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GREIMAS...Per Greimas il riconoscimento richiede l’intervento di una griglia di lettura che costituisce la semiotica del mondo naturale (macrosemiotica). Livello figurale stilizzato,

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  • GREIMAS

    Semiotica del visivo

  • L’enunciazione nei testi visivi

  • Campagna di arruolamento nell’esercito statunitense, 1917strategia della prossimità

  • Leonardo da Vinci, Annunciazione, 1472

  • ÉduardManet, Déjéunersur l’herbe, 1862-3

  • • «Il volto di profilo è distaccato dall’osservatore e appartiene […] aduno spazio condiviso con altri profili posti sulla superficiedell’immagine. Per dirla nelle grandi linee, è come la formagrammaticale della terza persona, l’impersonale ‘egli’ o ‘ella’ con laforma verbale concordata e appropriata; mentre al viso rivoltoall’esterno viene accreditata un’attenzione uno sguardo latentementeo potenzialmente rivolto all’osservatore e corrispondente al ruolo dell’‘io’ nel discorso, con il suo complementare ‘tu’: sembra esistere pernoi e per sé in uno spazio virtuale contiguo al nostro ed è pertantoappropriato ad una figura simbolica o che porta un messaggio»(Shapiro, Per una semiotica del linguaggio visivo (1973), Meltemi,2002).

  • Rappresentazione dell’enunciatoreLa figura dell’enunciatore all’interno dell’enunciato è un modo per sottolinearel’attività enunciativaIl pittore si può variamente rappresentare nella sua opera:

    • Come autore testualizzato: ad esempio nelle miniature medievali spesso ilminiatore si rappresenta all’interno di un capolettera che sta dipingendo

    • Come autore mascherato, nella parte di un personaggio: es. Caravaggioche dà la sua fisionomia alla testa di Golia

    • Come visitatore: l’autore è presente nella rappresentazione ma non nellevesti di un personaggio: è un estraneo che osserva dall’esterno larappresentazione senza essere visto dagli altri personaggi

    • Come autore in autoritratto riportato: nella rappresentazione c’èl’autoritratto del pittore; il pittore può rappresentare se stesso nell’atto didipingere (cfr. Polidoro, Che cos’è la semiotica visiva, 2008: 72-3)

  • Diego Velázquez, Las Meninas, 1656

  • Strutture discorsive

    • Il percorso narrativo si concretizza attraverso procedure di

    • Attorializzazione (passaggio da attanti a attori)• Spazializzazione (contestualizzazione spaziale) • Temporalizzazione (collocazione in un momento storico, aspetto: puntuale,

    continuo, frammentario, ricorsivo, omogeneo)• Tematizzazione (incarnazione di determinati valori)• Figurativizzazione (attribuzione di una sembianza)

    > effetto di veridizione.

  • Attori e attorializzazione• Sul piano virtuale: attanti, funzioni dello schema narrativo:

    • Soggetto, antisoggetto, destinante, destinatario, aiutante, opponente

    • Sul piano reale, dell’enunciato: attori, soggetti specifici, individui, che occupano le posizioni attanziali

    • Un attore può incarnare un ruolo attanziale o più ruoli, ad es. soggetto e destinante di se stesso (effetto eroico o colpevolizzante), oppure soggetto e destinatario di manipolazione (effetto vittimizzante).

    • Può essere caratterizzato dal ruolo attanziale e da un ruolo tematico (es. il ladro, il terrorista, il portaborse ecc.) e da una fisionomia figurativa (aspetto esteriore): figurativizzazione.

    • Ogni racconto può scegliere livelli diversi di individuazione (nome, età, volto, storia personale ecc.) ad esempio di autori di atti terroristici e di vittime.

  • Debrayage spaziale• Produzione dello spazio oggettivo dell’enunciato, distinto dallo spazio

    dell’enunciazione (virtuale e presupposto).

    • Localizzazione spaziale del racconto a partire dallo spazio di riferimento (spazio topico o spazio zero), che comprende lo spazio utopico (dove si svolgono le azioni) e gli spazi paratopici (dove il soggetto acquisisce le competenze)

    • Gli spazi adiacenti allo spazio topico sono gli spazi eterotopici.

