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1 G. Segantini Le due madri NOTIZIARIO N.2/2017 (estratto dal sito www.movimentoantispecista.org) Fino a quando la “morale corrente”, ovvero la maggioranza delle persone, continuerà a considerare gli altri esseri viventi degli “oggetti”, anziché dei “soggetti” (ossia esseri coscienti e sensibili, a vari livelli, come gli umani), ogni voce a loro favore resterà lettera morta. Per superare tale barriera occorre primariamente che siano conosciute dai più le origini e le conseguenze della cultura specista, affinché riemerga il sentimento rimosso dalla sua imposizione: il rispetto degli umani tuttre le specie. Il brano riportato nella pagina seguente, che precede tutti i nostri notiziari, è della psicologa Annamaria Manzoni (v. il sito www.movimentoantispecista.org - Chi siamo) e si rifà a quello di Martin Luther King “I have a dream”. Nel suo discorso, King ipotizzò una rivoluzione non violenta, dalla quale doveva sorgere una nuova civiltà, una civiltà non razzista, dove bianchi e neri potessero finalmente considerarsi fratelli, e non più divisi da un odio tribale e anacronistico per i nostri tempi. Il sogno di Martin Luther King si è avverato. Almeno in linea di principio. Oggi il razzismo classico, quello per intenderci del Ku Klux Clan, degli Stati confederati del Sud, del nazismo, del fascismo, è clinicamente morto, anche se occorre stare sempre in guardia affinché non si risvegli. Ciò dimostra che credere nei mutamenti dell‟etica, ossia della morale umana, non è affatto un sogno, ma una realtà perseguibile attraverso la perseveranza, l‟amore, e la fede nella lotta non vi olenta. Martin Luther King vi riuscì, nonostante gli ostacoli fossero enormi. Perché non dovrebbe riuscirci anche il movimento antispecista? Avvertenza Gli scritti in corsivo (ove non indicato diversamente) sono a cura del Rappresentante dell‟associazione. I testi pubblicati esprimono esclusivamente le idee dei rispettivi autori, e non sono necessariamente condivise dall‟associazione. NB: per andare all‟argomento prescelto nel Sommario, posizionare il cursore sull‟argomento, selezionarlo, premere il tasto Ctrl e cliccare.

NOTIZIARIO N.2/2017 - oltrelacivilta.weebly.com · 6 Manifesto per un‟etica interspecifica. Versione del 1 febbraio 2002 1) Gli animali umani e non-umani – in quanto esseri senzienti,

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1

G. Segantini Le due madri

NOTIZIARIO N.2/2017 (estratto dal sito www.movimentoantispecista.org)

Fino a quando la morale corrente, ovvero la maggioranza delle persone, continuer a

considerare gli altri esseri viventi degli oggetti, anzich dei soggetti (ossia esseri coscienti e sensibili,

a vari livelli, come gli umani), ogni voce a loro favore rester lettera morta. Per superare tale barriera

occorre primariamente che siano conosciute dai pi le origini e le conseguenze della cultura specista,

affinch riemerga il sentimento rimosso dalla sua imposizione: il rispetto degli umani tuttre le specie.

Il brano riportato nella pagina seguente, che precede tutti i nostri notiziari, della psicologa

Annamaria Manzoni (v. il sito www.movimentoantispecista.org - Chi siamo) e si rif a quello di Martin

Luther King I have a dream. Nel suo discorso, King ipotizz una rivoluzione non violenta, dalla quale

doveva sorgere una nuova civilt, una civilt non razzista, dove bianchi e neri potessero finalmente

considerarsi fratelli, e non pi divisi da un odio tribale e anacronistico per i nostri tempi.

Il sogno di Martin Luther King si avverato. Almeno in linea di principio. Oggi il razzismo classico,

quello per intenderci del Ku Klux Clan, degli Stati confederati del Sud, del nazismo, del fascismo,

clinicamente morto, anche se occorre stare sempre in guardia affinch non si risvegli.

Ci dimostra che credere nei mutamenti delletica, ossia della morale umana, non affatto un

sogno, ma una realt perseguibile attraverso la perseveranza, lamore, e la fede nella lotta non violenta.

Martin Luther King vi riusc, nonostante gli ostacoli fossero enormi. Perch non dovrebbe riuscirci

anche il movimento antispecista?

Avvertenza

Gli scritti in corsivo (ove non indicato diversamente) sono a cura del Rappresentante

dellassociazione. I testi pubblicati esprimono esclusivamente le idee dei rispettivi autori, e non sono

necessariamente condivise dallassociazione.

NB: per andare allargomento prescelto nel Sommario, posizionare il cursore sullargomento,

selezionarlo, premere il tasto Ctrl e cliccare.

http://www.movimentoantispecista.org/http://www.movimentoantispecista.org/

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Sommario Noi abbiamo un sogno ........................................................................................................................ 5 Manifesto per unetica interspecifica. ............................................................................................... 6 1. Pubblicazioni .............................................................................................................................. 8 1.1. Comunicazioni ................................................................................................................... 8

1.1.1. Pubblicazioni e prodotti. ................................................................................................ 8

1.1.2. Libro bianco sullo specismo. ........................................................................................ 10

1.1.3. Iscrizione al Movimento Antispecista. .......................................................................... 10

1.2. Link ai filmati .................................................................................................................. 11 1.3. Riflessioni. ........................................................................................................................ 13

1.3.1. Animalismo e politica. ................................................................................................ 13

1.4. Saggi ................................................................................................................................. 16

1.4.1. Alimentazione carnea, patologia, societ (Bruno Fedi). .............................................. 16

1.4.2. Benessere animale che nuoce agli animali (Annamaria Manzoni). ............................. 18

1.4.3. Uomini, ratti e galline dalle uova doro. S.a. e sostanze dabuso (Roberto Mucelli) 1. 21

1.4.4. Migrazioni, migranti e buon senso (Valerio Pocar). .................................................... 27

1.4.5. Quando la malasanit colpisce gli animali (Paola Re). ............................................ 31

2. Gli effetti dello specismo.......................................................................................................... 34 2.1. Vivisezione e sperimentazione. ....................................................................................... 34

2.1.1. Dati relativi al numero di animali utilizzati a fini scientifici. Nuove norme. ............... 34

2.1.2. Respinta dal Mediatore europeo la denuncia di STOP VIVISECTION........................ 35

2.1.3. Sclerosi multipla: studi clinici sugli umani promettono una svolta! ............................ 36

2.1.4. Commissione europea: sempre necessari i test sui primati non umani!....................... 37

2.2. Leggi e giurisprudenza. .................................................................................................. 39

2.2.1. Approvata dalla Camera pessima legge sui parchi naturali. ....................................... 39

2.3. Cultura, politica e societ. .............................................................................................. 40

2.3.1. Milano: Garanti per la tutela degli animali - lettera al sindaco (Paola Re). ............ 40

2.3.2. Progetto Be4Eat - Lombardia (dieta vegan ai pazienti ospedalizzati). ....................... 40

2.3.3. Ancora in voga la Corsa dei carri (o buoi) di Chieuti.Anche Emiliano tace............. 43

2.3.4. A.R.C.I. (Brovato): 1 sagra del porco. ........................................................................ 48

2.3.5. Milano - Scelte ecologiche:il sindaco Sala d il buon esempio ............................. 49

3. La rivoluzione aspecista. ......................................................................................................... 51 3.0. Principi, strategie e tattiche. ........................................................................................... 51

3.0.1. Principi. ........................................................................................................................ 51

3.0.2. Strategie e tattiche. ....................................................................................................... 54

3.0.3. Antispecismo e coerenza. .............................................................................................. 70

3.0.4. I convegni sulla sperimentazione animale: analisi critica. .......................................... 70

3.0.5. F.A.Q. su specismo e antispecismo. .............................................................................. 74

3.1. La lotta antispecista. ....................................................................................................... 78

3

3.1.1. Milano: processo agli attivisti del Coordinamento Fermare Green Hill. ................. 78

3.1.2. Il processo Green Hill: una storia italiana (aggiornamento). ................................... 81

3.1.3. La manifestazione contro lo zoo (ed altro..) a Torino. ................................................. 87

3.1.4. 26 agosto:World Day for the End of Speciesism! ......................................................... 92

3.2. Alimentazione e prodotti. ............................................................................................... 96

3.2.1. Dieta veg: motivazioni indirette, ma vere .. ........................................................... 96

3.2.2. Disinformazione in atto sulla soia (notizie dal web..) .................................................. 98

3.3. Leggi e giurisprudenza. ................................................................................................ 100

3.3.1. Allenamento dei cani da caccia: salvi i parchi abruzzesi. .......................................... 100

3.3.2. TAR Campania: no al divieto di introdurre cani nelle aree a verde pubblico ........... 100

3.3.3. Corte Costituzionale annulla legge Liguria sulla caccia. .......................................... 103

3.3.4. Codice Spettacolo: respinto dal Governo lemendamento alla legge sui circhi. ....... 104

3.4 Iniziative sociali ............................................................................................................. 105

3.4.1. Conferenze AVA 2017 ................................................................................................. 105

3.4.2. VeganFest di settembre (SANA Bologna). ............................................................... 106

3.4.3. Tortona: campagna abbandoni 2017. ........................................................................ 107

3.5 Iniziative legislative ....................................................................................................... 109

3.5.1. Le proposte del M.A. in merito alla vivisezione. ........................................................ 109

3.5.2. Le proposte del M.A. sul randagismo. ........................................................................ 109

3.5.3. Proposte per la revisione della direttiva 2010/63 (11 novembre 2017). .................... 109

3.6. Metodi alternativi e sussidiari. .................................................................................. 111

3.6.1. Le normative UE. ........................................................................................................ 111

3.6.2. Tabella dei metodi alternativi convalidati. .............................................................. 111

3.6.3. Genova (LARF): Corso teorico-pratico sui metodi alternativi (luglio 2017). ........... 113

4. Organizzazione .......................................................................................................................... 114

4.1. Mailing list .................................................................................................................. 114

4.2. Notiziario e sito Internet ............................................................................................. 114

4.3. Progetti in sviluppo, allo studio e realizzati. .............................................................. 114

5. Recensioni e interviste ........................................................................................................... 117

5.1. L. Avoledo, No Vegan La verit scientifica oltre le mode, Sperling & Kupfer, 2017 117

6. Lettere dal web. ...................................................................................................................... 118

6.1. La caccia va spiegata nelle scuole! (Paola Re). ................................................... 119

6.2. Sulla proposta del nuovo Regolamento Tutela Animali di Milano. ............................ 121

7. Per non dimenticare .......................................................................................................... 122

7.1. Regolamento cosmetici: luci ed ombre. ...................................................................... 123

7.2. Scoperta rivoluzionaria della medicina traslazionale. ............................................ 126

4

7.4. Aspettando Godot, intervista al Prof. U. Veronesi. .................................................... 129

7.5. Quesito ai ricercatori: che cosa non sarebbe vivisezione? ...................................... 131

7.6. La legge 189/04: Dei delitti contro il sentimento per gli animali. ......................... 135

7.7. Protocollo per la donazione del corpo post mortem a fini scientifici. .................... 139

7.8. Istruzioni del Ministero Trasporti per il soccorso agli animali. ................................ 146

8. Allegati ....................................................................................................................................... 147

8.1. Guida alletica aspecista ............................................................................................ 147

8.2. Sul superamento della s.a. (vers. 15.06.2017) ......................................................... 147

5

Noi abbiamo un sogno

I have a dream proclam in un giorno divenuto indimenticabile Martin Luther King,

nero in un paese di neri umiliati dai bianchi:

sogn che la fratellanza prendeva il posto dellodio,

che la libert e la giustizia sostituivano loppressione, che dalla disperazione nasceva la speranza.

