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"L'amore ai tempi del Genoma" - Capitoli 3 e 4

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I capitoli 3 e 4 del volume "L'amore ai tempi del Genome. Una propsettiva evoluzionistica", scritto da Ludovico Verde e Stefano Iacone

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    PRIMO INTERLUDIOLA PAROLA STATA DATA ALLUOMO

    PER NASCONDERE IL SUO PENSIERO

    Avete mai visto un animale esprimere delle emozioni? Certo il loro reper-torio limitato, ma inequivoco: rabbia, paura, gioia. Il cane agita la coda per esprimere la sua contentezza, il gatto soffi a per la rabbia, il topo si nasconde e si immobilizza per la paura, altri animali cambiano colore, si fi ngono morti, spruzzano veleni, fuggono, aggrediscono. Tutto semplice, tutto molto scontato12. E per luomo? Noi siamo, per la verit un pochino pi complicati. E qui entriamo in un campo che non una ipotesi scientifi ca ma appartiene al novero della spe-culazione pura. In effetti probabile che il linguaggio nella specie umana, si sia evoluto per permettere agli umani di nascondere (o parzialmente mimetizzare) il proprio pensiero, le proprie emozioni, i propri sentimenti, laffettivit sottostante (e affi orante) la superfi ce epidermica del proprio corpo. Il linguaggio mistifi ca-zione, travisamento delle emozioni che altrimenti sprovvisti di tale mediatore simbolico si esprimerebbero attraverso inequivoci segnali corporei. Gli ani-mali, come abbiamo visto, dai pi semplici ai pi complessi, non parlano, comu-nicano i loro stati interni attraverso manifestazioni sensorialmente percepibili sempre corrispondenti ad una variazione del substrato neurofi siologico, come lemissione di feromoni che inequivocabilmente segnalano a livello olfattivo la disponibilit sessuale di una femmina nella maggior parte delle specie animali. Quel che fondamentalmente manca al pur raffi nato repertorio comunicativo ani-male (dal canto delle balene, al repertorio posturale dei canidi, alla mimica dei primati, alla segnaletica morfo-cromatica dei lepidotteri) il substrato simbo-lico, unico livello che permetterebbe il travisamento sistematico e intenzionale al livello semantico dellintenzione comunicativa. Gli umani, invece, parlano per rivestire questo mutamento fi siologico comunque esistente al di sotto della patina di edulcorazione lessicale ricoprirlo e renderlo inintellegibile allinter-

    12 Tranne, naturalmente per quelli che mandano il loro cane dallo psicoanalista, che ne sono sicuro trover una tale gamma di espressioni sentimentali da fare impallidire i dolori di wertheriana memoria.

    Riproduzione vietata (c) 2010 Edizioni Psiconline

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    RICERCHE E CONTRIBUTI IN PSICOLOGIA

    locutore, attivando in questo modo un circuito confusivo che determina il neces-sario travisamento dellazione comunicativa.

    Sguardo, pupilla, sudore, odore, bocca, muscoli, saliva, postura, colori, fero-moni. Tanti sono i segnali emettibili dallorganismo-corpo, ancorch molteplici in quanto potenzialmente commensurabili, intercambiabili, ma soprattutto combinabili tra loro in una infi nit di variazioni, tante per forza di cose le parole. Ma mentre il segnale corporeo inequivocabilmente rivela, attenendosi puntiformemente ad un substrato fi siologico scevro dalla possibilit di controllo corticale (volontario), la parola, apoteosi della neocorteccia cerebrale, del con-trollo volontario della coscienza vigile, necessariamente nasconde, ammantando lintenzione comunicativa di signifi cato. E il signifi cato per sua implicita defi nizione duplice, rendendo pertanto interpretativa la percezione e lasciando allagente lo sgomento o lillusione: due strade per un solo inferno. Lo sgomento consapevolezza dellimpossibile, delloccasione comunicativa perduta che non riproducibile e non possibile in alcun modo recuperare; lillusione invece data da quel codice binario, corpo/linguaggio, che non porta nessun treno e soprattutto non lo porta da nessuna parte (che ci sia da qualche parte la consa-pevolezza che il linguaggio non basti, non possa bastare, lo dimostrano proba-bilmente gli affanni espressivi nei quali si crogiola la nostra specie: arte, danza, teatro, musica, pittura).

    Lutilit di tutto questo nel travisamento, funzionale alla convivenza (e alla sopravvivenza) della nostra specie.

    Perch cosa rimarrebbe di noialtri se ci scoperchiassimo il cranio e spalmas-simo il nostro cervello sulle pareti, sulle strade e sulle persone, con il suo portato di pensieri? Nullaltro che odio e desiderio.

    Noi desideriamo ci che percepiamo e, tra ci che percepiamo, quello che pensiamo possa appagare i nostri sensi e odiamo tutto ci che si frappone al soddisfacimento di questo desiderio. Tutto il resto rappresentato dalle parole. Intermezzo nascondente tra il pensiero e lazione. Limmediatezza cos fortu-natamente perduta se non in quei rarissimi momenti in cui lazione cede il posto alla parola: aggressioni, atti sessuali, soddisfacimento bisogni primari (laddove, generalmente, non si parla e non sta bene parlarne). E un manto di parole riveste lesistenza, rimandando sistematicamente ad unaltrove la realizzazione, il gesto, il pensiero, il piacere, lazione, la vita.

