MARIA ALESSANDRA GIOVANNINI - cvc. Eco y Narciso fa parte di questa produzione: la commedia fu rap

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  • MARIA ALESSANDRA GIOVANNINIIstituto Universitario Orientale di Napoli

    Variazioni al modello ovidianodei quattro elementi cosmogonici nella commedia

    Eco y Narciso di Pedro Caldern de la Barca

    Quindici delle diciassette comedias palaciegas di Caldern1

    furono scritte dall'autore dopo il 1651, in piena maturit artistica.Eco y Narciso fa parte di questa produzione: la commedia fu rap-presentata nel Palacio del Retiro per la prima volta il 12 luglio del1661 per festeggiare il decimo compleanno dell'Infanta Margarita2.In seguito l'opera venne inserita dall'autore insieme ad altre undicicomedias nella Cuarta Parte de Comedias, pubblicata a Madrid nel

    1 Cfr. Marcella Trambaioli, Funcionalidad del mito clsico en las fiestas cor-tesanas de Caldern, Tesi Dottorale inedita, University of Illinois at Urbana-Champaign, 1994, p. 29: "Tambin es archisabido que, de las diecisiete fiestas queCaldern realiz para la corte, slo dos remontan a los primeros aos de su ca-rrera, siendo las dems fruto de su plena madurez. Se trata de El mayor encanto,amor y de Los tres mayores prodigios, ambas representadas en los jardines yestanques del Retiro, cuando todava el Coliseo exista slo en los proyectos deOlivares. El resto de la produccin palaciega del dramaturgo fue realizada despusde 1651 y representada en los distintos teatros destinados a la diversin de lacorte, a saber, el Saln Dorado del Alczar, el Teatro de la Zarzuela y el Coliseodel Retiro.".

    2 Charles V. Aubrun, Trface" a Pedro Caldern de la Barca, Eco y Narciso,ed. de Charles V. Aubrun, Pars, Centre de Recherches de l'Institut d'tudesHispanique, 1963, p. V: "La troupe d'Escamilla avait consacr aux la rptitionsles trois journes prcdents. La mise en scne tait rgle per le marquis deHeliche, dont c'tait la fonction la Cour. La reprsentation eut lieu dans la salledu Colise, dont la scne s'ouvrait par derrire sur les jardins et les bosquetsamnages par des ingnieurs italiens. La musique, peut-tre de Juan Hidalgo,tait confie aux instrumentistes de la Chapelle royale; les acteurs eux-mmesinterpretaient las dos et les rcitatifs. Une seconde compagnie, dirige parSebastin del Prado, prsentait la loa, qui prcdait la pice, et les amusementsdes entr'actes (sanetes ou entremeses)".

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    1672; la seconda edizione della raccolta del 1674 presenta dei rima-neggiamenti dello stesso Caldern.

    I numerosi e magistrali studi sull'opera condotti da criticiquali Charles Aubrun, Edmond Cros, Heverett W. Hesse negli anni'60 e William R. Blue, Anthony J. Cascardi e ngel Valbuena Brio-nes in tempi pi recenti, oltre ai lavori riguardanti l'intero corpusmitologico-pa/aciego3 del commediografo, hanno evidenziato comeappunto questa sezione, erroneamente considerata fino a pochi de-cenni fa di minor pregio e spessore rispetto alla sua pi corposa eimponente obra mayor rappresentata dai drammi e autos, partecipianch'essa del complesso universo poetico e filosfico del nostro. No-nostante Eco y Narciso sia una commedia mitologica, encomiastica,palaciega, non di meno in essa l'autore pone in campo problemati-che complesse quali l'armonia dell'universo e dei suoi elementi co-stitutivi, il contrasto fra libero arbitrio individuale e destino, la di-cotomia fra conoscenza teorica del mondo e l'esperienza, l'arrogan-za dell'uomo nel tentare di sostituirsi alla divinit.

    In queste pagine mia intenzione verificare il ruolo svolto daiquattro elementi cosmogonici nella comedia che partecipano -a mioavviso in maniera incisiva al processo di riscrittura compiuto daCaldern del mito ovidiano di Eco e Narciso.

    La triste storia degli amori fra i due giovinetti riportata daOvidio nelle sue Metamorfosi*, nel libro III, versi 339-510. La primavariazione operata da Caldern la trasposizione in ambiente ar-cadico, pastoril, della vicenda: le ninfe sono ora zagalas contornateda pastores galanes. La commedia si apre con il motivo encomiasti-co dei festeggiamenti per il genetliaco di Eco, la pi bella e la picorteggiata fanciulla d'Arcadia, a cui l'intera comunit di pastorirende omaggio tentando al contempo di conquistarne l'amore. Scri-

    Penso al volume di Sebastian Neumeister, Mythos und Reprsentation.Die Mythologischen Festspiele Calderns, Mnchen, Wilhelm Fink Verlang, 1978,ora finalmente tradotto in spagnolo dalla casa editrice Reisemberger; allo studio diLuciana Gentilli incentrato sull'opera Fortunas de Andromeda y Perseo, Mito espettacolo nel teatro cortigiano di Caldern de la Barca, Roma, Bulzoni, 1991 e allavoro di Marcella Trambaioli, op. cit.

    * Publio Ovidio Nasone, Metamorfosi, Torino, Einaudi, 1979.

