Archivio Erik Peterson

  • View
    357

  • Download
    1

Embed Size (px)

Text of Archivio Erik Peterson

LARCHIVIO ERIK PETERSON ALLUNIVERSIT DI TORINO Saggi critici e Inventario

A cura di Adele Monaci Castagno

Edizioni dellOrso

Collana di Studi del Centro di Scienze Religiose diretta da ADELE MONACI CASTAGNO 1

Il riordino e la catalogazione dei fondi archivistici, oggetto di questa pubblicazione, sono realizzati con il sostegno della Compagnia di San Paolo. Il volume pubblicato anche sul sito del Centro allindirizzo: http://www.unito.it/unitoWAR/page/centri2/X033/X033_il_centro1

LArchivio Erik Peterson allUniversit di TorinoSaggi critici e Inventario

a cura di

Adele Monaci Castagno

Edizioni dellOrso Alessandria

2010 Copyright by Centro Interfacolt e Interdipartimentale di Scienze Religiose via Giulia di Barolo, 3/A 10124 Torino tel. 011.6703822 e-mail: [email protected] Edizioni dellOrso via Rattazzi, 47 15121 Alessandria tel. 0131.252349 fax 0131.257567

Realizzazione editoriale ed informatica di Arun Maltese ([email protected]) vietata la riproduzione, anche parziale, non autorizzata, con qualsiasi mezzo effettuata, compresa la fotocopia, anche a uso interno e didattico. Lillecito sar penalmente perseguibile a norma dellart. 171 della Legge n. 633 del 22.04.41 ISBN 978-88-7694-260-2

INDICE

I PARTE: ERIK PETERSON E LA SUA EREDIT A. Monaci Castagno, Il Fondo e la Biblioteca Erik Peterson G. Filoramo, Erik Peterson. Cenni biografici B. Nichtweiss, Straniero nel mondo: la ricezione dellopera di Erik Peterson nella cultura contemporanea R. Alciati, Il Fondo Erik Peterson allUniversit di Torino II PARTE: ARCHIVIO ERIK PETERSON a cura di Paola Lombardi Nota archivistica Inventario (1848-1999). Schema di ordinamento Inventario Fondo Erik Peterson Inventario Fondo Matilde Bertini Inventario Fondo Franco Bolgiani Indice degli antroponimi dellInventario Indice dei nomi 81 85 89 227 231 235 245 1 9 23 53

V

I PARTE: ERIK PETERSON E LA SUA EREDIT

IL FONDO E LA BIBLIOTECA ERIK PETERSON ADELE MONACI CASTAGNO

In veste di presidente del Centro di Scienze Religiose a cui afferisce la Biblioteca Erik Peterson toccato a me lonere e lonore di presentare i risultati di un lavoro avviato sotto la presidenza precedente di Stefano Piano, con la collaborazione di Giovanni Filoramo. Grazie ad un contributo della Compagnia di San Paolo stato possibile mantenere un impegno preso nel lontano 1963 da Franco Bolgiani che, in una relazione presentata alla IV Conferenza Patristica di Oxford1, individuava nellinventario degli inediti di Erik Peterson uno dei primi compiti da assolvere per facilitare lo studio dellopera dellinsigne studioso di cui essi rappresentavano una parte pregiata e consistente. Prima di questo inventario, oltre alla presentazione sommaria fattane da Bolgiani che, stampata sotto forma di dispensa universitaria, ebbe una circolazione presumibilmente molto limitata, esiste soltanto quello di Barbara Nichtweiss in appendice al suo studio ormai classico dedicato alla biografia intellettuale di Peterson2. Era un primo utilissimo inventario, ma che la stessa studiosa si augurava di vedere quanto prima affiancato da una: wissenschaftlich umfassende und adquate Beschreibung. Ci sembrato opportuno far precedere lInventario da alcuni contributi che dessero al lettore italiano alcune chiavi interpretative del significato culturale della figura petersoniana e della presenza a Torino, una citt in cui Peterson non ha mai insegnato, di documenti cos importanti che lo riguardano. I saggi di Giovanni Filoramo e Barbara Nichtweiss, pur con intenti diversi il primo dedicato ad un profilo biografico dello studioso, il se-

1 Mai pubblicato negli Atti, ma riportata in F. Bolgiani, Storia del Cristianesimo, Torino 1965, pp. XXIX-XXXV. 2 B. Nichtweiss, Erik Peterson. Neue Sicht auf Leben und Werk, Freiburg 1992, p. 904.

