PIANO DELL'OFFERTA FORMATIVA Scuola dell'Infanzia .Scuola dell'Infanzia Puccini - Legno Rosso Anno

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Cooperativa Sociale

S. Agostino

PIANO DELL'OFFERTA FORMATIVA

Scuola dell'Infanzia Puccini - Legno Rosso

Anno scolastico 2012/13

INDICE

PREMESSA

1. CENNI STORICI

2. PRINCIPI GIURIDICI FONDAMENTALI

3. RAPPORTO SCUOLA-FAMIGLIA

3.1 Strumenti di collegamento

4. RAPPORTI CON IL TERRITORIO

4.1 Rapporto con le scuole dello stesso ambito territoriale

5. SCUOLA DELL'INFANZIA

5.1 Articolazione interna

5.2 Calendario scolastico

5.3 Orario della scuola

5.4 Programmazione organizzativa

5.5 Finalit educative

5.6 Modalit educativa

5.7 Uso degli spazi

5.8 Organizzazione della giornata

5.9 Metodo

5.10 Progetti "speciali"

6. ORGANI DI PARTECIPAZIONE COLLEGIALE

7. AREA AMMINISTRATIVA

7.1 Condizioni generali ambientali della scuola

7.2 Servizi amministrativi

8. VALUTAZIONE DELL'OFFERTA FORMATIVA E RECLAMI

9. FLESSIBILIT

PREMESSA

Sulla base del progetto educativo di Istituto e dopo un'approfondita analisi della

realt sociale, economica e culturale nella quale situata la nostra scuola, stato

elaborato e approvato il seguente Piano dell'offerta formativa per l'anno scolastico

2012/2013 della scuola dell'infanzia Legno Rosso, ai sensi dell'art. 3 del

Regolamento sull'autonomia, DPR 8.3.1999 n.275 ed in conformit alle finalit e

agli ordinamenti previsti per la scuola.

1. CENNI STORICI

Il complesso dell'Asilo Puccini a Capostrada (Legno Rosso), compreso

attualmente, nel patrimonio immobiliare degli Istituti Raggruppati di Pistoia, trae

origine direttamente dal mandato testamentario di Niccol Puccini.

Nel noto testamento olografo del primo gennaio 1847, si stabilisce, infatti, tra le

altre cose, l'obbligo di edificare un'apposita struttura in grado di accogliere la

scuola che aveva istituito alcuni anni prima presso l'adiacente edificio di Ponte

Napoleone, nel caso si fosse dovuto sollevare il Ponte medesimo, dopo la sua

alienazione, dalla servit costituita dalla presenza della scuola stessa.

L'edificio attuale, progettato dall'architetto Angiolo Gamberai intorno al 1865 e

portato a termine dall'architetto ed ingegnere Francesco Bartolini, fu inaugurato il

2 dicembre 1867, con il trasferimento delle attivit didattiche dell'asilo infantile al

Ponte Napoleone, a quindici anni di distanza dalla morte del fondatore, ed ha

mantenuto la sua vocazione originaria di sede per l'educazione e la formazione dei

giovani fino agli anni settanta, ospitando varie attivit di tipo scolastico.

2. PRINCIPI GIURIDICI FONDAMENTALI

L'attivit della scuola in armonia con i principi della Costituzione italiana ed in

particolare trae fonte di ispirazione dagli articoli 2, 3, 33, 34; pertanto nello

svolgimento del proprio servizio e nel perseguimento del Progetto educativo la

scuola non compie alcuna discriminazione per motivi riguardanti sesso, razza,

etnia, lingua, religione, opinioni politiche, condizioni psico-fisiche e socio-

economiche, ed ha come scopo primario quello di assolvere alle proprie funzioni

di servizio pubblico proteso a favorire la crescita armonica e completa di ogni

bambino.

La scuola, attraverso tutte le sue competenze e con l'impegno delle istituzioni

collegate, garantisce la regolarit e la continuit del servizio e delle attivit

educative anche in situazioni di conflitto sindacale, nel rispetto dei principi e delle

norme sancite dalle leggi e in applicazione delle disposizioni contrattuali in

materia.

La scuola, inoltre, si impegna a favorire l'accoglienza dei genitori e dei bambini,

l'inserimento e l'integrazione di questi ultimi, con particolare riguardo all'ingresso

nelle classi iniziali. Particolare impegno prestato per la soluzione delle

problematiche relative agli alunni stranieri, a quelli degenti negli ospedali, a quelli

in situazioni di handicap o di particolare disagio. Nello svolgimento della propria

attivit, ogni operatore della scuola ha pieno rispetto dei diritti dei bambini.

