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La semiotica di Algirdas Julien Greimas 1. La vita e le opere di Greimas Greimas nasce nel 1917 a Tula, in Russia, da genitori lituani. Si laurea in lettere a Grenoble nel 1939, si trasferisce definitivamente in Francia nel 1944 e nel 1948 ottiene la libera docenza alla Sorbona. Dal 1949 al 1958 è lettore presso la facoltà di lettere dell’università di Alessandria d’Egitto; poi, fino al 1962, è professore di lingua e di grammatica francesi presso le università di Ankara e di Istanbul, in Turchia. Il suo primo campo d’interesse è la lessicologia, presto abbandonata in favore della semantica. Lo studio della semantica porta alla redazione del libro Semantica strutturale [1966]. Il progetto di descrivere la semantica delle lingue naturali, tuttavia, rivela presto limiti insormontabili; per questa ragione Greimas passa gradualmente alla messa a punto di una teoria semiotica di più ampio respiro, e a partire dalla fine degli anni Sessanta lavora al progetto che porterà all’elaborazione della cosiddetta “semiotica generativa”: nel 1970 pubblica Del senso (saggi di semiotica); nel 1983 pubblica Del senso 2, e nel frattempo, nel 1979, pubblica insieme a Joseph Courtés il Dizionario ragionato della teoria del linguaggio, dal quale risulta evidente il tentativo di costruire una teoria semiotica sulla base di un insieme di concetti interdefiniti. Intorno all’opera di Greimas nasce una vera e propria scuola semiotica (École de Paris), ma va anche ricordato che la figura di Greimas è al centro di una sorta di costellazione di autori che in varia misura hanno contribuito alla messa a punto della teoria. Per citarne alcuni: Saussure, Hjelmslev, Benveniste, Tesnière, Brøndal, Martinet, Merleau-Ponty, Dumézil, Lévi- Strauss, Propp, Jakobson, Barthes, ecc. 2. Semiotica: il percorso generativo del senso Greimas elabora una teoria semiotica che sceglie come unità di analisi il testo. Questa scelta è importante perché con Saussure si era parlato solo di segni linguistici, con Hjelmslev si era cominciato a ragionare sulle frasi, ma ora si passa, appunto, a considerare ampie porzioni testuali. Questo slittamento peraltro rende conto della prospettiva specificamente semiotica di questo approccio: la nozione di testo, molto più della nozione di segno, aiuta a passare da una semantica del linguaggio naturale a una semantica dei linguaggi. Non dobbiamo più ricercare il significato di una parola, o di una forma, o di una nota, ma cerchiamo di descrivere il significato di un racconto, di un quadro (preso nel suo insieme), di una partitura, di una conversazione. In questo modo si decide di andare oltre il segno e ci si colloca nella dimensione testuale. L’analisi semiotica consisterà nell’individuare delle strutture soggiacenti ai testi che accomunino tutti gli universi semantici. La struttura soggiacente ai testi è pensata da Greimas come un sistema semantico organizzato per livelli di profondità, con un meccanismo di generatività che permette agli elementi più profondi e più semplici di generare elementi più superficiali e più complessi secondo regole di conversione. In questi termini la teoria greimasiana è definibile come una teoria della generazione del senso: al livello più profondo si situano elementi di tipo logico-semantico che si convertono in piani semantico-sintattici più superficiali, per poi trasformarsi, attraverso i meccanismi dell’enunciazione, negli elementi discorsivi: il tutto in vista della manifestazione. La conversione designa dunque l’insieme di procedure che rendono conto del passaggio da una unità del livello profondo a una unità del livello di superficie: il nuovo livello più superficiale mantiene lo

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  • La semiotica di Algirdas Julien Greimas

    1. La vita e le opere di Greimas

    Greimas nasce nel 1917 a Tula, in Russia, da genitori lituani. Si laurea in lettere a Grenoble nel1939, si trasferisce definitivamente in Francia nel 1944 e nel 1948 ottiene la libera docenza allaSorbona. Dal 1949 al 1958 lettore presso la facolt di lettere delluniversit di AlessandriadEgitto; poi, fino al 1962, professore di lingua e di grammatica francesi presso le universit diAnkara e di Istanbul, in Turchia. Il suo primo campo dinteresse la lessicologia, prestoabbandonata in favore della semantica. Lo studio della semantica porta alla redazione del libroSemantica strutturale [1966]. Il progetto di descrivere la semantica delle lingue naturali, tuttavia,rivela presto limiti insormontabili; per questa ragione Greimas passa gradualmente alla messa apunto di una teoria semiotica di pi ampio respiro, e a partire dalla fine degli anni Sessanta lavora alprogetto che porter allelaborazione della cosiddetta semiotica generativa: nel 1970 pubblica Delsenso (saggi di semiotica); nel 1983 pubblica Del senso 2, e nel frattempo, nel 1979, pubblicainsieme a Joseph Courts il Dizionario ragionato della teoria del linguaggio, dal quale risultaevidente il tentativo di costruire una teoria semiotica sulla base di un insieme di concettiinterdefiniti. Intorno allopera di Greimas nasce una vera e propria scuola semiotica (cole deParis), ma va anche ricordato che la figura di Greimas al centro di una sorta di costellazione diautori che in varia misura hanno contribuito alla messa a punto della teoria. Per citarne alcuni:Saussure, Hjelmslev, Benveniste, Tesnire, Brndal, Martinet, Merleau-Ponty, Dumzil, Lvi-Strauss, Propp, Jakobson, Barthes, ecc.

    2. Semiotica: il percorso generativo del senso

    Greimas elabora una teoria semiotica che sceglie come unit di analisi il testo. Questa scelta importante perch con Saussure si era parlato solo di segni linguistici, con Hjelmslev si eracominciato a ragionare sulle frasi, ma ora si passa, appunto, a considerare ampie porzioni testuali.Questo slittamento peraltro rende conto della prospettiva specificamente semiotica di questoapproccio: la nozione di testo, molto pi della nozione di segno, aiuta a passare da una semanticadel linguaggio naturale a una semantica dei linguaggi. Non dobbiamo pi ricercare il significato diuna parola, o di una forma, o di una nota, ma cerchiamo di descrivere il significato di un racconto,di un quadro (preso nel suo insieme), di una partitura, di una conversazione. In questo modo sidecide di andare oltre il segno e ci si colloca nella dimensione testuale.

    Lanalisi semiotica consister nellindividuare delle strutture soggiacenti ai testi che accomuninotutti gli universi semantici. La struttura soggiacente ai testi pensata da Greimas come un sistemasemantico organizzato per livelli di profondit, con un meccanismo di generativit che permetteagli elementi pi profondi e pi semplici di generare elementi pi superficiali e pi complessisecondo regole di conversione. In questi termini la teoria greimasiana definibile come una teoriadella generazione del senso: al livello pi profondo si situano elementi di tipo logico-semantico chesi convertono in piani semantico-sintattici pi superficiali, per poi trasformarsi, attraverso imeccanismi dellenunciazione, negli elementi discorsivi: il tutto in vista della manifestazione. Laconversione designa dunque linsieme di procedure che rendono conto del passaggio da una unitdel livello profondo a una unit del livello di superficie: il nuovo livello pi superficiale mantiene lo

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    stesso contenuto del precedente, ma nello stesso tempo apporta un arricchimento o un aumentodel senso. Ogni conversione quindi deve essere considerata contemporaneamente comeunequivalenza e come un surplus di significazione.1 Il quadro del Percorso Generativo riassuntoschematicamente in questa tabella, che visualizza le sue componenti e le sue sotto-componenti:

    Figura 1: il Percorso Generativo

    Dice Greimas a proposito dellottica generativa:2 si pu prendere un tavolo e dire che si tratta diun asse con quattro piedi e con certe funzioni; oppure lo si pu descrivere considerandoloallinterno del sistema generale del mobilio; oppure si pu dire come stato costruito. Questultimo latteggiamento generativo, che consiste nellesplicitare come una cosa stata formata, come stata costruita. un approccio empirico che si concentra sul come. Lidea di Greimas che ci sidebba concentrare sul come vengono costruiti i testi ipotizzando un percorso generativo che partadal semplice e che arrivi a poco a poco al pi complesso.

    Se lentit che ci si pone di fronte un testo realizzato (un oggetto materiale), cio il livello dellamanifestazione, loggetto di studio della semiotica, secondo Greimas, deve essere il livelloimmanente al testo. Il Percorso Generativo, situandosi nel livello immanente, costituisce una sortadi tronco strutturale autonomo, dove il senso organizzato anteriormente alla propriamanifestazione. Occuparsi del livello immanente, secondo Greimas, significa porre lattenzione suisistemi soggiacenti che permettono ai segni di significare

    2.1. Strutture semio-narrative: il livello profondo

    2.1.1. La semantica fondamentale

    Nel livello profondo delle strutture semio-narrative si colloca la struttura elementare dellasignificazione nella forma del quadrato semiotico. Il quadrato uno strumento descrittivo con ilquale si prova ad articolare un microuniverso semantico mettendo in luce una serie di relazionidifferenziali. Il quadrato concepito come lo sviluppo logico di una categoria semica binaria.3

    Partiamo per esempio dai termini maschile (S1) e femminile(S2) che costituiscono lassesemantico della categoria sessualit: ciascuno dei due termini, che si pongono in relazione dicontrariet, pu proiettare un nuovo termine quale proprio contraddittorio; pertanto il sema

    1 Cfr. Greimas e Courts [1979: voce Conversione].2 Greimas [1987c: 175-176].3 Il sema lunit minimale della significazione.

    Strutture discorsive

    Sintassi discorsiva Attorializzazione Spazializzazione Temporalizzazione

    Semantica discorsiva

    Tematizzazione Figurativizzazione

    Livellodi superficie

    Sintassi narrativa di superficie Semantica narrativa Strutturesemio-

    narrative Livelloprofondo

    Sintassi fondamentale Semantica fondamentale

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    maschile (S1) pu proiettare il suo contraddittorio non maschile (non-S1) , e il semafemminile(S2) pu proiettare il suo contraddittorio non femminile (non-S2).

    sessualit maschile S femminile

    S1 S2

    non-S2 non-S1 non-femminile non-S non-maschile

    non-sessualit

    relazione fra contrari (assi); relazione fra contraddittori (schemi); relazione di complementarit (deissi);

    Figura 2

    Dal punto di vista formale il quadrato si presenta come una rete astratta di relazioni. I terminimaschile e femminile, cio S1 e S2, contraggono una relazione di contrariet. I due terminidifferiscono si oppongono ma sulla base di una somiglianza, di alcuni tratti comuni espressidalla categoria gerarchicamente superiore (sessualit). Parallelamente, la relazione tra non-maschile e non-femminile, cio tra non-S1 e non-S2, detta di sub-contrariet. La categoriasemantica che sussume i termini contrari, sessualit (S) nel nostro esempio, definita terminecomplesso. La categoria semantica che sussume i termini sub-contrari, non-sessualit (non-S) nelnostro esempio, definita termine neutro.