Anche noi abbiamo un sogno:

e anche il nostro un sogno di giustizia, di riscatto, di trasformazione epocale,

che urge verso la sua necessaria realizzazione.

Il nostro il sogno

di vivere in un mondo dove ogni essere vivente abbia diritto al rispetto;

di spezzare per conto degli animali lultimo anello della catena in cui il pi forte abusa del pi

debole.

Il nostro il sogno

che la crudelt verso gli animali venga considerata abbietta anzich normale;

che la violenza contro di loro venga punita anzich regolamentata dalle leggi;

che sia considerato sopruso ucciderli e mangiare la loro carne;

che si secchino i fiumi di sangue giornalmente versati da animali massacrati nei mattatoi;

che cessino le torture su animali ridotti allimpotenza sui tavoli dei laboratori ;

che chi guarda con orgoglio il grosso pesce guizzante e agonizzante con lamo ancora in bocca

sostituisca al vanto la vergogna;

che chi fa spettacolo, e chi di quello spettacolo gode, con il toro massacrato e ucciso sia considerato

sadico anzich coraggioso;

che ritornino liberi lorso, lelefante, la tigre, ridotti a pagliacci snaturati nei circhi dellumana

stupidit .

Noi abbiamo un sogno:

che i pi sfruttati, maltrattati, violentati tra gli esseri viventi,

privi di voce e di diritti,

non siano pi le vittime predestinate dell aggressivit umana destinata allimpunit.

Noi abbiamo questo sogno:

perch senza la fine della violenza sugli animali, nessun progresso sar mai tale;

n la vittoria sul dittatore avr valore se il nuovo vincitore ancora festegger con tavole imbandite

con le solite vittime.

Annamaria Manzoni dicembre 2004

6

Manifesto per unetica interspecifica.

Versione del 1 febbraio 2002

1) Gli animali umani e non-umani in quanto esseri senzienti, ossia coscienti e

sensibili hanno uguali diritti alla vita, alla libert, al rispetto, al benessere, ed alla non

discriminazione nellambito delle esigenze della specie di appartenenza.

2) Nei confronti delle altre specie gli umani, come tutti gli esseri senzienti ai quali

venga riconosciuta la potenzialit di agente morale, sono tenuti a rispettare i suddetti

diritti, rinunciando ad ogni ideologia antropocentrica e specista.

3) Nel quadro di tale rapporto, eventuali alimenti o prodotti che debbano derivare

dalle altre specie vanno ottenuti senza causare morte, sofferenze, alterazioni biologiche,

o pregiudizio delle esigenze etologiche. Ove possibile, essi vanno comunque sostituiti

con sostanze di origine vegetale o inorganica.

4) Uccidere o far soffrire individui delle altre specie (ad esempio sottoponendoli a

lavori coatti, usandoli per attivit, spettacoli o manifestazioni violente, o allevandoli e

custodendoli in modo innaturale), ovvero sperimentare su individui sani e/o

nellinteresse di altre specie o altri individui, causare loro danni fisici o psicologici,

detenere specie naturalmente autonome o danneggiare il loro habitat naturale, o

eccedere in legittima difesa, una violazione dei suddetti diritti, e va considerata un

crimine.

5) La ricerca scientifica va sottoposta a severi controlli per assicurarne laderenza ai

suddetti principi. Il principio di precauzione deve essere rispettato anche nei confronti

delle altre specie.

Il Manifesto stato sviluppato in sostituzione della ormai sorpassata Dichiarazione

Universale dei Diritti degli Animali del 1978, specista e poco coerente nei suoi stessi principi, e si

pone come punto di riferimento per le istanze animaliste moderne. E stato sottoscritto da (in

ordine alfabetico di cognome): Marina Berati, Stefano Cagno, Bruno Fedi, Margherita Hack,

Annamaria Manzoni, Valerio Pocar, Tom Regan, Giulio Tarro, e oltre 150 altre persone, nonch

dalle seguenti associazioni:

1.Animal Liberation Serena Sartini - Rimini

2.Animalex Daniela Casprini, Silvia Saba - Roma

3.Animalisti italiani Walter Caporale Roma

4.Arca 2000 Diritti dellanimale malato Daniela BallestraS.Benedetto del Tronto

5.Associazione amici animali abbandonati Elvio Fichera Genova1

6.Associazione di protezione della vita Ayusya Eugenia S.Rebecchi S. Colombano Certenoli

7.Associazione Sammarinese Protezione Animali Emanuela Stolfi Repubblica di San Marino

8. Associazione Vegetariana Animalista Franco Libero Manco Roma

9.Associazione Zoofila Ecologica Laziale Luciano Pennacchiotti San Cesareo, Roma

10.Blocco animalista Aurelio Melone - Roma

11.Cento per cento Animalisti Paolo Mocavero - Padova

12.Collettivo Animalista Roberto Cavallo Paderno Dugnano (MI)

1 Deceduto.

7

13.Centro Mondiale Antiviolenza Salvatore Mongiardo - Milano

14.Centro Ricerca Cancro Senza Sperim. Animale M. Grazia Barbieri - Genova

15.Comitato Europeo Difesa Animali Roberto Tomasi Brunate, Como

16.Ente Nazionale Protezione Animali Paolo Manzi Roma

17.Equivita Fabrizia Pratesi Roma

18.Friends of the Animals International Ltd Agneta Riberth Toll U.K.

19.Fundacion Altarriba, friends of Animals Nuria Querol y Vinas Barcelona

20.Gaia Animali e Ambiente Edgar Meyer - Milano

21.Gruppo Rinascita Animalista Aldo Sottofattori Ivrea

22.LEAL Lega antivivisezione (sez. Napoli) Vincenzo Falabella - Napoli

23.Laika & Balto Associazione Rossana Conti S. Giuliano Milanese (MI)

24.Lega Antivivisezionista Emilia Romagna Silvia Martelli C. S. Pietro Terme

25.Lega Italiana dei Diritti dellAnimale Massimo Ramello - Torino

26.Lega Nazionale per la Difesa del Cane Laura Porcasi Rossi - Milano

27.Lega per lAbolizione della Caccia Carlo Consiglio Roma

28.Movimento Antispecista Massimo Terrile Correzzana (MB)

29.Movimento dellAmore Universale Franco Libero Manco Roma

30.Movimento Naz.le Ecologista U.N.A. Ebe Dalle Fabbriche S.Piero a Sieve, (FI)

31.Movimiento Antitouradas de Portugal Maria Lopes - Lisbona

32.Partito Animalista Europeo Stefano Fuccelli

33.Societ Vegetariana (Sez. Campania) Vincenzo Falabella Napoli

34.UNA Cremona Francarita Catelani Cremona

35.Unione cattolico-cristiana dei creaturisti Bruna Dagu - Roma

36.Unione Vegetariana Animalista Massimo Andellini Roma

37.Unione Naturisti Italiani Carlo Consiglio - Roma

38.Vegetarian International Voice for Animals Juliet Gellatley Brighton, U.K.

39.Vegetarian and Vegan Foundation Juliet Gellatley Brighton, U.K.

40.Vogliovivere International Anna Massone - Genova

41.Vegan Italia Stefano Moment Jesolo (VE)

Agg.to del 15.06.2017 Movimento Antispecista (www.movimentoantispecista.org), Via Principale 11, Correzana (MB)

__________________________________________________________________________________________________________

http://www.movimentoantispecista.org/

8

1. Pubblicazioni

1.1. Comunicazioni

1.1.1. Pubblicazioni e prodotti.

Le pubblicazioni del Movimento Antispecista, associazione fondata a Monza il 16 febbraio

2001, sono disponibili sul sito Internet www.movimentoantispecista.org. Tra queste, si trovano il

Notiziario, la Guida alletica aspecista, e i Dossier. Altri documenti, quali il Libro bianco sullo

specismo (non pi disponibile su CD), sono in via di caricamento.

I dossier sono stati ideati il 1 febbraio del 2014 al fine di accogliere studi o ricerche

particolari che si desidera siano sempre disponibili. Il primo ad esservi stato inserito il

documento Contro la vivisezione e la sperimentazione animale, frutto della collaborazione a pi

mani tra professionisti di varie discipline (biologi, medici, psicologi, sociologi, giuristi, ecc..). A

seguito degli attacchi che lantivivisezionismo ha ricevuto nel corso del 2013, e che non cesseranno

tanto facilmente, si infatti ritenuto opportuno raccogliere in un unico documento la letteratura

scientifica e culturale antivivisezionista pi idonea a difesa delle ragioni di tale causa.

A tali Dossier si successivamente aggiunto il documento Sul superamento della s.a. ,

contenente unanalisi dettagliata delle problematiche scientifiche, etiche, ed economico-sociali di

tale pratica e le proposte individuate per il suo superamento, da indirizzare nel tempo alle

istituzioni nazionali e comunitarie. Il documento stato redatto con la collaborazione di esperti che

lavorano a livello nazionale ed internazionale alla ricerca dei metodi sostitutivi alla

sperimentazione pre-clinica. La pubblicazione ufficiale della prima versione di documento

avvenuta nel mese di ottobre 2014. Il documento non infatti da considerarsi definitivo, in quanto

viene periodicamente aggiornato in relazione alle osservazioni che potranno essere proposte dagli

esperti della materia, e da quanti siano interessati a tali tematiche. Lultima versione del giugno

2017 (v. Allegati). Ladesione al Comitato promotore (per le associazioni che si interessano del

rispetto di tutti gli esseri senzienti, umani e non umani) cos come al Tavolo di lavoro per gli

esperti delle varie discipline, sempre aperta. Si prega di inviare eventuali richieste di adesione

allindirizzo e-mail [email protected] Il Movimento Antispecista agisce quale

coordinatore di tale progetto, e quale redattore del documento, consultabile sul sito suddetto alla

voce Dossier.

