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Tesina IL POTERE DELL'IMMAGINE (2008)

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Text of Tesina IL POTERE DELL'IMMAGINE (2008)

Indice

Indice1 - Prefazione Pag 3 Pag 4 Pag 5 Pag 13 Pag 17 Pag 24 Pag 28 Pag 34 Pag 37 Pag 38 Pag 42 Pag 47 Pag 53 Pag 55 Pag 56 Pag 58 Pag 61 Pag 62

Il Fascismo

2 - Fascismo e Futurismo: amore e odio 3 - Dalla rivoluzione fascista alla presa del potere 4 - La politica del consenso 5 - Il manifesto politico nel Fascismo: Gino Boccasile 6 - Economia e ricerca nellautarchia fascista 7 - Il Fascismo nel Ventennio: dallascesa al declino

Il Nazismo

8 - Il Regime hitleriano: dallascesa al declino 9 - Indottrinamento e propaganda: il ministero di Goebbels 10 - Albert Speer, larchitetto della catastrofe 11 - The propaganda against Nazism

Conclusioni13 - Bibliografia 14 - Videografia 15 - Sitografia

12 - Fascismo e Nazismo: dittature a confronto

Prefazione

PrefazioneNel periodo intercorso tra le due guerre, i venti gelidi del fascismo soffiarono in molte parti dEuropa. Il fascismo era un sistema ultranazionalistico, che subordinava al massimo lindividuo agli interessi dello Stato. A tal fine i regimi fascisti eliminarono tutte le ideologie che gli si opponevano e non disdegnarono luso della violenza, per ottenere i propri scopi, anche con lallontanamento, la segregazione dei pi deboli e lepurazione di massa. Linstaurazione di regimi autoritari, di tipo dittatoriale, era la fatale conseguenza della crisi post-bellica successiva al 1918, della difficile stabilizzazione, del disagio, delle spinte nazionalistiche e rivoluzionarie, delle sconvolgimento sociale, delle lotte e delle rivolte operaie e del dissesto economico: la grave situazione interna fu terreno fertile per loffensiva delle destre, il germe dal quale scaturirono varie forme di fascismo, che, nato per la prima volta in Italia, si diffuse a macchia dolio in molti stati, seppure con modalit non sempre univoche. In alcuni paesi dove le tradizioni liberali erano pi forti la crisi del dopoguerra fu superata, altrove, come in Italia, la spinta popolare verso la democrazia entr in crisi e cedette al fascismo: la restaurazione del sistema avvenne quindi allombra della dittatura e della repressione sociale. Sulla scia del Fascismo mussoliniano, retto su ideali di sopraffazione, discriminazione e repressione sistematica di ogni forma di opposizione, sorsero, a suo modello, altri sistemi totalitari, come il Nazismo in Germania. Cos le larvate dittature del passato divennero un pallido ricordo e, dentro le strutture dei nuovi regimi, si cristallizzarono rapporti di subordinazione, opere di diseducazione del popolo, eliminazione, anche fisica, di coloro che volevano contrastarle, distruzione di tutte quelle istituzioni e organizzazioni attraverso le quali il popolo poteva raggiungere una consapevole dignit civile, precludendo ogni possibilit di sviluppo e di sbocco, mediante unorgia di propaganda che tocc ogni aspetto dellesistenza pubblica e privata. Limpatto che il carisma dei personaggi generava, la loro arte nel proporsi e nel trasmettere il messaggio e gli intenti perseguiti, anche attraverso luso massiccio della propaganda, giungendo fino al grottesco e alla parodia, per avvolgere nella nebbia le dure realt dei regimi e ottundere le coscienze, mi ha indotto ad approfondire i diversi aspetti del potere dellimmagine, inteso sia in termini iconografici e multimediali di diverso tipo, sia come fascino e personalit dei due dittatori e, quindi, della loro funzione di immagine-simbolo della nazione, giungendo fino allidentificazione della Nazione stessa nella figura dei loro Capi. Mussolini afferm in un suo discorso nel 1939:Ognuno si ricordi che il Regime fascista quando impegna una battaglia la conduce fino in fondo e lascia dietro di s il deserto. Una volta tanto il Duce aveva ragione, poich limmagine delle due dittature lasci dietro di s il disastro, anzi il nulla. q

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Fascismo e Futurismo: amore e odio

