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Analisi Preliminare delle Influenze Etico-Religiose Giapponesi sul codice della Yakuza

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Text of Analisi Preliminare delle Influenze Etico-Religiose Giapponesi sul codice della Yakuza

Facolt di Filosofia, Lettere, Scienze Umanistiche, Studi OrientaliDipartimento Istituto Italiano di Studi Orientali ISO Corso di Laurea Triennale in Lingue e Civilt Orientali Cattedra di Religioni e Filosofie dellAsia Orientale

ANALISI PRELIMINARE DELLE INFLUENZE ETICO-RELIGIOSE GIAPPONESI SUL CODICE DELLA YAKUZA

Relatrice Prof.ssa Donatella Rossi

Candidato Mauro Piccillo Matricola n 1143220

Anno Accademico 2010/2011

INDICE

INTRODUZIONE ............................................................................................................... 1 STORIA E ORIGINI DELLA YAKUZA ....................................................................... 3 IL RAPPORTO TRA SHINT E YAKUZA ................................................................. 9 IL BUSHID NELLA YAKUZA ................................................................................... 14 LUSO DEGLI IREZUMI NELLA YAKUZA ............................................................ 20 CONCLUSIONI ................................................................................................................ 27 GLOSSARIO ..................................................................................................................... 29 BIBLIOGRAFIA ............................................................................................................... 34 SITOGRAFIA.................................................................................................................... 35 LISTA DELLE ILLUSTRAZIONI ................................................................................ 36

INTRODUZIONE Il termine yakuza deriva dalle letture della serie di numeri 8 9 3. Tale serie era il peggior punteggio possibile totalizzabile nelle partite del gioco di carte detto hanafuda . Il termine yakuza veniva utilizzato tra i gruppi di organizzatori di giochi dazzardo per indicare qualcosa di inutile, e successivamente, cominci a essere riferito agli organizzatori stessi, implicando che il loro ruolo nella societ fosse inutile. Quando si nomina la parola yakuza, per esprimere sia linterezza della criminalit organizzata giapponese, che un membro di tale comunit, emergono comunemente due differenti, ma correlate, concezioni. Una quella pi occidentale, che intende per yakuza lesotica criminalit organizzata giapponese, caratterizzata da tatuaggi, mignoli tagliati, e comunemente accettata nella societ nipponica. Laltra unimmagine pi romantica, che vede tali organizzazioni quasi come eredi morali della nobilt guerriera, patrioti che si rifanno ai valori etici tradizionali del Giappone.1 Questa concezione si pu riassumere con lespressione:Samurai in business suits.2

Questa immagine romantica stata diffusa anche grazie al filone cinematografico giapponese chiamato Yakuza Eiga , ovvero film sulla yakuza che, presentando una tale immagine del mondo criminale, ha ovviamente ricevuto appoggio e approvazione da parte della yakuza stessa, in quanto tali pellicole rappresentano solitamente la mafia giapponese come un gruppo di persone strettamente legate a un codice morale ben definito, erede di ci che rappresentava il Bushid per i samurai . Il presente studio, illustrato in questa tesi, intende richiamare gli elementi di codici etici e di religione che possono essere ritrovati in qualche forma, a volte con alcune variazioni nel codice di condotta o nello stile di vita dei membri della yakuza. A questo proposito il primo capitolo della tesi dedicato alla storia della yakuza, cercandone le possibili origini nel periodo Tokugawa (1603 1868) con gli hatamoto-yakko (servi dello shgun ) e i machi-yakko (servi della citt). Il secondo1

Cfr. David E. KAPLAN, Alec DUBRO, YAKUZA: Japans Criminal Underworld, University of California Press, Berkeley and Los Angeles, California, 2003, p. xviii. 2 Cfr. David E. KAPLAN, Alec DUBRO, 2003, op. cit, p. xviii.

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capitolo si focalizza sugli elementi della religione Shint presenti in pi aspetti nellambiente yakuza, mettendo ad esempio a confronto la cerimonia del matrimonio secondo la religione Shint con la cerimonia dingresso di nuovi membri in un clan. Il terzo capitolo tratta di come il Bushid , il codice morale dei samurai, abbia influenzato la struttura stessa dei sindacati della criminalit organizzata Giapponese. Infine, lultimo capitolo analizza la simbologia presente negli irezumi , i tatuaggi eseguiti secondo il metodo tradizionale giapponese, di alcuni membri della criminalit organizzata giapponese, attraverso le opere della fotografa Sandi Fellman, tratte dal suo libro The Japanese Tattoo.3

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Cfr. Sandi FELLMAN, The Japanese Tattoo, Abbeville Press Publishers, Hong Kong, 1986.