Sempre a fine giugno 2015 stato aggiunto il Dossier Sostenibilit ambientale e

produzione alimentare. Lo studio prende in considerazione la terra coltivabile disponibile e quella

futura, nei prossimi decenni, in base alle risorse energetiche necessarie per la produzione di

proteine di origine animale o vegetale2, sia leffetto serra, in relazione alle previsioni di aumento

della popolazione mondiale, e le relative conclusioni. Il tema della sostenibilit ambientale

collegato alla produzione di cibo per lumanit infatti dibattuto ampliamente da decenni, e la

stampa internazionale non fa che riportare annualmente le stime della F.A.O che avvertono dei

pericoli ormai incombenti relativi alla scarsit di risorse, quali la terra e lacqua, e allaumento

dellinquinamento globale, derivante dallo sfruttamento degli animali per la produzione di alcuni

nutrienti. Numerosi studi confermano che la sola via duscita per poter garantire alle future

generazioni la disponibilit di cibo senza distruggere lecosistema e provocare catastrofi globali

2Gli altri nutrienti necessari allalimentazione umana (sali minerali, vitamine, grassi insaturi, ecc..) sono ottenibili pi

dai vegetali che dalle carni.

http://www.antispec.org/mailto:[email protected]

9

per laccaparramento delle risorse e la riduzione dellinquinamento rappresentata dal ricorso a

prodotti di origine vegetale. Tale scelta potrebbe inoltre risolvere il problema della fame nel

mondo, obiettivo delle Nazioni Unite per il 2030, garantendo a tutti i popoli la disponibilit di cibo

grazie a un rapporto energetico di produzione enormemente pi favorevole, a una trasportabilit e

stoccaggio decisamente meno complessi, a un costo globale decisamente inferiore, e una

alimentazione pi sana ed etica.

Tuttavia, i governi dei principali Paesi non pare siano disposti a emanare normative per

invertire tale tendenza, e le relative popolazioni pare non desiderino tenere conto di tali aspetti al

momento di effettuare le opportune scelte politiche. Quando, ben prima del 2050 se si continuer a

produrre cibo di origine animale, le terre ancora coltivabili saranno esaurite, le risorse idriche

diventeranno sempre pi scarse e costose, e il gas serra prodotto continuer a far aumentare la

temperatura del pianeta sottraendo terra coltivabile e provocando catastrofi oggi inimmaginabili,

ci si render conto che non sar pi possibile alcun aumento demografico senza la conversione

delle terre coltivate a unagricoltura basata sulla produzione di alimenti di origine vegetale. Una

parte minoritaria della popolazione del pianeta avr pertanto sottratto allaltra parte le risorse

necessarie a produrre il cibo necessario, provocando sconvolgimenti irreversibili nellecosistema.

Ma tale conversione molto difficilmente potr essere imposta pacificamente, cos come non sar

possibile bloccare laumento demografico. Nuovi scenari di guerra potranno quindi affacciarsi

allorizzonte.

E pertanto indispensabile rendersi conto il prima possibile di tali realt, prendendo

familiarit con i dati pubblici oggi disponibili e le relative proiezioni negli anni futuri, al fine di

poter effettuare quelle scelte individuali e sociali necessarie a realizzare tale cambiamento.

Nel mese di settembre 2015 stato inserito il Dossier riguardante il randagismo, intitolato

RandagismoAnalisi e soluzioni. Partendo da un aggiornamento dei dati pubblicati dai media

nel 2013 riguardanti principalmente la popolazione canina (randagi e canili comunali), e tendo

conto dei costi medi che lapplicazione della legge quadro 281/91 impone agli enti locali (Regioni e

Comuni), stata sviluppata una proiezione dellandamento di tali fattori nellarco di quindici anni.

I dati dimostrano come, in assenza di un intervento radicale di sterilizzazione delle femmine

vaganti da eseguirsi nel giro di uno, massimo due anni, la popolazione dei cani liberi

aumenterebbe ogni anno in maniera tale da rendere nullo ogni intervento delle ASL al riguardo,

con un enorme spreco di denaro pubblico. Inoltre, viene dimostrato come i finanziamenti stanziati

dai governi negli ultimi dieci anni, sempre decrescenti fino a raggiungere la cifra assurda di

300.000 euro nel 2014, siano risibili rispetto ai costi. Mediamente, i finanziamenti governativi

previsti dalla legge quadro non sono neppure sufficienti a mantenere nei canili comunali i cani

catturati, il che richiede annualmente una spesa di oltre 100 milioni! Oltre a tali proiezioni, sono

state esaminate le cause principali della mancata o scarsa applicazione di quanto previsto dalla

legge quadro e dalle relative leggi regionali in merito, a partire dalla mancata cattura dei cani

vaganti fino alla pessima gestione di molti canili comunali dati in appalto a privati, e sono state

elaborate, con laiuto di attivisti esperti, una serie di proposte a livello statale, regionale e

comunale per rimediare alla situazione. Il documento finale stato condiviso da oltre 50

associazioni ed inviato ai politici interessati il 22 ottobre 2015.

Nella primavera del 2016 stato aggiunto il Dossier Il futuro dellalimentazione umana,

studio che prende in esame le necessit biologiche della nostra specie nelle varie epoche, e che

dimostra come le scoperte scientifiche della biologia, della chimica e della medicina realizzate nel

dopoguerra (dagli anni 50 in poi del secolo scorso) hanno rivoluzionato la scienza

dellalimentazione. In particolare, la scoperta della vitamina B12 - grazie agli studi sullanemia

perniciosa e alla sua produzione industriale quale integratore - ha permesso il sorgere del

veganesimo. Senza tale nutriente, normalmente di origine animale, gli umani non potrebbero

10

sopravvivere, essendo essenziale per lo sviluppo del sistema nervoso e la formazione dei globuli

rossi nel sangue. Tale scoperta traccia quindi un solco indelebile, uno spartiacque, tra levo

antico, dominato dalla predazione umana delle altre specie, e quello futuro, nel quale potr essere

abbandonato lallevamento degli animali non umani a fini alimentari.

Oltre alle Pubblicazioni, sono disponibili su richiesta anche alcuni Prodotti

costantemente aggiornati sotto forma di tabelle Excel. Tra questi ricordiamo il Dietaveg (per il

calcolo della dieta personale e lanalisi del contenuto in nutrienti degli alimenti e gli additivi pi

usati), la Tabella prodotti alimentari (per la scelta del prodotto migliore per una dieta veg), la

Biblioteca (con lelenco e la sintesi di libri e articoli riguardanti lantispecismo e le materie ad

esso correlate), la Normativa (elenco delle leggi nazionali e delle normative europee riguardanti

gli animali non umani).

Rivolgiamo ai lettori un caloroso invito a essere critici, e segnalarci ogni eventuale errore o

modifica che riteniate opportuna per giungere ad un servizio sempre pi completo e di facile accesso.

1.1.2. Libro bianco sullo specismo.

Il Libro bianco sullo specismo, prima pubblicazione letteraria (su CD) del Movimento

Antispecista in fase di revisione e pertanto ne temporaneamente sospesa la diffusione. Verr

pubblicato quale Dossier sul sito dellassociazione, scaricabile via Internet, non appena tale

lavoro sar terminato. Riportiamo comunque le seguenti informazioni per quanti abbiano la

versione su CD.

Problemi con il software di protezione del Vostro computer.

Pu accadere che allinserimento del CD del Libro bianco nel Vostro computer appaia

un messaggio di avviso circa la sicurezza del prodotto (es.: Per facilitare la protezione stato

impedito a questo file di visualizzare contenuto attivo che potrebbe accedere al computer. Fare clic

qui per ulteriori informazioni), ragione per la quale alcuni lettori si sono astenuti dal proseguire.

Tale messaggio appare in quanto in tal caso sul PC installato un software di protezione che

avvisa lutente nel caso si desideri aprire un prodotto sconosciuto, chiedendo la conferma per

tale operazione. Vi garantiamo che il prodotto esente da virus o da software che interferisca con

dati o programmi, e tanto meno da istruzioni che possano violare la privacy individuale. Pertanto,

Vi invitiamo in casi simili - a confermare al vostro sistema lassenso allapertura del CD e alla

riproduzione del suo contenuto cliccando sulla frase sopra riportata, e scegliendo lopzione

Consenti contenuto bloccato, e successivamente si per la conferma delloperazione..

1.1.3. Iscrizione al Movimento Antispecista.

Liscrizione al Movimento Antispecista gratuita e senza impegni. Nessun contributo

richiesto o elargito per i prodotti o le opere divulgate, tutte esenti da copyright. Liscrizione come

aderenti d diritto a ricevere periodicamente le pubblicazioni dellassociazione e a votare nelle

assemblee. La richiesta di iscrizione deve, per statuto, essere ratificata dal Consiglio direttivo. Per

liscrizione come aderenti, necessario essere almeno vegetariani, altrimenti possibile

liscrizione come simpatizzanti, senza necessit di ratifica, e senza diritto di voto. Sul nostro sito

disponibile il modulo per la richiesta di iscrizione (e lo statuto, da leggere prima dellinvio del

modulo), da stampare, compilare e spedire via posta o e-mail. allindirizzo indicato sul modulo

stesso (Movimento Antispecista Via Principale 11/2A 20856 Correzzana MB). Per eventuali

informazioni, scrivere a : [email protected] , o telefonare allo 039.6065817. Grazie.

mailto:[email protected]

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1.2. Link ai filmati

Video pubblicati su Youtube o siti Internet

1.2.1. Etica e vegetarismo - Milano Casa della Cultura 1.3.2008

Relazioni di Bruno Fedi, Annamaria Manzoni,Marco Maurizi,Valerio Pocar

http://www.youtube.com/watch?v=5DRgaCkIWaA&feature=relmfu

1.2.2. Earthlings (Terrestri) Film sullo sfruttamento degli animali - 2010

www.earthlings.com

1.2.3 Vivisezione: intervista a B. Fedi, S. Cagno, M. Terrile 12.12.2011

A cura di : studi di Telecolor e Daniela Frigerio

http://www.youtube.com/watch?v=bdupxr119cc&feature=youtu.be

1.2.4. Filosofia: incontro con G. Ditadi Pordenone, Bibl. Civica 18.2.2012

A cura di AFVG e Gianluca Albertini

Incontro con il filosofo Gino Ditadi, PN 18 02 2012

1.2.5. Il circo non divertente per gli animali 18.3.2012

A cura dellassociazione Essere animali (Cesena)

http://vimeo.com/38675159

1.2.6. Intervista di RAI 2 alla ricercatrice dr.ssa Susanna Penco - 9.8.2012

Animali sacrificati in nome della scienza.

http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-b7acc957-776e-44fc- 8bc9-

6cb542ef06b2.html

1.2.7. Manifestazione anti Green Hill - 23.11.2012

Letica della crudelt pu continuare?