  • Luoghi• Spazializzazione: contestualizzazione spaziale di un certo

    programma d’azione

    • Ad esempio i giornali si differenziano per il diverso grado di specificazione del contesto e di costruzione dello spazio, che può essere:

    • Umanizzato: luoghi dotati di storia, di una identità socio-politica, di una identità linguistico-culturale

    • Geografico: oggettivo, quantificabile, relazionale (individuazione di vicinanza e distanza di un luogo da un altro luogo)

    • Politico

  • Debrayage temporale• Tempo dell’enunciazione: ora• Tempo enunciativo: non ora, allora (localizzazione temporale: presente nel

    racconto)

    • Debrayage enunciazionale: proiezione nel discorso di un ‘ora’ che produce un simulacro dell’istanza di enunciazione.

    • Aspettualità: • Incoatività: fuoco sul momento iniziale dell’azione• Duratività: fuoco sullo svolgimento dell’azione• Terminatività: fuoco sul momento conclusivo dell’azione

  • Tempo della narrazioneGenette, Figure III (1972), trad.it., Einaudi, Torino, 1976 (pp. 259-265):«Con una dissimmetria le cui ragioni profonde ci sfuggono, ma che èiscritta nelle strutture stesse della lingua (o, per lo meno, nelle grandi“lingue di civiltà” della cultura occidentale), posso benissimo raccontareuna storia senza precisare il luogo in cui si svolge, e se questo luogosia più o meno vicino a quello in cui la racconto, mentre mi è quasiimpossibile non situarla nel tempo rispetto al mio atto narrativo, poichédevo necessariamente raccontarla a un tempo del presente, delpassato o del futuro. Ne deriva forse il fatto che le determinazionitemporali della istanza narrativa sono chiaramente più importanti dellesue determinazioni spaziali».

  • Semantica discorsiva

  • Tematizzazione• Declinazione umana, politica, geografica, sociale, di un

    tema trattato (es. libertà, pace, ecc.)• Logica dei valori

  • Figurativizzazionedi un tema: energia

    Cfr. precedente immagine: “Red Bull ti mette le ali”

  • La cena ti è rimasta sullo stomaco? Brioschi. Digerire semplice

  • • Un sema propriocettivo (/pesantezza di stomaco/) viene figurativizzato come un cinghialetto vivo posizionato sullo stomaco.

    • La figurativizzazione appartiene al piano del contenuto e può essere declinata sia in senso visivo che verbale (es. la parabola è una figurativizzazione).

    • I testi visivi come i testi verbali possono esser più o meno figurativi, cioè più o meno concreti o astratti.

    • La figurativizzazione può assumere le seguenti forme• Esemplificazione• Metaforizzazione• Sinestesia

  • A MISURA DEL TUO DOMANI.

    LA NOSTRA RISPOSTA È SEI MIL IONI DI VOLTE S Ì .Non siamo grandi perché abbiamo sei milioni di clienti, lo siamo perché ogni giorno ci impegniamo a

    non perderne di vista nemmeno uno. L’esperienza assicurativa di Aurora e Unipol - riunite in UGF Assicurazioni e affi ancate dalla solidità di UGF Banca - ci permette di offrire prodotti convenienti, soluzioni integrate e servizi innovativi all’altezza delle aspettative delle persone e delle aziende;

    delle loro sfide quotidiane, del loro bisogno di sicurezza, dei loro progetti per il futuro. Per questo, quando hai al tuo fi anco una realtà come UGF, il primo a guadagnarci sei tu.

    WWW.AM ISURADELTUODOMAN I . I T

    FRA CHI MI VEDE COME CLIENTE C’È QUALCUNO CHE MI RICONOSCE COME PERSONA?

    Cfr. Pozzato, Capire la semiotica, p. 107

  • Piano verbale, stile enunciazionale

    1. “Fra chi mi vede come cliente / c’è qualcuno che mi riconosce come persona?”(Complicità)

    2. La nostra risposta è sei milioni di volte sì. (Distanza istituzionale)

    3. Non siamo grandi perché abbiamo sei milioni di clienti, lo siamo perché ogni giorno ciimpegniamo a non perderne di vista nemmeno uno. (Distanza istituzionale)