Fascismo e Futurismo: amore e odioIn Italia un vero movimento di avanguardia e di rivoluzione, non solo letteraria, ma anche delle arti e del comportamento nella societ, fu il Futurismo che ebbe risonanza e vitalit in tutta Europa. Fondato a Parigi nel 1909 da Filippo Tommaso Marinetti, con un manifesto che si scagliava contro le forme tradizionali dellarte e della letteratura, il Futurismo assunse una portata internazionale, valorizzato e propagandato da molti altri manifesti e da conferenze e dibattiti che ne pubblicizzavano le idee sovvertitrici di ogni tradizione classica e accademica. Il nome stesso del movimento fu invenzione di Marinetti. La parola che riassumeva la battaglia dei futuristi, fu distruzione. La loro unica preoccupazione fu apparire originali, assolutamente nuovi di fronte alla saggezza del passato. Mostravano terrore per i sentimentalismi e disprezzo per i concetti morali delle et passate. La personalit di spicco del futurismo italiano fu sicuramente Filippo Tommaso Marinetti. Nacque ad Alessandria dEgitto il 22 dicembre 1876, da una ricca famiglia di origine ligure, e qui studi, presso i padri Gesuiti. Nel 1895 si trasfer a Parigi, dove consegu il baccalaureato in lettere, ma poi seguendo le orme del padre avvocato, studi legge a Pavia e a Genova, laureandosi nel 1899. Gli anni giovanili li trascorse prevalentemente a Parigi dove, in francese pubblic le sue prime opere: Les vieux marins (1899); Destruction (1904); Roi Bombance (1905). Visse tra Parigi e Milano, dove fond la rivista Poesia. Nel 1909 pubblic il Manifesto del futurismo, un vero e proprio programma rivoluzionario. Nel 1912, nel Manifesto tecnico della letteratura futurista, Marinetti teorizzava i mezzi espressivi di unarte adeguata ai tempi. La sua vita si svolse in maniera consona ai suoi programmi: fu costantemente in movimento per diffondere programmi futuristi, che spesso erano aspramente contestati, ma che trovarono seguaci tra i fanatici della conquista della Libia, fra gli interventisti della I Guerra Mondiale e in seguito tra i fascisti. Violentemente interventista partecip al primo conflitto mondiale. Ader poi al Movimento fascista, dal quale ricevette, nonostante alcune incomprensioni e discordie, la nomina nel 1929 ad Accademico dItalia. Mor a Bellagio (Como) nellottobre 1944, dopo aver aderito alla fascista Repubblica di Sal. Marinetti fu pi un teorico che un grande artista: la sua importanza come poeta inferiore a quella di organizzatore di cultura. Egli seppe dare una svolta allarte, esprimendo la necessit di rinnovamento e dimpulso verso tematiche ed espressioni pi adatte ai ritmi della vita moderna; addit alla letteratura, pur tra paradossi e velleit eccentriche, aspirazioni nuove, che furono condivise a livello europeo. In questo senso lesperienza futurista, pur con la sua mancanza di profondi contenuti spirituali, ebbe un valore positivo di svecchiamento della cultura dalla retorica ottocentesca e di sprovincializzazione, con aperture verso lEuropa. Nei suoi testi pi fedeli alle regole da lui stesso dettate, Marinetti presentava soluzioni paroliberiste, cio parole in libert senza nessi logico-sintattici, fortemente connotate dal punto di vista fono-simbolico.

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Fascismo e Futurismo: amore e odioLe sue opere di maggior interesse furono: - Mafarka il futurista (1910), romanzo che esemplifica il programma espresso nel manifesto del 1909; - La battaglia di Tripoli (1911), una raccolta di poesie che vogliono esaltare limpresa di Libia; - Zang tumb tumb (1914), poema futurista che evoca la guerra bulgaro-turca a cui Marinetti partecip nel 1913; - Spagna veloce e toro futurista (1931), ricordi di un viaggio in Spagna, qui la vena futurista comincia ad attenuarsi. Le pi significative produzioni letterarie di Marinetti sono state, per, i Manifesti, soprattutto il primo, con cui fond il Futurismo. a MANIFESTO DEL FUTURISMO (1909)1. Noi vogliamo cantare lamor del pericolo, labitudine allenergia e alla temerariet. 2. Il coraggio, laudacia, la ribellione, saranno elementi essenziali della nostra poesia. 3. La letteratura esalt fino a oggi limmobilit pensosa, lestasi e il sonno. Noi vogliamo esaltare il movimento aggressivo, linsonnia febbrile, il passo di corsa, il salto mortale, lo schiaffo ed il pugno. 4. Noi affermiamo che la magnificenza del mondo si arricchita di una bellezza nuova: la bellezza della velocit. Un automobile da corsa col suo cofano adorno di grossi tubi simili a serpenti dallalito esplosivo un automobile ruggente, che sembra correre sulla mitraglia, pi bello della Vittoria di Samotracia. 5. Noi vogliamo inneggiare alluomo che tiene il volante, la cui asta ideale attraversa la Terra, lanciata a corsa, essa pure, sul circuito della sua orbita. 6. Bisogna che il poeta si prodighi, con ardore, con sfarzo e munificenza, per aumentare lentusiastico fervore degli elementi primordiali. 7. Non v pi bellezza, se non nella lotta. Nessuna opera che non abbia un carattere aggressivo pu essere un capolavoro. La poesia deve essere concepita come un violento assalto contro le forze ignote, per ridurle a prostrarsi davanti alluomo 8. Noi siamo sul promontorio estremo dei secoli!... Perch dovremmo guardarci alle spalle, se vogliamo sfondare le misteriose porte dellImpossibile? Il Tempo e lo Spazio morirono ieri. Noi viviamo gi nellassoluto, poich abbiamo gi creata leterna velocit onnipresente. 9. NOI VOGLIAMO GLORIFICARE LA GUERRA SOLA IGENE DEL MONDO IL MILITARISMO, IL PATRIOTTISMO, IL GESTO DISTRUTTORE DEI LIBERTARI, LE BELLE IDEE PER CUI SI MUORE e il disprezzo della donna. 10. Noi vogliamo distruggere i musei, le biblioteche, le accademie di ogni specie, e combattere contro il moralismo, il femminismo e ogni vilt opportunistica o utilitaria. 11. Noi canteremo le grandi folle agitate dal lavoro, dal piacere o dalla sommossa: canteremo le maree multicolori e polifoniche delle rivoluzioni nelle capitali moderne, canteremo il vibrante fervore notturno degli arsenali e dei cantieri incendiati da violente lune eclettiche, le stazioni ingorde, divoratrici di sie

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