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Meraviglie d’Italia | Roma Il '700 Illuminato - Barberini ... Barberini, è uno degli affreschi più precoci e compiuti esempi della pittura barocca. Realizzato in sette anni da

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    Meraviglie d’Italia | Roma

    Un complesso di grande bellezza e una pinacoteca ricca di capolavori per un gioiello artistico nel centro storico romano Testo di Lorenzo Ciompi | foto di Alberto Blasetti

    Il '700 Illuminato

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    IIl complesso di Palazzo Barberini fu concepito qua-le coronamento dell’ascesa di una famiglia papale; Maffeo Barberini sale al soglio pontificio il 5 agosto 1623, la famiglia del nuovo Papa era Toscana e pren- deva il nome da Barberino Valdelsa dove possedeva terre e castelli. Il suo pontificato durò 21 anni e segnò un momento di grande splendore artistico, una politi- ca espansionistica che portò a successi quali l’annes- sione ai domini pontifici del florido stato di Urbino ma anche a disastri finanziari quali la guerra di Ca- stro. Volle quindi creare uno stato di privilegio per la sua famiglia distribuendo titoli, incarichi, onorificen- ze, ma soprattutto il pontefice volle edificare per essa una dimora degna di una corte, per stabilirne il potere e collocarla degnamente accanto alle grandi famiglie romane. Ecco così che nasce il grandioso progetto di palazzo-villa suburbana. La committenza dette car- ta bianca al Bernini che sostanzialmente mantenne fede al progetto originale partendo dal celebre “cor- tile della cavallerizza”. Dall’illuminante ideazione del grande salone centrale che occupa in altezza due piani del palazzo, alla splendida attigua sala ovale

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    Qui, il dipinto a olio su tela di Caravaggio "Giuditta e Oloferne"; in basso, "La Fornarina" di Raffaello. Nella pagina precedente, dall'alto, la Scala Elicoidale di Borromini nell'ala ovest del Palazzo e la sala con i dipinti di El Greco. Nelle due pagine successive, "Il Trionfo della Divina Provvidenza" di Pietro da Cortona. In apertura, la facciata dell'ingresso principale del Palazzo e un appartamento del '700 all'ultimo piano

    dalle armoniose proporzioni classiche. L’incredibile scala di accesso elicoidale che collega le due ali del palazzo in rapporto al sottostante porticato e lo sca- lone quadrangolare che dà accesso al piano nobile, sono invece opera del Borromini. Un tipo di archi- tettura assolutamente innovativo nell’esuberanza del movimento, nell’articolazione dello spazio, indica un approccio visivo più ricco di sensualità. Celebre la straordinaria facciata, con loggia ed im- mense vetrate, sorretta dal profondo portico che isti- tuisce il cortile classico e che si incentra sul grande volume del salone elevato su due piani con la volta affrescata da Pietro da Cortona, “il trionfo della divina provvidenza”, lo stesso che progettò anche il teatro di corte distrutto con l’apertura nel 1926 di via Barberini; una distruzione che comportò la perdita di uno spazio importantissimo per la storia dello spetta- colo seicentesco che consisteva infatti in un grande spazio adatto ad ospitare macchine stupefacenti, ol- tre alla distruzione già eseguita con Roma Capitale dell’antico ingresso del palazzo, eliminando il por- tale monumentale con la costruzione dell’hotel Bri- stol e soffocandone così la originaria mise en scene. Un’amputazione resa ancor più evidente in ciò che ri- mane del giardino segreto, privato così della fisionomia originaria, e purtroppo non ben tenuto e valorizzato. La collezione è incredibile, anche se purtroppo è sta- ta smembrata nei secoli grazie anche ad un indegno Regio decreto che nel 1934 la fece disperdere, per-

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    Ampia più di 400 metri quadrati, l’immensa composizione che si ammira alzando lo sguardo sulla volta del grande salone al piano nobile di Palazzo Barberini, è uno degli affreschi più precoci e compiuti esempi della pittura barocca. Realizzato in sette anni da Pietro da Cortona tra il 1632 e il 1639, "Il Trionfo della Divina Provvidenza e il compiersi dei suoi fini sotto il pontificato di Urbano VIII" celebra il potere spirituale e politico dei Barberini, attraverso una miriade di personaggi, più di cento, inseriti in uno spazio aperto, dilatato all’infinito, che supera i limiti imposti dall’architettura. Il cornicione rettangolare, dipinto illusionisticamente in finto marmo, divide il soffitto in 5 parti: al centro a sinistra si vede la Divina Provvidenza, dotata di scettro che comanda alla Fama di incoronare lo stemma della famiglia Barberini (le api). La Provvidenza è accompagnata dalle Virtù Giustizia, Misericordia, Eternità, Verità, sedute accanto a lei e alla sua destra l’Immortalità si alza in volo per offrire una ghirlanda di stelle all'insegna di Urbano VIII. Sotto di lei, invece, tra le nuvole, si intravede Crono con la falce, mentre divora uno dei suoi figli, e le Tre Parche che filano i destini umani. Sulla destra le tre virtù teologali - Fede, Speranza e Carità - reggono una corona d'alloro che nella forma richiama uno stemma, entro cui volonato le api Barberini. Ancora a destra, ci sono la dea Roma col triregno (allusione al papato) e la Gloria, con le chiavi di San Pietro. Nei riquadri laterali, si affrontano i vizi e le virtù, il bene e il male: la caduta dei Giganti, su cui si libra Minerva, alludendo alla vittoria dell'intelligenza sulla forza bruta (a sinistra); la Pace in trono, consigliata dalla Prudenza, e i Ciclopi che lavorano nelle officine per fabbricare armi, mentre il Furore viene disarmato dalla Mansuetudine (in alto); poi il trionfo della spiritualità, con la Scienza che guarda in alto, affiancata dal Divino Aiuto, la Religione e la Purezza, mentre a destra Sileno porge la ciotola a un ragazzo che gli versa del vino, e a sinistra la Lascivia si alza da un letto e Cupido viene scacciato dall'Amor Celeste (in basso); e infine (a destra) Ercole che allontana i Vizi e le Arpie, simbolo di avarizia, mentre la Liberalità inonda il mondo di monete, fiori e frutta dalla sua cornucopia.