    4. L’esperienza assicurativa di Aurora e Unipol – unite in UGF Assicurazioni e affiancatedalla solidità di UGF Banca – ci permette di offrire prodotti convenienti, soluzioni integratee servizi innovativi, all’altezza delle aspettative delle persone e delle aziende; delle lorovite quotidiane, del loro bisogno di sicurezza, dei loro progetti per il futuro. (idem)

    5. Per questo, quando hai al tuo fianco realtà come UGF, il primo a guadagnarci sei tu.(Ammiccamento)

    6. Unipol Gruppo Finanziario / A misura del tuo domani. (idem)

  • Piano visivo

    • La categoria del piano dell’espressione sfuocato / a fuoco(contrasto eidetico) rimanda semisimbolicamente allacategoria del piano del contenutoimpersonale/personalizzato

    • Linea continua (vs discontinua) del parapetto(contenitore/contenuto; presente /futuro), stile classico (vsbarocco).

    • Basso cromatismo dello sfondo / luminosità della terrazza

  • Figurativo e plastico

  • Greimas, Semiotica figurativa e semiotica plastica, 1984

    • Testo figurativo: rappresentazione di persone, animali, oggetti, paesaggi ecc.

    • Testo plastico: articolazione di spazi, linee, colori, elementi compositivi astratti.

    I due linguaggi, figurativo e plastico, sono autonomi, anche se continuamente interrelati.

  • Concreto / astratto• I testi visivi come i testi verbali possono esser più o meno figurativi, cioè più o

    meno concreti o astratti.

    • La figurativizzazione appartiene al piano del contenuto e può essere declinata sia in senso visivo che verbale.

    • Semi esterocettivi (elementi figurativi minimi): legati alla percezione del mondo esterno (alto/basso, duro/molle, volume/superficie, destra/sinistra, ruvido/liscio, dolce/amaro)

    • Semi interocettivi: concettuali, astratti (libero/costretto, cosa/evento, processo/sistema) all’inquadramento concettuale che diamo al mondo

    • Semi propriocettivi, legati all’esperienza percettiva del nostro stesso corpo, articolazioni della categoria timica (felice/infelice, doloroso/indolore)

  • Categorie dell’analisi plastica• Topologiche: distribuzione degli elementi nello spazio: alto/basso;

    destra/sinistra; periferico/centrale; circoscrivente/circoscritto;segmentano l’insieme in parti discrete

    • Eidetiche: forme (in senso geometrico: circolari, quadrate, ellittiche);linee (curva, retta, spezzata, continua); contorni (frastagliato, netto)

    • Cromatiche:• Colori: radicali cromatici: rosso, giallo, verde, blu; acromatici: bianco, nero, grigio;

    semicromatici: marrone;• saturazione (quantità di bianco);• Valore: luminosità (quantità di luce).

    Come nel caso della semantica, non è possibile qui individuare uninventario chiuso di categorie di analisi

  • Tipi di distribuzione spaziale

    Centrale inglobato

    Alto

    Basso

    Sinistra Destra

    InglobantePeriferico

  • Densità figurativa• Alta densità figurativa (iconismo): una rappresentazione

    produce un forte effetto di realtà

    • Media densità figurativa: l’oggetto è facilmentericonoscibile ma non si produce un effetto di realtà(figurativo)

    • Bassa densità figurativa: presenza di pochi formanti,rappresentazione astratta, l’osservatore deve compiereun maggiore lavoro interpretativo (figurale).

  • Formanti• Tratti visivi che consentono di riconoscere una configurazione come il

    significante di un oggetto.

    • Nella comprensione preliminare di un testo visivo scelgo tra tutti glielementi visibili quelli che mi sembrano pertinenti, significativi,portatori di significato (operazione di pertinentizzazione).

    • Formanti figurativi : simboli culturali, contorno delle figure;es. camicia, acqua, fuoco ecc.

