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Sussidiario di semiotica - · PDF fileplemento al Breve Corso di Semiotica di Massimo Bonfantini (Esi 2000 e 2004), dal quale derivano i suoi ... nell’anno 2000, una nota scuola

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Massimo A. Bonfantini, Jessica Bramati, Salvatore Zingale

Sussidiario di semioticain dieci lezioni e duecento immagini

2007 AT Editore (Alta Tensione) www.atieditore.it

ISBN 978-88-89456-14-9

Grafica e impaginazione: gramma multimedia, www.gramma.it

Composizione tipografica: Utopia ODS e Frutiger Condensed

Indice

7 Introduzione

11 Oggetti e oggettualit

21 La semiosi e il triangolo semiotico

31 Icona, indice, simbolo

41 Denotazione, connotazione, evocazione

51 Atti semiosici e funzioni della comunicazione

61 I dialoghi

71 Le storie e gli attanti

81 Le inferenze

91 Le abduzioni

101 Le scelte e il progetto

1. Di che cosa si occupa la semiotica? La risposta picomune recita pi o meno cos: la semiotica la scien-za dei segni, si occupa del modo in cui noi umani pro-duciamo, riconosciamo e scambiamo segni, testi emes saggi, sia per pensare sia per comunicare ad altri inostri pensieri. E quindi si occupa del modo in cui i se-gni contengono e comunicano senso, significati, con-tenuti. Ma potremmo anche rispondere: la semiotica sioccupa dellattivit interpretativa che attivit psichi-ca tanto della cognizione quanto dellaffettivit in-dividuale ma anche sociale, di comunicazione inter-personale. E lattivit interpretativa anche lattivitche regola ogni processo progettuale, ogni concezionedi oggetti e ambienti, di modelli sociali e politici, diidea sul proprio e laltrui destino.

Da che cosa ha origine, o da che cosa provocata,questa attivit interpretativa? Dalla nostra stessa esi-stenza, dal fatto cio di vivere in un mondo-ambienteil quale richiede continuamente al nostro organismo,alla ragione cos come alla sensazione, di essere inter-pretato. Pi in particolare, lattivit interpretativa de-terminata sia dalloggettualit naturale dellambiente(materie, forme, colori, eventi, ecc.) sia da quellogget-tualit intenzionalmente prodotta da noi umani: arte-fatti per vivere e lavorare, sistemi segnici per poterpensare e comunicare.

0.

Introduzione

2. Questo libro un sussidiario, perch nasce comeraccolta di esempi e come strumento didattico di com-plemento al Breve Corso di Semiotica di Mas si moBonfantini (Esi 2000 e 2004), dal quale derivano i suoicontenuti teorici di fondo. Le dieci lezioni scelte tratta-no solo alcuni fra gli argomenti della scienza dei segni:questioni fondamentali e di base, temi centrati soprat-tutto sulla dimensione pragmatica della comunicazio-ne e sullinventiva come semiosi pro gettuale.

3. Fare un sussidiario anche unoccasione per ren-dere una disciplina un efficiente strumento di didatti-ca, di conoscenza e di comprensione. Il libretto cheavete fra le mani insieme alla raccolta delle duecen-to immagini che trovate sul web infatti il prodottodi alcune esperienze di insegnamento.

Allinizio furono i giapponesi. E vediamo perch.Pochi mesi dopo la publicazione del Breve Corso,

nellanno 2000, una nota scuola di design milanesechiese a due di noi di tenere un corso di semiotica. Ilproblema era contenere tutti gli argomenti in dieci le-zioni di due ore ciascuna. E per giunta, appunto, di in-segnare semiotica a un gruppo di soli giapponesi chenon parlavano una parola di italiano. Avevamo laiutodi un interprete, ma non bastava.

Da qui nasce lidea di selezionare dieci argomentielementari e propedeutici allinsegnamento della se-miotica, un brevissimo corso. E per ovviare alla bar-riera linguistica che ci separava dai nostri studenti nip-ponici iniziammo a raccogliere immagini da mostrarea mo di esempio, confidando nella loro proverbialecapacit ideografica e nella forza dei segni iconici.

8 Introduzione

Ovviamente facemmo largo uso anche dei grafi delBreve Corso, convinti che solo quando una teoria si la-scia rappresentare graficamente abbia possibilit didivenire sufficientemente esplicativa, come Peirce in-segna: Il ragionamento diagrammatico lunico ra-gionamento che sia realmente fecondo (CP 4.571).

Tra immagini, grafi e spiegazioni ridotte allessen-ziale, le lezioni ai giapponesi diventarono un esperi-mento che stimolava: un momento di verifica e provadella teoria, chiamata a sporcarsi le mani e a confron-tarsi con la durezza degli esempi, dei casi, delle prati-che applicazioni. Se una teoria serve a spiegare i fatti, ilnostro compito era quello di mostrare fatti capaci dispiegare la teoria.

Lesperimento fu poi ripetuto in una situazione as-sai diversa: stesso numero limitato di ore, ma per stu-denti del dottorato in Disegno industriale e comuni-cazione multimediale del Politecnico. Qui non vi era-no barriere linguistiche, seppure molti dottorandi nonfossero italiani, ma permaneva la scommessa di por-tare una disciplina umanistica a dialogare con disci-pline progettuali e tecniche. Infatti, lobiettivo che viavia si faceva sempre pi vivido era quello di utilizzarela semiotica non solo come scienza descrittiva e dianalisi dei prodotti industriali, ma di individuare ilsuo ruolo anche allinterno di quella scienza dellarti-ficiale che il design: lattivit interpretativa comeparte dellattivit progettuale.