    L'affresco del Trionfo

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    mettendo la libera vendita delle opere in cambio di un piccolo nucleo in proprietà, rinunciando così alla tutela di una delle più importanti collezioni fidecom- missarie romane che, come tale, si configurava già un museo aperto al pubblico, quali sono per fortuna an- cora oggi le gallerie private tutelate per legge, come la Colonna e la Doria Pamphilj. Fu così che col placet dello Stato, furono disperse grazie ai principi Barberini e Corsini (i due rami che si sono spartiti le opere) “La morte di Germanico” di Poussin, ora al museo di Minneapolis, la “Santa Caterina” del Cara- vaggio, ora in collezione Von Thyssen a Madrid, ed altri capolavori immortali che per buon gusto nonché per non rovinarmi il fegato evito di elencare. Un gran senso patriottico, non c’è che dire! Ma anche l’attuale Stato italiano ha da farsi perdonare qualcosa: le colle- zioni infatti che devono ancora trovare una definitiva sistemazione nel palazzo, sono composte da ben 1445

    In questa pagina, due foto dell'elegante

    appartamento del '700 all'ultimo piano del Palazzo

    Sopra, il giardino interno di Palazzo Barberini e un altro affascinante appartamento del '700 all'ultimo piano

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    Indirizzi a due passi dal Palazzo DoRMIRE

    HoTEL BERnInI BRISToL In una delle piazze più eleganti e caratteri- stiche di Roma, l'Hotel Bernini Bristol offre 112 camere e 15 suite di lusso. Piazza Barberini 23 | tel. 06 488 931 www.sinahotels.com/it/h/sina-berni- ni-bristol-roma

    HoTEL MAjESTIC RoMA Un gioiello di eleganza in stile neoclassico, l’Hotel Majestic Roma occupa un posto di primo piano nell’esclusiva via Veneto. Via Vittorio Veneto 50 | tel. 06 421 441 it.hotelmajestic.com

    ALEPH HoTEL RoME L'hotel della Curio Collection by Hilton of- fre un soggiorno nel cuore della città. Via di S. Basilio 15 | tel. 06 422 9001 alephrome.com

    AMBASCIAToRI PALACE HoTEL RoME L'hotel a 5 stelle Ambasciatori Palace Hotel Rome gode della sua posizione ec- cellente con vista su Parco Villa Borghese. Via Vittorio Veneto 62 | tel. 06 474 20 44 | www.royalgroup.it/ambasciatori- palace/it

    LA PICCoLA MAISon Hotel in un edificio storico posto proprio di fronte alla Chiesa dei Cappuccini, in una delle zone più belle e suggestive di Roma. Via dei Cappuccini 30 | tel. 06 420 163 31 | www.lapiccolamaison.com

    MAnGIARE

    GIUDA BALLERIno Nel cuore di Roma, all'ottavo piano dell'Hotel Bernini, si gustano le proposte dello chef Andrea Fusco. Piazza Barberini 23 | tel. 06 42 010 469 | www.giudaballerino.com

    IL GIARDIno DI ALBIno Ristorante di gestione sarda, ma che si unisce anche alla tradizione romana. Da provare è sicuramente "l'antipasto della Casa" che sembra non finire mai. Via Zucchelli 29 | tel. 06 488 5202 www.ilgiardinodialbino.com

    TAVERnA BARBERInI Antipasti eccellenti della tradizione ro- mana, tra olive, verdure fritte e grigliate, bruschette, ricotta di pecora e altrettante specialità tra i primi piatti. Via delle Quattro Fontane 160 tel. 06 488 3619

    LA CoRTE DEI LEonI Ristorantino elegante in un vicolo nei pressi di via Veneto che propone specialità tipiche romane e deliziosi piatti gourmet. Via Di San Basilio 70 tel. 06 925 991 22

    ALL'oMBRA DEL QUIRInALE Locale a conduzione familiare che offre cibo fresco e cucinato al momento con raffinatezza e cura per gli ingredienti. Via Delle Quattro Fontane 155 tel. 06 4202 0703 | www.facebook. com/RistoranteAllombraDelQuirinale

    FRASCHETTERIA GIAMPICCoLo Osteria che offre prodotti genuini tra piaz- za Barberini e via Veneto. Via De Cappuccini 26 | tel. 334 761 0384 | www.facebook.com/fraschet- teriagiampiccolo

    PASTICCERIA

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