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MICHELANGELO MERISI CARAVAGGIO · PDF file 2016. 9. 23. · Michelangelo Merisi, detto Caravaggio, nasce a Caravaggio, (ma forse a Milano), il 29 Settembre 1571. L’evidente talento

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Text of MICHELANGELO MERISI CARAVAGGIO · PDF file 2016. 9. 23. · Michelangelo Merisi,...

  • MICHELANGELO MERISI

    CARAVAGGIO

    1571-1610

  • … Nella Vocazione di santa Maria del Popolo, tutta occupata

    dal grande cavallo bagnato di luna, e questi spostamenti,

    questi close-up fanno sì che non si vedano più queste figure

    come momenti di una storia, ma come esseri concreti, pronti

    a uscire dai quadri per riprendere dei luoghi che saranno, al

    tempo stesso, dell’esistenza sulla terra e della trascendenza

    di cui sono dotate ai nostri occhi le figure intense dei grandi

    artisti .

    C’è qualcosa nello stile di Caravaggio che suggerisce

    sempre questi «fuori dal quadro», e nella stessa notte

    ambigua, insieme deprimente ed esaltante, che il suo

    chiaroscuro propone alla nostra attenzione.

    Yves Bonnefoy 1988-1989

  • Michelangelo Merisi, detto Caravaggio, nasce a Caravaggio, (ma forse

    a Milano), il 29 Settembre 1571.

    L’evidente talento per l’arte figurativa, convince la famiglia a mandarlo a

    Milano presso la bottega del pittore, già allievo del Tiziano, Simone

    Peterzano, dove a soli 13 anni inizia l’apprendistato, imparando le

    tecniche del Realismo Lombardo e del Rinascimento Veneto.

    Nonostante la giovane età, manifesta da subito il carattere forte e

    violento che caratterizzerà le vicende della sua vita.

    Tiziano Vecellio

    Pieve di Cadore

    1480/1485

    Venezia

    27 agosto 1576

    Artista innovatore e

    poliedrico, fu uno dei

    pochi pittori italiani

    titolari di una vera e

    propria azienda,

    capace di gestirla da

    accorto imprenditore.

    Simone Peterzano

    Bergamo 1540

    Milano 1596

    Attivo nell’età della

    controriforma fu

    uno degli esponenti

    del tardo

    manierismo

    lombardo.

  • Finito l'apprendistato, Caravaggio si trasferisce a Venezia per studiare

    da vicino i grandi Maestri Veneti, Giorgione, Tiziano e Tintoretto.

    A vent'anni si sposta a Roma dove accetta la commessa di quadri

    rappresentanti, secondo il gusto dell'epoca, fiori o frutta.

    Giorgione

    pseudonimo di

    Giorgio Barbarella

    o

    Zorzi da Castelfranco

    Castelfranco Veneto 1478 circa

    Venezia 1510

    Jacopo Robusti

    noto come

    il Tintoretto

    Venezia 29 aprile 1519

    Venezia 31 maggio 1594

    Tiziano Vecellio

    Pieve di Cadore

    1480/1485

    Venezia

    27 agosto 1576

  • Finito l'apprendistato, Caravaggio si trasferisce nuovamente a Venezia

    per studiare.

    I nuovi introiti gli permettono di dedicarsi allo sviluppo della sua tecnica

    e del suo repertorio.

    Sono di questo periodo i ritratti di giovani presi dalla strada, messi in

    posa, accompagnati da cesti di frutta, calici e oggetti di vetro.

  • Alcuni biografi del tempo insinuano che il viaggio a Roma fosse in

    effetti una fuga per sottrarsi alla giustizia veneta dopo un omicidio

    commesso dal giovane pittore, come quello intrapreso a Venezia, per

    eludere le denunce accusate dopo gli episodi di violenza a Milano.

    Durante i primi anni di permanenza a Roma, Caravaggio, passa di

    bottega in bottega. I suoi maestri sono Lorenzo il Siciliano,

    Antiveduto Grammatica, Giuseppe Cesari detto il Cavalier

    d'Arpino.

    Presto però, decide di mettersi in proprio per via dei continui attriti con

    loro, causati dalla sua condotta di vita piuttosto sregolata, che lo

    portava spesso ad essere citato nelle denunce per fatti di violenza che

    scoppiavano nei quartieri più turbolenti di Roma.

  • Contrariamente alla pratica comune degli artisti contemporanei Caravaggio

    perfeziona la rappresentazione degli oggetti così come sono in realtà.

    Nonostante il mito dell'artista bohemien che trae ispirazione dalla vita di strada e

    dai fatti di sangue e di malaffare a cui è abituato, Caravaggio trova il suo primo

    protettore nel cardinal Francesco Maria Del Monte che, incantato dalla sua

    pittura, acquista alcuni dei suoi quadri, lo prende a servizio trattandolo da amico,

    inserendolo in un ambiente culturale stimolante.

    La foglia secca, la mela bacata, la frutta

    è dipinta senza cercare di abbellire o

    modificare colori ed aspetti peculiari o

    contingenti della natura.

