Lacan filosofia

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Lacan: definizione di un percorso, da Eraclito a Lao Tzu

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1. PASQUALE STANZIALEJ. LACAN : ELEMENTI PER LA DEFINIZIONE DI UN PERCORSO Eraclito Socrate Platone Agostino Cartesio Spinoza Kant Hegel Marx Heidegger Wittgenstein Antropologia Linguistica Freud Topologia Lao TzuL'insegnamento di J. Lacan si presenta con notevoli risvolti filosofici. C' un richiamo continuo a vari filosofi e, nello stesso tempo, una utilizzazione sapiente di alcune tematiche filosofiche nell'ambito delle elaborazioni lacaniane. Tutto ci porta ad un percorso filosofico interessante il cui polo di riferimento la verit del soggetto e che utile individuare sinteticamente nei suoi assi principali. Lacan interessa i filosofi disponibili a recepire sollecitazioni di tipo epistemologico provenienti dalle scienze umane (congetturali, come direbbe Lacan) nonch i filosofi della soggettivit (o di ci che resta di essa) nella crisi della modernit e della postmodernit. Ci perch 2. anche per quanto riguarda il postmoderno Lacan viene a costituire un punto di riferimento- diretto o indiretto- anche per i filosofi della deterritorializzazione soggettiva.. quindi utile, per l'individuazione del percorso filosofico di Lacan, muoversi a due livelli: una ricognizione sui riferimenti filosofici presenti nelle sue elaborazioni e una delimitazione delle implicazioni filosofiche- dirette o indirette- relativamente a ci che riguarda il linguaggio, il soggetto- nella sua verit che il desiderio- e l'epistemologia della psicoanalisi e della scienza in generale. Va quindi considerato il fatto che conseguenza del pensiero di Lacan che la conoscenza illusione o mito (1), al contrario vi sono saperi, saperi a palate e quindi l'inevitabile fading della filosofia, data la preminenza dell'inconscio. ERACLITO- Questo filosofo viene chiamato in causa relativamente all'interpretazione del significante logos operata da Heidegger e su cui Lacan ritorna al fine di recuperare il senso di un esserci presocratico di l dalle stratificazioni delle filosofie successive. Come sempre Lacan ricerca ci che pu costituire, in qualche modo, referenza anticipatoria rispetto alle sue teorie. In questo caso si tratta di assegnare al linguaggio, attraverso il logos eracliteo-heideggeriano, un ruolo decisivo per ci che riguarda l'intenzionalit locutoria. SOCRATE- Il filosofo ateniese ritenuto la figura emblematica di colui che alla ricerca della verit dell'uomo. Colui che fa della comunicazione linguistica una virt (maieutica dell'Interlocutore) (E 128) atta a muoversi verso l'assoluto. Colui che inizia il movimento dialettico della coscienza di s, movimento che giunger fino a Hegel. (E 292). Prima figura d'analista, dunque che, attraverso la maieutica, riesce a far emergere, nel soggetto, il linguaggio del desiderio (BJ 185) ma anche assertore della possibilit (filosofica) del trionfo della via razionale (S 100)attraverso il dialogo- rispetto all'aggressivit. Socrate pure, per Lacan un vettore di Giustizia che riconosce - e fa riconoscere- la Legge e la Tradizione della Citt. Iniziatore della psicoanalisi, quindi, per Lacan, quando afferma che "..la voce dell'intelletto bassa, ma non si arresta fino a che non la si intesa.." (S 123) e maestro perfetto quando riconosciuto da Alcibiade, il seduttore, (Simposio platonico) e di cui l'analista Socrate- con un gioco di transfert ante litteram (la figura socratica portatrice di agalma, meraviglia e quindi l'oggetto del desiderio /a/ lacaniano)- fa risaltare la divisione del soggetto. quest'ultimo riferimento uno dei tipici mixage lacaniani di cui parla Borch-Jacobsen a varie riprese nel suo libro su Lacan, un ri-leggere la tradizione filosofica puntando l dove gi altri avevano anticipato, in qualche modo, ci che Lui ora teorizza rendendolo omogeneo. In questo caso si tratta del transfert e dell'ichspaltung. Non va comunque eluso, anche per quanto riguarda Socrate, il problema dell'influenza di Kojve su Lacan. E certamente Lacan fu suggestionato dall'articolo di Kojve sul Journal philosophique (1917) in cui il filosofo russo prendeva le parti di Socrate rispetto alla battaglia delle Isole Arginuse. Il tema dell'articolo riguardava l'inevitabilit del crimine a fin di bene (posizione sostenuta da Socrate) e l'affermazione di un'etica dell'uomo nel primato del bene collettivo (posizione sostenuta da Kojve) (R 106). Socrate quindi come prima figura in cui si identifica, in qualche modo, Lacan. Socrate alla ricerca della verit: ci che lo rende insuperabile (S 187) come Marx, come Freud, come Cartesio, come ...... Lacan stesso. PLATONE- Per Lacan anche in Platone sono presenti temi pertinenti al suo campo di indagine. Platone il saggio che mostra la dialettica comune alle passioni dell'anima della citt (S 114). Il filosofo ateniese ha avuto il merito di farci conoscere l'elasticit della maieutica socratica attraverso un procedimento affascinante (S 286). Da ci emerge l'enigma intatto dello psicanalista per