    Fra i termini maschile e non-maschile (S1 e non-S1) e fra i termini femminile e non-femminile (S2 e non-S2) si stabilisce una relazione di contraddittoriet. Le relazioni fracontraddittori prendono il nome di schemi.

    Il rapporto fra non-femminile (non-S2) e maschile (S1), cos come quello tra non-maschile(non-S1) e femminile (S2), una relazione di complementarit. Questa relazione indicalimplicazione logica di S1 da parte di non-S2, e di S2 da parte di non-S1. In altri termini, non-S2implica S1, cio non-femminile implica maschile; e non-S1 implica S2, cio non-maschileimplica femminile. Le relazioni fra termini complementari prendono il nome di deissi poich iltermine contraddittorio indica come una freccia il termine contrario a quello che contraddice.4

    Si configura in questo modo il quadrato semiotico, cio la rappresentazione visiva dellearticolazioni logiche di una categoria semantica. Il quadrato si presenta quindi come la struttura

    4 La direzione della deissi stata invertita da alcuni autori (cfr. Petitot 1979): dal punto di vista logico sembra infatti picorretto che sia maschile (S1) a implicare non-femminile (non-S2). La freccia dal basso verso lalto pu essereintesa, come vedremo a proposito della sintassi fondamentale, come unoperazione di affermazione: dallinsieme dielementi indistinti che si trovano nel grande insieme del contraddittorio (non-maschile) emerge un solo elemento(femminile).

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    costitutiva di un microuniverso di significazione. Ad esempio, per quanto riguarda luniversosemantico dei valori individuali si pu ipotizzare che lasse semantico vita/morte ne costituiscaunarticolazione fondamentale, e che lo sviluppo logico di questa categoria vada a delineare ilseguente quadrato:

    vita morte

    non-morte non-vita

    Figura 3

    Per quanto riguarda luniverso dei valori sociali si pu invece ipotizzare che lasse semanticonatura/cultura costituisca unopposizione fondamentale da sviluppare anchessa nella forma delquadrato semiotico. La semplicit del quadrato e la sua astrazione non devono peraltro essere intesecome un impoverimento del senso manifestato perch il quadrato non rappresenta il contenuto di untesto: si tratta di una rappresentazione visiva della forma semiotica pi profonda che pu essereapplicata a un testo intero o a diverse porzioni testuali.5 Descrivendo di fatto sistemi di valori(morali, logici, estetici), il quadrato semiotico pu essere considerato una assiologia.

    2.1.2. La sintassi fondamentale

    Il modello rappresentato dal quadrato semantico (semantica fondamentale), in quanto strutturauna categoria semantica e rende conto dellarticolazione del senso allinterno di un micro-universodi significato (da questo punto di vista dunque una descrizione tassonomica); ma anche unmodello sintattico (sintassi fondamentale) in quanto consente operazioni:6 la sintassi infatti operadelle trasformazioni in base alle quali un contenuto affermato e un altro negato. Cos se da unlato abbiamo una sorta di tassonomia semica (visione statica del quadrato), dallaltro abbiamo leoperazioni che si possono effettuare su queste posizioni virtuali (visione dinamica del quadrato): laprima operazione loperazione di negazione, che si effettuata sul termine primitivo S1 (o S2) e chegenera il suo contraddittorio non-S1 (o non-S2); la seconda operazione quella di asserzione:effettuata sui termini contraddittori (non-S1, non-S2), essa pu far apparire i due termini primitivi(S1 e S2); una volta negato S1 e ottenuto cos il contraddittorio non-S1, si potr asserire S2attraverso unoperazione che fa emergere da tutto ci che non S1 quel particolare e determinatonon-S1 che S2. Analogamente, una volta negato S2 e ottenuto cos non-S2, si potr tornaretramite loperazione di asserzione allS1 di partenza. Le operazioni della sintassi fondamentale sonodunque orientate, delineano dei percorsi e disegnano le condizioni embrionali della narrativit.

    Riprendiamo, per riepilogare, il seguente quadrato semiotico elaborato da Floch:

    5 Marsciani e Zinna [1991: 47].6 Greimas specifica che si tratta di operazioni logiche che non prevedono ancora un soggetto antropomorfo.

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    Uomo Ermafrodita Donna sessualit

    maschile femminile

    non-femminile non-maschile non-sessualit Angelo

    Figura 4: Floch [1985: 51] con integrazioni di Marsciani e Zinna [1991: 49]

    Il quadrato parte dallopposizione maschile/femminile, che costituisce una categoria semica.Ciascuno dei due termini presuppone laltro, contraendo con laltro una relazione di contrariet; maciascuno dei due termini pu, attraverso unoperazione di negazione, proiettare il proprio terminecontraddittorio: per esempio negando il tratto maschile si proietta il tratto contraddittorio non-maschile. Infine con unoperazione di asserzione dal non-maschile emerge laltro terminecontrario (femminile). Il percorso sintattico pu riprendere, poi, con la negazione di femminileche consente di proiettare non-femminile, e con lasserzione che fa riemergere il termine dipartenza maschile. Questo esempio, scrive Floch, rende conto dellorganizzazione relazionaledella categoria della sessualit; vi possiamo posizionare anche alcuni lessemi che possonomanifestare questi singoli semi: per esempio uomo pu manifestare il sema maschile, donnapu manifestare il sema femminile; ermafrodita, riunendo in s i termini contrari maschile efemminile, un lessema che pu manifestare il termine complesso sessualit, mentre angelo,riunendo in s i termini non-maschile e non-femminile, un lessema che pu manifestare iltermine neutro non-sessualit.7

    2.2. Strutture semio-narrative: la grammatica narrativa di superficie

    2.2.1. Linfluenza di Propp

    Il primo meccanismo di conversione, quello che rende conto del passaggio dal livello profondoal livello di superficie delle strutture semionarrative, consiste nel passaggio dallastrazione delquadrato a una narrativit che assume forme e modalit umane (narrativit antropomorfizzata).Pertanto le relazioni logico-semantiche del quadrato e le possibili operazioni sintattiche diaffermazione/negazione di valori si traducono ora in azioni e volizioni di soggetti. I valori virtualidel quadrato vengono investiti in oggetti (oggetti di valore) che possono trovarsi in congiunzione oin disgiunzione con i soggetti: di qui le dinamiche narrative per rendere conto di questetrasformazioni. La narrativit dunque la sequenza ordinata di situazioni e di azioni: la versione

    7 Il lessema pu essere definito come un insieme di semi, cio di unit minime di significato.

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    umanizzata di quello che era ipotizzabile a livello astratto con il quadrato. Mentre l cerano solodelle articolazioni semiche, ora quelle articolazioni diventano valori, intervengono dei soggetti chevogliono fare delle cose, trasformare delle situazioni, ecc.

    , questo, un presupposto fondamentale della teoria di Greimas: il senso pu essere colto soloattraverso la sua narrativizzazione. Le differenze del quadrato a livello superficiale si trasformanoin confronto/scontro fra soggetti che sono alla ricerca dei medesimi oggetti. La narrativit concepita come un universale del piano del contenuto dei linguaggi e diventa il principioorganizzatore di qualsiasi tipo di discorso, dai discorsi figurativi (cio narrativi in senso stretto), aidiscorsi scientifici o filosofici. Cos dalle differenze valoriali del quadrato si passa al confronto-scontro tra soggetti e oggetti con un progressivo incremento di senso. Per questa ragione Greimasprova a elaborare una grammatica narrativa, e per fare questo prende ispirazione da VladimirPropp (1895-1970), folklorista russo con posizioni assai vicine a quelle della scuola formalista ilquale aveva prodotto un importante lavoro di analisi della fiaba di magia.

    La Morfologia della fiaba di Propp viene pubblicata in russo a Leningrado nel 1928, e tradotta ininglese nel 1958. Si tratta di un testo fondamentale per gli studi di narratologia. Se fino a quel puntogli studi folklorici erano stati dominati da un approccio storico che ricercava fonti, filiazioni,corrispondenze e genealogie delle fiabe, Propp si propone di studiare loggetto fiaba in se stesso,attraverso lanalisi della sua morfologia, cio della sua forma. Comparando un corpus di uncentinaio di fiabe di magia slave (quelle contrassegnate con i numeri da 50 a 151 della raccolta diAfanasev), Propp si propone di trovare le regolarit e le variazioni formali: il suo scopo quello diindividuare le parti componenti della favola e le loro relazioni reciproche e col tutto.

    Nella sua indagine Propp trova che le unit costitutive della fiaba sono le funzioni deipersonaggi, cio le loro azioni: infatti nelle favole cambiano i nomi dei personaggi, cambiano i loroattributi cio le caratteristiche esteriori , ma non le loro azioni, cio le funzioni. Le funzioni sonoquindi grandezze costanti della fiaba, i nomi e gli attributi dei personaggi sono grandezze variabili:Per lanalisi della favola quindi importante che cosa fanno i personaggi e non chi fa e come fa,problemi, questi ultimi, di carattere accessorio. [Propp 1928: 26] Il numero delle funzioni checompaiono nella favola di magia limitato e Propp ne identifica trentuno: le prime sette designanofunzioni preparatorie; con la funzione successiva, la mancanza, ha inizio lazione narrativa vera epropria. Ecco in sintesi le funzioni elaborate da Propp.

    I. Allontanamento. Uno dei membri della famiglia si allontana dalla casa: a volte si allontanano igenitori, a volte i figli.

    II. Divieto. Alleroe imposto un divieto; esempi: In questo ripostiglio non dovrai guardare;Custodisci il fratellino, non uscire dal cortile.

    III. Infrazione. Il divieto infranto: le infrazioni corrispondono alle forme di divieto e a questopunto entra in scena lantagonista, il cui ruolo quello di turbare la pace della famiglia;lantagonista pu essere il drago, il diavolo, i banditi, la strega, la matrigna, ecc.

    IV. Investigazione. Lantagonista tenta una ricognizione: linvestigazione di solito ha lo scopo discoprire dove si trovino i fanciulli, o gli oggetti preziosi, ecc.

    V. Delazione. Lantagonista riceve informazioni sulla sua vittima: lantagonista pu riceveredirettamente risposta alla sua domanda, per esempio lo scalpello risponde allorso: Portami nelcortile e buttami in terra; dove mi infiler tu scava.

    VI. Tranello. Lantagonista tenta di ingannare la vittima per impadronirsi di lei o dei suoi averi:prima di tutto lantagonista muta aspetto, si trasforma; poi tenta di ingannare la vittima attraverso lapersuasione, o impiegando mezzi magici, o ricorrendo allinganno e alla violenza.

