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Il Teorico

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Racconto di Natale - I magi ed il mondo accademico, dal punto di vista di un fisico teorico

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  • Il Il Il Il TTTTeoricoeoricoeoricoeorico Istituto di Dinamica Celeste 5 giorno dopo l'Equinozio di Primavera

    Il dottor B. continuava a lavorare alla sua lavagna, nonostante il sole fosse tramontato, i suoi colleghi se ne fossero gi tornati alle proprie case, e la luce nella stanza non fosse abbastanza forte per i suoi occhi, invecchiati troppo presto nel passare gli anni su formule, calcoli, diagrammi. E faceva anche freddo - si ri-sparmiava il pi possibile sul riscaldamento, non erano tempi facili. Non erano mai tempi facili per la ricerca, in effetti. Non per quella pura, almeno: i governanti preferivano inve-stire in armamenti. Comunque, i suoi colleghi avevano buon tempo.

    Fatelo vedere al Teorico!

    Ci vuole poco: tu fai osservazioni inaccurate, non sai cosa hai visto, passi tutti i tuoi qua-derni delle osservazioni (scritti come neanche un cane dislessico) a qualcun altro, gli dici "guarda un po' questi dati che mi sembrano un fenomeno strano" e te ne vai a casa in pa-ce, al caldo del tuo caminetto. Tanto sempre il dottor B., che un Teorico, a sbrogliare la matassa. Che poi ci sono due tipi di Teorici: quelli che cercano di interpretare le cabale degli esperimenti e delle osservazioni, e quelli che fanno previsioni. E il dottor B. sarebbe, per formazione, del secondo tipo. Della serie: "non previsto, lo vedi nel tuo telescopio, pulisci le lenti e guarda meglio".

    Ora, ad esempio, quel bel tomo del dottor G. sostiene che sarebbe nata una nuova stella.

    Istituto di Dinamica Celeste notte del 6 giorno dopo l'Equinozio di Primavera

    Nata una nuova stella, figurarsi! Per prima cosa, lo sanno anche i bambini che i cieli sono immutabili, e che gli unici a muoversi sono (come dice il nome stesso, tra l'altro) i pianeti. Quanto alle comete, non neanche sicuro che siano oggetti celesti: potrebbero benissimo essere fenomeni atmosferici, n esistono evidenze che non lo siano. E, cos maledicendo il nuovo arrivato del piano di sotto, il dottor B. riprese per l'ennesima volta in mano le tavole e le effemeridi, ed inizi a confrontarne i dati. Perch quelli che passano i loro giorni ad aguzzare gli occhi contro il nero del cielo pensano che tutti sappiano riconoscere a vista oggetti ed astri dalle pagine di coordinate angoli numeri, e che basti depositare sulla scrivania del vicino un pacco di tabelle perch l'altro trovi al volo l'anomalia, che poi effettivamente ci sia non nemmeno detto. Cos, il dottor B. passa la notte a cercare di riconoscere, tra i punti segnati dal dottor G., quale sia una stella e quale stella sia, quali costellazioni di quelle visibili abbia effettivamente visto, se e dove e come ci sia lo stra-no fenomeno della cosiddetta stella nuova.

    Non che sia facile; a parte la pessima grafia, che aveva gi notato, il dottor B. deve anche considerare che le tavole astro-nomiche sono state realizzate osservazione dopo osservazione, e quello che in una sera qualsiasi si vede in cielo molto meno di quello che le tavole riportano. Ch poi bisognerebbe essere sicuri che le tavole siano accurate, e finch nessuno

  • propone un modello sicuro per i moti celesti tutt'altro che scontato.

    Questo esattamente il tipo di cose che gli Sperimentali tentano di dimenticare, e spesso ci riesco-no benissimo.

    Se sapessimo con ragionevole certezza come si debbano muovere, da una notte all'altra, da un me-se all'altro, da un anno all'altro, questi benedetti cieli, la stella o il pianeta che oggi qui, tra la cin-tura e la spada di Orione, sapremmo dove andarlo a cercare domani, e non penseremmo mai che, per qualche motivo, la stella A (75N, 1222' E) oggi non si vede, ma si vede la stella B (752' N, 1221' E) che ieri non era visibile, e magari sono la stessa che si spostata.

    Esiste, quindi, la possibilit che le tavole su cui i dottori confrontano quello che si vede con quello che si deve vedere siano sbagliate. Ma solo una preoccupazione molto margi-nale; sembra quasi inventata da uno Speri-mentale che sbaglia gli esperimenti. Infatti, nelle osservazioni del dottor G. c' uno stra-falcione enorme. Incredibile come quello sia riuscito a farlo. A meno che le condizioni me-teorologiche fossero insolite. Perch qui manca-no non gi delle stelle fioche e quasi invisibili; ma dei pianeti.

    Istituto di Dinamica Celeste alba del 6 giorno dopo l'Equinozio di Primavera

    Stava albeggiando sui tetti di Susa, quando il dottor B. decise di rinunciare a trovare i pianeti sul qua-derno delle osservazioni. Era una delle prime cose che aveva notato, che mancavano le posizioni dei pianeti; ed aveva, di conseguenza, deciso di non occuparsi della questione, almeno finch il dottor G. non avesse sistemato i dati; perch uno non si pu dimenticare dei pianeti. Poi gli era venuto uno scru-polo - aveva, cio, notato che il dottor G. non scriveva mai, accanto alle coordinate, quello a cui faceva-no riferimento; e quindi, magari, tra quelle paginate di numeri erano nascosti i pianeti che non appari-vano a vista.