Intervista al Prof. Bruno Fedi, a cura del ComitatoMontichiaricontroGreenHill

1 parte http://www.youtube.com/watch?v=7ob2K5wKL0c

2 parte http://www.youtube.com/watch?v=Hm-dDnB1ON0

3 parte http://www.youtube.com/watch?v=XzPENQAbSQ

4 parte http://www.youtube.com/watch?v=pzfj_zdPLp0

1.2.8. Come soffrono e muoiono le galline ovaiole

A cura di: TVANIMALISTA

http://www.tvanimalista.info/video/allevamenti-macelli/produzione-uova-galline-

ovaiole/

1.2.9. Dieta veg e bambini Conferenza L. Proietti e P.H. Barbon 23.4.2013

La dieta vegetariana o vegana adatta per i bambini? Rispondono due pediatri specializzati

su tale argomento.

http://www.youtube.com/watch?v=py27s7SO5lo

1.2.10. Mente, comunicazione, linguaggio negli animali (F. Cimatti) 19.10.11

https://www.youtube.com/watch?v=GiHwPIqg6BY

http://www.youtube.com/watch?v=5DRgaCkIWaA&feature=relmfuhttp://www.earthlings.com/http://www.youtube.com/watch?v=bdupxr119cc&feature=youtu.behttp://www.youtube.com/watch?v=pJ3JiR1W918&feature=emailhttp://vimeo.com/38675159http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-b7acc957-776e-44fc-8bc9-6cb542ef06b2.htmlhttp://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-b7acc957-776e-44fc-8bc9-6cb542ef06b2.htmlhttp://www.youtube.com/watch?v=7ob2K5wKL0chttp://www.youtube.com/watch?v=Hm-dDnB1ON0http://www.youtube.com/watch?vhttp://www.youtube.com/watch?v=pzfj_zdPLp0http://www.tvanimalista.info/video/allevamenti-macelli/produzione-uova-galline-ovaiole/http://www.tvanimalista.info/video/allevamenti-macelli/produzione-uova-galline-ovaiole/http://www.youtube.com/watch?v=py27s7SO5lohttps://www.youtube.com/watch?v=GiHwPIqg6BY

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1.2.11. Intervista di Marina Ferrari alla dr.ssa Susanna Penco 15.9.2014

La dr.ssa Penco biologa, ricercatrice, e obiettore di coscienza, lavora allUniversit di

Genova (San Martino). https://www.youtube.com/watch?v=KMAQkZcpf7k

1.2.12. Canale video: animali in rivolta

A cura dellassociazione Resistenza animale; storie e filmati di animali che si sono ribellati allo

Sfruttamento.

https://www.youtube.com/channel/UCbKm3JebaD-nrRne-AA5B2w.

http://resistenzanimale.noblogs.org

1.2.13. Circo con gli animali Tesi di laurea e filmato-documento 13.11.2014

A cura dellassociazione Arca 2000 e di Sabrina Neri

http://arcanimali.blogspot.it/2014/11/presentazione-della-mia-tesi-di-laurea.html https://www.youtube.com/watch?v=p_PVZ-Vuhqw

1.2.14. Secondo convegno italiano antispecista

A cura di Stefania Sarsini

https://www.youtube.com/playlist?list=PLD31445980C5B634A

1.2.15. Un toro destinato al macello viene liberato. (12.03.2016).

ADNKRONOS

http://notizie.tiscali.it/ultimora/video/detail/il-toro-destinato-al-macello-viene-

liberato/3ef06a46cb105ee514d42ac57f58c8e9/

(per visualizzare, fare copia-incolla di tutto il link sovrastante nella barra degli indirizzi

Internet).

1.2.15. Metodi alternativi: audizione in Senato di T. Hartung e C. Rovida (CAAT);

(Nuove strategie di ricerca senza animali; a cura del M5S)_2014.

https://www.youtube.com/watch?v=DkCL-56GOZs

1.2.16. Il Teatro come difesa del non umano.

Parma , Teatro Europa, 18 giugno 2016 (Paolo Ricci, Egidio Tibaldi)

Ospiti: Massimo Tettamanti, Maurizio Corsini.

Bailador

https://youtu.be/XB07voOqbyM

https://www.youtube.com/watch?v=KMAQkZcpf7khttp://www.youtube.com/channel/UCbKm3JebaD-nrRne-AA5B2whttp://resistenzanimale.noblogs.org/http://arcanimali.blogspot.it/2014/11/presentazione-della-mia-tesi-di-laurea.htmlhttps://www.youtube.com/watch?v=p_PVZ-Vuhqwhttps://www.youtube.com/playlist?list=PLD31445980C5B634Ahttp://notizie.tiscali.it/ultimora/video/detail/il-toro-destinato-al-macello-viene-http://notizie.tiscali.it/ultimora/video/detail/il-toro-destinato-al-macello-viene-https://www.youtube.com/watch?v=DkCL-56GOZs

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1.3. Riflessioni.

1.3.1. Animalismo e politica.

Abbiamo assistituo di recente al nascere del Movimento Animalista, soggetto politico

promosso da personaggi noti della politia italiana al quale hanno aderito altrettanto noti

animalisti. Per spirito di parte (che non pu mancare) non possiamo che augurare ogni successo

a tale iniziativa, sperando si muova coerentemente con tutti i principi che esprime nel proprio

Manifesto (v. oltre) e non finisca col generare nellopinione pubblica unimmagine distorta dei

principi antispecisti, spesso confusi con lanimalismo tradizionale.

Dal sito movimentoanimalista.it: Manifesto.

Il Movimento Animalista unassociazione di cittadini che scendono in campo per tutelare il

nostro patrimonio naturale, gli animali e i loro diritti, attraverso iniziative culturali, sociali e

politiche.

Allalba del XXI secolo non ci accontentiamo pi di ricordare che il rispetto per la vita e per i diritti

degli animali dovrebbero essere valori fondanti della nostra civilt.

tempo che lordinamento riconosca gli animali come esseri senzienti, portatori di diritti, ne

punisca con giuste pene il maltrattamento e luccisione, ne vieti lo sfruttamento a maggior ragione

se ha il solo scopo di divertire gli esseri umani o di alimentare lindustria del superfluo.

Per questi motivi, diciamo innanzitutto:

S AL RICONOSCIMENTO, IN COSTITUZIONE E QUINDI NELLE NOSTRE LEGGI,

DEGLI ANIMALI COME ESSERI SENZIENTI E PORTATORI DI DIRITTI

S AL CARCERE CERTO PER CHI MALTRATTA E UCCIDE GLI ANIMALI

NO AD OGNI FORMA DI SFRUTTAMENTO DEGLI ANIMALI

NO ALLA PIAGA DELLABBANDONO E AL RANDAGISMO CHE NE DERIVA

NO AI DIVIETI DACCESSO CHE LIMITANO LA LIBERT DEI PROPRIETARI DI

ANIMALI

S AD UN SISTEMA SANITARIO NAZIONALE PER CURARE GLI ANIMALI DELLE

FAMIGLIE MENO ABBIENTI

Pur condividendo in linea di principio tali enunciati, ci permettiamo di fare alcune osservazioni,

nella speranza che siano utili a correggere i limiti e favorire le opportunit di una tale iniziativa, e quindi ad

orientare correttamente i cittadini nelle loro scelte, al fine di non nuocere primariamente a coloro ai quali

tali sforzi sono destinati: gli animali non umani.

Osservazioni.

Prima di ogni considerazione volta a sottolineare alcuni enunciati a carattere prettamente

elettorale, comprensibili nel momento attuale e spesso utilizzati da ogni soggetto politico per attirare

linteresse degli elettori, sui quali torneremo a breve, desideriamo sottolineare come la scelta del nome

animalista evidenzi la propensione ad una applicazione in senso tradizionale, ossia orientata allaspetto

emotivo ed empatico, di quella branca della filosofia chiamata etica interspecifica. Con ci

disconstandosi, almeno letteralmente, da una visione orientata a considerarare le altre specie al pari di

quella umana, visione nella quale prevale il pricipio della non discriminazione e conseguentemente

labolizione di ogni forma di antropocentrismo, riscontrabile in primis nellabolizione del riferimento agli

animali quale categorizzazione degli esseri senzienti ontologicamente distinta dagli umani.

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Mentre lantispecismo si ispira allantirazzismo e ne allarga i confini ad includere ogni forma

vivente, anche vegetale, riconoscendo al non self pari diritti e opportunit (senza ovviamente cadere

nellautolesionismo, il che rappresenterebbe uno specismo alla rovescia) lanimalismo, pur ispirandosi a

principi etici di tutto rispetto, tradizionalmente si ispira al pietismo, ovvero alla compassione, senza

necessariamente riconoscere al non self quelle differenze solo di grado (e non di genere) che gi

Darwin indic come postulato di un etica interspecifica ispirata alla consapevolezza della comune origine.

Nella percezione delle masse, il termine animalismo infatti sinonimo di sbilanciamento a favore

degli animali, con tutto quanto ne consegue, come lipotetico odio per gli umani del quale sono accusati

(ingiustamente) coooro che si autodefiniscono tali. Quindi, un termine controproducente ai fini della causa

che vorebbe (si spera) perseguire, evocante da un lato una irrazionalit dovuta ad una maggiore o minore

empatia per alcune specie rispetto ad altre, dallaltro al permanere della separazione categorizzante (alias

specista) tra animali umani e non umani.

In considerazione degli obiettivi individuati, la collocazione di tale soggetto politico, dichiarato

trasversale dalla sua leader (forse nel senso di rappresentare gli interessi di quanti avvertono empatia per

gli animali) ossia al di fuori di ogni schieramento partitico, quindi non integrato in unottica economico-

sociale globale, andrebbe a ledere gravemente interessi assai diffusi, facenti parte del sistema produttivo,

laddove si propone di lottare contro ogni forma di sfruttamento animale (quindi dagli allevamentia scopo

alimentare, a quelli per altri beni di consumo, alla sperimentazione a carattere scientifico). E questa, in

effetti, una dichiarazione di guerra a quanti dallo sfruttamento degli animali non umani traggono profitto,

il cui lavoro-reddito rappresenta una cospicua parte del PIL. Nulla di male, anzi, se non si trattasse di un

soggetto politico che intende raccogliere voti (e fondi) in maniera trasversale, ossia proprio anche dagli

altri soggetti politici che sostengono quel sistema produttivo che si intenderebbe cambiare, n alcun

cittadino il quale abbia interessi contrari potrebbe aderirvi, se non in uno slancio di autolesionismo.

Quanto un tale soggetto politico possa infatti convincere gli elettori, in assenza di una dichiarazione di

intenti (leggi Manifesto) a livello macro economico (ad esempio un piano per la conversione del sistema

produttivo alimentare in senso vegetariano, ecc.) lo vedremo al prossimo turno elettorale a seconda degli

schieramenti che si profileranno, bench in teoria dovrbbe correre da solo.

