Procedura linee guida rischio Biologico PER LA PREVENZIONE DEL RISCHIO BIOLOGICO Servizio di Prevenzione

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  • RREEGGIIOONNEE SSIICCIILLIIAANNAA AAZZIIEENNDDAA OOSSPPEEDDAALLIIEERRAA

    ““CCAANNNNIIZZZZAARROO”” DDII RRIIFFEERRIIMMEENNTTOO RREEGGIIOONNAALLEE DDII 33°° LLIIVVEELLLLOO

    PPEERR LL’’EEMMEERRGGEENNZZAA VViiaa MMeessssiinnaa 882299 –– 9955112266 CCaattaanniiaa

    Rev 0

    Data 11/06/2007

    SSEERRVVIIZZIIOO DDII PPRREEVVEENNZZIIOONNEE EE PPRROOTTEEZZIIOONNEE LLIINNEEEE GGUUIIDDAA DDII CCOOMMPPOORRTTAAMMEENNTTOO

    PPEERR LLAA PPRREEVVEENNZZIIOONNEE DDEELL RRIISSCCHHIIOO BBIIOOLLOOGGIICCOO

    Servizio di Prevenzione e Protezione Tel. 095/7262177 – Tel/Fax 095/7262170 1

    Introduzione

    Il D.Lgs 626/94, nel recepire una serie di direttive comunitarie riguardanti il miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori, al capitolo VIII delinea la normativa per la protezione dei lavoratori nelle attività che comportano esposizione ad agenti biologici sia quelle nelle quali vi è un uso deliberato di microrganismi sia quelle nelle quali si ha la presenza occasionale di agenti biologici senza la deliberata intenzione di farne oggetto dell’attività lavorativa.

    Pertanto, pur non riconoscendo a tutti gli operatori sanitari un rischio biologico specifico si ritiene necessario adottare misure precauzionali per ridurre il rischio biologico generico di infezioni veicolate prevalentemente da sangue e liquidi biologici. Quando le misure precauzionali non sono sufficienti a ridurre il rischio è necessario progettare adeguatamente i processi lavorativi modificando, se necessario, l’organizzazione del lavoro. Le procedure consigliate, molto spesso complesse e di difficile applicazione, non sempre eliminano il rischio derivante da eventi accidentali (puntura, taglio, schizzo, ecc.), eventi molto spesso imputabili all’organizzazione del lavoro: rapidità di esecuzione, spazi non idonei, numero eccessivo di pazienti, ecc.

    Questa breve linea guida riporta tra l’altro, le raccomandazioni universali cui devono attenersi gli operatori interessati.

    La buona pratica microbiologica è fondamentale per garantire la sicurezza nel laboratorio. L’utilizzo di attrezzature speciali rappresenta un supplemento ma non può sostituirsi alla osservanza di adeguate procedure.

    Occorre infine sottolineare che la difficoltà di identificare con certezza i pazienti con infezione da HIV - HBV - HCV, ci impone di adottare le misure precauzionali nell’assistenza di tutti i pazienti.

    Classificazione degli agenti biologici. GRUPPO I – Basso rischio individuale e collettivo Microrganismi che difficilmente causano malattie nell’uomo. GRUPPO II – Moderato rischio individuale, limitato rischio collettivo Microrganismi che possono causare malattie nell’uomo, per le quali esistono efficaci

    trattamenti e misure di prevenzione. Il rischio di diffusione è limitato. GRUPPO III – Elevato rischio individuale, basso rischio collettivo

    Microrganismi che causano serie malattie nell’uomo ma che generalmente non si diffondono da un individuo infetto ad uno sano. Sono disponibili efficaci misure profilattiche e terapeutiche.

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    GRUPPO IV – Elevato rischio individuale e collettivo microrganismi che producono gravi malattie nell’uomo e che possono essere prontamente trasmesse da un individuo all’altro. Non sono disponibili di norma efficaci misure profilattiche e terapeutiche. Nonostante tale classificazione tutti i campioni biologici sono da considerarsi potenzialmente infettivi; ciò impone di adottare le idonee misure precauzionali sempre. La presente linea guida è composta da tre parti: I Parte: Prevenzione del rischio biologico. II Parte: Prevenzione del Rischio Biologico nei laboratori. III Parte: Prevenzione del Rischio Biologico nelle Manovre Invasive.

    I Parte : Prevenzione del Rischio Biologico I.I SITUAZIONI DI RISCHIO

    Gli operatori sanitari sono esposti prevalentemente al rischio infettivo dovuto al virus della epatite B, dell’epatite C, dell’HIV, al micobacterium tubercolosis e ai rischi correlati alla esposizione cutanea e/o mucosa dovuti a contatti con: sangue, sperma, secreto vaginale, liquido pleurico, peritoneale, pericardico, amniotico, cerebro spinale, e altri liquidi biologici con presenza macroscopica di sangue (urina, saliva, ecc.) e con l’inalazione di aria contaminata. Le occasioni di esposizione al contatto accidentale con il sangue dei pazienti sono: - il primo soccorso e la medicazione di feriti; - la rottura di vetrerie (provette, pipette, ecc.) contenenti sangue; - le ferite prodotte nel maneggio di bisturi, aghi di sutura o altri

    strumenti taglienti (durante interventi operatori o nelle operazioni di pulizia);

    - puntura accidentale da ago. Le cause della puntura accidentale da ago sono: - terapie iniettive praticate a pazienti agitati o non collaboranti; - reincapucciamento dell’ago dopo il suo uso; - inserimento dell’ago nel deflussore al termine di una terapia infusionale; - manovre varie nella eliminazione dell’ago; - uso di contenitori impropri con pareti sottili e facilmente forabili. L’occasione di esposizione ad aria contaminata determina il rischio di: - inalazione di bacilli o virus espulsi attraverso goccioline di saliva prodotte con la tosse che rimangono in sospensione in aria e, se inalate, raggiungono le basse vie respiratorie.

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    I . II RACCOMANDAZIONI UNIVERSALI: norme di comportamento

    Tutti gli operatori sanitari devono usare routinariamente idonee misure di barriera per prevenire l’esposizione cutanea e mucosa nei casi in cui si preveda un contatto accidentale con il sangue o con altri liquidi biologici. Si raccomanda pertanto:

    Uso routinario delle misure di barriera e dei dispositivi di protezione individuale (DPI), quali: guanti monouso, camici, maschere, occhiali, visiere.

    Lavaggio accurato delle mani: lavare le mani di frequente, in modo particolare dopo l’esecuzione di manovre in cui vi è stato contatto con liquidi biologici del paziente, anche se svolte indossando i guanti protettivi.

    Riordino del materiale utilizzato: prestare particolare attenzione durante le operazioni di riordino, al fine di evitare il rischio da punture accidentali con aghi che restano nascosti tra i telini;

    Sostituzione dei guanti: vedi ”Norme generali per l’uso dei guanti”.

    Distribuzione dei campioni di sangue: riporre i campioni di sangue prelevati in provette infrangibili dotati di tappo, accertandosi che l’esterno della provetta non sia contaminato da sangue;

    Prevenzione degli incidenti da taglio o puntura: dopo l’uso gli aghi non devono essere reincappucciati , piegati, rotti o rimossi dalle siringhe o altri supporti, né in alcun modo manipolati; ma devono essere riposti per l’eliminazione in appositi contenitori resistenti alla puntura.

    Il trasporto in laboratorio di provette e/o altri contenitori con materiale biologico, deve essere effettuato in apposite buste di plastica a tenuta e utilizzando contenitori che ne impediscano il loro rovesciamento durante il trasporto.

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