1

Adele Monaci Castagno

condo alla ricezione del suo pensiero in vita e successivamente convergono nellindividuare come tratto caratteristico la sua inattualit non solo ora, a mezzo secolo dalla morte, ma anche in vita, fin da quando partecipava da protagonista alla vita culturale e accademica tedesca degli anni 20 e 30 del secolo scorso come dimostra la rete di contatti e confronti anche duri con personalit quali A. von Harnack, K. Barth, R. Bultmann, C. Schmitt. La ricostruzione della Nichtweiss mette bene in luce come la difesa della propria libert spirituale ancorata ad una profondissima cultura teologica, filologica e storica lo avessero reso nelle diverse fasi della sua vita un uomo inadatto a militare o a fondare una scuola, alieno dalle sintesi dogmatico-sistematiche allora di moda, un promeneur solitaire, come lebbe a definire Karl Barth3, un uomo fuori posto in qualunque luogo che realizzava prima di tutto nella propria vita quellessere straniero nel mondo che gli sembrava esprimere la vocazione autentica dellannuncio cristiano come annuncio della fine e della vera patria, unica bussola per lagire e il pensare contro ogni subordinazione della teologia ad altro da s. Unestraneit che non significava affatto disinteresse o isolamento dal mondo, ma piuttosto premessa, spiritualmente sentita e culturalmente motivata, di distacco critico da esso. Scorrendo linventario delle lettere soltanto ricevute che occupano diciannove faldoni dellintero archivio, ci si pu rendere conto della ricchezza dei contatti, dellampiezza dei suoi interessi culturali, della stima e considerazione che egli ebbe negli ambienti scientifici. Peterson intrattenne rapporti epistolari non sporadici con i principali studiosi del tempo nelle scienze religiose: H. von Balthasar, K. Barth, Y. Congar, P. Kahle, J. Danielou, J. Maritain, C. Schmitt e tantissimi altri. Ci auguriamo che la piena disponibilit e consultabilit di queste corrispondenze possa servire ad accrescere la conoscenza anche di queste importanti personalit. Un altro tratto specifico dellopera di Peterson fu il tentativo di superare labisso fra lo storico e il teologo e, se la sua opera presente nel dibattito contemporaneo soprattutto in questa seconda veste in particolare con il suo Monoteismo come problema politico e i Trattati teologici, egli ebbe lambizione di acquisire una perfetta padronanza del proprio oggetto anche da un punto di vista storico ed forse su questo secondo versante, meno conosciuto, che il fondo conservato nella Biblioteca E.Peterson d una testimonianza impressionante. Il pensiero corre su-

3

A. FB 1.2, fasc. a.

2

Il Fondo e la Biblioteca Erik Peterson

bito al suo immenso schedario: 50 cassetti (nellattuale sistemazione) di schede di carta sottile fittamente scritte a mano relative ai termini greci, toponosmatica greca, onomastica greca, termini latini, toponomastica latina, onomastica latina, bibliografia, soggettario. La diffusione delle banche dati digitali lha reso soltanto in parte obsoleto; per quanto riguarda i temi di ricerca prediletti quali la storia della liturgia, la gnosi, la storia dellascetismo, lapocalittica, lermetismo, la storia della liturgia, la letteratura apocrifa, i rapporti fra giudaismo e il cristianesimo delle origini esso pu rivelarsi ancora uno strumento prezioso per la vastit di letture in lingua originale anche di testi frammentari e poco noti. Tuttavia anche i manoscritti riservano delle sorprese da questo punto vista. Peterson pubblic relativamente poco e gran parte del suo immenso lavoro di scavo conflu in lezioni, conferenze, appunti, scritti di altra natura rimasti inediti che accompagnarono unattivit di insegnamento pi che trentennale, dalle lezioni tenute a Gottinga nel 1920 sulla storia religiosa dellellenismo fino alle lezioni tenute allUniversit Cattolica del Sacro Cuore di Milano allinizio degli anni 50. Una parte di questo materiale di carattere pi eminentemente storico gi disponibile per gli studiosi in quanto stato pubblicato e sar pubblicato negli Ausgewhlte Schriften, ivi comprese tradotte in tedesco una scelta di brani tratti dalle lezioni che Peterson scrisse in lingua italiana4. Linventario sotto la serie Lezioni e Minute offre ora un quadro completo dellentit degli inediti in lingua tedesca e italiana e, almeno per quanto riguarda questultima, ci auguriamo che questo stimoli, oltre allinteresse degli studiosi che potranno consultarli pi facilmente, anche la ricerca di una soluzione pi favorevole alla diffusione in ambito italiano della conoscenza di E. Peterson come storico delle religioni del mondo antico. Sono studi ricchi di spunti di ricerca e risultati originali. Sono anco-

Si veda il piano di pubblicazione in E. Peterson, Theologie und Theologen, hrsg. von B. Nichtweiss, Bd. 9/1, 656-658. Lezioni di Peterson redatte in italiano e pubblicate sono a mia conoscenza soltanto: E. Peterson, Giudaismo e Cristianesimo: culto giudaico e culto cristiano, in Rivista di Storia e Letteratura Religiosa 1 (1965), pp. 397-391 che riproduce A. EP 36.7.21 fino al foglio n. 20 (numerazione risalente allA.) di un testo recante il titolo: Giudaismo e Cristianesimo. Unaltra lezione in: M. Rizzi, Erik Peterson e la teologia politica: attualit e verit di una leggenda (con un inedito petersoniano), in Rivista di Storia e Letteratura Religiosa 32 (1996), pp. 95-122. LAppendice (pp. 118-122) contiene: E. Peterson, Il problema politico nel giudaismo e nel cristianesimo antico. 3

4

Adele Monaci Castagno

ra valide le parole che F. Bolgiani scriveva a O. Culmann nel 1963 a proposito di questi inediti: Lo spoglio delle carte di Peterson appena cominciato ci riserver interessanti sorprese. (). La ricchezza di informazione moltiplicata dalla vivacit infaticabile dei collegamenti, dei contrasti, delle intuizioni, di brevi notazioni entusiaste o ironiche; questo che in definitiva si celava dietro la sua erudizione e che lo spingeva, in ogni senso, a raccogliere indizi anche tenui, ma guidati da intere

Search related