    VII. Connivenza. La vittima cade nellinganno e con ci favorisce involontariamente il nemico:in vari modi leroe si fa convincere dallantagonista.

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    VIII. Danneggiamento. Lantagonista arreca danno o menomazione a uno dei membri dellafamiglia: una funzione molto importante perch segna il passaggio dalla fase preparatoria dellafavola allazione narrativa vera e propria. Lantagonista rapisce qualcuno, o estorce il mezzomagico, o saccheggia e devasta il raccolto, o compie una rapina, o arreca una mutilazione, oprovoca una scomparsa, ecc.

    VIIIa. Mancanza. A uno dei membri della famiglia manca qualcosa o viene il desiderio diqualcosa: unalternativa alla funzione del danneggiamento; pu mancare una fidanzata, o unmezzo magico, o oggetti particolari. In ogni caso le funzioni del danneggiamento o della mancanzanon possono mancare in nessuna favola del corpus studiato da Propp.

    IX. Mediazione. La sciagura o mancanza resa nota ed entra in gioco leroe, al quale ci sirivolge con una preghiera o con un ordine, e poi lo si manda o lo si lascia andare. Leroe pu esseredi due tipi: Ivan che parte alla ricerca della fanciulla rapita un eroe cercatore; se la favola seguesolo le peregrinazioni della fanciulla rapita, allora sar lei leroe vittima.

    X. Inizio della reazione. Il cercatore acconsente o si decide a reagire. Naturalmente questafunzione presente solo nelle favole in cui presente un eroe cercatore e manca se sono presentieroi vittime.

    XI. Partenza. Leroe abbandona la casa. Le quattro funzioni di mancanza/danneggiamento,mediazione, reazione e partenza costituiscono lesordio della favola. A questo punto si sviluppa lavicenda vera e propria.

    XII. Prima funzione del donatore. Leroe incontra un donatore ben disposto o reticente, subitopronto allaiuto o dapprima ostile, e questi lo mette alla prova in vari modi. Alcuni esempi in cui ildonatore mette alla prova leroe: la baba-jaga assegna lavori domestici alla fanciulla; i bogatyri delbosco propongono alleroe di servire tre anni; il drago sfida a sollevare un pesante masso.

    XIII. Reazione delleroe. Leroe reagisce alloperato del futuro donatore in modo positivo onegativo.

    XIV. Conseguimento del mezzo magico. Il mezzo magico perviene in possesso delleroe. I mezzimagici possono essere animali, oggetti, poteri particolari, e possono essere trasmessi direttamente,oppure venduti e acquistati ecc.

    XV. Trasferimento nello spazio tra due reami. Di solito loggetto delle ricerche si trova in unaltro reame, che pu essere situato molto lontano in linea orizzontale o a grande altezza o profonditin senso verticale. Quindi leroe si trasferisce, portato o condotto sul luogo in cui si trova loggettodelle sue ricerche: vola attraverso laria, viaggia per via di terra o dacqua, si serve di mezzi dicomunicazione ecc.

    XVI. Lotta. Leroe e lantagonista ingaggiano direttamente la lotta: essi si battono in campoaperto, o entrano in competizione, o giocano a carte.

    XVII. Marchiatura. Alleroe impresso un marchio: pu subire una ferita durante ilcombattimento, oppure la figlia del re gli fa un piccolo segno sulla guancia con il coltello, ecc.

    XVIII. Vittoria. Lantagonista vinto.XIX. Rimozione della sciagura o della mancanza. Con la funzione di rimozione della sciagura o

    della mancanza iniziale la narrazione raggiunge lacme. Leroe recupera la figlia del re, o lanello, ocomunque loggetto della sua ricerca.

    XX. Ritorno. Leroe ritorna.XXI. Persecuzione. Leroe sottoposto a persecuzione e i persecutori possono prendere le forme

    di animali diversi, di oggetti allettanti, ecc.XXII. Salvataggio. Leroe si salva dalla persecuzione fuggendo, o trasformandosi, o

    nascondendosi. Con la sconfitta del persecutore moltissime favole hanno termine, ma in alcuni casila favola costringe leroe a sopportare una nuova sciagura. Alleroe viene ritolto quello che ha

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    conquistato e cos ricomincia tutto da capo, con una serie di funzioni che portano leroe aricomporre il danneggiamento. A partire da questo momento compaiono nuove funzioni.

    XXIII. Arrivo in incognito. Leroe arriva in incognito a casa o in un altro paese.XXIV. Pretese infondate. Entra in scena il falso eroe: se leroe arriva a casa, i fratelli si

    spacciano per i conquistatori della preda; se invece arriva in un altro regno e serve il re come cuocoo come stalliere, il generale si spaccia per vincitore del drago.

    XXV. Compito difficile. Alleroe proposto un compito difficile, e questo uno degli elementiprediletti della favola. Pu trattarsi di una prova del cibo, di una prova del fuoco, di un indovinello,di una scelta, di una prova di forza o di destrezza, ecc.

    XXVI. Adempimento. Il compito eseguito.XXVII. Identificazione. Leroe riconosciuto per aver eseguito il compito difficile o per via di

    un segno particolare che lo contraddistingue, una marchio (ferita) o un oggetto a lui donato(anellino, panno).

    XXVIII. Smascheramento. Il falso eore o lantagonista smascherato: questa funzione in granparte collegata alla precedente.

    XXIX. Trasfigurazione. Leroe assume nuove sembianze.XXX. Punizione. Lantagonista punito, ucciso, scacciato, costretto al suicidio. Alcune volte

    lantagonista viene perdonato.XXXI. Nozze. Leroe si sposa e sale al trono.Propp constata che le funzioni sono in numero assai limitato, che entro questi limiti si sviluppa la

    vicenda di tutte le favole del suo corpus, e che le funzioni sono orientate, concatenate cio da unanecessit logica in virt della quale ognuna deriva dallantecedente. Questo schema rappresenta perle favole, secondo Propp, ununit di misura, nel senso che le favole possono essere commisurateallo schema e che su questa base si possono stabilire i rapporti che intercorrono tra esse. Lasuccessione delle funzioni sempre identica, tuttavia ogni fiaba attualizza soltanto un numerolimitato di funzioni, senza che lordine di successione ne risulti modificato. Le fiabe differiscono traloro proprio perch selezionano alcune funzioni tra quelle disponibili.

    A questo punto Propp prova a esaminare come le funzioni si distribuiscono secondo ipersonaggi, che fino a questo punto erano stati espunti dallanalisi. Egli nota che alcune funzionipossono essere riunite in sfere determinate, che corrispondono nel complesso agli esecutori erappresentano quindi sfere dazione. Propp ne individua sette: 1) sfera dazione dellantagonista, 2)sfera dazione del donatore, 3) sfera dazione dellaiutante, 4) sfera dazione del personaggiocercato, 5) sfera dazione del mandante, 6) sfera dazione delleroe, 7) sfera dazione del falso eroe.

    Greimas ha voluto quindi individuare nel lavoro di Propp un modello perfezionabile chepoteva servire come punto di partenza per la comprensione dei principi di organizzazione di tutti idiscorsi narrativi. Gli strumenti della narratologia proppiana diventano cos le basi per lacostruzione del livello semio-narrativo del Percorso Generativo (cfr. Figura 1). Nello specifico lesfere dazione dei personaggi danno vita al modello attanziale, mentre le funzioni narrativevengono ritradotte nella teoria degli enunciati narrativi.

    2.2.2. Gli attanti narrativi

    Attraverso una riduzione delle sfere dazione del modello proppiano, Greimas arriva adelineare gli attanti narrativi, che vanno a costituire la base della grammatica narrativa disuperficie. Gli attanti sono ruoli sintattici della narrativit di carattere formale, e quindi astratti eprivi di investimenti semantici. Il concetto di attante comprende non soltanto gli esseri umani ma

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    anche gli animali, gli oggetti o i concetti. Nella teoria di Greimas gli attanti sono sei, organizzati intre categorie: 1) Soggetto/Oggetto, 2) Destinante/Destinatario, 3) Adiuvante/Opponente.

    1) Soggetto e Oggetto costituiscono il nucleo del modello attanziale. Tra i due attanti si pone unarelazione basata sul desiderio, e quindi sulla ricerca. LOggetto non considerato dal punto di vistadella sua essenza, ma in quanto luogo di investimento di valori. Quando una persona vuoleunautomobile, scrive Greimas,8 forse non vuole tanto un oggetto quanto un mezzo di spostamentorapido, o un po di prestigio sociale, o un senso intimo di potenza. Loggetto automobile diventaallora un pretesto, un luogo in cui si riuniscono e si fissano determinati valori. Poich la narrativitsi basa sulla relazione tra i due attanti Soggetto/Oggetto, il valore investito nellOggetto desideratodiventa di colpo il valore del Soggetto. Il Soggetto infatti incontra il valore nella ricercadellOggetto e la sua stessa esistenza dipende dalla sua relazione con il valore. Lo schema sintatticoelementare guida il Soggetto alla ricerca dei valori investiti in un Oggetto: pertanto Soggetti eOggetti si interdefiniscono reciprocamente e acquistano esistenza semiotica solo in funzione diquesta relazione.

    2) La seconda coppia di attanti costituita da Destinante e Destinatario. Greimas fa un esempio apartire dalla Ricerca del Graal: se il Soggetto lEroe e lOggetto il Graal, il Destinante Dio e ilDestinatario lUmanit. Quindi ci sarebbe un Oggetto, il Graal, che deve essere trasferito dalDestinante-Dio al Destinatario-Umanit, e il Soggetto-Eroe si incaricherebbe di realizzare questotrasferimento. Nelle fiabe analizzate da Propp, invece, il Destinante chiede al Destinatario diriparare al danneggiamento subito allinizio e il Destinatario, che in genere coincide con ilSoggetto-eroe, deve svolgere il compito che gli stato assegnato. I due attanti Destinatario eSoggetto-eroe sono quindi in sincretismo, vengono cio investiti in un unico personaggio. Ingenere, quindi, allinizio di un racconto un Destinante stipula un contratto con un Destinatario-soggetto, per esempio gli trasmette il mandato a compiere una certa azione. Il Destinante, pertanto, colui che desidera lo svolgimento di una certa azione, e alla fine colui che ne certifica ilsuccesso o linsuccesso con la sanzione. Sono peraltro frequenti le narrazioni in cui ancheDestinante e Destinatario sono in sincretismo, essendo investiti in un unico attore (lattante in talcaso stipula un contratto con se stesso).

