Piccole storie 1

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Quando insegniamo una storia “liscia”, di fatti che scorrono senza problemi, non facciamo formazione, non smuoviamo l'allievo dal suo stato “a-problematico”. Il sapere storico nasce quando questi comincia a porsi delle domande. Questo libro è un libro di storia e delle domande corrette che a essa (in questo caso la preistoria) è utile rivolgere. Si apre con la sollecitazione a liberarsi dagli stereotipi abbondanti, un ostacolo insormontabile se si vuole accedere a un racconto problematico del passato. Piccole storie 1 contiene inoltre otto giochi. Alcuni possono essere svolti nella scuola dell’infanzia e nei primi anni delle elementari. Inventare i giochi è lo strumento migliore per imparare ad usarli in classe. Infine, nel capitolo di Preistoria Triviale troverete la risposta al classico dubbio: e i contenuti tradizionali, la partizione fra paleolitico e neolitico, dove abitava Habilis e dove abitava Neandertal e così via? Eccoli.

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  • Quando insegniamo una storia liscia, senza problemi, di fatti chescorrono, di descrizioni che si leggono e poi si dicono in classe, nonfacciamo formazione, perch lasciamo il nostro allievo l dovera prima.Non lo smuoviamo dal suo stato a-problematico. Il sapere storiconasce quando lallievo comincia a porsi delle domande.Questo libro , in primo luogo, un libro di storia, e delle domandecorrette che a essa in questo caso la preistoria utile e correttorivolgere. Si apre con la sollecitazione a fare pulizia mentale. A liberarsidagli stereotipi che, per quanto riguarda la preistoria, sono piuttostoabbondanti. Questi sono un ostacolo insormontabile, se si vuoleaccedere a un racconto problematico del passato, che insegni anchea interrogare il presente.Piccole storie 1 contiene, inoltre, otto giochi. Non che un insegnanteli debba svolgere tutti e tutti siano necessari. Eccedono le necessitdi un curricolo solo per permettere al docente di fare la sua scelta.Alcuni possono essere svolti nella scuola dellinfanzia e nei primi annidella primaria (non necessariamente la preistoria va fatta in terza!).Ogni gioco dedicato a una questione storica.A questi otto giochi fa seguito un capitolo di didattica collaborativa.Inventare i giochi lo strumento migliore per imparare ad usarli inclasse. E scambiarseli lo strumento con il quale nascono le banchedi strumenti per insegnare. Qui, dunque, troverete una decina diproposte.Infine, nel capitolo di Preistoria triviale troverete la risposta al dubbioche state gi meditando: e i contenuti quelli tradizionali, la partizionefra Paleolitico e Neolitico, dove abitava Habilis e dove abitava Neandertale cos via? Eccoli.

    Antonio Brusa ha insegnato Didattica della Storia presso lUniversit di Barie la Scuola di Specializzazione allInsegnamento di Pavia. Il suo terreno diricerca stato sempre doppio: da una parte, informarsi e studiare esperienzee riflessioni di tutto il mondo; dallaltra lavorare, quasi quotidianamente, congli insegnanti italiani, di ogni ordine e grado (e di tante citt diverse). Fruttodel suo lavoro sono alcuni manuali e molti articoli e libri di didattica. Neglianni Ottanta ha lavorato con gli insegnanti italiani in Svizzera, e quando iniziata limmigrazione in Italia, ha pensato che fosse utile trasferire la suaesperienza anche alle scuole locali.

    Cura per le edizioni la meridiana le collane P come gioco, P come giocostrumenti e Partenze Pangea.

    EURO 18,00 (I.i.)

    storie

    Giochi e raccontidi preistoriaper la primariae la scuola dellinfanzia

    Antonio Brusa

    edizioni la meridiana

    11storie

    Piccole storie

    per grandi bambini

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  • Antonio Brusa

    Piccole storie 1Giochi e racconti di preistoria

    per la primariae la scuola dellinfanzia

    Piccole storie per grandi bambini

    edizioni la meridiana

    Brusa 7:matemagica5(A)ver.2.2 copia 26-09-2012 10:12 Pagina 3

  • PREFAZIONEdi Mauro Ceruti 9

    PARTE PRIMAAule senza pareti

    Divertentismo no grazie 15Il dinosauro in classe 29Piccola antologia illustrata 39Una tigre sempre una tigre? 43

    PARTE SECONDAOgni storia un gioco

    1. Questo me lo mangio io 552. La caccia 633. Nicchia! 694. Lo scambio silenzioso 775. Cacciatori al bivio 876. Chi comanda

    in questo posto? 1017. Senza 1098. Il cubo magico 1219. Stretta la foglia 127

    E i contenuti? 139Limportante la storia 145

    APPENDICEMateriali di gioco 153

    BIBLIOGRAFIA 169

    Indice

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  • PROGRAMMA A partire dal1979, anno in cui furono rifor-mati i programmi della media, vi stato un tourbillon di cambia-menti. Questo non dipende solo,com ovvio, dalla tempesta cheha investito la storia politica ita-liana, ma anche dalle incertezzestoriche e formative dei nostritempi: tutto ci, insieme con itesti dei nuovi programmi dellesuperiori, si trova in Luigi Cajani,I nuovi programmi di storia egeografia per i Licei, gli Istitutitecnici e gli Istituti professionali,in Mundus. Rivista di didatticadella storia, 5/6, 2010, pp. 17-40. Qui leggete anche la denun-cia argomentata di Massimo Ta-rantini sul declassamento dellapreistoria a materia opzionale.

