Dispensa Di Omeopatia

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    02-Jan-2016

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  • Appunti di Omeopatiaa cura del Dott. Gino Santini

    Istituto di Medicina NaturaleScuola Italiana di Naturopatia

    Appunti di OmeopatiaCon elementi di metodologia omeopatica costituzionale

    Cenni storici

    I caposaldi dellomeopatia

    Storia dello Studio delle Costituzioni umane

    Le forze energetiche fisiopatologiche

    Le costituzioni secondo il principio embriologico

    Il farmaco omeopatico

    Capitoli scelti dal volume Omeopatia Costituzionaledi Antonio Santini

    A cura del Dott. Gino Santini

    Istituto di Medicina Naturale 1 www.istitutomedicinaturale.it

  • 2 Cenni storici

    Cenni storici1

    Gli uomini di genio sono meteore destinate a bruciareper illuminare il loro secolo

    Napoleone

    ristian Samuel Hahnemann nacque il 10 aprile 1755 a Messen, in Sassonia, da un pittore di porcellane di nome Cristiano Goffredo e da Giovanna Spiess. Dice uno storico della vita di

    Hahnemann: "La fortuna non entr mai con borse d'oro e d'argento nella casadegli Hahnemann; vi entr per con la Natura, generando il futuro maestrodell'omeopatia".

    Ancora fanciullo, in casa ed a scuola Hahnemann si mostr serio,meditativo e volenteroso. In Hahnemann fin da ragazzo si notava ladisposizione alla ricerca di intraprendere ed operare su cose che altriabitualmente non pensavano ne' avevano il coraggio di effettuare. Questatendenza si manifester nella sua completezza, nella sua irruenza e nella suaforza, quando intraprender gli studi di medicina e si accinger ad attuare undisegno che sembrava prestabilito fin dall'inizio. Studiosissimo, avido diletture ed intelligentissimo, all'et di quattordici anni insegnava ai suoicondiscepoli (a volte anche dalla cattedra) la lingua greca. L'attitudine per lelingue di Hahnemann fu straordinaria, un vero dono divino: a venticinqueanni conosceva greco, latino, italiano, spagnolo, francese, inglese, arabo edebraico. La storia ci tramanda che Hahnemann inizi gli studi di medicina conventi talleri in tasca, ma con la mente piena di ben precise cognizioni,volont e validi propositi. Da Lipsia pass a Vienna, dove puntavano a queltempo tutti gli sguardi medici d'Europa ed ebbe nel Quarin, medicodell'imperatrice Teresa d'Austria, il maestro pi grande. Si laure il 10 agostodel 1779.

    La vita di Hahnemann, negli anni che seguirono la sua laurea, non fuche un continuo peregrinare fra le varie universit ed ospedali della Germania,desideroso di apprendere sempre pi; per questo motivo arriv a conoscereuomini eminenti e clinici famosi che lo sostennero e lo aiutarono nelcompletamento degli studi. In breve tempo divenne famoso, un medico digran nome, con lauti guadagni ed una sana famiglia allietata da ben undicifiglioli. Nonostante questo benessere, era tormentato da un'amarezza profondae da un senso di insoddisfazione. Gi da tempo si era convinto che in medi-cina tutto era anarchia e confusione: opinioni infinite e discordanti, infinite

    C

  • Cenni storic 3teorie, fantasticherie che solo di nome si potevano definire scientifiche;l'azione dei medicinali era mal conosciuta; negli ospedali e nelle famiglie incui ci fossero malati, invece di entrare la speranza della guarigione e dellasalute, entravano spesso malattie su malattie e la morte. I medici del tempodi Hahnemann, quasi come oggi, vedevano nell'uomo solo una macchinasenza anima, sostenuta da forze e da leggi fisiche e chimiche. Al letto delmalato i medici perseguivano l'illusione di guarire in fretta esomministravano ai malati medicine su medicine, ignorando che per ottenerequesto scopo (o pi semplicemente per soddisfare malati capricciosi ma dana-rosi), ostacolavano la natura invece di aiutarla a vincere la malattia. Questoera l'orientamento della medicina di allora, tutta volta al materialismo,all'empirismo eclettico ed illogico, senza considerare i sentimenti, i valorimorali e le energie vitali. Questo era il quadro medico dei tempi diHahnemann, ai primi dell'Ottocento, in verit (per molti versi) non moltodiverso da quello di oggi.

