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Text of Cesare Beccaria - Clueb Editrice e · PDF filegiudicarle conformi o difformi alla legge...

  • Cesare Beccaria

  • 15 marzo 1738

    Il marchese Cesare Francesco Beccaria Bonesana nasce a Milano

    nel palazzo di famiglia sito nellattuale Via Brera.

    Fotografia di R. Sette.

  • 13 settembre 1758

    Gli viene conferita la laurea legale della Reggia ed Imperial Universit di Pavia nellAula Magna del palazzo vescovile alla presenza del cardinale

    Carlo Francesco Durini.

    Fonte immagine: Giovani.

  • 16 luglio 1764

    Giunge a Milano da Livorno il primo esemplare de Dei delitti e delle

    pene. In questa citt, infatti, loperetta stata pubblicata in

    forma anonima dalleditore Giuseppe Aubert.

  • Dei delitti e delle pene

    Cesare Beccaria Dei delitti e delle pene (a cura di Burgio A.)

    Milano, Feltrinelli, 1991

  • Il principio di legalit: nessun reato e nessuna pena senza legge

    [] Le sole leggi possono decretar le pene su i delitti, e questautorit non pu risiedere che presso il legislatore, che rappresenta la societ unita per un contratto sociale [] Nemmeno lautorit dinterpretare le leggi penali pu risiedere presso i giudici criminali per la stessa ragione che non sono legislatori. [] Non v cosa pi pericolosa di quellassioma comune che bisogna consultare lo spirito della legge. (pp. 39-41)

    Quando un codice fisso di leggi, che si debbono osservare alla lettera, non lascia al giudice altra incombenza che di esaminare le azioni de cittadini, e giudicarle conformi o difformi alla legge scritta, quando la norma del giusto e dellingiusto, che deve dirigere le azioni s del cittadino ignorante come del cittadino filosofo, non un affare di controversia, ma di fatto, allora i sudditi non sono soggetti alle piccole tirannie di molti Cos acquistano i cittadini quella sicurezza di loro stessi che giusta perch lo scopo per cui gli uomini stanno in societ, che utile perch gli mette nel caso di esattamente calcolare glinconvenienti di un misfatto. (p. 42)

  • Proporzione fra i delitti e le pene

    Non solamente interesse comune che non si commettano delitti, ma che siano pi rari a proporzione del male che arrecano alla societ. Dunque pi forti debbono essere gli ostacoli che risospingono gli uomini dai delitti a misura che sono contrari al ben pubblico, ed a misura delle spinte che gli portano ai delitti. Dunque vi deve essere una proporzione fra i delitti e le pene. impossibile di prevenire tutti i disordini nelluniversal combattimento delle passioni umane. [] Quella forza simile alla gravit, che ci spinge al nostro ben essere, non si trattiene che a misura degli ostacoli che gli sono opposti.

    Gli effetti di questa forza sono la confusa serie delle azioni umane: se queste si urtano scambievolmente e si offendono, le pene, che io chiamerei ostacoli politici, ne impediscono il cattivo effetto senza distruggere la causa impellente, che la sensibilit medesima inseparabile dalluomo, e il legislatore fa come labile architetto di cui lofficio di opporsi alle direzioni rovinose della gravit e di far cospirare quelle che contribuiscono alla forza delledificio (pp. 44-45)

  • Proporzione fra i delitti e le pene

    Quando un codice fisso di leggi, che si debbono osservare alla lettera, non lascia al giudice altra incombenza che di esaminare le azioni de cittadini, e giudicarle conformi o difformi alla legge scritta, quando la norma del giusto e dellingiusto, che deve dirigere le azioni s del cittadino ignorante come del cittadino filosofo, non un affare di

    controversia, ma di fatto, allora i sudditi non sono soggetti alle piccole tirannie di molti Cos acquistano i cittadini quella sicurezza di loro stessi che giusta perch lo scopo per cui gli uomini stanno in societ, che utile perch gli mette nel caso di esattamente calcolare glinconvenienti di un misfatto. (p. 42)

  • Caratteristiche della pena

    La deterrenza

    [] evidente che il fine delle pene non di tormentare ed affliggere un essere sensibile, n di disfare un delitto gi commesso. [] Il fine dunque non altro che dimpedire il reo dal far nuovi danni ai suoi cittadini e di rimuovere gli altri dal farne uguali. Quelle pene dunque e quel metodo dinfliggerle deve esser prescelto che, serbata la proporzione, far una impressione pi efficace e pi durevole sugli animi degli uomini, e la meno tormentosa sul corpo del reo. (p. 54)

    La proporzionalit

    Un altro principio serve mirabilmente a stringere sempre pi limportante connessione tra l misfatto e la pena, cio che questa sia conforme quanto pi si possa alla natura del delitto. Questa analogia facilita mirabilmente il contrasto che devessere tra la spinta al delitto e la ripercussione della pena, cio che questa allontani e conduca lanimo ad un fine opposto di quello per dove cerca dincamminarlo la seducente idea dellinfrazione della legge. (p. 69)

