LINEE GUIDA - Sabbatini AGENTI FISICI...  LINEE GUIDA LINEE GUIDA per la valutazione del rischio

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ISTITUTO SUPERIORE PER LA PREVENZIONEE LA SICUREZZA DEL LAVORO

Agenzia europeaper la sicurezzae la salute sul lavoro

LINEE GUIDALINEE GUIDA per la valutazione del rischio rumore

negli ambienti di lavoro

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CONFERENZA DEI PRESIDENTIDELLE REGIONI EDELLE PROVINCE AUTONOME

LINEE GUIDAper la valutazionedel rischio rumore

negli ambienti di lavoro

Aggiornate a luglio 2005

ISTITUTO SUPERIORE PER LA PREVENZIONEE LA SICUREZZA DEL LAVORO

PREFAZIONE

La pubblicazione delle Linee Guida per la valutazione del rischio da rumore negli ambienti di lavoro -presentate in anteprima a Modena nel Convegno dB(A)incontri2000 e poi ufficialmente al ServizioSanitario Nazionale, a tutte le strutture pubbliche e alle parti sociali nellambito del Seminario nazionaleLinee Guida ISPESL sullesposizione professionale a rumore e vibrazioni svoltosi a Roma il 30gennaio 2001 - ha suscitato grande interesse e apprezzamento da parte di tutti i soggetti pubblici eprivati che operano nel vasto ambiente della prevenzione.

Il Dipartimento Igiene del Lavoro dellISPESL, di concerto con il Coordinamento Tecnico Interregionaledella Prevenzione nei Luoghi di Lavoro delle Regioni e delle Province Autonome, in questi anni hacontinuato ad aggiornare le Linee Guida nella versione elettronica disponibile sul sito internet dellIstitutoallindirizzo http://www.ispesl.it/linee_guida/fattore_di_rischio/rumore.htm, man mano che intervenivanonovit a livello tecnico e normativo.

La pubblicazione di questo nuovo aggiornamento delle Linee Guida, che contiene quattro nuovi allegatiriguardanti lesposizione professionale ad ultrasuoni ed infrasuoni, i gruppi di lavoratori simili e il rumorein agricoltura, avviene in coincidenza con la Settimana europea 2005 che ha per titolo Abbasso ilrumore!. Nellambito di questa iniziativa sar presentato anche il nuovo Manuale di buona praticaMetodologie e interventi tecnici per la riduzione del rumore negli ambienti di lavoro, realizzato diconcerto con il Coordinamento Tecnico Interregionale della Prevenzione nei Luoghi di Lavoro eapprovato dalla Conferenza dei Presidenti delle Regioni e delle Province Autonome. La Settimanaeuropea, coordinata dallAgenzia Europea per la Sicurezza e la Salute sul Lavoro con sede a Bilbao, una campagna annuale di informazione intesa in generale a fare dellEuropa un posto dove si lavora inmodo sano e sicuro; in particolare questanno prevede la promozione di attivit e di buone pratiche checontribuiscano alla riduzione dei rischi associati al rumore sul luogo di lavoro.

in previsione un ulteriore importante aggiornamento delle Linee Guida a seguito del recepimentodella nuova direttiva europea sul rumore 2003/10/CE, che dovr avvenire entro il 15 febbraio 2006, inottemperanza ad un impegno costante e puntuale dedicato dallISPESL a questo agente di rischio checontinua ad essere la prima causa di malattia professionale in Italia.

Il Direttore del Dipartimento Igiene del Lavoro

Prof. Giuseppe Romano Spagnoli

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Linee Guida per la valutazione del rischio rumore negli ambienti di lavoro

Si ringraziano per il significativo e proficuo lavoro di predisposizione della prima versione delleLinee Guida per la valutazione del rischio rumore e dei successivi aggiornamenti, i componentidel Gruppo di Lavoro Nazionale; in particolare:

Componenti ISPESL

Pietro NatalettiFrancesco BenvenutiTiziana Paola BaccoloFrancesco Draicchio

Sandro GiambattistelliMassimo Nesti

Aldo PieroniElio SantonocitoSergio Tavassi

Componenti esterni

Omar Nicolini (AUSL Modena)Iole Pinto (AUSL 7 Siena)

Massimo Bovenzi (Universit di Trieste)Anna Callegari (ARPA Emilia-Romagna)Stefano Casini (INAIL)

Carmela Fortunato (ARPA Basilicata)Roberto Pulcinelli (AUSL 7 Siena)Daniele Sepulcri (ARPA Veneto)

Daniele Vannucci (ISMA)

Collaboratori

Enrico Cini (Universit di Firenze)Michele Del Gaudio (ISPESL)

Paolo Disilvestro (AUSL 8 Arezzo)Renato Gurin (ISPESL)

Vincenzo Laurendi (ISPESL)Paolo Lenzuni (ISPESL)

Enrico Marchetti (ISPESL)Alessandro Marinaccio (ISPESL)

Alessandro Peretti (AIA)Alberto Scarselli (ISPESL)Nicola Stacchini (AUSL 7 di Siena)Massimo Valeri (ISPESL)

Gennaro Vassalini (ISMA)Marco Vieri (Universit di Firenze)

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Linee Guida per la valutazione del rischio rumore negli ambienti di lavoro