A fianco del suddetto obiettivo di enorme impatto economico (ed etico), che da solo basterebbe ad

avvalorare liniziativa se fosse approfondito, gli altri obiettivi (o enunciati) appaiono pertanto di importanza

assai minore, quasi a voler giustificare il fatto che, se non proprio le cose serie, qualcosa si far. A

livello costituzionale, in primis, dubitiamo che i non umani possano mai essere definiti quali portatori di

diritti. Come noto il diritto, citando Valerio Pocar, una forma contrattuale tipicamente umana di

difesa di interessi individuali o collettivi sostenuta da una forza in grado di farli rispettare, per cui parlare

di animali portatori di diritti rappresenterebbe oggi una chimera giuridica, considerato come la pensano

la maggioranza dei nostri parlamentari, al di l del riconoscimento quali esserio senzenti, peraltro gi

recepito a seguito della firma dei Trattati con la UE. Per quato riguarda il carcere certo, per ottenerlo (a

tali fini) occorrer varare una legge speciale onde superare i 5 anni di detenzione (oggi previsti quale limite

minimo per applicare le pene carcerarie dalla norma sulla depenalizzazione dei reati), ovvero cambiare tale

legge, cosa alquanto improbabile come la proposta precedente. Circa la piaga degli abbandoni e del

randagismo, che assolutamente condividiamo come lotta, suggeriremmo tout court (in assenza anche qui di

strategie dichiarate) di sterilizzare tutte le femmine vaganti e non concedere pi in appalto ai privati i canili

rifugio, fonte di enormi guadagni illeciti e dei canili lager, esercitandio poi per una stretta vigilanza

sanitaria locale. Molto limitati appaiono poi, nel quadro generale, gli obiettivi del libero accesso ad acune

categorie di animali ai mezzi/luoghi pubblici e lestensione del sistema sanitario nazionale ai pet per le

famiglie meno abbienti, che seppur ovviamente positivi (specie a fini elettorali) appaiono una chiara

discriminazione specista per favorire animali pi uguali degli altri, sulla scia delle proposte del

riconoscimento dei cavalli e dei conigli quali animali daffezione avanzate dallOn.le Brambilla.

Pi che una tattica dei piccoli passi (uguali per tutti) tali proposte paiono rappresentare un

incitamento allo specismo di secondo livello. Insitono infatti sul privilegiare principi basati sulla simpatia,

sulla bellezza, sulla vicinanza. Quindi sulla discriminazione, anzich sulluguaglianza e lequit. Come dire,

volendo eliminare la schiavit umana, che si dovrebbe iniziare da individui di colore bianco, femmine,

attraenti, ecc.. ovvero (come gi affermato nel dlgs n. 26/2014) che cani, gatti e scimmie sono pi degni di

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essere sottratti alla vivisezione dei ratti, dei cavalli, dei maiali, degli uccelli, ecc.. Pur comprendendo come

tali scelte siano dettate dal desiderio di fare qualcosa, iniziando dalle specie pi amate dagli umani, il

risultato che si avvalorano pricipi razzisti (ovvero specisti) scavando cos un solco sempre pi profondo

nella divisione della mente degli umani, altres detta dissonanza cognitiva. Per assurdo, si potrebbe

arrivare a dire (e credere) che solo gli esseri pi intelligenti dal lato umano (e magari pi sani..) abbiano

(almeno inizialmente, no!?) il diritto ad essere salvaguardati, cos come il nazismo e il fascismo

propagandavano Quando poi si dovesse pensare veramente a salvaguardare ad esempio anche i topi o i

maiali, ci sarebbe da ridere, se non da piangere, con una simile scuola. Purtroppo, i principi errati

(ossia pi convenienti ..) rimangono a lungo impressi nella mente delle persone. Sappiamo che il fine non

giustifica i mezzi, e che una lotta per affermare principi etici non pu utilizzare principi non etici, ossia

immorali (a meno che non siano voluti ..), cos come crediamo che chi sperimenta sugli animali a fini umani

(magari anche propri) e se ne vanta, avrebbe molto da ridire se fosse egli stesso la cavia di qualcun altro, e

lascerebbe subito da parte le chiacchiere sullopportunit dellassenza di limiti alla scienza.

Di conseguenza, la mescolanza di obiettivi fortemente eterogenei quanto alla loro portata ed alla

possibilit di realizzazione nel sistema attuale, dal riconoscimento dei non umani quali soggetti di diritto

alla negazione di ogni loro sfruttamento, alla concessione di qualche beneficio sociale ai pet, inseriti in

un Manifesto al quale viene abbinata una tutela del patrimonio naturale (ne fanno parte?) non ben

specificata, in un sito nel quale campeggia il tricolore nazionale lascia il dubbio che si tratti di una

ennesima trovata elettorale, non essendo ovviamente possibile ritenere che si voglia fare sul serio a livello

legislativo. Lelezione di qualche deputato o senatore di tale movimento al nostro Parlamento non sposter

certo gli equilibri politici, n potr avere alcun effetto (poltrone a parte) se non sar accompagnata da una

presa di coscienza generale del problema etico da parte dei partiti di maggioranza. Diverso sarebbe stato

inserire degli antispecisti in quegli stessi partiti, abolendo le liste bloccate in nome di una vera

democrazia, appoggiando le loro richieste con dei programmi economici di conversione graduale del

sistema produttivo, facendo maturare una presa di coscienza di tale problematica a livello generale.

Tali valori diventeranno comunque ovviet culturali e si potr legiferare veramente di

conseguenza, come abbiamo scritto nelle strategie per la lotta antispecista, quando i consumi dei prodotti

di origine animale, per scelta etica della popolazione, scenderanno a un livello tale da non rappresentare

pi una risorsa economica determinante per leconomia nazionale e avranno pertanto superato la soglia

della convenienza economica alla loro produzione. Per tale ragione riteniamo assai pi profiquo dedicarsi

alla diffusione della cultura antispecista, a partire dal vegetarismo che ha indicato la strada per liberare

lumanit dallabitudine alla predazione.

Da quanto sopra, non meraviglia che la rappresentante di tale Movimento animalista sia stata

messa in difficolt nel rispondere alle domande di un personaggio come Pennacchi che non si pu esitare a

a definire non propriamente dedito alla causa perlomeno animalista (v. sotto il link alla relativa

trasmissione televisiva Otto e mezzo di Lili Grber). Forse, ove il nome e gli intenti di tale movimento

fossero un po meno sbilanciati e magari coerenti con una semplice etica aspecista, ossia fondata su basi

scientifiche pi che emotive e discriminatorie, le frecce di Pennacchi non sarebbero state tanto precise.

https://www.youtube.com/watch?v=mN053YfLpKY

https://www.youtube.com/watch?v=mN053YfLpKY

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1.4. Saggi

Si ringraziano gli autori e le fonti per la gentile concessione alla pubblicazione dei testi.

1.4.1. Alimentazione carnea, patologia, societ (Bruno Fedi)3.

Conferenza del 25.11.2016, Roma.

La storia dell alimentazione la storia dell uomo, della sua evoluzione sociale. Prima del

distacco da altri primati, l alimentazione era quasi esclusivamente vegetale e la societ, era

costituita da semplici gruppi di famiglie. Il cambiamento del clima, la formazione delle savane, in

luogo di foreste, ma soprattutto il distacco evolutivo dai Primati, cambi anche lalimentazione che

divenne in parte carnea (resti dei grandi predatori). La patologia, cambio: i parassiti della carne, i

batteri, le infezioni (dovute al contatto con le feci), le ferite, divennero comuni. Qualcuno dice che

la carne innesc la crescita cerebrale. Perch ci non accadde alle tigri? Non fu la carne (ad

innestare la crescita cerebrale, Ndr) ma il fuoco, cio la maggiore disponibilit di calorie. In breve:

la cottura dei cibi e la contemporanea alimentazione vegetale. Lominide diventa cos Homo

sapiens, vive in trib e mangia carne; mangia gli animali che prima mangiavano lui e questo

facilita le malattie infettive. Spesso mangia i nemici. Anche questo facilita le malattie infettive.

Coloro che vivono in zone desertiche si rendono conto della pericolosit della carne contenente

sangue, specialmente quella di maiale.

Tutto cambia con la rivoluzione agricola. Le citt diventano sempre pi grandi e le epidemie

si susseguono, per la promiscuit. Lalimentazione a volte prevalentemente vegetariana. La

romanit classica si nutre quasi esclusivamente di vegetali, mentre, pochi secoli dopo, i barbari

vittoriosi, mangiano quasi solo carne, perch nomadi. Ci crea il mito della carne, alimento dei

guerrieri vincitori, dei nobili. La patologia da eccesso fa la sua comparsa; compare la Gotta. Ma la

crescita della popolazione rende difficile vivere di caccia. Nel 1800, c povert e malattie da

carenza (Pellagra scorbuto, ber iberi ) ed ancora grandi epidemie, perch ligiene scarsissima

lignoranza grande, la scienza medica agli albori. Le malattie infettive dominano la patologia. Con

l industrializzazione delloccidente, tutto cambia nuovamente. Dopo la seconda guerra mondiale,

iniziano gli allevamenti intensivi e la carne diventa accessibile a tutti. La carne produce altra carne.

Si usano farine di carne perfino per alimentare erbivori o pesci, si producono fertilizzanti, ecc. la

carne diventa status symbol: viene vista come simbolo di ricchezza, salute, bellezza. La societ,

violenta da sempre, diventa anche violenta contro la natura. Anche la patologia cambia, virando

verso malattie da eccesso alimentare, malattie degenerative e tumori. La carne, ora, vista come

fattore d inquinamento e di diseguaglianza sociale. Gli effetti pi evidenti sono lo spreco e d il

cambiamento climatico. Naturalmente, i fattori inquinanti sono molti: il minimo ammissibile

almeno 50.000, ma alcuni riportano cifre molto superiori. Viviamo in un cocktail di sostanze

inquinanti con interazioni multiple fra loro: Aggrava il quadro il fatto che tutti i settori produttori di

sostanze inquinanti sono collegati. Per esempio gli OGM sono legati alla produzione di cereali;

3 Bruno Fedi, gi Primario di Anatomia patologica a Terni e specialista in urologia, ginecologia,

cancerologia, e bioetica, ha pubblicato oltre 100 lavori scientifici e diversi libri di ecologia e bioetica a carattere

divulgativo. Tra questi Levoluzione distruttrice e Uccidere per avere (ATRA, 1992 e 1994). E stato uno dei

fondatori delle liste Verdi ed co-fondatore del Movimento Antispecista, di cui consigliere a vita. E co-autore del

Manifesto per unetica interspecifica e fa parte dal 2016 del Tavolo tecnico per i metodi alternativi del Ministero

della Salute.