  • In questo periodo il pittore passa alla raffigurazione delle persone e

    dipinge capolavori quali "Testa di Medusa", "San Giovanni Battista",

    "L'amore vittorioso", "Giuditta e Oloferne".

    Con la "Vocazione di San Matteo" ha inizio la trama stilistica del

    Caravaggio, espressa nel rapporto luce-ombra, che poi si svilupperà nelle

    opere successive.

    Il taglio della luce conduce l'occhio dello spettatore ad osservare il centro

    focale dell’azione, per soffermarsi successivamente sulle figure essenziali

    del racconto.

    Caravaggio

    Vocazione di San Matteo

    1598 - 1601

    Olio su tela m. 3,22 x 3,40

    Roma Chiesa di San Luigi dei Francesi

  • Ma il carattere rissoso e violento del Caravaggio

    lo porta fatalmente a commettere un omicidio.

    Durante una partita di pallacorda il 29 maggio

    1606 scoppia una rissa.

    Il pittore viene ferito, ma il suo rivale, tale

    Ranuccio Tommasoni muore per le ferite

    riportate.

    Il tribunale romano lo condanna alla

    decapitazione, ma Caravaggio riesce a fuggire

    scappando alla volta di Napoli.

    La vicenda tuttavia colpisce profondamente

    l’artista.

    Ne resta turbato a tal punto che nei successivi

    dipinti compaiono ossessivamente personaggi

    giustiziati con la testa mozzata e il volto del

    condannato è solitamente il suo autoritratto.

    Michelangelo Merisi - Caravaggio

    Davide con la testa di Golia

    1605-1606 o 1610

    Olio su tela 125x101

    Roma Galleria Borghese

    dettaglio

  • Un delitto al Giorno di Riva&Viganò L’omicidio di Ranuccio Tommasoni

    Data: 29 maggio 1606

    Ora: tra le 19 e le 22

    Luogo: Campo Marzio, Roma (Stato Pontificio)

    Vittima: Ranuccio Tommasoni da Terni, nobiluomo

    Causa del decesso: una ferita di arma da taglio

    Arma: spada

    Testimoni oculari: Antonio Bolognese, capitano, ferito durante la rissa; Onorio

    Longhi, pittore, e altre quattro persone non identificate

    Sospetti: Michelangelo Merisi da Caravaggio, di anni 33, pittore, Accademico di

    S.Luca, pregiudicato per aggressione, diffamazione e oltraggio agli sbirri

    Movente: un fallo contestato al gioco della pallacorda

    Colpevole: Michelangelo Merisi da Caravaggio. Fuggito da Roma, viene colpito

    con bando di condanna capitale in contumacia. Nel luglio 1610 viene fermato sulla

    spiaggia di Porto Ercole, durante il viaggio di ritorno a Roma. Liberato dopo due

    giorni, si dice che sia morto di malattia e di stenti sulla stessa spiaggia di Porto

    Ercole. Nel frattempo la Curia Romana ha rivisto il suo caso e, optando per

    l’omicidio casuale, gli ha concesso la grazia.

    Caso: chiuso

  • Eppure quel Ranuccio, quel Ranuccio da Terni sembrava davvero non sapere chi avesse

    di fronte, quella sera.

    Non sapeva forse che di lui si diceva che a Milano, poco più che bambino, avesse ucciso

    per una bravata un suo compagno di giochi, e che per questo fu rigettato dalla famiglia,

    se ne venne a Roma a tentare la fortuna come pittore?

    Non sapeva delle querele continue, e delle risse, e della gente che cambiava via come lo

    vedeva passare in istrada?

    E allora, perché prendersela tanto! Perché tirar tanto la corda, per un semplice fallo!

    Perché scaldarsi per soli 10 scudi vinti al gioco, quando la sua famiglia poteva

    comperarsi per intiero il campo della pallacorda, e anche il Palazzo dell’ambasciatore di

    Toscana, che lo delimitava?

    Si dice l’onore, e sia: ma con quel figuro, con quel figuro sempre intabarrato in nero, che

    col suo caratteraccio metteva in soggezione persino duchi e cardinali, perché non tirar

    via?

    Fatto sta che, come recitarono gli Avvisi il giorno successivo, «la suddetta sera di

    domenica successe davvero una questione assai notabile, di 4 per banda, capo di una,

    tal Ranuccio da Terni, che vi restò morto subito dopo lungo contrasto, et dell’altra

    Michelagnolo da Caravaggio, pittore di qualche fama ai nostri giorni, che vogliono sia

    rimasto derito, ma però non si trova dove sia».

    «Caduto a terra Ranuccio», racconterà più tardi il Baglione, «Michelagnolo gli tirò una

    punta, e nel pesce della coscia feritolo, il diede a morte»

    Op.cit. http://www.gialli.it/lomicidio-di-ranuccio-tommasoni

    Un delitto al Giorno di Riva&Viganò Baldini&Castoldi Ed. pagine 290/291

  • Caravaggio vive tra il 1606 e il 1607 nella città di Napoli, lavorando a "Le

    sette opere di Misericordia", conservata al Pio Monte di Misericordia e

    "La flagellazione di Cris

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