Conflitti Globali 1

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Conflitti globali

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  • ccoonnfflliittttiigglloobbaalliila guerra dei mondi

  • Conflitti globaliPubblicazione semestrale

    Comitato scientifico:Roberto Bergalli (Universidad de Barcelona), Didier Bigo (Sciences Politiques, Paris), Bru-no Cartosio (Universit di Bergamo), Nils Christie (Oslo University), Roberto Escobar (Uni-versit Statale di Milano), Carlo Galli (Universit di Bologna), Giorgio Galli (Universit Sta-tale di Milano), Vivienne Jabri (Kings College, London), Alain Joxe (cole des Hautes tu-des en Sciences Sociales, Paris), Giovanni Levi (Universit di Venezia), Michael LeVine (U-niversity of California), Giacomo Marramao (Universit degli Studi Roma Tre), IsidoroMortellaro (Universit di Bari), Michel Peraldi (Lames-Cnrs-Mmsh, Aix-en-Provence),Iaki Rivera Beiras (Universidad de Barcelona), Emilio Santoro (Universit di Firenze), A-malia Signorelli (Universit di Napoli), Verena Stolcke (Universidad Autonoma de Barcelo-na), Trutz von Trotha (Universitt Siegen), Jussi Vhmki (Tampere University), GianniVattimo (Universit di Torino), Rob J. Walker (Keele University), Adelino Zanini (Univer-sit di Ancona), Danilo Zolo (Universit di Firenze).

    Comitato di redazione:Alessandro Dal Lago (coordinatore), Luca Burgazzoli, Mauro Casaccia, Roberto Ciccarelli,Filippo Del Lucchese, Massimiliano Guareschi, Maurizio Guerri, Luca Guzzetti, MarcelloManeri, Augusta Molinari, Salvatore Palidda, Gabriella Petti, Fabio Quassoli, FedericoRahola, Fulvio Vassallo Paleologo.

    Direttore responsabile:Roberto Ciccarelli

    Copertina e progetto grafico:Rosie Pianeta

    Segreteria di redazione:Dipartimento di scienze antropologiche (Disa) Corso Podest 2 16128 Genovatel. 010/20953732

    Conflitti globali, n. 1, in attesa di registrazione presso il Tribunale di MilanoISBN: 88-88865-07-1

    La pubblicazione di questa rivista possibile grazie al contributo della Dg XII dellUnione euro-pea (progetti di ricerca European Liberty and Security denominati Elise e Challenge).

    Servizio Abbonati:tel. + fax: 02/58317306; info@shake.it; www.shake.it

    Abbonamento annuo:Per lItalia euro 25,00; per lestero euro 35,00C.C.P. 26845206 intestato a ShaKe

    ShaKeViale Bligny 42, 20136 Milano, tel. + fax 02/58317306, www.shake.it, e-mail: info@shake.it

    Stampato presso Bianca e Volta, Truccazzano (MI)

  • SSOOMMMMAARRIIOO

    PPrreesseennttaazziioonnee 5

    LA GUERRA DEI MONDILLaa gguueerrrraa--mmoonnddooAlessandro Dal Lago 11

    LLaa MMoobbiilliittaazziioonnee gglloobbaallee LLoo ssppaazziioo ppllaanneettaarriioo ddeellllaa gguueerrrraa iinn EErrnnsstt JJnnggeerrMaurizio Guerri 32

    RRiibbaallttaarree CCllaauusseewwiittzzLLaa gguueerrrraa iinn MMiicchheell FFoouuccaauulltt ee DDeelleeuuzzee--GGuuaattttaarriiMassimiliano Guareschi 52

    IIll llaavvoorroo ddeellllIImmppeerroo ee llaa rreeggoollaazziioonnee ddeemmooccrraattiiccaa ddeellllaa vviioolleennzzaa gglloobbaalleeAlain Joxe 70