    Si racconta che un giorno Hahnemann, in una penosa crisi di co-scienza, licenzi i numerosi clienti che attendevano di essere visitati nellasala d'aspetto del suo studio di Lipsia dicendo: "Andatevene, amici miei. Mi impossibile darvi il benessere che mi chiedete. Andatevene. Io non vogliorubare il vostro denaro!". Potremmo considerare questo avvenimento, chesegna la rottura fra Hahnemann e la medicina ufficiale del tempo, la data dinascita dell'omeopatia: siamo nel 1789. Per poter mantenere la famiglia simise a tradurre libri. Nonostante il suo nuovo lavoro, nella mente diHahnemann ronzava in continuazione l'aforisma di Ippocrate del similiasimilibus curantur; ma che cosa ci voleva dire? Come questo si poteva rea-lizzare?

    In quel tempo (siamo nel 1790) egli stava traducendo la MateriaMedica del Cullen e spesso, di fronte ai medicinali commentati dall'autore,forte della sua larga esperienza, mormorava fra se' e se': "Con questi rimedinon si guarisce! La malattia non pu guarire con questi rimedi!". Il capitoloconsacrato alla china, poi, lo esasperava pi di tutti. Le ipotesi escogitate daifarmacologi per spiegare l'azione del farmaco, allora tanto in voga (l'uso dellachina si era largamente diffuso dopo la guarigione della contessa di Cinchon,moglie del Vicer del Per, nel XVIII secolo) nella cura delle febbriintermittenti erano contraddittorie poich era stato notato un comportamentostrano del chinino; l'uso eccessivo non solo non riusciva a curare la malaria,ma addirittura ne peggiorava la sintomatologia. Inoltre era stato osservato cheil chinino, somministrato a scopo profilattico, creava febbri intermittenti, lequali si rilevavano pi frequentemente fra gli stessi lavoratori addettiall'estrazione del chinino stesso.

    Fu con tali premesse che Hahnemann, un bel giorno, ricevette im-provvisamente la scossa della rivelazione e gli balen in mente un concettoimportantissimo e rivoluzionario: per potere esattamente valutare e giudicareil valore della china, la si doveva sperimentare somministrandola all'uomosano, allo scopo di controllarne gli effetti. Coraggiosamente egli cominci adautosomministrarsi forti dosi di chinino accorgendosi che tale sostanza, la cuipropriet riconosciuta era quella di eliminare la febbre, aveva il potere di pro-curargliela. La corteccia di china, dunque, oltre a guarire la febbre intermit-tente, possedeva anche la facolt di produrla?

    Il fatto era assolutamente nuovo negli annali della farmacologia. Eccodunque che, sotto l'effetto del chinino, l'uomo sano diviene febbricitante, conla presenza di una sintomatologia analoga a quella della febbre intermittente.Hahnemann ripet l'esperimento pi volte ed ebbe sempre la stessa risposta:il suo stato febbrile si presentava sempre non appena prendeva il chinino ecessava con l'interruzione della somministrazione del medicinale. Alcuni suoiamici, pregati da Hahnemann, fecero a loro volta la stessa prova e ne confer-marono l'esperimento. Ecco realizzarsi la legge della similitudine di Ip-

  • 4 Cenni storicipocrate: "I simili si guariscono con i simili: ci che elimina la stranguria laproduce quando essa non esiste". Cos Hahnemann scrisse: "Per guarire unamalattia, bisogna propinare all'individuo che ne affetto un rimedio che gliprovocherebbe, se fosse sano, la malattia che lo affligge." L'omeopatia eracos nata.