    3) Di solito limpresa del Soggetto contornata da circostanze favorevoli e/o sfavorevoli: intermini attanziali queste si traducono in Adiuvanti (animati o inanimati) e Opponenti (anchessianimati o inanimati: cio persone che ostacolano lazione, oppure ostacoli ambientali,meteorologici, ecc.).

    Accanto al Soggetto c sempre un Anti-Soggetto, che fa riferimento a un anti-Destinante e chesvolge un percorso narrativo opposto a quello del Soggetto pur mirando allo stesso Oggetto divalore. Si sviluppa cos uno schema narrativo elementare fondato su una struttura polemicacomplementare, in un certo senso, a quella struttura contrattuale che avvia qualsiasi narrazione: ilcontratto e il conflitto sono in fondo le due dimensioni allinterno delle quali si muovono le formecomunicative umane, e il discorso narrativo mette in scena queste forme, fatte di tensioni e di ritorniallequilibrio.

    In Semantica strutturale Greimas descrive in questo modo il modello attanziale:

    8 Greimas [1973a: 19].

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    Destinante Oggetto Destinatario Adiuvante Soggetto Opponente

    Figura 5: Greimas [1966: 246]

    Si tratta di un modello semplice nel quale coesistono due assi: lasse della comunicazione elasse della ricerca. Lasse della comunicazione prevede che un attante-Destinante trasmetta unattante-Oggetto (con dei valori) a un attante-Destinatario. Lasse della ricerca riassume il modellodelle fiabe analizzate da Propp: un Destinante chiede a un Destinatario di acquisire un Oggetto; ilDestinatario diventa di solito il Soggetto che effettua questa ricerca, nella quale pu esseresostenuto dagli Adiuvanti e contrastato dagli Opponenti. Greimas [1966] fornisce un paio diesempi: se consideriamo il desiderio di conoscenza per un dotto filosofo dellet classica, il Filosofo il Soggetto e il Mondo da conoscere lOggetto: ma il Mondo si pone anche come oggetto dellacomunicazione tra il Destinante, cio Dio, e il Destinatario, cio lUmanit. In altri termini: Diodeve consegnare allUmanit la conoscenza del Mondo e il Filosofo incaricato di raggiungerequesto obiettivo, con lo Spirito che svolge il ruolo di Adiuvante e la Materia quello di Opponente.Nellideologia marxista, invece, lUomo pu essere considerato il Soggetto e la Societ senza classilOggetto che si colloca tra la Storia in quanto Destinante e lumanit in quanto Destinatario. In altritermini: la Storia deve consegnare allUmanit una Societ senza classi, e lUomo incaricato diperseguire questo obiettivo, con il Proletariato che svolge il ruolo di Adiuvante e la Borghesiaquello di Opponente.

    Prendiamo lesempio di un testo in cui si descrive la campagna elettorale di un politico. Luomopolitico il Soggetto che deve ottenere determinati risultati che indichiamo genericamente come ilbenessere della collettivit (Oggetto). I cittadini-elettori costituiscono certamente il Destinante piimportante per luomo politico, in grado di stipulare un contratto che regoli lattivit del Soggettoper lintero mandato elettorale. Durante limpresa il Soggetto-politico potr avere degli Adiuvanti(la stampa, la congiuntura economica, gli intellettuali, ecc.), o degli Opponenti (critiche autorevoli,attacchi personali, ecc.). Alla fine del mandato il Destinante sanziona il politico sulla base del suooperato.

    2.2.3. Gli enunciati narrativi

    Commentando Propp,9 Greimas fa notare come nella Morfologia della fiaba vengono equiparatefunzioni che indicano una forma di attivit, come la partenza delleroe, e funzioni che designanopiuttosto uno stato, come la mancanza. In questo modo sembra che le funzioni indichino lesequenze del racconto piuttosto che i tipi di attivit che caratterizzano lossatura narrativa del testo.Per dare una maggiore precisione al linguaggio descrittivo, Greimas traduce la funzione proppiananella forma canonica di un enunciato narrativo composto da un predicato o funzione (F), nelsenso logico di relazione e da un certo numero di attanti:

    EN = F (A1; A2; )

    9 Greimas [1976c[.

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    Greimas considera la sintassi del testo come una successione di enunciati elementari. Glienunciati elementari possono essere di due tipi:

    enunciati binari: EN = Funzione (A1; A2)enunciati ternari: EN = Funzione (A1; A2; A3)

    Negli enunciati binari la funzione svolta dal predicato quella di creare una relazione tra unattante che compie lazione (Soggetto) e un attante che la sopporta (Oggetto):

    Funzione (S; O)

    Negli enunciati ternari il predicato svolge invece una funzione di trasferimento o dicomunicazione: un primo attante (il Destinante D1) trasferisce o comunica un secondo attante(lOggetto O) a un terzo attante (il Destinatario D2). Si tratta di quella funzione ditrasferimento/comunicazione che abbiamo gi cominciato a vedere nel modello attanziale e su cuitorneremo:

    Funzione (D1; O; D2)

    Greimas prevede due tipologie di enunciati binari: gli enunciati di stato e gli enunciati del fare.Gli enunciati di stato stabiliscono una relazione di giunzione tra un attante Soggetto e un attante

    Oggetto. Le possibilit sono quindi le seguenti:

    S O il Soggetto congiunto con lOggettoS O il Soggetto disgiunto dallOggetto

    bene ribadire che loggetto di cui si sta parlando pu essere concreto (per esempio unpersonaggio ricco sar in congiunzione col suo denaro: S1Oricchezza, ma anche astratto: unpersonaggio infelice pu essere descritto come disgiunto dalla felicit che, per esempio, aveva inprecedenza: S2Ofelicit.

    La narrazione, secondo Greimas, non altro che una trasformazione di stati: si passa da stati dicongiunzione a stati di disgiunzione e viceversa. La trasformazione opera infatti sulla relazione digiunzione tra Soggetto e Oggetto. Greimas introduce cos gli enunciati del fare, dove un Soggettotende a provocare la congiunzione o la disgiunzione di un Soggetto (che pu essere se stesso o unaltro) rispetto a un Oggetto. Ecco le due possibilit, con la funzione di trasformazione indicata dallafreccia:

    S1 (S2O) trasformazione congiuntiva (realizzazione)S1 (S2O) trasformazione disgiuntiva (virtualizzazione)

    dove:S1 = soggetto del fareS2 = soggetto di stato

    La trasformazione congiuntiva pu manifestarsi nellappropriazione, se il soggetto del farecoincide con il soggetto di stato ( il caso in cui un Soggetto si appropria di un Oggetto), onellattribuzione, se il soggetto del fare diverso dal soggetto di stato ( il caso in cui un Soggettoattribuisce per esempio dona un Oggetto a un altro Soggetto). La trasformazione disgiuntiva pu

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    manifestarsi nella rinuncia, se il soggetto del fare coincide con il soggetto di stato ( il caso in cuiun Soggetto rinuncia a un Oggetto), o nella spoliazione, se il soggetto del fare diverso dal soggettodi stato ( il caso in cui un Soggetto priva dellOggetto un altro Soggetto).10

    Loperazione sintattica della grammatica fondamentale corrisponde al fare sintattico dellagrammatica di superficie. Un fare implica un soggetto umano o almeno antropomorfizzato (lamatita scrive bene). Pertanto vi possono essere enunciati di stato congiuntivi o disgiuntivi, eenunciati del fare che consentono trasformazioni. Greimas definisce in via provvisoria la narrativitcome una o molteplici trasformazioni i cui risultati sono giunzioni, ovvero congiunzioni odisgiunzioni dei soggetti con gli oggetti. [Greimas 1973a: 25] Possiamo considerare la narrativit aggiunge Greimas come irruzione del discontinuo nella permanenza discorsiva di una vita: lanarrativit disarticola questa continuit in stati discreti tra i quali situa delle trasformazioni. In altritermini, degli enunciati del fare modificano enunciati di stato.

    Marsciani e Zinna [1991] ipotizzano che nel Conte di Montecristo di Dumas la fase in cui ilConte prigioniero nella fortezza di If possa essere descritta da un enunciato di stato (EN1) cheesprime una relazione di congiunzione () tra lattante Soggetto (il Conte di Montecristo) elattante Oggetto (attante astratto: prigioniero). In seguito alla fuga dal castello, ci si trover difronte a un nuovo enunciato di stato (EN3) che esprime questa volta una relazione di disgiunzione() tra lattante Soggetto (il Conte di Montecristo) e lattante Oggetto (prigioniero). Tra i dueenunciati di stato si pone un enunciato di trasformazione (EN2) che permette il passaggio dallo statocongiuntivo allo stato disgiuntivo:

    EN1 EN2 EN3 (S1O1) (S1O1)

    Nella fase successiva alla fuga il Conte di Montecristo si trova alla ricerca di un tesoro e questafase, secondo Marsciani e Zinna, si pu rappresentare con un enunciato di stato che mostri ladisgiunzione tra lattante Soggetto e lOggetto-tesoro (O2):

    EN4: (SO2)

    Il ritrovamento del tesoro pu essere rappresentato da un enunciato di stato che esprima lacongiunzione del Soggetto con lOggetto-tesoro (EN6), ma ancora una volta tra i due enunciati distato occorre ipotizzare un enunciato di trasformazione EN5 che descriva il passaggio tra i due stati:

    EN4 EN5 EN6 (S1O2) (S1O2)

    Da questo esempio risulta forse pi chiaro come la narrazione sia in definitiva unatrasformazione di stati, dove la trasformazione non altro che il passaggio da uno stato dicongiunzione a uno stato di disgiunzione e viceversa. La sintassi narrativa pu quindi essererappresentata come una successione sintagmatica di enunciati.

    Se gli enunciati a struttura binaria possono esprimere sia stati di giunzione che trasformazioni,gli enunciati a struttura ternaria possono esprimere solo trasformazioni e prendono la forma deglienunciati traslativi:11

    10 Greimas [1973a: 33-35].11 Greimas [1969].

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    ET: (D1OD2)

    Questa struttura ternaria comune a verbi come dare, ricevere, spedire, comunicare,scambiare. Una configurazione sintattica semplice quella che prevede due soggetti orientativerso un solo oggetto. La situazione prevede un soggetto disgiunto da un oggetto econtemporaneamente un altro soggetto congiunto con il medesimo oggetto: [(S1Ov); (S2Ov)].Se ci concentriamo sui soggetti coinvolti nella trasformazione, si pu considerare questa proceduraun atto di comunicazione: infatti un soggetto del fare S3 sar incaricato del fare trasformativo.Greimas12 specifica che la comunicazione verbale un caso specifico della comunicazione intesanel senso pi esteso: si tratta infatti di un far sapere, cio di un fare che produce il passaggio di unoggetto di sapere. La struttura dello scambio prevede invece la presenza di due oggetti: loggetto alquale uno dei soggetti rinuncia e un altro oggetto che lo stesso soggetto desidera ardentemente. Loscambio pu essere virtuale (se il soggetto resta in qualche misura attirato dalloggetto che perde)o realizzato (se si annulla del tutto la relazione del soggetto con loggetto che perde). Nellacomunicazione partecipativa, infine, si attribuisce un oggetto senza una rinuncia concomitante. Peresempio nella comunicazione verbale un soggetto trasmette il sapere a un altro soggetto senzaprivarsene. Analogamente la regina dInghilterra ricorda Greimas13 pu delegare tutti i poteriagli organi costituiti senza per questo cessare di essere la sovrana con tutti i suoi poteri.

