Vol 1 Scritti Inediti (1890-1924) Pag 331-434

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STURZO AL PRESIDENTE DEL COMITATO ELETTORALE CATTOLICO D I VALGUARNERA (f. 103, C. 27)

[Caltagirone], 27 maggio 19 10 informato da cotesto Sig. Vicario l dello stato delle pratiche iniziate per un concordato fra i diversi partiti in ordine alle prossime elezioni amministrative, e richiesto del mio parere, non posso non lodare il proposito di fare opera di pacificazione fra i partiti, nel terreno comune di una buona amministrazione municipale. Per, nell'interesse di tutti e affinch tale concordato non generi equivoci, doveroso mettere in iscritto i patti sopra i quali si procede all'intesa. Cio che il partito cattolico domanda: a) il rispetto del sentimento religioso della popolazione; b) la libert di condotta in questione politiche, che debbono rimanere estranee all'amrninistrazione del Comune; C ) la libert di decidere se convenga al partito partecipare anche alla Giunta con metodi proprii. Quest'ultima condizione necessaria: secondo la mia opinione sempre meglio non partecipare a Giunte miste, pur dando da consiglieri la propria cooperazione all'andamento amministrativo del Comune in quelle proposte che potranno riuscire vantaggiose al paese. Nel caso per che tale concordato non riesca, prudente e decoroso procedere ad un'affermazione franca con nomi proprii, e con la propria bandiera, senza alleanze con elementi di destra o di

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Cfr. lettera di Lomonaco a Stuno del 20 maggio 1910 (doc. 27).

sinistra, formando il partito di centro, che voter oggettivamente quelle proposte che saranno giudicate buone da qualsiasi parte esse vengano. I n tale senso ho diramato una circolare a tutte le associazioni di Sicilia. Occorre coraggio e perseveranza, e soprattutto franchezza di carattere, in modo da essere rispettati o combattuti non per le nostre alleanze ma per i nostri principii. Saluti fraterni. I1 Segr [etario] GenCerale] [P.S.] Escludo la inazione e la neutralit perch dannosa a un partito, che si gi affermato in diversi campi specialmente l'economico.

STURZO AL PRESIDENTE DEL COMITATO CATTOLICO ELETTORALE DI VALGUARNERA l (f. 103, C. 38)

Caltagirone, logiugno 1910 in seguito al colloquio avuto a telefono oggi col Rev.mo Vicario, il quale mi ha manifestato che il partito di opposizione non ha accettato il patto di pace; e che l'organizzazione nostra troppo giovane da potere tentare un'affermazione da sola, scrivo la presente per confermare le idee gi espresse. Ci nonostante io ho insistito che cotesto partito proceda all'affermazione franca e sincera di semplice minoranza. Due candidati propri, fortemente affermati, danno al partito una personalit reale e definitiva. Secondo me, poco rispondente alla realt dire che il partito non preparato a una qualsiasi lotta di affermazione; e che convenga attendere ancora un paio d'anni. Anche di qui a un paio d'anni, si ripeter; la stessa osservazione di carattere equivoco, che presa per prudenza; perch nessun partito si forma se non alla prova della lotta. I nostri socii dovrebbero comprendere che anche 'un'affermazione di quaranta elettori e senza risultato, una liberazione dai vecchi vincoli degli altri partiti La difficolt della debolezza del partito, si affaccia per non dire la verit che questi vincoli non si vogliono rompere.1 Carta intestata a timbro: Unione Cattolica Regionale, Segretariato elettorale, Caltagirone n. Brano cancellato: Cosi per che quei socii che non si diportino disciplinarmente saranno invitati a dimettersi .

Si dice che il partito non tutto unanime per seguire questa tattica. Ci grave; ma dipende dai capi dimostrare la necessit di stabilire la condotta di un partito. Io sono sicuro che cotesta commissione, oramai slanciata sulla via del movimento elettorale, non indietreggi di fronte a difficolt; n s'illuda di facili dichiarazioni di cattolicit fatte d'ultima ora, a scopo di parte. Ossequi. I1 Segretario GenCeralel

TORREGROSSA A STURZO (f. 103, C. 79)

Riservata

Mazzarino, 15 giugno 1910 Illustrissimo e Reverendissimo Signore, malgrado non abbia l'onore di essere conosciuto personalmente da V.S. Rev.ma, pure per la carica che temporaneamente rivesto in assenza del Presidente e per la gravit delle circostanze che da ogni lato premono la nascente azione del partito cattolico, mi prendo la libert di indirizzarle la presente, con carattere riservatissimo e con l'intento d'implorare i lumi della Sua autorit ed esperienza. Nelle rapide e contraddittorie vicende della prossima lotta elettorale amministrativa, dopo ventilati da amici e da avversari molti progetti, pi o meno discutibili, oggi ci si viene a proporre quanto segue. Una lista concordata, a parti eguali, tra il partito dominante, il partito dissidente del comm. B., e il nuovissimo nostro partito cattolico. Non nasconder a V.S. Ill.ma e Rev.ma che la proposta a me sembra assai lusinghiera per un partito che muove appena i primi passi e che con simile proposta si riconosce ufficialmente. Prima di dar una risposta definitiva, ed attesa con impazienza, io ed i migliori amici del nostro partito sentiamo il bisogno d'un consiglio autorevole ed affettuoso nello stesso tempo, che nessuno meglio di Lei potrebbe darci; anche persmetterci in grado di sfuggire ad eventuali tranelli che ci si potrebbero tendere.

