Disturbi dello spettro autistico PARTE 1 Disturbi dello spettro autistico PARTE 1 ¢â‚¬¢ Problemi e cambiamenti

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  • Disturbi dello spettro autistico PARTE 1

    • Problemi e cambiamenti storici nel concettualizzare l’autismo

    • Criteri diagnostici DSM-V • Strumenti di screening e diagnostici • Epidemiologia • Prime fasi dello sviluppo nel disturbo dello spettro

    autistico • Neuroscienze

  • Disturbi dello spettro autistico PARTE 1

    • Problemi e cambiamenti storici nel concettualizzare l’autismo

    • Criteri diagnostici DSM-V • Strumenti di screening e diagnostici • Epidemiologia • Prime fasi dello sviluppo nel disturbo dello spettro

    autistico • Neuroscienze

  • Diagnosi

    a. L’atto o processo attraverso cui si identifica o

    determina la natura e la causa di un deficit o

    una patologia attraverso la valutazione della

    storia del paziente, valutazione clinica, di test

    e dei dati di laboratorio.

    b. L’opinione che deriva da tale valutazione

  • Diagnosi

    Per i disturbi psicologici/psichiatrici questo processo

    coinvolge l’identificazione e la valutazione di

    comportamenti, pensieri e sentimenti.

    Impatto negativo sulla vita dell’individuo

    Il Sistema ufficiale per la classificazione di questi

    disturbi e’ realizzato dall’ American Psychiatric

    Association (APA)

  • Background storico

    1840: Registro di individui con insanita’ mentale

    1880: 7 categorie di malattie mentali

    1945: 2GM; sono necessarie ulteriori catergorie per i veterani di guerra

    1952: Diagnostic and Statistical Manual: Mental Disorder (DSM-I)

  • Revisioni del DSM

    DSM-I :1952

    DSM-II : 1968

    DSM-III : 1980

    DSM-III-R : 1987

    DSM-IV : 1994

    DSM-IV-TR: 2000

    DSM-5: 2013

    Dal DSM-I, il numero di disturbi è passato da circa 100 a circa 300. A partire dal DSM-IV c’è stato un tentative di coordinamento con il Sistema di classifcazione ICD

  • Sviluppo di una categoria diagnostica

    Kanner (1943) – psichiatra austriaco

    • Descrive 11 bambini con “disturbo autistico del contatto affettivo”, felici se lasciati soli ma poco reattivi in ambito relazionale.

    • Ritiene che la loro difficolta’ principale risieda nell’inabilita’ a comunicare

    • Eziologia psicogena. I genitori furono considerati freddi, distaccati e perfezionisti e, in quanto tali, causa dell’autismo dei figli.

    Scoprì 3 punti fondamentali relativi la condizione autistica: isolamento acustico, desiderio di ripetitivita’, isolotti di capacita’ in un contesto di ritardo mentale generalizzato.

  • Sviluppo di una categoria diagnostica

    Rutter (1978) – psichiatra inglese

    • Delinea una caratterizzazione dell’autismo basata sulla descrizione di Kanner

    • Ne include anche risultati di ricerche scientifiche (DNA, neuroimmagine, interazione tra biologico e sociale)

    • La sua descrizione diviene la prima definizione ufficiale di autismo (DSM-III:1980)

  • DSM-IV-TR (2000): Disturbi pervasivi dello sviluppo

    • Disturbo autistico: triade di deficit in interazione sociale, comunicazione e interessi e comportamenti ristretti.

    • Sindrome di Asperger

    • Sindrome di Rett

    • Disturbo disintegrativo dell’infanzia

    • Disturbo pervasivo dello sviluppo NAS (DPS-NAS)

  • Disturbo autistico DSM-IV

    Comparsa dei sintomi prima dei 30 mesi di vita. Deficit che riguardano:

    1) Socializzazione 2) Comunicazione 3) Interessi ristretti/comportamenti ripetitivi

  • Sindrome di Asperger (spesso detto Autismo ad alto funzionamento)

    Stessi sintomi del disturbo autistico tranne il criterio di ritardo nel linguaggio a 30 mesi

    Linguaggio e abilita’ cognitive precoci preservate nelle prime fasi di sviluppo

    Hans Asperger (1944)

  • Sindrome di Rett

    • Solo in individui di sesso femminile

    • Breve periodo di sviluppo nomale (circa 6 mesi) seguito da riduzione della crescita della circonferenza cranica, perdita di movimenti manuali intenzionali e sviluppo di un ritardo psicomotorio, perdita di interesse sociale.

    • Deficit nello sviluppo del linguaggio

  • Disturbo disintegrativo della fanciullezza

    • Traiettoria di sviluppo molto diversa dal disturbo autistico e con prognosi peggiore

    • Sviluppo normale per 2 anni

    • Drammatico deterioramento di linguaggio, competenze sociali, perdita’ del controllo di sfinteri e vescica e della coordinazione senso-motoria

  • Disturbo pervasivo dello sviluppo NAS

    • Casi sotto-soglia

    • I soggetti mostrano deficit nell’interazione sociale, comunicazione e/o comportamenti stereotipici ma non raggiungono i criteri per nessuna delle categorie di disturbo pervasivo dello sviluppo.