INDICE

PREFAZIONE Pag. 3

1. PREMESSA 7

1.1. Campo di applicazione del D.Lgs. 277/91 7

2. LESPOSIZIONE A RUMORE: GENERALIT 9

2.1. Effetti del rumore 9

2.2. Riferimenti normativi 10

2.3. Definizioni e parametri 14

2.3.1. Livello di pressione e di potenza sonora 15

2.3.2. Livello sonoro continuo equivalente 15

2.3.3. Livello di picco 16

2.3.4. Principio delleguale energia 16

2.3.5. Spettro sonoro, bande di frequenza 16

3. VALUTAZIONE DEL RUMORE 17

3.1. Valutazione senza misurazioni 17

3.2. Valutazione con misurazioni 18

3.2.1. Personale competente 18

3.2.2. Strumentazione per le misurazioni del rumore 19

3.2.3. Utilizzo del LEP,d e del LEP,w 19

3.2.4. Lavoratori stagionali e a tempo determinato, lavoro temporaneo 20

3.2.5. Lavoratori che operano sovente allesterno della propria azienda 20

3.2.6. Cantieri temporanei o mobili 21

3.2.7. Relazione tecnica 21

4. RAPPORTO DI VALUTAZIONE 23

4.1. Rapporto di valutazione se non si superano gli 80 dB(A) di LEP 23

4.2. Rapporto di valutazione se si superano gli 80 dB(A) di LEP 24

4.3. Ripetizione della valutazione 25

4.4. Consultazione 25

5. AZIONI CONSEGUENTI LA VALUTAZIONE 27

5.1. Misure tecniche, organizzative e procedurali 27

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Linee Guida per la valutazione del rischio rumore negli ambienti di lavoro

5.2. Segnalazione, perimetrazione e limitazione daccesso dei luoghi a forte rischio 27

5.3. Comunicazione ex art. 45 28

5.4. Dispositivi di protezione individuali delludito 28

5.4.1. Selezione, uso, cura e manutenzione di un otoprotettore 28

5.4.2. Metodi di calcolo della protezione fornita dallotoprotettore 30

5.5. Controlli sanitari preventivi e periodici 31

5.5.1. Giudizio di idoneit specifica al lavoro e misure per singoli lavoratori 32

5.5.2. Controllo sanitario per lavoratori esposti tra 80 e 85 dB(A) 35

5.6. Registro degli esposti ex art. 49 35

5.7. Informazione e formazione 36

5.8. Nuove macchine: progettazione, costruzione e acquisto 37

5.9. Nuovi insediamenti produttivi 39

5.10. Lavoro minorile 39

5.11. Lavoratrici madri 40

6. LISTA DI CONTROLLO 41

7. BIBLIOGRAFIA 43

Allegati

1. Elenchi di attivit e mansioni con LEP normalmente minore di 80 dB(A) 45

2. Guida alla valutazione delle incertezze di misura 51

3. Schema della Relazione tecnica sullesposizione a rumore ex D.Lgs. 277/91 56

4. Rapporto di Valutazione in aziende senza addetti esposti a LEP > 80 dB(A) 60

5. Rapporto di Valutazione in aziende con addetti esposti a LEP > 80 dB(A) 62

6. Modello per la Comunicazione ex art. 45 D.Lgs. 277/91 64

7. Descrizione dei metodi per la scelta dei DPI uditivi 65

8. Guida alla valutazione dellesposizione di gruppi di lavoratori simili 74

9. Guida alla valutazione dellesposizione ad infrasuoni 77

10. Guida alla valutazione dellesposizione ad ultrasuoni 80

11. I livelli di rumorosit nelle operazioni agricole meccanizzate 84

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Linee Guida per la valutazione del rischio rumore negli ambienti di lavoro

1. PREMESSA

Lemanazione del D.Lgs. 277/91 in recepimento della direttiva 86/188/CEE ha avuto un forte impattosulle aziende in quanto la legislazione precedente era basata su obblighi generici che pidifficilmente si traducevano in una prevenzione concreta. Tuttavia, in tema di esposizione al rischiorumore sui luoghi di lavoro, il quadro legislativo attuale discende anche dal recepimento di unaltrafondamentale direttiva comunitaria inerente il miglioramento della sicurezza e della salute deilavoratori sul luogo di lavoro: la 89/391/CEE recepita col D.Lgs. 626/94 e successive modifiche.

In effetti, oggi si pu convenire che il D.Lgs. 277/91 anticipava ci che stato attuatocompiutamente solo a seguito dellentrata in vigore del D.Lgs. 626/94 e che, in sintesi, pu esseredefinito come un metodo di gestione aziendale della sicurezza maggiormente imperniato sulleprocedure ed attuato mediante ladozione di misure che, in primo luogo, prevedono la valutazionedel rischio.

importante sottolineare la stretta connessione tra D.Lgs. 626/94 (norma generale di riferimentoper la sicurezza sul lavoro) e D.Lgs. 277/91 (norma specifica integrativa sul rischio rumore) perch dalla lettura integrata dei due provvedimenti che si coglie appieno il senso della valutazione delrischio e del suo obiettivo primario di identificare e attuare le misure tecniche, organizzative eprocedurali che, ancor prima dei protocolli di prevenzione e protezione esplicitamente previsti,permettono un reale contenimento dei livelli di rischio.

Sotto questo aspetto, per, lanalisi dei rapporti di valutazione disponibili presso le aziende nonrisulta particolarmente sod