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UN SECOLO D‘OBLIO (Damnatio memoriae)

DE NITTIS - UN SECOLO D'OBLIO E POI PARIGI

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UN SECOLO D‘OBLIO (Damnatio memoriae)

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De Nittis pugliese di nascita ben aveva rappresentato la società parigina durante i suoi anni di soggiorno in Francia e grande fu il successo riscosso. Eppure quel mondo che lo aveva saputo apprezzare, lo dimenticò subito dopo la sua morte . L’ultima mostra a lui dedicata a Parigi risale al 1886, due anni dopo la sua morte. Per oltre un secolo il suo ricordo e la sua opera caddero nell’oblio. La stessa sorte fu riservata alla moglie Leontine completamente ignorata dalla società francese dopo la morte dell’artista, tanto da portare la donna a scrivere un testamento olografo in cui precisava che tutti i libri e i lavori del marito venivano donati al Municipio di Barletta che poteva distribuirli in tutto il mondo tranne che in Francia .Dopo la morte di Titine il 7 agosto 1913 e l’apertura del testamento il 6 settembre dello stesso anno, il professore Giuseppe Gabbiani si recò a Parigi per prendere in consegna i quadri e i libri che furono portati a Barletta e che, dopo una serie di collocazioni provvisorie ,vennero esposti definitivamente a Palazzo della Marra. Dopo la morte di De Nittis, in Italia pochi furono quelli che ricordarono l’artista, in Francia nessuno. Per un trentennio nessuno se ne occupò ma lentamente la situazione si capovolse: nel 1914, durante la Biennale di Venezia, vennero esposte tele denittiane di vari periodi (dalla Strada di Brindisi agli studi su Westminster, dai Vesuvi a Place des Pyramides). Vennero scritti articoli, rievocazioni , ricerche degli studiosi italiani e stranieri e le opere del pittore barlettano, per la critica, riacquistarono la giusta considerazione .

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Consta di un catalogo completo e aggiornato delle 1001 opere sparse nelle collezioni e nei musei di tutto il mondo e consente al lettore, grazie alla documentazione fotografica di tutte le tavole, una visione globale della pittura denittiana e dei rapporti del pittore con realtà sociali e culturali incontrate nei suoi vari soggiorni in Italia, a Parigi e a Londra. L’opera contribuì al rilancio dell’artista sul fronte della critica e del mercato internazionale. Con la pubblicazione dei due volumi Pier Enrico Chiummo direttore generale della Cementeria di Barletta scrive: “ Si realizza un vecchio sogno di molti uomini di cultura, di dare all’opera di De Nittis una sistemazione organica ed una catalogazione puntuale : un sogno che durava sin dal 1914, quando la donazione della moglie del pittore Leontine Gruvelle , fu presa in consegna dal comune di Barletta”

“Per un artista morire a Parigi, all’improvviso, trentotto anni appena e all’apice di un enorme fama, di un quasi incondizionato consenso, avrebbe potuto significare l’accesso alla leggenda. Invece la notorietà di Giuseppe De Nittis , nel volgere di una manciata di anni , si smorzò in un quasi irragionevole silenzio che si protrasse per lustri e lustri” Così Piero Dini e Giuseppe Luigi Marini introducono la loro opera su De Nittis in due volumi: “ De Nittis, la vita, i documenti, le opere dipinte” edita da Umberto Allemandi.

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Il risveglio dell’interesse per la produzione del pittore diventa più tangibile in questi ultimi anni. E’ del 2009 dal 23 aprile al 2 agosto una mostra intitolata “Terra e mare. Paesaggi del Sud, da Giuseppe De Nittis a Giovanni Fattori” presso Pinacoteca De Nittis, Palazzo della Marra.A questa esposizione fa seguito quella di Parigi presso il Petit Palais Musee del Beaux –Arts de la Ville de Paris .

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“Questo è il mio testamento. Nomino come mia legataria universale la signorina Maria Prèlat Nandot, domiciliata momenta-neamente presso di me in Rue Descombes, 3 Parigi. Tutto ciò che vi sarà: immobili, mobili, gioielli, biancheria, libri, ecc. e il poco denaro contante, incarico di dare al Municipio di Barletta, Italia; tutti i libri aventi una dedica al nome di mio marito, mio figlio o mio, e tutti i quadri, per la migliore gloria del loro compatriota, eccettuata la Francia, conservando ciò che il Consiglio Municipale giudicherà conveniente. Conto sul loro onore e sul loro patriottismo per curare la fama del loro compatriota, mettendo la espressa condizione che niente sarà giammai venduto, né all’asta né in altro modo".

