Manuale tecnico di progettazione - DIDA: Dipartimento di Impianti/Corso Impianti/Geberit-man... ·…

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    26-Jul-2018

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    Manuale tecnico di progettazione

    I 327.02.04

    Informazioni tecniche, tabelle di calcolo,

    descrizioni di capitolato

    Adduzione idrica e riscaldamento

    Scarico e pluviali

  • 1

    Impianti di scarico

    Considerazioni generali 3

    Ventilazione

    Considerazioni generali 4

    Allacciamenti alla colonna 11

    Ventilazione primaria 13

    Ventilazione parallela diretta 14

    Ventilazione parallela indiretta 15

    Ventilazione secondaria 16

    Geberit Sovent 17

    Ventilazione speciale 18

    Collettore di ventilazione 19

    Dimensionamento dei sistemi di scarico per acque usate

    Determinazione della contemporaneit 20

    Valori dallacciamento 21

    Dimensionamento 22

    Dimensionamento dei sistemi di scarico per acque meteoriche

    Intensit pluviometrica 27

    Dimensionamento 29

    Geberit Pluvia

    Descrizione del sistema 30

    Progettazione, dimensionamento, dettagli 31

    Posa dellimbuto 34

    Sistemi di fissaggio 36

    Indice

  • 2

  • 3

    Impianti di scaricoConsiderazioni generali

    Impianti di scarico

    Con il termine impianti di scarico si definisce linstallazione ditubazioni che permettono il corretto deflusso delle acque diapparecchi idrosanitari, industriali e di laboratorio.

    Per progettare e calcolare un impianto di scarico necessa-rio anzitutto conoscere i quantitativi massimi di acque scari-cabili dai singoli apparecchi. Esistono dati di scarico normaliz-zati per i vari tipi di apparecchi, quelli da noi adottati sono ripor-tati nella norma EN 12056.Altro fattore importante per il calcolo la determinazione dellecontemporaneit di scarico degli apparecchi, cio stabilire la per-centuale di probabilit che due o pi apparecchi, allacciati adununica condotta, scarichino contemporaneamente. Ci diffi-cile da determinare con assoluta precisione, per cui ci si basa sudati teorici, risultati di test pratici e confronti effettuati a livellointernazionale.

    La base per il calcolo la quantit dacqua Q, in litri, che deveessere evacuata nellunit di tempo; sono da prendere in consi-derazione quindi i seguenti fattori:

    Determinazione del carico totale della diramazione di scarico, degli apparecchi componenti un servizio o unaunit industriale o di laboratorio, mediante somma dei singoli valori dallacciamento e relativa riduzione del totale, con lapplicazione della contemporaneit.

    Determinazione del carico totale della colonna di scarico, mediante somma dei valori totali dallacciamento di tutti i servizi, o unit industriali o di laboratorio, allac-ciati alla colonna stessa e relativa riduzione, con lap-plicazione della contemporaneit.

    Determinazione del carico totale del collettore di sca-rico, mediante somma progressiva dei valori totali dal-lacciamento, di tutte le colonne in esso confluenti erelativa riduzione progressiva, con lapplicazione della contemporaneit.

    Scelta del sistema di ventilazione attuabile secondo landa-mento delle condotte e le esigenze tecniche dellimpianto. Gli eventuali collettori di ventilazione dovranno avere una pendenza: p 0,5 %.

    Determinazione della pendenza dei collettori, che deve essere il pi uniforme possibile e compresa entro i valori di 1,0 % 5,0 % (la pendenza ottimale consigliata del 2%) in modo daassicurare una velocit dellacqua tale da favorire unautopuliziadelle condotte.

    Le pendenze minime adottabili per le varie diramazioni discarico sono:

    - diramazioni dallacc. degli apparecchi 1,0%- collettori di acque usate 1,0%- fognature interrate 2,0%- collettori di acque pluviali 1,0%

    Rispetto dei valori contenuti nelle tabelle di portatacorrispondenti al sistema di ventilazione scelto, in modo da garantire:

    - una sufficiente portata anche per materie solide e sostan-ze schiumose

    - esclusione di contropressioni ai sifoni degli apparecchi - silenziosit dellimpianto secondo le prescrizioni delle

    norme specifiche.

