Click here to load reader

02 storie 1 2012

  • View
    222

  • Download
    1

Embed Size (px)

DESCRIPTION

 

Text of 02 storie 1 2012

  • Bimestrale web gratuito a cura del Centro Studi e Ricerche Storiche Silentes Loquimur - Maggio 2012 numero 1

    WEB NOTIZIE, TESTIMONIANZE e DOCUMENTI del Centro Studi e Ricerche StoricheSilentes Loquimur 33170 Pordenone (Italia) Via Div.Folgore 1, Casella Postale 335Biblioteca: - 33170 Pordenone - P.ta Ottoboni 4, tel: 0434209008-FAX 0434081649

    e.mail: [email protected] [email protected] [email protected]@silentesloquimur.it SITO: www.silentesloquimur.it

    (Istituto di notevole interesse regionale, L.R.n.17/2008, Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia) e ( Patrocinio Regione del Veneto, Provvedimento 5.2.2009)

    Perch un WEB-NOTIZIE ?Un sito non pu essere solamente il museo di un Istituto, ove si conservano le memorie degli eventi, lelenco delle pubblicazioni, che trasportano nella STORIA le storie.Un sito storico deve generare dibattito, non blog sterili che vengono gestiti dai soliti ignoti,trasformandosi in piccoli o grandi club, n essere il supporto di profilio di gruppi di amici.Un sito storico attraverso la comunicazione reciproca, via e-mail, deve personalizzarelapprofondimento, la scoperta, la ricerca della verit , preda dei silenzi dei vivi, dellerimozioni, delle negazioni. Un sito storico deve concorrere alla costruzione della ricerca enella distribuzione della ricerca per rendere vivo il concetto della libert, che soprattutto cammino per un confronto da condividere attraverso i risultati del dibattito.Da qui lidea di costruire un notiziario bimestrale per ritrovare i popoli e la loro Storia.Il notiziario avr un percorso su canali di interesse che si modificheranno in ogni numero, ma che si proporranno nelle pagine.a) Lintervento del ricercatoreb) Memorie della Guerra Civile Italiana con foto e documenti, riguardanti le Vittimec) Analisi di documenti originali reperiti da archivi privati, donazioni, acquisti, relativi alConfine Orientale, con contenuti e finalit contrapposted) LEuropa dei Popoli, Storie dei popoli martirie) Le pagine e le notizie del Centro Studi e Ricerche Storiche di Oderzo (TV)A seconda delle-mail suggerita sar risposto a tutti, vista la complessit degli argomenti entro 2 o 3 giorni . Ed ora Vi lascio alla lettura ed ai Vs, commenti, a presto!Centro Studi e Ricerche Storiche Silentes Loquimur

    Centro Studi e Ricerche Storiche Silentes Loquimur - Sede Sociale: Via Div. Folgore, 1 33170 PordenoneSede Operativa: Piazzetta Ottoboni, 4 33170 Pordenone - Tel. 0434 209008 Fax 0434 081649

    e-mail: [email protected] - [email protected] - [email protected] - [email protected]

  • [email protected]___pag.2____________________________________________

    INDICE:

    pag. 1 Perch un WEB-NOTIZIE ? Introduzione del Nostro fondatore, Marco

    Pirina

    pag. 3 La banalit del male - articolo di Giovanni Pietro Crosato

    pag. 6 Laffondamento del Titanic articolo di Mario Conforti

    pag. 9 La Mostra VOCI DI GUERRA IN TEMPO DI PACE in mostra a Grado sino

    al 17 di giugno 2012 di Mauro Depetroni

    pag. 11 Novit editoriali: Prigionieri di Marco Pirina con dedica a cura di Gigi Di

    Meo, Direttore di Tele Pordenone

    pag. 13 Un saluto a Marco Pirina lettera di Bruno Bolognani

    Centro Studi e Ricerche Storiche Silentes Loquimur - Sede Sociale: Via Div. Folgore, 1 33170 PordenoneSede Operativa: Piazzetta Ottoboni, 4 33170 Pordenone - Tel. 0434 209008 Fax 0434 081649

    e-mail: [email protected] - [email protected] - [email protected] - [email protected]