La scuola riconosce al personale, ai genitori e agli alunni il ruolo di protagonisti e

responsabili dell'attuazione di quanto contemplato dal Piano dell'offerta formativa

e favorisce una gestione partecipata nell'ambito degli organi e del Regolamento

della scuola concependola come centro di promozione culturale, sociale e civile,

consentendo l'uso degli edifici fuori dell'orario del servizio scolastico per attivit

che concorrano a sviluppare le capacit di ogni alunno.

Al fine di promuovere ogni forma di partecipazione la scuola garantisce la

massima semplificazione delle procedure amministrative ed un'informazione

completa e trasparente su ogni attivit svolta, anche con il concorso delle nuove

tecnologie informatiche e multimediali.

L'attivit scolastica, ed in particolare l'orario di servizio di tutte le componenti, si

informa a criteri di efficienza e di flessibilit nell'organizzazione dei servizi

amministrativi, dell'attivit didattica e dell'offerta formativa integrata. Per le stesse

finalit la scuola garantisce e organizza le modalit di aggiornamento del personale

in collaborazione con istituzioni ed enti culturali nell'ambito delle linee di indirizzo

e delle strategie di intervento definite dallo Stato, dagli Enti locali e dalla scuola

stessa.

La programmazione assicura il rispetto della libert di insegnamento dei docenti e

garantisce la formazione dell'alunno, facilitandone le potenzialit evolutive e

contribuendo allo sviluppo armonico della personalit nel rispetto degli obbiettivi

formativi nazionali e comunitari, recepiti nei piani di studio di ciascun indirizzo.

La Direzione e l'Amministrazione della scuola si impegnano ad assicurare

interventi organici e regolari per l'aggiornamento e la formazione di tutto il

personale scolastico.

L'Ente gestore, con l'apporto della competenza professionale del personale e con la

collaborazione e il concorso attivo delle famiglie, delle Istituzioni e della societ

civile, responsabile della qualit delle attivit educative e si impegna a garantire

la corrispondenza alle esigenze culturali e formative degli alunni, nel rispetto degli

obiettivi espressi nel Progetto Educativo della scuola.

3. RAPPORTO SCUOLA-FAMIGLIA

La scuola, nello svolgere l'azione educativa, collabora con la famiglia e con la

comunit sociale; inoltre aperta a confrontarsi con tutte le presenze che

costituiscano la realt formativa del bambino. Muovendo da questa

consapevolezza, i docenti impostano un dialogo costante, sincero ed aperto con le

famiglie, garantendo un'informazione esauriente, globale e dettagliata sulle

funzioni della scuola e delle attivit didattiche, mediante incontri individuali

durante il corso dell'anno scolastico e, su richiesta, secondo particolari necessit.

La famiglia rappresenta il contesto primario nel quale il bambino acquisisce i criteri per

interpretare la realt, strutture logiche ed affettive, si orienta nella valutazione dei

rapporti umani e viene avviato alla conquista e alla condivisione di regole e dei modelli

delle relazioni interpersonali attraverso l'interiorizzazione delle norme di

comportamento.

La scuola dell'infanzia deve saper accogliere e interpretare la complessit

dell'esperienza dei bambini e ne deve tener conto nella sua progettualit educativa. per

questo che la scuola ritiene fondamentale instaurare rapporti significativi con le

famiglie, basati sulla conoscenza e sul dialogo. Le educatrici devono si pongano come

figure capaci di leggere la situazione comunicativa in cui si trovano ad operare, che

sappiano raccogliere dati e progettare situazioni concrete da offrire come risposta ai vari

bisogni individuati. Questa modalit risulta utile per instaurare buoni rapporti con le

famiglie, rapporti che hanno senz'altro bisogno di disponibilit reciproca, ma anche di

tempi e momenti deputati a tale scopo. Il progetto educativo si pone, perci, specifiche

intenzioni a livello psico-pedagogico e socio-culturale nei confronti dei genitori:

- Conoscere le idee e le aspettative dei genitori, per consentire agli educatrici di

porsi nei confronti dei bambini in maniera inizialmente coerente con la strategia

educativa della famiglia, poich si tende a favorire un rapporto di continuit fra

scuola;

- Costruire un rapporto di dialogo e di reciproca fiducia, per promuovere uno

scambio di punti di vista a proposito d