Vivere bene con l’arte Percorsi/Percorsi...  con l’arte inserto redazionale ... in collaborazione

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Polizza sanitaria MBA

Piante che mangianolinquinamento

Vivere benecon larte

inserto redazionale di illustrato / dicembre 2016

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Cari soci,si conclude unanno di eventiimportanti nellavita dellUgaf. Unannoimpegnativoanche sul frontesociale ed

economico. Tuttavia, attraverso unattentagestione dei costi dellAssociazione,abbiamo conseguito dei risparmi utili perincrementare i sussidi destinati ai soci indifficolt. Abbiamo anche lavorato sulfronte del volontariato. Perch non dare lapossibilit agli iscritti di aiutare i colleghiancora in servizio e le loro famiglie? Conlaiuto dei mezzi informatici abbiamo cosiniziato un lavoro trasversale conlAzienda per coinvolgere su questo tematutta la nostra community. In campo pi generale, poi, per renderelimpegno dei volontari pi forte edefficace, abbiamo deciso di indirizzare lepersone verso quelle associazionipresenti nel territorio che da tempo sisono specializzate nei vari campi diassistenza e sostegno. E, a proposito dinuove tecnologie, non possiamo scordareche la formazione e laggiornamentocontinuo sono tra le chiavi per mantenersiattivi. Quindi lUgaf, in collaborazione conle altre associazioni aziendali, hacontinuato a promuovere corsi diinformatica.Nel corso del 2016, lUgaf ha stipulatoalcune convenzioni particolarmentefavorevoli. Tra le tante citiamo quella conFCA Bank per quanto riguarda i risparmie quella con la societ di mutuo soccorsoMBA nel campo delle polizzesanitarie. Infine, limpegno verso i giovani,verso i nostri figli e nipoti, non maiabbastanza. la ragione che ci spinge apromuovere sempre di pi le borse distudio che lUgaf assegna ogni anno.Particolarmente significative quelle checonsentono ai vincitori di soggiornareallestero. Tutti obiettivi importanti eimpegnativi che possiamo raggiungere selavoreremo insieme. Auguro a tutti un sereno 2017.

Diego Pistone

LA BUONA NOTIZIA

Gentilezza,il segreto perconvivere a lungoIn questi giorni lespressione di analisi sociale pi usata boom: di matrimoni, separazioni e anche divorzi. Guar-diamo solo i dati positivi, indicati da Istat per il 2015: 4600sposalizi in pi del 2014 (in tutto poco pi di 194 mila) trai quali crescono quelli in seconde nozze. La buona notizia non solo questa. Riguarda anchequellelemento indissolubilmente legato ad essa, indiscu-tibile per far durare i rapporti a lungo: la gentilezza. Unin-dagine scientifica di due psicologi americani su alcunemigliaia di coppie durata sei anni, ha analizzato i loro livellidi comunicazione. Ha stabilito che quelle che praticavanoabitualmente la gentilezza e quotidiani, persino banali,gesti di affetto, duravano pi a lungo ed erano in grado diresistere meglio alle turbolenze della vita. Passati bollentiardori e attrazione fatale, la coppia si avvia a un rapportofatto di consuetudine sul quale incide molto il modo dicorrelarsi fra i partner. Se c tenerezza latteggiamento naturalmente orientato verso maggiore protezione, com-prensione reciproca, cortesia, complicit e amicalit. Ma ci volevano psicologi ed esperimenti per capire un fe-nomeno tanto semplice quanto poco praticato? Senzascomodare i difficili tempi moderni che ci hanno drasti-camente cambiati (il lavoro, le comunicazioni sincopate, ifalsi rapporti sui social) la vera questione se ci va di es-sere gentili nonostante un mondo intorno non sempre fa-cile. Forse, il termine gentilezza non pi di moda.Quante volte lavete praticata o sentita citare in un mese?

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PERCORSIInserto redazionale di Illustrato per i soci UgafSegreteria centrale: 011/0068665 / infotessereugaf@fcagroup.comCoordinamento editoriale: Paola Ravizza

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Nel sito di Franco Negro, pittore dilet-tante come si definisce, l'elenco dellemostre cui ha partecipato non fa pen-sare a una persona che dipinge persemplice passatempo. Se poi si ha lafortuna di entrare nel suo laboratorio, siviene rapiti da una creativit senza con-fini, da una capacit di raffigurare il bello,il brutto, il difficile e tutte le emozioniumane che solo un vero artista sa avere.Dunque, nel suo e in molti altri casi, ilconfine tra il concetto di dilettante e diprofessionista davvero labile. Postoche serva a qualcosa definire un taleconfine e non, piuttosto, comprendere imotivi e i benefici per cui migliaia di ita-liani, ogni anno, spendono tempo e de-

naro per prodotti di pittura, scultura e si-mili, o per organizzare mostre, proprie ocollettive. Negro dipinge sin da ragazzo, invogliatoda singolari esperienze scolastiche: Fuicolpito profondamente dalla grazia dellelettere sulla lavagna scritte dal maestro,appassionato calligrafo. Sempre lui, persvagare noi ragazzi durante l'intervallo,ci faceva lanciare un gessetto contro unsegno rosso sulla lavagna: un esercizioche si rivel prodigioso per dare fer-mezza e precisione alla mano. Sapertratteggiare una linea con pi o menoforza, cambia la qualit di esecuzione deldisegno.Un amico di antica data ci introduce nella

Due amici e una grande

passione: la pittura.