    Una donna ha cominciato a nascondere lestro (il momento dellovulazione favorevole al concepimento) tanto tempo fa. Questa mutazione si rivelata oltre-modo funzionale. Ma, evidentemente, non bastava. Per equilibrare il bisogno di cure e protezione con le tendenze istintuali aggressive e centrifughe dei maschi della specie bisognava nascondere qualche altra cosa, rivestire i sentimenti, i desideri, la rabbia, la paura, la gioia, il desiderio, il disprezzo e la maniera pi

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    LAMORE AI TEMPI DEL GENOMA - PARTE I

    effi cace si rivelata quella di nasconderla sotto il mantello dellinvisibilit13 di questo raffi nato sistema di comunicazione fonetico-simbolico affi orante tra le trame stocastiche della selezione della specie: il linguaggio, che permette in primo luogo di prendere tempo, di dissimulare. Di discutere. Di soppesare, di valutare, di contrattare, di cambiare le carte in tavola, di spaccare il capello in quattro. La specializzazione femminile per il particolare, quel tratto simpatica-mente ossessivo che caratterizza le femmine della nostra specie, determinando spesso sgomento nei maschi della stessa, che in special modo si esprime attra-verso la raffi nata competenza verbale, ha una serie di determinanti. Esse vanno dalla capacit di discriminare nellambiente quanto di commestibile o comunque utile alla sopravvivenza del gruppo, alla necessit di avere una costante atten-zione per le condizioni ambientali e igieniche della propria dimora, al fi ne di determinare le condizioni ottimali per diminuire la possibilit di sviluppare infezioni. Non dimentichiamo che levento parto, anche nel migliore dei casi quando avviene senza alcuna complicanza, rappresenta un fattore di rischio per lo sviluppo di infezioni opportunistiche a causa dellapertura di una canale interno-esterno tra lorganismo e lambiente, seppur momentaneo, ma con emis-sione di liquidi biologici, cos come la mestruazione che pu rappresentare nello scenario preistorico, un pericoloso attrattore per predatori carnivori o terreno di coltura per microrganismi patogeni. Inoltre la sostanziale fragilit immunitaria del cucciolo della specie umana, prolungata nel tempo, che pertanto richiede, se non lambiente asettico che le madri contemporanee perseguono nel loro delirio pubblicitario, almeno una situazione di controllo sulle principali fonti di degene-razione ecologica del proprio microcosmo stanziale.

    Naturalmente ogni cosa ha il suo prezzo. Il prezzo da pagare per la possibilit di una convivenza pacifi ca e prolungata (si fa per dire) mediata dal linguaggio, non solo tra uomini e donne, ma anche nella comunit allargata, stato quello di - defi nitivamente - rinunciare a capirsi.

    13 Questa citazione un esplicito omaggio al mai suffi cientemente elogiato genio di J.K. Row-ling, autrice dei libri della saga di Harry Potter (editi in Italia da Salani).

    Riproduzione vietata (c) 2010 Edizioni Psiconline

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    SESSO, BUGIE E CHIRURGIE

    SADE:Marat, vicino hai solo questo corpo che ti aspetta Marat, mentre io giacevo nella fortezza per tredici anni ho appreso che questo un mondo di corpi ed ogni corpo pieno di una forza tremenda ed ogni corpo solo, tor-mentato dalla sua irrequietezza. In questo essere soli in mezzo ad un mare di muri udivo ininterrotto un sussur-rare di labbra sentivo ininterrotto nei palmi delle mani e nella pelle del corpo questi contatti. Chiuso dietro tredici chiavistelli, il piede nel ceppo sognavo soltanto quelle fessure dei corpi che esistono soltanto per unci-narvisi ed esserne inghiottiti

    P.Weiss, La persecuzione e lassassinio di Jean Paul Maratrappresentata dai fi lodrammatici di Chareton

    sotto la guida del marchese de Sade

    Larte dellinganno alla base delle relazioni tra uomini e donne.Trattasi di una corsa agli armamenti della menzogna cominciata tanto tempo

    fa e che dura tuttora, sempre di pi raffi nandosi. Il problema che si tratta di risolvere un clamoroso caso di confl itto di interessi. Un tipico caso di gioco competitivo-collaborativo, a somma ideale zero, che sistematicamente gli attori cercano di squilibrare a loro favore. Gli attori in gioco solo le donne e gli uomini cos come sono andati evolvendosi nel corso della storia e cos come sono li pos-siamo osservare a tuttoggi.

    Vediamo nel dettaglio queste strategie cominciando dalla parte delle donne.Linteresse prioritario della donna quello di determinare una situazione

    di stabilit affettiva, emotiva e contestuale che gli possa garantire maggiori possibilit di sopravvivenza a fronte del periodo di temporanea inabilit corri-spondente al periodo gravidanza-parto-cure neonatali fi no alla completa auto-nomizzazione del piccolo nato (quattro anni circa: teniamo presente, fi no alla noia, che il genotipo della nostra specie si evoluto in un contesto estrema-mente complesso, nel qual

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