    Preistoria bella e pericolosa

    Questi muri cantano, ripeteva sorridendo Guiller-mo, mentre sfilavano sotto i nostri occhi imperiromani, navi greche, Mediterranei, piramidi e zikku-rat, e mentre gli uomini della preistoria cacciavano,accendevano fuochi e facevano tutto ci che ci siaspetta da loro. Primeggiavano con merito in questalunga esibizione sia per lovvio diritto della cronolo-gia sia per il numero e la fantasia delle rappresenta-zioni. Guillermo, il mio collega asturiano, era venuto inItalia per uno scambio sullinsegnamento della sto-ria. Lo accompagnavo attraverso corridoi di scuoleelementari e medie di Bari, ingombri di disegni,poster e linee del tempo coloratissime. Avevo sceltoa ragion veduta. Se lo avessi condotto in un istitutosuperiore non avrebbe ascoltato molti muri cantare.L si soliti attribuire un peso minore alla storia pre-classica e vige una diversa concezione dellinsegna-mento e forse anche delle pareti delle aule (abitudiniche vedo tuttavia cambiare in fretta, negli ultimitempi, in particolare nei bienni). Di conseguenza, suimuri di quelle scuole avremmo scorto qualcheebreo, un po di cretesi e di micenei, con limpre-scindibile guerra di Troia, degli egizi quanto basta,pochi disegni e poca, pochissima preistoria. A ripetere quel giro oggi, venti anni dopo, avremmoscoperto che si di fatto istituzionalizzata la regolache la storia pi antica dellumanit roba da scuolaelementare. Due provvedimenti lhanno stigmatizza-ta in quel ruolo. Il primo il PROGRAMMA delle supe-riori (2011), che la esclude dagli argomenti obbliga-

    Il dinosauro in classe

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  • MACCHINA MIRACOLOSASenza questa macchina, ma condei questionari molto analitici,Almansa Snchez ha scopertoche le conoscenze sulla preisto-ria, possedute dai bambini ma-drileni, derivano per il 75% dallaTv: La imagen popular de la ar-queologa en Madrid, in Ar-queoweb, n. 8, 2006: www.ucm.es/info/arqueoweb/nume-ro8_1/articulo8_1_imagen.html.

    tori del curricolo. Il secondo costituito dalla ridu-zione delle ore, che spinge il docente a tagli impieto-si. Posto di fronte allalternativa se eliminare qual-che pagina sulla Grecia o il capitolo di Preistoria ilprofessore solitamente non vacilla nel sopprimerequestultima. Gli editori, a loro volta, che colgono alvolo le tendenze prevalenti, la riducono a poche esecche paginette, aggirate dai professori con unmodesto senso di colpa, che si attenua, per giunta,anno dopo anno. Questo insieme di cose ha fatto sche, oggi, lunico momento a disposizione di un cit-tadino italiano per ottenere uninformazione struttu-rata sulla preistoria sia diventato la scuola primaria.Ho ascoltato molte volte, in questi anni, losservazio-ne che, in fondo, non si tratta di un gran male, dalmomento che i bambini non mancano di informazio-ni e immagini su questo periodo. La preistoria siautopromuove nella nostra societ. un mondo eso-tico e affascinante, dove si svolgono avventurestraordinarie contro animali pericolosi. I bambini siidentificano volentieri con un eroe (sempre pi fre-quentemente uneroina) che si batte senza armi,munito solo di coraggio, prestanza fisica e intelligen-za. Tutto ci ha trasformato la preistoria in un caval-lo vincente delleditoria e dellindustria dellintratte-nimento, al punto che il mercato stato invaso dafumetti, libri per bambini, film, cartoni animati, gio-cattoli e giochi elettronici, ai quali vanno aggiunti(particolarmente in alcuni paesi stranieri, comeFrancia e mondo anglosassone) i parchi tematici.Dal canto loro, nonostante i loro lodevoli sforzi e imuri che cantano, le maestre e i maestri non hannograndi chance di rivaleggiare con lattrattivit deigiochi elettronici o dei manga animati. Perci, sepotessimo misurare con una MACCHINA MIRACOLOSAla quantit di conoscenze sulla preistoria che si agi-tano nella testa di un bambino, saremmo sorpresidal loro numero; e se potessimo poi separarle quel-le di origine mediatica da quelle scolastiche la vit-

    piccole storie 1

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  • toria delle prime sarebbe palmare. Sono, questi, fat-ti notissimi, che hanno dato luogo ad un dibattitoaltrettanto noto, e forse anche scontato, monopoliz-zato da censori acerrimi che vorrebbero che profes-sori e maestri si dessero da fare con la matita rossa, asottolineare gli errori della cultura comune; e daentusiasti che sostengono, invece, che la scuola stes-sa dovrebbe importare dai media le retoriche e icontenuti della comunicazione. Insomma, poco sem-bra cambiato dal tempo di Apocalittici e integrati, ilpamphlet con il quale Umberto Eco, gi negli anniSessanta del secolo scorso, descriveva come la nostrasociet si dividesse sulla valutazione dei rivolgimenticulturali che, nati in quegli anni, hanno poi stravoltola societ1. Come storico, ma soprattutto come studioso dididattica della storia, proverei a lavorare intorno auna terza posizione. Secondo me un nodo della que-stione che il soggetto (il bambino oggi, il cittadinodomani) si trova immerso in un mare di conoscenze,mescolate e confuse. Egli dovrebbe essere messo ingrado di distinguerle: non quelle vere o false (cosache esula dalle possibilit di chi non sia specialista),ma quelle di origine scientifica da quelle di altra pro-venienza. Questa distinzione potrebbe aiutarlo aorientarsi, a scegliere e a ben utilizzare le conoscen-ze. Il dinosauro che azzanna un povero umano nelcartone