Franco Negroed Ezio Lendaro

raccontano laloro colorata

avventuraumana.

In viaggio allaricerca del bello

Amare larte

DI PAOLA RAVIZZA

FOTO DI ALESSANDRO LERCARA

PercorsiIV

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grande casa di Negro, nelle campagnetra torinese e astigiano: Ezio Lendaro,anch'egli pittore e superattivo presidentedel gruppo CRF di cui parleremo neiprossimi numeri.I due si sono conosciuti oltre trent'annifa, entrambi ex Allievi Fiat con destinilavorativi diversi (Negro nella Logisticadi Iveco, Lendaro alla Comunicazionedel Centro Ricerche Fiat). Oggi, conso-lidate le tecniche, Lendaro affronta uninteressante percorso a ritroso neltempo, seguendo le orme degli artistiviaggiatori che muniti di carnet de vo-yage, i diari di viaggio, appuntavanobrevi schizzi ad acquerello durante illoro vagabondare: cartoline pittorichedestinate a trasformarsi in studio in teledipinte con altre tecniche. Negro un divoratore darte: uno che lafa, la vive, la respira. Chiuso in laborato-rio, due piani e almeno 500 tele, si ab-bandona ai sogni, invade lo spazio conbozzetti e installazioni variamente ispiratee spesso ironiche (come il Pappagalloin gabbia, colorato oggetto ospedaliero,creato in polemica con la moglie che nonvoleva un vero pennuto in casa). Ovun-que spuntano pennelli, fogli, matite, co-lori a olio, pastelli, gessetti. Qualsiasicosa che possa in qualche misura ser-vire per l'inventiva (come i sacchi di iutadel 1920). A che serve dipingere? Perch c' biso-gno di lasciare una traccia? Per Negro ovvio: Per restare bambini. E in effetti,ascoltare i commenti suidisegni delluno e dell'al-tro un po' come assi-stere a un celo, celo,manca dove, al postodelle figurine, ci sono di-scorsi su un certo trattoabbozzato, su quellalinea tonale cos ben in-

cisa, sul punto di vista originale, sulla ve-latura. un continuo scambio di rifles-sioni e consigli. Incominci a vedere lecose, le persone secondo pennellate dicolore e colpi di luce. Smaterializzi leforme per ricostruirle a colpi d'ombredicono all'unisono. Ti abitui a osservareanaliticamente il mondo che ti circonda.L'arte un momento di introspezioneforte: La sera non guardo la tv mavengo in laboratorio - racconta Negro -.Ascolto musica, mi faccio ispirare e la-scio andare la matita sulla carta. Mal'arte non soltanto solitudine. anchecondivisione, esperienza collettiva.Come nelle estemporanee di pittura, iconcorsi in cui, in poche ore, si deve ri-produrre un determinato soggetto oscorcio di un certo luogo. I giudici tim-brano fogli e tele all'inizio della giornata,si dipinge, si sta insieme e poi si decre-

tano i vincitori: Sono mo-menti in cui ci si confronta- spiega Lendaro -, cre-scendo dal punto di vistacreativo. Come quellavolta che Negro si iscrivea una manifestazione aDigione, in Francia. Tantipittori, tanti angoli storici

Franco Negrocommenta i diari di viaggio creati da Ezio Lendaro.Dipingere, disegnare ooccuparsi di attivitcreative in genereaiuta laconcentrazione,abbassa il ritmocardiaco, offre unmomento ditranquillitdistogliendo dallepreoccupazioni

Dipingereserve

per restarebambini

Franco Negro

Percorsi V

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da riprodurre. Un'esperienza fantasticaper il clima di eccitazione che tutti quantirespiravamo. Uno dei ricordi pi bellicome pittore.Allora perch non trasformare un hobbyin un lavoro? Perch non sarebbe piun piacere - dice -. Per il lavoro ho dato,ora mi diverto. E che ci sia molto diver-timento in quel che fa indubbio, sen-tendo l'ultima sua avventura con l'amicoEzio per le colline langarole: Installati icavalletti vicino alla strada, abbiamoquasi creato un ingorgo, perch gli au-tomobilisti si fermavano a curiosare. Ec-coci, noi italiani: popolo di santi, poeti enavigatori. E anche pittori.

L'HOBBY UN BENE DA FAR CRESCERENel primo studio sul valore dell'Industriadella Cultura e della Creativit, commis-sionato dal ministero dei Beni culturali, silegge che nel 2014 in Italia si sono spesicirca 25 milioni di euro per acquistaremateriale nei negozi di disegno e bellearti. Il dato, in realt, leggermente infe-riore a quello dei due anni precedenti pervia della crisi. Ma la cifra resta importantee contribuisce al valore economico dellearti visive (compresi ricavi dei musei, ven-dita di opere d'arte, ricavi delle scuole didisegno, mostre, eccetera) che di 11,2miliardi di euro.Una grande somma, che potrebbe es-sere decisamente pi alta. Le principaliesibizioni d'arte organizzate in Italia inquell'anno (La ragazza con l'orecchinodi perla a Bologna, Chagall e Raffa-ello a Milano, Renoir a Torino)