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RONCHI-Dibattito Data Introduzione Denario

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Text of RONCHI-Dibattito Data Introduzione Denario

RIVISTA ITALIANA

NVMISMATICAE SCIENZE AFFINIFONDATA DA SOLONE AMBROSOLl NEL 1888 EDITA DALLA SOCIETA NUMISMATICA ITALIANA IN MILANO

IL DIBAITITO SULLA DATA D'INTRODUZIONE DEL DENARIO NELLA MODERNA LEITERATURA NUMISMATICA (*)

Intomo aIla data deIla riforma monetaria con la quale i Romani hanno decretato la prima emissione del denarius Roma/Dioscuri si sviluppata, nel corso deIl'evolversi degli studi numismatici, una lunga polemica. La tesi cronologica c1assica (o tradizionale), secondo la quale I'introduzione del denarius si verifica poco prima della prima guerra punica, vede diminuire iI consenso in suo favore alla fine degli anni venti di questo secolo, quando emergono e acquistano vigore a1cune nene differenziazioni nelle posizioni degli studiosi. Si diffonde infani I'ipotesi ribassista (o rivoluzionaria, o progressive), che pone la riforma denariale intomo al 187 a.e. o anche dopo. A questa si contrappongono coloro che continuano a giudicare maggiormente anendibile iI quadro cronologico frutto degli studi dei decenni precedenti, e manifestano quindi illoro appoggio per una tesi che viene ddinita tradizionalista (o tradizionale, o conservative). Ma viene sviluppata anche l'ipotesi intermedia (la quale riscotera sempre maggior credito), che coIloca la creazione del denarius al tempo deIla guerra annibalica (o, secondo alcuni studiosi, poco prima). Tradizionalista, ribassista, intermedia: sono dunque queste tre le teorie cronologiche con cui i numismatici hanno cercato di trovare una soluzione al problema dell'individuazione deIla data della riforma denariale.

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(*) Le cifre poste fra parentesi quadre segnalano, immedialamente dopo i nomi dei diversi studiosi, le date degli scrini (riporrati nella bibliografia) che COSlora hanno pubblicalo sull'argomento.

moniato dalla breve storia della moneta romana esposta da Plinio (Naturalis historia. XXXIII. 13.42-47) e dall'epitome XV di Livio, fissa al 269 a.e. la creazione del dmarius (I cui peso considera pari a 1/84 di Iibbra romana), attribuendo all' as in circolazione in quel tempo un peso inferiore aquello librale, e reputando i didrammi argentei (piu antichi) emessi da una zecca diversa da Roma ed identificabili come monetazione romano-campana. L'impostazione che caratterizza I'analisi dello studioso austriaco risultera vincolante per ogni altro successivo approfondimento, costringendo ogni numismatico a confrontarsi con essa. A parte qualche iniziale perplessita conseguente a1la difficolta di individuare I reate peso del primo eienarius, nel corso di oltre centotrent'anniprendono le distanze dalla collocazione cronologica operata da Eckhel solamente poehissimi autori: Bockh [1838] e Pais [1898-1899] (che anticipano.a1cune delle considerazioni che in seguito caratterizzeranno la teoria ribassista), e in misura molto piu limitata anche Soutzo [1887-1910]. Infatti nel 1838 BOckh manifesta la convinzione che I'argento emesso nel 269 a.e. debba essere una moneta di peso maggiore di quanto solitamente ritenuto. e risulti quindi identificable con il quadrigatus. Preferisce pertanto collocarc iI eienarius con iI segno X poco prima della riduzione sestantale del bronzo, da lui posta verso la fine della prima guerra punica. NeI 1889 Souao fissa al 264 a.e. I'introduzione del eienarius e la riduzio:. ne sestantale. associando al 269 o 268 a.e. la prima emissionedel victoriatus. NeI 1899 Pais contesta la corrente interpretazione delle fonti letterarie, reputando le testimonianze fomite da queste come riferibili a1la creazione deUa prima monetazione argentea in assoluto verificatasi a Roma, e collocando dunque nel269-268 a.e.l'inizio delle emissioni cosiddette romano-campane. Nel1860 Mommsen [1860-1875] interpreta in maniera nuova iI cenno al.l'i.ntroduzion~ dell'argento monetato a Roma, presente nell'epitome XV di ~IVIO.Mentre. I numi~rnati~i p~ecedenti lo giudicavano un riferimento genenco al medeslmo penodo mdlcato esplicitamente da Plinio, Mommsen lo associa stret.tamente 'a1la notizia liviana (riportata immediatamente prima) della deduzlone delle colonie di Rimini e Benevento, verificatasi nel 268 a.e.: e anteponendo I'attendibilita di Livio aquella dell'enciclopedista, lo studloso tedesco pone percio in tale anno I'introduzione del eienarius. anche se manifesla comunque il tentativo di concliare le testimonianze dei due antich~ autori consid~rando pure I'eventualita che la promulgazione deHa legge abbla preccduto dI un anno la sua effettiva entrata in vigore.