    2.2.4. La sintassi modale e lo schema narrativo canonico

    Fin qui Greimas si preoccupa di ampliare e approfondire gli schemi narratologici messi a puntosoprattutto da Propp (e da Lvi-Strauss), e lo fa allinterno di un paradigma decisamente anti-psicologico: il concetto di attante si sostituisce del tutto a quello di personaggio e viene concepitocome un puro fare, a prescindere dai suoi caratteri tipologici, psicologici, passionali. Eppure, sichiede Greimas,14 perch alcuni soggetti sono pi capaci di altri nella ricerca degli oggetti di valore?Perch sono pi competenti, hanno cio delle capacit o delle abilit maggiori. Analogamente,che cosa spinge i soggetti a ricercare degli oggetti? Il fatto che i valori investiti negli oggetti sianodesiderabili. Vi quindi un carico modale che va a sovradeterminare sia il soggetto del fare,costituendo la sua competenza modale, sia loggetto, costituendo la sua esistenza modale (che siripercuote sul soggetto di stato). In altri termini: il sistema canonico degli enunciati pu essereapplicato a testi che si basano su azioni ben chiare, dove siano reperibili stati di congiunzione e didisgiunzione; ma cosa dire di quei testi complessi in cui al centro dellattenzione non vi sono leazioni dei personaggi ma, per esempio, conflitti interiori, riflessioni, stati cognitivi? Per dirla in altritermini: una grammatica narrativa pensata come successione di enunciati di stato e del fare puservire a capire meglio larticolazione di una fiaba ma potrebbe poco di fronte allUlisse di Joyce oalla Ricerca del tempo perduto di Proust. Ma anche nel caso di testi non letterari (conversazioni,comizi, ecc.), appare evidente che linteresse non pu essere circoscritto alle azioni e alletrasformazioni narrative, essendo fondamentale ci che fa agire e trasformare le situazioni, e cio ladimensione cognitiva degli attanti.

    Secondo Greimas tale dimensione pu cominciare a essere descritta attraverso le modalit. Dalpunto di vista sintattico un predicato si definisce modale quando modifica un secondo predicatoprecedendolo posizionalmente nella catena sintagmatica della frase, come nel caso di Eva vuole

    12 Greimas [1973a: 33].13 Greimas [1973a: 41].14 NellIntroduzione a Greimas [1983].

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    prendere la mela, dove volere funge da predicato modale che modifica il predicato prendere.Se lenunciato del fare prevede una trasformazione, e dunque una performanza, ricorrendo ai verbimodali delle lingue naturali possiamo descrivere questa situazione con la struttura modale del far-essere (lesempio discorsivo potrebbe essere prendere una mela15). Tuttavia abbiamo detto che ciinteressa ci che fa realizzare la performanza, lo stato cognitivo che consente lazione, e cio lacompetenza. Ricorrendo alle modalit delle lingue naturali possiamo descrivere la competenza conla struttura modale dellessere del fare (lesempio discorsivo potrebbe essere voler prendere unamela o dover prendere una mela). La competenza insomma quel modo di essere che ciconsente di eseguire un atto. La performanza presuppone la competenza, e le due strutture modali,insieme, costituiscono quello che Greimas definisce atto pragmatico: se Eva prende la mela(performanza) perch Eva voleva prendere la mela (competenza presupposta dallatto).

    Se la performanza il fare che modalizza lessere, e la competenza lessere che modalizzail fare, restano da registrare due combinazioni possibili: il fare che modalizza il fare, e lessereche modalizza lessere. Il fare che modalizza il fare una forma di manipolazione: il serpente fain modo che Eva prenda il frutto dellalbero (lesempio discorsivo potrebbe essere far prendereuna mela). Si tratta dunque di un fare persuasivo, va per precisato che il soggetto modalizzatoredeve comunque modificare la competenza del soggetto modalizzato affinch si disponga a eseguirela performanza: di conseguenza anche il fare del soggetto modalizzatore, in definitiva, un far-essere. Lessere che modalizza lessere una forma di sanzione: il momento in cui Eva,ascoltando le parole del serpente, crede che loggetto sia investito di potere (credere nel poteredella mela); oppure pu essere inteso come il momento in cui si giudica un certo atto. Ecco unarappresentazione sintagmatica delle quattro strutture modali, che ridefinisce in modo pi completoed efficace la successione canonica delle prove di Propp e prende il nome di schema narrativocanonico:

    MANIPOLAZIONE SANZIONE far-fare essere dellessere performanza cognitiva di S2 competenza cognitiva di S2

    COMPETENZA di S1 PERFORMANZA di S1 essere del fare far-essere

    atto pragmatico

    Figura 6: Schema narrativo canonico Greimas [1976d: 73]16

    In questi termini latto pragmatico linsieme di una competenza e di una performanza e risultacollocato in un quadro contrattuale allinterno del quale la manipolazione e la sanzionecostituiscono due momenti essenziali. Nel momento della manipolazione un Destinante (S2) fa sche un soggetto (S1) faccia unazione. La manipolazione si caratterizza quindi come unazionedelluomo su altri uomini, con lo scopo di far eseguire loro un programma: si tratta in sostanza diuna comunicazione (destinata a far-sapere) in cui il destinante-manipolatore spinge il destinatario-manipolato ad accettare il contratto proposto attraverso la tentazione (quando viene proposto unoggetto di valore positivo), o lintimidazione (quando viene proposto un oggetto negativo), o la

    15 Alcuni esempi che seguono sono ripresi da Marsciani e Zinna [1991].16 Lo schema riporta le integrazioni di Magli e Pozzato [1983: XIII].

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    provocazione (Tu sei incapace di), o la seduzione (con un giudizio positivo). Nel momento dellasanzione il Destinante giudica latto compiuto da S1. Destinante e Destinatario devono in buonasostanza stipulare un contratto definendo obblighi e ricompense. Il contratto pu anche essereinterpretato come una forma di scambio poich un Destinante propone qualcosa a un Destinatario incambio di qualcosa. Tuttavia un esame attento delle dinamiche contrattuali mostra come questoscambio sia di natura essenzialmente cognitiva poich le due parti devono accordarsi sul valoredelloggetto che riceveranno in contropartita. Si tratta quindi di stabilire un contratto fiduciarioattraverso un fare persuasivo e un fare interpretativo dei due soggetti.

    Greimas ritiene importante soffermarsi sulla competenza: in effetti lessere, lo stato dellacompetenza, unistanza potenziale, un luogo di tensione tra un punto di partenza e un punto in cuilessere e il fare si realizzano. Questo stato di tensione pu essere descritto con articolazioni pisottili sotto forma di sovradeterminazioni modali. Greimas propone un inventario disurmodalizzazioni della competenza, cio una lista di quattro modalit: /volere/, /dovere/, /potere/,/sapere/. La competenza pu essere pensata pertanto come una catena orientata di modalit:

    dovere o volere sapere potere

    Un soggetto, sulla base di un contratto con un Destinante-manipolatore, deve o vuole farequalcosa, e per questa ragione acquisisce una competenza, il saper fare, cui deve seguirelacquisizione di un poter fare (per esempio un permesso). Infine la performanza, cio il far-essere,realizza lazione. Con la strumentazione modale possiamo quindi rendere conto dei conflittiinteriori dei soggetti: allinterno di uno stesso attore possono coesistere in maniera polemica unnon-dover-fare e un voler-fare, dando luogo a una lotta che si sviluppa interamente nelladimensione cognitiva. Dal che risulta evidente come con la teoria delle modalit il metalinguaggiosemiotico aumenti considerevolmente le proprie potenzialit descrittive.

    Come si pu notare, dallorganizzazione canonica degli enunciati narrativi alla sintassi modale ilpanorama cambia sensibilmente: da una semplice circolazione di oggetti si passa alla descrizionedei carichi modali: due soggetti che desiderano un oggetto avranno competenze modali ineguali, eloggetto di valore ricercato avr a sua volta le proprie attribuzioni modali. In Propp soggetti eoggetti erano fortemente iconizzati e costituivano la sola dimensione pragmatica del racconto. Orac un cambiamento qualitativo nella descrizione: abbiamo competizioni e interazioni cognitive trasoggetti dotati di competenze modali diverse che intendono appropriarsi di oggetti modalizzati. Lasintassi narrativa di superficie diventa cos una sintassi modale che rende conto della dimensionecognitiva.

    2.2.5. I Programmi Narrativi

    Viene definito programma narrativo (abbreviato in PN) lunit elementare della sintassinarrativa di superficie, costituita da un enunciato del fare che regge un enunciato di stato; iprogrammi narrativi indicano sintatticamente gli scopi e le azioni dei soggetti e possono essereespressi come enunciati di traformazione congiuntiva o disgiuntiva:

    PN = F[S1(S2Ov)]PN = F[S1(S2Ov)]

    Il programma narrativo pertanto da intendere come un cambiamento di stato effettuato da unsoggetto (S1) qualunque su un soggetto (S2) qualunque. Questo assetto sintattico semplice pu

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    talvolta essere complessificato: un PN semplice si trasforma in PN complesso quando esige larealizzazione preventiva di un altro PN: il caso della scimmia che per raggiungere la banana deveanzitutto cercare un bastone.17 Il PN generale detto PN di base (raggiungere la banana), mentre iPN presupposti e necessari sono detti PN duso (cercare un bastone, ecc.) e il loro numero dipendedalla complessit del compito da eseguire. I PN duso, che servono a produrre leffetto di senso didifficolt o di carattere estremo del compito, possono essere realizzati sia dal soggetto stesso,sia da un altro soggetto delegato dal primo: in questultimo caso si parla di PN annesso.