    Per le acque pluviali, si tratta invece di stabilire:

    - lintensit pluviometrica della zona di progetto, espressa in I/s/m2

    - la superficie interessata in m2, esposta alla pioggia- il coefficiente di scorrimento secondo la natura e la

    pendenza della superficie da evacuare.

    Moltiplicando i fattori determinati sopra, otteniamo il caricodacqua pluviale, al quale fanno riscontro le ralative tabelledimensionali per colonne e collettori.

    Bibliografia consultata: Norme EN 12056

    Nota: questo trattato ha scopo orientativo, sono determinantile norme e disposizioni del luogo, vigenti in materia.

  • 4

    VentilazioneConsiderazioni generali

    La ventilazione

    Per ventilazione di un impianto di scarico si definisce linstalla-zione di tubazioni che permettono il passaggio del necessarioquantitativo daria fino alluscita dei sifoni degli apparecchiidrosanitari, industriali e di laboratorio.

    Molteplici sono i sistemi per ventilare un impianto di scarico, quellipresi in considerazione in questo trattato sono i pi diffusi e trova-no riscontro nella norma EN 12056.

    Un corretto dimensionamento ed unopportuna ventilazione diun impianto di scarico esclude, generalmente, la formazione dipressioni e relative depressioni nelle condotte, evitando quindiil riempimento totale di colonne e collettori. La causa della for-mazione di pressione e depressione (vuoto) soprattutto nellecolonne di scarico , dipendentemente dalla configurazione

    della condotta, lacqua stessa defluente velocemente verso ilbasso (circa 10 m/sec.), che spinge avanti a s laria presentenella colonna e crea di conseguenza una depressione, cheviene istantaneamente colmata da un risucchio pi grande da-ria proveniente dalla ventilazione.

    Sotto il punto dinnesto nella colonna (p.to b), per linflussodimmissione dellacqua defluente, si crea un vuoto, il qualeper ragioni di sicurezza, non deve superare 40 mm di C.A. per1 sec. Quando lacqua defluente incontra un cambiamento didirezione, si crea istantaneamente un ingorgo, di conseguenzauna zona di pressione. (fig.1)I cambiamenti di direzione sono quindi da ridurre al minimo indi-spensabile e da eseguire possibilmente con due curve a 45,con interposto un tratto intermedio di lunghezza L 2 (fig.2).

    a

    b

    cd

    a

    b

    cc

    de

    e

    a

    b

    cd

    a

    b

    cc

    de

    e

    Figura 1a. ariab. acqua - depressionec. ingorgo - zona di pressioned. neutroe. depressione

    Figura 2a. ariab. acqua - depressionec. ingorgo - zona di pressioned. neutroe. depressione

  • 5

    VentilazioneConsiderazioni generali

    Pressione nella colonna di scarico 10 m

    La zona di pressione che si forma ai piedi di una colonna di sca-rico dipendente dallaltezza della colonna stessa. Possiamoper in generale formulare i due casi seguenti:

    10 m

    1 m

    1 m

    1m 1m

    a-

    b+

    c

    +

    -

    1m

    ~3 m

    1m

    a. depressioneb. pressionec. colonna di scarico

    Zone di pressione/depressione, nelle quali non sidevono effettuare allacciamenti di apparecchi

    Nelle colonne di scarico fino a 10 m daltezza con ventilazio-ne primaria, si forma una zona di pressione che si annulla adunaltezza di circa 3,00 m. quindi da evitare in ogni casolallacciamento di apparecchi alla colonna in questi tratti, ma possibile allacciarli al collettore, in una zona neutra, situatanormalmente, a minimo 1m dallintersezione colonna-collet-tore.

  • 6

    Pressione nella colonna di scarico > 10 m

    Nelle colonne di scarico oltre 10 metri daltezza a ventilazioneprimaria si forma una zona di pressione che pu arrivare fino acirca 5,00 m daltezza, sono quindi da escludere allacciamentidi apparecchi alla colonna in questo tratto. consigliabile eseguire uno sdoppiamento della colonna stes-sa (circumventilazione), con una seconda via di scarico per ilpiano, od i piani, interessati che verr allacciata sia in alto perventilazione, sia in basso nel collettore di scarico, in prossimitdella zona neutra.

    * Nota: laltezza della circumventilazione dipende comun-que dal numero dei piani costituenti il fabbricato e dalquantitativo Q in I/sec. di acque scaricabili.

