L'ALto Medioevo Artigiani e organizzazione manifatturiera

  • View
    220

  • Download
    0

Embed Size (px)

Text of L'ALto Medioevo Artigiani e organizzazione manifatturiera

  • LALto MedioevoArtigiani e organizzazione manifatturiera

    a cura di Michelle BeGHeLLi e P. Marina de MARCHi

    Atti del Seminario Arsago Seprio, Civico Museo Archeologico

    (Viale Vanoni, Arsago Seprio, Varese) 15 novembre 2013

    BraDypUS.netCOMMUNICATING

    CULTURAL HERITAGE

    Bologna 2014

  • Un copertina: dettaglio di un frammento in stucco dal Museo degli Stucchi di Santa Maria Maggiore di Lomello (fotografia di Mauro Ranzani) e disegni dalla locandina del Seminario (Cristiano Brandolini).

    Progetto grafico e composizione: BraDypUS

    ISBN: 978-88-98392-08-7

    Questopera stata rilasciata con licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale. Per leggere una copia della licenza visita il sito web http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/4.0.

    2014 BraDypUS Editorevia Aristotile Fioravanti, 7240129 BolognaCF e P.IVA 02864631201http://bradypus.nethttp://books.bradypus.netinfo@bradypus.net

    Questo libro stato pubblicato grazie al supporto delComune di Arsago Seprio - Assessorato alla Cultura.

    Si ringraziano Roberta Scampini, Segreteria del Comune di Arsago Seprio, Alessio Marinoni, storico del tessuto - New York University e tutto il personale del Museo e i volontari del Comune di Arsago Seprio.

    Comune di Arsago Seprio Assessorato alla Cultura

    Si ringrazia inoltre Aredat (Associaci per la Recerca, Estudi i Difusi en Antiguitat Tardana), Barcelona, per limpegno nella diffusione del volume.

  • LALto MedioevoArtigiani e organizzazione manifatturiera

    a cura di Michelle BeGHeLLi e P. Marina de MARCHi

    IntroduzioneMichelle Beghelli, P. Marina De Marchi7

    La scultura altomedievale. Ateliers, artigiani itinerantie tecniche di produzioneMichelle Beghelli

    9

    I frammenti di decorazione a stucco della basilica di Santa Maria Maggiore di Lomello. Note sulla tecnica e sui materialiMichela Palazzo

    27

    Tradizione e innovazione nel vasellame da cucina e dispensain Italia settentrionale fra et tardoantica e altomedievo.La manifattura dei recipienti e i loro legami con leabitudini alimentariAngela Guglielmetti

    35

    La produzione dei pettini altomedievali a pi lamellein osso e cornoP. Marina De Marchi

    53

    Tessitura e abbigliamento in ambito longobardo.Studio, ricerca, sperimentazioneCristiano Brandolini

    71

    Bibliografia89

    PrefazioneMartino Rosso, Assessore alla Cultura del Comune di Arsago Seprio5

  • con estremo piacere che presento questo volumetto che contiene gli atti della giornata di studi tenutasi al Civico Museo Archeolo-gico di Arsago Seprio il 15 novembre ultimo scorso.Trovo, infatti, che fra tutte le attivit del museo la ricerca sia fra le pi importanti e, parimenti, credo che sia dovere morale che i risultati di questi studi non restino propriet esclusiva di chi li ha condotti, ma debbano essere divulgati.Un ulteriore motivo di compiacimento per questa iniziativa risiede nel fatto che si inse-risca in un pi ampio progetto pluriennale di studio e revisione degli allestimenti che ab-biamo cominciato lo scorso anno e che ha, ad oggi, coinvolto le sezioni romano-imperiale e quella longobarda.Ringrazio la Regione Lombardia per il pre-zioso contributo, che ha permesso tale attivi-t museologica e museografica.

    Prefazione

    Infine non posso tacere, vista la contingen-za storica nella quale viviamo, limportanza della trattazione di un argomento cos inte-ressante come quello delle attivit artigianali. Labilit del fare, la capacit manifatturiera e la creativit che ci contraddistinguono fin dallantichit devono essere riscoperti e pos-sono diventare stimolo ed esempio, con nuo-ve forme e tecnologie, per il tempo presente e futuro.Ringrazio sentitamente gli autori e leditore, i collaboratori, i volontari del Civico Museo Archeologico e il personale dellAssessorato alla Cultura per il loro impegno e il loro lavo-ro, non solo in questa iniziativa editoriale, ma durante tutto lanno.