    2.3. Strutture discorsive

    Le strutture semio-narrative, secondo Greimas, costituiscono quella competenza semioticagenerale presupposta da qualunque produzione discorsiva. In questo senso esse ritraducono in unquadro semiotico pi articolato il concetto di langue di Saussure o di sistema di Hjelmslev. Ognienunciatore che si accinga a produrre un discorso si trova dunque questa base semio-culturale chegli preesiste e che egli ha il compito di attivare. Il passaggio dal livello delle strutture semio-narrative al livello delle strutture discorsive denominato convocazione proprio perch chi vuoleprodurre un discorso convoca una serie di conoscenze e capacit che gli sono offerte da questirepertori narrativi che sono postulati come universali. Nelle strutture discorsive si effettua quindi lamessa-in-discorso delle strutture narrative: i ruoli pi o meno astratti delle strutture semio-narrativevengono trasformati in una narrativit meno astratta, con attori ben definiti che sono collocati in unquadro temporale e spaziale dove si inscrivono i programmi narrativi che provengono dalle strutturesoggiacenti. In altri termini, comincia la vera e propria messa-in-scena, in unottica narrativapienamente umana.

    Per descrivere tecnicamente il passaggio dalla competenza semio-narrativa alle strutturediscorsive necessario prevedere, secondo Greimas, un soggetto enunciatore, cio unistanzaindividuale che prenda in carico la competenza socio-culturale ancora virtuale e la attualizzi sottoforma di discorso. Viene introdotta cos lenunciazione, cio una istanza di mediazione attraverso laquale le virtualit della lingua vengono messe in enunciato-discorso.

    Il soggetto enunciatore pu essere definito sulla base dei tre parametri io-qui-ora. Al momentodellatto di linguaggio listanza dellenunciazione proietta fuori di s, attraverso una operazione cheprende il nome di dbrayage (letteralmente disinnesco), un non-io disgiunto dal soggettodellenunciazione (dbrayage attanziale), un non-ora distinto dal tempo dellenunciazione(dbrayage temporale), e un non-qui che si oppone al luogo dellenunciazione (dbrayagespaziale). Si costituiscono, cos, gli elementi della sintassi discorsiva, legata a quelle strategie dienunciazione che a seguire vedremo nel dettaglio. Parallelamente il soggetto enunciatore convoca lecompetenze e i valori del proprio universo culturale e li trasforma in temi e figure nel quadro dellasemantica discorsiva.

    17 Greimas e Courts [1979: 257].

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    enunciatore io qui ora

    Istanza dellEnunciazione

    Strutture semio-narrative

    Figura 7

    2.3.1. La sintassi discorsiva e la teoria dellenunciazione

    Dbrayage attanzialeIl dbrayage attanziale ha la funzione di proiettare nel discorso la categoria del non-io. Quando

    nellenunciato compaiono i pronomi personali io e tu come nei discorsi in prima persona il dbrayage si definisce enunciazionale e si parler di enunciazione enunciata (o riportata). Inquesto caso lenunciato crea lillusione di trovarsi a contatto diretto con listanza dellenunciazioneintesa come contesto reale dellattivit linguistica. Tuttavia nessun io incontrato nel discorso puessere considerato come soggetto enunciatore propriamente detto, e nessun tu pu essereconsiderato soggetto enunciatario: si tratter pi precisamente di simulacri del soggettodellenunciazione, cio del modo in cui il soggetto dellenunciazione viene riportato e costruitoallinterno dellenunciato-discorso. Quando nellenunciato vengono proiettati soggetti altri ( il casodei racconti in terza persona in cui compare il pronome egli) il dbrayage si definisce enunciativoe si parler di enunciato enunciato (o oggettivato): lenunciato prodotto assume infatti una formaoggettivata, nel senso che si coglie bene la distanza rispetto alle strutture dellenunciazione.Lenunciazione resta pertanto una struttura virtuale e presupposta di cui lenunciato mantienetraccia attraverso una serie di elementi detti marche dellenunciazione; le diverse strategieenunciazionali possono produrre dal canto loro effetti di senso particolari, effetti direferenzializzazione attraverso i dbrayage enunciazionali, effetti di oggettivazione attraverso idbrayage enunciativi: Ci possono essere casi in cui il soggetto dellenunciazione viene segnalatoesplicitamente (con un pronome di prima persona nella lingua, con un movimento di macchina alcinema, con la rappresentazione del pittore in una tela etc.), oppure casi in cui, viceversa, ognitraccia della produzione enunciativa viene nascosta (con legli linguistico, le figure di profilo inpittura, la mancanza di intrusioni dautore in letteratura etc.), di modo che lenunciato appare privodi ogni riferimento a chi lo ha prodotto e, dunque, interamente proiettato verso la realt che tendea rappresentare. Per Greimas, insomma, lenunciazione sempre presente nellenunciato anchequando non percepibile, dato che lassenza della sua esplicitazione segnalando, ad es. neldiscorso storico, la volont di costruire forme di oggettivit appare ancora pi significativa dellasua presenza. [Fabbri e Marrone 2001: 12].

    Allinterno dello stesso enunciato si pu assistere poi a una moltiplicazione di livelli attraverso idbrayage interni (di secondo o di terzo grado): questo accade, per esempio, quando in un dialogouno degli interlocutori compie un dbrayage costruendo a sua volta un racconto allinterno delquale si installa un secondo dialogo. Come fanno notare Greimas e Courts [1979: 70], ognidbrayage interno produce un effetto di referenzializzazione: un discorso di secondo grado,

    Enunciato-discorso non-io dbrayage attanziale non-qui dbrayage spaziale non-ora dbrayage temporale

    Semantica discorsiva

    Tematizzazione Figurativizzazione

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    installato allinterno del racconto, d limpressione che questo racconto costituisca la situazionereale del dialogo e, inversamente, un racconto, sviluppato a partire da un dialogo inscritto neldiscorso, referenzializza questo dialogo.

    Nel quadro della discorsivizzazione, lattorializzazione indica le procedure attraverso le quali siistituiscono gli attori del discorso. Rispetto alla categoria letteraria di personaggio, lattore consenteuna maggiore generalizzazione: possono essere attori, per esempio, sia un tappeto volante sia unasociet commerciale. Lattore pu essere individuale (Paolo) o collettivo (la folla), figurativo(antropomorfo o zoomorfo) o non figurativo (il destino). Un attante pu essere manifestato neldiscorso da molti attori e un solo attore pu essere il sincretismo di molti attanti:

    1): 2): 3): A1 A1 A2 A3 A1

    a1 a1 a1 a2 a3

    Greimas [1983: 45]

    Tra lattante e lattore ci pu essere un rapporto univoco (caso 1: lattante del Destinante vienepersonificato dal re); oppure un attore pu rappresentare un sincretismo di pi attanti (caso 2: il reparte egli stesso per recuperare la principessa); oppure ancora una posizione attanziale pu esserericoperta da pi attori (caso 3: tre eroi vanno alla ricerca della principessa scomparsa).

    Dbrayage spazialeIl dbrayage spaziale ha la funzione di proiettare nel discorso la categoria del non-qui. Il

    dbrayage spaziale produce lo spazio oggettivo dellenunciato che si pu indicare come spaziodellaltrove, rispetto al quale lo spazio dellenunciazione rimane uno spazio virtuale e presupposto.Anche in questo caso possiamo avere casi di enunciazione enunciata proiettando nel discorso unqui che produce un simulacro dello spazio di enunciazione. Nel tentativo di dotarsi di categorietopologiche che possano servire per descrivere la spazialit dellenunciato Greimas e Courts[1979: 71] propongono una categoria tridimensionale che preveda gli assi della orizzontalit, dellaverticalit e della prospettivit, da integrare eventualmente con altre categorie relative ai volumi(del tipo inglobante/inglobato) o alle superfici (del tipo circondante/circondato).

    Nel quadro della discorsivizzazione le procedure con le quali lenunciato-discorso viene dotatodi unorganizzazione spaziale autonoma prendono il nome di spazializzazione. Rientra in questeprocedure la localizzazione spaziale, che permette di situare spazialmente, gli uni in rapporto aglialtri, gli attanti e i programmi narrativi. Secondo Greimas la localizzazione spaziale deve scegliersidapprima uno spazio di riferimento uno spazio zero a partire dal quale gli altri spazi parzialipossono essere disposti: lo spazio di riferimento viene definito spazio topico, e gli spazi adiacenti(quelli di dietro e davanti) eterotopici. Lo spazio topico viene sottoarticolato in: spazio utopico,luogo delle performanze (dove si svolgono le azioni, dove il Soggetto si congiunge con lOggettodesiderato), e spazi paratopici, luoghi in cui si acquisiscono le competenze (dove il Soggetto siprepara a svolgere lazione, acquisisce delle abilit, delle capacit, ottiene dei permessi, ecc.). Inseguito alla localizzazione spaziale, si pu organizzare la concatenazione sintagmatica degli spaziparziali: si tratta della programmazione spaziale, con la quale si mettono in correlazione icomportamenti programmati dei soggetti (dei loro programmi narrativi) con gli spazi che essi usano(per esempio: cucina + sala da pranzo; camera + bagno + w.c., ecc.).

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    Dbrayage temporaleIl dbrayage temporale ha la funzione di proiettare nel discorso la categoria del non-ora. Il

    dbrayage temporale produce un tempo del discorso che si pu indicare come un allora, autonomorispetto al tempo dellenunciazione (ora). Anche in questo caso possiamo avere lenunciazioneenunciata, proiettando nel discorso un ora che produce un simulacro dellistanza di enunciazione.Nel quadro della discorsivizzazione le procedure con le quali si dota lenunciato-discorso diunorganizzazione temporale autonoma prendono il nome di temporalizzazione. Rientra in questeprocedure la localizzazione temporale, attraverso la quale si organizzano le successioni temporali esi collocano temporalmente, gli uni in rapporto agli altri, i diversi programmi narrativi del discorso.Il dbrayage istituisce nel discorso due posizioni temporali zero: il tempo di allora (o tempoenunciativo), e il tempo di ora (o tempo dellenunciazione). Ecco la categoria topologica chediventa sistema di riferimento per le diverse articolazioni temporali:

    concomitanza / non-concomitanza

    anteriorit / posteriorit

    Il tempo di allora si identifica con la realizzazione del programma narrativo di base e pu essereconsiderato come il presente del racconto. a partire da questa posizione che la narrazione cheprecede si presenta come una anteriorit, mentre i racconti profetici o premonitori si collocanonella posteriorit. Attraverso la programmazione temporale si dispongono i programmi narrativi inun asse delle consecuzioni secondo la categoria di anteriorit/posteriorit. Oltre a questo, laprogrammazione temporale implica una misura del tempo in durate: tutti i programmi narratividuso sono valutati in quanto processi durativi e la procedura di periodizzazione dei programminarrativi duso viene vista in funzione della realizzazione del programma narrativo di base. Laprogrammazione temporale tiene conto anche della possibilit di programmare in concomitanza dueo pi programmi narrativi, per esempio attraverso la procedura di inclusione, che permette dicollocare in una durata pi lunga una durata pi corta. Un PN pu entrare in uno stato di attesa, dinon-fare, che permette di eseguire un PN2; oppure si pu installare un soggetto delegato (peresempio un aiuto cuoco) che esegue simultaneamente un PN2. Infine la temporalit, ricordanoGreimas e Courts [1986], pu essere aspettualizzata: lincoativit coglie lazione nel suo momentoiniziale, la durativit coglie lazione nel suo dispiegarsi, la terminativit coglie lazione nel suomomento finale.