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questi sono legati alla produzione di energia; questa alla salute dei cittadini, alla produzione di

antibiotici ed al traffico di armi. In questa situazione, la patologia cambia completamente, ma il

cambiamento alimentare cambia anche la societ.

Non cambia solo lalimentazione, ma lambiente, i trasporti. Cambiano addirittura la politica

e leconomia. Produciamo il doppio di prima dellultima guerra (mondiale), ma il cibo mal

distribuito, gli sprechi sono enormi. In Italia 1,3 milioni di tonnellate per anno, finiscono tra i rifiuti.

Il malcostume alimentare utilizza i soli quarti posteriori dei vitelli, di cui si usa il 35%. Si calcola

che le risorse saranno totalmente insufficienti nel 2050, ma l acqua finir prima. In questo quadro

rassicurante, constatiamo un aumento delle morti per tumore dal 2 % al 35 % dal 1900 ad oggi,

ma in alcuni casi si arriva all83 % nei pazienti sopra gli 80 anni. Ma anche la sindrome metabolica

in rapida ascesa. Al primo posto ci sono le malattie cardiovascolari (224.000 morti nel 2010), ma

la malattie neurodegenerative stanno avendo un boom. Si ha l impressione che, per es. in USA,

ogni famiglia abbia un caso di Alzheimer. Non basta; met della popolazione sovrappeso e cos il

20-30 % dei bambini. Lo zucchero ingerito provoca il rilascio di dopamina, come alcuni farmaci e

droghe. Siamo dunque un popolo di drogati di zucchero, pi che di droga! I pi colpiti da questa

cattiva alimentazione, sono i poveri. Fatto paradossale, in USA, i pi poveri sono i pi grassi ed

ovviamente i pi malati. Ci sono casi molto particolari: la ripresa delle malattie infettive, dovuta a

batteri antibiotico-resistenti. Il fenomeno da attribuire allutilizzo esagerato (degli antibiotici)

negli allevamenti: 60/% del totale. A scopo di prevenzione e non di cura. Altro caso provocato

dallalimentazione degli animali con farine di altri animali (malattia di Kreuzfeld-Jacob). La

malattia colpisce anche l uomo e provoca cos una protesta diffusa dei cittadini che induce a una

temporanea proibizione della bistecca.Ma mentre la vendita, in Europa rimane stabilmente ridotta,

in Italia riprende presto i valori precedenti. Tutto questo estremamente grave, anche per gli effetti

moltiplicatori di molti cancerogeni, contemporaneamente (gi accennati precedentemente).

Limportanza del cibo dimostrata dall epidemiologia: cinesi e giapponesi si ammalano molto

raramente di cancro prostatico, ma quelli emigrati in USA, in una generazione, raggiungono la

frequenza americana. La stessa cosa accade per il cancro della mammella nelle giapponesi. In

questa situazione lOMS lancia un allarme contro le carni rosse e quelle processate, accusate di

rapporti causa-effetto col cancro del colon: Subito c qualcuno che lo nega, come per decenni si

fatto col fumo di tabacco. Si anche ipotizzato che gli orientali abbiano una genetica diversa dalla

nostra, oppure che ci sia un azione protettiva da parte della soia.

Dunque, che fare?

!) prevenzione primaria , eliminando le cause;

2) applicare il principio della prudenza, anche se non c la certezza

La situazione difficile, soprattutto perch c una carenza culturale: non c un solo

politico, il quale non auspichi una ripresa di produzione e consumi ( di carne).

Laspetto economico il solo tenuto in considerazione dalla politica. Invece scienza ed ecologia

vengono prima. E la scienza che fa progredire il mercato e non viceversa. E lecologia che

consente il risparmio. Nessun paese pu permettersi 70 miliardi di evasione fiscale! Tutto denaro

regalato a paesi pi ricchi di noi (USA, GB e Germania). E che dire della perdita di 4000 cervelli

per anno? I politici non capiscono neppure il bisogno di giustizia dei cittadini, ma si limitano ad

intuire che 180.000 malati di tumori ed una spesa per questa malattia e per le neuro-degenerazioni

che il 75% del totale, non sostenibile . Non si capisce neppure che 80 Kg/anno di carne per

abitante sono un costo intollerabile, non solo per l inquinamento prodotto, ma per il danno alla

salute pubblica. Ci sarebbe un risparmio enorme, per un minor numero di malati e gravit della

patologia. Questo significherebbe una societ diversa: pi etica e meno malata, meno crudele e

meno violenta Questa sarebbe una autentica rivoluzione culturale Ci che colpisce di pi in queste

riflessioni sull alimentazione, la sua importanza per la patologia, Ma anche il fatto che in tutte le

epoche lalimentazione stato il fattore determinante per la societ e non il contrario.

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1.4.2. Benessere animale che nuoce agli animali (Annamaria Manzoni)4.

Da: annamariamanzoni.blogspot.it

Pubblicato su www.lindro.com

mercoled 21 giugno 2017

The times they are a-changin: finiva il 1963 quando Bob Dylan la cant per la prima

volta dando voce allurgenza e alla fascinazione di un cambiamento che sembrava destinato

a travolgere il mondo; ideali di rinnovamento, giustizia, pace, sollecitati dalla forza esplosiva di

unintera generazione di giovani, pronti a rivoltare il mondo, che cos come era fatto non si poteva

proprio sopportare. Da allora risuonata in mille contesti dove la rivolta contro lingiustizia faceva

sventolare la bandiera di ogni speranza; nella rimozione autoprotettiva che quei versi erano

risuonati per la prima volta giusto quando John Kennedy veniva assassinato: dettaglio non

trascurabile mentre il sogno veniva spacciato per previsione.

Potenza delle parole e potenza dei sogni. Cos anche oggi la tentazione di ripeterle grande

davanti al dilagante movimento contro la sopraffazione dei nonumani, che si manifesta nelle forme

indecenti, irracontabili, variegate, ciniche, sadiche che sa assumere. Lingiustizia sembra tale da

dovere per forza implodere e nel giro di pochi decenni, ma essenzialmente negli ultimi anni,

davvero tantissime cose sembrano essere cambiate: si denunciano le atrocit compiute nei macelli,

nei laboratori di vivisezione, nel dietro-le-quinte delladdestramento degli animali esotici nei circhi,

si guardano con disprezzo attivit quali caccia e pesca, sagre e zoo, per legittimate che siano.

Persino nel campo dellalimentazione, quella connessa alla pochezza della nostra (in)capacit di

agire sugli irrinunciabili piaceri della gola, tante cose si muovono: un termine quale vegano,

incomprensibile ai pi fino allaltro ieri, ora sdoganato in tanti bar e ristoranti; vengono pubblicati

persino libri il cui titolo, No vegan, sta a met strada tra la supplica di chi non ne pu pi

(Basta, vi prego) e lappello di chi, seriamente preoccupato, passa al contrattacco (Tutte

storie); maltrattamenti di animali daffezione raramente hanno luogo in pubblico e, quando

succede, le conseguenze mediatiche sui responsabili sono dilaganti. Pur nella consapevolezza

trattarsi di gocce nel mare, la tentazione di farsi invadere da una vaga soddisfazione, che attutisca il

tormento sperimentato da tutti coloro che sentono nelle loro corde linferno quotidiano dei

nonumani, davvero grande.

Tentazione che deve per confrontarsi con la realt, che racconta una storia diversa.

Addentrarsi nel discorso coincide con la presa datto di una situazione di fatto: ci di cui si parla,

che si sbandiera e si ripete quasi fosse un mantra, essenzialmente il benessere animale, alla lettera

quindi una condizione in cui gli animali stanno bene. Ma le cose bene non stanno.

Per capirci con qualche esempio: la Coop, che sei tu (tu chi?) nella sua pubblicit si

impegna a migliorare le condizioni degli animali per eliminare o ridurre luso degli antibiotici. Cos

si pu contrastare laumento di batteri resistenti e dare alle persone una garanzia in pi per la loro

salute. Per questo, il benessere animale nellinteresse di tutti. A commento una bella immagine

stilizzata di un pollo bianco come il latte, che scoppia di salute. Giusto per ricordare: nulla della

4 Annamaria Manzoni, consulente presso il Tribunale di Monza, accreditata dall'Ordine degli Psicologi della

Lombardia come esperta in Psicologia Clinica e in Psicologia dell'et evolutiva. Ha pluriennale esperienza in

comunit per minori, nell'ambito degli affidi e delle adozioni, dell'abuso e del maltrattamento. E autrice dei saggi

Noi abbiamo un sogno (Bompiani, 2006), In direzione contraria (Sonda, 2009), e Sulla cattiva strada (Sonda

2014) e di un documento sottoscritto da oltre 600 psicologi sulle valenze antipedagogiche degli spettacoli con animali

per il pubblico divertimento. E iscritta al Movimento Antispecista dal gennaio 2003 e ne consigliera dal 2004.

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nascita e della vita dei polli cambia: iperallevamenti con uccisione dei pulcini maschi tritati ancora

vivi, spazi ridottissimi per le galline, trasporti finali in terrificanti tir, sgozzamenti a catena di

montaggio appesi a testa in gi, sanguinanti e ancora vivi. Siccome per avranno ingurgitato meno

antibiotici, lazienda si sente autorizzata a parlare di benessere animale. E gi che ci siamo, sposta

contestualmente il focus su quello umano, consapevole di quanto largomento sia in grado di

catalizzare lattenzione autocentrata degli acquirenti, oscurando con facilit il neonato interesse per

i polli.

In contemporanea il poliedrico Alessandro Gassman (forse in disperanti ambasce

economiche) rassicura sorridendo che i tonni dellazienda che lo foraggia, la Rio Mare, sono pescati

uno per uno con la canna: ammesso e non concesso, forse lamo non si conficca nelle bocche degli

animali? Forse loro non si dibattono disperati mentre cercano di respirare, mentre muoiono tra

dissanguamento, asfissia, terrore, in unagonia lunga e terribile, senza scampo? Che cosa c da

sorridere? E quale imbroglio propone ai bambini che lo ascoltano, e che con la loro stessa presenza

smuovono preoccupazione per natura e animali, che loro s li amano davvero? Non certo casuale

che rispetto sia parola ricorrente quando si parla di tonni: con lo slogan La qualit e il rispetto

che la ASdoMAR fa concorrenza e, udite udite, sostiene le aree marine protette. Qualcosa insomma

come sollecitare uxoricidi cos con i soldi dei risarcimenti si possono magari aprire centri di

accoglienza per donne maltrattate. E un meccanismo noto agli psicologi come formazione

reattiva, che permette di affrontare realt emotive angoscianti sostituendole inconsciamente con

altre che sono esattamente lopposto. Insomma, secondo Jung, dove maggiore il fascio di luce

tanto pi profonda lOmbra sottostante. In questo caso loperazione pubblicitaria tutto tranne

che inconscia: la realt della crudelissima morte del tonno viene oscurata da una sbandierata cura

per animali e ambiente, dalla mattanza cruenta alla amicale sollecitudine. Una sorta di raggiro, che

funziona perch collude con il desiderio dei consumatori di volerci credere.

