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L'illusione dell'amore

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di Agnetti Benedetta, Bertolini Nicolò, Facchinelli Davide - Classe III, Liceo Scientifico San BenedetVincitori del primo premio del premio di filosofia "Le questioni che contano" indetto da Loescher Editore.to, Parma.

Text of L'illusione dell'amore

  • DIOGENE72N. 28 Settembre 2012

    Q U E S T I O N I C H E C O N T A N O

    crive Schopenhauer in Il mondocome volont e rappresentazione:Ogni innamoramento, perquanto voglia mostrarsi etereo,ha la sua radice solo nellistinto

    sessuale, anzi in tutto e per tutto sol-tanto un impulso sessuale determinato,specializzato in modo prossimo e rigo-rosamente individualizzato. Partendo da questa affermazione, con-sideriamo ora il ruolo importante gio-cato dallamore sessuale, in tutti i suoigradi e le sue sfumature, non soltantonei drammi e nei romanzi, ma anchenel mondo reale, nel quale esso, insiemecon lamore per la vita, si mostra comeil pi forte e attivo di tutti i motivi, siimpadronisce della met delle forze edei pensieri dallumanit pi giovane,rappresenta lo scopo ultimo di quasitutti gli sforzi umani, svolge una nocivainfluenza sugli affari pi importanti, in-terrompe di continuo le pi serie occu-pazioni, mette talvolta in imbarazzoanche le pi grandi intelligenze, nonesita a penetrare, disturbando, tra gli ac-cordi degli uomini di Stato e tra le ri-cerche dei dotti, capace di introdurrele sue letterine amorose e le ciocche dicapelli nei portafogli ministeriali e neimanoscritti filosofici, ordisce ognigiorno le trame pi complicate e cat-tive, scioglie i vincoli pi stretti, con-duce a sacrificare a volte la vita o lasalute, la ricchezza, il rango e la felicit,anzi priva di coscienza lonesta e rendetraditore il fedele, si mostra dunque

    ovunque come un demone nemico, im-pegnato a capovolgere, imbrogliare edabbattere tutto. Considerando ci, siamo indotti adesclamare: perch tanto chiasso, perchtanto spingere, tumultuare, tanta ango-scia e pena? Perch una cosa cos insi-gnificante dovrebbe avere un peso cosimportante e recare di continuo di-sturbo e imbroglio nella vita umana benregolata? Ma allo studioso serio lo spirito veritdiscopre, a poco a poco, la risposta: nonsi tratta di una piccolezza. Lo scopo ul-timo di ogni rapporto di amore, in re-alt pi importante di ogni altro scopodella vita umana, e perci ben degnodella profonda seriet, con cui ciascunolo persegue. Tutto ci, infatti, che me-diante di esso viene deciso, non nientedi meno che la composizione dellaprossima generazione. Le dramatis per-sonae, che compariranno, quando noisaremo spariti, vengono qui determi-nate nella loro esistenza e nella lorostruttura. Come lessere, lexistentia, di quelle per-sone future viene in generale determi-nato dal nostro impulso sessuale, cos laloro essenza, lessentia,viene determi-nata dalla scelta sessuale nel sua appa-gamento, cio dallamore sessuale,essendo in tal modo fissata irrevocabil-mente da tutti i punti di vista. Ecco la chiave del problema: impare-remo a conoscerla, nellapplicazione,pi esattamente, quando esamineremo

    Lillusione dellamoreLamore da sempre stato considerato misterioso e incomprensibile, tantoche, come conseguenza di questa ineffabilit, molti filosofi lhanno definitoillusorio e ingannatore. Da Platone ai giorni nostri, proponiamo unanalisidella questione utilizzando come intermediario un passo di Schopenhauer.

    S

    K Agnetti BenedettaK Bertolini NicolK Facchinelli Davide

    Classe III, Liceo Scientifico San Benedetto, Parma.

  • Q U E S T I O N I C H E C O N T A N O

    DIOGENE

    N. 28 Settembre 2012

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    i gradi dellamore, dallinclinazione pas-seggera sino alla passione pi violenta,riconoscendo, cos, che la loro diffe-renza deriva dal grado della individua-lizzazione della scelta. Lestasi incantevole, che coglie luomoalla vista di una donna di bellezza a luiconveniente e che gli fa immaginarelunione con lei come il sommo bene, proprio il senso della specie, che rico-noscendo chiaramente impresso in essail suo stampo, vorrebbe con essa perpe-tuarlo. Da questa decisa inclinazioneverso la bellezza dipende la conserva-zione del tipo della specie: perci essoagisce con cos gran forza. Luomo dunque in ci guidato real-mente da un istinto, che tende al mi-glioramento della specie, anche se siillude di cercare soltanto un accresci-mento del proprio godimento. Dovun-que infatti listinto consiste in un agirecome secondo un concetto finale, ep-pure del tutto senza esso. La natura lointroduce, quando lindividuo agente incapace di comprendere lo scopo, o al contrario a seguirlo. Quindi la verit assume qui, come inogni istinto, laspetto dellillusione, peragire sulla volont. una voluttuosa il-lusione che inganna luomo, quandocrede di trovare nelle braccia di unadonna bellezza a lui gradita un maggiorgodimento, che in quelle di unaltra; odanche quella, che lo convince ferma-mente, che esclusivamente il possessodi un unico individuo gli procura unastraordinaria felicit. Ecco perch egli si illude di spenderefatica e sacrificio per il suo proprio go-dimento, mentre ci avviene soltantoper la conservazione del tipo normaledella specie o addirittura perch possagiungere allesistenza una determinataindividualit, che pu provenire solo daquesti genitori. Conformemente allesposto caratteredella cosa, ogni innamorato, dopo il go-dimento finale raggiunto, prova unastrana delusione e si meraviglia, che ciche ha cos ardentemente desideratonon dia nulla di pi di ogni altro appa-gamento sessuale; tanto che egli ormainon si vede pi spinto verso di esso.Lappagamento al contrario avvienepropriamente solo per il bene della spe-cie e non cade perci nella coscienza