    EmbrayageSe il dbrayage la proiezione da parte dellistanza dellenunciazione di attori, tempi e spazi nel

    discorso, in un movimento che va dallenunciazione allenunciato, si pu dare anche il caso di unmovimento inverso, che simula il ritorno dallenunciato allenunciazione: si tratta dellembrayage,che designa appunto leffetto di ritorno allenunciazione. Si ha embrayage quando si produce uneffetto di identificazione tra il soggetto dellenunciato e il soggetto dellenunciazione. Pu essere ilcaso in cui un narratore dopo essersi eclissato alla fine di un racconto riemerge per rivolgersi ailettori; oppure pu essere il caso in cui un personaggio alla fine del film guarda nella camerariportando lo spettatore nel contesto dellenunciazione (finzione) filmica. Pertanto ogni embrayagepresuppone unoperazione di dbrayage che lo precede logicamente poich lenunciato devecomunque essere stato prodotto attraverso un dbrayage affinch vi si possano riconoscere queglielementi che consentono di parlare di un ritorno allistanza di enunciazione. Questi elementipossono essere i pronomi io e tu o altre locuzioni che designano lenunciatore o lenunciatario,qui e ora e altre locuzioni che designano il luogo e il tempo dellenunciazione.

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    Il ritorno allistanza dellenunciazione evidentemente non pu che risultare illusorio e varicondotto nel quadro degli effetti di senso che si possono realizzare attraverso le strategieenunciazionali. Il ritorno alla fonte dellenunciazione infatti impossibile e il soggettodellenunciazione inaccessibile. Lembrayage di fatto un ritorno a un simulacro, e mai allaoriginaria istanza dellenunciazione.

    2.3.2. La semantica discorsiva: tematizzazione e figurativizzazione

    Se da un punto di vista sintattico la discorsivizzazione delle strutture semio-narrative pu esseredefinita come un insieme di procedure di attorializzazione, di temporalizzazione e dispazializzazione, dal punto di vista semantico i valori delle strutture semio-narrative vengonoinvestiti nel discorso a diversi livelli. Riprendiamo, per illustrare il livello della semanticadiscorsiva, un esempio di Greimas e Courts [1979: 295]. Supponiamo che nel livello delle strutturesemio-narrative vi sia un attante Soggetto che ricerca la libert; questo equivale a dire che c unattante Oggetto investito del valore libertche posto come disgiunto dal Soggetto, per il quale ilvalore libert diventa lobiettivo del proprio programma narrativo. Ora, il valore libert puessere tematizzato a livello discorsivo come un percorso di evasione: la tematizzazione dunqueuna procedura di conversione semantica che permette di formulare diversamente uno stesso valore,anche se in maniera sempre astratta. Ulteriori investimenti semantici possono invece figurativizzarequesto stesso valore rendendolo meno astratto: per esempio attraverso la descrizione di un imbarcoverso mari lontani: Si dir dunque che un percorso narrativo dato pu essere convertito, almomento della discorsivizzazione, sia in un percorso tematico, sia, con una tappa ulteriore, in unpercorso figurativo, e si distingueranno cos tenendo conto delle due procedure di tematizzazionee di figurativizzazione due grandi classi di discorso: i discorsi non figurativi (o astratti) e quellifigurativi. [ibidem]

    Nel discorso assistiamo quindi alla disseminazione di temi, cio di stereotipi specifici, e difigure, cio forme concrete della nostra esperienza percettiva. Ecco la spiegazione di Floch [1985:55], sempre a partire dal valore libert: Facciamo lesempio di un percorso generativoparticolare, definito dalla ricerca, da parte del soggetto, di un oggetto di valore come la libert.Investito nel discorso e, in particolare, spazializzato, il percorso di liberazione diverr unaevasione. Da quel momento il tema diventa gi meno astratto; ma lo stesso percorso potrdiventare apertamente figurativo con lapparizione di grate segate, di cavalcate, di imbarchi, oancora di lampade meravigliose e di tappeti volanti. Immettere nel discorso , quindi, anche, perinvestimenti semantici sempre pi complessi e particolari, fare di un percorso narrativo, astratto, unpercorso tematico poi un percorso figurativo. Analogamente, il tema dello sperpero18 pu averevari percorsi figurativi: 1. la vita debosciata, con la rappresentazione di festini; 2. la dilapidazioneper il gioco, con la rappresentazione di roulette, case da gioco, ecc.; 3. la dilapidazione per amore,con la rappresentazione di regali, capricci, ecc.; 4. lacquisito di droga, ecc.

    Proviamo a fare un esempio a partire da una lettera ipotetica come la seguente:

    Caro amico, ti scrivo questo soggetto da Marsiglia, dove ho trovato ispirazione per una storiadavventure e di vendette.La storia comincia il 24 febbraio 1815. Edmondo Dants, marinaio di Marsiglia, sta per esserenominato capitano del Pharaon e sta per sposare la bella catalana Mercedes. Ma Fernando, spasimantedi Mercedes, e Danglars, compagno di bordo di Edmondo, denunciano Dants quale agente

    18 Lesempio discusso in Pozzato [2001: 71].

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    bonapartista. Il giudice Villefort fa rinchiudere Dants nel Castello dIf. Qui Dants rimane perquattordici anni e conosce labate Faria, ritenuto da tutti un folle perch dichiara di avere un tesoronascosto. Faria muore, Dants riesce a fuggire mettendosi nel sacco del cadavere dellabate eliberandosi una volta in mare. Seguendo le indicazioni dellabate Faria trover il tesoro nellisola diMontecristo e diventer il ricco e potente Conte di Montecristo. La vendetta avviene a Parigi, dove ilConte di Montecristo ritrova Fernando (conte di Morcerf) e sua moglie Mercedes, il ricco banchiereDanglars e Villefort. Montecristo costringe al suicidio Morcerf, fa impazzire Villefort, e infineperdona Danglars dopo avergli fatto patire sofferenze atroci.Io sono sicuro che questa storia potr interessare, ma non so come reagir il pubblico di fronte allavendetta spietata di Montecristo, che in fondo si sostituisce alla Provvidenza. Vorrei sapere che cosane pensi tu, che hai una cos elevata sensibilit etica.

    Quello che abbiamo di fronte un testo manifestato (la sostanza di manifestazione la scrittura), ma perla nostra descrizione ci concentreremo sul livello immanente del discorso. Il primo dbrayage nelle primedue righe: chi scrive installa un simulacro dellenunciatore (io) e un simulacro dellenunciatario (tu).Abbiamo visto che tecnicamente si definisce dbrayage enunciazionale.

    Nel secondo paragrafo abbiamo un dbrayage enunciativo, perch vengono proiettati soggetti altririspetto a quello dellenunciazione e si costruisce in tal modo un discorso oggettivato, in terza persona: ilsoggetto enunciatore proietta nel discorso degli attori (non-io), con antroponimi come Edmondo Dants,Fernando, Mercedes, ecc.; degli spazi (non-qui), con toponimi come Marsiglia e lisola diMontecristo; dei tempi (non-ora), con crononimi come 24 febbraio 1815. Il valore profondo libertdiventa nel discorso il tema dellevasione, che viene mostrato figurativamente con limmagine di Dants chesi mette nel sacco destinato allabate Faria per realizzare la fuga.

    Nel terzo paragrafo del testo abbiamo un embrayage: chi scrive produce un effetto di ritorno allistanza dienunciazione intervenendo in prima persona (io), riferendosi a un pubblico, chiamando in causa il suointerlocutore (tu). Lembrayage che presuppone sempre un dbrayage produce, evidentemente, un effettodi realt, ma sappiamo che non si tratta certo di un ritorno allistanza dellenunciazione reale: lio del testonon coincide ovviamente con il Dumas in carne-e-ossa, cos come il tu non altro che un simulacrodellinterlocutore di Dumas.

    2.4. La semiotica delle passioni

    Alla fine degli anni Settanta per il suo seminario di Smantique gnrale presso lcole desHautes tudes en Sciences Sociales di Parigi Greimas sceglie il tema delle passioni. A lungo lasemiotica aveva escluso programmaticamente ogni prospettiva psicologizzante, considerando gliattanti come puri agenti, senza caratteri e temperamenti particolari. Questa mossa era stataperaltro decisiva per definire la specificit dellapproccio semiotico. Gradualmente Greimas sirende conto per che questa esclusione stata unarbitraria limitazione metodologica: le azioninarrative dipendono infatti in larga misura dalla passionalit, cio dallessere dei soggetti, e unateoria semiotica deve rendere conto anche di questo livello. Del resto se si considerano leinterazioni umane, appare chiaro come il fattore passionale agisce a monte della comprensione: nonc mera comprensione, ma aggiustamento patemico, il fidarsi e il diffidare, la lealt o la slealt,ecc. La passione si rivela cos presupposto, ingrediente, effetto ineliminabile di razionalicomportamenti strategici. [Fabbri e Sbis 1985: 239] Al di l di qualunque approccio psicologico,la semiotica colloca la problematica delle passioni allinterno di una teoria generale dellasignificazione e studia i sentimenti e le passioni rappresentate nel discorso.

    Secondo Greimas lo stato passionale di un soggetto ha radici profonde e trova origine nel livelloprofondo del Percorso Generativo. Sappiamo che a questo livello si colloca il quadrato semiotico,che la rappresentazione tassonomica di una categoria semantica e dispone in una forma logica deivalori puramente descrittivi. Ebbene a questo livello agisce una categoria timica (dal greco thyms,che significa cuore, affetto), una categoria primitiva detta anche propriocettiva poich aiuta a

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    descrivere il modo in cui ogni essere vivente sente se stesso e reagisce a ci che lo circonda.Attraverso i suoi termini contrari, che sono euforia vs disforia, la categoria timica si proietta sulquadrato (e quindi lo sovradetermina) e assiologizza i suoi valori, connotandoli positivamente(come attraenti) o negativamente (come repulsivi). In altri termini: sovradeterminando unmicrouniverso semantico organizzato in forma di quadrato semiotico, la categoria timica connotacome euforica una deissi del quadrato semiotico e come disforica la deissi opposta, e quindiprovoca la valorizzazione positiva e/o negativa (assiologizzazione) di ciascuno dei termini dellastruttura elementare della significazione.19 Si pu dire quindi che lapplicazione del timico aldescrittivo trasforma le tassonomie in assiologie. [Greimas 1979: 89] La categoria timica, con isuoi termini euforia e disforia, cerca quindi di descrivere il modo in cui ogni essere vivente sidispone nei confronti di ci che lo circonda dando luogo a un complesso sistema di attrazioni e direpulsioni.