Latteggiamento di confondere un ipotetico benessere animale con il rispetto a loro dovuto

ha antesignani illustri: Temple Grandin, (Boston 1947), affetta dalla sindrome di Asperger, che

una patologia dello spettro autistico, si occupata per tutta la vita non solo delle persone colpite

dalla sua stessa malattia, ma anche dei bovini negli allevamenti (il master in Zootecnia ne

testimonia linteresse). Per le une e gli altri ha ideato uno strano congegno, la hug machine o

macchina degli abbracci, costituita da due parti laterali capaci di contenere e calmare, oltre alle

persone, gli animali, con cui ritiene di avere grande affinit e possibilit di comunicazione grazie

ad una mente e ad una empatia fuori dal comune. Divenuta una autorit in questi campi, tra laltro

professore di Scienze alla Colorado State University, autrice di innumerevoli articoli e libri, in virt

di tutto ci, si riconosce ed riconosciuta come attivista animalista: in fondo nella sua macchina le

mucche spaventate diventano mansuete e tutto ci che deve succedere ha un percorso pi facile,

con buona pace di chi deve fare il lavoro sporco, che fa meno fatica, e degli animali che vanno a

morire un po pi sereni. Il fatto che quegli stessi nonumani, che sostiene di amare, continuino ad

essere schiavizzati dagli umani che li comprano, li vendono, li tengono prigionieri, li sottopongono

a mutilazioni, li sfruttano, li uccidono, sembra essere particolare ad impatto zero nella sua visione

del mondo, una sorta di dover essere emotivamente neutro.

Emerge un altro importante aspetto psicologico in tutta la vicenda, a dare atto di come sia

possibile che, a fronte di una sensibilit per il mondo animale in ascesa libera nel mondo

occidentale, lassunzione di comportamenti conseguenti (quindi astensione da prodotti o attivit che

comportino sofferenza ai nonumani), sia tanto pallida. E la dissonanza cognitiva, interessante

concetto introdotto nel 1957 da Leon Festinger per spiegare la situazione di disagio in cui ci si viene

a trovare quando vi incoerenza per esempio tra le proprie convinzioni e i propri atteggiamenti. Lo

stato di malessere, frutto dellantinomia in atto, richiede di essere elaborato, risolto: i modi per

farlo sono molteplici e possono contemplare una modificazione delle proprie convinzioni di base o

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invece dei propri comportamenti o invece del proprio mondo cognitivo, attraverso una diversa

lettura della realt secondo parametri funzionali allo scopo.

Nello specifico, lesplicitato amore per gli animali richiederebbe consequenzialmente di non

nuocere loro in alcun modo: ma per molti a quanto pare fatica estrema. Impensabile cambiare la

propria visione del mondo sostenendo che no, in fondo non che di loro ci importa pi di tanto,

perch questo inciderebbe sulla considerazione di noi stessi, sulla nostra autoimmagine di persone

dotate di sensibilit a 360 gradi, che anche alla base del nostro senso di identit e del tipo di

autostima che ci necessaria. Molto pi semplice dare una lettura aggiustata della realt, inserirla in

una modificata cornice cognitiva che ci permette di credere che di fatto loro stanno proprio bene,

che il nostro usarli, mangiarli, indossarli non fa loro alcun male: il loro benessere assicurato

perch vengono trattati (alias domati, addestrati, imprigionati, mutilati, triturati, castrati, macellati,

) con grande cura: rilassiamoci e non angosciamoci perch stanno tutti bene. Come assicurava

Marcello Mastroianni sulla tomba della moglie, nel film di Tornatore, oscurando a lei e a se stesso

linfelicit di ognuno dei suoi figli sparsi per il mondo: meglio mentire che cedere allangoscia.

Ecco: gli attuali riflettori puntati su un presunto benessere animale rispondono allesigenza

di ripristinare quel livello di coerenza con le nostre convinzioni che ci tranquillizza tutti. Tutti,

tranne loro, ovviamente, gli animali, esclusi dal consesso di anime pacificate. Noi umani possiamo

contare su un ricco patrimonio di meccanismi autodifensivi a sostegno del nostro atteggiamento: ci

rappacifichiamo con la dissonanza cognitiva perch siamo in grado di rimuovere la realt, di

negarla, di rinominarla in modo da renderla irriconoscibile, di proiettare colpe e responsabilit al di

fuori di noi stessi, di autoassolverci. Ci liberiamo dallangoscia modificando non la realt, ma la

narrazione della realt. Loro, i nonumani, restano vittime tout court, delle nostre

intellettualizzazioni e dei nostri marchingegni. Dovrebbero essere difesi dai sadici e dagli

indifferenti che li opprimono, ma lorganizzazione economica e sociale intorno sta ridisegnando la

rappresentazione delle cose, e i difensori a volte fanno pace con gli aguzzini.

Tom Regan, il filosofo grande difensore dei diritti degli animali da poco scomparso, stato

preveggente: gi alcuni lustri fa, in una situazione culturale ben diversa dall attuale, aveva chiaro

davanti a s il pericolo incombente della confusione tra il tema del benessere e il tema dei diritti,

ed ha sostenuto senza mezzi termini che parlare di benessere animale significa sostenere lindustria

della carne e lo status quo. Non vi pu essere benessere negli allevamenti intensivi, nei laboratori

di sperimentazione animale, nei macelli, nelladdestramento di animali esotici e non.

Non certo un caso che le leggi di tutela concludano le descrizioni di tutto ci che agli

animali non si pu fare, con chiarimenti del tipo Sono esclusi da queste norme e a seguire tutte

le pratiche ordinarie, comuni, allinterno delle quali la violenza legalizzata, quindi autorizzata,

quindi non punita, quindi, ancor pi grave, nemmeno riconosciuta come tale.

E ancora Tom Regan che, a proposito dei veterinari, rilevava che il loro richiamo ad

un trattamento umano e responsabile fosse una retorica non dissimile da quella delle industrie di

sfruttamento animale: affermava che con amici come questi, gli animali non hanno bisogno di

nemici. A ci contrapponeva la sua visione del mondo in cui lobiettivo non fosse quello

di allargare le gabbie, ma di svuotarle: Gabbie vuote, appunto, secondo il titolo del suo libro, che

rester utopia, se ci ostineremo a non pensarlo possibile. Lasciamo allora che il tema del benessere

animale, cos come viene declinato, sia appannaggio delle aziende per le quali divenuto baluardo

contro i cambiamenti che temono. E perseguiamo i cambiamenti che loro temono.

Sostenere che gli animali che finiscono la loro disperante vita nei macelli e tutti gli altri

sottoposti al dominio delluomo stanno bene ricorda Guillotin, relatore della legge che prevedeva

le norme per lutilizzo della ghigliottina in Francia a ridosso della rivoluzione francese,

quando assicurava che i condannati a morire con quel marchingegno non sentivano alcun

dolore, solo un po di frescura sul collo. Non ci fa onore che nella nostra specie ci sia chi ha avuto

bisogno di un paio di secondi per inorridire.

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1.4.3. Uomini, ratti e galline dalle uova doro. S.a. e sostanze dabuso (Roberto Mucelli) 1.

Da: http://robertomucelli.blogspot.it/2017/03/uomini-ratti-e-galline-dalle-uova-doro.html)

pubblicato in data 12/3/2017

Il grosso problema della sperimentazione animale di carattere epistemologico ancor prima che di

carattere etico, un problema di filosofia della scienza prima che di bioetica.

Vorrei per il momento saltare tutta la querelle bioetica sul benessere e rispetto della vita animale

non umana e considere, a priori ed utilitaristicamente, in via esclusiva gli interessi della specie

Homo Sapiens Sapiens.

Nella ricerca sulle sostanza d'abuso si utilizzano ancora protocolli neopositivisti basati su una

visione del mondo causa-effetto piuttosto che su una epistemologia della complessit.

Alcuni lavori sperimentali sulle sostanze d'abuso hanno la stessa struttura logica di quelli della

microbiologia studiata in vitro, ovvero seguono delle regole morfologico-sintattiche e stilistiche

caratteristiche delle letteratura scientifica pi diffusa.

Si tende ad isolare dei fattori e a studiarli separatamente dal contesto che li genera, come se non

fossero esistite le rivoluzioni nei paradigmi scientifici avvenute sin dai primi anni del secolo scorso.

Qualsiasi risultato provenga da questo tipo di studi sulle sostanze d'abuso da ritenersi inattendibile

ed inapplicabile alla clinica perch non tiene conto della complessit, della reticolarit e della

multidimensionalit logica del fenomeno, come insegna Bertrand Russell2 nella sua teoria dei Tipi

Logici poi ripresa da Gregory Bateson3 .

Stiamo parlando di paradigmi scientifici non recenti, originatisi gi nella prima met dello scorso

secolo, mentre la ricerca sulle sostanze d'abuso che utilizza la SA si rif addirittura a paradigmi di

tipo illuminista.

Consideriamo un paper, pubblicato sul prestigioso sito del National Institute of Drug Abuse, NIDA,

a titolo esemplificativo:

Prefrontal Cortex Stimulation Stops Compulsive Drug Seeking in Rats

Dr. Billy Chen, Dr. Antonello Bonci, and colleagues at the NIDA Intramural Research Program

(IRP) in Baltimore, Maryland

https://www.drugabuse.gov/news-events/nida-notes/2014/01/prefrontal-cortex-stimulation-stops-

compulsive-drug-seeking-in-rats

L'idea del Dott. Chen e dei suoi colleghi che la corteccia prefrontale PFC giochi un ruolo

determinante nella differenza tra il semplice uso di cocaina da una parte e la addiction e l'uso

compulsivo dall'altra. Infatti, solo 1 persona su 5 passa dall' uso all'abuso che comporta addiction e

ricerca compulsiva dell'assunzione della sostanza.