Mommsen inoltre avvalora I'ipotesi formulata da Borghesi [1840-1864] nel 1840, secondo la quale il peso del denarius era originariamente pari a 1/72 (anzich 1/84) della libbra romana; e considera contcmporanea alla creazione del sistema denariale, o piu verosimilmente di poco precedente ad essa, la riduzione dell' as a livello trientale. In contrapposizione con quest'ultimo punto. d'Ailly [1864-1869] rleva su alcuni asses sestantali la presenza di simboli ricollegabili a quelli riscontrati su antiehi denarii coi Dioscuri (e su ori Martc/aquila). Sulla base di cio, considera contemporanee, nel 269 a.e., I'introduzione del denarius e la riduzione sestantale del bronzo. Ulteriore approfondimento a questa indagine e piu ampia diffusione del risultato conseguito con essa rappresentano gli obiettivi raggiunti nel 1883 da von Bahrfeldt [1878-1934], il quale porta a compimento gli studi intrapresi da Samwer [1883 J. T uttavia von Bahrfeldt si distingue da d'Ailly nel porre la riforma nell'anno 268 a.e. L'opinione di Mommsen continua pero a riscuotere numerosi consensi. L'idea che iI dmarius sia stato introdotto all' epoca dell' as trientale rieeve l'appoggio di molti studiosi, quali Hultsch [1882-19051, E. Babelon [18851932], Grueber [1910], e parecchi altri , anche in tempi piu recenti (come Santini [1939-1948]). Solo lentamente si diffonde la convinzione di una contemporaneira fra creazione del denarius ed abbassamento a livello sestantale del bronzo, condivisa da Soutzo nel 1889. da Willers [1906-1909], e convalidata da Haeberlin [1905-1910] nel 1905. Anche piu a lungo dura l'interpretazione di Mommsen che vede I'epitome liviana come riferentesi al 268 a.e. Essa risulta ancora oggi accettata dalla maggior parte degli studiosi, sebbene gia da molti anni Leuze [1920] abbia dimosttato la sua erroneita, rilevando che la successione in cui vengono riportate le notizie nelle epitomi appare spesso differente da quella riscontrabile nei Iibri di Livio giunti fino a noi, e riconoscendo pertanto nel testo in questione non uno specifico richiamo all'anno dell'avvenimento citato immediatamente prima, ma un vago accenno al periodo di cui si sta trattando. Ma la tesi cronologica c1assica, pur distinguendosi per un sostanziale, seppure non unanime. accordo nel fissare la prima emissione denariale al 269 a.e. o all'anno immediatamente successivo. vede la mancata risoluzione di alcune incoerenze emerse nel quadro generale prospettato. Vengono manifestate perplessira riguardo alla visione del denarius come prima monetazione argentea coniata a Roma (che ad esempio d'Ailly nel 1864 identifica in-

vece nel quadrigatus); e Gnecchi [1909-1935] nel 1909 si mostra dubbi~so verso la collocazione nel 217 a.e. della riduzione onciale del bronzo, ipotlzzando una data posteriore. Ma sono in particolar modo i pesi delle ~onete bronzee in circolazione nelle colonie fondate da Roma (come quella di Brundisium, dedona pochi anni prima della fine della prima guerra punica, che utilizza bronzi di standard trientale) ad apparire difficilmente armonizzabili con gli elementi che spingono a considerare l'introduzione del tienarius avv~nuta contemporaneamente alla riduzione deU' as a due once (mentre propno tali pesi risultavano in precedenza rilevanti per coUocare poco prima .deUa prima guerra punica la riduzione trientale o comunque queUa ad un hveUo superiore al sestantale). Tale insoddisfazione induce gli studiosi a schierarsi a favore anme di altre ipotesi. Gli scritti che formano la base delle nuove tesi sono opera di H: Mattingly [1924-19631 e Robinson [1932-19641, affiancati in qualita di coautori o quanto men di collaboratori; gli ulteriori approfondimenti sono fruno deU'analisi del solo H. Mattingly. E in un anicolo del 1924 che H. Mattingly (gia coadiuvato da Robinson) anua una prima modifica al quadro cronologico tradizionale, spostando gli inizi della monetazione romano-campana dal quarto secolo a.e. agli anni deUa guerra contro Pirro. . Nel 1929, ancora con la collaborazione di Robinson, H. Mattingly, rilevando che anche la teoria tradizionale riconosce l'impossibilita di un'accettazione totale ed incondizionata delle affermazioni pliniane, accena i risultati degli studi eondoni da Samwer e von Bahrfeldt, associando l'emissione dei primi tienarii a\la riduzione sestantale deU'as, e posticipando I'una e I'altra rispeno al uadizionale 268 a.e. A conferma della correnezza dello spostamento di data, adduce le testimonianze lenerarie, concordi nel considerare l' as librale in vigore almeno fino alla prima guerra punica, e il fano che le colonie di Ariminum e Firmum. fondate rispenivamente nel 268 e nel 264 a.e., si servivano ancora dello standard librale. Esami na anche le ribanute: i bronzi riconiati da Capua, Calatia ed Atella su pezzi romani di standard semilibrale, secondo lo studioso devono essere datati al tempo in cui le tre cina si unirono ad Annibale contro Roma (216211 a.e.); inoltre alcuni bronzi romani, associati ad antichi tknarii, si trovano ribattuti su monete sarde databili al 216 a.e. Tuno cio in accordo con la collocazione dell' as sestantale nel periodo della guerra annibalica, testimoniata da Festo (De verborum significatu. sono la voce Sextantari asus; ed in Pauli excerpta. sono la voce Grave aes).

Pertanto H. Mattingly, in questa fase dei suoi studi, ritiene che I'imroduziore del denarius si sia verificata nel 210 a.C, o forse poco prima. E pero a partir

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