    L'Italia fu la Nazione, naturalmente dopo la Germania, presso la qualel'omeopatia si svilupp per prima e pi rapidamente che non nel restodell'Europa. Fu precisamente nel 1825, quando l'esercito austriaco entr aNapoli, che si cominci a parlare di omeopatia. Il Necker, ufficiale medicoaddetto allo Stato Maggiore Tedesco, ebbe occasione di curare un colleganapoletano, il Romani il quale, una volta guarito, divenne un ferventestudioso e propagandista dell'omeopatia, trascinando con se' molti altricolleghi. Nel 1827 l'omeopatia fece la sua apparizione a Roma, da dove sipropag a Milano e dove ebbe un rigoglioso sviluppo, anche in seguito ad unsuccesso clamoroso: il feldmaresciallo Radetzky, affetto da un tumore fun-goso dell'occhio, dopo aver tentato tutte le cure del caso e quando ormai nonv'era altro che l'intervento operatorio (che si presentava tutt'altro che privo diincognite), volle sottomettersi alle cure del Martury, allievo di Hahnemann,che in breve tempo lo guar. Il vecchio soldato non fu avaro di elogi e diriconoscenza.

    Il numero degli omeopatici italiani and sempre pi aumentando.Verso il 1830 l'Italia fu effettivamente il centro dal quale l'omeopatia siirradi in vari paesi europei come l'Inghilterra, la Spagna e la Francia. IlRomani trasferitosi da Napoli a Londra, chiamato dal principe DoriaPamphili che aveva fissato in quei luoghi la sua residenza, divulgl'omeopatia in Inghilterra. Il Necker, che era stato il maestro del Romani,ebbe modo di curare a Roma un ricco commerciante spagnolo, un certo M.Iriate, il quale una volta guarito (grazie anche alle cure di Hahnemann stesso,al quale era stato inviato) non ebbe pi che un pensiero: quello di diffonderela dottrina omeopatica nella sua patria. In Francia, prima ancora che Hahne-mann vi andasse a vivere, l'omeopatia penetr ad opera di un ispettoreuniversitario, il conte Guidi, di origine fiorentina, il quale, avendo avuto laventura di conoscere in Italia il Necker ed il Romani, una volta tornato inFrancia si consacr alla divulgazione di questa dottrina e non indietreggi ne'davanti al sacrificio della sua posizione accademica, ne' di fronte alla necessitdi nuovi studi medici. Egli dette cos un grande esempio che pi tardi dovevaseguire un altro francese, il conte Henry De Boneval, che si assoggett aprendere il titolo di "dottore" per avere il diritto di diffondere e praticare l'o-meopatia in Francia.

    Tutto questo ci dimostra ampiamente lo sviluppo raggiunto in Italiadall'ideologia omeopatica, da dove poi ebbe origine la sua irradiazione verso ilresto dell'Europa, anche se lo sviluppo non and di pari passo a quello deglialtri paesi. In medicina, come in altri settori, l'Italia sempre custode di beniche poi non sa utilizzare! Esaminiamo ora dettagliatamente la situazione neivari stati in cui era allora divisa l'Italia, in base ai documenti ufficiali(secondo notizie desunte dal Mengozzi, medico omeopatico e professoreonorario dell'Universit "La Sapienza" di Roma): questo anche perch utilesapere che una dottrina, che oggigiorno subisce critiche non sempre fa-vorevoli, ha ricevuto in passato ampi plausi e riconoscimenti. Ci co-stituisce un incoraggiamento ed una giusta presa di coscienza per chi siaccinge a studiare, per poi esercitarla.

    Regno delle Due Sicilie - Nel 1824 un decreto del Re Ferdinando I or-dina che vengano fatte esperienze sull'Omeopatia negli ospedali militari estabilisce le modalit di esecuzione di queste esperienze. Nel 1837 un decretogovernativo ordina agli intendenti delle province di diramare l'istruzioneomeopatica sul colera perch utilissima in quella calamit. Nel 1842 un

  • Cenni storic 5decreto del Re accorda alla Societ Omeopatica di Palermo gli stessi dirittispettanti alle Societ Scientifiche. Con un decreto del 1844 vengonoapprovati gli statuti della Accademia Omeopatica di Palermo ordinandone lastampa e (con decreto dello stesso anno) vengono approvati gli statuti dellaScuola Omeopatica di Palermo. Con un reale Rescritto del 1855 Sua Maestil Re, essendogli stata presentata una domanda dal Rubini, medico omeo-patico, permetteva al medesimo la stampa della sua statistica sui casi di cole-ra perch "l'umanit sofferente fosse consapevole del grande vantaggio che sipu ricavare dall'omeopatia in tale calamit".

