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Diritti umani, tortura e violenza strutturale in Italia ... · PDF fileLa sub-cultura totalitaria dei torturatori si espresse nelle canzoni fasciste, ... In antropologia sociale, questo

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  • Dada Rivista di Antropologia post-globale, speciale n. 1, 2017 - Violenza e conflitto

    Diritti umani, tortura e violenza strutturale in ItaliaPer un rinnovato impegno dellantropologia applicata

    Lia Giancristofaro

    Human rights, torture and structural violence in Italy. The applied anthropology renews itscommitment

    AbstractIn Italy, public authorities entrusted with the management of public conflict have to face theembarrassing fact that, at present, the State suspends its judgment on police exercising violence ondefenseless citizens. The international system produces mutual commitments in order to avoid the useof terror and torture, and it is now accepted that the terrain of peace operations is directed not onlytoward physical issues, but also towards communities, which can be managed with the help of dialogictools, recognizing to the military body the function of social change agent. The military corps musttherefore follow paths which differ from the traditional training, finding an ally in the socio-anthropological training. To rethink the role of armed forces and their ability to act in the complexity,in Italy the agents need to understand that their values and goals are not shared, so that they candialogue with different cultural systems, instead of using coercive means. Italian anthropology hasintroduced a broad set of changing analytical perspectives requiring new theoretical andmethodological instruments fit for the study of emergency and not only ordinary social and culturalcontexts. Socio-anthropological science is public, therefore it could be operating in those new formats,acquiring the added value of applied anthropology.Keywords: Human rights, government, torture, applied anthropology

    Lo stato di eccezionalit del G8 a Genova: il cortocircuito semiotico di Bolzaneto2001

    Sui fatti di Bolzaneto, e su come la loro analisi giuridica port alla definizione diepisodi di tortura, esiste una sorta di etnografia indiretta, rappresentata dai documentiprocessuali. Personalmente, ho trovato utile il riesame fatto a freddo delladocumentazione testimoniale gi esaminata e discussa nel processo di primo grado acarico di quanti erano imputati di detti fatti di violenza. Il riesame fu svolto dalmagistrato competente, Roberto Settembre; attualmente, possiamo conoscere iretroscena di queste violenze di Stato perch il magistrato, una volta uscito dalruolo a causa del pensionamento, ha legittimamente dato alle stampe il percorsogiuridico e scientifico attraverso il quale ha definito il trattamento dei manifestantipresso la caserma di Bolzaneto come tortura e in quanto tale non punibile dalloStato italiano (Settembre 2014). Ma andiamo per gradi.

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    La sigla del G8, unita ai nomi della Scuola Diaz e della Caserma di Bolzaneto,evoca una delle pagine ufficialmente negative della storia recente, laddove lo statodi eccezionalit dellappuntamento di Genova del 2001 giustific la pi gravesospensione dei diritti democratici in un Paese occidentale dopo la seconda guerramondiale (dalla Proposta dinchiesta parlamentare sulle vicende relative ai fattiaccaduti a Genova nel luglio 2001 - Relazione, Camera dei Deputati, 24 luglio 2007).I fatti accaddero a Genova a partire da gioved 19 luglio sino a domenica 22 luglio2001, contestualmente allo svolgimento della riunione del G8. Durante la riunione deicapi di governo dei maggiori paesi industrializzati, i movimenti no-global e leassociazioni pacifiste, esattamente come ognuno si aspettava e temeva, diedero vita amanifestazioni di dissenso, degenerate in gravi tumulti di piazza, con scontri tra leforze dellordine e i manifestanti. La morfologia della citt, malgrado le misure disicurezza, non era idonea a garantire una efficace gestione dellordine pubblico: unasorta di richiamo della coscienza aveva attirato circa 50.000 attivisti del movimentono-global, il quale si era coagulato a Seattle (30 novembre 1999, conferenzadellOrganizzazione Mondiale del Commercio). Nel 2001, manifestazioni e scontri sierano verificati il 27 gennaio a Davos, in occasione del Forum Economico Mondiale,dal 15 al 17 marzo a Napoli e il 15 giugno a Gteborg, per il summit europeo. Leproteste miravano a portare allattenzione dellopinione pubblica mondiale ilproblema del controllo delleconomia da parte di un gruppo ristretto di potenti che,forti del peso economico, politico e militare dei loro paesi, si ponevano come autoritmondiale rispetto alle sovranit nazionali dei singoli paesi. Inoltre, si contestavano lepolitiche e le ideologie neoliberiste adottate dalle organizzazioni sovranazionali comelOrganizzazione Mondiale del Commercio e il Fondo Monetario Internazionale. Lamarcia dei 50.000, nel giorno di apertura, si snod per Genova senza problemi, ma apartire da venerd 20 luglio gli scenari cambiano bruscamente. Le pacifiche tutebianche e i militanti del Genoa Social Forum (GSF), ovvero un organismotemporaneo con ruolo di coordinamento fra soggetti di diverse nazionalitintenzionati a manifestare pacificamente a Genova, marciarono verso la zona rossalungo le strade devastate dagli anarchici e la polizia si scontr duramente con essi,mentre in periferia i black block anarchici e movimenti a essi affini distruggevanotutto quello che trovavano. Limponente manifestazione dei pacifisti si trov strettatra le cariche delle forze dellordine e la violenza dei Black Block e la guerriglia siestese a tutta la citt con un bilancio di centinaia di feriti e di arrestati. Nella notte, leforze dellordine fecero irruzione negli edifici che temporaneamente ospitavano undormitorio di manifestanti e il centro stampa del GSF: il blitz port 93 fermati, 66feriti e uno scambio di accuse violentissimo tra forze dellordine e GSF. Molti deifermati furono condotti alla caserma di Bolzaneto, dove subirono atti di violenza daparte di elementi delle forze dellordine. Cos, levento preparato a Genova, anzichesprimere linclusione sociale e la capacit negoziale di una democrazia partecipativa quella italiana che entrava nel gruppo delle nazioni pi potenti del Pianeta, sitrasform in una battaglia con un morto, molti feriti, una citt devastata e un