    • Formanti plastici: colori, posizione delle figure nel foglio, linee, formees. oro, verde, alto/basso

  • Livello iconicoaltamente figurativo

  • Albrecht Dürer, San Girolamo, 1494

  • Jan van Ejck, San Girolamo nello studio, 1442

  • • Spazio rappresentato a livello figurativo: lo studio, il deserto, la natura

    • Spazio rappresentante: superficie in cui compaiono le figure e gli elementi della rappresentazione che possono intrattenere tra loro diverse relazioni spaziali: in alto, in basso, a destra, a sinistra, inglobati o inglobanti; rapporto figura/sfondo, prospettiva (categoria topologica)

  • Livello figurativodi media densità

    canoni comuni di rappresentazione e riconoscibilità

  • Paul Klee, Vorort, 1958

  • • Eco, Kant e l’ornitorinco, 1997Questione della presunta similarità tra l’oggetto e la sua rappresentazione.Noi non confrontiamo le rappresentazioni direttamente con gli oggetti ma con i loro tipi cognitivi memorizzati, che comprendono anche fattori personali e culturali.Il tipo cognitivo mi permette di riconoscere le cose nella realtà.Nel riconoscimento delle rappresentazioni delle cose (ipoicone) intervengono regole convenzionali e culturali.Per Greimas il riconoscimento richiede l’intervento di una griglia di lettura che costituisce la semiotica del mondo naturale (macrosemiotica).

  • Livello figurale

    stilizzato, sfuocato, ecc.

  • Paul Klee, Forrest, 1925

  • Livello plastico

    completamente astratto

  • Livello plastico

    Kandinsky, Circles in a circle, 1923

  • Vedere/guardare

    Vedere qualcosa significa decidere o sapere cosaguardare, perciò riconoscere in una forma visiva un senso.Le immagini non rappresentano le cose ma le nostre ideedelle cose.Alcune immagini consentono una doppia lettura(indecidibili, bistabili), dunque convocano un’attivitàcognitiva.(cfr. Marrone, Introduzione alla semiotica del testo, p. 138-140)

  • Figure bistabili

  • Simbolismo e semisimbolismo• Simbolismo: un tratto dell’espressione veicola un tratto del contenuto

    (semiotiche monoplanari secondo Hjelmslev); esempio: il colore oronella cultura medievale sta per sacro; il verde nella culturacontemporanea sta per natura; il nero per lutto ma anche pereleganza, il rosso per passione, ecc..

    • Semisimbolismo: un contrasto espressivo veicola un contrastosemantico; tratti dell’espressione di tipo contrastivo (es. bianco/nero)veicolano un’intera categoria del piano del contenuto (composta dauna coppia di termini in relazione di opposizione es. bene/male). Inuno spot pubblicitario si può dare l’analogia b/n : colore = disforia :euforia. Si istituisce una sorta di analogia tra due elementi del pianodell’espressione e due elementi sul piano del contenuto. Ad es. nellapittura antica alto/piccolo : centrale/grande = precedente : successivo.

  • Cfr. Marrone, Introduzione alla semiotica del testo, Laterza, 2011: 134

  • Identità visive

  • 1962

  • Floch, Identità visive, Angeli 1997 (ed. or. 1995)

    Caratteristiche stabili del logo IBM:• Struttura ternaria (le tre lettere del logo)• Font (Egyptian) angoloso (grazie ad angolo retto)• Monocromatismo• Sistema a bande con tratti orizzontali alternati (pieni-vuoti)

    Effetti di senso• Il font pesante e spigoloso comunica un’idea di stabilità e solidità

    (affidabilità e serietà)• Il font è tipicamente americano, molto usato in annunci commerciali e

    affissioni: comunica “americanità” e “ambito commerciale, affari”• Le strisce ricordano la logica binaria (sì/no, acceso/spento) su cui si

    basa il computer

  • 1977

  • Caratteristiche costanti del marchio Apple:• Figura stilizzata della mela, struttura compatta• Forme curvilinee• Policromatismo (rinvio ai colori dell’arcobaleno)• Sistema di strisce contigue

    Associazioni enciclopediche:• Mela di Adamo ed Eva: voglia di novità, irriverente

    insofferente verso le regole• Mela di Newton: rivoluzione scientifica• Naturalità: usability• Colori dell’arcobaleno: cultura hippy e psichedelica• Opposizione alla “Grande Mela”: New York, in cui ha sede

    l’IBM

  • Valori plastici dei marchi IBM e Apple a confronto (Polidoro, Semiotica visiva, Carocci, 2008: 111)

    IBM Apple

    Struttura Configurazionecomplessa

    Configurazione semplice

    Ripetizione Non ripetizione

    Bande disgiunte Bande congiunte

    Colori Monocromatici Policromatici

    Freddi Caldi

    Forme Dritte Curve

  • 1997

  • 1995