio Carlo I possono esser definititiranni Autoritari per temperamento e diffidenti neiconfronti del Parlamento, essi non giunsero a stabilireunintesa con gli elementi pi attivi della vita politica esociale inglese del tempo . Ma anche i parlamentari ed iloro sostenitori seppero di rado trovare i modi dicollaborare costruttivamente con i monarchi. (pp.115-116) 14. Gentile-Ronga-Salassa, Nuove prospettive storiche, 2 Ed. La ScuolaStuart al potere 1603-1642Giacomo I - 1603-1625 , Carlo I - 1625-1649I sovrani Stuart sembrano perseguire un disegno in gran parte simile aimodelli della Spagna di Filippo II e della Francia di Enrico IV: unagestione diretta degli affari di governo, la corte come centro del poteree di definizione degli indirizzi politici, il ruolo determinante di un favoritoche trovava analogie con le contemporanee figure del "valido" spagnoloe del cardinale ministro della Francia, la promozione di unaristocraziache acquistava il proprio status dal favore del sovrano e dallacquisto dititoli nobiliari messi in vendita per far fronte alle sempre pi pesantiesigenze di spese della corona che non intendeva sottostare al controllodel Parlamento. Si delinea ma in tal modo una frattura tra la corte e ilpaese che and approfondendoci negli anni che precedono la primarivoluzione per effetto delle tensioni politiche-religiose che montavanonella societ inglese e per effetto delle scelte dei sovrani stessi. 15. Gentile-Ronga-Salassa, Nuove prospettive storiche, 2 2 Ed. La Scuola Gentile-Ronga-Salassa, Nuove prospettive storiche, Ed. La ScuolaSecondo lo storico Trevor Roper le crisi rivoluzionarie del 600esprimono essenzialmente una crisi di rapporti tra societ stato, unacontrapposizione tra le corti, divoratrici di risorse e le diverse classisociali sottoposte a questa struttura politica ed economica. A partire dal1590 il costo dello Stato si fa tale che ai tradizionali espedienti finanziarisi aggiungono altri mezzi per rastrellare quanto pi denaro possibile. Intutti paesi dellEuropa si rappresenta simultaneamente la stessa grandetragedia, una crisi che investe tutti con modalit diverse di regione inregione: la guerra dei Trentanni, la gravosit delle imposte fiscali,loppressione militare o la sconfitta, lo sconvolgimento degli scambicommerciali, il paesaggio devastante dalle truppe.Ma il carattere generale della rivoluzione del Diciassettesimo secoloindica che nelle monarchie europee si sono accumulate ora gravidebolezze strutturali: in realt ci sar una crisi di rapporti tra societ stato. Lo stato del Rinascimento un colossale apparato burocratico,una enorme struttura amministrativa centralizzata che costa tantissimoe viene pagata quasi interamente dal paese. 16. Gentile-Ronga-Salassa, Nuove prospettive storiche, 2 Ed. La ScuolaLa burocrazia continuava ad espandersi ma in modoparassitario e si mantiene crescendo lo spreco. Pi i costidellapparato amministrativo aumentano, pi governo ricorreagli ormai tradizionali espedienti finanziari; un mondo di

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