    Come esempio si immagini un diario personale in cui un autore anziano e sfiduciato manifestatutta la sua stanchezza per la vita. malato, depresso, non ha pi energie. Gli anni migliori sonopassati e non ha pi voglia di ricordarli. Attende la morte, che per lui significherebbe la fine dellesofferenze. Anzi decide di andarle incontro smettendo di mangiare e lasciandosi andare a una lentaconsunzione. Volendo descrivere il percorso generativo del senso di questo testo, nel livelloprofondo metteremmo senzaltro la categoria vita vs morte, il cui sviluppo logico darebbe luogoal quadrato semiotico visibile nella Figura 8. Ma latteggiamento del nostro autore dipende dallaproiezione della categoria timica su quel quadrato, in virt della quale la deissi della vita vieneinvestita in modo disforico, mentre la deissi della morte in modo euforico. Vita e morte sonodue termini semici descrittivi che in virt della proiezione della categoria timica diventano valoriassiologici, con la vita valorizzata in modo negativo e la morte valorizzata in modo positivo.

    Categoria timica Disforia Euforia Investimento assiologico Investimento assiologico negativo positivo vita morte

    Deissi valorizzata Deissi valorizzata negativamente positivamente

    non-morte non-vita

    Figura 8

    Gli investimenti assiologici determinano le pulsioni profonde e sono quindi alla base degli effettipassionali. Come ricordano Marsciani e Pezzini [1996: XXXIII], le assiologie determinate dallacategoria timica delineano i campi di valori che caratterizzano il livello semio-narrativo disuperficie (grammatica narrativa), dove le attrazioni e le repulsioni si traducono in azioni, lotte,scambi, desideri, competizioni tra soggetti e oggetti. Infine a livello discorsivo linvestimentotimico del livello profondo prende corpo in configurazioni e ruoli patemici, per cui gli attorisaranno felici, allegri, collerici, nostalgici, ecc. Ma importante sottolineare come in questa

    19 Cfr. Greimas e Courts [1979: voce Timica (categoria)].

  • 23

    prospettiva la dimensione patemica diventi la componente fondamentale di ogni tipo di discorso, nelsenso che precede logicamente la costituzione dei discorsi.

    Dal momento che la narrativit si organizza sulla base di uno schema narrativo canonico,Fontanille [1993] pensa a un percorso canonico delle passioni costituito da cinque fasi.

    La costituzione, dice Fontanille, la fase nella quale il soggetto emerge allinterno deldiscorso, nel senso che messo nella condizione di conoscere una passione. Il soggetto dunquericettivo rispetto a eventuali sollecitazioni passionali. Le analisi dei testi convergono nel rilevare, inquesta fase, particolari modulazioni ritmiche e quantitative del soggetto: agitazione, rallentamento eimbarazzo sono esempi tipici di temporalit ritmica sospesa, neutralizzata rispetto a eventi chepotrebbero verificarsi ma che per il momento non avvengono. E lo stile tensivo che caratterizzaquesta fase resta di solito invariata nelle fasi successive del percorso passionale.

    La disposizione, secondo Fontanille, la fase in cui un soggetto acquisisce le determinazioni perprovare una passione specifica. Mentre prima eravamo nella fase della predisposizione generica allepassioni, ora le passioni cominciano a determinarsi: per esempio il soggetto, tramite il sospetto,comincia a determinare la sua gelosia.

    La patemizzazione la fase trasformatrice, il momento in cui il soggetto capisce il suoturbamento ed in grado di identificarlo come passione. In pratica il soggetto pu dare un nome alsuo stato sulla base delle codificazioni passionali della propria cultura. In questo senso lapatemizzazione anche una spiegazione retroattiva degli stati precedenti.

    Lemozione, sottolinea Fontanille, ci riconduce allindividuo e al suo corpo: Se infatti lacostituzione, con la sua temporalit musicale e ritmica e le sue propriet tensive, concernevaessenzialmente la componente propriocettiva, la disposizione e la patemizzazione lasciavano inapparenza in pace il corpo del soggetto; ecco allora che con lemozione questultimo ricompare:sussulto, trasposto, fremito, tremore, convulsione, sobbalzo, turbamento e cos via tutte questepassioni manifestano, grazie a una reazione somatica vissuta dal soggetto e osservabile dallesterno,la conseguenza timica della trasformazione passionale e pi in particolare il carattere sopportabile oinsopportabile, atteso o inatteso di tale conseguenza per il corpo del soggetto. [Fontanille 1993:259]

    La moralizzazione conclude il percorso passionale: il soggetto valuta le fasi del percorsopassionale sia sulla base della cultura nella quale inserito sia a titolo personale, in quanto eglistesso implicato nella scena passionale. il momento in cui si valuta se si stati troppo irruenti,troppo impulsivi, troppo vanitosi, troppo generosi, ecc. essenziale, ricorda Fontanille, che ci siauna regolamentazione individuale e sociale degli stili tensivi, delle competenze e dellemanifestazioni passionali.

    2.5. Caratteri metodologici ed epistemologici della semiotica di Greimas

    La semiotica di Greimas e dellcole de Paris essenzialmente una metodologia danalisi, equindi pi vicina alle esigenze descrittive della lingustica (Saussure, Hjelmslev), da cui peraltro inlarga misura deriva, che alle forme speculative della filosofia del linguaggio. Linteresse di Greimas rivolto a grandezze manifeste di qualunque tipo che ci si propone di conoscere e di descrivere: unpaesaggio, due persone che passeggiano, un racconto, un testo audiovisivo, un quadro, una strutturaarchitettonica, una jam session, ecc. Queste porzioni di realt devono essere concepite comeinsiemi significanti e diventano i testi da descrivere e da conoscere. Il fatto che si parli di porzionidi realt indicativo: non ci si occupa infatti solo delle lingue naturali, ma anche dei contestiextralinguistici e quindi del mondo naturale.

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    Il primo passo del semiologo consiste nellipotizzare che la porzione di realt sulla quale si concentrata lattenzione possieda unorganizzazione, unarticolazione interna autonoma. Greimaspensa infatti che il testo sia provvisto di almeno due piani di articolazione espressione e contenuto, e sia dotato di un duplice modo di esistenza, paradigmatico e sintagmatico (e dunque pensabilecome sistema o come processo).20 Greimas tuttavia non si occupa del piano dellespressione gimolto studiato dalla linguistica comparativa e concentra la sua attenzione sul piano del contenuto,pensando di descriverlo secondo il suo modo di produzione: qui si innesta quella forma generativache ricostruisce la produzione come un movimento che va dal pi semplice al pi complesso, dalpi astratto al pi concreto. Nelle strutture semio-narrative Greimas pone la narrativit comeprincipio dellorganizzazione di ogni discorso. Nel livello pi concreto delle strutture discorsiveGreimas colloca invece la teoria dellenunciazione. Ma va ribadito che Greimas e lcole de Parislavorano solo sul piano del contenuto sviluppando di fatto una semantica generativa,21 mentre lostesso lavoro descrittivo per il piano dellespressione resta ancora in larga misura da fare. La Figuraseguente rende conto dello stato attuale della ricerca semiotica, con il livello immanente del pianodel contenuto descritto in forma generativa:

    E

    EspressioneManifestazione del testo

    Contenuto

    C

    Figura 9

    20 Greimas e Courts [1979: 306].21 Marsciani e Zinna [1991: 34].

    Strutturediscorsive

    Sintassi discorsiva Attorializzazione Spazializzazione Temporalizzazione

    Semantica discorsiva

    Tematizzazione Figurativizzazione

    Livellodi superficie

    Sintassi narrativa di superficie Semantica narrativa Strutturesemio-

    narrative Livelloprofondo

    Sintassi fondamentale Semantica fondamentale

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    La teoria greimasiana, di tipo generativo, costruisce pertanto il proprio oggetto di analisi e nesimula il percorso che, di livello in livello, porta alla sua costruzione: In altre parole, il senso nonviene colto nella manifestazione caotica dei segni in superficie, ma in base alla ricostruzioneipotetica del suo percorso che, partendo da un livello profondo, da una base logico-semantica, siconverte in piani pi superficiali fino allincontro con i sistemi dellespressione. [Magli e Pozzato1984: II] Il Percorso Generativo pertanto un modello teorico della significazione che dispone levarie categorie secondo unorganizzazione controllata in livelli di pertinenza, ciascuno dotato diunorganizzazione autonoma ma tutti coordinati da una logica di presupposizione, per cui un livellopi superficiale rappresenta un incremento di significazione rispetto ai livelli pi profondi e astratti.Cos se da un lato la teoria deve fornire un quadro correlato e definito di strumenti di indagine,dallaltro deve preservare lautonomia dei vari livelli (strutture semio-narrative, strutture discorsive)per ordinare in modo coerente le diverse problematiche della significazione. Ne consegue che nelleanalisi fondamentale applicare il principio di pertinenza, precisando il livello (o i livelli) in cui cisi intende situare. A maggior ragione se si fanno analisi comparative importante mantenere unlivello comune di indagine confrontando i testi di un corpus sulla base di una medesima area dipertinenza. Il principio di pertinenza pu sembrare restrittivo e riduttivo rispetto ai materiali ricchi earticolati sottomessi allanalisi, ma bisogna ricordare che un oggetto si studia necessariamente daunangolazione particolare e scegliendo una certa prospettiva: un fiore verr studiato in modo deltutto diverso se lanalista sar un fioraio, uno studioso di botanica o un esperto di regali romantici.

    Infine, a proposito della prospettiva generativa con la quale si intende impostare lanalisisemiotica occorre evitare un equivoco: il percorso generativo intende descrivere un oggettosignificante secondo il suo modo di produzione e non secondo la storia della sua produzione. Inaltri termini, il percorso generativo non ripercorre le fasi attraverso le quali un enunciatorecostruisce un testo, ma rappresenta la ricostruzione del senso cos come viene effettuata a posterioridallanalista. La generazione del senso, ricostruita analiticamente quando il testo gi statoprodotto, non va dunque confusa con la genesi del testo, cio con le fasi cronologiche che sono statenecessarie per concepirlo e per realizzarlo.22

    22 Cfr. Floch [1985: 48].

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  • 27

    in Greimas 1983, pp. 217-238.1982 Le dfi, Actes smiotiques. Bulletin, 23; ripreso in Greimas 1983, pp. 205-215.1983 Du sens II Essais smiotiques, Editions de Seuil, Paris [trad. it. Del senso 2. Narrativa,

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