    Stati sardi - Nel 1838 Sua Maest Carlo Alberto ordin che si rispettassela libert scientifica dei medici omeopatici e difese la nuova dottrina contro lepersecuzioni dei medici, lasciando scritte le seguenti parole: "Se assurda sarl'omeopatia, cadr da se stessa, come fecero tanti altri sistemi, ma se cosa dibuono in se' contiene, mi guardi il cielo che io ne voglia privare i miei carisudditi". Nel 1839 Carlo Alberto ordinava l'istituzione di una farmaciaesclusivamente omeopatica in Torino, autorizzando i medici omeopatici apreparare ed a distribuire i medicamenti ai loro infermi; nello stesso anno unaltro decreto reale autorizzava i farmacisti a preparare ed a vendere i prodottiomeopatici. Nel 1854 una circolare del ministero dell'interno ordinava "didoversi le spezie omeopatiche sottoporre alle medesime disposizioni dellefarmacie allopatiche". Nel periodo che va dal 1839 al 1843 e fino al 1846,una serie di decreti speciali approvavano la tariffa dei medicinali omeopaticiredatta dal collegio medico di Torino ed obbligava i farmacisti a tenere taliprodotti. Nell'anno 1857 Vittorio Emanuele II concorreva alla sottoscrizione,aperta sotto gli auspici dell'Augusta Imperatrice di Russia, a favore dell'istitu-to omeopatico nella citt di Nizza, allora sotto la giurisdizione del Regno diPiemonte.

    Stato Pontificio - Nel 1841 il papa Gregorio XVI autorizza i medici o-meopatici ad esercitare l'omeopatia negli stati romani. Nel 1842 il Papa,dopo essersi fatto informare del modo di preparazione dei medicamentiomeopatici, accordava ai medici omeopatici la facolt di poterli essi stessidistribuire ai loro infermi. Nel 1856, viene approvato un decreto ministerialeche ordina la fondazione delle farmacie esclusivamente omeopatiche in Romae nelle province. Infine, nel 1855 papa Pio IX decora con l'ordine di S.Silvestro il conte dei Guidi, introduttore dell'omeopatia in Francia.

    Regno Lombardo-Veneto - Nel 1847 viene proclamata a Milano la Rea-le Ordinanza sulle regole da osservare nell'esercizio del metodo omeopatico.

    Ducato di Parma - Nel 1853 viene proclamato un decreto che ordinal'apertura di ospedali omeopatici per il ricovero dei colerosi. Inoltreappartengono a quell'epoca ordinanze varie per il libero eserciziodell'omeopatia nel ducato.

    Granducato di Toscana - Nel 1854 viene emanato un decreto ministerialeche ordina l'apertura di farmacie omeopatiche a Firenze. Nell'anno 1855 siregistra una favorevole accoglienza sovrana per l'apertura di una clinicaomeopatica a vantaggio dei colerosi poveri. Infine, nel 1856 si ha notizia diuno speciale consenso per la fondazione dell'istituto di beneficenza deldispensario omeopatico toscano di Firenze sotto la presidenza di vari nobilitoscani e sotto la direzione del Mengozzi.

  • Istituto di Medicina Naturale

    Scuola Italiana di Naturopatia

    I caposaldidell'omeopatia

    2Quando si studia un'arte il cui scopo salvare la vita,rifiutarsi di apprenderla un delitto.

    C.S. Hahnemann

    a dottrina omeopatica poggia su quattro caposaldi fondamenta li: lo studio dell'uomo visto nella sua costituzione intesa come unit psicofisica dinamico-umorale e diatesica; lo studio della

    malattia inserita ed interpretata nel contesto della legge della similitudine;l'impiego del farmaco individualizzato, nel senso che ogni malato effettua lapropria malattia ed ha bisogno del proprio farmaco; l'impiego del farmaco indosi infinitesimali dinamizzate, cio un farmaco che u...

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