Testamento di Leontine

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“DE NITTIS. LA MODERNITE’ ELEGANTE”(21 ottobre 2010 – 16 gennaio 2011)

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Il 21 ottobre 2010 a Parigi è stata inaugurata la mostra monografica“ De Nittis. La modernitè elegante” presso il Petit Palais Musee del Beaux –Arts de la Ville de Paris, quasi come un risarcimento postumo ad un artista protagonista dell’Ottocento italiano e dell’Impressionismo; risarcimento dovuto ad un artista che tanto ha dato all’arte francese ma che da questa e’ stato ignorato per oltre un secolo. La mostra si concluderà il 16 gennaio 2011 e in seguito sarà ospitata dal Comune di Parma da febbraio a maggio del 2011.L’evento è stato finanziato dal Comune di Parigi grazie alla collaborazione tra la Regione Puglia, la Soprintendenza dei Beni Artistici della Puglia, il Comune di Barletta, città natale di De Nittis e la sua omonima Pinacoteca che ha fornito una buona parte dei quadri presenti nella mostra parigina.

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Nello stesso periodo, in sostituzione dei quadri, nel Palazzo della Marra a Barletta sono state esposte più di quaranta incisioni, fino ad oggi custodite nei depositi, nella mostra “De Nittis segreto” che evidenzieranno la grandezza dell’artista non solo come pittore, ma anche come incisore. La mostra parigina nasce con l’intento di proiettare la Puglia e Barletta in primo piano nello scenario internazionale.E’ curata da Gilles Chazal, conservataeur general, directeur du Petit Palais, Dominique Morel, conservataeur eu chef au Petit Palais e infine Emanuela Angiuli direttrice della Pinacoteca “Giuseppe De Nittis “ di Barletta. E’ definita la più grande mostra che sia stata mai dedicata all’estero a De Nittis: un’esposizione che lo pone sullo stesso piano di Manet e Degas.La mostra contiene più di 110 opere tra oli e pastelli, che racconteranno i contrasti luminosi della città di Barletta di De Nittis, accanto a paesaggi e scorci della vita sociale, parigina e londinese. Le tele esposte nella mostra sono provenienti dal Louvre, dal Museo d’Orsay, da collezionisti privati francesi, italiani e statunitensi a cui si aggiungono 47 opere provenienti dalla donazione di Leontine alla Pinacoteca barlettana. Tele prestate nonostante fosse precisato nel testamento della moglie di De Nittis che queste tele non sarebbero mai dovute ritornare in Francia. 25, invece, sono degli inediti assoluti poiché saranno esposti per la prima volta; tra questi una tela che arriva da Philadelphia“Il ritorno dalle corse”. Non sarà presente “Signora con il cane “, sequestrata nel 2009 a Calisto Tanzi e di cui il tribunale di Parma non ha autorizzato il prestito.

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“La signora con il cane”1878, olio su tela, cm 150 x 90

“Il ritorno dalle corse”1875, olio su tela, cm 70 x 105

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L’ allestimento è ben studiato : colori tenui e forti si alternano nelle grandi sale ritmando il percorso.La mostra è organizzata in dieci sezioni e ripercorre la carriera artistica denittiana:• Un italiano a Parigi•La luce del Sud•All’ombra del Vesuvio•En plein air•Parigi e le rive della Senna•Londra e il Tamigi•Le corse •Nel salotto della principessa Matilde•“Le mariage avec la muse japonaise “•Ritratti e figure Nell’ ambito della mostra sono state organizzate anche una serie di conferenze che aiuteranno a cogliere l’essenza dell’opera di De Nittis:”Civetteria”; “De Nittis: viaggio attraverso la mostra”; “Pittore all’estero”; “Oltre l’esotismo : l’interesse di De Nittis per l’arte giapponese “, “La moda parigina secondo De Nittis e i pittori del suo tempo “ ; “ Ciclo Improptus” – Prospettive di De Nittis”.