    10 m

    1 m

    1

    2 m

    45

    45

    VARIANTE

    a-

    b+

    c d

    45

    +

    -

    ~ 5 m

    a. depressioneb. pressionec. colonna di scaricod. circumventilazione

    VentilazioneConsiderazioni generali

    Zone di pressione/depressione nelle quali non sidevono effettuare allacciamenti di apparecchi

  • 7

    Colonna di scarico con sifone al piede-colonna

    Genera una pressione al piede colonna di~90 mmCA ed una successiva inversionedel momento idrostatico con una depres-sione di oltre 40 mmCA. quindi assolutamente da evitare una taleapplicazione.

    VentilazioneConsiderazioni generali

    Colonna di scarico con curva 90 alpiede-colonna

    Genera una pressione al piede colonna di~65 mmCA ed una successiva inversionedel momento idrostatico con una depres-sione di oltre 40 mmCA. una soluzione ricorrente, ma idraulica-mente sconsigliabile.

    Colonna di scarico con due curve 45al piede-colonna

    Genera una pressione al piede colonna di~40 mmCA con una successiva inversionedel momento idrostatico con una depres-sione di ~40 mmCA. un ottima soluzione per qualsiasi sposta-mento dal verticale allorizzonale, essaesclude, di principio, laspirazione dei sifo-ni degli apparecchi con una chiusura idrau-lica di almeno 50 mm.

  • 8

    Lintensit sonora a piede-colonna

    Le tubazioni di scarico degli apparecchi non devono quindimai essere allacciate alla colonna o al collettore nelle zone dipressione e depressione.

    In queste cosiddette zone durto, si produce, oltre al feno-meno di pressione, anche un notevole aumento dellintensitsonora. Vediamo come si pu migliorare lo scarico, sia dalpunto di vista idraulico che acustico:

    Nello spostamento con curva a 90, la pressione e il rumoreprodotto dellurto sono al massimo dellintensit; per ipotesiavranno un valore 100%.

    Uno spostamento con due curve a 45, con interposto un trat-to intermedio di lunghezza L 2 , riduce la rumorosit di circail 35% rispetto al primo caso, diminuendo anche la zona dipressione.

    Lo spostamento dellasse della colonna di un tratto 2 perunaltezza =~ 60 cm, eseguito con una curva a 45, un trattointermedio e una curva a 90, prima della zona durto, ridu-ce la rumorosit di circa il 50% rispetto al primo caso, ridu-cendo molto anche la zona di pressione.

    2

    60

    2

    2

    Figura 1

    Figura 2

    Figura 3

    VentilazioneConsiderazioni generali

  • 9

    Allacciamenti dapparecchi

    La lunghezza massima ed il numero di curve ammissibili negliallacciamenti alla colonna il seguente:

    distanza tra curva tecnica dellultimo apparecchio edimmissione in colonna (tratto A-B ), 4,00 m.

    dislivello tra curva tecnica e la diramazione orizzonzale 1,00 m.

    sul tratto A-B sono ammesse al massimo 3 curve a 45esclusa la curva tecnica.

    pendenza 1%

    Qualora queste regole non possano essere osservate, si ricor-rer alla ventilazione parallela, secondaria, o alla maggiorazio-ne del diametro.

    Allacciamenti orizzontali degli apparecchi: da evitare il colle-gamento orizzontale diretto tra lallacciamento dellapparecchioe la colonna di scarico, tratto A-B, dove invece devesserci undisassamento 1 d.

    1,00 m

    4,00 m

    A B

    A

    1d

    B

    VentilazioneConsiderazioni generali

    Condotte di ventilazione

    Condotte e cappe di ventilazione

    30 cm

    Tetto piano

    Terminale per tubo d'areazione

    Conversa

    BetoncinoGuaina impermeabileIsolante del tetto

    Soletta del tetto

    Tetto a falde

    Conversa

    Falda del tetto

    30 cm

    Terminale per tubo d'areazione

    30 cm

    Tetto piano

    Terminale per tubo d'areazione

    Conversa

    BetoncinoGuaina impermeabileIsolante del tetto

    Soletta del tetto

    Tetto a falde

    Conversa

    Falda del tetto

    30 cm

    Terminale per tubo d'areazione

    I materiali che costituiscono le condotte e le cappe di ventila-zione, devono resistere alla aggressivit dei gas di fognatura edagli agenti corrosivi in generale. Le colonne e i collettori di ven-tilazione primaria sono da dimensionare con un diametro alme-no uguale a quello della colonna di scarico. La colonna di ven-tilazione deve sporgere dal tetto di una misura 30 cm e nondeve presentare nessuna copertura, n dei congegni che nediminuiscono la sezione di passaggio allaria.