    • IL DPS-NAS era quello maggiormente diagnosticato ma il meno studiato.

  • Problematiche associate alla descrizione DSM-IV

    • Mancanza di evidenze genetiche/psicologiche che dimostrassero l’esistenza dei sottogruppi

    • Inconsistenza nella diagnosi clinica della sindrome di Asperger

    • I deficit sociali e comunicativi sono spesso sovrapposti e difficili da distinguere

    • Le problematiche sensoriali non vengono prese in considerazione

  • Disturbi dello spettro autistico PARTE 1

    • Problemi e cambiamenti storici nel concettualizzare l’autismo

    • Criteri diagnostici DSM-V • Strumenti di screening e diagnostici • Epidemiologia • Prime fasi dello sviluppo nel disturbo dello spettro

    autistico • Neuroscienze

  • DSM-5 (2013): Disturbi dello spettro autistico

    • Tutti i sottogruppi di disturbi pervasivi dello sviluppo sono stati rimossi e presentati sotto una sola categoria

    • Vengono identificati ‘bisogni aggiuntivi/altre difficolta’

    • La gravita’ (grave, moderata, lieve) puo’ essere documentata sulla base del grado di supporto necessario

  • DSM-5 (2013): Disturbi dello spettro autistico

    Dato che i deficit sociali e comunicativi sono spesso sovrapposti e difficili da distinguere, la triade di deficit descritta nel DSM-IV viene ridotta nel DSM- V a 2 macro-aree

    1) Deficit della comunicazione sociale e interazione

    2) Comportamenti e/o interessi e/o attività ristretti e ripetitivi.

  • 1) deficit della comunicazione sociale come evidenziato da tutti e 3 i seguenti punti:

    • Deficit nella reciprocità socio-emotiva

    • Deficit nei comportamenti comunicativi non verbali usati per l´interazione sociale

    • Deficit dello sviluppo, della gestione e della comprensione delle relazioni

  • 2) Comportamenti e/o interessi e/o attività ristrette e ripetitive. Almeno due dei seguenti:

    • Linguaggio, movimenti o uso di oggetti stereotipati o ripetitivi

    • Eccessiva fedeltà alla routine, comportamenti verbali o non verbali riutilizzati o eccessiva riluttanza ai cambiamenti

    • Interessi altamente ristretti e fissati, anormali in intensità o argomenti

    • Iper o Ipo-reattività agli stimoli sensoriali

  • Anomalie sensoriali

    • Iper o Ipo-reattività agli stimoli sensoriali o interessi insoliti verso aspetti sensoriali dell'ambiente: apparente indifferenza al caldo/freddo/dolore, risposta avversa a suoni o consistenze specifiche, eccessivo annusare o toccare gli oggetti, attrazione per luci o oggetti roteanti.

    • Le anomalie sensoriali sono osservate in proporzioni che vanno tra il 69 e il 90% di individui con ASD (Kern et al., 2007)

    • Influenza le risposte a stimoli uditivi, visivi, olfattivi e tattili (Gerland, 2003)

  • Introduzione dei livelli di gravita’

    • 3 livelli (lieve, moderato e grave) sulla base della quantita’ di supporto necessaria

  • LIVELLO DI GRAVITÀ COMUNICAZIONE SOCIALE COMPORTAMENTI RISTRETTI, RIPETITIVI

    LIVELLO 3“È necessario un supporto molto significativo”

    Gravi deficit delle abilità di comunicazione sociale, verbale e non verbale, causano gravi

    compromissioni del funzionamento, avvio molto limitato delle interazioni sociali e reazioni minime

    alle aperture sociali da parte di altri.

    Inflessibilità di comportamento, estrema difficoltà nell’affrontare il cambiamento o altri

    comportamenti ristretti/ripetitivi interferiscono in modo marcato con tutte le aree del funzionamento.

    Grande disagio/difficoltà nel modificare l’oggetto dell’attenzione o l’azione.

    LIVELLO 2“È necessario un supporto significativo”

    Deficit marcati delle abilità di comunicazione sociale verbale e non verbale; compromissioni

    sociali visibili anche in presenza di supporto; avvio limitato delle interazioni sociali; reazioni ridotte o

    anomale alle aperture sociali da parte di altri.

    Inflessibilità di comportamento, difficoltà nell’affrontare i cambiamenti o altri comportamenti ristretti/ripetitivi sono sufficientemente frequenti

    da essere evidenti a un osservatore casuale e interferiscono con il funzionamento in diversi

    contesti. Disagio/difficoltà nel modificare l’oggetto dell’attenzione o l’azione.

    LIVELLO 1“È necessario un supporto”

    In assenza di supporto, i deficit della