  • ___________________________________________Storie @ Storia pag. 3______

    LA BANALITA DEL MALE

    GIOVANNI PIETRO CROSATO *

    Solo in un film dellorrore potremmo immaginarci di vedere un uomo vestente un cappuccio, lunghi guanti di cuoio e un grembiule. Capire che si tratta di protezioni utili per non sporcarsi la divisa di sangue. Non stiamo, infatti, parlando di un soggetto che compie la normale professione del macellaio, ma siamo in una scena truce della storia. Una di quelle che si tende normalmente a dimenticare. Ci ritroviamo nella prigione sovietica dellNKVD di Kalinin. Quello che abbiamo dinanzi agli occhi era il Vasilij Blokhin, in altre parole il locale capo dei giustizieri. Le sue esecuzioni non avevano nulla di particolarmente spettacolare e teatrale. Non vi erano quei rulli di tamburi e quelle formazioni schierate e nemmeno quella teatralit delle esecuzioni USA, con i testimoni della morte del condannato. Non simmaginava nemmeno di dare dei conforti al condannato. No, ci saremmo col trovati di fronte ad una vera e propria catena di montaggio della morte. Quella persona non era altro che un ingranaggio di quel grande meccanismo, di quella che potremmo definire come una grande ditta della morte. Nel film funerale a Berlino lufficiale USA addetto alla caccia ai criminali nazisti parla di un camionista. Non uno di quelli che siamo avvezzi a vedere sulle nostre strade, a portare delle merci da un luogo allaltro, ma uno di quelli dei camion della morte. Un cassone ermetico pieno di uomini, un marchingegno che vimmetteva il gas di scarico. Al termine del viaggio scaricava i cadaveri e rientrava alla base di partenza. Egli faceva pi morti di Al Capone nei tempi doro della malavita a Chicago, pi della mafia e ndrangheta insieme. Eppure se gli chiedevi del suo lavoro, egli replicava che era un semplice camionista. Solo un camionista. Un ingranaggio di quelle ditte in cui il prodotto rappresentato dalla strage di uomini innocenti. Cadaveri a cataste che sono gettate alla rinfusa in fosse comuni. Di loro non deve restare traccia, devono essere cancellati dalla storia e dalla memoria della gente. Fosse comuni nella foresta. Tombe senza un fiore, in tempi in cui morta anche quella grande pietas che permeava la nostra civilt occidentale permeata della predicazione del Cristo. Subumani di cui non avere rimorsi, la cui uccisione quasi un merito, quasi si trattasse di una derattizzazione. Nessuno, infatti, avrebbe rimorsi di avere liberato la propria casa dalle pantegane, e per quelli il paragone sarebbe calzante. Abbiamo trattato di una prigione sovietica, ma ci saremmo potuti riferire a tanti altri fatti del secolo appena trascorso. Dalle foibe, cio quelle voragini carsiche in cui migliaia di uomini furono gettati, anche vivi, da parte dei loro aguzzini titini, ai tanto conosciuti campi di concentramento nazisti, su cui inutile anche riferire tanto la loro crudelt e disumanit sono oramai conosciute da tutti. Eppure molte di quelle persone che parteciparono ai massacri erano, necessariamente, dei personaggi che a prima vista vedremmo disgustosi. Erano delle persone ordinarie che non avevano, che so, delle elucubrazioni sadiche o altro che le facesse rivelare pericolose al prossimo. Semplicemente ognuno di loro si considerava un ingranaggio in quella grande catena di montaggio. Gli era fatto intendere che quelle persone che avevano di fronte non erano suoi simili, ma solo delle cose o, nella migliore delle ipotesi, dei nemici dello Stato che devono essere eliminati. Ucciderli era, in sintesi, una cosa naturale come, se non addirittura unazione ammirevole. Se foste andati a domandarne il perch non ve lo avrebbero saputo dire. Ne era ben cosciente il Primo Levi che nel suo lager si arrovellava in quel warum, a cui veniva sempre replicato un qui non c un perch. Anche il Santo Padre Benedetto XVI, in occasione della sua visita il 28 maggio del 2006 al campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau, se lo chiese il perch. Quante domande disse allora ci si impongono in questo

    Centro Studi e Ricerche Storiche Silentes Loquimur - Sede Sociale: Via Div. Folgore, 1 33170 PordenoneSede Operativa: Piazzetta Ottoboni, 4 33170 Pordenone - Tel. 0434 209008 Fax 0434 081649

    e-mail: [email protected] - [email protected] - [email protected] - [email protected]

  • luogo! Sempre di nuovo emerge la domanda: Dove era Dio in quei giorni? Perch Egli ha taciuto? Come pot tollerare questo eccesso di distruzione, questo trionfo del male? Ci vengono in mente le parole del Salmo 44, il lamento dell'Israele sofferente: Tu ci hai abbattuti in un luogo di sciacalli e ci hai avvolti di ombre tenebrose Per te siamo messi a morte, stimati come pecore da macello. Se andiamo nel libro Terre di sangue (di Timothy Snider, ed. Rizzoli) ne vedremmo a bizzeffe di queste situazioni. E allora riandiamo a quel carcere dellNKVD (lacronimo di Narodnyj komissariat vnutrennich del in russo, cio Commissariato del popolo per gli affari interni, in altre parole un commissariato governativo dell'Unione Sovietica che gestiva un'ampia gamma di affari di stato). E li gestiva burocraticamente. Durante quellannessione della Polonia da parte della Germania e della Russia a seguito del patto Ribbentrop Molotov, si ebbe addirittura una sua collaborazione con la Gestapo. I suoi rappresentanti si incontrarono per una settimana nel 1940 a Zakopane. DallURSS furono consegnati alla Gestapo nazista centinaia di comunisti austriaci e tedeschi, trattati da indesiderati. Sempre burocraticamente, non si dimenticarono di dare insieme anche i documenti e magari anche le cartelle con le pratiche dufficio degli interessati. Un tritacarne della storia che produsse arresti di massa, deportazioni e fucilazioni. Tra questi anche le migliaia di prigionieri di guerra polacchi uccisi nel 1939 1941. Il loro era forse un compito che veniva ripetuto meccanicamente, senza partecipazione emotiva. Come ebbe certamente modo, purtroppo per lui, di provare sulla sua pelle quel giovane soldato diciottenne che si era arreso alla disfatta dellesercito polacco. Dopo una lunga prigionia era stato ora spostato in quel campo, con la segre

Search related