ci che riguarda la via che conduce alla verit. E le reminiscenze rientrano a pieno titolo nella tecnica analitica come l'idea che non niente altro che una figurazione originaria dell'archetipo (S 383). Vari sono quindi i richiami ai miti platonici per il loro simbolismo: la diade, Eros, l'Uomo primordiale, l'Uomo sferico ovvero l'uovo, che nel rompersi fa uscire l'Homo ma anche ci che, con un gioco di parole, Lacan chiama Homelette ovvero una ameba, un debordare, una lamella. Ci 3. che rappresenta la libido umana, un campo di forze (S 849). poi nel Seminario del 1960-61 (S XII) che Lacan si dedica specificatamente a Platone ed anche in questo caso aleggia nell'aria la figura di Kojve. Lacan commenta in modo magistrale il Simposio platonico nell'ambito tematico del Transfert. Come sappiamo nel Simposio il tema dell'amore viene affrontato in modo diverso da sei personaggi maschili ma con l'intervento di una donna, Diotima. Lacan individua nelle parole di ciascun personaggio il desiderio inconscio ed al Socrate platonico assegna, come si visto, il ruolo dello psicoanalista. In tale contesto Lacan individua anche gli oggetti del desiderio indicatori della mancanza-a-essere. Dir Lacan (R 274) che l'amore dare ci che non si ha a qualcuno che non lo vuole (o che /pensa/ di volere altro). Altri riferimenti a tematiche della filosofia platonica riguardano il tema lacaniano della verit. I riferimenti sono alla Repubblica ed al concetto di verit come adaequatio e rectitude du regard (BJ 79), una verit che mentre in Platone si collega al tema della politica, in Lacan si confonde con l'elaborazione di un mito della verit (BJ 159). AGOSTINO- Lacan afferma di aver letto almeno trenta volte le Confessioni. In effetti, vari sono i riferimenti lacaniani al pensiero agostiniano dato che il Vescovo di Ippona viene esplicitamente ritenuto un anticipatore della psicoanalisi. In particolare Lacan si riferisce ad Agostino l dove questi descrive un bambino- in-fans- in preda alla gelosia, che guarda torvo il fratello di latte. Tale descrizione per Lacan corrisponde alla frustrazione primordiale e all'aggressivit originaria, (S 109) come coordinate psichiche dell'in-fans. Questa formulazione viene ripresa anche pi avanti negli Scritti a proposito del Discorso sulla causalit psichica (S 175). Agostino, poi, unitamente a Quintiliano, viene ritenuto tra quelli che in epoca antica avevano gi compreso la distinzione tra significato e significante successivamente studiata da Ferdinand De Saussure (S 461). Ed sempre nell'ambito linguistico pertinente a De Saussure che si colloca il Seminario che il 23 giugno 1954 Lacan dedica al De significatione locutionis dal De Magistro agostiniano. Siamo qui ad una ripresa dei temi dell'Istanza della lettera dell'inconscio (S 493) in cui Lacan viene a delineare le modalit per cui l'inconscio strutturato come un linguaggio. Altro richiamo ad Agostino presente nella Posizione dell'inconscio (S 845) in cui viene chiamato a sostegno del fatto che l'Altro per il soggetto il luogo della sua causa significante dato che nessun soggetto pu essere causa di s. Si tratta di un'alienazione costitutiva del soggetto che si riferisce al concetto agostiniano del rifiuto dell'attributo della causa in s al Dio personale pensato come soggetto. Tema questo ripreso anche in ambito epistemologico nel capitolo La scienza della verit (S 878) in cui Lacan esorta i suoi uditori ad armarsi anzitutto di Agostino. CARTESIO- Vari sono i riferimenti a Cartesio nelle teorie lacaniane ma un posto centrale viene ad assumere la critica al Cogito. Anche in questo caso troviamo la presenza di Kojve con cui Lacan doveva scrivere, nel 1936, un saggio (R 113) su Hegel e Freud. L'introduzione a questo saggio, scritta da Kojve, tratta proprio del Cogito cartesiano posto a confronto con l'autocoscienza hegeliana. Qui Kojve delinea tre concetti che poi Lacan svilupper, vale a dire l'io penso cartesiano che diviene l'io desidero hegeliano - e quindi l'emergere della verit dell'essere che il desiderio- l'io come soggetto desiderante e lo scarto tra un je e un moi. Negli anni '40 Lacan sposta sempre di pi il Cogito in una prospettiva hegeliana per cui solamente nel dialogo con l'altro, solo attraverso un'alienazione nella comune rete linguistica, che il soggetto costruisce una rappresentazione di s, unica strada per accedere, in qualche modo ad una coscienza di s (E 229). E si tratta di un Cogito a livello linguistico, sociale, immesso nella serie delle relazioni intersoggettive. In seguito, partendo proprio da questo soggetto diviso Lacan sviluppa una critica che si pu riassumere nella torsione del Cogito per cui io penso dove non sono e quindi il soggetto l dove non pensa. Lacan puntualizza poi che il je, soggetto dell'enunciazione, shifter, viene usato per designare il soggetto senza significarlo (R 295), ci che rimanda necessariamente al soggetto parlante e all'inconscio. Lacan quindi non pu non tener presente la critica heideggeriana del Cogito che traduce l'io penso in un io rappresento, una forzatura che tuttavi