    LLaa ppaarrttee ddeellllee vviittttiimmeeNNoottee ssuulllluummaanniittaarriissmmoo ttrraa gguueerrrree ddii iinnggeerreennzzaa,, ppoolliittiicchhee ddii ssiiccuurreezzzzaa ee ccoonnttrroolllloo ddeelllleecccceeddeennzzaaFederico Rahola 80

    GGlloobbaalliizzzzaazziioonnee vviioolleennttaa,, vviioolleennzzaa gglloobbaalliizzzzaattaa ee mmeerrccaattoo ddeellllaa vviioolleennzzaaTrutz von Trotha 97

    SPETTRI

    UUnnaa lleetttteerraa ddii MMaaxx WWeebbeerr ssuu gguueerrrraa ee ppaacciiffiissmmooAlessandro Dal Lago 111

    TTrraa dduuee lleeggggiiMax Weber 114

    LLoo ssccoonnttrroo ddeellllee ddeeffiinniizziioonnii.. SSuu SSaammuueell HHuunnttiinnggttoonnEdward Said 117

    MATERIALISSiisstteemmii ddii ooccccuuppaazziioonnee ee nnuuoovvee gguueerrrree nneellllEEuurrooppaa ssuudd--oorriieennttaalleeDevi Sacchetto 139

  • LLeettiiccaa aammbbiigguuaa ddeeggllii aaiiuuttii.. IIll llaavvoorroo uummaanniittaarriioo ffrraa cciivviillee ee mmiilliittaarree ddaallllee ccrriissii iiuuggoossllaavvee aallllaa gguueerrrraa iinn IIrraaqqRoberto Ciccarelli e Giuseppe Foglio 160

    RECENSIONI

    MMaarrttiinn SShhaaww,, LLaa rriivvoolluuzziioonnee iinnccoommppiiuuttaaMMiicchhaaeell MMaannnn,, LLiimmppeerroo iimmppootteenntteeMassimiliano Guareschi 175

    AAnnddeerrss SStteepphhaannssoonn,, DDeessttiinnoo mmaanniiffeessttooRoberto Ciccarelli 178

    SSaammuueell HHuunnttiinnggttoonn,, LLaa nnuuoovvaa AAmmeerriiccaaRoberto Ciccarelli 182

    EEmmmmaannuueell TToodddd,, DDooppoo ll''iimmppeerrooLuca Guzzetti 187

    JJaammeess GGooww,, DDeeffeennddiinngg tthhee WWeessttAlex Foti 189

  • Pensare i conflitti politici e sociali, in unaccezione molto ampia, senzaproiettarli su scala planetaria oggi privo di senso. Ci non significa perse-guire unimpossibile lettura unitaria o globale del conflitto come avviene,al prezzo di unevidente deriva ideologica, nelle teorie oggi prevalenti di de-stra (scontro di civilt) o di sinistra (guerra civile globale) quantopiuttosto comprendere la rete di implicazioni di cui ogni conflitto espres-sione. Cos, per esempio, la posta del controllo delle risorse energetiche inMedio Oriente in gioco su diversi piani: egemonia americana, ruolo del-lEuropa (con le sue divisioni e diverse sfere dinfluenza), economia globa-le, mercato petrolifero, crisi dei nazionalismi arabi, movimenti religiosi ecc.Ognuno di questi piani sia locale, sia globale e interconnesso con gli altrisecondo linee di trasformazione che, fase dopo fase, producono un certoquadro strategico. Pensare di definire il quadro in modo monocausale o ri-correndo a logiche binarie (come il conflitto impero-resistenza globale) op-pure alla mera meccanica delle forze (geopolitica) un modo per inibirsi lacomprensione dei conflitti globali.