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    http://it.wikipedia.org/wiki/Camera_dei_Deputatihttp://legxiv.camera.it/_dati/leg15/lavori/documentiparlamentari/indiceetesti/022/018/relazione.htmhttp://legxiv.camera.it/_dati/leg15/lavori/documentiparlamentari/indiceetesti/022/018/relazione.htm

  • Dada Rivista di Antropologia post-globale, speciale n. 1, 2017 - Violenza e conflitto

    intervento notturno inadeguato da parte delle forze di sicurezza, il quale merita lariflessione antropologica. Infatti, allingresso della caserma di Bolzaneto, moltepersone fermate, pur essendo inermi e indifese, furono accolte dal grido benvenutiad Auschwitz e, a partire da quel momento, subirono unazione sistematica dicrudelt, umiliazione e tortura (Settembre 2014).

    Quella specie di violenza rituale esercitata in nome dello Stato lasci traumiindelebili nei manifestanti che, pur essendo estranei agli scontri o solo marginalmentecoinvolti, erano capitati nelle retate e si erano ritrovati dentro i cellulari. Nei giorniseguenti i fatti di Genova, la stampa internazionale, disinteressandosi dei mediocririsultati del vertice ufficiale, diede molto rilievo agli incidenti, definendo lirruzionenella scuola Diaz e gli episodi di Bolzaneto come degni di una dittatura. Daltronde,la cultura umanitaria e buona parte del discorso politico internazionale considerano lemanifestazioni pubbliche e contemporanee della violenza come un retaggio diirrazionalit che stride scandalosamente con le conquiste della civilt, secondo unasorta di visione cumulativa e progressista della storia. I rappresentanti dello Statodenunciati per violenze furono indagati e processati ma, in primo grado, ottennero lariduzione dei capi di imputazione da 120 a circa 30. Il Procuratore della Repubblica,gli imputati e le parti civili fecero appello e il compito di riesaminare ladocumentazione fu affidato, appunto, a Roberto Settembre, il quale precedentementesi era dovuto occupare della custodia cautelare dei Black Block che avevanorealmente commesso atti di violenza a Genova. Quello contro le forze dellordine fuun riesame della documentazione che era stata esaminata e discussa nel processo diprimo grado. Il giudice ricostru i fatti in modo minuzioso e nel 2012 consegn unalunga e dettagliata sentenza di condanna, la quale sottopose allamministrazionegiudiziaria e allo Stato Italiano un fatto inquietante: le violenze perpetrate a Genovanella Caserma di Bolzaneto contro cittadini indifesi, nonch la difficolt di giudicarlecol loro nome, conclamavano che, nonostante i numerosi impegni internazionalipresi, in Italia non esisteva e tuttora non esiste il reato di tortura (Settembre2014). Malgrado queste difficolt, la sentenza di appello riconobbe lesistenza diquasi tutti i 120 capi di imputazione, confermati dalla Cassazione in data 10/5/2013.Tuttavia, a causa della facile strumentalizzazione politica e della conseguenteconfusione pubblica indotta dai mass media, le scriminanti giuridiche raramentefurono colte nella loro pericolosit per ogni comune cittadino che, con lealt e conspirito pacifico, intenda avvalersi del diritto di manifestare il proprio dissenso. Lestrumentalizzazioni politiche, in taluni casi, consolidarono lidea che i processi controquanti, tra le forze dellordine, avevano oltrepassato la linea invisibile della legalit,fossero invece finalizzati ad assolvere i pericolosi sovversivi che si erano resiresponsabili della gravissima rivol

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