    dr. Martino Rosso

    Assessore alla CulturaComune di Arsago Seprio

  • Per diverse ragioni, lartigianato e le tec-niche di manifattura nellalto medioevo rappresentano un tema di studio attraen-te. Linteresse per il periodo divenuto evidente, in Italia, solo nellultimo cin-quantennio, se non ancora pi di recente, mentre altre epoche possono contare su una tradizione di ricerca ben pi ricca e ra-dicata: sono numerosi, dunque, gli aspetti ancora da esplorare. Tutto ci si inserisce, inoltre, nel contesto di studi odierno, nel quale i progressi delle scienze rendono possibile una profondit di analisi precedentemente impensabile: le moderne tecniche stratigrafiche di sca-vo implicano la ricerca e lindividuazione anche di minuscoli frammenti in materiali deperibili, che poi, grazie ai passi avanti nel campo del restauro e della conservazione, possono essere preservati e sottoposti ad analisi di laboratorio, che talvolta rivelano dati incredibilmente puntuali, dalla crono-logia dei manufatti (come nel caso della dendrocronologia per il legno) alla rico-struzione dei colori e dei motivi decorativi

    introduzione

    degli abiti (come nel caso di minuti lacerti di tessuto). Ulteriori vantaggi provengono dalle tecniche dindagine offerte dalluti-lizzo del microscopio elettronico, che permette di rilevare anche la pi modeste tracce di lavorazione su reperti finora poco considerati in Italia: questo avviene per i tessuti, per i materiali in osso e corno, per la pietra, ma non solo. In questo percorso, bene sottolinearlo, le capacit professionali dellarcheologo, sia al momento dello scavo sia durante il successivo studio dei mate-riali (i quali vanno contestualizzati in un quadro pi esteso e aggiornato del singolo sito, interpretando poi i dati che ne risulta-no) restano comunque fondamentali. Le nuove tecniche analitiche hanno anchesse contribuito ad una visione pi ampia dei reperti e della circolazione dei manufatti, delle mode e dei modelli, degli artigiani: ci ha coinvolto discipline di-verse, in sostanza modificando la menta-lit degli studiosi e costringendoli ad una maggiore interdisciplinariet che interessa la storia della produzione alle diverse scale,

  • LAlto Medioevo. Artigiani e organizzazione manifatturiera

    8

    locale e regionale, sovraregionale. In questo senso si scelto significativamente di intro-durre il risultato di ricerche condotte sulla manifattura di ceramica e di arredi liturgici, per mettere in luce, nei limiti del possibile, sia le modalit produttive sia gli ambiti di smercio e distribuzione dei prodotti.Tale atteggiamento metodologico, che pu sembrare ovvio, incontra ancora oggi alcune resistenze, che si coniugano in mol-teplici forme a seconda della classe dei materiali. Ne un esempio la produzione scultorea altomedievale, il cui studio impli-ca lanalisi sia delle tracce di lavorazione sui manufatti, sia delle fonti scritte per quanto riguarda lorganizzazione delle botteghe artigiane: aspetti tuttora trascurati nella maggior parte delle pubblicazioni scientifi-che (e perfino ritenuti irrilevanti da alcuni) ma che invece, se studiati su ampia scala e integrati con i dati relativi al tipo di pietra impiegato e alla distribuzione sul territorio europeo di forme e tipologie decorative, potrebbero dare risultati interessantissimi, come le numerose ricerche sulla scultura romana hanno mostrato. Questultimo ar-gomento vale, sempre a titolo di esempio, anche per i pettini e i reperti in osso, spesso

    rinvenuti in contesto funerario in territo-rio italiano, ma solo di rado oggetto di ap-profondimenti che riguardino le tecniche di produzione (manifattura, assemblaggio, trattamento delle materie prime), e che sia-no contestualizzati in un quadro pi esteso e aggiornati ai pi recenti risultati delle ri-cerche europee. sembrato, pertanto, importante alle cu-ratrici di questo volume offrire un contri-buto al dibattito sul tema delle tecniche manifatturiere, tanto pi se loccasione della pubblicazione di un volume deriva da una giornata di studi rivolta non solo agli addetti ai lavori, ma anche e soprattutto agli studenti, agli appassionati e ai curio-si. Uniniziativa nata dalla convinzione che tutti debbano poter essere informati degli sviluppi del settore che per professione si occupa di archeologia e storia. Si ringraziano sentitamente, per questo, lAmministrazione comunale di Arsago Seprio che ha promosso il seminario e tutto il personale del Civico Museo per la grande e cortese disponibilit dimostrata.

    Le curatrici

  • introduzione

    Mentre in et romana la produzione scul-torea, ampia e diversificata, comprendeva elementi di decorazione architettonica e statue a tutto tondo destinate a diversi mbiti e ad edifici sia pubblici che privati, nellAlto Medioevo essa si concentra quasi esclusivamente nelle chiese e nei monasteri.Gran parte delle testimonianze scultoree altomedievali rinvenute in Europa meri-dionale, occidentale e in alcuni territori dellEuropa centrale risalgono ai secoli VIII e IX e facevano parte sia dellapparato decorativo degli edifici ecclesiastici (corni-ci, stipiti per porte e finestre, capitelli, ecc., in alcuni casi sarcofagi), sia del loro arredo liturgico (altari, fonti battesimali, recinzio-ni presbiteriali, cibori, amboni, ecc.). La recinzione presbiteriale cingeva e separava larea riservata al clero dal resto della chie-sa, come succede ancora oggi per le icono-stasi delle chiese ortodosse (fig. 1); poteva essere di tipo alto (pergula), composta cio di una zona inferiore con lastre e pilastri-

    La scultura altomedievale.Ateliers, artigiani itinerantie tecniche di produzione

    ni e di una parte superiore con colonnine che sostenevano un architrave, oppure di tipo basso (cancellum), semplicemente formata dai pilastrini e dalle lastre (dette plutei). Le recinzioni potevano essere ret-tilinee, con un s