    dellindividuo, il quale qui, animatodalla volont della specie, serviva conogni sacrificio ad un fine,che non era ilsuo proprio. Ecco perch ogni innamo-rato, dopo il finale compimento dellagrande opera, si trova ingannato: perch svanita lillusione, mediante la qualequi lindividuo fu lo zimbello della spe-cie.

    La risposta di PlatoneFin qui la trattazione di Schopenhauer.Immaginiamo ora come Platoneavrebbe risposto, ad esempio esami-

    nando quanto scrive nel Simposio: Inquanto Eros figlio di Pena e di Poros,gli toccato un destino di questo tipo.Prima di tutto povero sempre, ed tuttaltro che bello e delicato, come ri-tengono i pi. Invece, duro e ispido,scalzo e senza casa, si sdraia sempre perterra senza coperte, e dorme allapertodavanti alle porte o in mezzo allastrada, e dal momento che ha la naturadella madre, sempre accompagnato dapovert. Per ci che riceve dal padre, in-vece, egli insidiatore dei belli e deibuoni, coraggioso, audace, impetuoso,

    Anonimo, Ritratto di Schopenhauer in et avanzata, circa 1850.

  • straordinario cacciatore, intento semprea tramare intrighi, appassionato di sag-gezza, pieno di risorse, filosofo per tuttala vita, straordinario incantatore, prepa-ratore di filtri, sofista. E per sua naturanon n mortale n immortale, ma, inuno stesso giorno, talora fiorisce e vive;talora, invece, muore, ma poi torna invita, a causa della natura del padre. Eci che si procura gli sfugge sem-pre di mano, sicch Eros non mai n povero di risorse,n ricco. Tramite queste parolePlatone delinea unammaliante ritrattodellEros, il quale desiderio di ten-sione verso quel-l u n i c ac o m p o n e n t edellIperuranioche ci con-cesso di cono-scere, laBellezza.Ognuno di noicerca lamore,perch sa ferma-mente quantospesso amore e feli-cit coincidano. Allostesso modo ognuno dinoi si chiesto almenouna volta nella vita comemai lamore possa allo stessomodo portare tanto dolore. Platonetrova la risposta a questo interrogativofacendo riferimento allanima e alle sueparti. Ogni volta che un uomo si innamora,inizia allinterno della sua anima unalotta fra amore e passione, destinata anon avere n vinti, n vincitori, poichla perfezione data dallequilibrio.Ogni qual volta, per, prende il soprav-vento la parte passionale (anima con-cupiscibile) che mira al solo edesclusivo piacere carnale, lamore di-venta turpe e deplorevole. Impediscedunque allanima di elevarsi al mondodelle idee, solo lamore guidato dalla ra-gione nobilita il cuore delluomo do-nandogli pace e felicit. Luomo, per, per sua natura attratto dal piacere car-nale, il quale non pu essere represso oannientato, in modo semplicistico. Se-

    condo Platone il piacere deve essere su-bordinato e controllato dalla ragione.Inoltre la procreazione, in seguito al-latto carnale, risulta essere molto di piche un semplice atto sessuale.

    LEros porta luomo alla ricerca infinitadel Bello, ecco che la procreazione di-venta allora la necessit della compo-nente materiale delluomo di lasciareun segno nella storia dellumanit. Gra-zie alla riproduzione della specie, in-fatti, il mortale porta le generazioni elumanit verso limmortale. Questo bi-sogno, insito nelluomo, dellimmorta-lit e dellessere ricordato dai posteri dettato dallEros. Lamore, quindi, cheillude luomo di felicit, in realt rac-chiude al suo interno molti altri finipreclusi alluomo.Eros per straordinario incantatore,preparatore di filtri e, non per un me-schino scherzo del destino, intento

    sempre a tramare intrighi. La sua Bel-lezza non risiede proprio nellincapacitda parte delluomo e della ragione, diessere compreso e di essere dominato?Lamore, quando arriva, passa, prende eporta via. Porta via la ragione, le nostrecertezze, sconvolge i nostri piani, mette

    in discussione talvolta il nostro carat-tere e noi come persone. Era que-

    sto lamore che spaventavaPlatone, quello che allon-

    tana dal Mondo delleIdee, rendendo

    luomo passionale ei m b r u t t e n d o

    l a n i m a .Lamore illude,ci imbrogliadi felicitquando inrealt scon-volge inm a n i e r apoco con-venzionaleil nostromondo. Ri-

    sulta alloracomprensibile

    il ruolo del filo-sofo, il quale

    deve innalzare lapropria ragione af-

    finch nulla possa per-turbare la quiete a lungo

    ricercata. Luomo perfettoquando razionale, ossia

    quando diventato un filosofo de-dito alla purificazione, la quale richiedeun grande coinvolgimento personale. Lamore da sempre illude che la perfe-zione sia invece lopposto, ossia la ca-pacit di lasciarsi andare alle passioni ecos pot