  • 10

    VentilazioneConsiderazioni generali

    Sbocco di condotte di ventilazione

    Le uscite delle condotte di ventilazione sui tettidegli edifici devono essere eseguite in mododa evitare cattivi odori alle finestre, alle terraz-ze, ecc.. Sui tetti piani le uscite di ventilazionedevono essere pi alte dei livelli di scarico edelle bocchette di troppopieno. Le condotte diventilazione situate a meno di 2 m dalle fine-stre di locali abitati devono superare di almeno0,10 m, le altezze delle finestre stesse. Le boc-chette di smaltimento della colonna di scaricoper le acque meteoriche devono esseredistanti almeno 2 m dalle finestre dei locali abi-tati.

  • 11

    Braga dallacciamento alla colonna

    A titolo indicativo diamo qui di seguito un confronto tra il quan-titativo dacqua Qw ed il quantitativo di aria Ql nelle colonne discarico a ventilazione primaria di differenti diametri (test realiz-zato in un centro sperimentale, con colonne aperte nella parteinferiore).

    Lallacciamento alla colonna influenza in modo determinante laformazione di pressioni e depressioni nella diramazione dallac-ciamento e nella colonna stessa.Di seguito proponiamo i 4 casi:

    Braga 88 1/2 di uguale dimensioneLa braga 88 1/2 di uguale dimensione provoca una chiusuraidraulica nella colonna e di conseguenza una diminuzione dellapressione. La circolazione dellaria nella diramazione dallaccia-mento avviene normalmente e le condizioni di scarico sonobuone.Unaspirazione al sifone di regola non si verifica.

    Braga 881/2 ridottaQuando la diramazione dallacciamento pi piccola dellacolonna montante non si verifica una chiusura idraulica duran-te lo scarico.La circolazione dellaria nella diramazione dallacciamentoavviene normalmente e non si verifica nessuna aspirazione alsifone se la diramazione dallacciamento dimensionata inmodo corretto.

    Braga 45 uguale

    Braga 881/2 uguale

    Braga 45 ridotta

    Braga 881/2 ridotta

    Braga 45 uguale

    Braga 881/2 uguale

    75 60 1,0 610 10,1 10,2

    100 1,66 630 10,5 6,3

    110 50 0,83 1750 29,1 35,0

    100 1,66 2340 39,0 23,4

    200 3,33 2580 43,0 12,9

    300 5,00 2700 45,0 9,0

    de Qw Ql rapportoesterno

    mm l/min. l/sec. l/min. l/sec. = Ql/Qw

    VentilazioneAllacciamenti alla colonna

    Positivo

    Positivo

  • 12

    Braga 45 di uguale dimensioneLa braga 45 di dimensione uguale alla diramazione di allaccia-mento provoca una chiusura idraulica nella colonna ma la for-mazione di depressione minima.La circolazione dellaria nella diramazione dallacciamentoavviene normalmente e sono pressoch escluse aspirazionianche indirette di sifoni perch la diramazione a 45 di ugualediametro non riesce a riempirsi.

    Questo tipo di allacciamento richiede comunque una curva a45 ed una saldatura in pi rispetto allallacciamento a 88 1/2,inoltre occupa molto pi spazio nella soletta.

    Braga 45 ridottaAnche in questo caso la formazione di depressione nella colon-na risulta minima, ma in prossimit della diramazione dallac-ciamento si forma una chiusura idraulica che provoca aspira-zioni sia al sifone dellapparecchio che scarica sia ai sifoni deglialtri apparecchi. Questo allacciamento quindi da evitare.

    Nota: lesecuzione di normali diramazioni dallacciamento allacolonna porta a valutazioni tecniche e pratiche di compromes-so, perch possono essere buone o cattive per la diramazionedallacciamento e nel contempo buone o cattive per la colonna.

    B...

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