Per ci caldamente, anche in nome di fidi ed autorevoli amici, prego la S.V. ILma e Rev.ma d'indicarci la risposta da dare e la condotta da seguire. E' inutile aggiungere che ove Elia lo voglia la Sua risposta sar distrutta. I n attesa dei suoi ambiti favori con ogni ossequio mi onoro rassegnarmi.I1 V[ice] Presidente del Comitato Cattolico

STURZO A TORREGROSSA ' (f. 103, C. 84)

[Caltagjrone,] 18 giugno 1910 pur serbando i migliori rapporti con le due frazioni del partito di maggioranza, io credo pi opportuno che i cattolici presentino due nomi per la minoranza, la quale sia di controllo e di benevola cooperazione alla maggioranza. Per un partito giovane, nascente, di puro carattere democratico, non opportuna una fusione, sia anche semplicemente elettorale, con vecchi partiti, le cui benemerenze non bene disconoscere, ma dei quali non bene portare le conseguenze del potere che sfrutta e l'abitudine del comando che aliena. Inoltre un periodo di azione come minoranza, dar al partito nostro non solo la propria personalit distinta dalla maggioranza, ma quella esperienza della pubblica amministrazione senza responsabilit dirette, che necessaria alla vera e democratica formazione del nostro partito. Escludo che con ci si debba fare l'opposizione per l'opposizione all'attuale maggioranza dei B., con i quali si possono avere i rapporti di buon vicinato, e le intese necessarie per quell'azione concorde, che pu riuscire a bene del paese; non rinunziando, si intende, alla libert di opposizione alle proposte eventualmente dannose e inopportune.l Carta intestata a timbro: Unione Cattolica Regionale. Segretariato Elettorale. Caltagirone P. Indirizzo del destinatario all'inizio deila lettera: Ing. Torregrossa Giuseppe. V(ice) Presidente del Comitato Cattolico. Mazzarino~.

I risultati numerici della mia proposta possono sembrare che indeboliscano il nostro partito che avrebbe due consiglieri su dieci; ma moralmente si avrebbe pi carattere personale e pi forza. A non contare la poco simpatica posizione di dovere formare una lista girante, per coalizzare un corpo elettorale, che altrimenti seguirebbe, nella scelta dei nomi, le ragioni di parentela o simpatia o comunque di interessi. Se vi sono altri elementi che mi saranno sfuggiti o altre ragioni per tentare l'alleanza in tre e naturalmente la lista girante, mi scriva e le risponder a giro di posta. Ossequi.Il Segrretario] Gen[erale]

TORREGROSSA A STURZO '(f. 103, C. 141)

Mazzarino, 9 luglio 1910 rispondo io alla sua ultima raccomandata, per incarico del Presidente del Comitato elettorale dottor N., avendo io trattato questa pratica. La riverita sua del 18 scorso pervenne regolarmente a questa presidenza, nel periodo in cui era per awerarsi la fase risolutiva delle trattative d'alleanza con una frazione della maggioranza. Credo di averla informato che queste associazioni cattoliche pur trattando l'alleanza di cui sopra, ritenuta necessaria da un partito che faceva le prime armi elettorali, posero come condizione fondamentale delle trattative: 1 ) l'accettazione per parte dell'alleato del nostro programma nella sua interezza; 2) l'indipendenza pi assoluta dell'azione del partito nel sostenere e svolgere il proprio programma. I n sostanza adunque il partito cattolico non faceva che seguire i di Lei autorevoli consigli, poich pur concorrendo a met del numero dei consiglieri eliggendi, rimaneva pur sempre minoranza o centro, senza responsabilit dirette, con fisionomia propria, con indipendenza d'azione, pronto a cooperare benevolmente e legalmente con chiunque avesse promosso e sostenuto questioni sostanziali del proprio programma. Di questa tattica il ConsiglioIndirizzo del destinatario d a fine della lettera: Deiia S. V. Ill.ma e Rev.ma. Sac. Dott. Luigi Sturzo. Cdtagirone .

di Presidenza ebbe l'unanime approvazione dell'assemblea delle associazioni cattoliche nella solenne adunanza del 5 giugno scorso,in occasione della esposizione del nostro programma elettorale. Accettate dall'alleato, senza riserve, tali condizioni, il Consiglio di Presidenza sent il dovere di pregare i Rev.mi Parroco e Vicario come le maggiori autorit ecclesiastiche locali, di onorare il nostro programma della loro ambita adesione. I1 Parroco non negando la sua adesione, disse che (mi sforzer di essere testuale) trovandoci in una citt eminentemente cattolica non era opportuno una lotta amministrativa, che nulla autorizzava a ritenere che il nostro programma non venisse accettato anche dall'altra frazione della maggioranza, che in ogni caso doveva risparmiarsi al paese una lotta di cui paventava dolorose conseguenze. Che egli trovandosi nei mig