Come ben sa chiunque abbia investigato questi fenomeni e chi, come il sottoscritto, ha lavorato per

30 anni con pazienti che utilizzano sostanze d'abuso, il fenomeno va indagato secondo il paradigma

della complessit: anzitutto la differenza tra uso e abuso (secondo i criteri del DSM 5

4) non un parametro

stabile, un orientamento fisso della persona ma pu oscillare nel corso della vita, ovvero un

individuo pu transitare, in momenti diversi dalla condizione di uso a quella di abuso e viceversa; fattori come le condizioni psicosociali, la struttura di personalit, i Modelli Operativi Interni

dell'Attaccamento, la concomitanza di psicopatologie sono mediatori importanti e condizionano

fortemente gli stili di assunzione; la storia dei trattamenti ricevuti e la qualit/quantit di relazione con i servizi per il

trattamento condiziona fortemente i modelli di relazione con la sostanza d'abuso.

https://www.blogger.com/blogger.g?blogID=6918524337990278747#sdfootnote1symhttp://robertomucelli.blogspot.it/2017/03/uomini-ratti-e-galline-dalle-uova-doro.htmlhttps://www.blogger.com/blogger.g?blogID=6918524337990278747#sdfootnote2symhttps://www.blogger.com/blogger.g?blogID=6918524337990278747#sdfootnote3symhttps://www.drugabuse.gov/news-events/nida-notes/2014/01/prefrontal-cortex-stimulation-stops-compulsive-drug-seeking-in-ratshttps://www.drugabuse.gov/news-events/nida-notes/2014/01/prefrontal-cortex-stimulation-stops-compulsive-drug-seeking-in-ratshttps://www.blogger.com/blogger.g?blogID=6918524337990278747#sdfootnote4sym

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Basta aver letto qualcosa di divulgativo sulle Neuroscienze per sapere che eventuali deficit o

iperattivit funzionale della PFC sono da ascrivere alla plasticit dei sistemi neuronali e quindi alla

complessit dell'interazione dell'organismo con il suo ambiente, tranne che si considerino deficit

neurologici primari ed importanti come la Sindrome Frontale o disturbi del genere, che comunque

sono suscettibili di miglioramenti in condizioni ambientali e relazionali favorevoli.

Gi tentare di ascrivere l'orientamento individuale verso l'uso o l'abuso ad una particolare

configurazione del funzionamento del PFC rappresenta non solo una operazione di riduzionismo

epistemologico, che avrebbe comunque il suo senso, ma una vera e propria mistificazione, laddove,

anche volendo ragionare in termini di causa ed effetto, si scambiano gli effetti per le cause e non si

tiene conto non solo della complessit psicosociale, ma nemmeno della complessit interna

all'organismo considerato limitatamente al suo essere biologico, ovvero non si tiene conto delle

interazioni relative a neuromediatori e neuromodulatori ed ai loro rapporti con il sistema endocrino

ed immunitario.

Nell'esperimento poi emerge una chiara sottovalutazione della plasticit della risposta dei

ratti agli stimoli ambientali. I ricercatori addestrarono i ratti a premere due leve in successione per

ricevere infusioni di cocaina. Premere la prima leva dava accesso alla seconda leva che a sua volta

permetteva ai ratti di ricevere la cocaina. Gli animali compivano sessioni giornaliere di

addestramento, nel corso delle quali ricevevano fino a 30 infusioni. Dopo due mesi i ricercatori

aggiunsero una scossa elettrica che colpiva i piedi dei ratti quando abbassavano la prima leva. Nelle

intenzioni dei ricercatori la somministrazione della scossa elettrica sarebbe servita a distinguere i

ratti che cercavano la droga compulsivamente da quelli che non la cercavano. Dopo quattro giorni il

30% dei ratti continuava a cercare cocaina nonostante la scossa elettrica ai piedi, mentre l'altro 70%

smise di cercare cocaina e si ritir spavantato sul fondo della gabbia.

La sorprendente e sbrigativa estrapolazione dei ricercatori stata che il 30% dei ratti che

cercavano cocaina aveva un comportamento compulsivo. Evidentemente i ricercatori non hanno la

minima cognizione di come possa funzionare una mente animale, soprattutto di un animale che non

un predatore ma una preda, perci attentissimo ai pericoli ambientali. Alcune prede (anche i

predatori che solo a loro volta prede) presentano una sensibilit agli stimoli ambientali maggiore di

altre e perci tendono ad avere pi facilmente reazioni di paura. Questo avviene anche negli animali

umani, tanto che negli studi sulle sostanze d'abuso vengono identificati dei profili detti risk

taking per cui alcune persone, soprattutto in adolescenza, sono pi a rischio di abuso di sostanze

proprio per la loro maggiore tendenza di altre a prendersi dei rischi. Se avessero voluto dare valore

all'esperimento avrebbero dovuto utilizzare ratti preventivamente testati sul risk taking ed

appartenenti alla stessa categorizzazione, non ratti presi a caso!

I ricercatori poi esaminarono i neuroni nella area pre-limbica della PFC dei ratti, sostenendo

che this area corresponds to the dorsal lateral prefrontal cortex in the human PFC. L'assimilazione

tout court del cervello di un ratto a quello di un umano rimane per me un'operazione sconcertante,

tale la diversit di umwelt, per citare Von Uexnkull5, tra le due specie.

I neuroni prelimbici dei ratti definiti compulsivi erano significativamente meno eccitabili di quelli

dei non compulsivi, tanto che dovevano essere sottoposti ad una quantit di corrente almeno

doppia per generare un potenziale d'azione.

Il dott. Chen da questo deduce che ... in a compulsive rat , the PFC is unable to relay the

information that pressing the seek lever is associated with a foot shock, rendering the animal unable

to stop itself.

Peccato che lo stesso Chen deve ammettere che l'uso stesso di cocaina, come noto, rende i

neuroni PFC meno eccitabili, ovvero conduce ad una perdita generale di controllo, e si pone la

fatidica domanda: Which comes first, the deficient PFC or the drug use? alla quale, nei modelli

https://www.blogger.com/blogger.g?blogID=6918524337990278747#sdfootnote5sym

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sperimentali causa-effetto, non possibile rispondere per la evidente caduta in un vizio di

circolarit infinita. Chen, sorvolando allegramente su problemi epistemologici di non poco conto,

rivela poi la sua scoperta.

L'optogenetica utilizza proteine sensibili alla luce per controllare la scarica di neuroni individuali o

di piccoli gruppi di neuroni in animali vivi. Hanno fatto in modo che i neuroni prelimbici dei ratti

esprimessero la proteina Chr-2. Esponendo poi questi neuroni, attraverso un impianto di fibra ottica,

ad una determinata frequenza di luce, ottennero delle scariche neuronali. Attivati in questo modo, i

neuroni prelimbici della PFC restauravano nei ratti il senso di giudizio ed impedivano che si

andassero a prendere la scossa per di ricevere la cocaina.

Questo risultato, indubbiamente affascinante, fu semplicisticamente trasportato a soggetti

umani.

In un pilot trial del novembre 2016 Antonello Bonci, Alberto Terraneo, e Luigi Galimberti

somministrarono un trattamento di TMS (Transcranial Magnetic Stimulation) a 16 pazienti in una

clinica ambulatoriale a Padova. I 16 pazienti furono studiati per 21 giorni. Al 9 giorno iniziarono i

controlli attraverso i campioni di urine, ed il 69% dei pazienti trattati con TMS presentarono esami

delle urine negative, contro solo il 19% del gruppo di controllo, trattato con normali ansiolitici ed

antidepressivi. In seguito anche i pazienti del gruppo di controllo furono trattati con TMS,

mostrando risultati simili ai pazienti del primo gruppo sperimentale.

I ricercatori mantennero i contatti con la maggior parte dei pazienti coinvolti nello studio.

Riportiamo le parole del Dott. Bonci: While this observation is not part of a rigorous

clinical trial follow-up, and should be taken cautiously, the majority of patients who achieved

abstinence during the stimulation pilot protocol report that they have maintained that abstinence

for more than 2 years. During that time, some patients have requested additional TMS therapy once

a week, twice a month, or monthly, and patients can always request additional therapy if they

experience cravings. Others report that they have maintained abstinence without additional TMS

after the initial set of treatments.

Ed il gioco fatto, il modo in cui viene condotta la narrazione dei fatti, come insegna

Alessandro Baricco6, fondamentale per l'impressione lasciata nel lettore e nell'ascoltatore.

Il disclaimer iniziale di Bonci apprezzato e d'obbligo ma, mentre la folla a questo punto osanna al

miracolo, ed il miracolo nato dalla sperimentazione animale, pur dolorosa, ma indispensabile

punto di partenza, senza la quale Alessandro Magno non avrebbe potuto conquistare l'Asia minore.

Da persona che tanto ha lavorato tanto con pazienti affetti da dipendenze patologiche e da

umile studente di filosofia della scienza non posso non sottolineare il misterioso salto

metodologico, la trasposizione tout court dagli animali all'uomo. Un lettore attento, con un mimino

di preparazione e dotato di una base di pensiero riflessivo non darebbe per scontato questo salto

narrativo, e andrebbe piuttosto a coltivare un sospetto, che la sperimentazione animale serva non

come fatto ma come narrazione, un racconto di presunta efficacia di una determinato trattamento

che si pu allora sperimentare sull'uomo.

Attenzione, si tratta di un salto narrativo di una certa importanza e di un certo effetto, che

predispone il lettore ad accettare la sperimentazione umana, quando dal punto di visto

epistemologico, logico e di metodologia della scienza SA ed SU non mostrano legami, se non flebili

ed estremamente ipotetici.

Il trionfalismo, appena moderato da un pudico ed ipocrita disclaimer iniziale, sui risultati della

sperimentazione umana, sottace molti fattori esaminabili invece all'interno i un paradigma

scientifico complesso, non riducibile ad una narrazione del tipo a trattamento x corrisponde il

https://www.blogger.com/blogger.g?blogID=6918524337990278747#sdfootnote6sym

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risultato y. Nemmeno voglio citare la esiguit del campione, mi si risponderebbe facilmente che si

tratta di uno studio pilota.

Ma....

Come sono stati selezionati quei 16 pazienti che hanno aderito allo studio tra tutti quelli che

afferiscono al servizio? Casualmente? Su base volontaria? Se fossero volontari, come penso sia

inevitabile, potrebbero aver risposto i pi desiderosi ed i pi motivati a curarsi, quelli che

maggiormente possono affidarsi con fiducia ad un trattamento nuovo e sperimentale e perci

denotano gi un buon rapporto con il personale. Una buona compliance ed una buona relazione

sono notoriamente correlati ad un buon outcome, pur se momentaneo. Come estrapolare i risultati agli altri pazienti che afferiscono al servizio e non hanno aderito

allo studio ed ancor di pi a tutte le persone che usano cocaina nell'area di Padova, in Italia, in

Europa, nel Mondo? Come sono stati effettuati i prelievi di urine per attestare la condizionedrug free per quanto

riguarda la cocaina? Ho personalmente visto ricorrere a veri giochi di prestigio per portare urine

pulite ma non proprie e cos compiacere il personale dei servizi. Ho visto cose che voi umani non

potete nemmeno immaginare... Si son testati i pazienti per il drug free da cocaina, ma stato effettuato il test per altre

sostanze d'abuso? Ovvero, siamo sicuri che in quel periodo i pazien