  • Caratteristiche della pena

    La prontezza

    Quanto la pena sar pi pronta e pi vicina al delitto, ella sar tanto pi giusta e tanto pi utile. Dico pi giusta, perch risparmia al reo gli inutili e fieri tormenti dellincertezza, che crescono col vigore dellimmaginazione e col sentimento della propria debolezza; pi giusta, perch la privazione della libert essendo una pena, essa non pu precedere la sentenza se non quando la necessit lo richiede. [] La prontezza delle pene pi utile, perch quanto minore la distanza del tempo che passa tra la pena ed il misfatto, tanto pi forte e pi durevole nellanimo umano lassociazione di queste due idee, delitto e pena, talch insensibilmente si considerano uno

    come cagione e laltra come effetto necessario immancabile. Egli dunque di somma importanza la vicinanza del delitto e della pena, se si vuole che nelle rozze menti volgari, alla seducente pittura di un tal delitto vantaggioso, immediatamente riscuotasi lidea associata della pena. Il lungo ritardo non produce altro effetto che di sempre pi disgiungere queste due idee, e quantunque faccia impressione il castigo dun delitto, [] non la fa che dopo indebolito negli animi degli spettatori lorrore di un tal delitto particolare, che servirebbe a rinforzare il sentimento della pena. (pp. 67-69)

  • Caratteristiche della pena

    Luguaglianza

    Quali saranno dunque le pene dovute ai delitti dei nobili, i privilegi dei quali formano gran parte delle leggi delle nazioni? [] Ogni distinzione sia negli onori sia nelle ricchezze perch sia legittima suppone unanteriore uguaglianza fondata sulle leggi, che considerano tutti i sudditi come egualmente dipendenti da esse.

    [] A chi dicesse che la medesima pena data al nobile ed al plebeo non realmente la stessa per la diversit delleducazione, per linfamia che spandesi su di unillustre famiglia, risponderei che la sensibilit del reo non la misura delle pene, ma il pubblico danno, tanto maggiore quanto fatto da chi pi favorito. (pp. 70-71)

  • Caratteristiche della pena

    La dolcezza

    Uno dei pi gran freni dei delitti non la crudelt delle pene, ma linfallibilit di esse, e per conseguenza la vigilanza dei magistrati, e quella severit di un giudice inesorabile, che, per essere unutile virt, devessere accompagnata da una dolce legislazione. La certezza di un castigo, bench moderato, far sempre una maggiore impressione che non il timore di un altro pi terribile, unito colla speranza dellimpunit; perch i mali, anche minimi, quando son certi, spaventano sempre gli animi umani Latrocit stessa della pena fa che si ardisca tanto pi per ischivarla, quanto grande il male a cui si va incontro; fa che si commettano pi delitti, per fuggire la pena di uno solo. (p. 78)

    [] Perch una pena ottenga il suo effetto basta che il male della pena ecceda il bene che nasce dal delitto, e in questo eccesso di male devessere calcolata linfallibilit della pena e la perdita del bene che il delitto produrrebbe. Tutto il di pi dunque superfluo e perci tirannico. [] Due altre funeste conseguenze derivano dalla crudelt delle pene, contrarie al fine medesimo di prevenire i delitti. La prima che non s facile il serbare la proporzione essenziale tra il delitto e la pena [] Laltra conseguenza che la impunit stessa nasce dallatrocit dei supplicii. (pp. 78-79)

  • Teorema conclusivo

    Da quanto si veduto finora pu cavarsi un teorema generale molto utile, ma poco conforme alluso, [] cio: perch ogni pena non sia una violenza di

    uno o di molti contro un privato cittadino, devessere essenzialmente pubblica, pronta, necessaria, la minima delle possibili nelle date circostanze, proporzionata a

    delitti, dettata dalle leggi. (p. 115)

  • Beccaria scrive, tra la seconda met di luglio e agosto 1764, la seguente dedica a Pietro Verri sul margine destro del frontespizio di un esemplare dei Delitti.

    celui qui a et lauteur de tous les plaisirs que jai prouvez en faisant ce livre, mon cher et philosophe ami le comte Pietro Verri

    CBB

    A colui che stato lartefice di tutti i piaceri che ho provato scrivendo questo libro, al mio caro e filosofo amico il conte Pietro Verri

    Beccaria C., Edizione nazionale delle opere di Cesare Beccaria (a cura di Capra C., Pasta R., Pino Pongolini F.), Milano, Mediobanca, 1994, vol. 4 (Carteggio parte I: 1758-1768), p. 82 [T.d.C.].

  • 8-9 dicembre 1764

    In questa lettera rivolta a Giuseppe Aubert, Beccaria fornisce indicazioni circa la copertina della successiva edizione dei Delitti.

    Beccaria C., Edizione nazionale delle opere di Cesare Beccaria (a cura di Capra C., Pasta R., Pino Pongolini F.), Milano,

    Mediobanca, 1994, vol. 4 (Carteggio parte I: 1758-1768), p. 83-86.

  • [] schizzo di dissegno dellidea che metterei per frontespizio Esser dovrebbe dunque un manigoldo, con una mano pendente che tiene un inviluppo di corda da cui pende u

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