Vittorio Schieroni, Elena Amodeo | Dormi, mio amore

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Ebook ISBN 978-88-6057-196-0 Racconto di Vittorio Schieroni, opere di Elena Amodeo

Text of Vittorio Schieroni, Elena Amodeo | Dormi, mio amore

  • Vittorio Schieroni

    Dormi, mio amoreOpere di Elena Amodeo

  • Vittorio Schieroni

    Dormi, mio amore

    Opere di Elena Amodeo

  • Editore

    un progetto di

    Traversa dei Ceramisti, 817012 Albissola Marina (SV)Tel. + 39 019 4500659Fax + 39 019 [email protected]

    ISBN 978-88-6057-196-0

    ResponsabileDiego Santamariacell. 347 [email protected]

    Coordinamento editoriale

    TestiVittorio Schieroni

    OpereElena Amodeo

    LayoutElena Borneto

    Copyright Vittorio Schieroni Elena Amodeo vanillaedizioni

    Nessuna parte di questo ebook pu essere riprodotta o trasmessa in qualsiasi forma o con qualsiasi mezzo elettronico, meccanico o altro senza lautorizzazione scritta dei proprietari dei diritti e delleditore.

  • 5Il presente volume realizzato in occasione della mostra Dormi, mio amore: Elena Amodeo e Vittorio Schieroni (luglio-settembre 2013, spazio Made4Art, Via Voghera 14, Milano). Il progetto Dormi, mio amore, basato sul dialogo tra la scrittura di Vittorio Schieroni e larte di Elena Amodeo, ha preso lavvio con lesposizione presso Made4Art, dove le opere dellartista tecniche miste su carta di grandi dimensioni, tutte realizzate nel 2013 appo-sitamente per la mostra sono state esposte con un particolarissimo allestimento in grado di creare due ambienti e due situazioni nei quali il visitatore ha avuto la possibilit di immergersi; insieme ad ogni opera dellartista altrettanti brani tratti dal racconto omonimo dello scrittore, invito alla riflessione e spunto per linterpretazione delle opere darte. La pubblicazione del racconto di Vittorio Schieroni una seconda tappa di questo progetto a quattro mani. Dormi, mio amore, testo terminato anchesso nel 2013 dopo una serie di variazioni e integra-zioni, stato motivo dispirazione per la realizzazione dei lavori di Elena Amodeo, che vengono qui riportati e che mettono in evidenza personaggi e momenti di particolare suggestione per i due autori.

    Spazio, comunicazione e servizi per larte e la cultura Via Voghera 14 - ingresso da Via Cerano, 20144 Milano

    www.made4art.it - [email protected] - t. +39.02.39813872

  • Dal tuo cielo blula pioggia vien gi soventema di sotto sempre rimane

    un po di blu.

    Marcel Proust, Dordrecht

  • 8Mr. Snook guardava fuori dalla vetrata, osservava la pioggia che si riversava sulla citt, particelle dacqua stanche e distratte. Sera, le sette e mezza da poco passate, una luce bluastra tra i palazzoni grigi e massicci, una luce giallognola dai lampioni nelle strade e tra le sagome degli alberi. Era in piedi, nel salone del suo ufficio allultimo piano di un moderno palazzo del centro di Milano, dalle cui finestre erano visibili quartieri interi, il vetro rigato di gocce sporche. Sembrava cos terribilmente tranquillo tutto quel movimento, da lass in alto, un procedere di-screto, misurato, sotto le grosse nuvole scure che scorrevano sospe-se, serrate. La luminosit liquida che si spegneva nella sera pareva rendere tutto pi vivido, quasi ricoperto di smalto. Lontano si poteva scorgere perfino un elegante edificio religioso guarnito di croci, sta-tue, guglie, a ricordare quanto larte, la storia e la religione siano importanti in Italia, importanti quasi quanto il denaro, lesteriorit e il fashion. Questo popolo di cultori dellapparire avanzava nella pioggia con un certo ordine rassicurante, un ripetersi sempre uguale. Dentro il silenzio immobile del suo ufficio, immerso nel rosso arti-ficiale delle lampade di design, Mr. Snook poteva permettersi di ri-flettere su certe decisioni importanti che avrebbe dovuto prendere in fretta, scelte che avrebbero riguardato la sua vita. La sua e, di riflesso, quella di tutte le persone che gli stavano accanto. Doveva scegliere se farsi ibernare oppure continuare a vivere la sua vita di sempre, pro-seguire il suo cammino in quellesistenza a cui era ormai fin troppo assuefatto. Farsi ibernare. Non che fosse malato o che altro, non che ci fossero ragioni ben precise, motivazioni degne di reale considerazione. Pen-sava semplicemente che farsi uno o due anni di sonno, di pausa, po-tesse giovare alla sua salute fisica e mentale. Pensava che distaccarsi provvisoriamente dalla realt potesse essergli utile per capirla meglio in seguito. Per sostenerla con maggior determinazione. Sarebbe stato necessario far presto, risolversi nel pi breve tempo possibile: in quel periodo le infornate erano economicamente vantaggiose e non avreb-be nemmeno dovuto farsi inserire in una lista dattesa. Mr. Snook avrebbe potuto sottrarsi allestate e al calore di Milano, che, quando