Infine, complice anche il nuovo piano accademico,il modello delle dieci lezioni e degli esempi in immagi-ni fu via via arricchito, affinato e applicato anche neicorsi di Laurea Magistrale della Facolt del Design del

Introduzione 9

Politecnico. Furono aggiunte lunghe didascalie dicommento e scelte definitivamente le venti immaginiper lezione (fra tantissime cercate di cui molte scarta-te). Fino a questa edizione, divisa fra libro e sito web edestinata, proprio sul web, ad autoalimentarsi ancoranel corso del tempo con ulteriori contributi on line.

4. Al testo qui stampato infatti da associare un altrotesto, o meglio un ipertesto, che sta in un angolo dellagrande rete, allindirizzo che trovate gi in copertina ein fondo a questa introduzione. Anche questo unesperimento sulluso dei media e dellintertestualit: idue testi sono infatti fra loro collegati e correlati, maanche, pensiamo, capaci di farsi comprendere autono-mamente.

I lettori del libretto che non hanno modo di guarda-re limmagine di cui si parla, la potranno facilmenteimmaginare, in un gioco fra lenigmistica e la detec-tion. Questo lo sforzo a cui li invitiamo. I lettori del-lipertesto sul web accanto alle immagini troverannodidascalie, pezzi tratti dal testo scritto e lineare. Losforzo cui sono chiamati qui quello di ricomporre leargomentazioni, ricostruire il filo del discorso e dellespiegazioni.

Che anche lunione dei due sforzi sia un buon eser-cizio di comprensione? la nostra scommessa e il no-stro augurio.

A voi auguriamo una piacevole lettura e una buonanavigazione: www.gramma.it/sussidiario

Massimo BonfantiniJessica Bramati

Salvatore Zingale

10 Introduzione

LEZIONE 01

Oggetti e oggettualit

Il primo sguardo semiotico non rivolto ai segni, ma a ci che li determina: alloggettualit, al mondooggettivo. Nel quale troviamo gli oggetti naturali, chesono cos come sono, distinti e indipendenti dallasoggettivit. Sar la nostra interessata osservazione a trasformare un oggetto in un segno, a selezionarlo,isolarlo, interpretarlo; a stabilire via via una relazionefra un oggetto e un suo possibile senso o significato.Loggettualit comprende anche gli eventi, ci cheavviene dentro una dimensione temporale. Un fulmine un evento, cos come il decorso di unamalattia, lintera vita: eventi naturali. Aver fame o innamorarsi sono eventi umani,conseguenza della nostra natura biologica e psichica.Salutare un amico, ridere o aver voglia di un viaggiosono eventi umani intenzionali: frutto della nostraspinta a comunicare, pensare e progettare.Ecco una prima biforcazione: gli oggetti e gli eventisono naturali o intenzionali. Fra questi ultimi vi sonogli artefatti, da noi prodotti in vista di un uso e attraverso i quali trasformiamo la realt (tagliare unalbero) o esercitiamo su di essa una qualche influenza(coltivare un campo). E vi sono gli artefatti segnici, ci che produciamo allo scopo di esprimere unpensiero o unemozione, rappresentare idee e fatti,elaborare informazioni e, in generale, comunicare.

12 Oggetti e oggettualit

I tre tipi di oggetti

Tutti gli oggetti e gli eventi sono potenzialmente o effettualmen-te semiotici. Perch agendo fisicamente, direttamente o indiret-tamente, sui nostri organismi e sugli organi sensoriali e sulnostro sistema nervoso centrale, mettono in moto in noi un pro-cesso di risposta e di interpretazione, di percezione e di giudizio:insomma una semiosi. Fra noi e tutti gli oggetti e gli eventi vi dunque una potenziale e attuale dialettica di segnit. Oggetti edeventi lasciano segni sui nostri corpi e noi intenzioniamo ediamo senso agli oggetti e agli eventi (M.A. Bonfantini, BreveCorso di Semiotica, p. 8).

OGGETTI

SegniciNaturali

Intenzionali

Artefatti

Oggetti ed eventi si distinguono allora in questi tretipi: naturali, artefatti e segnici. Infatti, gli oggetti sipresentano in primo luogo come oggettualit naturaleo spontanea; in secondo luogo come oggettualit tra-sformata secondo unintenzione umana. Gli oggettifatti dalluomo artefatti, fatti ad arte sono quelli ac-comodati per unazione materiale e per trasformareuno stato di cose; sono quindi prodotti da usare o con-sumare (una bicicletta) e strumenti per produrre que-sti prodotti (una fresatrice). Oppure sono oggetti fattinon per lazione materiale immediata, ma per infor-mare o comunicare, e allora si dicono segnici o comu-nicativi (parole, pitture, musiche). Certamente, un ar-tefatto comunicativo anche un artefatto materiale,perch materiale la sua forma.

Nella prima immagine [01.01] vediamo unoggettua-lit assolutamente naturale rappresentata dal lago,dalle rocce e dall

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