    La tentazione, oggi prevalente, di una spiegazione culturalista dei conflit-ti priva di respiro, in quanto cristallizza in slogan cognitivi processi moltopi complessi e sfaccettati. Questo emerge dalla situazione irachena, in cuilevidente alleanza tattica antioccidentale di gruppi che si richiamano a cul-ture o confessioni eterogenee laici ex baathisti e nazionalisti, gruppi di ispi-razione sunnita e sciiti di vario genere, autonomi e filoiraniani, islamici gene-rici, propaggini dellinternazionale miliardaria di bin Laden o di altre reti ha svuotato di senso lipotesi di spiegazione religiosa o culturale della guerrascoppiata dopo la sensazionale dichiarazione di Bush secondo cui la missio-ne [era] compiuta. Non per questo, ovviamente, si tratta di ignorare il ruolo

    5

    PRESENTAZIONE

  • delle culture (o, in senso lato, della cultura) nellanalisi dei conflitti sociali epolitici. necessario invece abbandonare il pregiudizio secondo cui il con-flitto oppone modelli culturali pi o meno compatti e riflettere, al contrario,sulla natura politica di molti supposti conflitti culturali.

    Un aspetto decisivo dello stile analitico che qui si propone linteresse peril carattere aleatorio dei conflitti contemporanei (a partire dalla fondamentaleintuizione clausewitziana della guerra come gioco a rischio). Sottolineare ladimensione aleatoria significa semplicemente riconoscere la limitata preve-dibilit dellesito di ogni partita, tattica e strategica, nella definizione del qua-dro conflittuale, dal singolo teatro fino alla situazione complessiva o globale.Si deve tenere conto che, date le caratteristiche dei conflitti contemporanei ubiqui e interconnessi, e in questo senso globali laccelerazione dei processi continua, e comunque superiore a quella che caratterizzava il mondo sini-stramente rassicurante del bipolarismo. I processi sono resi sempre pi veloci e quindi scarsamente prevedibili dal ruolo che il ricorso alle armi ha nelladefinizione dei conflitti. Lubiquit della guerra, e quindi della decisione ar-mata, eventualizza per cos dire le dinamiche politiche e sociali che siamoabituati a pensare come lunghe o lente. Quando si sceglie di combattere, si ri-schia per definizione, ci si espone alla sconfitta (strettamente militare, strate-gica, tattica o politica a seconda dei casi). Il solo fatto di ricorrere alluso indi-scriminato e normale delle armi produce contraccolpi inimmaginabili, diffici-li da prevedere per qualsiasi analisi strategica.

    Naturalmente, alla guerra corrisponde sempre una resistenza che va al dil della mera o apparente sconfitta sul campo dei pi deboli (lIraq insegna).La resistenza tende a trasformarsi in vittoria quando gli sconfitti rifiutano dicombattere come vogliono i pi forti. Napoleone comincia a perdere il suoimpero in Spagna in quanto gli spagnoli non accettano le battaglie campalima praticano la guerriglia, e in Russia perch gli avversari operano una riti-rata strategica in spazi sconfinati; gli americani tendono a perdere le guerreche non si adattano al loro modello strategico (Vietnam, Iraq), allo stessomodo dei russi in Afghanistan e Cecenia. Naturalmente i modelli evolvono:la resistenza popolare alla vietnamita costosissima (1 milione e mezzo dimorti vietnamiti contro i 58.000 americani) e quindi ragionevole pensareche il terrorismo indipendentemente da considerazioni morali rappre-senti linevitabile forma che assume la resistenza contro nemici armati inmodo ipertecnologico. Daltra parte, nulla di particolarmente nuovo sotto ilsole: proprio ci che oggi chiamiamo terrorismo ad avere permesso suscala limitata, non globale, i successi dei gruppi clandestini ebraici contro gliinglesi in Palestina e del Fronte di liberazione nazionale algerino contro ipar francesi...

    Con queste considerazioni, non si vuole proporre una rivista di studi mili-tari, ma una rassegna di ricerche e interventi che, nellanalisi dei conflitti lo-cali-globali non ignorino la dimensione militare come interfaccia abituale oggi, pi di ieri del sociale e del politico. Quindi, una rivista che assuma letrasf