  • 9 agosto ed vuota, alle anime inquiete rende tutto pi difficoltoso. I suoi nonni erano stati previdenti e coraggiosi. Non volevano invec-chiare, ammalarsi e magari rischiare di non morire insieme. Da due anni ormai fluttuavano sospesi in una di quelle capsule che sembra-vano teche piene di acqua azzurra. Erano davvero molto belli mentre i loro capelli bianchi ondeggiavano nel liquido trasparente. Pensava spesso a loro e allultima volta che avevano cenato tutti insieme in un ristorante di Brera, alla frase che aveva colto la famiglia di sorpresa. - Cari, quasi ci dimenticavamo di dirvelo. Domani ci facciamo iber-nare. Non una cosa che ci tratterr via molto tempo, quattro o cin-que anni al massimo. Forse qualcuno in pi. Una vita intera fatta solo di vacanze e feste, di disimpegno e pura vacuit doveva necessariamente aver avuto qualche effetto collate-rale su persone gi di natura piuttosto originali e distanti dalla realt. Un po frivoli entrambi, poco avvezzi al lavoro e alle responsabilit, amavano viaggiare, la buona cucina, i safari e le serate mondane; amavano talmente tanto tutte queste cose che per paura di perder-le allimprovviso, secondo il volere di Dio, avevano stabilito di ri-nunciarvi temporaneamente di loro spontanea volont, di posticipare ogni problema pi avanti. Forse, nel frattempo, sarebbe stato trovato qualche nuovo espediente per ritardare il procedere della vecchiaia, per contrastare il decadimento fisico e mentale, forse medici e scien-ziati avrebbero escogitato delle terapie efficaci per curare i mali pi dolorosi per lesistenza dellessere umano. Negli ultimi tempi erano state numerosissime le persone che avevano deciso di farsi ibernare, per i motivi pi disparati. Malati, anziani, portatori di handicap, depressi cronici, anche semplici curiosi; cera chi desiderava trovare un sistema per pareggiare let con il partner e chi provava una tremenda stanchezza fisica o mentale, chi lo faceva per vendetta e chi per amore. Durante i primi anni che seguirono la scoperta dellibernazione que-sto nuovo stile di vita vegetativo era stato in grado di calamitare lat-tenzione di tutti, interessando morbosamente lopinione pubblica. Se ne parlava in continuazione, al bar e nei talk show, dal parrucchiere e nei comizi elettorali, tanto che farsi ibernare era diventato di moda

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    tra le persone abbienti e annoiate, tra la gente dello spettacolo, crean-do diversi casi di emulazione tra le menti pi fragili. Un argomento al centro di dibattiti politici e morali, capace di creare profonde divisio-ni allinterno della societ. Poi, con il passare del tempo, libernazio-ne era diventata altrettanto rapidamente un dato di fatto, fantascienza tramutata in realt. In un mondo dove gusti e tendenze nascono e muoiono con sorprendente velocit, anche le cose pi improbabili vengono presto assimilate, ogni novit che lascia il passo alla sua evoluzione. Mr. Snook era ancora incerto, non sapeva che fare. Dopo aver acca-rezzato quellidea per un periodo imprecisato non era ancora riuscito a prendere una decisione. Per sconfiggere la noia avrebbe fatto di tut-to, tutto pur di non dover pi comprare quelle cravatte e quei comple-ti tra loro sempre uguali, da indossare in quelle serate tanto ricche di sorrisi luccicanti, di facce sinistre. Gli era diventata quasi insoppor-tabile perfino Marina, la sua fidanzata, erano insieme da quasi dieci anni, una bella ragazza, senza grandi qualit, che il nonno definiva la Scema, ma che a mamma piaceva. Marina fidanzata modella. Marina pellicciotto leggero. Marina tailleur bianco con bottoni doro. A lei piacevano quelle serate, si trovava sempre a suo agio, affabile e sorridente, piuttosto arguta nelle conversazioni. Una vera donna da salotto. Le macchine scorrevano sullasfalto bagnato lasciando per qualche istante tracce rosse come lacca, i fanali posteriori a riflettersi sulla strada, traffico troppo lento per creare linee continue. Le guardava dallalto, senza sorpresa, come se appartenessero a un altro mondo. Aveva circa quarantanni e nulla gli mancava, aveva una discreta quantit di denaro sul conto in banca, non era di certo stupido, aveva un lavoro invidiabile e una discreta cultura. Una cultura pi che ac-cettabile. Una cultura che avrebbe desiderato coltivare ancora di pi, se solo glielavessero lasciato fare. Era un belluomo. Di quelli che piacciono e sanno di piacere. Amministratore delegato della Snook Liquori S.p.A., azienda di cui il padre era Presidente, faceva di cognome Corsini, anche se tutti, per via del nome dellazienda mai rinnovato, lo chiamavano ami-

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    chevolmente Mr. Snook. Mr. Snook, proprio come lormai mitico fondatore dellazienda, uno spregiudicato imprenditore americano che agli inizi del secolo scorso aveva creato un piccolo impero: si era prodigato in questa missione con una tale energia da non aver avuto nemmeno il tempo di mettere al mondo una discendenza in grado di portare avanti il risultato di tanto lavoro. Francesco Corsini. Si scost dalla vetrata per versarsi qualche altro dito di alcolico Sno-ok. Era il suo aperitivo solitario prima della cena. Nellarco di due giorni, soltanto due giorni, avrebbe preso una deci-sione, ascoltando il parere delle persone a lui pi care, valutando tutto ci che