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    ve ngel J. Valbuena-Briones5:

    Caldern construye una "nueva historia" sobre esta fbula.Ambienta la accin en Arcadia en una convencin literaria fi-jada, pero con el caso anmalo de que el joven mancebo, cuatroaos menor que el personaje ovidiano, desprecie a una belladesdeosa y termina enamorndose de s mismo. Caldernsubvierte el mito para subrayar la falta de comunicacin y deeducacin que conduce al desastrado fin del protagonista. Lafalla moral de Narciso estriba en conceder a la experiencia y ala forma su total inters, sin averiguar lo que esa bella sombraes. Ficino en el Comentario al Convivio, de Platn, explica queuna persona entregada al goce de los sentidos ha errado en suconocimiento, pues en vez de seguir una manera de ser digna,por la que puede elevarse de su condicin sensorial hacia labelleza universal, ha perdido su norte, oponindose a la ar-mona que brota del orden csmico. Los que se dejan llevar porla concupiscencia de un cuerpo bello van -dice Ficino- tras "lasombra de una imagen perecedera" (Ficino IV, 1323). El en-greimiento de Narciso por la figura que ve reflejada en lafuente es un caso ad hoc como ejemplo de este error filosfico.El espectador cuando comprende esta leccin participa en unaepifana espiritual, pues ha aprendido una verdad con la his-toria trgica de Narciso6.

    opinione condivisa da tutti gli studiosi che si sono interes-sati al tema che la natura espressamente palaciega delle commediemitologiche di Caldern rendeva il mito un utile strumento per co-niugare il divertimento teatrale con un intento pi profondamentedidattico, secondo il modello oraziano dell'utile dulci. In queste ope-re, proprio perch commissionate e dedicate al ristretto pubblicodella Corte, le riflessioni di natura etico-politico-morale veicolate

    5 ngel J. Valbuena-Briones, El mito de Eco y Narciso en Caldern, in Actasdel X Congreso Internacional de Hispanistas (Barcelona 1989), Ed. de Antonio Vi-lanova, Barcelona, PPU, 1992, II, pp. 1147-1154.

    6 Ibidem, p. 1153.

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    dagli exempla mitologici venivano offerte ai regnanti e ai loro mini-stri con lo scopo di contribuire alla loro formazione. La lunga cita-zione di Valbuena-Briones se da un lato puntualizza questo aspettoin Eco y Narciso, dall'altro funzionale al nostro discorso perchmenziona un verso della comedia pronunciato in un a parte dallahermosa zagala Eco nella Jornada II, w. 1279-1280, che recita:"vienen a ser nueva historia Idei mundo Narciso y Eco", afferma-zione che si vede confermata alla fine della pieza nell'epilogo pro-nunciato dal gracioso Bato nella Jornada IH, w. 3229-3230, "Talcual la fbula es festa de Narciso y Eco". Il messaggio veicolato nel-Va parte da Eco e nel momento conclusivo della vicenda al pubblicoda Bato sembra un'esplicita dichiarazione d'intenti da parte diCaldern di voler riscrivere il mito reinterpretandolo in una nuovaprospettiva. Nell'opposizione, o se vogliamo nell'evoluzione, da his-toria a fbula, Caldern ribadisce il valore esemplare del mito gra-zie alla possibilit insita in esso di rinnovare il proprio legame conla realt storica (nueva historia) e al contempo di conservare inva-riato il suo valore universale e atemporale (fbula). Historia cometestimonianza del contingente che assurge alla dignit di Fbulache pu essere utilizzata come spunto per una "nueva historia delmundo", per ricomporre cio l'armonia mundi. La vicenda di Eco eNarciso in questo senso la prova evidente di come l'azione distrut-tiva del Caos che si manifesta appunto come irrazionale supera-mento di ambiti -di vario tipo, morale, metafisico, ontologico, natu-rale, induce a quebrantar irrimediabilmente l'ordine naturale delmondo, apportando uno squilibrio fra gli elementi che lo costitui-scono. Se nella storia narrata dal poeta latino la principale causadell'infausto destino dei suoi protagonisti attribuibile dal peccatodi uPpn; di cui si macchiano in differente modo Tiresia (nei confron-ti di Giove), Narciso (nei riguardi dell'amore) ed Eco (nel prendersigioco di Giunone), nella lettura che Caldern fa del mito ovidiano,questo concetto viene 'interpretato' e articolato in maniera pi com-plessa, traducendosi nella serie di violazioni dell'equilibrio dell'uni-verso operate in differenti ambiti e da diversi personaggi. La primatrasgressione quella compiuta dal dio Cfiro -e non la divinitdelle acque Cefiso nella versione ovidiana- ai danni dlYhermosa

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    zagala Liriope di cui si era innamorato; egli la rapisce, abusa di leie poi l'abbandona gravida in una buia cueva assistita dalla paternapresenza del mago Tiresia sulla cima del monte. L'azione prevari-catrice dell'elemento-aria (dio Cfiro) sull'elemento-terra (la bellez-za e il corpo di Liriope) apporta uno scombussolamento dell'armo-nia degli elementi: Liriope da "hermosa zagala", manifestazione po-sitiva dell'elemento-terra, si trasforma in "Monstruo irracional (v.669)", degenerazione dello stesso elemento, fiera dei monti che divi-de con il figlio Narciso l'antro buio di una grotta, senza pi nessuncontatto con la comunit dei pastori della valle di cui faceva