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1 Otite Media Acuta: dalla diagnosi alla prevenzione Linee Guida

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    Otite Media Acuta: dalla diagnosi alla prevenzione

    Linee Guida della Societ Italiana di Pediatria

    Coordinatori: Paola Marchisio (Milano), Nicola Principi (Milano), Luisa Bellussi (Roma) Gruppo di lavoro multidisciplinare:

    1. Antonio Affinita, rappresentante MOIGE 2. Luisa Bellussi, otorinolaringoiatra, Roma 3. Giorgio Conforti, pediatra di famiglia, Genova 4. Domenico Cuda, otorinolarinogitra, Piacenza 5. Elio Cunsolo, otorinolaringoiatra, Modena 6. Giancarlo De Vincentiis, otorinolaringoiatra, Roma 7. Mariacristina Diana, pediatra, Genova 8. Giuseppe Di Mauro, pediatra di famiglia, Caserta (presidente SIPPS) 9. Pasquale Di Pietro, pediatra, Genova (presidente SIP)

    10. Mattia Doria, pediatra di famiglia, Venezia 11. Elisa Dusi, medico, Milano 12. Giovanni Felisati, otorinolaringoiatra, Milano 13. Filippo Festini, docente di metodologia della ricerca, infermiere, Firenze 14. Elisabetta Genovese, otorinolaringoiatra, Modena 15. Riccardo Longhi, pediatra, referente per le linee guida SIP, Como 16. Nicola Mansi, otorinolaringoiatra, Napoli 17. Paola Marchisio, pediatra, Milano 18. Lorenzo Mariniello, pediatra, Caserta 19. Giuseppe Mele, pediatra di famiglia, Lecce 20. Michele Miraglia del Giudice, pediatra, Napoli 21. Giovanni Muttillo, infermiere, Milano (presidente Collegio IPASVI Milano-Lodi) 22. Carla Navone, pediatra, Pietra Ligure 23. Giuseppe Nicoletti, microbiologo, Catania 24. Andrea Novelli, farmacologo clinico, Firenze 25. Francesco Paravati, pediatra, Crotone 26. Marco Piemonte, otorinolaringoiatra, Udine 27. Lorenzo Pignataro, otorinolaringoiatra, Milano 28. Paolo Pisani, otorinolaringoiatra, Asti 29. Nicola Principi, pediatra, Milano 30. Daniele Radzik, pediatra di famiglia, Treviso 31. Salvatore Renna, pediatra, Genova 32. Francesco Scaglione, farmacologo clinico, Milano 33. Annamaria Speciale, microbiologa, Catania 34. Giovanni Vitali-Rosati, pediatra di famiglia, Firenze

    Societ Scientifiche e Organizzazioni rappresentate Societ Italiana di Pediatria, Societ Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale, Societ Italiana di Medicina Emergenza e Urgenza Pediatrica, Societ Italiana di Allergologia e Immunologia Pediatrica, Societ Italiana di Infettivologia Pediatrica, Societ Italiana di Malattie respiratorie infantili , Federazione Italiana Medici Pediatri, Societ Italiana delle Cure Primarie Pediatriche,Societ Italiana di Chemioterapia, Societ Italiana di Micro-biologia, Societ Italiana di Otorinolaringologia e Chirurgia Cervico-Facciale, Societ Italiana di Otorinolaringologia Pediatrica, Societ Italiana di Scienze Infermieristiche, Collegio Infermieristico IPASVI Milano-Lodi, Associazione dei genitori: MOIGE

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    Conflitto di interessi Nessun componente del gruppo di lavoro ha dichiarato alcun conflitto di interesse. Le spese di una riunione del gruppo sono state sostenute grazie ad un contributo non vincolante di Valeas Spa, Milano mentre le riunioni a piccoli gruppi sono avvenute in occasioni di congressi nazionali. Note per gli utilizzatori : le decisioni cliniche sul singolo paziente richiedono lapplicazione delle raccomanda-

    zioni, fondate sulle migliori prove scientifiche, alla luce dellesperienza clinica e di tutte le circostanze di contesto

    Il presente documento costituisce una versione integrale della LG che pu essere scaricato nella sua interezza dal sito web della Societ Italiana di Pediatria (http://www.sip.it).