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STORIA E ORIGINI DELLA YAKUZA Per cercare lorigine della yakuza necessario risalire al periodo Tokugawa (1603 1868), con lemergere dei kabuki-mono o hatamoto-yakko . Il termine kabuki-mono deriva dal verbo kabuku che significa uscire fuori

dallordinario, deviare, e serviva a indicare samurai che, con lavvento della burocratizzazione che caratterizz il periodo Tokugawa, si ritrovarono nella situazione gi comune ai rnin , i samurai senza padrone. I kabuki-mono erano anche indicati come hatamoto-yakko che, tradotto liberamente, vorrebbe dire servi dello shgun 4 (letteralmente hata , bandiera, moto , vera, yakko , servo, perci Servo della vera bandiera). Lessere rnin in un periodo di relativa pace, come fu quello Tokugawa, port coloro che non riuscirono ad adattarsi al nuovo sistema burocratico e mercantile a riunirsi in gruppi di banditi che attuavano scorrerie nelle citt e nei paesi, ed erano caratterizzati, oltre che da un aspetto stravagante, anche da abitudini crudeli, quali lo tsuji-giri , ovvero luccisione di un passante per provare la lama di una spada nuova. Sebbene questi criminali, servi dello shgun, possano apparire come i precursori della criminalit organizzata giapponese odierna, gli appartenenti alla yakuza di oggi, volendo porsi come criminali onorevoli, preferiscono identificarsi con i machi-yakko , servitori della citt. I machi-yakko erano giovani cittadini che si riunirono in gruppi per respingere gli attacchi sempre pi frequenti degli hatamoto-yakko. Come i clan odierni, kabuki-mono e machi-yakko erano soliti dedicarsi al gioco dazzardo e sviluppare al loro interno legami molto stretti, simili a quelli che oggi legano i membri delle famiglie yakuza. 5 Non documentato un legame certo tra la mafia giapponese e uno dei due gruppi yakko, in quanto entrambi scomparvero verso la fine del XVII secolo, sotto le pressioni dello shogunato. La yakuza odierna, nonostante lorigine incerta dai menzionati gruppi yakko, viene fatta risalire a due gruppi di criminalit organizzata ben distinti, che ebbero origine verso la met del diciottesimo secolo: i tekiya e i bakuto . Sebbene entrambi fossero composti principalmente dallo stesso genere di persone (senza tetto, delinquenti,

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Cfr. David E. KAPLAN, Alec DUBRO, 2003, op. cit, p. 4. Cfr. David E. KAPLAN, Alec DUBRO, 2003, op. cit, p. 5.

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disadattati), esercitavano su aree di interesse cos distinte che potevano coesistere sullo stesso territorio senza entrare in conflitto tra loro. Ancora oggi la polizia cataloga i gruppi yakuza secondo queste due derivazioni. I tekiya erano mercanti itineranti giapponesi che, viaggiando attraverso il paese, montavano i loro banchi ai mercati e ai festival. La loro mercanzia era conosciuta per la bassa qualit e i loro metodi di vendita erano ingannevoli e coercitivi. Questi gruppi di mercanti, per, erano dediti al contrario dei bakuto, ad attivit principalmente legali. Essendo itineranti, tendevano ad attirare nei loro ranghi criminali in fuga e, con il passare del tempo, cominciarono a partecipare ad attivit illecite, quali racket e guerre tra bande. Ai tekiya si deve il sistema di organizzazione interna della yakuza di oyabunkobun di derivazione feudale (che sar approfondito nel terzo capitolo), poich nel periodo tra il 1735 e il 1740 le autorit feudali aumentarono notevolmente il potere dei capi di questi gruppi, riconoscendone lo status. Il governo confer ad alcuni oyabun il titolo di supervisore, concedendo loro la dignit di un soprannome e due spade, simbolo di uno status simile a quello dei samurai.6 I bakuto erano invece gang fondate sul gioco dazzardo, unusanza che costituir la tradizione centrale della yakuza. I primi gruppi di bakuto furono fondati da ufficiali del governo che, essendo responsabili di progetti di costruzione sotto lamministrazione Tokugawa, organizzarono delle bische per attirare gli operai, in modo da rientrare in possesso dei soldi con cui questi ultimi erano stipendiati. Sempre ai bakuto si deve il rituale detto yubitsume cio il taglio del dito, e il termine yakuza stesso. I luoghi in cui operavano erano le strade pi importanti del Giappone feudale. Ad esempio, nella Tkaid , la strada che collegava Kyto e Tky, erano presenti, nella prima met del diciannovesimo secolo, cinquantatre postazioni bakuto. Anche un altro segno di riconoscimento della yakuza, il tatuaggio, prese piede con i bakuto. Il tatuaggio imposto ai criminali nacque come segno di riconoscimento. In principio prevedeva un segno intorno al braccio per ogni crimine commesso, ma con il tempo si and a evolvere con disegni intricati, fino a divenire veri e propri dipinti di divinit e leggende tanto che il governo Tokugawa prov a proibire la pratica del tatuaggio. Gradualmente, le aree di interesse di questi gruppi cominciarono ad ampliarsi, arrivando fino allo strozzinaggio. Con i bakuto nacque il genere letterario matatabi-mono , le storie dei bakuto erranti. Questo genere letterario racconta di esponenti della yakuza che,6

Cfr. David E. KAPLAN, Alec DUBRO, 2003, op. cit, p. 11.

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viaggiando e chiedendo appoggio agli oyabun nei paesi in cui arrivano, svi