    Decisamente, le tavole non erano fatte bene. E il dottor G. poteva, come minimo, utilizzare una conven-zione di scrittura che gli evitasse di dover riconvertire le coordinate nelle prime in quelle delle osserva-zioni, o viceversa. E, cos, qualche ora era passata nel fare conversioni. Dopo, aveva dovuto giocare al "trova le differenze", o meglio al "trova le uguaglianze", per mettere la sua bella didascalia ad ogni og-getto osservato. Pi facile a dirsi che a farsi, perch i pianeti e le stelle si spostano, durante la notte (Aristarco di cui aveva letto qualcosa aveva un'idea diversa in merito, ma decisamente irrilevante ai fini dell'osservazione), e non che sulle tavole ci sia la loro posizione minuto per minuto; va quindi calcola-ta la traiettoria, e vanno cercati sulle tavole in tutte le posizioni possibili, perch figurati se il dottor G. ha scritto l'ora in cui osservava questo o quel quadrante.

    E, poich chi cerca trova, Venere era stato individuato. Almeno lui! Ma ormai al-beggiava sui tetti di Susa, e n di Giove, n di Saturno, n di Marte c'era traccia. Questa doveva essere, dunque, l'anomalia a cui il suo collega faceva riferimento. Anomalia nefasta, senza alcun dubbio. E poi c'erano ancora molti oggetti non i-dentificati, tra i quali doveva nascondersi la famosa nuova stella del dottor G.; ma c'era da controllare meglio: concentrarsi sui pianeti fantasma gli aveva fatto perde-re molto tempo, e trascurare le stelle. Un altro momento, per. Gi si era addor-mentato sulla scrivania, con il capo appoggiato sulle carte.

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  • Istituto di Dinamica Celeste 6 giorno dopo l'Equinozio di Primavera

    Il sole era coperto da una densa caligine quando il dottor B., sentendosi scosso da qualcuno, si risvegli di soprassalto. Accanto a lui, con le stesse sue occhiaie di chi non aveva dormito che qualche ora buttato sulle carte e sul duro legno della scrivania, il dottor G. Hai visto?

    Il dottor B. si strizz gli occhi, si mise le mani nei capelli, e le ritrasse coperte da un liquido scuro e appiccicoso. Nel dormire aveva rovesciato il calamaio; con lo sguardo percosso per un secondo dal panico gett lo sguardo sulla scrivania, e per miracolo l'inchiostro non aveva macchiato le osservazioni su cui aveva passato la notta. Una buona met del suo articolo in lavorazione I moti della Terra visti dall'Antiterra - Introduzione non pedagogica sarebbe stata da riscrivere, ma almeno non aveva vegliato per nulla.

    Visto cosa? Quanto pu essere scritto male un quaderno delle osservazioni? La stella nuova!

    Il dottor G. sventolava il quaderno delle osservazioni di quella notte - ad un primo sguardo, non scritto meglio di quello della notte precedente.

    No, ascolta...non ho ancora finito... un'impresa titanica capire cosa hai scritto, perch lo hai fatto e cosa intendevi! Lasciami un po' di tempo, o siediti a spiegarmelo.

    Il dottor G. era proprio uno dei pi giovani. Tutto acceso d'entusiasmo, quasi non riusciva a mettere in fila due parole, preso com'era dalla sua "stella nuova". Le osservazioni di quella notte ne avevano confermato la presenza. grandissima e luminosissima! E gli agitava sotto il naso il quaderno delle osservazioni. Ascolta, siediti un attimo. PRIMA, mi vuoi dire dove sono Marte, Giove e Saturno, nel tuo quaderno? Ecco, dovrebbero... e il dottor G. sfogli velocemente i due quaderni ...non ci sono!

    Istituto di Dinamica Celeste 10 giorno dopo l'Equinozio di Primavera

    La faccenda aveva suscitato una certa attenzione fra gli addetti ai lavori, almeno l all'Istitu-to. Probabilmente anche all'esterno, tra la gente comune, ma non che un Dottore scenda al mercato a fare la spesa per sapere cosa ne pensi delle stelle la signora Rita o il Paolo Fox di turno. Sulla scrivania del dottor B. si accumulavano quaderni delle osservazioni, perch buona parte degli astronomi del dipartimento si era messa a scrutare il cielo palmo a palmo (tra le proteste del Direttore dell'Istituto, ch si trascurava la didattica, bisognava organizza-re il Consiglio di Dipartimento, sotto che voce andavano messe a bilancio le spese, e poi bi-sognava battere sul tempo quelli di Alessandria, e sbrigarsi a pubblicare, ed invece tutti se ne stavano l a fissare il firmamento, notte dopo notte).

    Tutti, eccetto il Teorico. Aveva ben altro da fare, lui, che guardare. Lui, doveva vedere. I fatti assodati erano due. Il primo era che si doveva scatenare una vera caccia al pianeta, per capi-re dove si fosse cacciato. Marte, Giove, Saturno non erano nella loro orbita. Ora, pu capita-re che non si veda Marte per qualche giorno, se il cielo non limpidissimo; potrebbe forse capitare in teoria che si faccia fatica a riconoscere Saturno; ma non si mai visto che non si veda Giove. Eppure questi pianeti non erano n dove erano di solito, n dove avrebbero potuto essere.

    Il secondo fatto assodato era questa nuova stella bas