    Data finale di stesura: febbraio 2010 Revisione prevista: febbraio 2012

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    Premessa Lotite media la patologia di pi frequente riscontro in et pediatrica: oltre l80% dei bambini al di sotto dei 3 anni di vita presenta almeno un episodio di otite media acuta (OMA) e in circa un terzo dei soggetti si evidenzia una significativa ricorrenza degli epi-sodi (Rovers 2004, Pelton 2005). Lincidenza massima nel secondo semestre di vita e successivamente decresce fino a raggiungere valori simili alladulto intorno al 5-6 anno di vita (Rovers 2004). In Europa lincidenza di OMA in ambito ambulatoriale pari a 268 episodi per 1000 persone-anno (CI95% 254-283) (Liese 2009). Lo sviluppo di OMA favorito da numerosi fattori: disfunzione della tuba di Eustachio, sesso maschile, appartenenza a certi gruppi razziali (Indiani Americani, Eschimesi, A-borigeni Australiani), scarso grado di pneumatizzazione della mastoide, storia familiare positiva per otite media ricorrente (predisposizione genetica), allattamento artificiale, presenza di fratelli pi grandicelli, frequenza di asilo nido o scuola materna affollati a tempo pieno, scadenti condizioni igienico-sanitarie, esposizione al fumo passivo (Uhari 1996, Paradise 1997, Lubianca Neto 2006, Bluestone & Klein 2007, Daly 2009). Le ricadute in termini medici, sociali ed economici sono rilevanti. Infatti, al di l dei rari casi che evolvono negativamente perch complicati dallinsorgenza di patologie gravi come la mastoidite, la meningite o lascesso cerebrale, lOMA comporta sempre un rile-vante impegno assistenziale perch determina quasi costantemente la richiesta di al-meno una visita medica e, in una percentuale superiore al 50% dei casi la prescrizione di antibiotici ed antipiretici, con tutte le problematiche conseguenti alluso di questi far-maci (Mattila 2006, Rovers 2008a, Coco 2009,Grijlva 2009). Si stima che, fino allanno 2000, in USA venissero diagnosticati oltre 20 milioni di episodi di OMA (Zhou 2008). Lutilizzo degli antibiotici in corso di OMA variabile nei diversi paesi: utilizzo molto con-tenuto (circa 50%) in Germania (Schnabel 2009), medio alto (65%) in Olanda (Plas-schaert 2006), tuttora molto elevato negli USA (Grijalva 2009) e in Italia (Moro 2009), dove oltre l80% degli episodi sono trattati. I costi indiretti sono elevati e almeno equivalenti a quelli diretti (Capra 2000), e limpatto sulla quotidianit del bambino e della sua famiglia molto rilevante (Greenberg 2003). Una recente indagine condotta online in 7 Paesi Europei, in circa 15000 famiglie, ha e-videnziato un costo derivante da otite media considerevole, pur con una variabilit fra le diverse nazioni. In Spagna, Italia, Germania, Gran Bretagna e Francia, il costo annuale stimabile in 450-950 milioni di Euro, mentre nettamente pi contenuto in Belgio e Olanda (19-32 milioni di Euro). Il costo procapite varia da 168.89 in Olanda a 498.31 in Gran Bretagna, con costi diretti equivalenti al 24-40% del totale (Stolck 2008). I dati italiani relativi allepidemiologia dellOMA sono numericamente scarsi. Una ricerca condotta dalla Federazione Italiana Medici Pediatri (FIMP) stima in Italia unincidenza di OMA nei bambini fino a 5 anni pari a 30.000 casi/100.000, assimilabili a oltre un milione di casi di OMA ogni anno (Angeloni 2001). Inoltre lOMA determina, nel nostro paese, un numero rilevante di ricoveri: nel 2005 i ricoveri per OMA sono stati 9536, per un co-sto totale di oltre 10 milioni di Euro (Mannocci 2009). Nellambito dello studio europeo di Stolck (Stolck 2008), stato calcolato retrospetti-vamente lutilizzo di risorse economiche nel campione di 2145 questionari compilati da famiglie italiane. Nel 20.6% dei casi la diagnosi di OMA aveva determinato lassenza di un adulto dal lavoro, con una media di 19.9 ore di lavoro perse (SD 11.2). Oltre la me-t dei genitori (83/155) si erano dichiarati preoccupati per la gran parte o per lintera du-rata dellepisodio acuto. Sulla base dei dati ottenuti, il costo medio associato ad ogni di-agnosi di OMA in Italia quantificabile in 190,4 per quanto riguarda i soli costi diretti, mentre sale a 462,4 quando vengono inclusi anche i costi indiretti (Vitali Rosati 2008).

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    Necessit della presente linea guida Per almeno due decenni, lOMA stata una patologia statica, di cui si conosceva (o si pensava di conoscere) lincidenza (elevata o in aumento), leziologia (tre soli germi, con frequenza uniforme attraverso tutta let pediatrica), la terapia (sempre indispensabile il trattamento antibiotico), la prevenzione (complessa o inefficace) e le potenziali compli-canze (rarissime). Negli ultimi anni, si sono acquisite conoscenze che sembrano condurre a profonde mo-dificazioni eziologiche, diagnostiche, preventive e terapeutiche. A livello internazionale, si tentato di fare chiarezza sui vari aspetti di una patologia che, solo apparentemente banale, ha, come ricordato, un impatto socio-economico rile-vante. Oltre alla linea-guida (LG) dellAmerican Academy of Pediatrics (AAP) e dellAmerican Academy of Family Physicians, tradizionalmente considerata un punto di riferimento eccellente per il pediatra italiano, pubblicata nel 2004 (AAP 2004), sono sta-te pubblicate numerose LG su OMA, volte a soddisfare le esigenze nazionali o regionali delle singole organizzazioni professionali. Le singole LG differiscono su numerosi punti-chiave: definizione di diagnosi di OMA, metodi diagnostici, indicazione alla terapia anti-biotica nella fascia di et fra 6 e 24 mesi, tipo di antibiotico di prima scelta (elenco LG in allegato 1) . In unepoca di globalizzazione, sarebbe auspicabile che le differenze, ora addirittura re-gionali, fossero smussate e che, per un miglioramento complessivo (e anche pi effi-cientemente economico) gli esperti, non solo pediatri, si confrontassero e concordasse-ro indirizzi terapeutici comuni. In Italia, il problema stato finora affrontato a livello regionale (LG della Regione Emi-lia-Romagna, Dossier 2007; Percorso Diagnostico-Terapeutico dellOMA della Regione Veneto) o locale (LG dellOspedale Bambino Ges 2008) mentre non esi-stevano iniziative nazionali. La lacuna stata colmata dalliniziativa della Societ Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale che, a nome della SIP, ha sollecitato la stesura di una LG nazionale, multidi-sciplinare e capace di coagulare gli sforzi di diverse Societ Scientifiche. Scopo e destinatari della linea guida Scopo di questo documen

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